lorenzo

Alcuni esempi di imitazioni di monete

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Ciao ho rafforzato i colori del denaro di Volterra per cogliere meglio le differenze.

A me il rovescio del denaro di Volterra mi pare diverso rispetto al denaro di Lucca mentre il dritto è più simile

@@rick2 @@Lugiannoni voi che ne pensate?

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Ciao ho rafforzato i colori del denaro di Volterra per cogliere meglio le differenze.

A me il rovescio del denaro di Volterra mi pare diverso rispetto al denaro di Lucca mentre il dritto è più simile

@@rick2 @@Lugiannoni voi che ne pensate?

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Non sono  espertissimo in denari lucchesi, quindi mi limito a postarne due esemplari, che ho avuto occasione di studiare di recente e che a me paiono molto simili all'ipotetico denaro volterrano.

Che siano anch'essi volterrani o il "volterrano" di @@lorenzo è lucchese?

Ai posteri l'ardua sentenza, avrebbe detto il Manzoni. Io più prosaicamente mi limito a porre il problema, chiedendo un vostro parere.

 

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Concordo con Lugiannoni sul fatto che le sue immagini possono accostarsi con una certa facilità a quelle del presunto denaro di Volterra (ma anche di Lucca). Tengo a precisare che la mia analisi è solo frutto di conoscenza un pò più approfondita, ma che non è risolutiva.

Insomma, la mia è solo una ipotesi possibile. Poi, se consideriamo il fatto che una imitazione per forza di cose deve somigliare ad un originale, ecco che si capisce che il gioco è fatto.

Il contributo di admin ha una sua valenza; infatti sono meglio visibili i rilievi del "tondello", ma non sono quelli giusti. Posto una seconda immagine dalla quale si evince come questa faccia presenti la sua grafia.

 

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Delfino Tizzone non si è fatto mancare niente in quanto a imitazioni e contraffazioni. Nel forum se ne è già discusso in passato su alcuni esemplari, ma il repertorio è ben più vasto, in quanto, il Conte non ha fatto coniare solo imitazioni di liard francesi, ma anche di monete italiane del tempo. Fare qui una elencazione potrebbe risultare eccessivamente pedante e poco attrattiva dell’interesse dei nostri colleghi, per cui mi limito alla sola presentazione di pochi esempi.

 

Da Fatio-Morel “Monnaies inédites de Dezana, Frinco et Passerano” pagina 23  e seguenti:

IMITAZIONI DI MONETE FRANCESI

“Io passo adesso alla descrizione delle diverse imitazioni del liard di Francia, sia regale che signorile. Questo tipo fabbricato a Desana sotto il nome di quarto è conosciuto già per tre esemplari diversi (Promis pl. IV. Numeri 8, 9 e 10).

Il numero 8 di Promis comprende tre varianti con le date 1583, 1585 e 1588, ecco i dettagli:

1 . DELF.TI.CO.DE.VI.PER.IMP. H coronata e contornata da tre fiordalisi.

R/ + SIT.NO.D.BENEDIC.T 1583. Croce detta del Santo Spirito

Mia collezione

 

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2 . DELF.TI.CO.DE.VIC.P.IMP.

R/ + SIT.NO.D.BENEDIC. (15)83. Stesso tipo

Mia collezione

 

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3 . DELF.TI.CO…...IMP.

R/ + SIT.NO.D.BENEDIC. 1585. Stesso tipo

Mia collezione

3 . MON.NOV.IM.COM.DEC.

R/ simile alla predente 1584

Mia collezione

 

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4 . simile alla precedente ma con la data 1585”

 

Il testo di questo autore non descrive l’esemplare del 1588, ma ne mostra l’immagine:

 

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IMITAZIONI DI MONETE ITALIANE

Morel-Fatio, stessa opera da pagina 34:

“Delfino Tizzone ha contraffatto il sesino di Vespasiano Gonzaga di Sabioneta (Promis pl. V, n°11) ed ecco alcuni esemplari leggermente diversi:

1 . DELF.TI.CO.DV.C.IMP.PER. Busto a sinistra; sotto la lettera o la cifra .I.

R/ SANCTVS NICOLAVS. San Nicola in piedi tenente con la mano sinistra le tre ciotole d’oro; ai suoi piedi una mitra. Biglione (Pl. III, n° 26)

Mia collezione

 

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2 . DEL.TI.CO.DE VI.PER.IMP.

R/  SANCTVS ecc., stesso tipo.

Mia collezione

Resta ancora da far conoscere una piccola moneta di biglione estremamente basso, fabbricata a Dezana, ne sono convinto.

- C e D sormontate da una corona e separate da due rosette, tutto dentro un cerchio di bisanti.

R/ Croce trifogliata dentro un cerchio a quattro lobi, cantonata da quattro punti. Biglione  (Pl. III, n°28)

Mia collezione

 

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Questa moneta è l’esatta rappresentazione del quarto dei Savoia….”

“Il quarto di soldo fabbricato per la prima volta sotto Emanuele Filiberto il 29 settembre 1561 e continuato da suo figlio Carlo Emanuele I fu soppresso prima della fine del secolo XVI (Confr. Promis: Monete dei Reali di Savoia, tomo I pagina 218 e seguenti)”.

 

A Parere di Morel-Fatio le lettere C e D non sono le iniziali di alcun regnante savoiardo, ma stanno ad indicare comes Decianae, il conte di Deciana.

A sostegno di quanto asserito da questo Autore riporto qui di seguito un esemplare di quarto dei Savoia.

Da http://www.deamoneta.com/auctions/view/42/6581

 

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6581 Casa Savoia - Regno di Sardegna - Regno d’Italia. Casa Savoia. Emanuele Filiberto (1553-1580) Quarto di soldo, Bourg. MIR 547b. MI. gr. 1.11 NC

…..

“Voglio parlare della parpagliola rappresentata da Promis al n°3 della tabella IV, Leggiamo:

MON.NO.ORD.A.DD.F che l’autore de la Zecca di Dezana traduce come Moneta nova ordinata a Domino Decianae facta e che io interpreto così: Moneta nova ordinata a Dominis Fringi e restituendo questa moneta a Mazzetti Signore di Frinco”.

 

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Ecco un’altra contraffazione del Conte, la quale riguarda una diversa zecca.

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Buon giorno a tutti.

Segnalo un articolo molto interessante del grande Studioso di Numismatica Lorenzo Bellesia, il quale può essere letto qui http://www.panorama-numismatico.com/wp-content/uploads/QUATTRO-MONETE-INEDITE-O-CURIOSE.pdf

E' una breve descrizione di alcune contraffazioni coeve a quelle poco sopra descritte, piacevole da leggere e nello stile solito del grande Studioso.

