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Le 100 lire oro: aquila sabauda, aratrice, fascione e vetta d'Italia.

16 risposte in questa discussione

In questa nuova discussione vogliamo prendere le mosse dalle monete in topic per una analisi non solo numismatica. E' infatti sempre grande il successo dei 4 pezzi oro da 100 lire (ante 1930) presso gli appassionati della monetazione V.E. III,  spesso però ostacolata dai prezzi di accesso di queste monete nel mercato numismatico.

In ogni caso questi quattro "pezzi" oro, restano nel desiderio di tutti...che lo si voglia confessare o meno e in effetti grande è il fascino che queste monete esercitano, sia per la loro intrinseca valenza iconografica che per il significato d il retaggio storico che esprimono, in un periodo travagliato della nostra storia.

Le quattro monete in topic sono state volute dal Re Numismatico, V.E. III - grande appassionato e numismatico insigne - che con le coniazioni italiche e italiane ha espresso valenze che, in verità, non seppe dimostrare come monarca del nostro Stato. Con l'eccezione, forse, del c.d."fascione" fortemente voluto dal S.E. Benito Mussolini, per commemorare la marcia su Roma promossa dal fascismo e che promosse la presa del potere da parte del Duce.

Ma non siamo qui per fare critica o polemica storica bensì per esaminare le quattro monete in topic anche sotto l'aspetto artistico ed estetico, applicando una analisi comparata con il mondo dell'arte coevo alla coniazione.

 

(Continua...)

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post-208-0-56331700-1395871198_thumb.jpg Immagine tratta dal Web.

 

"Aquila sabauda" due emissioni: 1903 molto rara e 1905 rara, (Oro giallo - secondo alcuni sarebbe cromaticamente più vicino al rosso).

Al diritto: la testa nuda del re volto a sinistra, intorno "VITTORIO EMANUELE III". Sotto il collo il nome dell'incisore SPERANZA, Filippo Speranza.

Al rovescio: aquila araldica spiegata e coronata con lo scudo sabaudo nel petto. In alto, circolarmente, fra due nodi, la legenda: REGNO D'ITALIA e nel basso, il segno di zecca tra due stellette con il valore alla sinistra e la data a destra. Queste monete furono coniate a Roma 1903 e 1905.

Il titolo è di oro 900/1000, il diametro è di 35 mm, il peso è di 32,25 g ed il contorno è rigato.

Mir Savoia 1114b , Montenegro 2 , Gigante 1, Pagani 638 , Simonetti 1/b , CNI. 10 Vol.I -
Emissione autorizzata tramite il Regio Decreto 7 marzo 1901 , n.92
Gazzetta Ufficiale n. 73 del 27 marzo 1901.

 

Scrive Lucia Travaini:

Mentre le monete del nonno e del padre sono generalmente monotone , avendo al rovescio per lo piu' il semplice scudo sabaudo crociato e coronato , le monete di Vittorio Emanuele III sono piu' variate ,piu' ricche di figurazioni , in poche parole piu' belle ; il perido migliore della monetazione di Vittorio Emanuele III durera' fino all' avvento del fascismo , quando la retorica del regime portera' la sua influenza anche sulle faccie delle monete , e quando i fasci littori e le aquile domineranno il piccolo scudo sabaudo...

 

Postiamo adesso un altro esemplare proveniente da collezione privata, incapsulato nella perizia:

 

post-208-0-17318400-1395871654_thumb.jpg

 

post-208-0-06014600-1395871718_thumb.jpg

 

L'analisi sull'arte della moneta 100 lire ORO AQUILA SABAUDA EVIDENZIA:

 

Al diritto la testa del re è di profilo ed è resa con tratti e stile ancora ottocenteschi, il ritratto è serio, fedele all'originale, privo di caratteristiche, collari e decorazioni, orpelli, insegne ed attributi. Essenziale quindi nella sua staticità. Cosa vuole dire questo ritratto' Che quello è il Re d'Italia e tanto basti, è un uomo che ha al rovescio della stessa moneta, cioè nell'aquila sabauda, la sua insegna...la sua storia e la sua nobiltà.

