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AOSTA (Zecca di)

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AOSTA, zecca di: Ad Aosta, durante l’oscuro periodo legato alla Republbica Sociale Italiana, vennero battute delle monete, anche se non come vera e propria zecca bensì come officina della Regia zecca italiana (l’unica in Italia dal 1895 con sede a Roma), negli anni 1944 1945 . Come stabilito nel Decreto Ministeriale del 1 maggio 1944 n. 422, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 1944, allo scopo di assicurare i bisogni monetari alle popolazioni del Nord Italia durante lo stato di guerra, venne istituita presso la Società Nazionale Cogne, che dal 1939 fabbricava i tondelli in acmonital (lega formata da acciaio, cromo, nichel e vanadio) per la zecca italiana ad Aosta, una sezione staccata della zecca di Roma con il compito di produrre le monete da 50 e da 20 centesimi del tipo costituzione Impero. Gli operai vennero forniti dalla Cogne, mentre il personale direttivo, tecnico e amministrativo, con il relativo materiale per l’incisione dei conii (punzoni, matrici ecc.), venne inviato ad Aosta dalla Direzione Generale del Tesoro nel maggio del 1944. Dal 26 luglio 1944 al 4 giugno 1945, nell’officina di Aosta della zecca di Roma presso lo stabilimento della Cogne (direttore Rosario Lauria, vice direttore e capo incisore Pietro Giampaoli, capotecnico Giuseppe Manfredi), vennero coniati nr.2.053.000 pezzi da 20 centesimi in acmonital (con al dritto la testa di Vittorio Emanuele III a sinistra e al rovescio la testa dell’Italia a destra con la data “1943 XXI”) che non si distinguono da quelli battuti a Roma poiché coniati con i vecchi conii portati ad Aosta dall’officina di Roma, più i 10 centesimi, anche loro in acmonital (con al dritto la testa di Vittorio Emanuele III a sinistra e al rovescio lo stemma sabaudo coronato, sovrapposto al fascio tra spiga di grano e foglie di quercia con la data “1943 XXI”), prodotti in 32 esemplari a titolo di esperimento (10 saranno poi deformati presso la Cogne stessa, 20 verranno consegnati alla Direzione Generale del Tesoro, allora distaccata a Brescia dopo la conquista di Roma da parte degli Alleati avvenuta il 4 giugno 1944, e 2 sono conservati attualmente nel Museo della Zecca a Roma) che, a differenza di quelli in bronzital (lega formata da rame, alluminio e zinco) battuti a Roma, hanno un peso minore (2,68 gr. contro 4,90 gr.) e un diametro inferiore (19,50 mm invece di 22,50 mm). Vengono inoltre allestiti alcuni conii rovesci con la lettera “A” (Aosta) al posto della lettera “R” (Roma) che non verranno mai utilizzati per la coniazione di monete e che saranno deformati quando verranno trasferiti, assieme ai macchinari e ai materiali, nella zecca di Roma dopo la chiusura dell’officina di Aosta. Le monete da 50 centesimi non verranno mai coniate. Nel dopoguerra la Cogne continua a produrre i tondelli metallici per conto della Zecca e nel 1972 la produzione degli stessi viene trasferita a Verrès nello stabilimento della Sadea, attività che prosegue tuttora per mezzo della Verrès S.p.A. (costituita nel 1990 e della quale l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato detiene il 55% del pacchetto azionario) che ha allargato le forniture di tondelli anche a diverse zecche di Stati esteri.by elledi, 08.02.2013

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