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IL TETRADRAMMA DI AITNA CON TESTA DI SILENO (UNICUM AUTENTICO ?).

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Tutta l'analisi numismatica svolta da Renzo Apolloni (piakos) in questo topic è stata sottoposta a Copyright

 

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E' attribuito al Maestro del Sileno (o Maestro di Aitna), di cui si conosce un unico esemplare, si trova a Brussels (Bibliòtheque Royale de Belgique).

L'autenticità dell'esemplare di Bruxelles è stata (autoreferenzialmente) posta fuori di dubbio, grazie anche ad accurati esami metallografici e microscopici (non pubblicati) e poi lo stesso pedigree sembrebbe a vantaggio della sua autenticità. Degli altri pezzi segnalati non si hanno ancora notizie dirette ma solo leggende metropolitane...da un commento di un noto studioso della moneta siceliota.

Riporta al D. la testa di Sileno, che alluderebbe a Dioniso, con le orecchie appuntite e uno scarabeo. Nel bordo è l'etnico ΑΙΤΝΑΙΟΝ, contornato da un cerchio puntato.

Al rovescio è rappresentatoZues Aitnaios, protettore dell'Etna, volto verso destra, seduto su un trono riccamente decorato e coperto da quella comunemente descritta come una pelle leonina, in realtà è probabile che trattasi di pelle di pantera in quanto sono rintracciabili delle macule e, peraltro, la pantera era sacra a Dioniso. Il Dio è vestito con un ιματιον (imation), che passa sopra la spalla sinistra. Nella mano destra che è in alto sopra la testa tiene un tralcio di vite, mentre la mano sinistra, con il braccio esteso avanti, tiene un fulmine alato, simile a quello delle monete di Catana. Avanti un'aquila, con le ali chiuse su un albero di pino. Pesa 17,23 g ed ha un diametro di 26 mm.

Il culto di Zeus Aitnaios è riportato nelle odi di Pindaro. La moneta risale al periodo di Aitna/Katane (576-461 a.C.) o a quello Aitna/Inessa (successivo al 461 a.C.).

G. E. Rizzo sostiene che allo stesso maestro sono da attribuire un tetradramma di Katane e uno di Naxos (molto noto tra gli estimatori della monetazione Siceliota).

 

 

(Continua...)

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Postiamo altro tetradracma a nome aitnaion, diverso dal post precedente, la cui visione e studio è indipsensabile per la comprensione del tetra con il Sileno sopra postato.

 

Tetradrachm of Katana (named Aitna), 476-466 BC
Obv. quadriga driven by Athena, crowned by Nike, in exergue plant, leave or branch
Rev. Zeus Aitnaios seated, holding thunderbolt and eagle-tipped sceptre AITNAION

 

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475/470 a.C. NAC 13, (1998) lot n. 250 stimato 90.000 fr.sv. che la Casa dichiara come unico.

 

La letteratura cita un unico esemplare conservato all'Antikenmuseum di Basilea.

Fu rinvenuto, intorno alla metà del XX secolo, a Montagna di marzo (l’antica Herbessos) è anch’esso unico, confluì nella famosa collezione dell’industriale farmaceutico ticinese Athos Moretti (poi venduto in asta NAC 13/1998, 250, g. 17,37), a nome di Aitna. Pressente alla vista  “normali” raffigurazioni arcaiche, sicuramente più arcaiche rispetto al tetra di brussell e comunque opera di un diverso incisore.

 

D/ Zeus seduto in trono. AITNAION: SIGNIFICATO ED EPLICAZIONE DELLE IMMAGINI.
Il dio, seduto su un trono, il cui sedile è ricoperto dalla pelle di un leone (la testa è ben visibile) indossa un lungo chitone, che lascia scoperta la spalla destra; la testa è di profilo, il busto di fronte, il braccio destro, piegato ad angolo, afferra il fulmine lampeggiante; la mano sinistra regge uno scettro su cui è appollaiata un’aquila con le ali piegate. Indossa dei calzari e poggia i piedi su uno sgabello • Zeus. Qui raffigurato è Zeus Aitnaios, protettore del monte Etna. L’associazione del dio con il vulcano è attestata da diverse fonti letterarie antiche – tra cui le odi di Pindaro, dedicate a Ierone, tiranno di Siracusa, autodefinitosi Etneo. E’ probabilmente correlabile ad una statua, che si trovava in un tempio, eretto sulle pendici del vulcano. E’ credibile, infatti, ipotizzare che, anche nelle monete, le rappresentazioni di dei e personaggi mitologici riproducano, imitandole, forme dell’arte greca della stessa età. • Fulmine. Per i Greci i fulmini erano impugnati e lanciati dal potente Zeus, il padre di tutti gli dei, a capo del Monte Olimpo. La saetta era un simbolo di immenso potere , e veniva associato anche alla fertilità, visto che, spesso, il fulmine si accompagna alla pioggia che nutre i raccolti. • La pelle di leone , c ome è noto, è uno degli attributi di Eracle, vittorioso nella sua lotta contro il leone di Nemea . L’eroe la indossa o vi si siede sopra, stesa su un elemento naturale, quale una roccia. Zeus è l’unica divinità, a parte Eracle, che, per la sua preminenza su tutti gli altri dei, è degno di potersene servire • L’aquila . Nella mitologia greca, l’aquila era l’uccello sacro a Zeus, che portava avanti e indietro la folgore, che il dio, adirato, lanciava contro i suoi nemici. In questa moneta, l’aquila è appollaiata sullo scettro, sottolineando, in tal modo, la piena regalità del nume.
R/ quadriga che avanza, guidata da Atena
Nell’iconografia delle monete di Siracusa e di Leontine, il regnante veniva rappresentato come un auriga alla guida di una quadriga, che ne rappresentava la funzione. In Aitna, tuttavia, essendo stato nominato basileus un ragazzo, che di fatto, data la sua giovane età, non poteva governare, alla guida del cocchio fu messa Atena, dea della sapienza, della saggezza, delle arti e degli aspetti più nobili della guerra. Caratteristiche, queste, che ben si addicono ad un buon governante. L’atteggiamento della dea, curva in avanti, sembra comunicare le sue intenzioni protettive sul ragazzo. Nike alata , volta a sinistra, simbolo di vittoria, effigiata in alto, indirizza il carro nel suo procedere. Abete In esergo, la stilizzazione di un Abies Nebrodensis, abete tipico delle vaste regioni boschive dell’Etna.
Leggendo dunque la moneta nel suo insieme, possiamo dire che il giovane figlio di Ierone, Dinomenes, che per la sua giovane età non può ancora prendere in mano le redini del governo di Aitna, città ai piedi dell’Etna, raggiungerà traguardi vittoriosi, con la protezione di Atena.

