Sign in to follow this  
Guest elledi

[OPERA COMPLETA] ITALIA TRA STORIA E NUMISMATICA

Recommended Posts

Io ritengo che questo lavoro sia utile, istruttivo ed in grado di contestualizzare, seppur a grandi linee, la monetazione moderna italiana.

Molto ben fatto. Vai avanti così Domanico.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Io ritengo che questo lavoro sia utile, istruttivo ed in grado di contestualizzare, seppur a grandi linee, la monetazione moderna italiana.

Molto ben fatto. Vai avanti così Domanico.

E' un lavoretto semplice semplice, proprio per neofiti.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Con la speranza che i neofiti capiscano che le monete rappresentano gli avvenimenti storici del periodo in cui furono coniate. E che non devono essere viste come semplici pezzi di metallo da rivendere per guadagnarci .

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Con la speranza che i neofiti capiscano che le monete rappresentano gli avvenimenti storici del periodo in cui furono coniate. E che non devono essere viste come semplici pezzi di metallo da rivendere per guadagnarci .

Questo lo diamo per scontato

Share this post


Link to post
Share on other sites

Un ottimo lavoro, Domenico; a tutti gli effetti sei un TUTOR coi fiocchi :D.

Sono anch'io convinto che una buona conoscenza del contesto storico renda la Numismatica più appassionante che commerciale. Perlomeno ci si prova.

Carlo

Share this post


Link to post
Share on other sites

Molto carino, fluente nella lettura e completo. Permette a chi lo legge di darsi una bella infarinata in quello che è il background economico e politico della penisola nei vari periodi trattati.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Molto carino, fluente nella lettura e completo. Permette a chi lo legge di darsi una bella infarinata in quello che è il background economico e politico della penisola nei vari periodi trattati.

Non ha pretese...è solo un riassunto...

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

E’ anche l’anno dove sono poche le conquiste nel sociale, poche le scalate verso un nuovo modello di sviluppo; ma in compenso una spedizione alpinistica Italiana scala e conquista il K2, la seconda vetta più alta dell’Himalaya .

Nel 1954 entrano in circolazione le monete da lire 50 in acmonital, coniata con questo millesimo in nr.17.600.000 esemplari. La moneta presenta al diritto una figura femminile mentre al rovescio l’allegoria di Vulcano intenta a percuotere con il martello un oggetto sull’incudine. Anche di questo tipo monetale, così come per quello delle lire 100 Minerva, vennero eseguite numerose prove, oggi in gran parte nelle mani di collezionisti.

Seguirà poi, nel 1955, l’immissione in circolazione della moneta da lire 100 sempre in Acmonital  avente al diritto una figura femminile ed al rovescio l’allegoria di Minerva (figura sopra a destra). Sarà coniata con questo millesimo in nr.8.600.000 esemplari . E’ considerata una delle più belle monete del Novecento. Le due pezzature da lire 100 e lire 50 in acmonital furono peraltro precedute dalla coniazione di esemplari di prova, con millesimo 1954,  illecitamente asportate dalla Zecca e andate ad alimentare il mercato collezionistico. La moneta da lire 100 non presenterà la parola prova e si differenzierà da quelle che poi entreranno effettivamente in circolazione nel 1955 proprio per il millesimo, appunto 1954. In questo stesso anno, cessano di avere corso legale dal 31 marzo le monete in italma coniate a partire dal 1946.

Nel 1955 lo stipendio medio di un operaio è di circa lire 43.000;    il costo di un quotidiano è di lire 25; un biglietto del Tram costa lire 25, mentre una tazza di caffè al bar costa lire  40; il pane costa lire 150 al kg; il latte lire 90 al litro; il vino al litro costa mediamente lire 120; la pasta al kg costa lire 190 mentre la carne di manzo costa al kg. lire 1200; lo zucchero al kg costa lire 260 mentre la  benzina lire 138; un  grammo di oro costa lire 721.

Il 1956 è  l’anno in cui in  Italia la sinistra accusa il contraccolpo delle rivelazioni di KHRUSHEV  in URSS sui crimini di Stalin. L’opinione pubblica italiana è fortemente scossa dagli avvenimenti che hanno luogo nel mondo sovietico. Dopo la morte di Stalin, infatti, il rapporto con cui Krusciov ne denuncia i crimini sconvolge le coscienze dei comunisti italiani. Nenni  osserva che il rapporto pone in discussione non solo Stalin, ma tutto il sistema sovietico, lo Stato, il Partito in sé e per sé, la Terza Internazionale, lo stesso Lenin.Togliatti  non la pensa allo stesso modo, e tra i due leader si scava un solco molto profondo.Nel novembre dello stesso anno truppe sovietiche entrano a Budapest. E’ una immane tragedia per chi aveva creduto nei principi di libertà e solidarietà sostenuti dagli insorti ungheresi. Togliatti capisce bene la portata degli eventi, ma alla fine sceglie ancora una volta ottusamente di schierarsi dalla parte dell’URSS. Questa scelta proietta la sua ombra su tutte le forze della sinistra italiana.

Il 26 luglio affonda il gioiello della flotta mercantile italiana, il transatlantico Andrea Doria ;  la bella nave, entrata in collisione sull’Atlantico con un altra nave, si inabissa nell’arco di 11 ore, trascinando  con sè in fondo al mare 55 passeggeri. L’otto agosto del 1956 un’altra  immane tragedia  nella miniera di Marcinelle  in Belgio . Crollata una galleria rimangono intrappolati 237 minatori di cui 139 sono italiani emigranti.

