f.dc

Auguriamoci l'errore

63 risposte in questa discussione

Leggo la notizia che è scomparso Keith Emerson, gigante del genere progressive...immenso tastierista, tecnica da grande concertista e stoffa di compositore.

da E. L. & P. (Emerson, Lake & Palmer).

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Emerson,_Lake_%26_Palmer

 

 

Un'altra perdita per l'umanesimo del XX secolo.

 

RIP

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-Sono più rare le monete o chi le colleziona? -
 
Per sorridere di e su noi stessi. Un fatto accaduto anni addietro.
Un distinto signore si reca presso una Casa d'aste per esitare un nucleo di monete. Nulla di omogeno o organico bensì del giallume ben scelto da un uomo accorto e saldamente ancorato a terra. Un conoscitore, certamente fine, non un collezionista.
Conservazioni giuste, moduli giusti, tipologie giuste, periodi storici giusti. Gli interessi si compongono facilmente su basi, commissioni, data della vendita.
Avulso dal nucleo, stava un "rottame", oro anche questo, lasciato fuori dalla discussione e dalla vista fino a quel momento.
"Rara deve esserlo davvero! In tanti anni che l'ho in casa non sono mai riuscito a trovarne una simile per avere un'idea (aggettivo sottinteso: venale). Ho fatto qualche ricerca ma non è materia che conosco. Ne mai l'ho mostrata ad altri prima d'ora. Voglio cedere anche questa." dice il conferente.
Il numismatico prende e osserva la moneta. La osserva bene, a lungo ed in in silenzio, ad occhio nudo e con lenti. Riconosce un'imitativa ma, sui due piedi, non è in grado di esprimere oltre. Simboli da decifrare che non gli ricordano nulla.....zecchiere, zecca,....serve tempo.
 
Sono fuori sede per lavoro, e come spesso accade, assolto il compito professionale, ritaglio spazio per la visita a qualche commerciante numismatico del luogo. Ho notizia di un asta in loco in preparazione con buon materiale di fresco conferimento e non manco l'occasione di poter assodare la voce. Trovo poco in Sede. Sono capitato nel momento sbagliato, ma non rinuncio al piacere di una conversazione. Così apprendo della moneta "misteriosa" qui conferita alla vendita. Con passione vivissima mi viena raccontata la vicenda di un tondello d'oro conosciuto, al momento in un solo esemplare, cosa accertata dopo una discreta ricerca che porta il commerciante ad un piccolo museo ove, mal catalogata, si trova la gemella della moneta cedenda. Trapelano dal discorso la soddisfazione per la piccola-grande scoperta, e la difficoltà a rapportarsi con conferente nel momento in cui occorre definire una cifra da apporre in coda alla descrizione nel catalogo. 
Apprendo che la determinazione della base si supera con pragmatica mossa del conferente, il quale, prossimo all'acquisto di una nuova auto per un figlio (o forse nipote) ormai alla laurea, propone la base al livello del preventivo del concessionario - non parliamo di una fuoriserie, ma di una brillante berlinetta che andava al tempo per la maggiore -. Pare cifra plausibile e così si conviene.
 
La vicenda mi diverte e aspetto con curiosità catalogo ed asta. Arriva il volume, sfoglio fino ad una mezza pagina occupata da un tondello malmesso, in poverissima conservazione ed iconograficamente scialbo  - l'ingrandimento  procura solo ulteriore nocumento al relitto - La sobria nota descrittiva evidenzia la superba rarità del pezzo in coda all'annotazione storico-numismatica.
Finisce invenduto ma è acquistato nel dopo-asta, plausibilmente alla base. Chapeau bas al conferente!!
 
Forse un'anno dopo la moneta di rarità esimia riappare in altro catalogo; un'altra non la nostra protagonista, ed è anche bella, la base allettante. Finisce invenduta. Ne appaiono altre, alcune anche in tempi recentissimi. La rarità ha perso molte R, mi pare ne sia rimasta una, solinga. I prezzi proposti precipitati a qualche migliaio e spicci...ma non si accasano, o lo fanno in camera caritatis. 
 
E' un "mondo" bizzarro ma piace così. :DIZZY::)
 
P.S. Della moneta si conoscono ad oggi cinque - sei esemplari. La rarità oggettiva esiste.
Modificato da f.dc
corretto un refuso che falsava la leggibilità. Chiedo venia.