 

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Principato d'Orange

“Il Principato d'Orange venne costituito nel 1163 dall'Imperatore Federico I quando diede la propria garanzia d'indipendenza alla Contea d'Orange dal Sacro Romano Impero. Il Principato divenne parte del patrimonio della Casa d'Orange-Nassau quando Guglielmo I "il Taciturno" ereditò il titolo di Principe d'Orange nel 1544, sin quando non venne ceduto alla Francia nel 1713 con il Trattato di Utrecht”. (Wikipedia)

Da:

http://www.ebay.it/itm/271729277883?ssPageName=STRK:MEWAX:IT&_trksid=p3984.m1438.l2648

Principato d'Orange - Imitazione del liard di Dombes

 

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Liard di Gaston d'Orléans (1628/1657)

Atelier : Trévoux.

 

Dombes

La Dombes è una regione storico-geografica della Francia orientale che si estende a nordest di Lione, tra il Giura e il Beaujolais, ed è oggi ricompresa nel dipartimento dell'Ain. (Wikipedia)

Da:

http://www.ebay.it/itm/141396893071?ssPageName=STRK:MEWAX:IT&_trksid=p3984.m1438.l2649

DOMBES, Marie de Montpensier (1608-1626), Liard, 1614, atelier di Trévoux

 

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Di questo tipo di liard del Principato della Dombes ve ne sono quattro versioni:

- H - Henri II de Montpensier

- F - François de Montpensier

- M - Marie de Montpensier

- G - Gaston d'Orléans

 

Come appare evidente, l’originale e l’imitazione sono praticamente uguali, ma vi sono altri esemplari i quali mostrano più chiare differenze.

 

Da:

http://monnaiesdeladombes.blogspot.it/2009/07/marie-de-montpensier-1608-1627.html

Marie de Montpensier

“Principessa di Dombes a 3 anni, alla morte di suo padre Enrico II, sposata con Gaston d'Orleans nel 1626, morta di parto a 22 anni l'anno successivo, è stato il marito che ha gestito la Dombes fino al 1650 come principe usufruttuario. Vi sono per Marie emissioni di prestigio in oro e argento estremamente rare. Le monete di biglione e soprattutto di rame si trovano in quantità enormi”.

 

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Da:

http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/comte-d-anjou_p2378/anjou-comte-d-anjou-charles-iii-1290-1325-denier_article_82956.html

POINSIGNON NUMISMATIQUE

Comté d'Anjou Charles III (1290-1325)

 

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A/ KAROLVS COMES - R/ ANDEGAVENSIS

Duplessy 390 – Peso gr 1,06

 

Ed ecco un mio doppio tornese prima emissione

Filippo IV il Bello (5.10.1285/29.11.1314)

 

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D/ + PhILIPPVS REX – R/ +mOnETA DUPLEX REGAL

C.218, L.234, Dy.229, Dh 268 - Peso: gr 1,1

 

Due emissioni pressoché coeve.

Quello che le accomuna sono i campi molto somiglianti tra di loro e facilmente confondibili, mentre cambiano le legende ed i pesi.

Descrizione dei campi:

D/ croce cantonata al secondo da un fiordaliso

R/ la chiave accostata da due fiordalisi è sostituita da un frontone di castello tornese portante due anelli alla base e una croce alla sommità

                                                              ________________

 

Queste due emissioni hanno in comune il fiordaliso, sono francesi e sono quasi coeve.

Sono veramente una imitazione dell’altra? Il fiordaliso è un segno distintivo dei reali di Francia.

Un minimo di Storia e la spiegazione farà chiarezza su questo presunto caso di imitazione.

“Margherita d'Angiò e del Maine, in francese Marguerite d'Anjou (1273 – 31 dicembre 1299), fu Contessa di Angiò e del Maine dal 1290, contessa consorte di Valois dal 1290, d'Alençon dal 1291 e di Chartres dal 1293 alla sua morte. Era figlia secondogenita (prima femmina) di Carlo II d'Angiò, detto lo Zoppo, principe di Salerno e futuro conte d'Angiò e del Maine, conte di Provenza e Forcalquier, re di Napoli e re titolare di Sicilia, principe di Taranto, re d'Albania, principe d'Acaia e re titolare di Gerusalemme, e di Maria d'Ungheria (1257 ca. – 25 marzo 1323). Fu la nipote del re d'Ungheria, Ladislao IV.

Suo padre le diede in dono le contee di Angiò e del Maine, quando il 16 agosto del 1290, a Corbeil, sposò il fratello del re di Francia, Filippo IV il Bello, il conte di Valois e re titolare d'Aragona, Carlo di Valois, figlio terzogenito del re di Francia Filippo III e di Isabella d'Aragona, figlia di Giacomo I il Conquistatore, re d'Aragona, e di Iolanda d'Ungheria.

Carlo di Valois non era diventato e non divenne mai re d'Aragona perché la guerra che suo padre, Filippo III, fece contro il re d'Aragona, Pietro III fu disastrosa e lo condusse alla morte, mentre il fratello, Filippo IV, non voleva impegnarsi molto per garantirgli un trono, per cui il suo matrimonio con Margherita, che portava in dote le due contee era una specie di compensazione. E infatti, con il trattato di Anagni, stipulato nel 1295, Carlo dovette rinunciare definitivamente al trono d'Aragona.

Margherita morì giovane, l'ultimo giorno dell'anno 1299. i suoi titoli passarono al marito, Carlo di Valois, che ben presto passò a seconde nozze”. (Wikipedia)

 

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scusate , vedo solo adesso , io confesso che le medievali non sono il mio forte purtroppo non credo di esser in grado di aiutarvi

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L’astro a otto raggi – il significato

 

Nota: i testi che descrivono la moneta non li ho tradotti, perché hanno solo un valore indicativo.

 

Questo non è un caso di contraffazione, ma è semplicemente un rifarsi continuo del mondo antico

Alle divinità. 

Il significato di questa rappresentazione viene riportato in coda alle illustrazioni.

 

Da

http://edgarlowen.com/greek-coins-sicily-1-sales.shtml

 

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3922. SICILY, AITNA UNDER THE CAMPANI, 344-339 BC. AE Litra, Sear 1066. Bull butting l., monogram abv./Star of sixteen rays. AVF. The Campani were Campanian mercenaries in Sicily. Rare. Choice example. Provenance: The Thomas Virzi collection, 1907.

Secondo questo antiquario questa emissione è avvenuta ad Aitna sotto i Kampanoi.

Altri autori la fanno risalire a Tauromenion e mi pare con una maggiore esattezza.

