Lugiannoni

Alcune osservazioni sulla tirature delle didracme populoniesi

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Ragionando intorno alla produzione monetale populoniese con @@rick2, emersero due dati abbastanza interessanti.

Innanzitutto la "scarsità" di alcuni tipi, attualmente noti in poche decine di esemplari (in numerosi casi addirittura unici). Questo potrebbe in buona parte imputarsi alla rifusione del numerario etrusco, una volta che Roma ebbe  progressivamente conquistato le città dell'Etruria. Ma, a sua volta, questa spiegazione - abbastanza logica e ragionevolmente accettabile - si scontra con un dato in forte controtendenza.

Prendiamo le coniazioni delle didracme d'argento, quelle, per intendersi,  che hanno al D/ la testa di Gorgone (Metus) o di Ercole (Hercle) o di Minerva (Menrva) o di Bacco (Fufluns dio eponimo della città) ed un peso teorico di 8,7 gr.

Ebbene, mentre di quest'ultima coniazione si conosce un solo esemplare, della serie di Minerva ne sono noti una ventina (tra cui quella con sul R/ la scritta MI PVPLVNA LES) e un po' più numerosa è la serie con Hercle (ca. 150 monete).

Tutto questo è coerente con quanto detto sopra, ma ecco la "strana" eccezione: delle monete con Gorgone ne conosciamo all'incirca un migliaio!

Insomma i rapporti tra le varie serie  possono essere così grossolanamente riassunti:

Metus      85%

Hercle      13%

Menrva      2%

Fufluns      -

 Va detto, per completezza di informazione, che un buon numero di Gorgoni furono tesaurizzate (il solo ripostiglio di Populonia ne contava circa seicento) ma, allo stesso tempo, questa tipologia è presente in modo quasi prevalente sul mercato (legale o meno).

Basta la tesaurizzazione a far rientrare questa serie nella "normalità", accomunandola con gli esemplari delle altre serie giunti sino ad oggi e giustificando quindi la rarefazione con la rifusione?

Non ne sono pienamente convinto e mi piacerebbe avere qualche altro parere.      : QUESTION :

 

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piu` conosco questa serie etrusca e piu` mi salgono i dubbi 

 

pensandoci un po su sarebbe da fare un confronto con una monetazione greca dello stesso periodo nota piu` o meno nello stesso numero di esemplari

sarebbe interessante vedere il rapporto dei conii

 

nel senso che se trovassimo 1000 monete fatte da 100 conii diversi per la citta` greca questo solleverebbe dei grossi dubbi sull autenticita` delle monete etrusche che son note in 5-10 conii solamente 

 

poi magari mi sbaglio ma per me il numero dei conii di queste monete etrusche e` troppo basso rispetto al numero di monete conosciute 

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Sono completo estraneo  - e senza nozioni  - a questa parte di mondo numismatico.

 

C'e' questa pagina sulla Medusa curata dal dott. Sergio Rossi (Roth37), che puo' essere di utilità.

 

http://www.roth37.it/COINS/Gorgon/monetazione.html

 

per me che sono ignorate in merito - e non solo - e' di interesse.

Sempre da ignorante certificato azzardo due domande?

 

La "migrazione iconografica" dalla Lydia verso est sino alle coste italiche attraverso il mondo greco puo' aver favorito la tesaurizzazione in loco di questa tipologia per favorire gli scambi noti col mondo greco attraverso il porto di Populonia?

 

Il valore scaramantico (apotropaico) della simbologia - sottolineata anche da G. Italiano nel suo "Faciem Horribilem" puo' aver favorito il gradimento di questa tipologia da parte dei  naviganti greci?

Edited by f.dc

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Sono completo estraneo  - e senza nozioni  - a questa parte di mondo numismatico.

 

C'e' questa pagina sulla Medusa curata dal dott. Sergio Rossi (Roth37), che puo' essere di utilità.

 

http://www.roth37.it/COINS/Gorgon/monetazione.html

 

per me che sono ignorate in merito - e non solo - e' di interesse.

Sempre da ignorante certificato azzardo due domande?

 

La "migrazione iconografica" dalla Lydia verso est sino alle coste italiche attraverso il mondo greco puo' aver favorito la tesaurizzazione in loco di questa tipologia per favorire gli scambi noti col mondo greco attraverso il porto di Populonia?

 

Il valore scaramantico (apotropaico) della simbologia - sottolineata anche da G. Italiano nel suo "Faciem Horribilem" puo' aver favorito il gradimento di questa tipologia da parte dei  naviganti greci?

Occorre precisare che gli Etruschi condividevano lo stesso Pantheon dei greci , come del resto faranno i romani.

In questo ambito si inquadra anche l'utilizzo del volto di Metus con funzione apotropaica che è appunto comune a tutta l'area che condivideva le stesse divinità.

Oltre che sulle monete, ne troviamo il "terrificante" volto, ad esempio, sugli scudi o sulle antefisse che decoravano i templi.

 

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Relativamente all'utilizzo "preferenziale" delle monete con Metus negli scambi in ragione della loro iconografia, avrei qualche perplessità, visto che questa tipologia monetale si trova rarissimamente in aree lontane dalla diretta influenza etrusca. 

Ricorderei la moneta con Metus del primo tipo trovata a Prestino, nel bresciano, area con cui gli etruschi erano in contatto non solo commerciale e le due trovate ad Aleria in Corsica (ma Aleria, seppur di fondazione focese era divenuta un emporion di Populonia).

Se monete etrusche sono arrivate il Grecia - non dimentichiamo che il periodo d'oro degli scambi tra Etruria e Grecia è sostanzialmente antecedente l'inizio delle coniazioni populoniesi che hanno il loro momento di massima produzione attorno al IV sec. a. C. - non se ne ha traccia.