(Fonte: Eliodoro.net)

 

Al riguardo occorre rilevare che anche per il tetradramma con il Sileno di Brussels è stata tentata una valutazione esplicativa che potesse rintracciare il senso della coniazione, fondata sul mito, sulla storia e sull'immagine.

In uno studio specifico, la prof.ssa Caccamo Caltabiano prendeva le mosse dalLa raffigurazione del Sileno, per un'ipotesi piuttosto suggestiva.
In quel periodo a Siracusa la tirannide dei Deinomenidi era appena crollata e ad Aitna c’era il figlio di Ierone, Deinomene (omonimo del fondatore della dinastia), che era ancora un ragazzino e quindi posto sotto la tutela di suo zio, Cromio, cognato di Ierone e valente generale che riuscì a fermare l’attacco di Anassila contro Locri, allora alleata di Siracusa (Giustino 21.3.2).
In tale clima assai critico, Deinomene e Cromio probabilmente vollero mandare un messaggio di forte impatto propagandistico. Deinomene era figlio di re e quindi visto come “figlio di dio”, nelle vesti di Zeus, mentre il vecchio tutore Cromio era visto come Sileno, che era appunto tutore di Dioniso, assai venerato in quelle contrade ricche di vigneti e a sua volta ripreso da Naxos, che da sempre gravitava verso la zona etnea.
Non si conosce bene la fine di Deinomene, che fu forse cacciato o ucciso da Ducezio.

 

(Continua...)

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Nel 475/6 a.C., Gerone conquistò Katane, deportò i suoi abitanti, la ripopolò con greci di stirpe dorica e le cambiò il nome in Aitna. Nel 467 a.C., alla morte di Gerone, gli originari abitanti di Katane ritornarono, cacciarono gli aitnaioi e diedero alla città il nome originario. Gli abitanti di Aitna si rifugiarono in una contrada dell'Etna chiamata Inessa mutandole il nome in Aitna.

Nel 396 Dionisio di Siracusa inviò a Aetna una guarnigione di mercenari campani, che la tennero sotto controllo fino al 339 a.C. quando con l'intervento di Timoleonte la città ritrovò la libertà.

 

La monetazione di quetsa polis riguarda le emissioni monetarie di Aitna (in latino: Aetna, in greco antico Αἰ̈τνη - Aitnē) un'antica comunità greca, corrispondente al centro della moderna Catania. A volte è compresa nella monetazione di Catana.

 

La datazione di queste monete è nel periodo che va dalla conquista da parte di Gerone (476 a.C.) al ritorno degli esuli catanesi nel 463 a.C. (o 461 secondo Diodoro Siculo). A questo periodo appartengono i due tetradracmi sopra postati.

I tetradracmi hanno al rovescio lo stesso tipo, con varianti: Zeus seduto in trono. Al rovescio un tetradracma presenta una quadriga guidata da Atena e l'altro una testa di Sileno. L'attribuzione delle monete deriva dalla presenza dell'etnico (ΑΙΤΝΑΙΟΝ).

 

La monetazione di questo etnico è articolata in varie fasi, la prima delle quali riguarda le coniazioni battuta a Catana quando la città ebbe il nome di Aitna.

La seconda fase riguarda le emissioni emesse dalla comunità nella sua nuova collocazione geografica, nel periodo della dominazione dei mercenari campani, prima del 339 a.C.

Una terza fase è costituita dalla coniazione della fine del III secolo, sotto la dominazione romana.

 

Del tetradracma con la testa di Sileno è noto un unico esemplare che si trova al Cabinet des Médailles Bruxelles, come parte del lascito del barone Lucien de Hirsch.

Al dritto c'è, come visto, la testa di Sileno, volta a destra, con l'orecchio appuntito, l'occhio di profilo secondo lo stile classico, con la palpebra inferiore marcata. Ha in testa una corona di edera. Sotto la testa è raffigurato uno scarabeo. L'etnico è ΑΙΤΝΑΙΟΝ (aitnaion), cioè "degli etnei". Il genitivo plurale è scritto con l'omicron e non con l'omega.

Al rovescio è raffigurato Zeus Aitnaios seduto su un trono riccamente adornato e coperto con una pelle di leone. È rivestito da un ἱμάτιον (himation) che gli copre spalla e braccio sinistro. Con la mano sinistra protesa in avanti tiene un fulmen. La spalla destra è nuda e la mano destra, sollevata, è appoggiata a un vitigno che forma un gancio. Davanti a Zeus, sul lato destro della moneta, c'è un'aquila ad ali chiuse che sosta in cima a un pino.

Gli scarabei dell'Etna erano noti per le notevoli dimensioni, il monte era anche noto per i suoi vini, e per la presenza di pini e abeti. Il conio di questa moneta è stato giudicato uno dei migliori nella monetazione greca.

 

Atena su biga, il rovescio di di questo tetra presenta lo stesso tipo del precedente con qualche variante; in particolare l'aquila si trova in cima allo scettro che la mano sinistra tiene in questo caso.

Al dritto c'è Atena che guida una quadriga lenta che va verso destra. Sopra è raffigurata una Nike. Questa moneta ha caratteristiche stilistiche simili a quelle di Siracusa con lo stesso tipo. La datazione di questa moneta permette di datare anche le monete siracusane omogenee stilisticamente.

 

(Continua...)

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A proposito di falsi: Alberto Campana riferiva in La Moneta.it.

Una segnalazione era stata pervenuta al "Bulletin on Counterfeits", una benemerita rivista svizzera (del Comitato antofalsificazioni dell'IAPN osia dei commercianti numismatici professionisti internazionali) che purtroppo ha chiuso le pubblicazioni nel 1999, dove, al vol. 23 n. 1/2 del 1998, segnala che nel 1997 era stato presentato un esemplare falso al mercato antiquario di Londra, che è stato poi fotografato.