 

Da:

http://vilmarnumismatics.com/product/bosporus-or-pontus-bronze-ae13-with-a-comet-perhaps-struck-by-mithridates-vi-choice-xf-star-ngc-graded-greek-coin-inv-8151/

 

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PONTUS OR BOSPORUS.  PERHAPS STRUCK UNDER MITHRIDATES VI EUPATOR, 120-63 BC.

Bronze AE 13, 2.04 g., 13 mm.

Obv. Comet with long tail.

Rev. Horse head above comet, within dotted border.

SNG Brit. Mus. 1 984. SNG Stancomb 653; see also Adrienne Mayor, The Poison King: The Life and Legend of Mithradates, Rome’s Deadliest Enemy (Princeton Univ. Press, 2009), p. 29, fig 2.1, where she argues that this is the comet of 135 BC.

NGC graded XF STAR, Strike 5/5, Surface 4/5, NGC # 4165866-033 (mounted with horse head & comet up), an exceptional coin of great historical interest dedicated in its entirety to commemorating the appearance of a comet.

 

Da:

https://cngcoins.com/Coins.aspx?CONTAINER_TYPE_ID=1&VIEW_TYPE=0

 

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Spain, Carthago Nova. Under the Carthaginians, 220-205 BC. Shekel (Silver, 26mm, 7.32 g 1). Head of Tanit to left, wearing grain wreath and triple pendant earring. Rev. Horse prancing to right; above, star with eight rays. Burgos 380. Robinson, 3a. SNG Copenhagen 291. Very rare. Well struck and nicely centered. Toned but with some deposits as found. About extremely fine. From an American collection.

 

Da:

http://www.delcampe.net/page/item/id,283268608,var,DO-GRECHESicilia--Kainon-AE-22As-Bronzo-Bronze,language,I.html

 

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KAINON - Circa 340 a.c.   AE 22 (AE), Grifone che corre a sinistra  R/ Cavallo che si impenna a sinistra. ;  Rara  ;  Mont.4295 ;

 

Da:

http://www.deamoneta.com/auctions/view/57/121

 

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Mondo Greco. Asia Greca. Ionia, Mileto. Dracma, 260-230 a.C. D/ Testa laureata di Apollo a sinistra. R/ Leone stante a sinistra, retrospiciente. Sopra, stella. A sinistra, monogramma MI e lettera T. In esergo: KTHΣIAΣ. SNG Fitzwilliam 4551. Marcellesi series 31. AG. g. 5.17 mm. 20.00 RR. Molto rara. Bel BB+.

 

Da:

http://www.artcoinsroma.it/auction/view/61/629

 

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Sicilia - Dionigi I , Dracma, Siracusa, ca. 395 a.C., AE, g 29,23 , mm 27 , D/ ΣYPA, Testa di Atena con elmo corinzio a s., R/ Stella tra due delfini. SNG ANS 454 ff.; CNS II 62 ff.. Rara. Patina verde

 

Da:

http://vso.numishop.org/fiche-v38_0004-vso_mo-1-APULIA_LUCERA_Quincunx_c_211_200_AC_.html

 

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Commento Le monnayage de bronze de Luceria semble avoir été important, débutant vers 280 avant J.-C. avec une série coulée complète de l’as à l’once, suivie par une deuxième série vers 220 avant J.-C. Le monnayage frappé débuterait à peu près à la même période et outre le rare Quincunx, comprendrait le triens, le quadrans, le sextans, l’once et la semuncia.

 

Cronistoria Lucera ou Luceria d'Apulie était une petite cité située dans la province de Foggia dont la fondation mythique reviendrait à Diomède qui aurait déposé le Palladium dans le temple principal de la cité. La cité, après les guerres Samnites, tomba sous la domination romaine en 314 avant J.-C. et devint ensuite une colonie. La cité servit de quartier d'hiver à l'armée romaine pendant la deuxième guerre Punique. Elle joua encore un rôle au moment des guerres Civiles entre Pompée et César.

Questo simbolo appare anche su altre monete come, ad esempio, di Bruttium, Caelia, Crotone, Sessa, Taranto, Tracia. Questo per citarne alcune non rappresentate.

 

Il significato dell’astro

Da:

http://www.academia.edu/450234/Moneta_docet._SYRA_o_dell_Astro

 

Maria Caccamo Caltabiano: Moneta docet. SYRA o dell’Astro

“Astarte, nota con diversi appellativi ispirati tutti al suo carattere astrale (Asteria , Astronoe , Astroarche , Ourania) si identificava con la stella Sirio, che i greci chiamavano Kyon  o Astrokyon  e i romani Canicola, stella alpha della costellazione del Cane Maggiore, a sua volta parte della costellazione del cacciatore Orione. Secondo Erodiano: «Astroarché , ‘Regina degli Astri’, era il nome che i Fenici davano ad Afrodite Ourania, cioè Astarte»; secondo Orapollo anche Iside presso gli Egiziani era un astro, che in lingua egizia  si chiamava Sothis , in lingua greca Astrokyon , la quale sembrava regnare (basileuein ) sulle altre stelle, sorgendo ora più grande ora più piccola». Le monete di Karthaia, isola delle Cicladi che rappresenta l’astro a otto raggi in unione con una testa maschile barbata e diademata o con Apollo, e quelle della vicina Keos che raffigurano Sirio come protome di cane circondata da raggi, confermano con dati iconografici l’identificazione dell’astro ad otto punte con la stella Sirio. La sacralità dei corpi astrali, quale emerge dall’identificazione di Grandi dee con le stelle, rimanda fondamentalmente a un contesto culturale mesopotamico, in cui è attestato fin dal III millennio a.C. uno stretto rapporto tra la stella e la dea madre Ishtar”

 

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Da:

http://www.icollector.com/Tripoli-Sidone-o-zecca-incerta-siriana-Anonimo-pougeoise-circa-1250-1268_i10794394

Tripoli, Sidone o zecca incerta siriana Anonimo pougeoise, circa 1250-1268.

 

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Descrizione: Oriente Latino. Tripoli, Sidone o zecca incerta siriana. Anonimo pougeoise, circa 1250-1268. Malloy 35. Sabine-. Schl.-. AE. g. 0.71 RRRR. BB+.

 

Da:

http://www.ebay.it/itm/231472473006?ssPageName=STRK:MEWAX:IT&_trksid=p3984.m1438.l2649

 

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Descrizione: Lanz Crusaders Tripoli Sidone Syria pougeoise VERY RARE ^ lca1728

 

Poey D’Avant, volume II pagina 337 ci dice come sorge il diritto di battere moneta per Le Puy.