L'aquila è ben incisa, ricca ma nion barocca...in pieno stile araldico.

Peraltro l'aquila è un essere maestoso, non ha predatori naturali in età adulta...anzi è lei che è capace di predare altri animali ritenuti semi invincibili...come il lupo. E' il predatore naturale del lupo...arriva dall'alto silenziosa e nulla può il coraggioso mammifero contro i suoi artigli e il suo becco.

Quindi da tempo immemore l'aquila è indubbio segno di coraaggio, potenza ed invincibilità.

Anche gli Asburgo si fregiavano con l'aquila...senza pensare alle legioni dell'antica Roma.

Nessuno ce ne voglia ora se ci spingiamo a ipotizzare che il profilo di V.E. III al diritto forse non ben si accorda con la stupenda aquila del rovescio, ove si avessero presenti la storia del Re, le scelte politiche e storiche sbagliate del medesimo e l'ingloriosa fuga da Roma che segnarono  la fine del Regno d'Italia.

 

(Continua...)

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Per quanto attiene alle sensazioni che la moneta "aquila sabauda" trasmette all'osservatore osserviamo che l'oggetto manifesta una  certa freddezza nell'insieme iconografico.

Il ritratto del Re...assolutamente essenziale e distaccato è fuori da qualunque connotato e da una dimensione reale. L'aquila al rovescio è chiaramente riferita al blasone reale che si impone frontalmente nello splendore dell'oro sui fondi a specchio...con modalità bizantineggianti.

Il tutto è maestoso e lontano: io sono il Re sabaudo d'Italia ed a me è dovuto ciò che mi spetta per titolo e stirpe, ci dice la moneta.

Insomma: siamo davanti a qualcosa di ambizioso.

Questa moneta ha sempre avuto un certo successo anche commerciale e -  se offerta in conservazione eccezionale - il mercato ha chiesto, in passato e per l'esempolare del 1903,  cifre vicine i 40.000 euro.

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LE 100 LIRE ORO "ARATRICE".

 

Vittorio Emanuele III è stato un grande numismatico.

Fu studioso  e grande collezionista di monete. Nel 1900 acquistò dagli eredi la collezione Marignoli composta da circa 35.000 pezzi nei tre metalli. Pubblicò il Corpus Nummorum Italicorum (1909 - 1943), opera in 20 volumi dove sono classificate e descritte le monete italiane. Lasciò l'opera, incompiuta, in dono allo Stato italiano. La sua attività di numismatico fu premiata nel 1904 con l'assegnazione della madaglia della Royal Numisamtic Society.

Volle una monetazione circolante ricca e varia, dando così vita a una vera e propria collezione tra le più belle e seguite. Fece coniare inoltre molte monete in numero limitato esclusivamente per i numismatici. Alla partenza per l'Egitto il 9 maggio 1946, il Re scrisse al presidente del consiglio De gasperi: «Signor presidente, lascio al popolo italiano la collezione di monete che è stata la più grande passione della mia vita.» Tale collezione è oggi parzialmente esposta nel piano seminterrato di palazzo massimo alle terme a Roma.

 

Detto quanto precede a scopo didattico/numismatico e divulgativo occorre ora precisare che alcune monete fatte coniare specificamente da V.E. III sono a buon titolo ritenute tra le più belle coniate nel mondo per il periodo coevo.

 

Riteniamo quindi di fare cosa gradita anche ai numerosi collezionisti della monetazione affarente il regno di V.E. III, nell'inserire in questo topic alcuni esemplari significativi.

 

aratrice.jpg Questo è uno dei pezzi più belli ed integri comparso sul mercato negli ultimi anni...è anche presente una patina oro originale (formatasi in alcuni decenni) che ne accresce il fascino e garantisce l'integrità.

 

La serie delle 100 lire oro fatte coniare dal sovrano sono molto note tra gli appassionati.

Questa che abbiamo postato è famosa come "aratrice" con riferimento alla figura del rovescio, mentre al diritto abbiamo il profilo del re in divisa militare.