Ecco la pagina scannerizzata:

 

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In nessun caso il falsario è riuscito a creare una moneta con la stessa sensibilità e plasticità, dell'originale anche a causa dell'impossibilità di poter ricavare fedeli calchi dal pezzo nel museo di Bruxelles. Lo stesso artista Bonnetain, che pure aveva accesso alla moneta originale, si è premunito di apportare piccole differenze in modo da evitare confusioni e gli stessi conii sono stati depositati nel museo, anche se per qualche tempo erano rimasti in mano della famiglia dell'artista belga (per cui non si può escludere in maniera assoluta, anche se improbabile, che qualche pezzo possa essere stato stampato di nascosto).

 

Per la cronaca riportiamo che esiste una copia autorizzata della moneta con il Sileno, eseguita dall'incisore belga Armand Bonnetain (medaglista), nel 1942 in una sola copia (in verita' ne fece anche una non autorizzata in bronzo per la propria famiglia).

 

(Continua...)

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Vorrei solo aggiungere a questa bellissima discussione che l'esemplare della NAC 13 e quello dell'Antikemuseum Basel sono la stessa moneta, che fu prestata al museo dal proprietario per una ventina d'anni insieme a tutte le altre monete vendute poi nell'asta 13 della NAC.

 

Arka

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Adesso che grazie all'ottima cultura numismatica di Arka abbiamo svelato il mistero del tetradramma di Aitna ex NAC ed ex Antikemuseum Basel...(non sono due ma è il medesimo), possiamo tentare di svelare il mistero di quello di Brussels.

Stiamo completando uno studio al riguardo.

(Continua...)

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Posto una immagine del diritto del tetra di Brussels che ha un'ottima risoluzione e "regge" gli ingrandimenti.

 

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Dopo le note sopra postate entriamo nel vivo di questo topic.

Evidenziamo che la moneta in esame è nota in tutto il mondo numismatico internazionale: sia in quanto è un unicum, sia per il fascino che sprigionerebbe e, quindi,  per il godimento che si dovrebbe trarre anche dalla visione della sola immagine in foto. Aggiungiamo che la moneta è in una conservazione eccezionale e quindi è caratterizzata da rilievi integri sia al diritto che al rovescio, i quali consentono di apprezzare "a tutto tondo" la qualità dell'incisione.

In poche parole la moneta non presenta segni od usura di circolazione.

Il Museo di Brussells che la custodisce ne è, ovviamente, orgoglioso ed è anche capitato che questo tetradramma è stato "prestato" ad altri musei del mondo per esposizione.

Insomma ci troviamo innanzi ad un'opera d'arte unica considerata di grande pregio non solo numismatico ma anche storico ed artistico.

Ovviamente non potremmo paragonare questo oggetto a opere quali i Bronzi di Riace...ma sicuramente possiamo compararlo con altre monete del mondo greco di capitale importanza anche sotto il profilo artistico, ad esempio citiamo il famoso tetradramma di Naxos, con al rovescio il sileno assiso, che postiamo di seguito in una immagine compendiaria  e due del rovescio.

 

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Si ritiene maggiormente in letteratura (cfr. il Rizzo) che il Maestro incisore di Naxos possa essere lo stesso che ha inciso il tetradramma di Aitna/Sileno, in topic. Con la differenza che mentre nella moneta di Naxos al diritto vediamo Dioniso ed al rovescio il Sileno ebbro che si esercita nelle libagioni, nel nostro di Aitna il Sileno ha ricevuto  la poltrona d'onore, occupando il diritto.

In poche parole il Sileno avrebbe fatto carriera soppiantando Dioniso.

Potrebbe sembrare un progresso democratico?

Dubitiamo, onestamente, che un Sileno potesse aspirare a tanto nel mondo siceliota nei tetradrammi coevi e, peraltro, questo del tetra di Aitna sarebbe l'unico esempio.

 

Noi, per la verità, pur sommessamente e modestamente, dobbiamo avanzare delle perplessità al riguardo del Sileno di Aitna in esame, per come sicuramente riscontrabili nell'analisi e nell'attenta visione dei rilievi monetati, dello stile e della coerenza delle stesse immagini in quanto chiaramente percepibili e valutabili.

Aggiungiamo, con la stessa modestia ed in punta di piedi, che appare strana la mancata valutazione e constatazione - in precedenti sedi - delle argomentazioni che porteremo, di seguito, a riprova dell'incoerenza di questa moneta. E ciò perchè la valutazione avrebbe dovuto essere  evidente per un occhio sufficientemente colto, non solo per la numismatica antica, ma anche per la storia e l'arte coeva. Occorre una particolare sensibilità e preparazione per valutare e "sentire" in quanto originali le opere del mondo greco antico...e ci si chiede come possa essere possibile che tra gli specialisti e gli accademici questa sensibilità possa venire meno.

 

Si precisa che le foto qui postate sono state tutte tratte dal libero web, tratte da  posizioni prive di limitazioni o di copryght e che, peraltro, sono semplicemente rintracciabili tramite specifica ricerca.

 

 

(Continua...)

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Orbene...veniamo al dunque.

 

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Di questo tetra di Aitna con Sileno al diritto si è già discusso in varie sedi... sempre con qualche cautela.

 

A sfavore: si è fatta notare la singolarità di essere questa moneta unica al mondo e di non esserne state rinvenute altre anche in simile o diverso stato di conservazione.

A favore: si potrebbe controbattere che la moneta è stata coniata in un particolare momento storico di Katane Aitna, cioè nel periodo che va dalla conquista da parte di Gerone (476 a.C.) al ritorno degli esuli catanesi nel 463 a.C. (o 461 secondo Diodoro Siculo), quando la città fu rifondata dal tiranno siracusano dopo una eruzione dell'Etna. Un periodo di dominio traumatico e precario in una città dove l'etnia (ionica) della fondazione calcidese era stata deportata e la città era stata conseguentemente ripopolata con stirpi doriche (Suracusa e Peloponneso). Quindi Aitna fu una polis dal carattere precario, dove i despoti Siracusani non ebbero modo di consolidare il proprio dominio.

Sotto il profilo economico e commerciale è opportuno osservare che le milizie di parte dorica venivano pagate con monete emesse direttamentre da Siracusa. Non c'era quindi stretta necessità economica, militare e commerciale per  coniare pezzi pesanti con l'etnico aitnaion e quindi  sarebbero stati emessi pochi "pezzi" con intento prettamente propagandistico piuttosto che commerciale. Ad una scarsa se non scarsissima emissione non può che fare riscontro la difficoltà di rinvenire gli esemplari dispersi nel terreno o tesaurizzati tramite ripostigli.

