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carledo49

Lira controversa di Carlo Emanuele III

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Lira poco gradita al sovrano Carlo Emanuele III o mera questione di praticità?

 

          L’analisi dei conii della lira del 2° e del  3° tipo di Carlo Emanuele III per la zecca di Torino mi ha creato molteplici perplessità. Non so darmi una spiegazione circa la creazione un nuovo conio per una moneta di recente immissione (5 anni)  per di più affidato ad un (per allora) illustre sconosciuto.

 

Lira del secondo tipo:

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Col biglietto del 22 febbraio 1742  S. M. ordinò che De Gregory, generale delle finanze,  facesse coniare 550 mila esemplari da 1 Lira, calcolando l’argento fino monetato a L 5.17.3 l’oncia. Il conio fu preparato da Giovanni Maria Maltese

unico millesimo coniato (1742)

tiratura 550 mila esemplari

Diritto: testa scoperta del sovrano rivolta a sinistra con lunga capigliatura circondata da CAR.EM.D.G.REX/SAR.CYP.ET..IER  nell’esergo 1742

Rovescio: scudo tondeggiante inquartato, sormontato da corona e caricato dallo scudo sardo nel punto d’onore e da un ovale contenente l’aquila di Sicilia con scudo sabaudo crociato in petto, il tutto ornato e avvolto dal collare dell’Annunziata e circondato da DUX.SAB.ET.MON/TISF.PRINC.PED.S/20.

Contorno: cordonato in rilievo

Incisore: Giovanni Maria Maltese

Zecca: Torino

Peso: 5,7 g

L’immagine dell’esemplare postato è stata tratta dal Web

 

 

 

Lira del terzo tipo:

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Col biglietto del 28 febbraio 1747 il Re ordinò che si facessero 2 milioni di pezzi da 1 Lira ed il 17 aprile successivo fece conoscere che era sua intenzione che si preparassero i nuovi conii fatti dall’incisore (o dall’intagliatore come riportato dai documenti dell’epoca) Giovanni Battista Donò. Quindi, essendo nuovamente aumentato il valore dei metalli nobili, diminuì il peso di queste nuove lire (3° tipo) di grani 1,20 calcolando l’argento monetato a L 5.19.5

due millesimi  coniati (1747 e 1748)

tiratura per il primo millesimo 2 milioni di esemplari

tiratura per il secondo millesimo sconosciuta

Diritto:  testa scoperta del sovrano rivolta a sinistra con lunga capigliatura e circondato da CAR.EM.D.G.REX/./SAR.CYP.ET.IER  nell’esergo 1747 o 1748

Rovescio: scudo tondeggiante inquartato, sormontato da corona e caricato dallo scudo sardo nel punto d’onore e da un ovale contenente l’aquila di Sicilia con scudo crociato sabaudo in petto; il tutto ornato e avvolto dal collare dell’Annunziata e circondato da DUX.SAB.ET.MON/TISF.PRINC.PED.S/20.

Contorno: cordonato in rilievo

Incisore: Giovanni Battista Donò

Zecca: Torino

Peso: 5,5 g

 

L’esemplare postato proviene da collezione privata e presenta la variante del punto dopo IER al Dritto.

 

Nel primo periodo del regno di Carlo Emanuele III, dal 1730 al 1755, la cura dei conii venne affidata all’incisore ufficiale Maltese. Non si capisce questa unica eccezione di Donò.

Osservando le due monete, ciò che macroscopicamente è ben visibile è lo stile dell’immagine del sovrano: viso, lunghezza del busto, tipo di capigliatura, riccioli e relativa loro lunghezza. Le differenze nella legenda sono minime. Il rovescio è pressoché identico, salvo per il millesimo.

Carlo Emanuele III aveva già a disposizione nella zecca i conii del 1742, perché rifarli ed affidare l’opera ad un incisore non noto? Se osserviamo anche la mezza lira del 1742 vediamo che non esiste alcun rifacimento del suo conio e non è stata creata quella del terzo tipo..

Carlo

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