  Per ogni minatore inviato a lavorare nelle miniere veniva riconosciuta l’importazione all’Italia di due quintali di carbone al mese per ogni uomo. Ma il prezzo del carbone belga era troppo caro per la nostra economia e di conseguenza il sacrificio dei nostri connazionali fu vano. Per fortuna gli Stati Uniti donarono migliaia di tonnellate di carbone allo stato italiano che lo rivendette ad un prezzo equo alle industrie italiane che così poterono avviare la produzione.  Ben cinquantamila  italiani vennero inviati in Belgio, a lavorare in condizioni inumane con l’assenza totale di norme di sicurezza che provocavano numerosi incidenti. Quello di Marcinelle provocò una fortissima emozione e un grande sdegno in tutto il mondo.

Il 1956 è un anno significativo per i collezionisti di monete della Repubblica Italiana perché con questo millesimo verranno coniati nr.400.000 esemplari della moneta da lire 5 in italma, oggi considerate molto rare.Ancora oggi appare inspiegabile il perché si sia proceduto ad una coniazione così limitata.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

In questo pezzo appare l'anno 1956, interessante per la numismatica italiana, anche se non va dimenticato che per il nostro Paese fu un anno davvero drammatico.

Giù il cappello di fronte ai nostri connazionali morti lontano dall'Italia a Marcinelle (Belgio), da emigranti per cercare di risollevare un paese ancora gravato dal fardello di una guerra perduta.

E un omaggio anche ai morti dell'Andrea Doria, transatlantico vanto della nostra Marina Mercantile...

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Nel 1957 le industrie alimentari italiane  sono già antiquate, non più al passo con i tempi che adesso sfornano ogni anno nuove tecnologie; quasi nessuna di esse ha infatti macchine confezionatrici; in campo alimentare  le merci vengono infatti vendute al dettaglio  ancora sfuse. In Italia, pasta, riso, carne, minestre in scatola sono solo il 3% del venduto: nel resto d’Europa (paesi che poi entreranno a far parte della CEE) la media è del 37 %. I bassi salari costringono ancora gli italiani a una emigrazione massiccia; nel dopoguerra, le partenze dall’Italia che si mantenevano a circa 200.000 all’anno, quest’anno toccano il record con quasi 400.000 individui che si recano a fare soprattutto lavori umili (facchini, minatori, camerieri) in Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Belgio. Ma il 1957 è anche l’anno della grande migrazione interna, dalle campagne alle città del triangolo industriale, un territorio dove si lavora a pieno ritmo sia nella Fiat che nelle fabbriche satelliti e dell’indotto. Dopo la Fiat 600 , entra in produzione a Torino la Fiat 500 che costa 395.000 lire, 13 stipendi di un operaio e rappresenta il sogno di ogni italiano.Nel 1955 circolavano 366.000 auto e già nel 1964 erano salite a oltre cinque milioni.

A Biella, un imprenditore apre il primo grande emporio d’Italia di vestiti già fatti che costano al pubblico meno della metà rispetto a quelli cuciti dal proprio sarto; il sistema poi si afferma in ogni città  ed è grande evento, che fa rivestire gli italiani a un prezzo accessibile pagando il vestito perfino a rate con una piccola quota mensile per 12, 18, e perfino 24 mesi. E chi ha un impiego, o è conosciuto dal negoziante di quartiere,  riesce ad avere credito senza  fare nemmeno cambiali ; è uno scambio di fiducia, che però tiene fuori dal giro le banche, ed è uno dei grossi inconvenienti di questa anomala distribuzione del reddito; infatti non circola denaro liquido, e buona parte dello stesso proveniente dagli stipendi, virtualmente il lavoratore stipendiato lo spende ipotecando i futuri redditi.A rate sono i pagamenti per la macchina o la Vespa della Piaggio, la radio e la televisione, i primi mobili svedesi e le cucine economiche bianche, poi più tardi (1959) verranno i frigoriferi per tutti, e molto più avanti (1961-65) le lavatrici che in questo 1957 sono appena diffuse con un misero 2% nelle famiglie italiane, cioè circa 200.000; ma in pratica nella statistica ci sono dentro i ristoranti, gli alberghi, le lavanderie, e le famiglie con un alto tenore di vita.

Il 15 Gennaio del 1957 viene modificata la Scala Mobile per adeguare i salari al costo della vita. Viene preso un paniere di prodotti di largo consumo dove la variazioni di prezzo dei medesimi determinano un coefficiente di punti e in base al numero di questi si procede all’aumento della contingenza nella busta paga dei lavoratori. In pratica per annullare la spirale dell’inflazione si concentra l’attenzione su alcuni generi ritenuti di prima necessità, che formano appunto il paniere . La decisione più importante in Italia è formare questo paniere della Scala Mobile per adeguare il costo della vita ai salari; circa il 50-65% della paga di un operaio viene utilizzata per la spesa alimentare di una famiglia composta da tre persone, mentre in Germania  basta il 28%, negli Stati Uniti il 26%; in Francia il 39%, mentre il reddito in dollari è in Italia 927, in Germania 1.770, in Francia 1.490, in Svezia 2.161, in Gran Bretagna 1.668, in USA 3.221.Sulla tavola l’italiano mette all’anno pro-capite kg.(il 1995 in parentesi) di Zucchero 9,8 (27,5). di Carne 8,5 (27,5). di Mais 17,5 (0,6) di Frutta 40 (88,5). di  Latte 43 (88,5).  Pasta/Pane 48 (80).  Ma l’avvenimento epocale è che dopo varie difficoltà politiche protrattisi per anni, a Roma il 27 marzo 1957 si costituisce l’Euratom e la CEE, (Comunità Economica Europea) che terranno la loro prima assemblea al Parlamento Europeo a Strasburgo nell’anno successivo.