 

Questa ipotesi, da noi opportunamente approfondita,  ha sicuramente un senso sia storico che numismatico...ma non si vede tuttavia in quale modo le raffigurazioni del tetradrammacon il Sileno, in argomento, potrebbero avere una valenza propagandistica o celebrativa dell'etnia dorica (siracusana) in quel quadro geopolitico.

L'ipotesi suddetta potrebbe avere valido spessore per  l'altro tetradramma noto con l'etnico aitnaion che di seguito ri(postiamo):

 

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in quanto, come sopra già argomentato:

nell’iconografia delle monete di Siracusa e di Leontini, il regnante veniva rappresentato come un auriga alla guida di una quadriga, che ne rappresentava la funzione. In Aitna essendo stato nominato basileus un ragazzo,  Dinomenes (figlio di Ierone) con il compito di governare la città, che di fatto, data la sua giovane età, non poteva governare, quindi sulla moneta - sopra postata - alla guida del cocchio fu messa Atena, dea della sapienza, della saggezza, delle arti e degli aspetti più nobili della guerra. Caratteristiche, queste, che ben si addicono ad un buon governante. L’atteggiamento della dea, curva in avanti, sembrano comunicare le sue intenzioni protettive. La Nike alata, volta a sinistra, simbolo di vittoria, effigiata in alto, indirizza il carro nel suo procedere.

 

Per converso il tentativo di ipotizzare un intento celebrativo e propagandistico nel tetra di Aitna con il Sileno, con riferimento alla rifondazione della polis di Catana (Aitna) da parte di Ierone e della sua stirpe, a nostro modesto ma convinto avviso non trova luogo. Non si rinvengono nella moneta, infatti, richiami o raffigurazioni che possano avere a che fare con Ierone e con l'ambiente siracusano. Anzi, se deve essere presa per buona le raffigurazione dello scarabeo, osserviamo che trattasi di un coleottero tipico dell'ambiente etneo mentre la figura del Sileno richiama anch'esso temi tipici dell'ambinete etneo e delle relative coste (la vite e il vino delle colline, le foreste, le ninfe, le acque, l'inimicizia verso l'agricoltura).

 

Insomma: il tetra del Sileno presenta caratteri iconografici che celebrano l'ambiente etneo tipico della polis di Katane e per nulla richiamano l'etnos dorico e il dominio siracusano  nella rifondata polis di Katane Aitna.

E’ da scartare l’idea che possa essere stato emesso ad Inessa, località più vicina al vulcano e ribattezzata Aitna. Non vediamo in tutta sincerità come una rifondazione così precaria e poco opulenta possa aver giustificato l'emissione di un tetradramma di tale guisa (una moneta pesante destinata al commercio di richche derrate o al pagamento di numerose e professionali milizie mercenarie), peraltro dal grande stile e e di grande bellezza.

 

Per concludere: dall'analisi sopra proposta possiamo ricavare una incongruità storica, simbolica ed etnica per l'emissione del tetra con il Sileno  in argomento, in quanto non avrebbe un senso politico la celebrazione di caratteri ambientali propri della fondazione calcidese (lo scarabeo dell'etna, i boschi etenei, il vino delle pendici e della costa etnea caro al Sileno) nelle emissioni del periodo di Ierone. Il tiranno , per converso, si autocelebra nell'altro tetradramma con il carro, elemento sicuramente più coerente con la rifondazione dorica e tipico delle emissioni siracusane.

 

(Continua...)

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Analizziamo invece temi più conferenti.
Perchè, ammesso (e non concesso), che la moneta in esame possa essere messa in dubbio...il prodotto è stato di un unico esemplare? Come mai il metallurgo si sarebbe accontentato di smerciare una volta sola?
La risposta è molto più semplice di quanto si potrebbe immaginare: perchè costui sarebbe stato non solo abile e scaltro...ma anche intelligente. ;)

 

Ad un livello di "metallurgia" moderna dedita a falsificazioni esimie od egrege, prima di saper incidere e usare la strumentazione utile...bisogna saper usare la testa.

Ogni moneta antica ha delle caratteristiche che la rendono unica nel suo genere: la patina, il metallo, le ossidazioni, la battuta del conio, le dimensioni, il flan, i campi e...spra tutto la conservazione.

Ad un certo livello è già molto difficile rendere un falso credibile e di grande qualità. Renderne più copie vuol dire rischiare di appalesare gli errori, le incoereze, le incertezze. Inoltre fare non una moneta ma anche solo due perfettamente uguali...significa denunciare la inautenticità...proprio perchè tutte le monete molto antiche non sono mai uguali, è diversa la battuta, il peso, la centratura e, ripetiamo, la conservazione. Fatta una moneta falsa che deve passare per antica...provate a farne un'altra che sia uguale e parimenti convincente? Il Bronzo imperiale ha la patina o i toni di colore del metallo dove si può lavorare e, inoltre il bronzo (oricalco o rame in lega) è più facile da "addottorare", aggiustare, pasticciare.

Con le greche c'è minore tolleranza tecnica.

Le monete greche, per concludere, non le facevano in serie al poligrafico o alla zecca dello stato con le presse e i punzoni.

Quindi più copie di grandissimo livello dovrebbero avere un aspetto convincente di pari livello e, nel contempo, non potrebbero essere simil identiche ma, dovrebbero presentare delle diversità credibili.

E questo ragionamento spiega molte cose: basterebbe sbagliare alcune copie o non azzeccarne completamente delle altre...per mandare in malora l'intero baraccone nella comparazione.

Quindi di moneta (fasulla ma di gran livello) se ne fa una...se è rarissima od unica si confezona "la stangata" a chi di dovere...e poi si va a festeggiare con il maltolto.

Un altro esempio può essere la dracma in oro di Stiela che è anch'essa un unicum...questa moneta "emigrò" negli Stati Uniti e fu poi fortemente indiziata di essere un falso. Anche in questo caso, a prescindere del merito sull'autenticità di quest'altra moneta siceliota, resta il fatto che una ne è stata ritrovata o una sola ne è stata prodotta in tempi moderni.

