Giuseppe Gugliandolo

Interesse Culturale delle monete antiche... fino a quando?

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In una recente discussione sull'identificazione di una moneta cinquecentesca è stato fatto un riferimento alla legislazione, da qui mi sono venuti i dubbi che posto di seguito citandomi

 

Nel codice urbani rientra tutto ciò che abbia più di 50 anni, ma a che periodo deve risalire un ritrovamento per non essere considerato di interesse culturale? 
Poniamo l'esempio che qualcuno trova un sacchetto di monete di piccolo taglio di Vittorio Emanuele II, anche queste andrebbero consegnate alla soprintendenza? Il procedimento è uguale a quello delle monete classiche? 

 

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Salute a tutti.

Purtroppo...si.

La problematica si pone in questi termini:

2- tutte le monete che hanno più di 50 anni sono antiche e teoricamente dello stesso interesse e valore culturale ed archeologico a prescindere dall'andare indietro nel tempo, ovviamente le monete greche riceveraanno maggiuore attenzione rispetto a quelle moderne;

1- tutti i ritrovamenti su suolo o muro pubblico (demanio) appartengono allo Stato;

2- tutti quelli su (sotto) suolo o muro privato vanno comunque denunciati in quanto rivestono (o possono rivestire...) valore 

 archeologico nel contesto del ritrovamento. Cioè possono testimoniare, provare, avvalorare cose e fatti appartenenti alla storia ed alla cultura dello Stato italiano;

3- tutte le monete in mano privata fanno (potenzialmente) parte del patrimonio culturale dello Stato italiano, spetta a quest'ultimo valutare ogni volta e di caso in caso se le monete di legittima proprietà privata rivestono interesse culturale così da poter/dover essere notificate al legittimo possessore/proprietario o, acquisite coattivamente (dietro corresponsione deltale valore commerciale che risulti da una stima assimilabile ad un valore peritale.

4 - l'occasione che ha lo stato di valutare il patrimonio numismatico privato è:

      a) la richiesta agli uffici della soprintendenza di un certificato/attestato di libera circolazione o di un rinnovo;

      b -  la visita dei tuttori del patrimonio culturale italiano al collezionista con possibile relativo sequestro;

      c) il passaggio sul mercato di una moneta (convegno, asta, scambio tra privati, compravendita).

Ovviamente nella massima parte dei casi il passaggio commerciale non viene monitorato oppure la moneta - sottoposta agli uffici o all'attenzione di un perito in giudizio - non viene ritenuta di interesse culturale, in tali casi resta al collezionista ove il possesso sia legittimo.

5- Tutte le monete (private ed antiche) che hanno occasione do visione e controllo da parte dello Stato italiano debbono essere corredate da buona documentazione (al minimo: fattura o ricevuta fiscale con minuziosa descrizione e identificazione), altrimenti possono essere comunque sequestrate e poi confiscate, con probabile destinazione  museale.

 

Rebus sic stantibus...

 

Idee o chiarimenti da parte di chi più spesso interviene in queste discussioni?

 

@@carnesala

@@aulus

@@Arka

@@Alberto Campana

@@Giov60

 

P.S.

@@ggpp : mi sono permesso di ritoccare leggermente il tittolo del topic per rendere amcora più chiara la problematica. Se sei d'accordo.

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Certo, nessun problema col titolo, anzi, così è più esplicativo

A quanto ho capito, teoricamente, se trovo un mucchietto di Lire del '50 in campagna potrebbe essere sequestrato  

 

 

tutte le monete che hanno più di 50 anni sono antiche e teoricamente dello stesso interesse e valore culturale ed archeologico

 

 

Mettiamo che un collezionista compra una moneta molto rara ad un asta, spendendo un fior fiore di soldi... se viene ritenuta di interesse culturale può essere sequestrata?

 

 

(...) se non viene ritenuta di interesse culturale, in tali casi resta al collezionista (...)

 

I

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Ho letto.

A tra poco...

:)

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Mettiamo che un collezionista compra una moneta molto rara ad un asta, spendendo un fior fiore di soldi... se viene ritenuta di interesse culturale può essere sequestrata?

 

 

Dunque, premesso che i canali di acquisto devono essere quelli controllati. Di tutto quello che non è controllato e controllabile, l'acquirente è il primo/prossimo controllato.

 

Se si acquista alle aste numismatiche italiane, ci viene fornita una documentazione della moneta, e si presume che tutti i controlli siano stati fatti.