 

Nel 1905 il Ministro del Tesoro Paolo Carcano creò una commissione tecnico-monetaria al fine di dare una nuova e più libera espressione artistica alle coniazioni, uscendo dai tipi consueti, cioè testa e stemma.

La commissione affidò l'incarico ai quattro più noti scultori italiani della epoca: Bistolfi, Boninsegna, Calandra e Canonica.

Tra il 1908 ed il 1910 vennero esaminati ed approvati quei modelli che impronteranno poi la nuova monetazione.

Col Regio Decreto del 5 maggio 1910 venne approvata la coniazione delle nuove monete d'oro da lire 100, 50, 20 e 10 su modello dello scultore Egidio Boninsegna.

Tale serie venne denominata "Aratrice".

 

Siamo nel 1912...erano tempi severi, l'Ottocento era finito come numerale ma non sotto il profilo sociale, culturale e del costume.

Il diritto della moneta postata (100 lire) ci consegna quindi una raffigurazione severa.

Il rovescio inizia ad avere una connotazione moderna nel disegno: una raffigurazione che rammenta le prime figure pubblicitarie...quindi una figurazione da propaganda con riferimento alla ricchezza delle messi come prodotto del lavoro nei campi. All'epoca l'Italia (la figura in piedi turrita) era un paese ancora prettamente "agricolo".

Da notare che le spighe rimandano, nella classicità numismatica antica, alle spighe presnti in molte coniazioni greche.

La modernità è ravvisabile in uno schema compendiario piuttosto rigido nell'impostazione del rovescio.

Comunque una gran bella moneta.

La scarsa luce che che può sembrare emani dalla moneta in foto, pur trattandosi di superfici oro, è dovuta alla patina (caratteristica anche di questo metallo per le monete che non vengono toccate, pulite, lavate) che ricopre i piani e le raffigurazioni aumentandone il fascino.

 

Da notare il segno di contatto circolare visibile sulla tempia del re...che mostra con assoluta evidenza il segno lasciato dall' altra moneta caduta sopra a questa, nel contenitore, subito dopo la coniazione dei "pezzi".

 

P.S.

Buona parte di questo post era già stato inserito in un topic del vademecum in questo Sito. Si è quindi ritenuto di integrarlo e postarlo anche qui, in ossequio a questa nuova discussione e per rendere fruibile  il post dove è più visibile agli appassionati ed ai collezionisti del Regno e di V.E. III.

:)

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Io ci vedo solo tanta retorica. In questa , nella Vetta, e nei vari Littori, Prora,Cinquantenario.

Il Fascio è banale cosi come l'Impero.

Do atto a V.E.III di aver finalmente voluto cambiare, dopo che dei suoi predecessori abbiamo solo monete " Ritratto/Stemma" fino alla nausea.

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Ciao Roberto. :)

Come avrai letto mi limito ad una descrizione e ad una valutazione dello stile.

Le monete possono piacere e non piacere...però possono essere ben incise o meno.

Poi dobbiamo tenere conto che l'aratrice, in pratica,  è ancora una moneta che mostra la sensibilità dell' 800...sicuramente non è stata incisa "en plein air" sulla Loira ;) o da un incisore avanguardista.

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LE 100 LIRE ORO "VETTA D'ITALIA".

 

Sempre nella serie delle 100 lire oro fatte coniare da V.E.III troviamo:

 

100L-vetta.jpg

 

Questa moneta nota tra gli appassionati come Vetta d'Italia...ed alcuni l'hanno in antipatia per considerarla più una sorta di medaglia piuttosto che una moneta tratta dal "circolante". Tale considerazione, legittima e rispettabile (che non condividiamo) rappresenta le negatività che può comportare la numismatica quando si chiude nei propri confini scientifici ed esclusivi, eccessivamente ossequiosi  di definizioni troppo ristrette: la moneta circolante o circolata, il peso,  il metro ponderale, le varianti, il metallo, l'emissione, la zecca, i simboli, le contromarche...ecc. In realtà ogni moneta ha un potenziale iconografico, artistico, culturale, storico e dialettico che trascende la numismatica in senso stretto e che non può essere compreso od espresso se non mediante studi comparati.