Inoltre anche per gli antichi valeva il principio per cui <pecunia non olet> e quello che contava negli scambi commerciali non era tanto l'aspetto magico-religioso delle figure impresse sulle monete ma piuttosto quanto queste servissero a individuare la città o lo stato emittente e la conseguente garanzia  del loro valore intrinseco.

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Grazie Luciano, davvero molto interessante.

Le considerazioni di chi è conoscitore della materia calamitano inesorabilmente 

Potresti suggerire, se esiste, un primer storico-numismatico per introdurre chi è tabula rasa della monetazione etrusca?

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ciao Luciano ma secondo te è possibile che le diverse serie abbiano titolatura in argento differente? magari la serie Metus potrebbe avere più argento e quindi veniva tesaurizzata...

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ciao Luciano ma secondo te è possibile che le diverse serie abbiano titolatura in argento differente? magari la serie Metus potrebbe avere più argento e quindi veniva tesaurizzata...

Per quanto mi risulta, il titolo "medio" dell'argento nelle tre serie di didracme è più o meno simile ed oscillante attorno a 0,950, che è lo standard comune a tutta la monetazione coeva.

La fonte dell'argento populoniese, a parte l'utilizzo della rifusione di monete di altri emittenti, erano le miniere di galena argentifera del campigliese, utilizzate anche da Pisa nel medioevo.

 

Grazie Luciano, davvero molto interessante.

Le considerazioni di chi è conoscitore della materia calamitano inesorabilmente 

Potresti suggerire, se esiste, un primer storico-numismatico per introdurre chi è tabula rasa della monetazione etrusca?

Confesso coram populo la mia ignoranza, ma non ho capito cosa sia il <primer>.......

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snipped....

......., ma non ho capito cosa sia il <primer>.......

@Lugiannoni 

Scusami. 

Mi ero messo a scrivere appena dopo aver smesso di leggere della letteratura professionale in inglese, e .....mi capitano queste commistioni linguistiche finchè non entro nello spririto del "luogo". 

Con primer intendevo un'opera, un titolo ( o piu' di uno) che potessero introdurre - storicamente e numismaticamente - alla materia chi ne e' completamente estraneo.

Penso possa essere interessante e utile per chi intendesse addentrarsi.

Grazie.

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@Lugiannoni 

Scusami. 

Mi ero messo a scrivere appena dopo aver smesso di leggere della letteratura professionale in inglese, e .....mi capitano queste commistioni linguistiche finchè non entro nello spririto del "luogo". 

Con primer intendevo un'opera, un titolo ( o piu' di uno) che potessero introdurre - storicamente e numismaticamente - alla materia chi ne e' completamente estraneo.

Penso possa essere interessante e utile per chi intendesse addentrarsi.

Grazie.

Scuse accettate. :D

In realtà non esiste moltissimo sulla numismatica etrusca a livello di informazione generale; alcune nozioni e possiamo trovare all'interno di opere più generali sulla civiltà etrusca.

Personalmente, per avere una informazione di base ma puntuale ed estremamente corretta, consiglierei due pubblicazioni dell'amico Catalli:

- F. Catalli, Monete etrusche, ed. IPZS, 1990 (purtroppo non so se è ancora in catalogo, ma è un testo veramente utile),

- F. Catalli, La monetazione etrusca, italica e romana repubblicana, Speciale n.30 di Cronaca Numismatica, 2005 (lavoro più divulgativo, ma sempre utile per una conoscenza iniziale).

Per avere un ulteriore approfondimento c'è anche:

- I. Vecchi, The coinage of the Rasna. A study in Etruscan numismatics, in SNR, 69, 1990 (Si tratta di un repertorio delle monete etrusche; molto dettagliato, ha il vantaggio di essere scaricabile da internet).

Se invece avete la possibilità di spendere 480,00 €,  c'è l'ultimo lavoro di Italo Vecchi:

- I. Vecchi, Etruscan coinage, 2012 (si tratta di un repertorio aggiornato e dettagliatissimo, con quasi il doppio delle monete repertoriate nei 5 volumi precedenti The coinage of the Rasna).

Spero di essere stato utile.

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Scuse accettate. :D

In realtà non esiste moltissimo sulla numismatica etrusca a livello di informazione generale; alcune nozioni e possiamo trovare all'interno di opere più generali sulla civiltà etrusca.

Personalmente, per avere una informazione di base ma puntuale ed estremamente corretta, consiglierei due pubblicazioni dell'amico Catalli:

- F. Catalli, Monete etrusche, ed. IPZS, 1990 (purtroppo non so se è ancora in catalogo, ma è un testo veramente utile),

- F. Catalli, La monetazione etrusca, italica e romana repubblicana, Speciale n.30 di Cronaca Numismatica, 2005 (lavoro più divulgativo, ma sempre utile per una conoscenza iniziale).

Per avere un ulteriore approfondimento c'è anche:

- I. Vecchi, The coinage of the Rasna. A study in Etruscan numismatics, in SNR, 69, 1990 (Si tratta di un repertorio delle monete etrusche; molto dettagliato, ha il vantaggio di essere scaricabile da internet).

Se invece avete la possibilità di spendere 480,00 €,  c'è l'ultimo lavoro di Italo Vecchi:

- I. Vecchi, Etruscan coinage, 2012 (si tratta di un repertorio aggiornato e dettagliatissimo, con quasi il doppio delle monete repertoriate nei 5 volumi precedenti The coinage of the Rasna).

Spero di essere stato utile.

 Preso nota!  :)

Grazie @@Lugiannoni.

So cosa c'e' da leggere per l'estate-

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