Per quelle all'estero la cosa si complica poichè nel momento in cui la moneta entra nel suolo italiano (alla dogana) è probabile che vengano chiesti all'acquirente le documentazioni dell'acquisto e le indicazioni fornite dalla casa d'asta.

 

A "mio cugino" è capitato di comprare da una nota casa d'aste svizzera una moneta del 1600, pagata 35 euro (diritti e spedizione compresa) fermata in dogana 25 giorni dove chiedevano le documentazioni d'acquisto e di scarso interesse culturale da spedire in raccomandata.

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io continuo a sostenere che da questo testo unico le monete ripetitve devono per forza essere escluse 

se leggete bene si parla di opere che devono avere un contenuto di originalita` e di rarita` che praticamente manca in tutte le monete che facciamo noi.

 

comunque e` proprio questo tipo di burocrazia e norme incomprensibili assieme ad una magistratura che francamente andrebbe riformata che contribuisce in maniera significante alla crisi italiana.

 

sui canali controllati poi non son minimamente d accordo ! 

se uno e` bravo e vuol mettersi a commerciare monete perche` non dovrebbe farlo ?

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articolo 10 comma 4 b

 

B) le cose di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio;

 

quindi un ripostiglio ha interesse , una decadramma non comune ha interesse

 

un rottame o una moneta costantiniana no

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5- Tutte le monete (private ed antiche) che hanno occasione do visione e controllo da parte dello Stato italiano debbono essere corredate da buona documentazione (al minimo: fattura o ricevuta fiscale con minuziosa descrizione e identificazione), altrimenti possono essere comunque sequestrate e poi confiscate, con probabile destinazione  museale.

 

 

non mi risulta ci sia nessuna legge che obbliga i cosidetti certificati 

quotami la legge se sbaglio.

 

anche se ci fosse non sarebbe implementabile visto i milioni di monete che ci son in giro 

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Perfettamente d'accordo con @@rick2.

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L'aspetto fondamentale per una moneta che ha più di 50 anni e che deve essere collezionata è che deve essere corredata da adeguata documentazione (almeno fattura o ricevuta fiscale con minuziosa descrizione e identificazione). Sicuramente le monete acquistate in asta, dove si presuppone che il materiale era già stato controllato, sono un po' avvantaggiate, nel senso che basta allegare alla fattura (con gli estremi di identificazione) anche la fotocopia della pagina dell'asta con le relative immagini (per una antica non si confonde…).

Quando si vuole rivenderla privatamente, è bene passare al nuovo acquirente almeno la prova della provenienza (pagina dell'asta di origine). Se la si vuole vendere fuori Italia, bisogna richiedere il certificato di libera circolazione, che in genere viene concesso senza particolari problemi mostrando la sua provenienza (la solita documentazione accennata all'inizio).

Può capitare che per una moneta antica di particolare rarità e pregio lo Stato possa opporre un diniego alla libera circolazione (esportazione), che però deve essere motivato e comunque impugnato dal possessore con adeguate motivazioni.

Quando una moneta ha subito il diniego alla libera circolazione (moneta vincolata) ci sono solo due strade. Una è che rimane in possesso del proprietario, che può anche venderla, ma solo in Italia e trasferendo il vincolo al nuovo possessore: appare evidente che in questa maniera la moneta perde moltissimo il suo valore. L'altra strada, che però è oggi raramente seguita, è quella dell'acquisto coattivo e cioè lo Stato esercita il diritto di prelazione acquistando direttamente la moneta al prezzo indicato nella stima al momento della domanda per la libera circolazione.

In genere chi ha acquistato monete attraverso canali controllati, con regolare fattura, NON ha nulla da temere e non perderà mai ciò che ha acquistato.

Quello che servirebbe è una maggiore tolleranza e apertura da parte degli organi preposti al rilascio della libera circolazione e anche tempi più rapidi.

Nel caso poi di monete "rottami", comunissime e di nessun valore quando decontestualizzate (mentre sono invece SEMPRE importanti quando facenti parte di un ripostiglio con accurato contesto archeologico), servirebbe soprattutto maggiore preparazione e buon senso da parte dei responsabili dello Stato italiano. Purtroppo qui comanda l'archeologo e non lo specialista numismatico e molto spesso non ha una adeguata preparazione numismatica.

Come al solito servono linee guida improntate al buon senso (che frega allo Stato di una maiorina MB, del valore di 10 euro, della quale non si sa nemmeno una chiara provenienza da un contesto archeologico e non ha nemmeno un vero valore storico e artistico, tenendo presente l'immenso materiale numismatico depositato nei vari medaglieri pubblici).

