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bubbolo

Denario Inedito?

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Buongiorno a tutti e in particolare ai cultori ed esperti della monetazione dell'Impero Romano.

Ciò premesso, come se non mi bastassero le mie monete vado anche a cercare spunti su quelle che mi capita di vedere in giro.

Sto seguendo le vendite dei denari di Galba perchè mi piacerebbe averne uno. Non necessariamente raro e bello ma qualcosa di gradevole senza andare a spendere un capitale.

Seguendo l'asta Lanz ne ho visto uno che è stato venduto mentre leggevo la descrizione. Ha realizzato 650 e quello che mi ha interessato è stato che era definito inedito, mancante in tutti i cataloghi.

Era già passato come era scritto ad un'asta dello scorso anno di Vico in Spagna. ( li aveva fatto 450 e chi lo ha comprato o il proprietario ha deciso di rivolgersi altrove per dargli maggiore visibilità )

Veniamo alla moneta che ad una prima impressione non mi pareva rara. Ne ho viste altre di quel tipo.

Eccola:

post-244-0-47457300-1402165875_thumb.jpg

così per curiosità ho cercato e non l'ho trovata.

O meglio l'ho trovata ma con il diritto e il rovescio su due monete diverse.

Questa è al British Museum

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e questa  é di una vecchia  un'asta UBS. ( dove LIvia al rovescio ha fatto una cura dimagrante)

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Trattandosi della zecca di Tarraco si era probabilmente rotto un conio e allora ne hanno preso un altro e bam! bam ! ecco  che si è risolto il problema creando un ibrido che però deve essere stato coniato in pochissimi esemplari visto che malgrado io lo abbia cercato scorrendo centinaia di denari di Galba non ne ho visto altri.

@@Caio Cesare Germanico cosa ne pensi?

 

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Buongiorno a tutti e in particolare ai cultori ed esperti della monetazione dell'Impero Romano.

Ciò premesso, come se non mi bastassero le mie monete vado anche a cercare spunti su quelle che mi capita di vedere in giro.

Sto seguendo le vendite dei denari di Galba perchè mi piacerebbe averne uno. Non necessariamente raro e bello ma qualcosa di gradevole senza andare a spendere un capitale.

Seguendo l'asta Lanz ne ho visto uno che è stato venduto mentre leggevo la descrizione. Ha realizzato 650 e quello che mi ha interessato è stato che era definito inedito, mancante in tutti i cataloghi.

Era già passato come era scritto ad un'asta dello scorso anno di Vico in Spagna. ( li aveva fatto 450 e chi lo ha comprato o il proprietario ha deciso di rivolgersi altrove per dargli maggiore visibilità )

Veniamo alla moneta che ad una prima impressione non mi pareva rara. Ne ho viste altre di quel tipo.

Eccola:

attachicon.giflanz 501 (2).jpg

così per curiosità ho cercato e non l'ho trovata.

O meglio l'ho trovata ma con il diritto e il rovescio su due monete diverse.

Questa è al British Museum

attachicon.gifBritish museum.jpg

e questa  é di una vecchia  un'asta UBS. ( dove LIvia al rovescio ha fatto una cura dimagrante)

attachicon.gif56667.jpg

Trattandosi della zecca di Tarraco si era probabilmente rotto un conio e allora ne hanno preso un altro e bam! bam ! ecco  che si è risolto il problema creando un ibrido che però deve essere stato coniato in pochissimi esemplari visto che malgrado io lo abbia cercato scorrendo centinaia di denari di Galba non ne ho visto altri.

@@Caio Cesare Germanico cosa ne pensi?

Non sono un esperto di monetazione romana, ma il fatto che vi siano monete con lo stesso conio del D/ e conio diverso al R/ è normale, in quanto la vita del conio di martello, che aveva solitamente l'immagine del R/, era molto più breve del conio d'incudine. Nel caso specifico tuttavia direi che siamo di fronte a coni diversi per il D/ e il R/. 

Sulla terza non mi  pronuncio.