Adalard, ventottesimo vescovo del Puy, occupa la sede episcopale verso il 919 e pochi anni dopo il Re Raoul con il consenso di Guillaume II gli riconosce questo diritto.

Il tipo di moneta di questa città non è mai cambiato: una croce a quattro braccia ed una a sei.

La moneta di cui sopra ha la stessa rappresentazione, ma è di almeno due secoli dopo.

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Da: http://www.colleconline.com/fr/Artefact/Viewer/fbf366e9-caec-4354-835b-c221a7375349

Linguadoca - Viviers - Aimar III de Voulte – Obolo

 

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Languedoc - Evêché de Viviers, Aimar III de Voulte (1336-1363).

Obole, argent, 0,50 g, 13,5 mm

Av./ V/R/B/S, croix coupant la légende.

Rv./ VI/V/A/R, croix coupant la légende.

Réfs : Corpus Languedoc, L558

 

Da: http://artemideauktionen.at/dea_moneta/auctions/view/107/694

 

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Lot 694: Monete e Medaglie di Zecche Italiane. Verona. Federico II (1215-1250). Denaro. Biaggi 2970. MI. g. 0.41 BB.

 

In ambedue i casi la croce occupa ed interrompe tutte le legende. Il denaro di Verona è più vecchio dell’obolo di Viviers e la somiglianza tra i due conii è notevole. Questo caso non lo ritengo una contraffazione, ma una semplice imitazione, che tuttavia può riscontrarsi anche in altri esemplari.

 

Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Diocesi_di_Viviers

“Secondo la tradizione, il territorio dell'attuale dipartimento dell'Ardèche fu evangelizzato da un gruppo di missionari, inviati in Gallia da Policarpo di Smirne, tra i quali si distinse il suddiacono sant'Andeolo, ricordato nel Vetus Martyrologium Romanum alla data del 1º maggio; i missionari subirono il martirio all'epoca dell'imperatore Settimio Severo (fine II - inizio III secolo). La diocesi fu eretta nel IV secolo. Prima sede episcopale fu la città di Alba Helviorum, corrispondente all'odierna Alba-la-Romaine. Le fonti ricordano come primo vescovo Januarius. Quando i barbari misero a ferro e a fuoco Alba, i vescovi trasferirono la loro sede nella città di Viviers, presumibilmente nella seconda metà del V secolo. Il primo vescovo documentato con certezza è san Venanzio, che prese parte al concilio di Epaon nel 517. Originariamente la diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Arles, come stabilito da una decretale di papa Zosimo (417-418), confermata da Leone Magno nel 450. La situazione rimase invariata fino alla decisione di papa Callisto II nella prima metà dell'XII secolo, che assegnò la sede di Viviers alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Vienne”.

Aymar de La Voulte (16 agosto 1326 - 22 aprile 1331) fu nominato una prima volta vescovo di Valence e Die ed una seconda volta dal 24 gennaio 1337 al 1365 quando è deceduto. C’è una differenza di date per questo secondo periodo dell’incarico nelle due descrizioni. Poey D'Avant riporta queste: Aimar II 1326-1330 ed Aimar III de la Voulte 1336-1365.

 

 

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Da:

http://www.coinarchives.com/w/lotviewer.php?LotID=1872180&AucID=1740&Lot=739&Val=f3ab2d06a700c63303e8419ecd37f0df

 

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Numismatica Varesi >Auction 65

SENATO ROMANO (1350-1439) Ducato al tipo di Venezia. D/ San Pietro consegna il vessillo al Senatore, genuflesso R/ Il Redentore. Munt. 127 Au g 3,48 BB÷SPL

BB÷SPL

Da:

http://www.coinarchives.com/w/lotviewer.php?LotID=1959154&AucID=1838&Lot=627&Val=ab061a02450c8176a467b6ff077fb6dd

 

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Classical Numismatic Group > Electronic Auction 346

ITALY, Venezia (Venice). Tommaso Mocenigo. 1413-1423. AV Ducato (19mm, 3.39 g, 8h). St. Marco standing right, receiving banner from doge kneeling left / Christ the Redeemer standing facing within mandorla filled with nine stars. Papadopoli 1; Paolucci 1; Friedberg 1231. Near EF.

 

Le imitazioni del ducato di Venezia sono numerose. Mi limito a quella romana, in quanto, è la meno  frequente da vedere in un’asta.

 

La somiglianza tra i due esemplari è notevole, cambiano solo le legende.

 

Da:

http://venezia.myblog.it/2013/01/14/armatori-mercanti-e-navigatori-veneziani-gli-artefici-del-mo/

 

“Nel 1284 il Governo autorizzò la coniazione di monete d’oro e d’argento: Il Ducato aureo pesava 3,65 grammi d’oro a 24 carati, e in seguito venne denominato ” zecchino”, e questa moneta divenne battuta e famosa in tutta Europa; accanto a questa moneta aurea la Zecca veneziana coniò anche monete d’argento, e tutto sotto il rigido controllo delle leggi emanate dal Governo”.

 

 

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Proseguiamo con le imitazioni/contraffazioni.

Non molto tempo fa Claude Bernard, francese, ha messo in vendita due belle contraffazioni di Passerano. Queste:

 

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Il primo liard pesa gr 1,01 e il venditore lo cataloga Varesi 926; il secondo gr 0,71 e lo cataloga ugualmente Varesi 926. E’ chiaro che l’attribuzione a Varesi 926 dei due tondelli non è corretta, in quanto, sono in modo palese due emissioni differenti. La prima moneta la descrive compiutamente il Promis e successivamente Morel-Fatio la ripropone allo stesso modo, anzi la copia, ma lo dice.

La seconda non pare essere nota ai due illustri Autori e la troviamo invece nel Corpvs Nvmmorvm Italicorvm Tomo 2 pagina 381, n° 56 – Pl. XXXVI n°22.

Sono due contraffazioni dei Radicati del “liard” di Enrico III di Francia e sono la copia della moneta francese.

Il liard con H coronata fu coniato da Enrico III di Francia dal 1576 al 1583. Il marchio della zecca è ad ore 6 sotto la croce del rovescio e solo Parigi e Lione hanno coniato nell’anno 1583. Come si vede le due contraffazioni dei Radicati non hanno nessun simbolo.

Il liard aveva il valore di 3 denari, mentre da noi aveva il nome di quarto: un quarto di soldo.

Ma chi erano i Radicati?

Da: http://www.regione.piemonte.it/territorio/dwd/paesaggio/at/DGRPasserano_AllegatoA_Schierano.pdf

 

“Il paese di Passerano sorge sulle colline del basso Monferrato e comprende le frazioni di Schierano, Primeglio e Marmorito, Comuni storici soppressi e aggregati nel 1929.