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@@Alberto Campana

 

ma assolutamente no !!!!!!

 

nessuno ha documentazione per acquisti precedenti al 2010 !!!!!!

 

sono monete detenute illegalmente 

assolutamente no 

 

tutta la trafila si deve applicare a monete di pregio o di rarita` o di contesto come definite dal codice urbani 

non a tutti i rottami !

come peraltro hai scritto nella parte finale dei post

 

e` sempre la stessa storia italica , troppa burocrazia e troppi mandarini che non san fare il loro lavoro

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1 A quanto ho capito, teoricamente, se trovo un mucchietto di Lire del '50 in campagna potrebbe essere sequestrato  

 

 

2 Mettiamo che un collezionista compra una moneta molto rara ad un asta, spendendo un fior fiore di soldi... se viene ritenuta di interesse culturale può essere sequestrata?

 

 

 

1) Teoricamente le devi portare alla stazione dei Carabinieri più vicina o alla sovrintendenza competente ove veràà steso adeguato verbale. Poi si vedrà...Se invece trovi l'anforetta con monete classiche o la borsa di quoio con monete medievali e.. ecc. sicuramente vengono prese in custodia dallo Stato. Te le sequestrano s ele porti a casa e il vicino ti denuncia...vengono, le trovano, le sequestrano e ti denunciano.

 

2) Bisogna vedere se è asta italiana o estera. Non può essere sequestrata se di provenienza legittima con tanto di documentazione...se viene dall'estero e la metti in temporanea import, è tua e basta. Se viene da asta italiana...te la possono notificare.

 

Già in tutto quello che abbiamo scritto tutti sino ad ora sarebbe necessario:

- tenere una lezione di diritto applicato alle varie fattispecie;

- sviscerare il codice Urbani;

- analizzare molte frasi e molti pareri per condurli sulla retta via tecnica.

Comunque sarebbe impegnativo e questa discussione rimarrebbe sparsa nella Sezione...tra q.che mese magari ce la dimentichiamo.

Quindi?

Quindi faremo di più...ma di meglio.

 

E' in qui progetto il famoso vademecum legale tanto invocato dalla vox populi anche nell'altro pregevole e noto Forum numismatico...che però non è mai stato fatto...per tanti motivi anche di ordine commerciale e politico (politico è da riferire all'ambiente della numismatica e non del governo :) ...tutti lo vogliono ma nessuno lo fa'.

Come sarà?

Non si sa!

 

Cercheremo di postarlo noi utenti di TN, confidando nel prezioso congiungimento di successive varie voci ed esperienze.

 

Chiamo ancora per quanto precede:

@@carnesala

@@aulus

@@Arka

che in passato hanno espresso interesse e/o attesa per tale progetto

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Sullo stesso tema debbo confermare la sostanziale validità di quanto ho scritto al post n. 2 che ha il pur modesto pregio di esprimere e riassumere molti argomenti afferenti la normativa sul collezionismo numismatico.

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L'aspetto fondamentale per una moneta che ha più di 50 anni e che deve essere collezionata è che deve essere corredata da adeguata documentazione (almeno fattura o ricevuta fiscale con minuziosa descrizione e identificazione).

 

Sicuramente le monete acquistate in asta, dove si presuppone che il materiale era già stato controllato, sono un po' avvantaggiate, nel senso che basta allegare alla fattura (con gli estremi di identificazione) anche la fotocopia della pagina dell'asta con le relative immagini (per una antica non si confonde…).

Quando si vuole rivenderla privatamente, è bene passare al nuovo acquirente almeno la prova della provenienza (pagina dell'asta di origine). Se la si vuole vendere fuori Italia, bisogna richiedere il certificato di libera circolazione, che in genere viene concesso senza particolari problemi mostrando la sua provenienza (la solita documentazione accennata all'inizio).

Può capitare che per una moneta antica di particolare rarità e pregio lo Stato possa opporre un diniego alla libera circolazione (esportazione), che però deve essere motivato e comunque impugnato dal possessore con adeguate motivazioni.

Quando una moneta ha subito il diniego alla libera circolazione (moneta vincolata) ci sono solo due strade. Una è che rimane in possesso del proprietario, che può anche venderla, ma solo in Italia e trasferendo il vincolo al nuovo possessore: appare evidente che in questa maniera la moneta perde moltissimo il suo valore. L'altra strada, che però è oggi raramente seguita, è quella dell'acquisto coattivo e cioè lo Stato esercita il diritto di prelazione acquistando direttamente la moneta al prezzo indicato nella stima al momento della domanda per la libera circolazione.

