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N.014 - Come acquisire/comprare/collezionare monete antiche senza incorrere in problemi legali e giudiziali.

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Un saluto a tuttti.

 

Riguardo al noto problemi dei sequestri di materiale numismatico è possibile dire - oltre i fiumi di inchiostro sempre versati anche in altro sito numismatico sui rischi insiti nel collezionismo di monete antiche - che gli aspetti legali possono bene ridursi a poche cose essenziali, se l'acquisizione delle monete avviene "alla luce del sole" e secondo i criteri impostati nel c.d. codice urbani.

Ed anche se la P.A. volesse eccedere nel proprio potere o un P.M. (su errata o capziosa segnalazione) volesse inquisire un collezionista che si muove legalmente e alla luce del sole...sussisterebbe ampia e sicura materia di tutela e difesa così da ottenere l'archiviazione del procedimento.

 

Nel prosieguo entreremo nel vivo descrivendo la problematica in modo semplice ed essenziale, senza tecnicismi , approfondimenti e riferimenti tecnico legali che competerebbero alla specifica Sezione legale di questo Sito.

Qui andiamo in soldoni...cioè all'essenziale, con un tema che sarà di immediata comprensione e discorsivo.

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Le monete antiche sono, a torto o a ragione, ritenute dal Ministero competente (quindi dallo Stato italiano):

- un bene culturale,

- frequentemente se non sempre un documento ed una valenza archeologica,

- materiale potenzialmente raro o mancante alle pubbliche collezioni,

- in ogni caso oggetti antichi sempre degni di studio e della massima attenzione.

Quanto sopra a prescindere dal valore intrinseco e commerciale...in quanto, ovviamente, la cultura, la storia e lo  studio non hanno e non possono avere come metro di paragone solo un valore commerciale o venale...anche se viviamo in un mondo gramo: competitivo, consumista..e  (purtroppo) piuttosto ignorante.

Si rende opportuno farsi un'idea di questa posizione, che - in effetti - non è priva di fondamento.

 

Inutile far finta di non sapere che parte del materiale numismatico molto antico (greco/ romano/ bizantino e anche medievale) immesso nel mercato proviene da esplorazioni clandestine di suoli archeologici e dal relativo saccheggio. Nella migliore delle ipotesi le monete antiche provengono:

- da ritrovamenti casuali che - comunque - andrebbero studiati scientificamente per acquisire il massimo dei dati relativi al singolo ritrovamento;

- da ritrovamenti di M.detectoristi che agiscono spesso in modo sistematico e mirato sul terreno, specificamente mappando siti antichi (anche viari) e non ancora oggetto di indagine e scavo.

Nella peggiore delle ipotesi le monete illegali vengono rinvenute tramite furto - con scavi e ricerche clandestine -  da siti archeologici.

 

Il danno, sotto l'aspetto scientifico e storico, è evidente e non può essere sottaciuto. Una volta decontestualizzata la moneta perde significato in situ, così come - con la moneta decontestualizzata  - si perdono definitivamente  una messe di dati scientifici per il sito di rinvenimento.

 

Nel contempo è anche vero che non tutte le monete in circolazione nel mondo del commercio numismatico provengono da saccheggio, o - casomai - il saccheggio fu perpetrato in tempi remoti e quindi non può e non deve essere ormai opposto ai possessori dei beni numismatici. Moltissime monete antiche "girano" nel mercato e nell'ambiente numismatico da decenni e da secoli e molte sono dotate di pedigree e documentazione...o sono documentabili.

 

Difficile fare confronti o una statistica tra le quantità numismatiche di provenienza legale ed illegale, ma una cosa può essere espressa con certezza:

- i terreni che rendevano monete all'aratura o dopo forti piogge ormai sono oggi quasi esauriti, in ogni caso l'uso dei pesticidi e di alcuni fertilizzanti, nonchè la diffusa presenza di scorie chimiche e di sostanze inquinanti, contribuiscono a rovinare/corrodere/ distruggere il metallo e le monete.

- Trovare monete antiche belle ed integre (in Italia) è ormai molto difficile a meno non si tratti di ripostigli, anch'essi - per la verità - sempre più difficilmente rinvenibili giusto il controllo (efficace) dei Carabinieri sul territorio archeologico e storico. Peraltro i  siti di interesse archeologico sono spesso recintati e vengono monitorati anche in orari notturni.

