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LAVY AMEDEO

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AMEDEO LAVY (1777-1864) incisore, proveniente da una famiglia di abili incisori, si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Torino, dove diventò Professore di conio nel 1822, e a Roma presso il grande scultore Antonio Canova. Fu un apprezzato ritrattista e nel periodo dell’occupazione napoleonica di Torino eseguì una serie di medaglie celebrative delle maggiori personalità del suo tempo. Dal 1794 al 1826 lavorò come incisore presso la Zecca di Torino assieme al fratello Carlo occupandosi a pieno titolo di monete solo a partire da quelle in mistura e rame di Carlo Emanuele IV e successivamente di tutte le monete di Vittorio Emanuele I (tranne quelle della zecca di Cagliari), successivamente di tutte quelle di Carlo Felice, tranne quelle in rame ed il 25 centesimi d'argento.

La sigla A.L. si trova anche sui 20 francs l'an 9 e 10,  l'Italie délivrèe  à Marenco da cui derivò il nome "marengo" di tutte le monete d'oro da 20.


Il Lavy la incise a Torino ma la moneta fu probabilmente coniata a Parigi. Nella relazione del Ministero del Tesoro del 1902 figura una nota che dice : "Nei primi anni del secolo (1800) la zecca di Torino, considerata come una dipendenza della zecca di Parigi, non coniò monete d' oro.


Sulla moneta manca effettivamente ogni segno di zecca e il cuore simbolo del maestro di zecca Paoletti. Ben curioso è anche l'errore di grafia per cui la G di Marengo diventa una C. A Torino si doveva ben conoscere il villaggio piemontese, a Parigi forse un po' meno. Lo stesso CNI, pur attribuendo il marengo alla zecca di Torino, segnala che la battitura è stata eseguita a Parigi.  Dopo la morte del fratello divenne poi scultore di opere funerarie . Fu pure pittore, diventando membro della prestigiosa Accademia di San Luca a Roma nel 1823. Eseguì numerosi medaglieri sia durante il periodo di occupazione napoleonica del Piemonte sia dopo la Restaurazione sabauda (sua ad esempio, la medaglia dedicata a Vittorio Emanuele I, re di Sardegna, eseguita nel 1814, e conservata a Londra, al British Museum). Purtroppo la critica non ha mai trattato col dovuto riguardo Amedeo Lavy, considerandolo spesso un  autore del Tardo Neoclassicismo, bravo nella tecnica di esecuzione dei ritratti, ma scarsamente incisivo nella rappresentazione dei profili. 

Effettivamente, le sue opere migliori non sono i medaglieri, bensì i bassorilievi, dove riesce ad esprimere su ampia scala la propria maestria. Tra le numerose opere scultoree di Amedeo, devono essere sicuramente citati:  

  - Il bassorilievo marmoreo, con scena di compianto funebre (1830), per la propria tomba, al Cimitero Monumentale di Torino 

  - I due bassorilievi celebrativi delle vittorie napoleoniche, nell’appartamento del Principe di Savoia-Carignano, presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, in collaborazione con lo scultore Giacomo Spalla 

  - La statua in cera del martire San Vittore, nella Chiesa del Gesù, a Rivarolo Canavese 

  - La statua della Consolata 

By carledo49  16-03-2014

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