 

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nel riquadro grande:

AV (= 12 Litre AR) (0,90 g.) ca. 413-405 a.C.
D/ Testa laureata di Apollo? a sinistra, con i capelli corti; a sinistra, un ramoscello si pianta acquatica; bordo di puntini
R/ Parte anteriore di toro androcefalo stante a sinistra; all'intorno.

 

Nel riquadro piccolo:

Un discorso a parte riguarda l’unico esemplare conosciuto in oro, che è quello di Gela.

Considerando il peso noto, 0,90 g, il nominale in oro di peso simile finora riscontrato in Sicilia è appunto solo quello di Gela (Jenkins n. 491  23 , noto attualmente in almeno 6 esemplari), con leggenda
ΣΩΣΙΠΟΛΙΣ
, datato poco prima del 405 a.C.

 

(Foto e testo da Alberto Campana)

 

 

Notate come il pezzo di Gela è più morbido e naturale (pur presentando figure più complesse ed originali di quella di Stiela). La dracma di Stiela è piuttosto rigida e schematica nelle raffigurazioni e chiaramente è ispirata dalle litre in argento con lo stesso etnico, che presentano identiche raffigurazioni. Ed anche questo è un errore, le incisioni per i conii delle litre in argento raramente venivano poi riprodotte in oro, semmai accadeva il contrario. Tuttavia...piuttosto che immaginarsene o inventarsene una di fantasia...hanno preferito, nel pezzo in oro di Stiela, copiare la litra in argento, piuttosto che far lavorare la fantasia...se, come alcuni specialisti ritengono, il pezzo non dovesse essere autentico.

 

(continua...)

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Riteniamo ora di tralasciare l'esame di cosa è stato detto sulla moneta in topic, in altri lidi, per non entrare in un labirinto di ipotesi a favore e contro l'autenticità della moneta in esame.

 

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Sostanzialmente sino ad oggi abbiamo quattro dati:

1)- la mancata pubblicazione delle analisi tecniche e microscopiche effettuate dalla per conto della Bibliòtheque Royale de Belgique che ne avvalorerebbero l'autenticità. Al riguardo, come già sopra detto, si ritiene che per le monete antiche e molto antiche l'unica analisi del metallo che darebbe dati certi consisterebbe in sondaggi estremamente invasivi...sino alla distruzione di parte di una moneta.

2)- Le perplessità che suscita sempre un unicum...specificamente se rinvenuto in conservazione eccezionale. Al riguardo osserviamo e rammentiamo che le probabilità di trovare una moneta in condizioni f.d c. o quasi sono, nel mondo antico greco, sopra alla percentuale dell'1 per mille. Per una tipologia come questa del Sileno di Aitna poi, in quanto sicuramente battuta in un numero limitato nel periodo in cui Gerone di Sircusa tenne Catana- Aitna, le probabilità sarebbero ancora inferiori. Insomma: il ritrovamento sarebbe stato un grande colpo di fortuna...che tuttavia non sarebbe da escludere apriori. Resta il fatto che questo ritrovamento (sporadico? o in ripostiglio?) non risulta essere documentato tecnicamente in occasione di scavo e nemmeno a "chiacchiere" nella leggenda delle "trovature" siciliane. Per converso ed a titolo di esempio, rammentiamo che il ritrovamento di un altro famoso unicum: il medaglione oro di Teodorico, oggetto di studio nel Vademecum numismatico di questa Sito, http://www.tuttonumismatica.com/topic/1520-n012-le-monete-pi%C3%B9-belle-nel-mondo-immagini-di-storia-e-darte/ , avvenne in occasione di scavo e quindi fu documentato, dando certezze all'autenticità di quella meravigliosa moneta di alta caratura.

3)- Altre perlessità derivano dalla diversità dei particolari rispetto all'altro unicum di Catane-Aitna sopra descritto:

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che, per quanto sopra detto in questo topic, appare caratterizzato da una maggiore coerenza storica, artistica ed etnico/politica, con l'autorità emittente, cioè il siracusano Gerone...rispetto al tetra del Sileno. Inotre quest'altro tetradramma è stato rinvenuto in condizioni di conservazione di gran lunga inferiori che ne testimonierebbero una lunga circolazione. Cioè: si è verificato un avento fortunato nella "trovatura" di un altro unicum...ma non al punto di averlo in f. d c. Peraltro sinora nessuno ne ha messo in dubbio l'autenticità.

4)- Malgrado quanto precede, si è da molte parti voluto insistere sulla grande abilità della mano dell'incisore del conio, il c.d. "Maestro del Sileno". Una moneta talmente coerente nella su plasticità e nella sua magnificenza estetica da meritare, in quanto tale, il crisma dell'indubbia autenticità.

 

Nel successivo intervento che andremo a postare non resterà che analizzare questo dato per cercare di verificare l'effettiva coerenza artistica e stilistica del tetredramma del Sileno.

 

(Continua...)

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Questa moneta in topic è citata la prima volta da Antonio Salinas (Le monete delle antiche città di Sicilia, 1867, p. 49, n. 470, tav. XVIII, n. 17)...ma la citazione è coeva o successiva alla vendita della stessa. (?)
Sembra che il tetra si stato trovato ("trovatura") vicino Catania...ma non si hanno particolrari del ritrovamento. Fu acquisito dalla collezione di Giovanni Battista Verga Catalano, (nobile possidente di antico lignaggio, da Vizzini) deceduto nel 1866. la collezione sembra che sia stata ereditata dai suoi 6 figli, fra i quali il premio nobel per la letteratura: Giovanni Verga.
Successivamente la collezione fu dipsersa per fare danaro utile alla famiglia e il tetradramma fu ceduto ai fratelli Castellani, importanti gioiellieri e antiquari di Roma, i quali, nel mese di luglio del 1882 lo vedettero (non smentendosi quali "grandi ed esperti" commercianti antiquari) al grande collezionista belga  Lucien de Hirsch (giovane e noto colelzionista/studioso, figlio unico di un grande banchiere e affarista belga), sembra per 8000 franchi che (opportunamente rivalutati) potrebbero corrispondere ad oltre 100.000 euro attuali.

Una follia numismatica per quei tempi!

Risparmiando i passaggi e le storie della famiglia Hirsch... concludiamo dicendo che,  il giovane Lucien scomparve prematuramente (la cultura e la passione sembrerebbeo non pagare mai) e, per volere della madre, la collezione fu ceduta alla Bibliòtheque Royale de Belgique di Bruxelles anche per commemorare imperituramente il povero figliolo. Per questo la Collezione De Hirsch può essere considerata a giusto diritto e ragione una delle ultime espressioni romantiche ed alla stregua di un monumento:

alla numismatica,

alla passione,

alla conoscenza,

alla cultura,

alla storia dell'arte.
 

