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CESANO SECONDINA LORENZA

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CESANO SECONDINA LORENZA: (1879-1973). Archeologa e numismatica.Nata a Fossato (Cuneo) il 16 febbraio 1879, compì i propri studi universitari a Roma.Nel 1902 fu nominata, per concorso, all’ufficio di conservatore nel ruolo del personale per i musei, le gallerie e gli scavi di antichità, e destinata al Museo Nazionale Romano. Inizialmente il suo compito era quello di procedere alla inventariazione dei materiali numismatici, che affluivao soprattutto dai lavori da arginatura del fiume Tevere.Alla sistemazione e all’incremento di queste raccolte la professoressa Cesano si dedicò con impegno, ma non senza difficoltà. Ancora nel 1906 non tutto il materiale era stato messo a sua disposizione, nell’attesa che l’allora ministero dell’Istruzione autorizzasse la destinazione del nuovo conservatore alla sola cura del medagliere. Nel 1907 si adoperò per l’acquisto di importanti gruppi di monete dalle collezioni Strozzi e Martinetti-Nervegna; conseguì l’abilitazione alla libera docenza in numismatica nell’università degli studi di Roma; successivamente venne nominata ispettore nel ruolo organico del personale per i musei. Ma la preoccupazione più grande di questi primi anni di attività fu per la Cesano quella di assicurare (come l’avrebbe di fatto assicurata in seguito) una tempestiva pubblicazione dei rinvenimenti sporadici e in gruzzolo messi a sua disposizione  o depositati al Museo nazionale romano. Durante questi anni pubblicò accurati articoli per il Dizionario epigrafico di antichità romane di De Ruggiero. Il contributo  più importante, che la professoressa destinò al Dizionario epigrafico fu indubbiamente la voce “Denarius” , un compendio della storia del “nominale maggiore della moneta di argento coniata regolarmente e stabilmente da Roma”, scritto sotto il profilo dell’analisi tipologica, delle leggende, della particolarità tecniche, delle riduzioni ponderali e della circolazione, oltre che della valuta aurea romana dalla tarda repubblica a Costantino. Nel 1909 ebbero inizio i corsi liberi, che la Cesano tenne regolarmente nell’università di Roma sino allo scoppio della prima guerra mondiale. Nel 1912 per iniziativa di A. Salinas, di D. Vaglieri, di C. Serafini, di F. lenzi, di V. Allocatelli e della stessa studiosa, venne fondato l’Istituto italiano di numismatica. Nel frattempo aumentavano le raccolte del medagliere: acquisti dalle collezioni Hartwig (1910) e Martinori (1913), destinazione al Museo nazionale romano dei materiali d’interesse numismatico del vecchio Museo Kircheriano (1913), immissione di nuove pezzi da scavo e da ripostigli. La revisione e il riordinamento dei materiali del Kircheriano vennero iniziati per tempo: ne furono isolati quelli della stipe di Vicarello, che vi erano stati confusi, e nel 1915 la studiosa poté pubblicarne la prima parte del catalogo (“Il Medagliere dell’ex-Museo Kircheriano”, in Atti e mem. dell’Ist. ital. di numismatica, II, pp. 49-181). La cosa non interruppe il programma di edizione dei ripostigli, che continuò ad essere la maggior cura della Cesano e, il più delle volte, l’occasione a trattare questioni non secondarie di numismatica romana. Completavano la produzione scientifica della Cesano fino a tutto il 1915 lo “studio numismatico-epigrafico” di un nuovo medaglione aureo di Costantino I e del “princeps iuventutis”, in Rassegna numismatica, VIII (1911), pp. 33-92, l’esame della circolazione dell’aes grave in Italia, in Atti e mem. dell’Istit. ital. di numismatica, I (1913), pp. 47-82, la pubblicazione della Stipe di un antico sacrario riconosciuto sulla via Prenestina, in Bull. della Commiss. archeol. com. di Roma, XLI (1913), pp. 48-53, e l’edizione che fece del Ripostiglio di Rocchetta a Volturno, in Riv. ital. di numismatica, XXVIII (1915), pp. 275-286, una volta espletato l’incarico di missione, per il quale era stata richiesta da V. Spinazzola, presso il medagliere del Museo nazionale di Napoli (1911-12). Nel 1916 la Cesano, che in una memoria del 1909 intorno ai rapporti fra la numismatica antica e le scienze storiche, archeologiche