 

Quindi, in proporzione e in rapporto al materiale numismatico circolante sul mercato, mano a mano che il tempo passa, le quantità di probabile provenienza illegale tende a diminuire costantemente in favore di quello ormai "sdoganato" o di certa provenienza. E questo è un dato favorevole per il collezionismo praticato "alla luce del sole".

 

A dirla tutta...quest'affievolimento costante di materiale fresco ed illegale provoca - però e purtroppo - un altro  pernicioso fenomeno: quello delle contraffazioni numismatiche.

La cosa è piuttosto semplice:

minore materiale genuino, valido e apprezzabile = maggiore materiale restaurato, bulinato, stuccato, ri-carrozzato e parruccato (capigliatura rifatta) e, addirittura, clonato e completamente falso.

Cioè: se non le troviamo...le rifacciamo. :D  In realtà c'è poco da ridere. :(

Al riguardo ci rifacciamo alle definizioni di Metallurghi e Pasticceri numismatici qui descritte tecnicamente:

http://www.tuttonumismatica.com/topic/893-n003-b-cose-veramente-la-numismatica-applicata-per-il-collezionista/

 

Questo è un grosso problema che - purtroppo - non viene ancora "attenzionato" con altrettanta cura dal Ministero competente e dai propri Organi preposti alla tutela del patrimonio artistico, con ricadute anche sul patrimonio numismatico dello Stato. Ne riparleremo....

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Per quanto espresso sino ad ora consegue che il Ministero competente, cioè quello per i Beni Culturali o meglio:

logoMIBACT.jpg

 

il cui acronimo esatto è MIBACT; si adopera sul territorio per un'attività di contrasto nei confronti del commercio illegale di beni culturali, tra i quali ha deciso di ricomprendere (genericamente) anche le monete antiche, cioè gli oggetti monetali coniati da oltre 50/70 anni.

Più specificamente e con maggiore vigore e dispiego di mezzi l'attività investigativa e di contrasto è incentrata sulle monete molto antiche:

- greche;

- romane;

- medievali,

ovviamente ove queste monete possano provenire dal suolo e dai confini italiani, a seguito di attività di ricerca non autorizzata e scavo clandestino.

 

Questo nostro vademecum non si prefigge lo studio e l'analisi legale della norma di riferimento per la numismatica e le attività di contrasto correlate:

- in primis perchè questo studio andrebbe approfondito nella Sezione legale di questo Sito;

- in secundis perchè l'analisi causidica e particolareggiata delle norme e della casistica in realtà serve a poco, atteso che il MIBACT ha, da ultimo, deciso di serrare i ranghi sulle monete antiche e quindi, andare a disquisire con fiumi di inchiostro sul cavillo o sulla legalità di una norma e della sua interpretazione non porta risultati concreti sul campo per il collezionista.

Vengono, sequestrano, denunciano...e buona notte, vai a difenderti.

In altri ambienti web (specialmente in un altro ottimo sito numismatico) da tempo si sparge inchiostro oltre misura  per dire che:

- non è giusto;

- non è il collezionista che deve provare la propria buona fede;

- che le norme di riferimento sono oscure ed oscurantiste;

- che sarebbe bene opporre il massimo dei cavilli possibili in caso di sequestri di materiale numismatico;

- che sarebbe bene creare un dialogo con le autorità per mitigare l'atteggiamento negativo;

- che sarebbe meglio creare una mega commissione di numismatici professionisti al fine di allacciare rapporti costruttivi con il Ministero;

ecc. ecc. ecc.

A cosa porta il tentativo di ampliare il discorso sulla liceità del collezionismo numismatico? Esattamente al nulla! (purtroppo!).

Cosa è conseguito al tentativo di creare onorevoli e professionali comitati a difesa del collezionismo numismatico? Sempre al nulla! Niente altro che il nulla.

Cosa è conseguito all'analisi della normativa in vigore che tutela i beni artistici e di interesse culturale? A ripetere all'inifinito poche e solite cose:

- che tutte le monete antiche rinvenute in Italia (ripostigli, esplorazione di antichi siti, ritrovamenti causali e fortuiti sul terreno) appartengono allo Stato italiano e vanno immediatamente consegnate (salvo legittimo impedimento che ritardi la consegna) agli Organi rappresentativi dello Stato.

- Che su tutte le monete antiche c'è una presunzione di rinvenimento illegale, a meno non si possa provare - con buona capacità - che appartengono alla famiglia da prima dell'inizio del 1909 o che sono state poste in commercio prima di questo periodo.

