Piakos

IRIDESCENZA NELLE PATINE DELLE MONETE D'ARGENTO

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L'iridescenza è una proprietà ottica di alcune superfici che, illuminate, assumono un ventaglio di tonalità differenti in base all'angolo di osservazione. Hanno questa proprietà le rifrazioni e trasparenze traslucide (bolle disapone), alcune conchiglie, le ali difane (come quelle di alcuni insetti) e le patine dell'argento che per reazione chimico/fisica delle superfici hanno acquisito nel tempo patine filmiche trasparenti che sprigionano effetTi di  colorazioni non monotone.

L'iridescenza nei toni delle superfici monetate aggiungono un particolare sapore e fascino...ma, se spostate in ambienti diversi da quello ove le stesse monete riposano (o hanno riposato prima dell'acquisizione...) l'iridescenza può attenutarsi sino quasi a scomparire.

La magia si esaurisce...in quanto le mutate condizioni chimiche consolidano gli strati che compongono la patina.

 

Cercare di ricreare le iridescenze spostando di nuovo la moneta in diverso ambiente conservativo non sempre ricostituisce il fenomeno.

 

ANALISI DEL FENOMENO

Nel fenomeno di iridescenza, la luce che illumina una superficie viene riflessa con tonalità diverse in base all'angolo di osservazione. Ciò è dovuto all'interferenza tra le successive riflessioni della luce sugli strati molto sottili e semitrasparenti della superficie del corpo (film sottili).

La luce incidente su uno strato semitrasparente viene in parte riflessa subito, in parte invece viaggia fino allo strato successivo, da cui può essere riflessa. I due o più fasci riflessi che si creano hanno fase diversa ed interferiscono, amplificando o attenuando alcuni colori. I colori che vengono amplificati sono diversi in base all'angolo di osservazione determinando l'aspetto, simile ad un arcobaleno, del corpo osservato.

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sarebbe interessante capire il fenomeno chimico che fa generare l iridescenza !

 

quasi tutte le patine di rame e argento son state spiegate in termini chimici

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visto che non lo sapevo son andato a cercarla 

pare che la patina iridescente sulle monete di argento si formi a causa del contatto della moneta con certi tessuti che producono uno strato sottilissimo attorno alla moneta.

 

a seguito del fenomeno chiamato thin film interference la luce colpisce la moneta e i differenti strati dello strato scompongono la luce nei suoi diversi colori

 

in pratica come una bolla di sapone o una macchia di olio 

 

aggiungo il file di wiki

 

grazie Piakos ! 

ho imparato una cosa nuova oggi......

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Thin-film_interference

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Ce ne dici tante tu per impararne di cose sulle monete...io sono solo un modesto appassionato che ha buona volontà nello scrivere di numismatica e nel cercare...

:)

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Discussione interessantissima. Tempo fa avevo preparato alcuni documenti tecnici sulle leghe usate x le coniazione. Questo sarebbe sicuramente un'ottima integrazione.

Bel lavoro

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E' un puro dato statistico, ma noto che le monete ad alto titolo di metallo nobile (900/1000 o le 925) hanno effetti di iridescenza molto più marcate che in titoli più bassi (835 o 800,600, o addirittura misture). Infatti noto che le patine su leghe d'argento con titolo 835 hanno patine tendenti al rossiccio, passando per il giallo. Io ritengo che questo è dovuto al fatto che il rame ossidi molto più che il resto dei metalli contenuti.

Idee?

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Esempi di iridescenza

 

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sarebbe cmq interessante capire di cosa e` fatto lo strato sottile che causa la diffrazione della luce e quali sono i processi chimici che lo creano

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sarebbe cmq interessante capire di cosa e` fatto lo strato sottile che causa la diffrazione della luce e quali sono i processi chimici che lo creano

 

Occorrerebbe vedere più a fondo, come la lega è composta, quali sono le molecole che filtrano la luce facendo passare blu, magenta, verdino... mi sa che è dura da capire senza interagire con degli esperti metallurgici.

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si deve comunque partire dalle monete di argento 

che mi pare sian quelle che fan questa patina

 

gli ossidi di argento di solito son neri e qui si parla di reazioni con tessuti dei cofanetti

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Sono delle micro patine filmiche (Molto sottili) che conferiscono particolare pregio alla moneta proprio perché diverse dai soliti ossidi. Durano fino a quando l'ambiente di riposo non cambia o peggiora: inspessendo gli strati sottili che si erano insediati.
SE RILEGGIAMO BENE LA DISCUSSIONE...NE ABBIAMO GIA' PARLATO.
Le patine partono piano e non sempre si inspessiscono. Se rimane lo strato filmico (cioè sottile) formatosi in particolare ambiente (dove prevale il tono della scala del rosso) con durezze semi cristallizzate (non a sostanza molle)...si crea una sorta di effetto vetro o cristallo calcolabile in micron...così che la la rifrazione della luce  sul metallo si scompone e vediamo le iridescenze.