L’Unione Sovietica inizia la sua corsa per la conquista dello spazio; dal cosmodromo russo parte infatti il primo satellite artificiale della storia. L’impatto a livello mondiale è enorme, soprattutto dopo i fatti del 1956 a Suez,  dove l’Urss aveva minacciato Francia e Inghilterra con i missili balistici nucleari, e dopo i fatti di Ungheria che avevano spaccato in due il mondo comunista e rimesso in discussione tutta l’ideologia marxista. Il 3 novembre del 1957 poi la navetta spaziale sovietica Sputnik 2 avrà a bordo la oramai famosa  cagnetta Laika.

In campo numismatico questo è l’anno in cui viene coniata la famosa moneta conosciuta come la moneta con le bandiere rovesciate . La prima e più famosa moneta d’argento coniata dalla Repubblica Italiana è infatti la moneta da 500 Lire tipo Caravelle; il merito di questa emissione fu del Ministro del tesoro Giuseppe Medici . Furono le prime monete d’argento della Repubblica Italiana e sono le più belle monete coniate dalla Zecca di Roma dall’avvento della repubblica ad oggi. Il progetto della moneta era stato affidato a Pietro Giampaoli capo incisore della zecca; il maestro aveva modellato su una faccia del tondello un profilo di donna in stile rinascimentale ispirandosi alla propria consorte, Letizia Savonitto, circondando la figura di stemmi di città e regioni d’Italia. Per l’altra faccia del tondello Giampaoli aveva ipotizzato un messaggio naturalistico, una rosa. Ma il fiore si adattava poco allo stile e al messaggio che la moneta doveva dare dopo il periodo buio della guerra e quello difficile della ricostruzione. A questo punto si decise di estendere l’incarico ad altri incisori fra i quali Guido Veroi che ebbe l’intuizione di collegare l’inizio del rinascimento con la scoperta dell’America e quindi l’idea delle tre caravelle: la Nina, la Pinta e la Santa Maria. Il risultato del modello presentato al direttore della zecca di Roma fu un successo e fu subito approvata la produzione dei coni di prova.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Nel 1957 ebbe inizio appunto la realizzazione della moneta di prova del modello preparato da Pietro Giampaoli  e Guido Veroi  che apprese la notizia della scelta del suo modello leggendola sui giornali. Vogliamo ricordare anche l’autore del contorno della moneta, l’incisore Imerio Gnagni.

Nel frattempo volgeva al termine la legislatura italiana, ed il Ministro ritenne significativo consegnare a tutti i parlamentari al termine del loro mandato la nuova moneta di prova. Il tempo tuttavia stringeva, si era alla fine del 1957, e la consegna dei pezzi di prova ai parlamentari uscenti era considerato un obiettivo irrinunciabile . Finalmente alla fine del 1957 vennero terminate le operazioni  di coniazione di un numero imprecisato di  esemplari con la dicitura PROVA impressa al dritto in basso lungo il bordo; parte di questo quantitativo servì per omaggiare i parlamentari.