Nella seconda metà del XII secolo il Barbarossa, impostosi sui Comuni dell'Italia settentrionale, assegnò i territori di Passerano, Schierano e Primeglio al Marchesato del Monferrato. Nel 1186, grazie all'intervento dell'Imperatore Enrico VI, i territori di Marmorito, Primeglio e Schierano passarono sotto il controllo dei Radicati di Cocconato. Con l'inizio del XIII secolo, Passerano venne aggregato come feudo al dominio dei Conti Radicati, ma la contesa del territorio con il Marchesato del Monferrato proseguì nei secoli seguenti. Nel 1586 i conti Radicati si sottomisero infine al duca di Savoia Carlo Emanuele. Le trattative che ne seguirono portarono alla nascita della Contea-Provincia di Asti, inglobata nell'organizzazione amministrativa dello Stato sabaudo, della quale entrarono a far parte Passerano, Marmorito, Primeglio e Schierano”.

 

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Premessa. Questa discussione per come si è andata sviluppando sarebbe meglio che stia nella sezione: "Pubblicazione dei propri studi".

 

Salve a tutti!

L’uva: un simbolo di benessere e di allegria

 

Da: http://www.deamoneta.com/auctions/view/88/2

 

Numismatica Tintinna – asta elettronica numero 19

 

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Mondo Greco. Apulia. Arpi. III° sec. a.C. Bronzo. D/ Testa elmata di Atena verso destra. R/ ΑΡΠΑΝΩΝ Grappolo d'uva. SNG COP 646. Peso 3,50 gr. Diametro 13,29 mm. MB. R.

 

Da: http://www.artcoinsroma.it/auction/search/61/Greche|Greek?q=&p=8&lpp=20

 

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Lot 592: Sicilia, Litra, Naxos, 420-401 a.C., AR, g 0,65, mm 10, D/ Testa di Dioniso con corona d’edera a s., R/ NAΞOΣ, Grappolo d’uva. SNG ANS 529. Stile fine. Patina scura lucente. q.spl.

 

Da: http://www.artcoinsroma.it/auction/view/118/348

 

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Lot 348: Sicilia, Bronzo, Taormina, c. 325-275 a.C., AE, (g 1,59, mm 11, h 6). Testa laureata di Apollo a s., Rv. TAYPOMENITAN, grappolo d’uva. CNS III, n. 12; SNG ANS -. Rara. Bello stile per la tipologia. Patina scura. spl+.

 

Da: https://www.google.it/search?q=solo+uva&safe=active&biw=1060&bih=663&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=kpwKVeP3EoL7UJGfhPgD&ved=0CAYQ_AUoAQ#safe=active&tbm=isch&q=cilicia+soloi+uva&imgrc=8aLtHWCkpC3ZNM%253A%3B67TTPrzNaujvrM%3Bhttp%253A%252F%252Fwww.roth37.it%252FCOINS%252FCilicia%252Fsol4.jpg%3Bhttp%253A%252F%252Fwww.roth37.it%252FCOINS%252FCilicia%252Fmonetazione.html%3B300%3B150

 

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Cilicia Soloi: Atena/Grappolo uva

 

Da: http://www.ebay.it/itm/BELLA-MONETA-DA-CINQUE-LIRE-GRAPPOLO-D-UVA-1950-OTTIMA-CONSERVAZIONE-/291406862305?pt=Monete_Italiane_in_Lire&hash=item43d933d7e1

 

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VECCHIA MONETA REPUBBLICA 1950 DA LIRE 5 BUONA CONSERVAZIONE

 

----------

 

L’uva un alimento a basso costo prodotto dalla terra e nella disponibilità di tutti è rappresentato in diverse epoche.

 

Da: http://www.meteoweb.eu/2013/10/le-eccezionali-proprieta-benefiche-delluva-il-frutto-di-bacco-elegante-protagonista-della-stagione-autunnale/230800/

 

“L‘uva viene consumata fin dalla preistoria, e coltivata sin dal 5000 a.C. I greci sono stati gli inventori del rito del simposio, diffuso anche in Etruria, utilizzando un corredo di contenitori dalle forme più disparate, in ceramica o metallo, a seconda del censo. I partecipanti erano soliti accompagnare il vino a formaggio, olive e stuzzichini. Il simposiarca animava la discussione, scegliendo il tema oggetto del banchetto, mescolando l’acqua col vino e determinando il numero di coppe che ciascun membro era tenuto a consumare. Sono stati i greci a trasformare il vino da semplice prodotto alimentare a merce di scambio, legandone il consumo al culto di Dioniso, dio della viticoltura, figlio di Zeus e di Semele…un Dio molto chiassoso, chiamato anche Bacco che in greco significa “clamore”. Il simpatico Dioniso si appassionò da subito alla caccia, andando in giro per boschi e campagne fino a che, un bel giorno, fece una meravigliosa scoperta: un grappolo d’uva che mise in una coppa d’oro, ricavandone un liquore color porpora, il vino.

 

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Dioniso per i greci o Bacco per i romani, il dio del vino, della vendemmia e dei vizi, era originariamente venerato  sotto forma di un albero di edera, in seguito venne raffigurato come un giovane dalla barba florida, coronato di edera e di pampini, ai quali si aggiunsero una pelle di lince e di leopardo sulla spalla e gioielli femminili intrecciati tra la chioma fluente. I suoi seguaci erano detti Baccanti e lo invocavano durante i misteri, nati probabilmente dalle feste di primavera, divenuti un’occasione per abbandonarsi al vino e agli eccessi. Il culto di Dioniso si diffuse anche presso i romani, dove i misteri vennero chiamati Baccanali. Le sacerdotesse del dio bevevano vino e mangiavano foglie di edera, cui era attribuita la proprietà di ispirare frenesia, abbandonandosi  seminude e  urlanti a danze primordiali. Questo rituale includeva anche la possibilità di sbranare e mangiare animali vivi. Nel mondo latino le orge dei baccanali diedero luogo ad eccessi di ogni tipo e ad azioni delittuose che ne decretarono la proibizione nel 186 a.C. Poi in epoca imperiale il culto venne rilanciato  sia in veste ludica che misterica. Durante il Medioevo una trasposizione della ritualità in onore di Bacco avvenne nei banchetti delle streghe. L’uva, il frutto della pianta della vite, che segna il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, è considerata dai nutrizionisti come il frutto per eccellenza, per via delle sue enormi proprietà concernenti sia la salute che la bellezza del corpo”.