 

La "Vetta d'Italia" fu coniata per il 25esimo del regno di V.E. III (1925).

E' considerata rara  ( anche se è sempre reperibile in non pochi esemplari in quasi tutte le migliori aste italiane o nei convegni numisamtici). "Tirata" in sole 5000 copie indirizzate ai collezionisti, molti dei quali amici o conoscenti del re. Fu difficile acquisirla direttamente alla zecca.

Si dice che, per recuperare dell'oro, la maggior parte delle monete furono sabbiate, in conseguenza gli esemplari a fondo specchio sono ancora più rari e di maggior valore.

E' composta da 32,25 g di oro 900/1000 e l'oro avrebbe una provenienza che lo rende speciale.
Pare, infatti, che il metallo sia quello recuperato per fusione  dalle fedi nuziali ... le quali venivano rimpiazzate con anelli di ferro con incisa la frase "oro alla patria".

 

Al diritto vediamo V.E.III di profilo sopra rami di quercia con la corona ferrea. Iconograficamente il diritto di questa coniazione non è molto amato dagli appassionati ed in effetti occorre precisare che questo lato non è tra i più riusciti.

Per converso il rovescio rappresenta un capolavoro monetato che richiama il movimento futurista.

I futuristi si prefiggevano di rappresentare il dinamismo della realtà, conseguente agli sconvolgimenti portati nel modo di vita dalle novità scientifiche e meccaniche.

La figura umana che pone la bandiera (con ideale irridentista sulla vetta d'Italia: il punto più a nord del territorio italiano dopo la guerra del 1915/18...) si muove conquistando lo spazio...come un automa.

Osserviamo al riguardo che qualunque simobolo ha qualcosa di automatico, in quanto vuole recuperare la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è direttamente visibile dall'occhio umano.

Osservando la figura vediamo che la stessa appare immobile in un gesto di conquista...in realtà la figura è concepita mentre scatta in avanti - verso l'alto - con un movimento di padronanza... dello e nello spazio, potentemente conquistato come prova la tensione muscolare. La mano destra porta la nike: cioè la raffigurazione allegorica della vittoria che è, tuttavia posta in basso contrariamente alle raffigurazioni canoniche e classiche che la vedono sempre in alto. Ciò sta a trestimoniare che la vittoria non è stata ottenuta per intervento "ex machina" o celeste o del fato (fortuna)...ma conquistata dall'uomo con il coraggio della propria forza e dei propri ideali di libertà patria.

 

A riprova, di quanto descritto sul movimento,  postiamo delle  figure di  plastica futurista:

 

futuriste.jpg qui si prega di cliccare per aprire l'immagine.

 

futur 2.jpg

 

Postiamo inoltre una moneta della serie euro da 20 centesimi:

 

20centmoneta.jpg

 

nella raffigurazione di questa monetina rinveniamo un avanzamento-movimento nello spazio che richiama l'uomo della "Vetta d'Italia" e  riproduce una nota scultura futurista di Boccioni del 1913

Forme uniche nella continuità dello spazio - Umberto Boccioni (1882-1916)
La scultura si trova nella collezione Mattioli - Milano.
Boccioni fu esponente del movimento futurista di cui firmò il “Manifesto dei pittori futuristi” nel 1910 a Milano, dove il movimento nacque.
Ripetiamo: i futuristi si prefiggevano di rappresentare il dinamismo della realtà, conseguente agli sconvolgimenti portati nel modo di vita dalle novità scientifiche e meccaniche.
Boccioni nella sua statua, commemorata dalla moneta euro da 20 cent. sopra postata,  vuole rappresentare il dinamismo di un corpo umano.

 

P.S.

Questo post è già presente in altra sezione di questo Sito. In virtù dei riferimenti attinenti lo stile e l'arte correlate a questa moneta si ritiene opportuno postare l'intervento in questa specifica e competente Sezione, con particolare dedica a tutti gli appassioanti della monetazione di V.E. III

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"Pare, infatti, che il metallo sia quello recuperato per fusione  dalle fedi nuziali ... le quali venivano rimpiazzate con anelli di ferro con incisa la frase "oro alla patria".