 

In genere chi ha acquistato monete attraverso canali controllati, con regolare fattura, NON ha nulla da temere e non perderà mai ciò che ha acquistato.

 

Quello che servirebbe è una maggiore tolleranza e apertura da parte degli organi preposti al rilascio della libera circolazione e anche tempi più rapidi.

Nel caso poi di monete "rottami", comunissime e di nessun valore quando decontestualizzate (mentre sono invece SEMPRE importanti quando facenti parte di un ripostiglio con accurato contesto archeologico), servirebbe soprattutto maggiore preparazione e buon senso da parte dei responsabili dello Stato italiano. Purtroppo qui comanda l'archeologo e non lo specialista numismatico e molto spesso non ha una adeguata preparazione numismatica.

Come al solito servono linee guida improntate al buon senso (che frega allo Stato di una maiorina MB, del valore di 10 euro, della quale non si sa nemmeno una chiara provenienza da un contesto archeologico e non ha nemmeno un vero valore storico e artistico, tenendo presente l'immenso materiale numismatico depositato nei vari medaglieri pubblici).

 

 

Quoto l'ottimo intervento di @@Alberto Campana, specificamente la parte finale che ho evidenziato in grassetto in quanto esprime nuovi valori tecnici oltre quanto sino ad ora scritto.

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Sicuramente è auspicabile la creazione di un valido Vadecum legale, che possa "illuminare" il povero collezionista (e non solo) nei vari meandri giuridici.

Possibilmente ogni paragrafo dovrebbe essere sostenuto da riferimenti all'attuale legislatura.

E' importante anche l'uso di buon italiano, non troppo farcito del gergo legale, con termini corretti ma più comprensibili (e magari indicando a parte i vari sinonimi più in auge presso i legali).

Comprendo che si tratta di un grosso impegno e anche di notevole responsabilità, ma chi lo crea può dare un utile servizio pubblico.

 

Ovviamente un simile vadecum può avere anche una valenza giuridica, ossia costituire una base per essere valutato dai vari organismi pubblici, che possono anche trovarvi spunti per approfondimenti e correggere eventuali storture provenienti da scorrette interpretazioni da parte dei magistrati….

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Grazie per i preziosi consigli, Alberto.

Inoltre si cercherà di seguire due criteri preziosi: la semplicità e la sintesi, senza ingarellarsi in interpretazioni e tiritere che, spesso, possono lasciare il tempo che trovano. Peraltro occorre anche evidenziare che, in fondo, non è che ci sarebbero pagine e pagine da scrivere. Spesso tante pagine sono state scritte quando non si è riuscito o non si è voluto andare al fondo e all'effettivo nocciolo delle cose.

Cosa si può o non si può fare per collezionare monete è abbastanza chiaro, se lo si vuole dire senza terrorizzare gli appassionati da una parte e/o senza far comprare monete strane dietro certificazioni sofisticate.

In Italia troppo spesso si hanno motivi per circondare di nebbie i percorsi...così da smarrire la strada o la rotta.

Perchè?

Troppi galli a cantare, troppi interessi non sempre convergenti, troppa gente che traffica e campa bene operando in zone grige, dove non si capisce bene cosa si sta facendo o cosa si sta comprando.

Infatti ci stanno chiedendo da molte parti di cambiare e di evolvere il nostro sistema bloccato e grigio.

Peraltro il cambiamento in meglio, eliminando posizioni e furbizie, gioverebbe a tutti...anche per evitare implosioni del collezionismo italiano.

 

:)

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Comunque continuo a pensare che Rick2 non ha tutti i torti...  :huh:

 

Arka

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Certo che non li ha...in linea teorica e, ahimè, non efficacemente sostenibile.

Purtroppo.

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Anche io la penso come arka, rick non ha tutti i torti, ma se la legislazione non cambia o non si fa nulla per farla cambiare, non possiamo far altro che tutelarci seguendo la normativa

 

VI pongo un'altra domanda.
Spesso quando avviene un sequestro, il collezionista deve difendersi e dimostrare la sua innocenza. Se non ricordo male, stando alla costituzione, un cittadino non è colpevole fino a quando non viene provata la colpevolezza, è quello che accade per i furti e gli omicidi: in mancanza di prove i sospettati vengono rilasciati. E allora perché in questi casi è il contrario? Perché il collezionista deve discolparsi quando è il tribunale che deve cercare le prove della sua colpevolezza? 