 

NOTA

Infatti, allorché l'esportazione abbia ad oggetto beni culturali appartenenti allo Stato, perché scoperti o rinvenuti dopo il 1909, l'«appartenenza» in capo agli acquirenti in buona o mala fede non importaa deve escludersi in radice, vertendosi in beni appartenenti a titolo originario al demanio statale. A tacer d'altro, l'atto di acquisto, in quanto afferente a bene demaniale, sarebbe irrimediabilmente nullo (29) ; né sarebbe consentita l'usucapione.
Non diversamente si è ritenuto, con riguardo alla analoga confisca di cui all'art. 127 ult. comma d.lg. 29 ottobre 1999, n. 490 (ora art. 178 c.b.c.), che quando una res è extracommercium non può entrare nell'asse ereditario e quindi l'erede del reo non può vantare diritti su di essa (30) .
Se dunque il limite soggettivo alla confisca ex art. 174 c.b.c. non può mai operare al cospetto di reperti archeologici scoperti o rinvenuti dopo il 1909, perché non appartenenti a nessun altro diverso dallo Stato, confisca deve essere disposta senza eccezioni: in tale specifico caso, l'articolato sistema costituito dagli artt. 15 l. 20 giugno 1909, n. 364, 822 ss c.c., 53 e 174 c.b.c. impone che i diritti dei terzi debbano sempre cedere rispetto ai prevalenti diritti dello Stato.

 

Per chi desidera approfondire qual'è il pensiero/parere dello Stato Italiano riguardo a quanto sinora detto, vedi qui:

http://www.lexambiente.it/materie/beni-culturali/171-dottrina171/7639-beni-culturali-confisca.html

 

PER UN PRIMO RIASSUNTO SUL DISCORSO SINORA AFFRONTATO.

gli aspetti che afferiscono:

- alla difesa delle monete sequestrate;

- o, peggio, confiscate;

- o alla difesa del singolo collezionista che viene perquisito e quindi inquisito o rinviato a giudizio;

- e quant'altro appartenga a queste problematiche...

non può essere validamente analizzato, studiato o sintetizzato in un Forum o in un Sito web non fosse che per tre motivazioni principali:

1) ogni caso (fattispecie) e quasi sempre diverso/a da altre;

2) ogni persona inquisita è diversa da quelle precedenti nella propria peculiarità personale e sociale;

3) ogni serio e capace legale che ha le potenzialità e le capacità specifiche e tecniche per difendere al meglio un malcapitato collezionista o una collezione oggetto d'attenzione da parte del Ministero, non espone su un piatto d'argento le proprie potenzialità tecniche coram populo...e, tanto meno, sul web...dove tutti leggono o possono leggere...anche chi non dovrebbe.

 

Uno dice: ma allora perchè in altri siti web si imbastiscono discussioni, peraltro lunghe ed articolate, su questi temi?

La risposta è tecnica nella sua semplicità.

Perchè spesso un Blog o un altro sito Web vive e si espande su basi quantitative...dimmi quanti click ricevi e ti dirò chi sei e quanto vali (è una legge commerciale vigente ed ovvia anche sul web). Ergo ripetere all'infinito dei temi - anche se inconcludenti - serve ad accontentare sul momento le curiosità e alcune domande degli utenti...quindi - in realtà - a far girare i contatori delle visite su un dato sito.

Nel contempo chi risponde alle domande (mille volte ripetute), a sua volta, può avere motivazioni per  promuovere - legittimamente - degli interessi e/o delle iniziative...e quindi si rende legittimamente attivo.

Il risultato è che si finisce per ripetere un po' le stesse cose senza venire veramente  capo dei problemi.

Anzi...a volte sui veri problemi ci si gira un po' intorno...non tutto può essere detto, non è bene dire tutto, il mercato o l'ambiente non gradiscono. Ma guarda...

Nel prosieguo cercheremo di entrare nel vivo delle problematiche per affrontarle in modo semplice, pragmatico ed efficace sull'unico tema che può e deve veramente interessare l'utenza della numismatica:

COME COLLEZIONARE MONETE ANTICHE ALLA LUCE DEL SOLE EVITANDO I PROBLEMI CON LO STATO ITALIANO ENTRO I LIMITI DEL POSSIBILE.

 

(Continua...)