Alla fine dello stesso 1957 venne presentata la nuova moneta in argento dal valore nominale di lire 500. Al diritto la moneta riporta una figura di donna,  d’ispirazione rinascimentale, contornata dai 19 stemmi sono di altrettante città o regioni italiane: (dal basso a sinistra) Genova, Torino, Aosta, Milano, Trento, Venezia, Trieste ed Udine, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, L’Aquila, Napoli, Bari, Potenza, Catanzaro, Sicilia, Cagliari; due stemmi, gli ultimi, appaiono seminascosti dal busto e di impossibile decifrazione anche se logicamente dovrebbero essere quelli del Molise e di Campobasso. In fondo, il nome dell’autore Giampaoli. Al rovescio la moneta presenta al centro, tre caravelle con un giro scritto REPVBBLICA ITALIANA. In basso, il valore della moneta L. 500 con sotto il segno di Zecca R mentre sempre in basso a sinistra la scritta PROVA. Il bordo è in rilievo, REPVBBLICA ITALIANA, il millesimo di coniazione 1957, e due gruppi di 3 stellette piene a destra e sinistra della data. Ufficialmente si cita la  coniazione di nr. 1.070 esemplari in argento dal peso di 11 grammi con diametro 29,50 mm. , ma le indagini svolte hanno consentito di rilevare che il numero di pezzi coniati fu alquanto maggiore; peraltro anche la cifra citata (1.070) non risulta su alcun documento ufficiale. L’ emissione fu subito un successo.  I giudizi sulla obiettiva bellezza della moneta furono unanimi fino a quando il 10 dicembre 1957 un capitano della marina, Giusco di Calabria segnalava che le bandiere degli alberi maestri delle tre caravelle erano disposte controvento cioè a sinistra. Questo suscitò subito grande scalpore, tanto che le autorità competenti affrontarono seriamente il problema prima di iniziare la monetazione a corso legale. Consultando le antiche stampe marinare le bandiere risultarono disposte in tutte le direzioni, per cui non fu possibile a persone non specializzate di risolvere il problema. Per questo furono interpellati specialisti della navigazione a vela. I pareri degli esperti furono diversi: chi sostenne che le bandierine di qualunque imbarcazione non si dispongono mai contro la direzione del vento e chi, invece, affermò che si trattava di un modo particolare di navigare con il vento a bolina. Intanto la polemica si scatena, il 19 dello stesso mese il quotidiano Il Tempo pubblicò una lettera del genio navale che controbatteva la tesi precedente; diceva Si riesce a navigare anche controvento; e la disposizione delle vele che appaiono nella moneta, in tutta la loro ampiezza, confermava non trattarsi di errore nella direzione delle bandiere, ma di esatta disposizione. Mentre, per vedere le bandiere spinte in avanti, si sarebbero dovute vedere le vele di profilo, sottili come spicchi di luna, non si tratta dunque di un errore ma di navigare con vento in bolina. A questo punto, poiché si è tanto parlato di bolina anche Guido Veroi, con laurea in ingegneria ed una tesi sviluppata proprio in costruzioni marittime, concorda sul fatto che la disposizione delle bandiere è assolutamente regolare e, quindi, non fu commesso alcun errore nella disposizione delle stesse sul rovescio della moneta. D’altra parte, Cristoforo Colombo , navigatore esperto, poteva benissimo navigare con vento di bolina.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Si meditò su tutti questi punti, ma alla fine, data che non era iniziata la coniazione vera e propria, fu deciso di capovolgere le bandiere disponendole nel senso tradizionale, di modo che, il rilevamento della formazione la facesse navigare di gran lasco, e non di bolina. Il modello fu modificato ed i pezzi di prova molto generosamente distribuiti alle alte cariche dello Stato (tra i quali i parlamentari)  raggiunsero  ben presto prezzi astronomici.La moneta riuscì molto gradita, ma alla sua notorietà contribuì, indubbiamente, anche la appassionante polemica sviluppata in maniera così insolitamente ampia dai giornali. Ma quelle bandierine controvento furono veramente un errore? Il modello fu comunque modificato, capovolgendo le bandierine e disponendole nel senso tradizionale, in modo che facesse risultare la navigazione delle Caravelle di gran lasco  e non di bolina .  Corretta la posizione delle bandierine (voltate a destra) la moneta entrò finalmente in circolazione l’anno dopo (agosto 1958). Nella circostanza vennero coniati nr.24.240.000 esemplari. La moneta venne pressoché incettata dagli italiani  speranzosi di trovare tra queste, la rara e leggendaria moneta con le bandierine rovesciate; ma abbiamo visto, che così non poteva essere.

La moneta da 500 lire in argento, dal peso di 11 grammi con diametro 29,50 mm, entrò in circolazione il 28 agosto 1958 (D.M. del 12 aprile 1958) in nr. 24.240.000 pezzi e continuò ad essere battuta fino ai nostri giorni, (anche se a partire dal 1968 solo per numismatici)  salvo due  intervalli (1962-1963 e 1971-1979); dal 1985 la Zecca realizzò anche specifiche emissioni in fondo specchio; la sua circolazione fu in realtà molto breve: dalla seconda metà degli anni sessanta, infatti, per l’aumentato costo dell’argento le 500 lire caravelle furono tesaurizzate, anche se già allora il loro valore intrinseco era inferiore a quello nominale, scomparendo dalla circolazione, nonostante l’elevato numero di esemplari emessi, ben 97.840.000 dal 1958 al 1967. Le 500 lire furono sostituite da un biglietto di stato di uguale valore nominale.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Al diritto la moneta riporta una figura di donna, d’ispirazione rinascimentale, contornata dai 19 stemmi sono di altrettante città o regioni italiane: (dal basso a sinistra) Genova, Torino, Aosta, Milano, Trento, Venezia, Trieste ed Udine, Bologna, Firenze, Ancona, Perugina, Roma, L’Aquila, Napoli, Bari, Potenza, Catanzaro, Sicilia, Cagliari, Molise e Campobasso. In fondo, il nome dell’autore Giampaoli. Al rovescio la moneta presenta al centro, tre caravelle. In giro, la scritta REPVBBLICA ITALIANA. In basso, l’indicazione del valore della moneta L. 500 e sotto, il segno di Zecca R. Fra le onde, sulle quali navigano le tre caravelle, in piccolo, a sinistra, il nome dell’ autore Veroi. Il bordo è in rilievo, “REPVBBLICA ITALIANA”, il millesimo di coniazione, e due gruppi di 3 stellette a destra e sinistra della data; l’autore di questo prestigioso rilievo è come detto il maestro incisore Imerio Gnagni. Delle monete repubblicane in argento è l’unica a non aver avuto contenuti e finalità celebrative.

Ma questo è anche l’anno in cui vennero immesse in circolazione le monete da lire 20 previste inizialmente per l’anno precedente.

Nel 1958 la Zecca crea un’altra rarità della monetazione repubblicana; la moneta da lire 2 in italma verrà coniata infatti in soli 125.000 esemplari .  Ma anche la moneta da lire 50 coniata in soli 825.000 esemplari raggiungerà presto elevate quotazioni, specie nella condizione FDC.

Nel 1959 a causa dell’inflazione,  viene sospesa la coniazione per la circolazione delle monete da 1 e 2 lire, che in futuro verranno coniate in un numero limitato a  completare le serie divisionali emesse dalla Zecca e dedicate ai collezionisti. Viene altresì sospesa la coniazione della monete da lire 20, che riprenderà nel 1968, con l’utilizzo di una lega diversamente composta  e con l’adozione del contorno liscio anziché rigato, come era avvenuto per le precedenti coniazioni del 1957, 1958 e 1959.