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Questa sera sono contento... di più. Perchè? Perchè è tornato a scrivere con noi F.dc alla sua maniera...la maniera unica di uno dei maggiori e competenti appassionati. Cioè un Maestro. Mi taccio...e chiedo venia se il mio dire delle verità potrebbe infine non essere troppo elegante sotto l'aspetto liturgico. chiedo indulgenza.

Io ho sempre pensato che sono più rari i collezionisti...e di molto, rispetto al materiale circolante. Oggi poi, con quel che corre.....il concetto è addirittura da enfatizzare.

La cosa si supera enfatizzando anche le qualità...così il concetto è ribaltabile, ci sono poche monete in condizioni egrege rispetto a quanti sono coloro che le cercano e le ambiscono.

Per quanto concerne la rarità sopra narrata sarebbe interessante andare oltre le righe e sapere se quella rarità si è ammorbidita e poi banalizzata:

- per ripostigli sopraggiunti?

- per falsi prodotti? (l'oro è facile da...)

Un caro saluto.

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Caro Renzo, @Piakos

Come sempre troppo benevolente nei mie confronti, ma ringrazio per l'immeritata considerazione, spero non troppo malriposta. Milito ancora nella squadra dei caporali; graduato si, ma sempre di truppa. E, onestamente, per scelta. 

Mi spiego, ci provo almeno. Le monete ancora mi divertono. Mi diverte approfondire, mi coinvolge studiare -nei miei tanti limiti -, sento ancora l'adrenalina nello scoprire cose nuove, un tassello storico, archivistico, tecnologico specifico. Non parlo di cose innovative, nulla che elevi la Scienza; banalmente qualcosa che non conoscevo prima e che - normalmente - è conoscenza scontata per altri.

Ho scelto di non andare oltre perchè le monete sono sempre state la mia oasi di pace; talvolta un locus per riconciliarmi con me stesso.

Non ho mai rivolto attenzione alla monetazione classica, ma il medioevo e l'evo moderno sono stati il punto centrale dei miei interessi, periodi che fino a pochi anni fa coagulavano l'interesse di pochi e, giocoforza, piu' "commercialmente puliti" vista la scarsa valenza economica relativa.

Nondimeno ho vissuto sulla pelle, come qualsiasi collezionista, vicende che mi hanno aperto gli occhi, almeno un po'. E l'esito della maturazione è, in sintesi, questa discussione. Cose piccole insomma.

Sostanzialmente l'illusione di un mercato fatto di appassionati per gli appassionati - che è l'iniziale illusione di tutti, un inevitabile iniziale portato ludico - l'ho persa di colpo quando, negli anni 85-94 "affrontai" il mercato americano che, al tempo, possiamo paragonare al mercato italiano -ed in larga parte europeo - di oggi. Scoprii, seguendola, la trasformazione indotta dalla "industrializzazione numismatica" che porto' al macello coloro che cercarono di resistere - collezionisti ed operatori -. Una semplificazione del mercato diretta a sostituire la competenza del collezionista con una certificazione terza, solenne e valida erga-omnes - con tutte le sue sottili e talvolta perfide implicazioni -, che, in definitiva, ignorava il collezionista ed il collezionismo puntando altrove.

Attenzione, non esprimo alcun giudizio morale, semplicemente racconto un fatto. La vicinanza amicale con un anziano numismatico - con due enne maiuscole - nordamericano che volle opporsi al cambiamento e la sua sostanziale sconfitta estetica, umana, commerciale e, in definitiva, personale, mi fecero presagire alcune future direttrici della nostra comune passione e dell'ecosistema in cui è inserita, e definitivamente misi il cuore in pace sui tempi a venire.

Circa la moneta del raccontino, le cose sono veramente semplici. Trattiamo di una imitativa tardo medievale, dalla rarità accertata ed evidente, di cui, a mia notizia non esistono falsi. E' semplicemente una moneta che non interessa a nessuno, sicuramente scambiata prima come altro, perchè mai classificata correttamente. Quante volte sui cataloghi abbiamo letto, per una moneta ostica ma di poco valore, "CNI 21-66", vale a dire: "chi vuole si diverta. "

Nel tema dell'errore, a me pedagogicamente caro, osserviamo l'errore esiziale di un cultore dello scibile che, folgorato dalla recente scoperta si lancia all'acquisto per ingrossare il suo carniere e commette due gravi errori:

- dimentica di essere spesso il solo contendente di ciò che lo appassiona;

- dimentica che nel campo medievale, per ogni "unicum" scoperto, nel volgere di poco capitano  altri esemplari che, semplice, non erano riconosciuti o riconoscibili prima. Accade così frequentemente che si puo' considerare norma, specie per i nominali minori.

