Piakos

IL TETRADRAMMA DI AITNA CON TESTA DI SILENO (UNICUM AUTENTICO ?).

145 risposte in questa discussione

La scienza è tale perchè segue un metodo. E il metodo deve essere univoco per tutti. Altrimenti non è scienza.

 

Arka

 

Dissento sommessamente.

Ogni studioso ha un metodo.

La scienza progredisce sull'intuizione e le idee di chi fa ricerca...

:)

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Certo le idee sono fondamentali. Le intuizioni pure. Ma sono le dimostrazioni che hanno bisogno di metodo.

 

Arka

 

Infatti in questo topic non credo che difettino le dimostrazioni.

Un metodo stiamo attendendo che lo sviluppino a loro volta e per converso coloro che dovrebbero o vorrebbero dimostrare l'autenticità della moneta.

:)

E la vedo difficile...

;)

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Invece io credo di aver illustrato gli argomenti a favore dell'autenticità in modo completo, analizzando sia gli aspetti tecnici che quelli artistici. Come del resto è stato fatto dalla controparte. 

Il problema è che ciascuno di noi due è rimasto sulle proprie convinzioni.  :)

Mi piacerebbe sentire altri pareri. 

 

Arka

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Invece io credo di aver illustrato gli argomenti a favore dell'autenticità in modo completo, analizzando sia gli aspetti tecnici che quelli artistici. Come del resto è stato fatto dalla controparte. 

Il problema è che ciascuno di noi due è rimasto sulle proprie convinzioni.  :)

Mi piacerebbe sentire altri pareri. 

 

Arka

 

Insisto sul fatto che, forse, il topic è ormai troppo vasto.  Ed è difficile andare ad estrapolare i particolari a meno di rileggere organicamente tutti i contenuti.  Sarà forse per questo che non vedo interventi tecnici a favore dell'autenticità... ;)

Confermo e quoto l' interesse nel cogliere altri pareri.

Il numero relativamente elevato di visite per questa discussione estenderebbe a molti altri amici ed appassionati la possibilità di intervenire.

Vi leggeremmo con estremo favore.

:)

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Insisto sul fatto che, forse, il topic è ormai troppo vasto.  Ed è difficile andare ad estrapolare i particolari a meno di rileggere organicamente tutti i contenuti.  Sarà forse per questo che non vedo interventi tecnici a favore dell'autenticità... ;)

Confermo e quoto l' interesse nel cogliere altri pareri.

Il numero relativamente elevato di visite per questa discussione estenderebbe a molti altri amici ed appassionati la possibilità di intervenire.

Vi leggeremmo con estremo favore.

:)

@@Piakos, concordo sul fatto che il topic sia ormai troppo vasto e, aggiungerei, troppo denso di ipotesi, di argomenti, di prove e controprove, ecc.

 

Perchè, immagino ci avrai gia pensato, non lo condensi in un lavoro, magari per OMNI, e magari in tandem con @@Arka, così da evidenziare le due tesi opposte (un po', per intendersi, come i Dialoghi di Platone o di Galileo)?

 

Sarebbe un vero peccato se la discussione si (dis)perdesse.

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@@Piakos, concordo sul fatto che il topic sia ormai troppo vasto e, aggiungerei, troppo denso di ipotesi, di argomenti, di prove e controprove, ecc.

 

Perchè, immagino ci avrai gia pensato, non lo condensi in un lavoro, magari per OMNI, e magari in tandem con @@Arka, così da evidenziare le due tesi opposte (un po', per intendersi, come i Dialoghi di Platone o di Galileo)?

 

Sarebbe un vero peccato se la discussione si (dis)perdesse.

 

Concordo...è un progetto che verrà realizzato quando sarà possibile dedicarvi una ventina di giorni esclusivi...e al quale spero Arka vorrà aderire.

Due sole cose:

- purtroppo, a leggere bene...in fondo sono solo sei pagine, le controprove non è che qui vi siano e, temo, l'unica potrebbe essere una analisi seria ed imparziale del metallo che, sopra tutto dopo questo topic, non faranno mai.

- Infatti questo topic viaggia per le 6.000 letture...e, per una monografia o per un topic monotematico su una sola moneta classica antica: è un record.