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@ ggpp Lettura consigliata Il processo di Kafka.

 

Arka

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Anche io la penso come arka, rick non ha tutti i torti, ma se la legislazione non cambia o non si fa nulla per farla cambiare, non possiamo far altro che tutelarci seguendo la normativa

 

VI pongo un'altra domanda.

Spesso quando avviene un sequestro, il collezionista deve difendersi e dimostrare la sua innocenza. Se non ricordo male, stando alla costituzione, un cittadino non è colpevole fino a quando non viene provata la colpevolezza, è quello che accade per i furti e gli omicidi: in mancanza di prove i sospettati vengono rilasciati. E allora perché in questi casi è il contrario? Perché il collezionista deve discolparsi quando è il tribunale che deve cercare le prove della sua colpevolezza? 

 

 

Caro ggpp, hai la mia migliore stima e ti seguo sempre volentieri e con interesse per l'acume e il valore aggiunto che contraddistingue i tuoi interventi.

Consentimi quindi un discorso generale sul tema della legislazione in ambito numismatico.

 

Purtroppo il modo in cui è stato trattato e impostato il tema legato alla legislazione - incentrato sui sequestri - in altri Siti numismatici è fondamentalmente fuorviante.

L'Italia è un paese di cittadini dalle grandi risorse creative ma dalla visione generale, storica, legale, civica e nazionale ...nonchè numismatica/ambientale, leggermente provinciale e vagamente insufficiente. Quindi operando in modo abile nella comunicazione e nella divulgazione di temi e problematiche è possibile influenzare i soggetti asseconda di quanto si ritenga opportuno o conveniente. Su tale spartito poi tutti possono diventare musicisti e suonare erroneamente il pezzo. ;)

E la cosa ancora più assurda è che se qualcuno prova a reimpostare i discorsi e le tematiche:

- può diventare un po' antipatico...anzi probabilmente lo diventa, in quanto va ad incidere su un sentire e su un credere ormai consolidato ;)  :) ; con le relative conseguenze.

Per cercare di affrontare queste tematiche, in allegato ad altre collegate e parimenti "delicate", il modesto scrivente due anni fa' su un altro forum fu posto  in premoderazione permanente, anche senza aver litigato od offeso qualcuno. Detto in soldoni: hanno spento la voce...cioè la penna.

Poi q.cuno provò a scrivere in una sezione libera, non leggendomi più nel dato Sito: ma che fine ha fatto piakos? Ebbene...chi di dovere ha oscurato i topic in circa 15 minuti...ed è capitato due volte a due utenti diversi del dato Forum.

Poi non ci ha più provato più nessuno...ammesso che qualcuno avesse voluto farlo.

 

Uno adesso potrebbe dire: piakos, non ce ne importa molto di questi tuoi decorsi, sono cose tue...ci dispiace se ti hanno trattato male...sono cose che capitano...inutile rinvangare il passato, falla finita e andiamo al concreto.

:D

Giusto!

Solo che citando quanto sopra il pur modesto scrivente non ha alcuna intenzione di poelmizzare e rinvangare, va benissimo così. ;)

Volevo solo citare dei fatti e non delle chiacchiere,  collegandoli a temi difficili e, mi ripeto, delicati che toccano interessi variegati e anche antitetici tra loro ma composti su un tema: meno è rappresentato/divulgato il reale interesse/diritto del collezionista e meglio è. Lasciamolo alle rappresentanze di categoria. Quali? Quelle dei professionisti e degli operatori, in possibile dialogo con il Ministero. Ma gli appassionati da chi sono veramente rappresentati?

Da nessuno. Cfr. qui http://www.tuttonumismatica.com/topic/1484-n011-l-associazione-di-categoria-tra-i-collezionisti-numismatici/

 

Ad esempio e per tornare pienamente ai precedenti post, gli appassionati (studiosi o collezionisti che siano) hanno il pieno diritto di sapere che:

- i sequestri appartengono solo all'ambito delcodice penale;

- che per scattare un sequestro occorre un mandato e quindi una notizia criminis e un'indagine seria in corso a seguito di uno o più reati commessi;

- quasi sempre chi finisce in queste spire in qualche modo è stato indotto in tentazione e ha commesso degli errori...anche uno solo. Al riguardo molto spesso se non sempre...si è coscientemente acquisito qualcosa che non doveva essere comprato o sono intercorse frequentazioni in qualche modo sbagliate. Poi ci si può anche difendere e riuscire a non farsi condannare...ma le circostanze di base restano quasi sempre quelle.