 

 

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Una piccola notazione personale.

Mio padre con i suoi amici era aduso al gioco della passatella. Il "simposiarca" era rappresentato dal padrone e il sotto era un suo vice. Il gioco avveniva con le stesse modalità del simposio e poteva capitare che, stando alla volontà del padrone, c'era chi veniva fatto ubriacare per il troppo bere e chi invece rimanere a becco asciutto. Dopo averlo visto fare da mio padre e dai suoi amici, non mi è più capitato di assistervi ancora.

 

 

 

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Il mondo si globalizza...i giovani ambiano mode e gusti, il tempo passa e non tutto resta.

La passatella.

Tra i 18 e i 21 anni...amici meridionali ebbero ad organizzarne un qualche approccio, la prima volta per farmi fare il becco asciutto e la seconda l'ubriacaggio.

Confido che era già  un altro mondo, anche se i Rolling Stones (nel mondo) e la PFM...andavano alla grande (Jimi Hendrix già ci aveva rimesso la vita). Per citare complessi da rivoluzione culturale.

Oggi la rivoluzione non va di moda...i Rolling portano ancora in giro la loro icona a 70 anni, ma solo per soldi ed abitudine al successo del palco.

La passatella sta già nei musei dell'agricoltura e della cultura contadina.

 

Che strano mondo!

Ma anche questo è cultura. ;)

:)

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Qui di seguito possiamo osservare una carrellata di mani benedicenti e come anche questo simbolo religioso fosse molto diffuso nel tardo medioevo.

Mi sono limitato solo a qualche esempio, dato che la casistica è più vasta e alquanto ripetitiva, come vedremo.

 

Da:

http://www.monnaiesdantan.com/vso9/champagne-eveche-meaux-gautier-p1023.htm

 

Champagne - Evêché de Meaux - Gautier Ier – Denier

 

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Gautier Ier (1045-1082).

AVERS : GALTERIVS PESV. Dextre bénissante.

REVERS : + MELDIS CIVITA. Croix.

Métal : Ar

Poids : 1.05 gr

Diamètre : 20 mm

 

Da:

http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/franche-comte_p155/franche-comte-archeveche-de-besancon-hugues-ii-1067-1085-denier-estevenant-2e-type_article_81202.html

 

Franche Comté. Archevêché de Besançon. Hugues II (1067-1085). Denier estevenant. 2e type

 

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Hugues II (1067-1085). Denier estevenant, 2e type.

S STEP+HANVS. Main bénissante.

R/: + CRISOPOLIS V entre deux grènetis ; au centre, une croix pattée.

PA 5364 avec H manquant dans la description de la légende d’avers (= pl CXXI, 19 et non pas 18). DM 64 avec H dans la légende de l’avers (dessin n° 62). Plantet et Jeannez pl III, 2. D 3015 (vers 1000-1030). Billey, 2e type. 1,15 g. 20,20-20,56 mm.

 

Da:

http://vso.cgb.fr/v04/v040104.html

 

LORRAINE - ÉVÊCHÉ DE METZ - ADHÉMAR DE MONTEIL (72ème évêque)

 

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831. Denier à la main bénissante ou Estévenant, (21/08/1327-12/05/1361), c. 08-09/1327, Metz, (Ar, 18 mm., 10 h., 1,08 g.). ().

A/ + .A. ELECTI. MET'. entre deux grènetis, croix.

R/ MONETA NOVA, légende commençant à 7 heures. Dextre bénissante.

W.II/Eu.32 - SCMF.4767 - Col. Robert 623 bis (115f.). Monnaie de la plus grande rareté.

 

Da:

http://vso.cgb.fr/v08/v080147.html

 

PROVENCE - ARCHEVÊCHÉ D'ARLES - MONNAYAGE ANONYME - (c. 1200-1317)

 

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1170. Denier à la main bénissante, c. 1300-1317, Arles, (Argent, 17,5 mm, 6 h, 0,82 g).

A/ARELATEN (N rétrograde). (Arles). Croix.

R/ARCHIEP. (Archevêque). Dextre bénissante.

Flan très large. Patine foncée au droit et au revers. Frappe bien venue au droit comme au revers.

Bd. 793 (20 f.) - PA. 4091 (92/15) - C. - p.235-238 - SCMF. 4761

 

Da:

https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=669&lot=905

 

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SALERNO GUGLIELMO I Re (1154-1166) Follaro. D/ Mano benedicente R/ Crescente lunare sormontato da croce. CNI 22 MIR 689 MEC 334 Cu g 1,30 Rara BB

 

Da:

http://www.astanumismatica.it/en/asta_numismatica_ranieri_n_5_471/monete_italiane_regionali__471/ambrosino__148_.aspx

Repubblica, 1250-1310. Ambrosino. Numismatica Ranieri

 

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Repubblica, 1250-1310.  Ambrosino.

Ar gr. 2,05 Croce potenziata, agli angoli, trifogli. Rv. Sant’Ambrogio seduto di fronte benedicente con la mano d. e col pastorale nella s., il trono è ornato da trifogli. Tipo CNI 23; Tipo Biaggi 1427.

 

Da:

http://www.astanumismatica.it/it/aste/archivio_aste/asta_numismatica_ranieri_n_4/monete_italiane_regionali_dal_medioevo_al_xx_secolo_326/fiorino_di_stella_da_12_denari_i_serie_anteriore_al_1260125_.aspx

 

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Repubblica, 1189-1532. Fiorino di stella da 12 denari, I serie anteriore al 1260. Numismatica Ranieri

Ar gr. 1,67 Giglio. Rv. Mezza figura nimbata e benedicente di S. Giovanni, stante di fronte, con pastorale nella mano s. Bernocchi 26/32

 

Da:

http://www.artcoinsroma.it/auction/view/87/838

 

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Lot 838: Grosso agontano, Ancona, Autonome, Meta’ XIII secolo , AR, (g 2,31, mm 20, h 12). + DE ANCONA , croce patente, Rv. °PP S QVI RIACVS ° rosetta , il santo mitrato di fronte , benedicente , con pastorale . Biaggi 34 . Esemplare particolarmente ben conservato. spl+.

 

 

 

 

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Ecco cosa scrive Paolo Maria Rodelli sul medioevo

 

da: http://www.webalice.it/paolorodelli/Letture%20e%20testi/Medioevo/xvia.html

 

"55. È salvo il Medioevo?