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Salve a tutti.

Mi piace questa discussione perchè le emissioni di Galba sono particolarmente affascinanti, almeno per me che sono appassionato di storia alto-imperiale. ;)

Veniamo alle monete. Se ho ben capito, il denario in questione, definito inedito dalla Casa di vendite, è il primo. Dunque, partirei subito con la classificazione:

 

D/ SER. GALBA. IMP. CAESAR. AVG. P. M. TR. P. Busto laureato a destra con globetto.

R/ DIVA - AVGVSTA, Livia stante a sinistra con patera e scettro lungo.  

Zecca spagnola (Tarraco?), 68 d.C.

Ho controllato nel RIC I e con queste caratteristiche ho trovato solo un aureo (RIC I, 55; BMC 166) dato R3. Quindi, nel RIC manca. Ho trovato altri tre esemplari simili su acsearch che riporto qui di seguito:

 

post-156-0-95441700-1402172882_thumb.jpg

 

Galba, A.D. 68-69.
AR Denarius. Tarraco(?), A.D. 68. Laureate head of Galba right, globe at point of bust. Rv. Livia standing left, holding patera and scepter. 3.43 grams. RIC -. BMC -. RSC -. Unpublished in the standard reference works with this obverse legend. Light porosity. Toned. Very Fine. (400-500)
From the collection of Lawrence Feinberg.

Ex Stack's, april 2010, lot 405.
 

post-156-0-64703100-1402173015_thumb.jpg

 

Empire. Galba. Denarius (AR, 3.438g, 6h), Tarraco, 68-69 AD. RIC 55. Rare. Nicely toned. Bold portrait. Choice very fine.
Ex The Bru Sale, live auction 1, lot 117.
 

post-156-0-50639800-1402173142_thumb.jpg

 

Galba (AD 68-69), Denarius 3.54g, Tarraco?, SER GALBA IMP CAESAR AVG P M TR P, laureate head right, globe at point of bust, rev DIVA AVGVSTA, Livia, draped, standing left, holding patera and sceptre (RIC 55; BMC 166; RCV 2102 var). Old tone, nearly extremely fine.
Ex Baldwin's 47, lot 171.

 

Come possiamo notare già da questi semplici esempi, sia Baldwin's che The Bru Sale hanno deciso, in maniera diversa, di ricondurre il denario al RIC 55 che, pur mantenendo la stessa tipologia, è tuttavia un aureo. Molto più preciso e coerente, invece, mi risulta il giudizio dato da Stack's che definisce questo denario è sconosciuto ai principali cataloghi di riferimento. Dunque, mi sento di concordare con quest'ultima affermazione: almeno in opere generali come il RIC e il BMC tale tipologia è assente. Infatti, ho sfogliato anche il Cohen e il RSC e manca anche in questi altri due cataloghi. E' facile che sia un ibrido risultato dall'accoppiamento di due conii diversi, non destinati alla stessa emissione, come ha ben detto anche Rick. In generale, penso anche io che siamo di fronte ad un ibrido non censito dai principali cataloghi, e credo anche che sia una scoperta recente: da una prima ricerca su acsearch mi risulta che i "primi" esemplari di questo denario sono stati messi in vendita in tempi relativamente vicini, tra il 2006 e il 2007. In questo modo, non può comparire in cataloghi come il RIC che sono stati composti e riveduti molti anni prima. Deve essere un denario raro, ma non si può dire se col tempo ne usciranno sempre più esemplari (la prima impressione che ho avuto è proprio questa). I conii delle monete presentate nelle immagini di Bubbolo sono tutti diversi tra loro, come sottolinea correttamente Lugiannoni. Inoltre, vorrei far notare come l'esemplare del British Museum porti nella legenda al D/ SER GALBA IMP CASAR AVG TR P. con CASAR invece di CAESAR. L'ibrido inedito analizzato prima e l'errore di battitura nella legenda di questo denario del BM mi portano a pensare ad un periodo storico abbastanza confuso, confusione questa che si rifletteva in zecca, la quale aveva il gravoso compito di coniare moneta sonante per pagare le truppe: infatti, nel 68 è la volta della ribellione di Giulio Vindice, nella Lugdunense, contro Nerone, e, nello stesso anno, Galba, in Spagna fu proclamato Imperatore. La cosa interessante da notare, che coincide con le esposizioni che fin qui ho dato per spiegare i denari con le anomalie sopra riportate, è che il primo provvedimento preso da Galba nel 68 è l'arruolamento di nuove truppe sotto il suo comando, rimpinguando i ranghi della Legio VII Gemina, da sempre a lui fedele. Dunque, con l'ingrandimento delle schiere di Galba, la prima necessità era il pagamento dei soldati, il che non fece altri che aumentare il lavoro della zecca spagnola che si ritrovò, in questo modo, sotto una pressione molto più forte di epoche precedenti, il che la rendeva molto più soggetta a situazioni per noi oggi "anomale", come queste due sottolineate in questo topic.