Qualora l'avesse acquistata un'incauto disinteressato allo scibile ma convinto di acquisire l'assoluto -capita anche questo - nella sostanza nulla cambia. Un errore doloroso di metodo, comunque.

Puo' essere "formativo", al riguardo, sfogliare i cataloghi di vendita del XIX sec, o dei primi del '900. Si puo' scoprire che minuzie come misturine, bolognini, denarini, venivano esitati a prezzi stellari. Sollazzo e giubilo per falsari e antiquari di stomaco forte.

Pezzi al tempo poco o insufficientemente documentabili, graditi a cultori di un collezionismo sistematico. Amatori numericamente soverchianti i pochi tondelli esitati (offerti alla vendita direi -si potrebbe aprire una parentesi ulteriore sulle modalità di gestione dei ritrovamenti offerti al mercato, ma è già troppo cosi -) e, tra nobili e nuova borghesia rampante, di portafoglio capiente.

Ma questa è un'altra storia. O forse sempre la stessa vichiana storia. :CRAZY:

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Fosse solo questo...cioè il fatto di voler castigare i super appassionati e specialisti...già ci sarebbe comunque un limite, mercantile e poco nobile...ma pure un limite che circoscrive le randellate solo a chi, legittimemente, cerca

rare primizie

per il proprio benessere e quale contributo/sacrificio alla conoscenza numismatica...spesso esoterica.

Purtroppo è vero anche il contrario...e probabilmente lo è sempre stato: le randellate  e anche un po' di bidoni, o sòle, sono dedicate a todos...in ogni campo, compreso V.E. III e le sue, per molti appassionati, amatissime emissioni.

In soldoni: mi hanno riferito degli ex appassionati, affacciatisi nel nostro mondo con curiosa disponibilità ma non in preda ai virus della passione coinvolgente e deviante, che realizzarono  di uscirne in tempi relativamente veloci, nemmeno l'occasione per divertirsi più di tanto...atteso che, a loro dire e loro intuito, la numismatica da collezione si manifestò come un campo di sabbie mobili dal difficile percorso salvifico.

Oggi i luoghi sono mutati (ma le cose non sono cambiate).

Semplicemente le globalizzazioni e i sistemi hanno dato colpi mortali:

- al benessere sociale;

- alla borghesia (che pure ebbe non pochi meriti sociali e culturali);

- sicuramente alla classe media (borghese o meno che credesse di essere...);

- all'istruzione e alla diffusione della cultura;

- al ricambio generazionale.

Ergo, nella nicchia relativamente piccola della numismatica, vi sono stati sfraceli...perchè le piccole dimensioni sono sempre deboli.

Quindi...mentre sino alla fine degli anni '90 del secolo scorso la numismatica viaggiava ancora bene e, anzi, era relativamente affollata da compratori medi e piccoli che erano anch'essi preda delle "manovre" di un marketing rampante e di svezzato pelo microbiotico...oggi tutto è cambiato.

Il mercato a larga diffusione si è spostato su WEB e su Fessbook con vari esiti: posto io che posti tu...ti mando un messaggio io che me lo mandi tu...guarda quanti followers ciò...guarda  i feedback, guarda le mie monete che io guardo le tue...che volèmo fa'? Cerca un po' de comprà...che non posso solo sta' a guardà e a postà...

Il mercato elitario (esteti presunti, investitori, diversificatori delle allocazioni, criptocollezionisti...) è dedito alle aste dove da sempre e per definizione domina "l'incanto", termine che tutto dice a chi è in grado o a chi ha volontà di ben comprendere  le dimensioni aleatorie.

In tutto questo cosa può entrare la cultura, la sana dimensione ludica, l'otium, l'amicalità. la correttezza autentica, il godimento intellettuale, l'amore per la conoscenza?

Forse possono entrarvi una sorta di "surrogati" delle predette categorie...a rischio di pagarle care: economicamente ed umanamente.

Quetsa breve e modesta nota con dedica speciale @f.dc , Numismatico egregio e studioso esemplare.