Nel 1960 l’Italia supera i cinquanta milioni di abitanti e per la prima volta gli addetti all’industria superano gli addetti all'agricoltura); gli italiani che lavorano sono  19.367.000 pari al 38,7 % dell’intera popolazione.Lo stipendio di un operaio è  di circa lire 47.000 (lire 30.000 un contadino, lire 12.000 una addetta alle risaie); il costo di un quotidiano è di lire 30; un biglietto del Tram costa lire 35, mentre una tazzina di caffè lire  50; il pane costa lire 140 al kg; il latte lire 90 al litro; il vino al litro costa mediamente lire 130; la pasta al kg costa lire 200 mentre a carne di Manzo costa al kg. lire 1400; Lo zucchero al kg costa lire 245 mentre la  Benzina lire 120; un  grammo di Oro costa lire 835.

E’ l’anno del PIL più alto della storia d’Italia; nel 1958 era già a + 5,3; nel 1959 era arrivato al + 6,6; in quest’anno con il + 8,3 si ha il culmine del miracolo economico.E’ anche l’anno della migrazione interna massiccia che provoca nel Sud squilibri demografici epocali; non sono poche migliaia ma ormai sono milioni, la migliore risorsa umana, ovviamente quella in età lavoro; legioni di giovani e anche meno giovani hanno abbandonato le campagne ai vecchi, hanno spopolato paesi, sono saliti nel triangolo industriale del Nord, nella capitale, o sono emigrati nel centro e nel nord Europa.Nel 1960 avvengono le grandi proteste per rivendicare gli aumenti salariali e sussidi per la disoccupazione; il cosiddetto Boom economico crea un  tasso di crescita nel periodo 1958- 1963 del 6,3% annuo; il possesso della TV nelle famiglie italiane passa dal 12% al 50%, mentre il frigorifero passa da 12% a 58%, la lavatrice da 3% a 25%, le automobili sono ormai 4.800.000 .

I contadini lasciano le campagne, perchè nel triangolo industriale del nord  vi è una forte richiesta di operai generici in tutti i settori della produzione; infatti, non a caso nel periodo 1961-1971 nel triangolo Nord, su ogni 100 cittadini locali che incrementano la popolazione in età lavoro, si creano 162 posti extragricoli; si ha quindi  la grande fuga dalle campagne (anche nello stesso Nord) verso le città industriali. La vocazione rurale di certe contrade italiane viene stravolta, i territori subiscono dei gravissimi cataclismi ambientali, economici e sociali. Operai generici che provengono dal grande serbatoio delle popolazioni del Sud, (ma anche dall’entroterra delle città  padane, dalle valli prealpine del Nord e dalle campagne venete) che tenute da secoli in condizione di semi analfabetismo si riveleranno molto preziose e determinanti per questo tipo di sviluppo irrazionale .

Senza una programmazione  nelle direttive della produzione, come in quelle dell’urbanistica delle città, queste migrazioni causarono danni irreversibili per un verso alle popolazioni del nord e per l’altro a quelle del sud;  il depauperamento delle risorse umane nel sud causò gli squilibri  demografici immediati con ripercussione all’intera economia meridionale, mentre le stesse risorse giovani,  portandosi a nord fecero altrettanto ma questi squilibri avverranno molto in ritardo.

Sulla congestione urbana provocata da questa immigrazione selvaggia al di fuori di ogni regola programmata, si costruì con grandi speculazioni l’urbanistica periferica, le grandi zone dormitorio a ridosso dei grandi complessi industriali, spesso dimenticando le strutture di aggregazione sociale, i servizi essenziali, e perfino le strutture commerciali. Ancora il 61% dello stipendio di un operaio italiano risulta speso per la sua necessaria (spesso insufficiente e povera) alimentazione, in Germania invece incide solo con il 28%, in USA il 25%, e in Francia il 39%. I nostri negozi di alimentari hanno pochi prodotti, poveri, quelli nutrienti sono costosi, mentre in Germania nei primi supermercati la varietà non è molta, però sono prodotti molto abbondanti come quantità messa a disposizione e quindi poco costosi. Il reddito pro-capite annuo in dollari è in Italia di 927 dollari, mentre negli Stati Uniti è di 3.221 dollari, in Svizzera di 2.213, Svezia 2.161, Gran Bretagna  1.668, Germania 1.773, Francia 1490, Giappone 725 ed infine Spagna 531. Queste cifre, si mantengono all’incirca su questa media fino al 1964, con una svalutazione della moneta annua di circa il 4%. L’aumento del reddito avverrà nei prossimi anni (voluto preteso, e in parte accordato dopo varie proteste); purtroppo si verificherà sul mercato interno (paradossalmente - non proprio in forma spontanea ma sarà pilotata dai media)  una forte domanda interna di beni di consumo.

La grande industria sta guardando solo alla produzione e alle esportazione dei beni durevoli, penalizzando la piccola industria che rimasta nelle difficoltà di non poter accedere ai capitali per gli investimenti, verrà messa in difficoltà per soddisfare la domanda. La conseguenza sarà quella di far salire dopo gli Anni Settanta l’inflazione, vanificando tutti gli aumenti.