A questo punto le apprensioni, la sfida e l'intellettualistico gioco, cui accennammo nel cominciare, possono considerarsi conclusi. Non so se chi mi ha seguito fin qui, in questo vortice di pagine, necessariamente troppo concentrate e costellate di nomi e di date, ma pur di concetti rapidamente enunciati, abbia le idee più o meno chiare di quanto non le avesse prima della lettura. Ancor meno, poi, riesco a intendere se e in qual misura sia riuscito a «salvare» - come mi riproponevo - almeno una parte del Medioevo. Comunque, due cose conto siano almeno emerse: la prima è la grande vitalità di un'epoca che, lungi dall'essere oscura, barbarica e intrisa di solo fanatismo, come molti pretesero, brillò per più motivi di luce propria e dette vita ad una civiltà completa e complessa che ha lasciato di s~ orme indelebili. Infatti, le lingue, di cui ancora oggi ci serviamo, sono sorte allora e così gli ordinamenti giuridici e gli istituti che ci governano a livello sovranazionale, nazionale e locale (assise parlamentari e comunali). La religione che unisce centinaia di milioni di fedeli, con le sue gerarchie, è venuta costituendosi durante i secoli dell 'età di mezzo. Al principio del secondo millennio sono nati gli ordinamenti universitari in buona sostanza ancora adesso vigenti, e così la maggior parte delle città di cui ci vantiamo con i loro capolavori, i fastosi palazzi e le tortuose strade dei nostri centri storici sono cresciute lungo l'età medievale, assumendo l'aspetto che tuttora riconosciamo loro. La seconda cosa da porre in rilievo è costituita dai numerosi punti di contatto spirituali, politici, economici e culturali, volti a saldar quei secoli, incautamente denominati bui, ai nostri, forse troppo ottimisticamente considerati di progresso. Quanti atteggiamenti e quante convinzioni ancora adesso vitali non sorsero nel Medioevo? Quanti modi di vivere e di credere, di stare insieme, di festeggiare ricorrenze più o meno solenni, di concludere patti e contratti, di cucinare e di mangiare non si sono formati in quel tempo e quanti cibi destinati a rallegrare le mense, quanti medicamenti destinati a curare e a lenire il dolore non sono, forse inconsapevolmente, preparati secondo ricette di allora? Quante volte, esaminando la maniera di vestirci e di accoppiare i colori, a seconda delle circostanze più o meno liete, festose o tristi, non scopriamo che mutamenti molto sostanziosi rispetto a mille anni fa non si sono registrati? E così nel modo di studiare e di apprendere, di temere e di sperare, di rallegrarci e di rattristarci, di manifestare il proprio rispetto, la stima, di promettere fedeltà, di comportarsi nella società, nel mondo del lavoro: quanti agganci non ci richiamano alla vita feudale o alla comunale e al primo sviluppo dei regni nazionali? Proprio di qui, concludendo, l'importanza di individuare le connessioni, le mutazioni, le continuazioni di tante vicissitudini allora originatesi e tali da produrre effetti e valori ancora non del tutto tramontati. Perché le vicende, nonostante pareri in contrario, non conoscono salti né ritorni, ma evoluzione lenta e più o meno scoperti contatti tra loro. Così accade tra l'evo antico e il medio, così tra il medievale e il moderno: dopo tutto, a vincere rimangono sempre la continuità e la storia".

 

La notazione fondamentale, la quale da sola potrebbe far rivedere alla radice il concetto sul medioevo, è che la lingua che oggi parliamo, il cosiddetto "volgare", nasce nella Sicilia di Federico II per trasferirsi a Firenze e diventare ufficialmente una lingua nazionale. L'italiano è figlio quindi del medioevo.

 

 

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Credo plausibile poter dividere il medioevo:

dal VI al IX secolo: il buio...o quasi;

Il processo che porta ad un mondo nuovo è stato lento e progressivo, quindi si potrebbe dire che anche i secoli bui fecero parte di questa lenta evoluzione.

Si!

Ma il buio, come veramente fu, nessuno può negarlo: una caduta nella parte occidentale dell'impero, per almeno tre secoli...al minimo.

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Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_medievale

"La disciplina della storia del diritto medievale si occupa dell'evoluzione del diritto dalle ultime fasi del diritto romano, cioè dal periodo posteriore all'imperatore Costantino, abbracciando la caduta dell'Impero romano d'Occidente, le invasioni barbariche, l'affermarsi della Chiesa e i periodi ulteriormente successivi fino alla fine del Medioevo.

La scienza giuridica medievale si pose fin dall’inizio il problema della storicità del diritto, non come problema teorico (sulla essenziale storicità dell’esperienza giuridica), bensì come confronto concreto fra sistemi giuridici vigenti per misurarne l’oggettiva validità ed attualità.

Il compito del giurista fu di elaborare un impianto di fondo che desse anche coerenza unitaria alla miriade di nuove norme che le nuove istituzioni andavano generando. Tale compito fu assolto con l’ausilio di due strumenti: la rilettura dei testi del diritto giustinianeo e le norme che l’ordinamento della Chiesa veniva proprio allora producendo.

Contemporaneamente alla riscoperta dei testi romani, anche la Chiesa infatti rinnovò largamente il suo patrimonio normativo (diritto canonico). Nacque così, nel 1140, ad opera del monaco Graziano allora presso il monastero romualdense di San Nicola di Monte Orvietano (dintorni di Ficulle, presso Orvieto), la Concordantia discordantium canonum, meglio nota con il semplice nome di Decretum Gratiani.

Un altro strumento di produzione normativa di questo periodo erano le Litterae decretalis con le quali i Pontefici, rispondendo ad un quesito su una fattispecie dubbia, dettavano allo stesso tempo una norma generale. Questa normazione pontificia fu via via raccolta in successive compilazioni".

 

Ovvimente ho riportato solo una parte. Per chi vuole approfondire, ho dato un indirizzo. Come si capisce bene il "diritto intermedio" non mi pare che sia da considerare più vicino ai tempi moderni. L'uomo ha sempre cercato di capire, qualunque fosse stato il modo e questo mi pare un sentimento positivo.

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La croce è il simbolo che ha lungamente contraddistinto il periodo medievale.

Qui di seguito presento solo un incipit di una bella esposizione di Paolo Maria Rodelli, che riguarda appunto questo simbolo.

Ci sono tipi di croce  rappresentati nella tabella che sono presenti nell’epigrafia numismatica.