 

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-La Numismatica e "l'osso del collo", ovvero: la sopravvivenza a lungo temine tra attriti e sfridi -
 
Nessun aneddoto stavolta, ma raccolgo la "chiamata" di @Piakos in merito all'impennata dei costi di transazione nella compravendita numismatica nelle aste pubbliche.
E' evidente come in pochi anni le commissioni siano lievitate sino a raggiungere e\o superare il 25%. In verità, mi pare corretto dirlo, il mondo numismatico si è adeguato al livello commissionale imperante negli altri settori dell'antiquariato e del modernariato; lo ha fatto con ritardo ma diligentemente. Alcuni sono stati piu' solleciti, altri piu' "pigri", ma tutti  hanno mosso l'asticella al rialzo. Per il collezionista questo puo' solo essere un dato di fatto, un dato di contesto.
 
All'atto pratico, sappiamo che, specie conferendo alla licitazione, il livello commissionale puo' avere una certa elasticità al ribasso in funzione diretta della qualita' del materiale conferito. Piu' rigidità si incontra all'acquisto, ove una riduzione è spesso ottenibile solo per la digressività commissionale in funzione degli zeri in fattura, prima della virgola ovviamente. Le felici eccezioni, purtroppo, non fanno letteratura.
 
Non penso che da questa china ci sia possibilità di risalita. Il canale del commerciante numismatico è ormai quasi completamente inaridito, escluse alcune lodevoli eccezioni che, ad oggi, si possono contare sulle dita di poco piu' di una mano, e cui accedono pochi fortunati.
 
Non è passato molto tempo, si fa per dire, venti, venticinque anni, ad un tavolo di un delizioso ristorante sedevano un (molto) anziano Collezionista, un noto Commerciante ed il sottoscritto (maiuscole e minuscole non sono casuali). Il tempo scorreva veloce tra aneddoti, ricordi, storie di monete rincorse, talvolta per decenni, di corti serrate a tondelli che i proprietari non erano disposti a cedere, di "successi" ottenuti per sfinimento della controparte con trattative infinite e sfiancanti.
Alla fine del pasto, fuori dal ristorante, una chiosa del Collezionista. "Chi ha passione vera colleziona argenti, belli e rari; chi ha soldi da spendere compra ori, belli, rari e di modulo importante; chi ha cultura e conoscenza vera compra bronzi, belli, possibilmente di modulo ampio e.... talvolta la rarità e il solo a conoscerla. - Ma una cosa accomuna tutti: i pezzi che "fanno" la collezione saranno sempre figli di una trattativa privata" e occorre far di tutto per non prenderli mai da soli, ma sempre in un nucleo, un gruzzolo che li "contenga".
Il gentiluomo colleziono' per oltre sessant'anni, e la sua passione erano i secoli dal xvii al xix, ed aveva una visione ampia e variegata del collezionismo numismatico. L'argento la sua passione, la sua ragione di "vita numismatica".
 
Ho riscontrato negli anni molta ragione nelle sue ragioni. Ma ho faticato molto, a causa dei miei molti limiti, a trovarla.
 
Possiamo ragionarci...

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Con f.dc si fa sempre Numismaitca...e la N (maiuscola) non è messa a caso.

Io temo che, come spesso accade, la verità (appartenente alle cose della vita) sia quasi dietro un angolo...più o meno illuminato, nel senso che la passione ottunde tutti e anche se la luce risplende...si vede sempre appannato.

Potranno dirci che la bella donna, non consorte conclamata,  che ci accompagna a Capri o a Positano (per chi ha un po' di gusto classico) ...o dove volete (anche a Gardaland...) è una corsara in  prestito anche se conosce i modi e sa mettere un po' di parole in fila. Magari al suo paese era una Prof. di letteratura del mondo slavo a livello universitario...per cui, avendo buona padronanza della lingua che la ospita...sarebbe anche capace di affabularci, oltre le tornite  gambe accavallate.