In Italia dai 41 % addetti nell’agricoltura nel 1958, si precipita al 14% nel 1963. Una massa di individui alla ricerca di un reddito in comparti dove non si richiedeva particolare professionalità, cui seguì per quanto bassa, una redditività e un trend di consumi (come spesa) in 5 anni pari a quelli di un’intera generazione. Si verificò il paradosso che le zone povere del Paese andarono ad aiutare lo sviluppo delle zone ricche nelle grandi città della Pianura Padana votata ormai a una vocazione neo-industriale; in due modi: sia lavorando in quei settori dove più nessun settentrionale voleva impiegarsi, sia nella stessa industria manifatturiera dove occorreva manodopera generica, come le catene di montaggio o le antiquate filature (uno dei settori portanti della grande rivoluzione industriale alla fine del ‘800 inizio ‘900). E nello stesso tempo, pur a paghe basse, consumando e contribuendo a far sviluppare tutto l’indotto. A Roma, a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi, viene inaugurato l’Aeroporto di Fiumicino. Le polemiche per l’aggiudicazione degli appalti (affidati a licitazione privata, senza concorso per non ritardare gli urgenti lavori) e lo stesso acquisto del terreno paludoso più tardi provocheranno strascichi giudiziari ai costruttori, e ai politici che hanno affidato i lavori a società di comodo. Nel corso dell’anno un duro attacco viene sferrato dal New York Times all’Italia e indirettamente il messaggio tira in causa Enrico Mattei, che dopo un viaggio ufficiale a Mosca con il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, ha concluso con l’Unione Sovietica un’importante contratto di forniture di idrocarburi, concordando la costruzione di un gigantesco metanodotto che dovrebbe arrivare fino in Italia; si è aggiudicato il 20% del fabbisogno energetico dell’Italia e fra l’altro a un prezzo inferiore al 20% del mercato mondiale. In particolare all’Italia viene rimproverato di non mantenere i patti stipulati nel dopoguerra, e si accusa Mattei di avere rotto gli equilibri del mercato dei prodotti petroliferi, scavalcando e danneggiando con la sua egoistica autonomia non solo gli interessi delle grandi compagnie, ma anche di avere compromesso futuri equilibri politici.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Nel 1961  per la prima volta l’uomo vola nello spazio; si tratta del sovietico YURI GAGARIN con la navetta spaziale  VOSTOK 1. E’ l’anno in cui il mondo ha rischiato un’altra guerra mondiale, per i rapporti tra le due grandi potenze USA ed URSS, anche per la Crisi a Cuba e il Muro a Berlino. In Italia numerosi attentati sconvolgono l’Alto Adige. Inizia una lunga stagione del terrorismo altoatesino che terminerà solamente nel 1969. Un alto tributo di sangue sarà versato dalla Guardia di Finanza che, proprio per la sua peculiarità di polizia di frontiera subirà numerosissimi attentati e piangerà morti e feriti, soprattutto nel 1966. E’ anche l’anno in cui si celebra il Centenario dell’Italia Unita che cade proprio in un periodo dove il divario economico tra Nord e Sud sta creando squilibri enormi epocali, che spaccano nuovamente in due il Paese. Il reddito della popolazione del Nord è già due volte e mezzo quello del Sud.Nel Nord ci sono città nel collasso per il massiccio arrivo di forza lavoro con molto spesso famiglia al seguito, mentre nel Sud paesi e città si svuotano, restano solo gli anziani. Hanno risalito la penisola circa cinque milioni di persone in età lavoro, quasi il 50% di tutta quella esistente nel Sud. L’Italia ha già oltre quattro milioni di apparecchi telefonici , quasi sei milioni di apparecchi radio, oltre due milioni e mezzo di televisori mentre circolano nel nostro Paese tre milioni di autovetture.Vi sono stati 244.000 delitti contro il patrimonio (nel 1979 saranno oltre 1.500.000). Un vero boom nella scuola; gli alunni sono diventati quasi il doppio rispetto al 1951 e proseguono gli studi dopo le elementari 2.380.000. Il doppio anche gli iscritti all’Università, circa 300.000.

La zecca emette in quest’anno la prima moneta commemorativa della storia repubblicana, da lire 500 in argento

Nel 1963 un’altra grande tragedia colpisce il nostro Paese: tra le province di Belluno (Veneto) e Udine (Friuli)  il 9 Ottobre 1963, alle ore 22.39 una enorme frana, una massa rocciosa pari a circa 270 milioni di metri cubi, composta da rocce e detriti, comincia a scivolare lungo il versante settentrionale del monte Toc, su un fronte di 1.800 metri. Un enorme boato risuona nella valle sottostante. In pochi istanti la gigantesca frana precipita nel lago artificiale, formato da una diga, nella vallata del Vajont, sollevando una massa d’acqua di circa 40 milioni di metri cubi, alta oltre 100 metri, contenente massi del peso di diverse tonnellate. La frana, precipitando, sviluppa un’energia pari a 172 milioni di Kwh e la massa d’acqua genera uno spostamento d’aria due volte superiore a quello provocato dalla bomba atomica lanciata su Hiroshima alla fine della seconda guerra mondiale. La massa d’acqua si divide in due ondate. Mentre la prima spazza via le frazioni più basse che sorgono sulle rive del lago artificiale, la seconda,più violenta, si infrange sulla diga alta 265 metri che resistendo all’urto viene scavalcata, e facendo così riversare l’enorme massa d’acqua  con furia inaudita sulla sottostante valle del Piave. La stretta gola del Vajont la comprime ulteriormente e le permette di acquistare un’incredibile energia distruttiva. Un’onda alta più di 70 metri si abbatte sulla valle. Una terribile inondazione travolge il comune di Longarone e le frazioni vicine i cui abitanti percepiscono il mortale pericolo, ma non hanno neppure il tempo di fuggire. Longarone viene totalmente rasa al suolo. I morti sono 1.917, mentre i feriti sono pochissimi. Mera fatalità, disastro naturale oppure una tragedia prevedibile e prevista e che poteva essere evitata? Studi approfonditi e diverse sentenze processuali hanno dimostrato che la tragedia del Vajont poteva essere evitata. Alle fondamenta della tragedia una semplice constatazione: la zona scelta per la costruzione della diga del Vajont era una zona franosa da secoli e da tre anni il versante montuoso che sovrastava il bacino idroelettrico, ancora in fase di collaudo, aveva cominciato a muoversi. I colpevoli? Meglio stendere un velo pietoso sui tempi della giustizia italiana, per non parlare poi dell’accertamento delle responsabilità.

