lorenzo

Un hexas di Himera

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Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Francesco_Gamurrini

 

Gian Francesco Gamurrini

 

“Gian Francesco Gamurrini (Monte San Savino, 18 maggio 1835 – Arezzo, 2 giugno 1923) è stato uno storico, archeologo e numismatico italiano.

 

Biografia

 

Archeologo e storico italiano dai molteplici interessi, discendente di una famiglia nobile aretina, fu Rettore della Fraternita dei Laici, antica confraternita di Arezzo.

 

Raccolse le iscrizioni etrusche e romane presenti nella zona di Arezzo, ed esplorò siti etruschi e romani in tutta l'Italia centrale, gettando le basi della sua carta archeologica dell'Italia centrale

 

Nel 1867 il ministro Michele Coppino lo nominò direttore della nuova Galleria Reale di Firenze”.

 

La BancaEtruria ha pubblicato a cura della Dott. Franca Maria Vanni l’archivio del grande Numismatico.

 

Vedi: http://www.bancaetruria.it/it/istituzionale/valori-e-impegno/progetti-e-iniziative/archivio-gamurrini-le-monete/content/02/linkItems/01/pdf/03_Vol_140_Numismatica.pdf

 

Un interessantissimo repertorio di studi iconografici e storici di monete di diversa provenienza, tra cui mi ha particolarmente colpito questo disegno:

post-393-0-75854100-1412622976_thumb.jpg

 

A me sembra questa essere l’esatta rappresentazione di un hexas di Himera che avevo segnalato nel forum come falso, stando all’esame qui descritto di alcuni falsi moderni: http://maajournal.com/Issues/2009/FullTextMondio.pdf

 

Lo studio pubblicato in lingua inglese nel 2009 è coperto da copy-right e nella premessa dice: “Come conseguenza di operazioni di polizia a Messina (Sicilia), una grande quantità di imitazioni perfette di monete antiche, realizzate da un falsario siciliano, è stata recentemente trovata. Tali falsi sono stati realizzati con la tecnica della fusione a cera persa e riproducono monete emesse da autorità diverse in diverse epoche storiche. Per superare l'ovvia soggettività della tradizionale (autoptica) analisi numismatica, che prevede a volte interpretazioni contrastanti, cinque di questi falsi sono stati analizzati da scansione

 

Microscopia Elettronica (SEM) e di energia dispersa fluorescenza a raggi X (EDXRF). 

 

I risultati ottenuti hanno dato informazioni sulla microstruttura, l'omogeneità e la composizione elementare delle leghe utilizzate dal falsario. Tracce, inoltre, evidenti del trattamento chimico utilizzato per l'invecchiamento artificiale delle monete sono state trovate.

 

A causa della grande diffusione presumibile e pericolosa di questi falsi siciliani nel mercato internazionale, i risultati di tali analisi possono certamente essere di notevole interesse per la Numismatica e le applicazioni forensi così che rappresentano una serie di prove da utilizzare nello smascheramento dei casi di contraffazione analoghi.

 

L’esemplare a cui ero e sono interessato è questo:

post-393-0-33788900-1412623048_thumb.jpg

 

Correttamente, in accordo alla ricerca di Mondio ed Altri, eBay ne ha venduto un esemplare nel gennaio 2009, dichiarando  essere una riproduzione.

 

Ammettendo che sia davvero un falso, bisogna riconoscere che lo Studioso ha preso in esame un falso e non se ne sia reso conto, dal momento che la dichiarazione di non autenticità di Nordio ed Altri è più recente. Non posso dubitare di quanto detto da questi Scienziati, ma resto tuttavia perplesso da come un così grande Numismatico come Gamurrini non abbia capito che stava esaminando solo un falso, neppure un clone. Vi può essere, al contrario, il caso che il Numismatico abbia solo argomentato su immagini di un catalogo, dato che altro non gli interessava.

 

Bisogna notare che il falsario siciliano lo ritengo ancora operante all’epoca dell’esame di laboratorio dei cinque esemplari e che il grande Numismatico Romolo Calciati non lo cita nella sua opera di catalogazione.

 

Concludendo: sarà un falso moderno, dato  che il falsario potrebbe ancora essere in vita?

 

Il Gamurrini come ha potuto prendere in considerazione un tondello che ancora non esisteva?

 

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Ottima nota Lorenzo.

Sarebbe interessante leggere Alberto al riguardo.

@@Alberto Campana

Vediamose ha un po' di tempo da dedicare ad un interessante interrogativo.

:)

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