Sempre "corsara" resterebbe...ma noi ce ne fregheremo altamente. Sarà uno sfizio...una passione di qualche mese...una goliardata...un frammento piacevole di vita che quasi sicuramente in molti invidieranno in cuor loro. Questo a patto di conoscere le regole del gioco e di rimanere lucidi, per comandarlo... senza finire rovinati o buttati fuori di casa...infine alla stazione dentro i cartoni

Purtroppo, o per fortuna, la numismatica, anche con la N non è gran che diversa...è anch'essa una passione che ci espone.
Poi in un buon ristorante ci sarà chi parlerà di monete...chi di appetibili corsare...chi di entrambe. Conosco anche questi ultimi...e sono quelli che ci sanno fare. Alla fine dei giochi...qualcuno avrà, comunque, speso/ rimesso un po' di soldi. Se si è sportivi e possiamo permettercelo...andrà bene così, in fondo - a dirla tutta - è un bel gioco...sono dei bei giochi.

Se però devo (anche) pagare intorno al 25% a qualcuno che mi presenta la "corsara"...il gioco non mi piace più. Mi sento gonzo oltre il gioco stesso. In pratica un pollastro da spillucchio. Lo so che spesso il mio argomentare può sembrare eccentrico...provocatorio, ma a me piace fare ricerca umanistica e adoro le verità (cose che non ama quasi nessuno:10_wink:) ...con il pregio di non farmene spaventare. Non sono nemmeno presuntuoso...sono solamente un tale che si può mettere in gioco anche navigando a vista e, con un po' di fortuna, esperienza e di intuito, si cerca di non andare in naufragio. Questo andare - vi confesso - mi ha salvato da una  vita ordinaria.

La Numismatica è una Signora terribile, dove salvarsi è quasi impossibile se non muovendosi con tale fine preciso...ma sarebbe comunque un limite e ci si divertirebbe poco. Se poi si deve pagare anche il doppio biglietto...meglio non giocare.

Per concludere....

io, malgrado le passioni...il 25% non ho intenzione di pagarlo a meno non si tratti di oggetti egregi ed ambiti, che restano a prezzo "umano". E sarebbe un'eccezione.

:29_smirk:

 

 

 

 

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@Piakos @f.dc Vi confesso che provo una certa soggezione ad inserirmi nella vostra discussione così interessante, istruttiva e, perché no, appassionante. 

Cercherò allora di farlo in punta di piedi, partendo dalla mia personale sensazione che talvolta si usi la parola "Numismatica" in maniera impropria, fuorviante. 

Provo a spiegarmi.

L'<anziano collezionista> di cui parla f.dc fa certo parte della Numismatica, ne è un tassello importante; ma lo è anche  chi compra "monete in scatola" quasi fossero tonno? E ancora, quelli che si contendono o si ricomprano a suon di migliaia di € (o $ o altro) delle belle e rare monete con lo stesso obiettivo di chi acquista uno stock di azioni, pensando di guadagnare rivendendo dopo un certo tempo, sono Numismatica? Onestamente non lo credo.

E' più "Numismatica" il ragazzo che ha trovato nel cassetto del nonno un paio di "palanconi" d'argento e cerca di capire in quale periodo circolavano, che potere di acquisto avevano, ecc. ecc. e da lì parte per iniziare una collezione inizialmente piccola, a cui dedica parte della paghetta o per la quale rinunzia al nuovo modello di I-pad.

Con questo non demonizzo il mercato numismatico, anzi, dico solo che è altro rispetto alla Numismatica; la incrocia, talvolta la circuisce, altre volte ne traggono entrambi vantaggio, ma poi, alla fine, ognuno per la propria strada.

Detto questo, spero continuiate ad appassionarmi con le vostre affabulazioni sulla Numismatica e dintorni....

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21 ore fa, Lugiannoni dice:

@Piakos @f.dc Vi confesso che provo una certa soggezione ad inserirmi nella vostra discussione così interessante, istruttiva e, perché no, appassionante. 

Cercherò allora di farlo in punta di piedi, partendo dalla mia personale sensazione che talvolta si usi la parola "Numismatica" in maniera impropria, fuorviante. 

Provo a spiegarmi.

L'<anziano collezionista> di cui parla f.dc fa certo parte della Numismatica, ne è un tassello importante; ma lo è anche  chi compra "monete in scatola" quasi fossero tonno? E ancora, quelli che si contendono o si ricomprano a suon di migliaia di € (o $ o altro) delle belle e rare monete con lo stesso obiettivo di chi acquista uno stock di azioni, pensando di guadagnare rivendendo dopo un certo tempo, sono Numismatica? Onestamente non lo credo.