Spero di essere stato esaustivo e di non essermi dilungato troppo. ;)

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La differenza tra la prima moneta che ho mostrato, quella considerata inedita e tutte quelle che Caio Cesare Germanico ha aggiunto sta nella legenda a R/ che è la stessa ma DIVA è posizionata diversamente ( va da h8 a h10) mentre l'inedito ha  DIVA da ore 7 a ore 9, più in basso insomma.

Nella stessa posizione è la scritta della moneta al terzo posto, quella UBS che però ha il  D/ diverso sia nella legenda che nel ritratto. Anche la figura di Livia è molto diversa risultando più sottile, quasi filiforme.

Sostanzialmente mi trovo d'accordo col venditore. Si tratta di un inedito. Tutte le monete simili ma non uguali viste su acsarch o nei vari siti museali sono del tipo con la scritta DIVA più alta e sono queste che si trovano in numero limitato ma comunque si trovano.

 

Le monete antiche sono soggette a forte calo delle quotazioni a seguito di ritrovamenti. Il ben noto aureo detto oggi Koson, quello con i tre littori andanti verso sinistra è inflazionato. Io ricordo che qualche anno fa uno di questi fu presentato in asta da Spink che scrisse : Dalla  collezione di un Gentlemen che acquistò questa moneta quando era rarissima.

In questi ultimi mesi ho visto  in vendita dei denari di Crispina,almeno 10,  tutti FDC e tutti uguali (da un ritrovamento? , oppure falsi, anche se non mi pareva. Ma oggi chi può dire con certezza, specie da una foto, se una moneta è buona o è una patacca?) 

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Salve Bubbolo.

Avevo compreso che ti riferivi alla scritta DIVA al R/ che si trovava più in basso, ma nei cataloghi che ho consultato e che ho nominato sopra tale differenza non è contemplata, ovvero nel descrivere gli esemplari non c'è alcuna differenza, per loro, se la parola si trova più in basso o più in alto. Secondo me, non risiede in questa caratteristica il requisito che rende estranea questa moneta ai normali cataloghi, quanto piuttosto il fatto che sia noto, con questi tipi, solo l'aureo e non il denario. 

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http://numismatics.org/ocre/results?q=rev_leg_text%3ADIVA%20AVGVSTA&start=0〈=en

post-244-0-69435700-1402231579_thumb.png

 

Il rovescio sembra lo stesso, mentre al diritto nella legenda manca P.M

 

e su

http://www.ancientcoins.ca/RIC/index.htm

post-244-0-02241600-1402231680_thumb.png

 

in questo secondo esempio sembrerebbe che il conio dell'aureo sia stato usato anche per il denario. Ma ci sono alcune piccole varianti. Non si è usato lo stesso conio

 

Hai ragione quando scrivi che i cataloghi dopo la legenda descrivono la moneta e poi ci aggiungono la foto. ( che in ogni caso è sempre quella con la DIVA al centro, e mai in basso.

 

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