 

Da:

http://www.webalice.it/paolorodelli/Letture%20e%20testi/Lessico%20dei%20simboli%20medievali/CROCE.html

 

“CROCE

 

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1)Croce a ruota  2)Croce greca 3)Croce latina, croce della passione

4)Croce di S. Andrea, croce decussata 5)Croce taumata, croce di S. Antonio 

6)Croce biforcuta, croce del ladrone 7)Croce ansata, croce manicata, croce egizia 8)Svastica volgarmente croce uncinata 9)Croce ancorata 10)Croce trifogliata 11)Croce ramponata 

12)Croce di Gerusalemme 13)Croce ricrociata 14)Croce di Lorena, croce patriarcale 15)Croce papale 16)Croce russa 17)Croce di S Giovanni o croce di Malta 18)Croce gemmata 19)Patente 20)Croce Tolosana 21)Croce a bulbo 22)Croce a sfere 23)Croce nodosa 24)Doppia croce 25)Croce cardinalizia 26)Croce di S Giacomo 27)Croce uncinata 28)monogramma di Cristo 29)Simbolo della Trinità

 

La croce come simbolo è più antica del quadrato ed ugualmente caratterizzata dal numero quattro (- numeri, simbologia dei). Come doppia congiunzione di punti diametralmente opposti, è il simbolo dell'unità degli estremi (p. es. cielo e terra), della sintesi e della misura. In essa si congiungono tempo e spazio. S simbolo più universale della mediazione, del mediatore, molto tempo prima della sua utilizzazione nel linguaggio figurativo cristiano, nel cui ambito acquista preciso significato attraverso L morte in c. di Cristo. Tale morte era per il pensiero classico oltre modo scandalosa e infamante, e solo gradatamente la rappresentazione contraddittoria di un Dio crocifisso fu superata da profondo senso religioso della morte espiatoria. Su questo sfondo si devono vedere le prime, esitanti raffigurazioni del crocifisso. La prima raffigurazione datata della c. su un monumento cristiano si trova in una iscrizione di Palmira del 134. Alle più antiche raffigurazioni del crocifisso (11-111 sec.) appartengono anche tre gemme probabilmente gnostiche: un diaspro rosso di Gaza con un Cristo nudo, in piedi, provvisto di nimbo a c.; una corniola con un Cristo in c. e dodici apostoli, e una corniola con un crocifisso in piedi su un alto suppedaneo, dodici apostoli e un agnello. Assai celebre divenne il crocifisso della «Casa degli araldi» sul Palatino (Antiquario del Palatino), risalente secondo gli archeologi alla prima metà del III sec., che mostra un crocifisso dalla testa d'asino e un devoto con l'iscrizione: «Alessameno adora il suo Dio». Nelle catacombe il segno della c. compare di rado, sia come c. greca sia come c. latina”.

 

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Il Saturday, November 29, 2014 at 22:52, lorenzo dice:

Ecco due esempi di probabile contraffazione di lucenses.

I segni epigrafici, tanto ripetuti nella monetazione di Lucca, qui non sono che dei segni confusi ed irriconoscibili,

Non è possibile, ovviamente stabilire la provenienza dei due tondelli; potremmo con una certa tranquillità dire che si potrebbe trattare di due tondelli qualsiasi, ma è possibile che abbiano circolato.

Non presentano alcun  segno di martellatura per espandere la superficie del tondello ed hanno un contorno del tutto casuale.

Sono attualmente su ebay

 

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esempio2.jpg

@lorenzo  chiedo scusa ma sai che sono nuovo su questo forum e ho da poco letto questi tuoi interessanti lavori ,prima di tutto complimenti anche perché l'argomento denari di lucca e sue imitazioni/falsificazioni è sicuramente molto intricato che si fonda su poche opere e molte deduzioni ,supposizioni ed ipotesi alcune anche in contrasto fra loro,adoro questi denari ma conosco abbastanza bene anche i meno famosi cugini pisani anche grazie al volume di Monica baldassarri "Zecca e monete del comune di pisa",questi denari in realtà  vennero coniati ben prima dell accordo monetale del 1181 ,probabilmente dal luglio 1155 data della concessione data a Pisa da Federico I probabilmente stanco di sopportare le imitazioni del lucense,il sovrano non tenne mai una linea dura con pisa perché  il suo porto e le sue navi erano troppo importanti e preferì  concederle il privilegio.fino al 1181 probabilmente l'imitazione del lucchese e il pisano con la F viaggiarono appaiati per poi separarsi definitivamente dopo l'accordo.la seconda moneta postata qui sopra può  tranquillamente essere una imitazione del classico denaro con la H e LVCA attorno al punto anche se non escluderei del tutto che possa essere una emissione ufficiale,per quanto riguarda la prima invece ti faccio vedere ruotando la prima foto di 90° come un denaro pisano post concessione quindi prima del 1181 riesca ad ingannare oggi come allora chi lo ha tra le mani,ti evidenzia anche quelli che a mio avviso sono i colpi di martello (almeno 3) la F spezzata in quel modo è  ancora più   ingannevole,ne ho gia viste almeno altre 2 o 3,ma non sono riuscito a capire se sia voluta o provocata da un colpo di martello che ha lasciato vuoto il conio in quel punto.Saluti a presto Giovanni.

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Ringrazio di cuore tutti i partecipanti a questa discussione ed ora anche @margheludo, in quanto, mi ha "costretto" a rileggere tutto l'elaborato: lo ho trovato semplicemente eccezionale anche se per ovvie ragioni ancora incompleto. La tua analisi del tondello dato da me per falso, forse non lo è alla luce delle tue considerazioni. A volte possiamo entrare nella epigrafia del tondello in modo superficiale al contrario di te che hai saputo cogliere meglio certi elementi.

La dott. Baldassarri  per un certo periodo la ho seguita su di un altro forum appunto per i lucenses e ritengo che sia diventata un pilastro della monetazione medievale.

Giovanni, avrai anche visto che la questione dei denari di Volterra, quelli, per così dire, non ancora legali li ho trattati in altra sede e il contributo di @Lugiannoni è quanto mai utile per la comprensione di questo fenomeno così poco noto. Sarà perchè l'argento delle monete fuori corso sono state di nuovo fuse e utilizzate per una nuova monetazione? Forse questa ipotesi non è poi così singolare.

Possiamo sempre sperare in qualche nuovo ritrovamento che permetta una migliore definizione dell'argomento.

 

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buona sera a tutti, come già detto il denaro pisano, seppur simile al lucchese specialmente nel primo periodo di coniazione, ha una sua epigrafia ben distinguibile, la contraffazione del lucchese non è a tutt'oggi distinguibile anche se matzche ne mostra e ne descrive uno solo e per giunta dubbio, mentre il volterrano ancora resta un mistero, nella discussione che gli hai dedicato mi hanno incuriosito molto i punti in legenda a spezzare ENRIC.US in entrambi gli esemplari, vorrei dare un occhiata ad altri due tondelli nella discussione de "lamoneta"per poi dirti cosa ne penso, saluti.

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