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Due parole sui prezzi del periodo della belle epoque. 8000 franchi erano sicuramente una cifra molto grande, irraggiungibile per la maggior parte delle persone dell'epoca, ma non una follia... Sono andato a controllare qualche prezzo e ho trovato uno statere d'argento di Taranto pagato 6700 marchi. Una bella testa di Zeus di Olimpia a 5950. Lo statere d'oro di Pirro (altra bellissima moneta) pagata 4525. Un decadramma d'oro di Berenice II 5700. Un Ercole che strozza il leone, opera Cimone su un oro di Siracusa, 5375. Ovviamente a questi prezzi vanno aggiunti i diritti d'asta (all'epoca pari al 5%)...

Quindi 8000 per un unicum di Aitna ci stava tutto...

 

Arka

 

Arka è un pozzo di scienza!

Siamo contenti che, compatibilmente con numerosi impegni, ci da una mano.

Grazie Atur.

:)

 

Piakos

 

P.S.

Ho postato qui la mia risposta, se Arka è d'accordo,  per evitare di spezzare troppo questa discussione che ha (pur modeste) ambizioni scientifiche.

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aitnai 1.jpg  Foto 1 diritto

 

sileno 2.jpg  Foto 2 rovescio

 

D.

Testa barbuta di Sileno, con corona di edera e le orecchie appuntite e, sotto il collo, uno scarabeo. Nel bordo è l'etnico ΑΙΤΝΑ ΙΟΝ, con caratteri retro-gradi; circolo di puntini.
R.

Zeus (Aitnaios) con il volto a destra, seduto su un trono (impreziosito dal ricco decoro) con seduta su pelle di pantera. Il Dio indossa un ιματιον (himation), passante sopra la spalla sinistra. Nella mano destra, portata sopra la testa, tiene un tralcio di vite, mentre la mano sinistra, con il braccio teso in avanti, tiene un fulmine alato. Davanti un 'uccello in riposo (sembra di vedere un' aquila '), che insiste su un albero di abete.
- 17,23 g;  26 mm; ore 9.

 

ANALISI COMPARATIVA E STILISTICA

 

Possiamo finalmente cercare di enucleare le incoerenze o le incertezze afferenti la moneta in topic...avvalendoci delle foto del tetr. qui postate, che abbiamo scelto sul web con riferimento sia all'ingrandimento delle immagini che alla nitidezza delle stesse.

 

Andiamo ad osservare con attenzione il diritto:

 

post-208-0-04342200-1396046139_thumb.png Foto 2

 

1) La punta del naso del Sileno non è coerente con la sua intera massa, sembra una protuberanza similpinocchiesca appiccicata posticciamente al resto della parte. All'osservatore attento non sfuggirà che avendo l'incisore errato nel modellare il naso tipico del Sileno nel suo insieme, ed essendo quindi venuto ad incidere un naso normale e piuttosto diritto...accortosi dell'errore di impostazione ha cercato di rimediare in ultima istanza incidendo una sorta di protuberanza che insiste all' in su. Fatto è che, il naso in argomento,  non è un ibrido tra quello di Sileno e quello di Vivien Leigh:

 

post-208-0-17553000-1396046729.jpeg

 

ma il naso di una figura mitica che si connota con migliore coerenza e stile:

 

post-208-0-45782500-1396046890.jpeg

 

Il naso di Sileno nell'iconografia coeva è ben diverso: è grande come un patatone e il disegno non mostra incertezze...non c'è la punta di un nasino, ma tutta la parte è orientata verso l'alto con tratti buffoneschi...come evidente nella seguente foto di coroplastica originale coeva:

 

post-208-0-18274800-1396047735.jpeg

 

Potete osservare ingrandendo le immagini della foto 2, come la punta del naso della Leigh...ehm, pardon, del Sileno sia circondata da una sorta di fossato o di scavo che poi si rigonfia e che circonda la punta. Il che potrebbe a testimoniare un ripensamento dell'incisore. Tale ripensamento ha infatto costretto l'incisore o il metallurgo ad operare una modifica in corso d'opera...che però avuto un costo nella perdita di metallo e nell'estraflessione della punta del naso che è evidentemente distaccata (verso l'eterno) dal resto della sua parte. Cioè la narice è disassata rispetto alla posizione che dovrebbe avere.

A tal punto forse conveniva all'incisore ricominciare tutto daccapo...e/o così avebbe sicuramente operato, coerentemente,  un Maestro  coevo del 470 a.C. e dintorni.

 

2) Altro particolare tutt'altro che insignificante riguarda l'epigrafe (AITNAION) leggibile da  destra a sinistra...osservabile al diritto. Non sarebbe difficile notare che non c'è una sola lettera uguale all'altra: le due A, le due I e le due N...sono assolutamente diverse l'una dall'altra. Le A, peraltro, sono anche prive del pallino che connota questa lettera (al posto della lineetta centrale) nelle coniazioni coeve al periodo dei tetra catanesi. Ma non basta: la prima A è del tutto evanescente e l'ultima (davanti al profilo del Sileno) è più somigliante ad una sorta di delta o di lambda..mentre solo la ultima N sembra abbia ricevuto lo "sforzo" di somigliare ad una lettera coerente con il contesto epigrafico di riferimento ad un originale.

 

Al riguardo postiamo un tetra di Katanaion ove è possibile osservare una epigrafe uniforme nella qualità e nel formato delle verie lettere ove non vi sono diseguaglianze:

 

post-208-0-19608800-1396135118.jpg

 

(Foto già indicata da Alberto Campana)

 

(Continua)

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Sono andato a cercarmi altre immagini di satiri e sileni. Il naso strano notato da Pikos mi sembra molto simile a quello del satiro seduto nella tetra di Naxos. Nell'esemplare Jenkins 367 lo stle sembra proprio lo stesso. E' curioso che anche a Thasos il naso del satiro, a volte, è dello stesso tipo (vedi Jenkins n. 98).

 

Arka

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Ciao @@Arka...sarebbe utile postare immagini per dare un senso scientifico al tutto. Peraltro i visitatori condotti qui da un motore di ricerca non hanno bibliografia..