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A questo punto, letto e considerato quanto sopra, potrebbe sorgere spontanea una domanda:
ma è possibile acquisire, possedere o collezionare liberamente delle monete antiche?
O meglio ancora...è possibile acquisire monete antiche senza incorrere in varie problematiche con lo Stato Italiano?
La risposta è positiva, a condizione che il tutto avvenga o sia avvenuto alla luce del sole (per usare una frase tipica nell'ambiente, specificamente tra i controllori preposti alla tutela del patrimonio archeologico ed artistico in Italia).
Al riguardo dobbiamo considerare che la frase "alla luce del sole" non è banale od ovvia, in quanto sottintende una trasparenza e liceità di comportamenti da parte dell'acquirente di monete antiche, tanto più se l'acquirente è un collezionista.
infatti è fondamentale considerare che nel c.d. Codice Urbani (che condensa e racchiude la normativa di riferimento) un'intera sezione è dedicata al Commercio: ergo la possibile e lecita commercializzazione, detenzione ed acquisizione delle monete antiche è legale in quanto prevista e disciplinata dalla legge italiana.
Per un approfondimento SPECIFICO E TECNICO DELLE NORME IN VIGORE si rimanda alle norme di interesse che possono essere lette cliccando i vari link in questo sito:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=6931 ;
si rimanda inoltra alla sezione legale di questo Forum:
http://www.tuttonumismatica.com/forum/15-legislazione-in-ambito-numismatico/ , dove - specialmente nei primi quattro topic della sezione  oltre agli altri, è possibile approfondire vari temi.
 
Proseguiremo presto nel nostro discorso di fondo, teso a sintetizzare e semplificare il tema della legittima acquisizione e dentenzione di monete antiche, oltre gli aspetti tecnici e giurisprudenziali che ognuno potrà approfondire in proprio. Quello che qui interessa è valicare, come già detto, le mille considerazioni e i tanti discorsi già esplicitati - con fiumi di topic, post e parole anche in altri siti web - che, pure se uitli, spesso non portano l'appassionato ad avere pochi e chiari concetti sulla materia.
 
Per adesso potremmo riassumere quanto sinora detto, considerando che è consentito collezionare monete antiche purchè:
- ci si rivolga al commercio legale, sopra tutto a quegli interlocutori noti per la loro serietà deontologica e tecnica; 
- si segua il dettato della normativa e quindi si conservi tutta la documentazione prescritta evitando di acquisire materiale che non è accompagnato da idonea e chiara documentazione;
- si assumano, nell'ambiente numismatico e collezionistico, comportamenti trasparenti e seri; 
- si evitino accuratamente contatti non cristallini e/o dalla dubbia affidabilità legale e commerciale.
Il tutto porterà il singolo appassionato ad acquisire fama e sostanza di persona per bene che, in quanto tale, si muove alla luce del sole e verso interlocutori e/o fornitori noti per la loro affidabilità ed in regola con le leggi dello Stato.
 
Qualcuno potrebbe obiettare: non è vero...ti fregano lo stesso, ti possono contestare lo stesso, ti possono sequestrale le monete lo stesso.
Invece è vero quanto sopra chiarito.
Chi è noto per muoversi alla luce del sole e con i giusti interlocutori, oltre che con la necessaria prudenza, ben difficilmente viene toccato od inquisito a meno che non abbia commesso qualche errore o non sia caduto in tentazione nell'acquisire monete lasciando la via maestra o legale:
- per peccato di gola;
- per cercare l'affare;
- per pagare di meno;
- per imperdonabile leggerezza.
 avendo
E' infatti noto ed ovvio che, in qualunque ambiente ed attività, le suddette quattro motivazioni comportano un'alea o, meglio, un rischio che non è solo di natura economica e commerciale. Spesso è anche di natura legale...con le perniciose conseguenze del caso.
Non esiste infatti un modus operandi del trafficante o del collezionista astuto (o che si crede tale) che possa mettere al riparo da spiacevoli complicazioni. Possono sussistere tecnicamente degli spunti difensivi e/o dei temi a difesa, che alla fine potrebbero "salvare" chi ha voluto correre dei rischi. Ma, intanto:
- si può essere inquisiti;
- le collezioni possono essere sequestrate (comprese le monete legalmente coperte);
- occorre pagare onerose parcelle a professionisti, consulenti e periti, per difendersi al meglio;
- si subisce una sorta di danno biologico per l'asia, il timore e le seccature che conseguono;

- si rischiano comunque: notifiche, acquisti coattivi da parte del ministero, confische...anche se si riuscissero ad evitare le condanne penali.
 
Ne vale la pena?
 
(Continua...)

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Giunti a questo punto del topic occorre iniziare a dire qualche verità per dare corpo alle considerazioni sopra esplicitate circa la necessità di acquisire monete antiche "cum grano salis", cioè alla luce del sole.