 Vuol significare che qualcuno, oltre a noi, lo legge...e tra i vari e colti qualcuno c'è anche Brussell.

 

Complimenti - comunque - a questo Sito che ha permesso lo sviluppo di un tema speciale e non di comune divulgazione.

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Salve, continuando lo studio sul tetra in topic abbiamo trovato nuovi elementi.

Gli antiquari ed orafi Castellani - che vendettero la moneta in topic al giovane De Hirsch - sono in elenco (anche sul Web) tra i contraffattori di opere d'arte di tutti i tempi, questo è un esempio:
http://www.cultor.org/falsi/fx.html
ma ce ne sono altri...
per trovare il loro nominativo occorre scorrere in ordine cronologico (1850).

 

Ma questo elenco di falsari e copisti è inventato? No:
http://www.cultor.org/falsi/fx.html

E guardate un po' chi c'è nell' elenco:

Castellani: orafi italiani (1827-1909)
Fortunato Pio (1794 - 1865) nel 1814 aprì un proprio laboratorio a Roma specializzato nella creazione di gioielli imitanti quelli antichi che venivano alla luce nelle necropoli dell'Etruria e negli scavi di Pompei ed Ercolano. Il sodalizio col duca Michelangelo Caetani, cultore di belle arti e disegnatore egli stesso di gioielli, permise a Fortunato Castellani di divenire in breve l'orafo delle più illustri famiglie aristocratiche romane ed europee.
I figli Augusto e Alessandro continuarono l'attivita. La parte creativa fu affidata ad Alessandro e a Michelangelo Caetani.  Nel 1859 i Castellani si dedicarono per cinque mesi al restauro e alla catalogazione della Collezione Campana; ebbero l'opportunità pertanto di perfezionare le loro osservazioni sulla tecnica della granulazione e della filigrana e di giungere ad un accettabile livello di riproduzione.
Nella seconda metà del XIX secolo le oreficerie Castellani conquistarono un ruolo di primo piano nel mercato europeo. Alessandro, che era riparato in Francia per motivi politici nel 1860, aprì con grande successo nuove sedi anche a Parigi e a Napoli, nelle quali si commerciavano antichità, soprattutto etrusche. Fra i clienti si annoveravano anche Napoleone III, il Museo del Louvre e il British Museum diretto da Newton. Analisi chimiche recenti su alcuni reperti antiquari venduti dai Castellani, al museo di Berlino, hanno permesso di stabilire che Alessandro Castellani talora ha venduto anche dei reperti falsi.
Morto Alessandro (1883) dal temperamento avventuroso, gioventù patriottica e progressista per cui fu anche arrestato, il fratello Augusto trasformò la bottega in una specie di museo privato. L'attività continuò ancora con i nipoti Alfredo e Torquato, figli rispettivamente di Augusto e di Alessandro; il primo fu orafo, il secondo ceramista. La morte di costoro, avvenuta negli anni trenta del novecento, rappresentò la fine dell'attività.
I Castellani hanno conservato e donato allo stato italiano i gioielli da loro creati nel corso della loro attività centenaria e rimasti in loro possesso. Ora esposti nel Museo nazionale di Villa Giulia. Augusto, che aveva donato al Museo Capitolino e al Museo artistico-industriale di Roma una grande collezione di pezzi rari, lasciò alla sua morte al figlio Alfredo la sua collezione di vasi greci, italioti ed etruschi, di bronzi, di avori, gioielli e monete. Alfredo, fu l'ultimo discendente maschio dei Castellani.

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Da Alberto Campana riceviamo:

 

Ci sarebbe ancora molto da discutere sul ruolo dei Castellani in campo numismatico.
Ormai è assodato che non disdegnarono di creare alcuni falsi, soprattutto di gioielli etruschi, per lo più "postiche", utilizzando anche porzioni o frammenti di gioielli autentici, integrando con porzioni totalmente moderni.
Questi antiquari si occuparono di numismatica solo marginalmente, anche se trattarono monete importanti. Non furono numismatici professionisti, ma più semplicemente trafficanti di materiale archeologico, incluse anche monete.
Non so se possedevano una propria pressa (e mi piacerebbe verificare tale dettaglio), che però poteva essere utilizzata anche in altri settori.
Non risulta che abbiano mai lasciato tracce di moderni punzoni monetari, anche se questo significa poco....
Quello che mi lascia perplesso è che potevano possedere una maestria a coniare "ex novo" un tetradramma antico, utilizzando un tondello che si presenta molto conforme ai tondelli in uso in Sicilia a metà del V secolo a.C.