:)

In ogni caso...posto subito io una immagine del Sileno assiso della tetra di naxos ove il mio assunto e i miei rilievvi sono confortati pienamente da un bel nasone sileneggiante:

 

post-208-0-07925500-1396101774.jpeg

 

esattamente conforme alla coroplastica sopra già postata e che rinnovo per subitaneo riferimento:

 

post-208-0-63190100-1396101835.jpeg

 

...per replicare dialetticamente all'assist dialettico di Arka...che ringrazio sempre per i preziosi contributi.

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Non so come reperire le immagini in rete, mentre quelle che Vi ho descritto sono su libri e quindi non pubblicabili. Nel satiro dell'esemplare dello Jenkins la forma del naso è uguale alla moneta di Aitna. Quello postato qui sopra non riesco a capire perchè troppo piccolo.

Un po' di contraddittorio fa bene alla discussione.. :D

 

Arka

 

P.S. Comunque per me l'Aitna è autentico.

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Salve Artur, che per te l'Aitna è autentico lo avevo intuito...ma non avresti dovuto dirlo, in quanto così dicendo diventi partigiano.

:))

Per me invece non è una cosa e nemmeno l'altra.

Il mio è un percorso che sto seguendo con l'ausilio di un modesta esperienza e sulla scorta di quanto posso sapere e riuscire a vedere, non solo con gli occhi ma anche con lo spirito del Numismatico e con una sensibilità formatasi con l'esperienza, con lo studio, con l'amore per la storia dell'arte, con la frequentazione della materia numismatica classica e della varia umanità che contraddistingue la vita e, quindi, anche la numismatica stessa. ;)

Vedremo dove finisce questo percorso.

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A dimostrazione che il sano confronto dialettico è importante colgo l'assist di Arka e posto questa serie di piccole monete (dioboli e frazioni...) di Thasos ove pure sono evidenti una serie di abbondanti nasoni pur nelle piccole dimensioni di codeste monetine:

 

post-208-0-16580400-1396133569_thumb.jpg  Emiobolo c.a. 412 a.C.

 

post-208-0-59928100-1396133612_thumb.jpg Diobolo stesso periodo.

 

post-208-0-32274900-1396133668_thumb.jpg Emiobolo stesso periodo.

 

post-208-0-21259400-1396133717_thumb.jpg Emihekton 500 a.c. Anche in questa piccola frazione è intuibile il nasone.

 

Potete constatare la regolarità delle forme satiresche del naso del Sileno nelle immagini sopra postate. La parte ha una plastica coerente in tutte le immagini e le narici sono sempre naturalmente aderenti alla guancia rispettando il naturalismo e le proporzioni...peraltro tipiche degli artisti ed artigiani del mondo greco antico.

 

Per converso osservate nuovamente l'mmagine del sileno di Aitna con quella punta di  naso avulsa...estroflessa e che sembra posticciamente adesa al resta della parte come si fa in un carnevale, con l'usilio di un elastico.

N.B. Per rendersi conto delle differenze è opportuno cliccare sulle immagini per ingrandirle, compresa la foto del Sileno di Aitna.

 

(Continua...)

post-208-0-71859300-1396134066_thumb.png

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Per me il ritratto dell'emiobolo n. 3 è molto simile a quello di Aitna.

Ora mi piacerebbe sentire altri pareri, oltre ai nostri pareri partigiani (anche Piakos lo è, credetemi ;) )....

 

Arka

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Ad Arka...che ancora sinceramente ringraziamo, sfuggono - probabilmente - le proporzioni.

Nelle foto delle frazioni sopra postate, dove comunque a mio convinto avviso è evidente che non abbiamo punte di nasini, si parla comunque di campi monetati che sono sino ad un ventesimo ed oltre ...rispetto ad un tetradramma, ove è - per converso - possibile curare le immagini ed i particolari ove l'incisore sia un Maestro...come è stato riconosciuto essere il maestro del Sileno.

 

Torniamo a giovarci dell'ausilio della coroplastica.

 

post-208-0-30719300-1396135799.jpg Ecco un'antefissa con Sileno, decorazione di tempio siceliota.

 

Notate le dimensioni del naso rispetto all'insieme del volto che corrispondono all'iconografia standard per questa figura mitica. Osservate inoltre il contorno delle narici come sono figurate da alcune evidenti rugosità...presenti anche intorno agli occhi!!!

Ebbene cosa ha fatto l'ineffabile incisore del conio del Tetradrammo con il Sileno? Si è perso...con scarsa coerenza rispetto al naturalismo ed al senso estetico e delle reali proporzioni che avrebbe dovuto avere un artista coevo in campi relativamente grandi come quelli del tatradramma: ha inciso un nasino...che rammenta, appunto,  Vivien Leigh (Cfr. Via col vento).

Vedere ancora per valutare.

 

post-208-0-52357700-1396136224_thumb.png

 

Cosa è successo o non è successo?

Non esiste nel mondo greco antico un tetradramma con al diritto il volto del Sileno in dimensioni da ritratto, in quanto dissacrante della gerarchia Olimpica oltre che naturalmente antiestetico, più ilare che mostruoso...per di più con quel nasone di profilo. Accadimento questo intrinsecamente non apprezzabile in quell'antico contesto.

E questo è un ulteriore argomento che evidenzia come non sia possibile studiare a fondo la numismatica, segnatamente quella antica, se non si ha tra le dita la sensibilità dell'epoca maturata con lo studio approfndito delle immagini, della sensibilità antica... tramite la storia dell'arte.

Il metallo può essere riprodotto per avventura e per abilità da un abile "metallurgo" incisore...che, lavorando a lungo su un unico esemplare con varie sperimentazioni, potrebbe anche assurgere a vette appunto "metallurgiche" e creative.

Il limite dei Maestri Artgiani Siciliani che hanno operato in tempi non sicelioti ma moderni...è l'ignoranza della sensibilità e della proporzione antica, ove, non si limitano a clonare ma operano di fantasia creando degli UNICUM  che ove non copiati da un originali si rivelano errati a che sa guardare e cosa guardare.

 

Un antico maestro Siceliota...se proprio avesse ricevuto la commessa di incidere un profilo di Sileno nel diritto di un tetratradramma (fatto del tutto improbabile) avrebbe dovuto incidere il nasone...per essere fedele all'iconografia del personaggio. Chiaramente non sarebbe stata una resa-capolavoro di bellezza classicamente intesa...sicuramente quella fatica avrebbe reso un capolavoro di naturalismo nei confronti di quella specifica iconografia.