Anche nel 1963 le coniazioni della zecca di Roma riguardano pochi  valori. In quest’anno Pietro Giampaoli lascia il suo incarico di Capo incisore della Zecca per raggiunti limiti di età (65 anni). Era entrato a far parte dell’organico della Zecca nel lontano 1937.

Nel 1964 riprende la coniazione delle lire 500 argentee Caravelle, sospesa per consentire la coniazione delle lire 500 commemorative del Centenario dell’Unità d’Italia, aventi millesimo 1961, ma battute anche nel 1962 e 1963.

Nel 1965 lo stipendio di un operaio è di  circa 86.000 lire; il costo di un quotidiano è di lire 50, mentre un biglietto del Tram costa ugualmente lire 50. Una  tazzina di Caffè al bar lire  60, il pane lire 170 al kg, il latte lire 130, il vino costa al litro lire 180 mentre la pasta al kg lire 260. La carne di Manzo al kg. lire 1900 lo zucchero al kg lire 245 e la Benzina lire 120.  1 grammo di Oro costa lire 870. Una automobile Fiat 600 costa 640.000 lire, una Simca mille, lire 965.000; un vestito confezionato medio costa 35.000 lire, un televisore 150.000, un paio di scarpe 6000, il canone della tv 12.000, un disco di musica 1.800, un libro di Montanelli 1800, un frigorifero 60.000. Il costo di un biglietto in treno in seconda classe per 1000 km costa 7.700 lire. Circolano in Italia oltre cinque milioni di automobili di cui appena un milione di fabbricazione nazionale (di cui appena 75.000 veicoli industriali).I televisori sono ben oltre i cinque milioni (nel 1958 erano 1.392.000) ed il costo dell’abbonamento è di lire 12.000. I consumi sono passati dai 12.613 miliardi del 1958, 15.578 del 1961, ai 22.722 del 1964. Aumento dei salari, + 16.9% nel '63, 15,3 nel 1964, 9% nel 1965, quando l’inflazione è quasi all’8%.E’ l’anno dove si inaugura il più grande centro siderurgico d’Europa a Taranto. Ma proprio nel momento più critico, con il Paese in piena recessione;  rispetto al 1963 si è registrato un calo d’investimenti  del 35% e un calo di occupazione del 5,4%.Dovrebbe chiudere la Cassa del Mezzogiorno, ma la si proroga per altri quindici anni, fino al 1980. Una valanga di soldi che non incentivano le piccole e medie imprese, ma vanno ai gruppi di alta concentrazione di capitali, che realizzeranno pochissime imprese, costruiranno solo molte cattedrali nel deserto. Nel Sud salvo i due poli, Siracusa e Taranto (assorbimento di grandi capitali ma pochi posti di lavoro) il reddito pro capite rimarrà in questo decennio due volte e mezzo inferiore a quello del Nord. Sono gli anni dove il divario con il nord aumenta.Si verifica un grande balzo nell’aumento dei prezzi. Ora comunque l’italiano ha la possibilità di alimentarsi meglio ed ha iniziato a spendere anche per accrescere il suo patrimonio culturale. In quest’anno l’alta scolarizzazione degli ultimi due quinquenni fa innescare l’emergente mercato  dell’editoria. Si leggono tanti giornali. Si tocca (in rapporto alla popolazione) il massimo storico della lettura. E la Televisione non è di meno nel proporre cultura: infatti produce il 10,4% di trasmissioni culturali, il 6,9 di Teatro, il 2,1 musica sinfonica e lirica, solo il 9,0% di film, il 7,7% per ragazzi, e solo il 7,2% per rivista, varietà e musica leggera. Il tutto pari al 43,3%. Il resto 19,6% scolastici, il 28,9 informativi, 8,2% altro. La pubblicità occupava solo lo spazio di alcuni minuti, aveva un preciso palinsesto, non erano invasive anzi; le scenette erano dei piccoli capolavori, che solo nel finale chiudevano con il prodotto reclamizzato.E’ anche l’anno dove il mondo viene scosso dalla guerra in Vietnam, dove troveranno la morte due milioni di persone, e  i bombardamenti americani furono tre volte di più che su tutta l’Europa e l’Asia durante la Seconda Guerra Mondiale.

La zecca emette una moneta da lire 500 in argento per celebrare il settimo centenario della nascita di Dante Alighieri . Il ritratto di Dante Alighieri venne realizzato da Goffredo Verginelli, medaglista scomparso nel 1972. La moneta venne realizzata dallo scultore Guerrino Mattia Monassi. Dante (1265-1321) viene considerato il padre della lingua italiana. Il suo De Vulgari Eloquentia e naturalmente la Divina Commedia, contribuirono in modo determinante a fare del volgare una lingua letteraria rimpiazzando così il latino che fino ad allora veniva considerata l’unica lingua degna per la scrittura.