- Per il resto non si parla di sequestri ma, caso mai,  di dineghi, di confisca, di notifica, di acquisizioni coattive...che sono categorie diverse  e attengono ad un ambito tecnico diverso, dove il diritto civile e quello amministrativo dominano nella relativa misura.

 

Poi...dove comincia il possibile abuso della P.A. e dove finisce l'ignoranza o la voglia di pagare poco le monete o di possedere monete eccezionali?

E come mai nessuno parla più di tanto della piaga dei falsi e - sopra tutto - delle falsificazioni, che riempiono i monetieri di tutti...compresi quelli pubblici ingenerando rischi di implosione del mercato e della richiesta.

Ovviamente se i falsi non vengono riconosciuti come tali e le falsificazioni sono  sdoganate come restauri...il problema si risolve commercialmente.

 

Insomma...il tema è vasto, è complesso ed è delicato.

Inoltre non c'è un solo tema...ma ce ne sono diversi.

Infine, se non si è dei tecnici e non si conoscono bene le regole, le norme, le monete, l'ambiente, i personaggi e quant'altro...anche solo la divulgazione di questi temi diventa difficile e complicato in quanto i discorsi possono essere fraintesi o incompresi.

 

Ecco perchè ci si poneva l'obiettivo di un Vademecum su temi e topic proposti solo dallo staff in modo sincero, alla luce del sole e con espressione sintetica...andando diritto al sodo e al nocciolo, di volta in volta.; con ottica prevalente all'interesse del collezionista. Così da poter limitare, ad esempio,  cosa a volte succede nelle assemblee di condominio; dove non è raro vedere alcuni condomini che votano o parlano contro il proprio stesso interesse:

- per disinformazione;

- per errata convinzione;

- per partito preso;

- per simpatia/antipatia nei confonti di altri;

- per interposti interessi.

 

Sicuramente in  discussioni fiume, potenzialmente di trenta e passa pagine è più difficile mantenere la barra a dritta.

 

Lo facciamo questo Vademecum? Nell'ambito di ogni topic, che verrebbe proposto, la discussione sarebbe ovviamente libera e ognuno potrà esprimere il proprio sereno ed urbano parere.

:)

 

P.S.

Chiedo venia per qualche sincerità un po' marcata, ma a noi interessa affrontare le cose per come le cose sono.

Il tema potrebbe essere trattato in modo più soft e politico...ma perderebbe riferimenti ed efficacia.

Tanto varrebbe allora evitare il tema e continuare a parlare solo di monete.

:)

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@@Arka conosco Kafka, credo proprio che sarà una lettura interessante  

 

@@Piakos ti ringrazio per i complimenti. Ho letto l'altra discussione e concordo nel dire che servirebbe una rappresentanza per i numismatici e concordo con la tua idea su come trattare l'argomento, anzi, è giusto parlarne ed approfondirlo, trattarlo in maniera più soft significherebbe non dare all'argomento le attenzioni che merita

 

 

Uno adesso potrebbe dire: piakos, non ce ne importa molto di questi tuoi decorsi, sono cose tue...ci dispiace se ti hanno trattato male...sono cose che capitano...inutile rinvangare il passato, falla finita e andiamo al concreto.

 

A dire il vero ho gradito questa parentesi, nonostante io frequenti anche l'altro forum mi ero perso tutto ciò 

 

 

In conclusione, il Vadenecum è la cosa migliore che possiamo fare, diciamo che sarà la nostra voce in capitolo  :)

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il vademecum è cosa buona e giusta. Penso che sia il caso di formare una "informale" commissione. Possiamo fare anche delle conference call su skype o altro e poi dopo uno scambio di idee e di bozze ci si potrebbe vedere di persona. Sarebbe bene che vi fossero esponenti di varia estrazione: un collezionista, un commerciante, un archeologo, un avvocato, un magistrato, un ufficiale di P.G. etc. etc, di modo che lo scambio di idee (pur fondato sull'interpretazione della legge) tenga in debito conto delle varie esigenze di tutela. Un avvocato ...è già a disposizione. Astenersi perditempo, tombaroli, ricettatori etc. etc. :)

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 Astenersi perditempo, tombaroli, ricettatori etc. etc. :)

 

:D

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Pongo un'altro quesito

 

Quando qualcuno compra monete di dubbia provenienza i procedimenti penali avvengono dopo l'acquisto, perché non intervenire alla fonte prima che qualche malaugurato le acquisti? 

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