ed economiche, in Rassegna numismatica, VI, pp. 21-40, aveva accennato al contributo della ricerca numismatica alla storia economica richiamando soltanto lo studio del movimento delle monete e del valore proporzionale dei metalli monetari, recensiva con entusiasmo per la Rivista italiana di numismatica (XXIX, pp. 455-548) l’introduzione di E.Ciccotti al terzo volume della Biblioteca di storia economica (Milano, 1915, pp. VCLXXXVI). E sotto l’influenza di Ciccotti includeva negli “orizzonti” della numismatica “ la localizzazione e lo sfruttamento” delle miniere, la determinazione della “quantità e qualità dei metalli monetali ed in circolazione” e del prezzo del denaro, il cambio della moneta e l’istituzione della banca, l’ “impiego fruttifero della moneta tesaurizzata”, il modo di acquisto, di erogazione e d’investimento del denaro. Ma quello di Ciccotti non fu mai il suo programma. La numismatica, che Ciccotti voleva scienza storica completa, rimase per la grande studiosa, lontana dai grandi dibattiti culturali, a cui l’altro partecipava, una raccolta di tecniche ausiliarie. E seppure la consueta edizione dei ripostigli, non più limitata ai rinvenimenti di monete antiche, ma estesa anche a quelli di monete medievali e moderne, diventava occasione per affrontare questioni di più vasta portata di storia politica e di storia economica, in contrasto con il maggiore approfondimento di temi strettamente specialistici, la trattazione (pur sempre accurata) restava (coerentemente) a livelli che si volevano descrittivi  e si esauriva nella determinazione del sistema monetario in uso, delle specie monetarie in corso e della loro classificazione per centri di emissione. Quanta genericità di formulazioni teoriche comportasse di fatto la lontananza dai più grandi dibattiti sulla dimensione dell’economia antica e la funzione della moneta, sull’estensione e lo “stile” degli scambi, si sarebbe potuto vedere alcuni anni più tardi attraverso il paragrafo sulla “moneta nell’antichità” scritto per l’Enciclopedia italiana (XXIII, Roma, 1935, pp. 637-639, sub voce ‘Moneta’).Nel 1918 riprendeva i suoi corsi all’università di Roma; ma l’anno dopo,  causa di una malattia, era costretta ad interromperli. Nel 1920 diveniva segrataria dell’Istituto italiano di numismatica, ed era incaricata dal ministero “a studiare la questione di un riordinamento dei maggiori medaglieri italiani”. Alla richiesta ministeriale la professoressa Cesano denunciò la generale mancanza di strutture che non permetteva l’esercizio di un’adeguata attività di tutela e chiedendo che ogni medagliere, con gradualità d’interventi, venisse dotato dei mezzi e del personale necessari. Un rigoroso riscontro del materiale avrebbe dovuto precedere l’opera di riordinamento vero e proprio. In un futuro, che nulla tuttavia faceva credere prossimo, si sarebbe potuto avanzare il progetto di “raccogliere tutto il materiale in pochi grandi medaglieri”. Più avanti (1925) avrebbe mutato parere, e scritto del “principale carattere inerente ad ogni collezione numismatica”, destinata “a raccogliere innanzi tutto i monumenti prodotti dal centro ove sorge e quelli rinvenuti sul luogo” (Atti e mem. dell’Ist. ital. di numism., V, pp. 189-190). Nel 1923 vennero acquistati per il medagliere del Museo nazionale romano i ventimila pezzi della collezione Gnecchi, che la Cesano non tardò a presentare in Atti e memorie dell’Istituto italiano di numismatica (La collezione di monete romane da Francesco Gnecchi, V [1925], pp. 193-208). Nel 1924 fu incaricata di riordinare le raccolte numismatiche del museo di Ravenna. In questi anni, che pure vedevano continuarsi la pubblicazione dei nuovi tesoretti monetali entrati al Museo nazionale romano, acquistò maggior peso l’interesse della Cesano per lo studio della tipologia monetale, inteso più come “descrizione” dello sviluppo di un tipo monetale che come ricerca storica delle ragioni e dei modi della sua adozione, della sua trasmissione e della sua scomparsa. Nel 1932 l’edizione del ripostiglio di Butrinto (conservato nel Museo nazionale romano) era occasione per esaminare “tutto il materiale greco raccolto sul suolo illiro-epirotico” e per