Bisognerebbe verificare se presso gli Archivi di Stato sono conservati gli appunti e la corrispondenza di questi antiquari.
Dalle carte riguardanti gli appunti del collezionista Lucien de Hirsch, depositati al Museo di Bruxelles, emerge che egli acquistò diverse (non so quante esattamente, ma comunque non molte) monete dai Castellani, oltre al tetradramma di Aitna.
In particolare emerge che egli acquistò, non so se nella stessa occasione dell'acquisto del tetradramma di Aitna o in altra giornata, un altro tetradramma, rimasto ancora oggi un unicum e che sembra provenire pure esso dalla collezione Verga, come l'altra moneta. Si tratta del famoso tetradramma di Messana, che fu coniato durante la breve parentesi del ripristino dell'antico nome di Zankle, nel 461 a.C. (vedi Cantilena, La monetazione di Messana, p. 238, n. 291) e che si trova pure esso nel museo di Bruxelles:
 

post-208-0-93186600-1450733998_thumb.jpg post-208-0-79922700-1450734020.jpg

 

Parentesi Zanclea tetradramma D.jpg  Parentesi Zanclea tetradramma R.jpg

E' una moneta praticamente coeva al tetradramma di Aitna, ma di stile totalmente differente.
Stupisce un simile unicum che però risponde bene a dettami artistici e anche religiosi dell'epoca.
Esiste uno studio specifico su questo tetradramma, di Lehman, del 1981:

Allega File  Lehman 1981 Tetradrachm Zancle Bruxelles.pdf   839,41K   1 Numero di downloads

Però stupisce anche che Castellani abbia saputo "inventare" anche questo unicum, con mano diversa e grande competenza numismatica.....

 

Alberto Campana

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Ancora da Alberto Campana riceviamo:

 

Per dirimere un pò la complessa questione sulla provenienza dei tetradrammi di Aitna e Zancle, c'è questa testimonianza di Head, riportata su The Numismatic Chronicle, vol. 3, 1883, pag. 176.
Questo grande studioso inglese sicuramente doveva conoscere alcuni retroscena, essendo vissuto in tempi dell'acquisto del barone De Hirsch.

post-208-0-59796700-1450734201.jpgNota di Head sul tetradramma zancleo.jpg

Che cosa fa capire queste poche righe.
Che forse tutti e due i tetradrammi facevano parte e anzi costituivano la punta di diamante della collezione di Verga (padre del famoso scrittore siciliano), che si sa che fu portata dai figli eredi a Londra. Evidentemente provarono a vendere la collezione al British Museum, che però non aveva sufficiente denaro né interesse ad accollarsi l'intera raccolta, per il resto abbastanza "normale" come composizione.
Castellani spesso si recava a Londra e sembra che abbia acquistato lui l'intera raccolta, forse sapendo già a chi rivendere i pezzi più importanti, al ricco rampollo belga..... Probabilmente spuntò un buon prezzo con gli eredi Verga, stretti dalle necessità economiche....

Non so esattamente quali terre aveva il Verga, ma sicuramente alcune stavano nei dintorni di Vizzini, quindi a sud della provincia di Catania, nei pressi dell'altopiano collinare dei Monti Iblei.
Certo che fa impressione una simile accoppiata di due tetradrammi unici e molto particolari.....