Infatti se si lascia la via maestra della legalità, della trasparenza e della massima attenzione, è piuttosto probabile che i Nuclei preposti al controllo del patrimonio artistico nazionale e alla regolarità del commercio, vengano a conoscenza della cosa.

Anzi...tanto per rendere chiare le cose, caso mai non lo si sapesse o si facesse finta di non saperlo:

i tutori hanno una buona conoscenza delle persone appassionate di numismatica e che acquisiscono monete, siano essi collezionisti, ciotolari, scambisti e/o anche trafficanti.

Per buona conoscenza intendo che è nota l'operatività numismatica di una buona parte degli appassionati e dei collezionisti: conoscono il settore e le coniazioni in cui più o meno l'appassionato opera, le frequentazioni commerciali, l'approccio verso il mercato.

Non è qui il caso di approfondire come questo accada, nel proprio mestiere ognuno conosce i suoi polli ed è in possesso delle tecniche del caso...figuriamoci poi gli investigatori dello Stato.

occorre peraltro considerare che il mercato e l'ambiente numismatico sono permeabili anche quando vorrebbero essere discreti e, spesso, è più facile sentire chiacchiere e intrattenersi con un po' di gossip, piuttosto che acquisire nuove monete.

Al riguardo, peraltro, la frequentazione del Web ove i siti vengano impostati su criteri quantitativi e/o commerciali non aiuta i collezionisti a mantenere la discrezione o l'anonimato, non parliamo poi dei siti ove è possibile acquisire monete come fossero gadget o merce da megastore.

Tutto viene monitorato con attenzione.

Poi c'è il problema della delazione, al riguardo potete stare sicuri - se doveste cadere nella tentazione di andare a fare un giro nelle campagne o a casa di chi cerca antichità (illegalmente) nei campi e nei Siti archeo - che i tombaroli non sempre sono discreti.

Anzi...non lo sono per definizione.

Se poi invece che dai cercatori si dovesse pensare di andare a chiedere monete ai mediatori (cioè ai ricettatori)...peggio ancora.

Uno potrebbe obiettare adesso: "perchè se vai alle aste o dai commercianti alla moda o di fama cambia qualcosa?" Mica stanno zitti.

Non lo so.

Sicuramente gli operatori professionali noto e iscritti nei relativi registi e alle rispettive categorie ed associazioni professionali hanno interesse a mantenere/salvaguardare i clienti ed a coltivare un 'ottima immagine.

Però, alla peggio, cosa potrebbero dire costoro?

Che Tizio compra le monete con attenzione e secondo i criteri e gli obblighi enumerati dalle norme di legge in materia?

Bene!

Sarebbe un'ottima pubblicità ed un'ottima presentazione.

(Continua...)

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Riprendiamo il nostro excursus.

 

Per quanto sino ad ora relazionato emerge che: 

- evitando traffici ed acquisizioni non certificabili o illegali mediante un'attività numismatica alla luce del sole, tracciabile e corredata da documenti -

si evita di finire indagati, inquisiti e perquisiti per detenzione e possesso illecito di monete antiche.

La cosa è manifesta non solo per mero buon senso ma anche per quanto sino ad ora detto: non risulta che chi compra e/o colleziona monete in modo documentato e documentabile riceva la visita dei tutori del patrimonio dello Stato.

La perquisizione nei confronti dei collezionisti non è una regola e nemmeno una conseguenza probabile.

Se qualche volta avviene od è avvenuto che gli indirizzi di un numismatico siano  stati perquisiti, ciò è  sempre avvenuto per l'errore del medesimo collezionista inquisito, cioè:

- per tentativi di vendita o per indefiniti acquisti su "noti" siti web;

- per acquisizione (anche in asta) di monete antiche sporche ed incrostate di terra evidentemente provenienti da scavo;

- per frequentazioni nelle zone grige del traffico numismatico;

- per monete antiche o antichissime acquisite a suo tempo in assenza di relativa e chiara documentazione;

- per numeri di telefono ed indirizzi lasciati, con leggerezza, alle persone sbagliate;

- per comunicazioni con telefoni sottoposti ad intercettazione;

e quant'altro.

 

Questa è la sostanza e la realtà del collezionismo numismatico.