E' più "Numismatica" il ragazzo che ha trovato nel cassetto del nonno un paio di "palanconi" d'argento e cerca di capire in quale periodo circolavano, che potere di acquisto avevano, ecc. ecc. e da lì parte per iniziare una collezione inizialmente piccola, a cui dedica parte della paghetta o per la quale rinunzia al nuovo modello di I-pad.

Con questo non demonizzo il mercato numismatico, anzi, dico solo che è altro rispetto alla Numismatica; la incrocia, talvolta la circuisce, altre volte ne traggono entrambi vantaggio, ma poi, alla fine, ognuno per la propria strada.

Detto questo, spero continuiate ad appassionarmi con le vostre affabulazioni sulla Numismatica e dintorni....

Temo che la Numismatica come la conoscevamo sino alla fine degli anni 1990...più o meno...

non esista più, tranne per poche nuove giovani leve che non riescono ad incidere sul mercato.

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1 ora fa, Piakos dice:

Temo che la Numismatica come la conoscevamo sino alla fine degli anni 1990...più o meno...

non esista più, tranne per poche nuove giovani leve che non riescono ad incidere sul mercato.

Con la volontà sarei portato a sperare di no, ma con la ragione credo proprio che sia come tu dici!:(

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@Lugiannoni

Nello stile leggero di questa discussione, propongo un'analogia, impropria sicuramente, ma, spero, utile.
 
Un martello in mano ad un carpentiere servirà a inchiodare delle assi;
in mano ad uno scalpellino rifinirà un architrave;
impugnato da uno sprovveduto ne ferirà le dita per maldestrezza;
uno squilibrato ne farà strumento di terrore, magari di morte;
un Maestro del Rinascimento lo userà per sbozzare dal marmo una Pietà, un Mosè;
un moderno creativo, lo priverà magari del manico per farne un fermacarte.
 
E' sensato chiamarlo solo e comunque martello?
 
Ognuno dei soggetti sopradescritti, riferendosi ad altri della sua stessa cerchia, non avrà dubbi sullo specifico potenziale d'uso del martello ogni volta che lo nominerà, e non vi saranno ambiguità. Fuori dalla cerchia ...saranno solo ambiguità, incomprensione, magari equivoco.
 
Credo che accada esattamente lo stesso con la Numismatica. La chiamiamo tutti allo stesso modo, ma ognuno riempie la parola con contenuti e sfumature diversi e capisco che, talvolta, sia difficile convenire serenamente su qualcuno di questi.
 
In fondo la multifunzionalità è, dovrebbe essere, un tratto distintivo della contemporaneità, .....ed un obolo va versato. :14_relaxed:
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Ad colorandum:

 

 

:10_wink:

A prescindere (come amava dire il principe De Curtis...) io credo che @f.dc potrebbe scrivere più di una pagina...ma nemmeno moltissime, per fare luce sulla numismatica, cercando la polpa nella numismatica...cioè l'oggettività:

- commerciale e ambientale;

- aneddotica;

- collezionistica.

Non so se vorrà farlo...ma io lo auspico così imparo(impariamo più di qualche altra cosa.

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Nel topic sopra citato riportai il Decalogo Numismatico del Cagiati del 1926.

L'utile scritto del Numismatico napoletano era una riduzione, un riassunto, secondo il proprio sentire, di un piu articolato schema apparso alla fine del XIX sec. su "un giornaletto settimanale eclettico milanese -Il Bene - ", a conclusione di una serie di interventi sulla numismatica, un vademecum ad uso di chi intendesse avvicinarsi al collezionismo numismatico. Autore un anonimo che si firmava "Pertinax"

Parve così ben fatto che nel 1892 lo ritroviamo citato sulla RIN, tra le "Notizie varie" 

Allego l'estratto; si trova, a seguire, nel paragrafo "Aforismi Numismatici"

Venticinque punti che toccano molti degli aspetti su cui oggi ci interroghiamo a testimonianza, se servisse, che sempre è esistita e percepita una visione articolata dell'universo collezionistico specifico.

Ricorrono temi e termini straordinariamente attuali. Le monete di lusso, la straordinaria conservazione, i falsi in collezione, lo scambismo, falsi e falsari, il rapporto col mercato, etc.

Una lettura che consiglio a chi non la conoscesse e che facilita, nella schematizzazione, la riflessione eventuale - sia autonoma che condivisa - sui temi.

 

Estratto RIN 1892.pdf

Modificato da f.dc
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