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Ciao Alberto grazie per preziosi contributi...sei prezioso come sempre.
:)
Ma siamo sicuri che il tetra di Aitna stesse nella collezione Verga?
Mi sembra che la prima menzione ufficiale in letteratura è posteriore alla vicende di questa collezione che, peraltro, era per lo più composta da pezzi interessanti...ma normali e non particolarmente conservati.
Per quanto risaputo i Castellani avendo la moneta a Roma avevano bisogno di affibbiare alla moneta (che per la verità non sembra antica anche a istinto se osservata da occhio esperto) una provenienza.
Questi trucchi li faceva anche un tassinaro a Fontanella Borghese quando propinava monete...l'hanno trovata lì..viene da quello...da quell'importante famiglia... :) ... Perdonate la gag, ma le chiacchiere a volte valgono più della moneta stessa, per commerciarla con convinzione.

Peraltro, come già detto nella dicussione fiume sul tetra di Brussell, è piuttosto strano che il tetra di Aitna sia sfuggito ad Agostino Pennisi di Floristella, grande magnate del tempo e grande collezionista...che  peraltro pagava più di tutti i reperti.
I terreni dei Floristella, grandi latifondisti, erano peraltro attigui / vicini alle zone di logica appartenenza del tetra di Aitna...mentre i monti IBlei sono ben decentrati...specie per le distanze del mondo antico.
Peggio che peggio per il sito di Messana Zankle che è agli antipodi geografici di quella costa.
E' vero che i ritrovamenti sono sporadici e che le monete girano...ma, si tratta di usare anche la logica ed una certa razionalità. Sopra tutto una serie a bassa tiratura/o bassissima...che restituisce oggi solo un unicum..dovrebbe trovarsi vicino a chi l'ha emessa.

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Quarda che la prima menzione del tetradramma di Aitna (ed è riportato da qualche parte della lunga discussione, anche sull'altro forum) fu fatta dal Salinas nella sua opera "Le monete delle antiche città della Sicilia".

E' vero che l'opera completa di ulteriori tavole fu pubblicata postuma, nel 1922, e la sua prima edizione originale del 1867 a Palermo (che è scaricabile da Google) arrivava solo a Camarina e quindi non era ancora arrivato ad Aitna e Catana.

Si sa che dopo l'edizione del 1867, il Salinas aveva aggiunto alcune pagine e tavole fino al 1872, quando sospese il lavoro per sopravvenuti impegni  professionali e politici (divenne direttore del museo di Palermo e senatore del Regno) e non poté più stampare fino alla sua morte, avvenuta nel 1914.

Dopo la sua morte, i suoi allievi riunirono tutti i cliches, visto che nel testamento il Salinas aveva molto raccomandato di dare alle stampe tutto quanto lui aveva già predisposto, anche successivamente alla prima edizione del 1867 (anche se mancano tutte le zecche successive a Messana).

Al n. 470 del catalogo Salinas viene descritto il tetradramma di Aitna e specificato che apparteneva a Verga Catalano.... (non era quindi ancora di De Hirsch).... Ci sono esemplari di Pennisi, Luynes, ma nessuno di De Hirsch, la cui collezione ancora non esisteva quando Salinas scrisse la sua opera.

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Ecco un esempio di testa di sileno di una moneta ritenuta falsa http://forgerynetwork.com/asset.aspx?mode=6Q/zOXMHeZ0=&id=IwSmHPwAMVM=

ANCIENT COINS. GREEK COINS. Sicily, Katane (c.476-461 B.C.), Silver Litra, 0.74g, 6h.Head of Silenos facing right, wearing a wreath of ivy. Rev. KAT-ANE , winged thunderbolt (cf SNG ANS 1237 1313; Rizzo, pl. IX, 11) in vendita da Dr. Busso Peus Nachfolger, Auction 398, lotto 77

 

stream.htm.jpg

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Ecco invece un ritratto del Sileno non di profilo