 

Ne dubito.

Ho in una scatoletta la fede nuziale di vil metallo di mia madre,con stampigliata all'interno, quasi illeggibile ma mi pare 18 dicembre anno XIV , e dunque dovrebbe essere del 1935

Ciao.

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...l'oro alla Patria fu nell'occasione della guerra d'Etiopia e delle conseguenti sanzioni della Società delle Nazioni. Siamo nel 35. Parte di quell'oro, rimasto nelle casse della Banca d'Italia, finì prima nelle casse della RSI e poi a Dongo fu catturato come bottino dai partigiani. Pare che furono fatte molte campagne elettorali in epoca repubblicana, con quell'oro... Oggi le fedi di ferro in sostituzione di quelle d'oro. cominciano ad avere un certo valore di antiquariato.

 

http://www.youtube.com/watch?v=YU2H2LidggI

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Arriviamo ora a postare l'ultima moneta del nostro topic.

 

post-208-0-20106400-1398378214_thumb.jpg

 

post-208-0-58467500-1398378290_thumb.jpg

 

 

 

Trattasi del cosiddetto "fascione", ossia le 100 lire fascio in oro emesso nel 1923 per commemorare l'anniversario della marcia su Roma. Si tratta di una moneta rara e di un certo valore sul mercato numismatico (dai 1000 ai 5000 Euro a seconda della conservazione), ma c'è un ma, ossia, i falsi abbondano. 

Ovviamente le 100 lire oro ed anche il fascione, ben difficilmente (per non dire mai)  si ritrovano casualmente in casa di qualcuno, ma vengono custodite gelosamente in cassette di sicurezza o altri posti sicuri da persone che sanno perfettamente quello che hanno per le mani (per il fascione poi...si tratta di una moneta che non ha mai circolato, pertanto anche la famiglia che  la possiede sin dall'epoca di emissione  l'ha acquistata, a suo tempo, a  prezzo da collezionista).

 

In questo caso potremmo accogliere in pieno quanto riferito da Bubbolo in un post precedente:

 

Io ci vedo solo tanta retorica....Il Fascio è banale.

 

In effetti trattasi di moneta di evidente propaganda e commemorativa...poca arte, molta enfasi.

Non c'è molto da dire o da raccontare.

Dei quattro pezzi sinora esaminati questa è la moneta che ha meno fascino iconorafico. Forse è possibile intravedere nel rovesio un certo "modernismo" in realzione all'epoca in cui fu coniata.

Poco o niente di più.

E' però una moneta che ha la sua importanza sotto il profilo storico e politico e, quindi, è comunque importante ed immancabile in ogni collezione specialistica sulla tipologia di V.E. III o sul fascismo.

Quindi e comunque...una moneta importante e non facile da trovare in condizioni eccezionali...o quasi.

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 Si dice che, per recuperare dell'oro, la maggior parte delle monete furono sabbiate,

 


per quanto riguarda il 100 lire Vetta d'Italia e 100 lire fascio non erano stati sottoposti a sabbiatura dopo la coniazione per mascherare i difetti di conio?
 
ho modificato il messaggio perchè l'avevo impostato male
Modificato da Alfa83

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Essendo queste monete "da ostentazione" (non ditemi che avere in tasca 100 lire d'oro era cosa da tutti i giorni :P ) non è escluso che volessero provare questa tecnica per dare un "qualcosa" in più a quei campi così liberi e imprimere una lucentezza decisamente moderna, anche meno sofferente dei colpetti da contatto

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@@danieles1981 quindi tu cosa ne pensi della sabbiatura? 

 

Oggi è molto usata nelle monete commemorative proof, nel quale la moneta dopo esser stata stampata viene "granigliata" con sabbia di zirconio per dare una lucentezza maggiore e un fondo di satinatura. Credo che allora come oggi veniva usata per monete celebrative, come nel caso del 100 lire del 23.

Personalmente da un effetto fantastico alle monete, maggiormente alle fondo a specchio commemorative (mi piacciono particolarmente quelle di san marino).

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