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Cavolo, questa discussione mi prende particolarmente. Davvero interessante! Bravo @@Piakos

Devo sparare tutte le cartucce mostrandovi alcuni dei pezzi migliori in termini di patine dell'argento o ci vado piano?

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Intanto una, va'

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Spara...spara... :wacko:  :P

 

Bella moneta Daniele...aveva ragione @@Dolce quando dice che hai lo uno scrigno celato.

:)

 

Nella moneta che hai postato c'è già un contrasto in corso tra patina molle (ossidi più scuri e spessi) e una patina filimica che vira sui toni del blu e del giallo (hai un ambiente di riposo con velluti o cotoni o legni ?) frammista a ossidi più tradizionali.

Comunque una patina che soddisfa il collezionista esperto e smaliziato che odia sia il dentifricio e anche il sapone di marsiglia per non parlare dei liquidi professionali. (mezzi con cui si pulivano/puliscono le patine e le macchie poco gradevoli).

Questo fenomeno semi ibrido di toni e patina nel tempo, per solito, rimane costante tra i due aspetti di colore (scuro e arcobaleno)...tendendo comunque a diffondersi sempre più sulle superfici.

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Descrizione molto accurata che fa capire meglio il tipo di pagina in relazione ai luoghi di riposo. Conservo l'argento nei moschettieri secchi, quindi legno e velluto....

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Che colore il legno e i velluti?

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Che colore il legno e i velluti?

Precisamente queste:

 

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Un classico. Ecco da dove vengono i toni del giallo- arancio...

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Un classico. Ecco da dove vengono i toni del giallo- arancio...

 

Dalla colorazione del legno o del velluto?

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Esatto.

I colori dell'ambiente di riposo delle monete incidono sulle colorazioni delle iridescenze. Il legno e i tessuti.

Se è presente una componente ulteriore, come può una forte umidità, prevarrà comunque l'innesco di un patina che potremmo definire standard...non cristallizzata ma molle, cioè formata dagli ossidi scuri che danno quel tono sicuramente antico ma non sempre gradevolissimo all'argento monetato.

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Il 17/9/2014 at 01:48, Piakos dice:

Esatto.

I colori dell'ambiente di riposo delle monete incidono sulle colorazioni delle iridescenze. Il legno e i tessuti.

Se è presente una componente ulteriore, come può una forte umidità, prevarrà comunque l'innesco di un patina che potremmo definire standard...non cristallizzata ma molle, cioè formata dagli ossidi scuri che danno quel tono sicuramente antico ma non sempre gradevolissimo all'argento monetato.

Riprendo questa vecchia discussione interessante sulle patine iniziata da @Piakos  sempre attuale. Ho notato che in effetti, analizzando le patine di svariate monete mai ripulite, a seconda del materiale su cui riposano i tondelli, si crea una moltitudine di colori differenti ma caratteristici del materiale.

Ho tolto dalla carta che le avvolgevano queste due monete che per tanti anni hanno riposato adagiate sempre sullo stesso lato. E' interessante rimarcare il colore rossastro sul lato basale e quello più delicato su quello opposto rivolto in alto. Eppure sono d'argento!

Carlo

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Io per cercare di ottenere un risultato uniforme le giro ogni uno-due mesi.

Un amico mio quando si tratta di monete più belle da un lato che dall'altro (per conservazione o danneggiamenti) dice "tanto le monete stanno con un lato solo in vista"... diciamo che non concordo  😀

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3 ore fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

Io per cercare di ottenere un risultato uniforme le giro ogni uno-due mesi.

Un amico mio quando si tratta di monete più belle da un lato che dall'altro (per conservazione o danneggiamenti) dice "tanto le monete stanno con un lato solo in vista"... diciamo che non concordo  😀

Queste erano ferme per anni; il 2 lire è quello che proviene dal vecchio baule del nonno (80 anni chiusa in carta), la mezza rupia dimenticata in valigetta chiusa in carta velina per 10 anni.

Ora giacciono dalla parte opposta, nel vassoio, ma dubito fortemente possa eguagliare l'altro lato.

Carlo

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Quando l'argento fa quelle macchioline multicolore mi fanno impazzire...

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