Nomos, Auction 3, lotto 16 10. May 2011

Description

Coins of the Greeks
Sicily
Katane. Circa 410-405 BC. Ddrachm (Silver, 3.68 g 7). Head of Silenos facing, with full beard, pointed ears and bald head. Rev. KATANAIWN Head of the river god Amenanos to left, his hair bound with a taenia and with a tiny horn on his forehead. Franke/Marathaki 133, Kraay-Hirmer 46 var. Rizzo pl. XIV, 5 ( same dies ). SNG ANS 1262. SNG Lloyd 909 ( same dies ). Extremely rare. Surfaces covered with a pleasing, greyish-purple toning as found, but most attractive and of splendid style. Extremely fine. From the Spina collection, ex Numismatica Ars Classica 25, 25 June 2003, 67, from the collection of A. D. Moretti, Numismatica Ars Classica 9, 16 April 1996, 144 and ex Sternberg XX, 20 April 1988, 267.
This is one of the incredible masterpieces that late 5th century engravers were capable of producing. The coin is unsigned but the quality of the facing head of Silenos makes it one of the very finest facing heads ever to appear on a Greek coin. Katana had a close connection to Silenos because of the vines around the city; as for Amenanos, he was the god of the local river, which flowed in and around the ancient city until the great eruption of Etna of 1669. It was then covered over and, in part, flows under the modern city, being tapped for the famous fountain of Amenano in the Piazza Duomo (built from Carrara marble in 1837 - the actual river flows about 2 meters below the fountain).

997053.jpg

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L'immagine che appare all'inizio del primo filmato, postato da menelao, è molto realistica nel porre in primo piano una  moneta scarsamente convincente.

Uno potrebbe dire: ma come? Fior di professoroni e di emeriti studiosi iper valutano questa moneta e  ne danno per ovvia l'autenticità...e tu chi sei Piakos per dire il contrario?

Io sono solo un umile studioso di monete classiche (peraltro ex in quanto mi dedico da qualche tempo ad altre monetazioni), ma in circa 30 anni mi sono informato e ho dovuto approfondire, creandomi un'esperienza non superficiale sul tema.

Le monete antiche rispecchiano i meccanismi che governano la quotidianità sociale e di carriera nella vita:

- se si sbaglia ad alti livelli è difficile poi ammettere un errore anche per tutto quanto su quell'errore è stato costruito (Vendite in primarie aste, mostre, convegni, pubblicazioni, conferenze, ingressi museali a raffica). Pensiamo - ad esempio - che ci sono numismatici che sono andati a Brussell  sopra tutto per vedere questa moneta e studiosi che ne hanno incensato e decantato le meraviglie. 

- Conseguentemente è noto che, nella vita, le verità non possono/debbono essere dette...per il tetra di Brussell  sarebbe troppo tardi per dirle e sarebbero troppo dirompenti o fastidiose...a questi livelli scatta una domanda tipica:  a chi conviene dire o imporre una nuova visuale,  inimicandosi mezzo mondo numismatico paludato e non...?

- Peraltro evidenziamo che girano nel mondo non poche monete classiche (sopra tutto SICILIOTE)  non autentiche o fortemente restaurate...e quasi tutte ormai sono" pedigrizzate" e sdoganate (cioè aggiudicate): in tale contesto anche solo ipotizzare che  il tetra di Aitna sia un falso non sarebbe coerente con la tendenza che va per la maggiore.

- In tali ambiti è noto che, oggi, le competenze per andare a smascherare il metallo falso monetato sono inferiori al passato: in primis perché c'è meno sensibiltà tecnico/visiva al riguardo, che permetta di smascherare già a primo impatto i falsi...e poi perché, come detto, ormai c'è una certa tendenza allo sdoganamento delle monete dubbie ma immesse in commercio.

- Una cosa è certa: tra la preparazione anche forbita e approfondita sulla numismatica storica e scientifica...e la competenza sull'autenticità del metallo monetato...c'è un abisso. Le monete vanno incontrate sul mercato...comprate, vanno non solo comprate ma anche vendute...battute in asta, guardate con lenti e microscopi, e, sopra tutto, bisogna sapere cosa e dove guardare...conoscendo anche le nuove generazioni di falsificazione e le nuove metodologie tecniche di produzione. Tutto questo richiede: immensa passione, curiosità, tempo, giorni passati presso le occasioni numismatiche e nei negozi dei commercianti, frequentazione degli stessi falsari, studio, informazione e lavoro in trincea...cioè assidua frequentazione dell'ambiente: sia nei grandi alberghi dove si battono le migliori aste...che nel vicolo dove il sotto bosco opera.

- Ma sopra tutto...occorre valutare un concetto essenziale: anche coloro che sono ben informati e hanno un grande occhio tecnico...spesso le verità se le tengono per loro conto. Chi glielo fa' fare di andarsi a scontrare con colleghi, commercianti, studiosi, collezionisti, istituzioni museali? cioè con il mondo e l'ambiente dove loro medesimi operano, vendono, comprano e vivono?