riassumere, in uno “sguardo retrospettivo”, gli “apprezzamenti” che si potevano fare  nei riguardi della circolazione della regione. L’anno seguente parlava al terzo congresso di studi romani Di alcune particolarità individue della moneta romana nei confronti di quella greca (Atti del III Congresso naz. di studi romani, I, Roma, 1934, pp. 443-451). Faceva sua l’esortazione del congresso a promuovere “una grande raccolta numismatica della Repubblica e dell’Impero”, che riunisse “in originale o in riproduzione il maggior numero di pezzi... a vantaggio della scienza numismatica e della conoscenza della Romanità”. Chiamata a far parte della Commissione internazionale di numismatica e nominata direttore di prima classe (1934), nel 1935 fu incaricata dell’insegnamento della numismatica nell’università di Roma. Nel 1936 l’Istituto italiano di numismatica fu costituito in istituto nazionale  e la Cesano ne mantenne l’ufficio di segretaria. Contemporaneamente (1934-36) si recava in missione a Napoli (per riordinare le monete provenienti dagli scavi di Pompei), a Reggio Calabria, a Siracusa, a Padova. Nel 1938 avanzò la richiesta, respinta peraltro dal ministro, che fosse costituito un ufficio autonomo per le raccolte numismatiche del Museo nazionale romano. La Cesano aveva aderito al regime fascista, ma non aveva concesso più che il suo lealismo di pubblico funzionario, dalle celebrazioni del bimillenario augusteo in avanti partecipò vivamente all’esaltazione di Roma e del romanesimo, ed alla loro trasposizione nelle motivazioni ideologiche del fascismo ; e dal “nuovo clima creato dal Fascismo” parve attendersi molto. Nel 1940 l’Istituto italiano di numismatica ebbe in dono la collezione Mazzoccolo di medaglie italiane moderne e contemporanee. Le vicende della consegna della collezione e della sua custodia a palazzo Mattei, nella nuova sede provvisoria dell’Istituto, suscitarono aspre polemiche, delle quali si fece eco la rivista dei Santamaria, non senza accennare alle generali disfunzioni dell’ufficio di segretaria della Cesano. (Numismatica, VI [1940], p. 48 ; XII [1946], pp. 130-132). Fra 1940 e 1942 curò la pubblicazione, in due tomi, del primo (ed unico) fascicolo di Studi di numismatica, e vi incluse, fra l’altro, una relazione sul Medagliere del Museo archeologico di Siracusa (I, I, pp. 9-68) e lo studio dei Fasti della Repubblica romana sulla moneta di Roma (I, 2, pp. 105-262). Studio, che voleva costituire una “rassegna di tutti i tipi storici e comunque allusivi alla storia di Roma repubblicana nei riguardi militari, politice e sociali” e che riuscì, nella considerazione dei tipi senza rapporto al contesto che ne aveva determinato la scelta, una sorta di commento figurato alla creazione del mito di Roma. Nel 1944, per aver compiunto e superato i sessantacinque anni di età, il ministero ne sollecitò il collocamento a riposo. Analoghe richieste si ebbero negli anni seguenti. Ma la Cesano, protestando la necessità di portare a compimento il riordinamento dei materiali di cui era consegnataria, rimase alla guida del medagliere fino al 1949. In questo anno, sollecitata ancora una volta dal ministero, si risolse ad inoltrare domanda di pensionamento. All’università di Roma continuò a tenere i suoi corsi di numismatica fino al raggiungimento dei limirti d’età (anno accademico 1949-50). Nel 1950 riprese il riordinamento (iniziato nel 1941) della collezione Piancastelli del Museo civico di Forlì, e nel 1957 ne pubblicò il catalogo delle monete romane di Cesare ad Emiliano, dei medaglioni e dei contorniati (Catalogo della collezione numismatica di C. Piancastelli, Forlì). Da tempo lavorava ad una monografia sulla Moneta di Roma, della quale F. Pellati annunciava l’imminente pubblicazione nel 1954 per cura dell’Istituto italiano di numismatica ricostituito nella nuova sede di palazzo Barberini (Annali dell’Istituto italiano di numismatica, I, p. 3), ma che non venne mai pubblicata per dichiarata scarsezza dei fondi disponibili. Visse gli ultimi anni ridotta a vita privata e lontana da ogni attività scientifica. Morì a Roma il 13 agosto del 1973.

by elledi, 07.02.2013

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