 

In altri siti web alcuni hanno messo in dubbio che l'acquisizione documentata e alla luce del sole possa porre a riparo il collezionista. Ciò perchè lo Stato italiano, tramite il Ministero preposto e le Sovrintendenze potrebbe sempre mettere in dubbio che le monete antiche possano essere di provenienza illegale, in quanto frutto di scavo clandestino o di ritrovamenti non denunciati alle autorità. In tal caso il collezionista inquisito, dovrebbe essere in grado di provare che le monete sarebbero state commercializzate prima del secolo scorso.

Per un approfondimento tecnico specifico cfr. qui:

 

http://www.innovazionediritto.unina.it/archivionumeri/0806/calogero.html

 

http://www.ambientediritto.it/dottrina/diritto%20penale%20ambiente/furto%20archeologico.htm

 

In soldoni:

nel 1909 con la legge n. 364 il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento una regola generale per cui tutti i beni di pregio storico-artistico e archeologico trovati nel territorio dello Stato appartengono allo Stato italiano a titolo originario. Quindi tutti i beni trovati da quel momento in poi, appartengono allo Stato. Tuttavia la norma non era presidiata da una sanzione penale.

Solo nel 1939 con la legge 1089 nell'art.67 è stata introdotta la figura di reato del furto archeologico cioè dell'impossessamento di beni storico-archeologici, riproposto con una formulazione sostanzialmente identica dall'art.125 del T.U. in materia di beni culturali ed ambientali anzidetto, che fu approvato con il decreto legislativo n. 490 del 1999.

Questa è la situazione normativa, legislativa.

 

Insomma, c'è chi - in altro Sito Web - sostiene che sarebbe teoricamente sempre contestabile l'impossibilità di dimostrare un'acquisizione precedente alle date di legge e che, quindi, anche se comprate regolarmente dal commercio legale, le monete potrebbero essere sempre contestabili. Almeno fino a quando non dovesse cambiare la normativa in vigore.

 

Messe così le cose...la numismatica dovrebbe cessare di esistere come collezione e come acquisizione di monete da... prima di subito, ;)  in quanto attinente ad un commercio incerto ed aleatorio.

 

La realtà è per fortuna diversa e, come sopra abbiamo argomentato, la Finanza e i CC dei Nuclei a tutela del patrimonio artistico non vanno - per regola - a perquisire le case dei collezionisti e dei numismatici noti per essere in regola e per muoversi con modalità tracciabili e trasparenti.

 

Resta allora da chiedersi perchè  possa esserci interesse a spaventare i collezionisti dando un quadro inesatto o "tirato" sulle problematiche legali?

 

La risposta a breve...prendiamo un po' di fiato.

:)

 

(Continua...)

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Riprendiamo il discorso.

 

Come mai in altri siti web numismatici si può avere interesse a considerare il collezionismo relativo alla numismatica antica indifendibile ni confronti dello Stato Italiano e delle Autorità preposte alla tutela del patrimonio artistico?

 

Repetita iuvant:

...spesso un Blog o un sito Web (anche numismatico) vive e si espande su basi quantitative...dimmi quanti click ricevi e ti dirò che sito  sei e quanto vali (è una legge commerciale - non qualitativamente obiettiva - vigente ed ovvia anche sul web). Ergo ripetere all'infinito dei temi - anche se inconcludenti - serve ad accontentare sul momento le curiosità e alcune domande degli utenti...quindi - in realtà - a far girare i contatori delle visite su un dato sito...anche se non si forniscono risposte veramente esaurienti.
Nel contempo chi risponde alle domande (mille volte ripetute), a sua volta, può avere motivazioni per  promuovere - legittimamente - degli interessi e/o delle iniziative...e quindi si rende visibile ed attivo.
Il risultato è che si finisce per ripetere un po' le stesse cose senza venire veramente  capo dei quesiti proposti.
Anzi...a volte sui veri problemi ci si gira un po' intorno...non tutto può essere detto, non è bene dire tutto, il mercato o l'ambiente non gradiscono, le monete antiche scottano.

 

In un recente passato alcuni numismatici (specializzati sulle monete moderne italiane) ebbero a cuore un tentativo:

proviamo a proporre la liberalizzazione delle monete posteriori agli inizi del 1800 senza insistere per le monete più antiche, specificamente per quelle molto antiche.

La cosa venne proposta anche in una tavola rotonda virtuale in un Sito web di numismatica.

Per fortuna tale iniziativa non trovò ricezione e nemmeno sufficiente approvazione.

Resta il fatto che spostare l'attenzione sulle coniazioni moderne abbandonando le antiche e le monete classiche in particolare, è un movimento ancora in atto e che sta creando non pochi effetti nella numismatica italiana.