Cosa ha fatto allora l'incisore del Sileno.

Ha prima probabilmnte errato l'incisione del naso in corso d'opra...e, quindi, osservate meglio le litre in argento Catanesi e di Aitna:

 

post-208-0-61927200-1396137652_thumb.jpg

 

Ha con tutta probbailità tratto spunto dalle litre stesse...cercando di aggiustare la punta del naso alla bisogna. Dimenticando però il senso delle reali proporzioni del volto del Sileno. Ovviamente le dimensioni e la cura dei particolari in monetine da 0,65/ 0,90 grammi è limitata e può variare nello stile da incisione ad incisione senza che possano essere rispettati i paramentri del naturalismo classico.

Tali parametri, per converso, già vengono sufficientemente  riprodotti in monete di peso medio come questo bronzo di Chersonesos (Mare pontico) di 7,27 grammi...

 

post-208-0-36466800-1396139194.jpg

 

dove il nasone satiresco di Pan inizia ad avere delle adeguate caratteristiche: forme e proporzioni. Notare la differenza con il nasino del Sileno di Aitna...più piccolo malgrado i campi più che doppi.

 

 

 

(Continua...)

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Rinnovo alcuni accostamenti senza voler essere dissacrante, ma solamente analitico.

 

Moneta-con-la-testa-di-un-Sileno-Tetradracma-di-Aitna-Tetradrachm-siceliota-greco-siciliano-coniata-ad-Aitna-476–466-a.c..png           vivien 2.jpeg


 

 

Antefissa-elemento-decorativo-del-tetto-con-testa-di-Silene-siceliota-greco-siciliano-470–460-a.c.-Terracotta-300x199.jpg       chersoneso AE 22 PAn .jpg

 

Che a ben osservare:

nella prima coppia di immagini anche l'occhio del Sileno e non solo il nasino all'in sù (in luogo del nasone)...è simile a quello di Vivien Leigh (?)...ecco vedi  @@Arka come il nostro è un percorso verso una possibile conoscenza che di volta in volta dona nuovi elementi di verità.

Notare invece nella seconda coppia di immagini la quasi assoluta riproduzione, nella moneta di Chersoneso, di tutte le fattezze plastiche dell'antefissa con  Sileno, Siceliota.

Ora potremmo ancora dire: ha riprodotto bene e naturalisticamente sia le proporzioni che le fattezze, in 7 grammi, un incisore della Crimea (alla fine del mondo coloniale greco)...cosa vrebbe potuto riprodurre un Maestro di Sileni, oltre al nasino e agli occhi di Vivien Leigh?

E cosa vrebbe potuto fare un crudele tiranno siracusano come Ierone (che sarebbe stato un possibile committente) se avesse visto tali sproporzioni?

 

Abbiamo inoltre dimostrato (ma non ce n'era bisogno...) che le fattezze e l'iconografia, in tutto il mondo il mondo greco antico...dalla Sicilia (cfr. l'antefissa sopra postata) alla Crimea (la moneta in bronzo di Chersoneso) erano conformi...a migliaia di chilometri di distanza.

L'incisore dell'aitnaion con Sileno non lo sapeva?...Probabilmente conosceva le litre in argento di Katana e di Aitna e con quelle si è arrangiato ritenendole, per sua asettica logica, un prodotto coerente con quanto aveva in mente di fare. Non ha nemmeno osservato bene la figura assisa del sileno di Naxos (coerente con l'antefissa e con Chersoneso),

 

post-208-0-77303600-1396141676.jpeg

 

o conosceva solo quella con il naso più piccolo.

 

 

(continua...)

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La rappresentazione dei satiri o di Sileno sulle monete del mondo greco è sicuramente molto diffusa. Era infatti legata ai culti misterici legati a Dioniso, che erano molto sentiti dalla popolazione. Anzi nel nord della grecia è una simbologia predominante per un lungo periodo di tempo.

Chi ha inciso i conii del tetra di Aitna si voleva sicuramente riferire ai culti che potrebbero essere stati famosi all'epoca.

Non vedo l'incoerenza nelle dimensioni del naso, che doveva essere grottesco, vedo invece un'artista che ha puntato tutto sulla barba fluente. E' l'elemento principale sul dritto di questa moneta. Infatti venne accostato alla rappresentazione della testa di Dioniso sul tetra di Naxos, dove pure la barba è preminente.

Di tutt'altro genere (e epoca) il satiro di Penticapeion e il naso di Vivien (dritto e ben proporzionato)...

 

Arka

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Ringraziamo ancora Artur (Arka) per i contributi sempre interessanti.

 

Andiamo adesso ad ipotizzare quanto sopra accennato, cioè che le litre in argento di katane con sileni al d. e fulmine alato al r., nonchè il tetra con Dioniso prima maniera di Naxos non siano opera dello stesso maestro...ma la contrario possano essere stati i modelli su cui un valido incisore di tempi moderni abbia voluto misurare la propria perizia.

 

Ecco tre litre catanesi (sileno/fumine alato, pertinenti al topic) in argento:

 

post-208-0-24418100-1396223541_thumb.jpg

 

post-208-0-75706500-1396223619_thumb.jpg

 

1) Catania litra - gr. 0,86 - probabile ante 476 aC; Nac marzo 2000.

 

post-208-0-78547800-1396223676_thumb.jpg

 

post-208-0-97751900-1396223702_thumb.jpg

 

2) Catania litra B - gr. 0,76 - 460 450 ac. ex triton III dic.99.

 

post-208-0-76277800-1396223769_thumb.jpg

 

post-208-0-09507900-1396223806_thumb.jpg

 

3) Catania litra - gr. 0,78 - dopo 430 a.C. - ex Sternberg XXXI lot 359 - nac 21 maggio 01, lot 61.

 

 

 

 

(Continua...)

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Ci siamo:

 

 

aitnai 1.jpg    Catania litra B   - gr. 0,76  - 460 450 ac. ex triton III dic.99 .JPG

 

 

(Continua...)

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Indubbiamente qui gli elementi in comune sono molteplici. Tuttavia siamo sicuri che il tetra segue la litra? E se fosse il contrario? Vedo più elementi arcaici nella testa del tetra che in quella della litra...

 

Arka

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