Si potrebbe continuare questo elenco... ma fermiamoci qui...anche per non  dare l'impressione di voler esagerare.

Intanto poniamo il punto su due aspetti:

- il museo di Brussell che qualche perplessità deve aver raccolto a livello tecnico, da parte di alcuni competenti che, sommessamente e molto discretamente, hanno - nel tempo - rappresentato alla Direzione museale alcuni dubbi, deve aver fatto compiere degli studi tecnici e delle analisi sul metallo...un po' come si fece sul tessuto della Sindone. A differenza che per la Sindone tali studi non sono stati mai divulgati...anche se, pur sommessamente, possiamo dire che gli studi sul tetra di Aitna sarebbero molto meno difficili e complessi di quelli sulla Santa Sindone. E questo è un aspetto che desta interrogativi.

- Da ultimo e con molta umiltà rileviamo che tutte le perplessità tecniche - e non sono poche - che abbiamo illustrato anche con copiose argomentazioni in questa discussione non sono state controbattute da alcuno. Al riguardo mi obietterebbero che nessuno ha voluto dare rilievo a questo topic....Io potrei rispondere che forse questo topic è scomodo e si è preferito snobbarlo. Qualcun altro potrebbe meglio dire che questo forum non è molto conosciuto...e, comunque, le considerazioni da me qui espresse e le relative valutazioni tecniche sono coperte da Copryght e quindi non potrebbero essere replicate in altra sede.

Per concludere occorrerebbe trarre da questo topic un articolo da pubblicare scientificamente in una rivista internazionale di qualche prestigio.

Ecco l'idea!

Per farlo (bene) però occorrerebbe  molto lavoro e un'adeguata traduzione in lingua inglese...cose che al momento non sono in grado di sviluppare da solo per carenza di adeguato tempo ed attenzione. Occorrerebbe un aiuto...una sorta di team con cui dividere il lavoro. Al riguardo chi fosse interessato può contattarmi in MP.

Buon tetra di Aitna a tutti.

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@Piakos  Indubbiamente le tue ultime riflessioni appaiono piuttosto robuste almeno in linea teorica (non ho esperienza di falsi!) e mi riportano alla mente la "burla" delle teste di Modigliani quando il fior fiore dei critici d'arte - con l'eccezione di Federico Zeri -  prese per buone degli orribili paracarri (ho avuto allora modo di vederle e confermo che tali erano). 

Eppure....eppure  furono prese per vere perché si voleva  che fossero nei fossi di Livorno e dopo settimane e settimane di ricerche nessuno ebbe il coraggio di dire che il Re era nudo, ma si comportarono invece come i ciechi di Brueghel.

Come hai detto molto bene, oggi nessuno ha il coraggio di osare il dubbio sulla moneta principe delle raccolte belghe come nessuno osa mettere in dubbio  decine e decine di oggetti greci o etruschi presenti, in particolare nei musei americani.

Solo chi non ha nulla da perdere, tipo livello e posizione accademica o consulenze, potrebbe lanciare la sfida e la cosa, senza dubbio, è stuzzicante.

Non so come, ma mi piacerebbe far parte della partita.

Intanto, i suddetti ciechi.

BRUEGHEL-La-Parabola-dei-ciechi.jpg

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Pubblicheremo un'articolo sul tetra condensando e sintetizzando quanto qui esposto. Speriamo ed auspichiamo di non far passare troppo tempo...che magari la cosa viene fuori da altre fonti e da altri numismatici...quasi certo che prima o poi se ne parlerà...

La cosa che più dovrei io delegare è la traduzione in inglese, anche se pure OMNI consente pubblicazioni in italiano...è ovvio che l'effetto lo dobbiamo porgere in lingua internazionale.

:12_slight_smile:

P.S.

@Lugiannoni Caro Luciano...tutto questo topic può essere anche un sorta di lezione nei confronti di un probabile o possibile falso. Certo impegnativa attesa la lunghezza raggiunta dal testo con i vari post.

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