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Mikrà Kermata

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Il termine, in  greco antico o classico, “kermata” , richiamato da molti autori a far data dalla seconda metà del V secolo a.C. trova la sua comune traduzione nella parola italiana: "frazione".
Rispetto ai nominali maggiori in argento, come il tetradramma e la didramma (monete di valore significativo che potevano essere anche tesaurizzate), le frazioni in argento nel mondo greco avevano la funzione di consentire spese correnti e quotidiane ed avevano pesi sotto il grammo che oscillavano a seconda dei ponderali da 0.90 (litre e oboli del mon do greco antico) sino a poco più di 0,10 grammi (onkia).
Lo storico Teopompo di Chios narra che Cimone, stratega ateniese, era aduso passeggiare in insieme a due giovani “manutengoli” al fine di tenere le monete, exontas kérmata, che Cimone stesso doveva utilizzare al mercato, per pagare il biglietto d'ingresso a teatro, per gli acquisti quotidiani, per il bordello, per i pasti fuori dalla sua casa.

 

Postiamo un esempio di frazione: tetras o trionkion.

Al diritto testa di nifa a sinistra, al rovresccio chicco d'orzo fra tre pallini che fungono da segno del valore.

(Siclia antica fine del V sec. a.C. / inizi del IV a.C.).

Trattasi di frazione coniata probabilmente a Panormos (Palermo) dai cartaginesi.

post-208-0-91271200-1392758476.jpg Carthago inSicilia trionkion

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