In tale ottica molti possono avere un tornaconto:

- enfatizzare la propria presenza sul mercato come tecnici: consulenti, legali, presidenti di associazioni, commercianti specializzati nella monetazione moderna;

- aumento dei clienti che passano alle monete moderne, quindi un aumento consistente del giro di affari e degli appassionati del settore relativo alla numismatica moderna;

- acquisizione di prestigio personale promuovendo attenzione e raccogliendo consensi nel tentativo di legalizzare una branca del collezionismo numismatico (in danno delle altre coniazioni).

 

Naturalmente il danno che ne deriva per numismatica e la cultura è enorme, sia sotto l'aspetto formativo per gli appassionati che, in genere, per la numismatica italiana.

 

Con il prossimo post entreremo nel cuore della problematica in topic:

- impossibilità per molti appassionati di poter difendere legalmente le proprie monete in quanto prive di necessaria e/o sufficiente documentazione;

- difficoltà per gli appassionati e per gli stessi operatori a muovere le proprie monete ottenendo le certificazioni per la libera circolazione delle stesse...in caso di vendita o esportazione.

 

 

(Continua...)

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Abbiate pazienza...i lavori sono in corso, i temi sono importanti, la materia è difficoltosa e, sopra tutto, delicata.

Ma ne verremo a capo.  ;)

A presto.

:)

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Un caro saluto a tutti i lettori ed i colleghi utenti di questo sito.

 

Per quanto sinora illustrato sul tema in topic emergono tre categorie di appassionati e di collezionisti nei confronti della legislazione vigente (c.d. Codice Urbani).

 

-1) I collezionisti che sono in possesso di documentazione che legittima il possesso delle monete antiche possedute (cioè monete che abbiano più di 50 anni rispetto all'emissione). 

1a) per le monete acquisite dopo il 2006 (più o meno) è obbligatoria una fattura o ricevuta fiscale, una buona foto e una relativa certificazione di autenticità. Se le monete sono state acquisite ad un'asta è sufficiente il catalogo e la fattura...in genere tutte le buone aste dichiarano nello stesso catalogo che le monete sono qutentiche. La pagina web dell'asta con la descrizione della moneta ha un valore equipollente.

1b) per le monete acquisite sino al 2004 è sufficiente una fattura o una ricevuta fiscale...per le monete provenienti da aste è opportuno rintracciare i cataloghi e/o scrivere alla casa d'asta per farsi inviare una dichiarazione di aggiudicazione...tutte le migliori Case hanno archivi che conservano i cataloghi e traccia delle aggiudicazioni anche per molti anni: quindi è possibile chiedere le copie. Nella peggiore delle ipotesi anche il possesso del cartellino originale della moneta (del commerciate o della casa d'asta) è meglio di niente...ovviamente la cosa potrà coprire solo alcune monete e non tutte quelle possedute. Faccio un esempio: se ho 100 monete di cui almeno 80 hanno una documentazione ampia e legittima...ci può stare che per una ventina il collezionista (per vari motivi) possa non essere più in possesso di documentazione, tranne il cartellino originale che, di solito, resta nel medagliere vicino alle monete. Il principio resta sempre quello di una credibile buona fede per il collezionista che si muove alla luce del sole.

 

Per le monete scambiate o negoziate tra privati (collezionisti o non collezionisti) il venditore deve rilasciare idonea e circostanziata dichiarazione di possesso legale all'acquirente...se la moneta proviene dal commercio legale o da nota asta sarà opportuno consegnare la relativa documentazione originale all'acquirente, trattenendo le copie.

 

-2) I collezionisti che non sono in possesso di documentazione per tutte o per la maggior parte delle monete possedute.

In assenza di documentazione legale che comprovi il legittimo possesso di monete antiche la cosa si complica: le monete non sarebbero oggettivamente difendibili davanti allo Stato italiano e quindi potrebbe vigere una presunzione di detenzione illegale: le monete potrebbero essere confiscate...salvo il procedimento penale a carico del detentore delle monete che potrebbe avere migliore o peggiore esito. Ma anche se un legale, diligente e competente della materia, dovesse ottenere un provvedimento di archiviazione per il proprio cliente...o se un eventuale giudizio dovesse risolversi positivamente sotto il profilo penale, in ogni caso è quasi certo che le monete verrebbero comunque confiscate dalla Stato in quanto mancherebbe il titolo legale sul lecito possesso.

 

In entrambi i casi sopra descritti è ovvio che più le monete - detenute da un collezionista o da un semplice studioso appassionato - dovessero essere antiche e più delicata ed approfondita sarebbe la disamina dei titoli di possesso.

Per le monete classiche: greche e romane riferibili al suolo italiano, la cosa sarebbe ancora più impegnativa.

 

Se poi il collezionista volesse dismettere la propria collezione tramite un'asta internazionale o volesse portare all'estero la collezione stessa, sarà necessaria l'approvazione della Soprintendenza di riferimento anagrafico.

Per ottenere il certificato di libera circolazione le monete debbono essere sottoposte all'esame del relativo Ufficio Export del Ministero dei Beni Culturali e...in assenza di idonea documentazione per ogni singola moneta, le cose verrebbero a complicarsi...sino al blocco delle monete se la documentazione fosse assente o insufficiente.

 

Cosa si può fare oltre quanto sopra detto lo vedremo alla prossima analisi...ma solamente se questo topic dovesse ricevere un numero di letture o richieste di chiarimenti che rendessero opportuna la fatica di proseguire oltre nella discussione, entrando così negli aspetti più specialistici e delicati.

 

Vedremo...

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E' opportuno, per meglio comprendere le problematiche in topic, esplicitare quale potrebbe essere la posizione dei funzionari del Ministero competente MIBACT di fronte alla numismatica antica ed alle domande degli appassionati sul lecito collezionismo, quindi rappresentiamo al riguardo il ragionamento tecnico di uno studioso e ricercatore storico/numismatico, con posizione di rilievo nell'ambito universitario...peraltro anche perito incaricato in alcuni procedimenti scaturiti da sequestri di compendi numismatici:

 

Ponendo una domanda ad un qualsiasi funzionario del ministero, ci si  potrebbe sentir dire che:

in base alla normativa vigente, ed a quello che si legge anche nei recenti Bollettini del Ministero,  una definizione di "moneta archeologica" c'è: è quella più antica almeno di 50 anni che viene da ritrovamenti nel sottosuolo o fondali italiani in data posteriore al 1909, atteso il fatto che una volta rinvenuta ne va stabilito effettivamente il valore culturale, sia intrinsecamente (pregio, rarità etc..) che in relazione al contesto di produzione etc.. e di ritrovamento, qualora noto. Ergo secondo la normativa vigente tutte quelle monete che possono avere elementi riconducibili a tale provenienza ed hanno valore di culturalità sono in principio di proprietà dello stato, e non potrebbero essere commercializzate e/o possedute senza il suo permesso.
Di fatto c'è una maggiore attenzione alle monete antiche e alto-medievali, per le quali è più facile e ricorrente che la provenienza sia appunto archeologica, ma a livello di principio la normativa si potrebbe estendere fino alla monetazione del Regno.

 

Come potete chiaramente leggere la posizione è piuttosto rigida e incentrata sul prevalente ed assorbente interesse dello Stato in tema di numismatica oltre i 50 anni dalla data odierna.

Terribile?

Giustificato?

Come se ne esce?

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Se ne esce come sopra detto nei vari post in questa discussione:

documentazione della provenienza, fatture, foto, certificato autenticità ecc. In tal modo il possessore può provare la legittimità dell'acquisizione e l'oggetto non può essere confiscato...a meno che gli organi competenti non mettano in discussione la legittimità della vendita. In quest'ultimo caso il venditore (commerciante, privato, casa d'aste...) sarebbe tenuto a manlevare l'acquirente, fino a rifonderlo del prezzo pagato...oltre eventuali danni se dimostrabili.

Ma ... non finisce qui: anche se posseduta legittimamente e di proprietà, una data moneta potrebbe essere dichiarata di interesse artistico/culturale e potrebbe essere oggetto di notifica da parte del Ministero. Al riguardo si potrebbe proporre ricorso contro il provvedimento che potrebbe essere inficiato nella forma e/o nel merito per sopra valutazione della moneta o incompetenza di chi dispone la notifica. Errata motivazione e eccesso di potere...e quant'altro. Poichè se la moneta viene colpita da notifica...non può essere esportata e decade nel valore commerciale in quanto la notifica seguirebbe la moneta stessa nelle mani dei successivi proprietari.

La migliore difesa in questi casi è cercare un precedente analogo (stessa moneta) che sia già transitato all'esame degli Uffici delle Sovrintendenze e non sia stato oggetto di notifica. Attività non semplicissima a meno non si conosca già il precedente.

 

 

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