In figura: Lire 500 in argento 835/1000  del 1965. Peso grammi 11, diametro mm.29. Al Diritto Ritratto di Dante Alighieri. Al diritto profilo del viso di Dante volto a sinistra e lungo il bordo circolarmente legenda REPVBBLICA ITALIANA. Sul Rovescio a tutto campo rappresentazione allegorica del paradiso (le stelle), del purgatorio (le nuvole che ne avvolgono il monte) e dell’inferno (le fiamme). Sotto L.500 e millesimo 1965. Sul contorno in rilievo 7° CENTENARIO NASCITA DI DANTE. Coniata in nr.5.000.000 di esemplari.

post-0-1392074219,39_thumb.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Nel 1966 un altro disastro naturale colpisce la città di Firenze: il 4 novembre il cattivo tempo che imperversava nel centro Italia  causò un cataclisma meteorologico che investì il bacino dell’Arno con precipitazioni assai più intense di tutte quelle misurate in precedenza. Firenze fu invasa da una grande massa d’acqua: piazze, ponti, musei e opere d’arte d’inestimabile valore furono travolti e sommersi. Subito si attivò un’immensa gara di solidarietà, che portò a Firenze gente da tutto il mondo, per salvare la città e i suoi tesori da quella tragedia.

Nel 1967 muore il Principe della risata, il grande Antonio de Curtis, in arte Toto’. L’aumento del prezzo dell’argento degli anni sessanta causa la tesaurizzazione delle monete da lire 500 argentee coniate a partire dal 1958 (comprese quelle emesse per il centenario dell’Unità d’Italia e quelle emesse per commemorare il settimo centenario della nascita di Dante Alighieri). Nel 1967 viene dunque sospesa la coniazione della moneta da lire 500 caravelle che in futuro sarà coniata soltanto per i numismatici.

Il 1968 è un anno molto delicato per gli equilibri sociali mondiali. Prende vita in Italia, come in altri Paesi, quel movimento di protesta giovanile, diffuso fra gli studenti, che prese il nome di contestazione. Tutto era cominciato dalla protesta contro il potere dei professori nelle università, ma ben presto la protesta si era estesa al sistema, cioè allo Stato che l’università rappresentava.I sessantottini, come si chiameranno più tardi i giovani che parteciparono alle contestazioni di quegli anni, rifiutavano tutte le istituzioni borghesi, ritenute autoritarie ed ingiuste: la scuola, i partiti politici, la famiglia, la Chiesa. In tutta Italia, ma specialmente a Roma, Milano, Torino, Venezia, Pisa, Firenze, si ebbero occupazioni delle facoltà universitarie, con interventi della polizia e scontri con gli studenti.

Verso la fine del ‘68 il movimento studentesco cominciò ad indirizzare le sue proteste e le sue richieste al campo politico e sociale e cercò di collegarsi con la classe operaia e le femministe. Ma nel ‘69 esso stava già perdendo la sua vivacità e la forza delle sue illusioni anche se il  2 febbraio viene occupata l’università di Roma, la più grande d’Italia. Alla fine del mese, il rettore  fa intervenire la polizia.Il giorno dopo, primo marzo, un corteo di protesta arriva a Valle Giulia, sede della facoltà di architettura, e forza i blocchi della polizia. Gli scontri durano per ore. L’eco è enorme. I giornali, in edizione straordinaria, parlano di battaglia. Con i fatti di Valle Giulia il movimento studentesco si sposta definitivamente dal piano di una protesta universitaria a quello della contrapposizione frontale con l’intero assetto sociale, anche se la protesta degli studenti non trova alcun ascolto nel quadro politico di governo. Il vento della protesta arriva, senza ancora investirle in pieno, anche nelle grandi fabbriche del nord. In estate, con le università chiuse, la contestazione si sposta sul terreno delle istituzioni culturali. Artisti e studenti interrompono la Biennale e la mostra del cinema di Venezia. In autunno  gli studenti medi  occupano ovunque gli istituti e riempiono le piazze con grandi cortei. Nel 1969 sono gli operai a impedire che il movimento degli studenti declini come nel resto d’Europa. Tra maggio e giugno, alla Fiat, una serie di scioperi spontanei e improvvisi, proclamati al di fuori del controllo sindacale, paralizza la produzione per oltre 50 giorni. In prima fila ci sono gli operai meno qualificati e meno sindacalizzati, spesso immigrati dal meridione, che danno vita a un’assemblea congiunta con gli studenti. Il conflitto riprende su larga scala in autunno, quando arrivano a scadenza i contratti di lavoro che riguardano oltre 5 milioni di operai. L’autunno caldo segna il momento di massimo scontro sociale nell’Italia del dopoguerra. Gli operai rinnegano la suddivisione della forza lavoro in fasce diversamente qualificate e chiedono che il salario sia svincolato dalla produttività. Nascono in questi mesi i principali gruppi della sinistra extraparlamentare, mentre i sindacati, in un primo momento colti di sopresa dalle dimensioni dell’agitazione operaia, danno vita a strutture unitarie di base, i Consigli di fabbrica.

Nel 1968 per la prima volta la Zecca di Stato emette per la Repubblica Italiana, serie divisionali cosiddette monete per collezionisti. Per l’occasione verranno confezionate nr.100.000 serie divisionali che conterrano oltre alle monete destinate alla circolazione, il pezzo da lire 500 in argento, conosciute come “Caravelle” e le lire 2 e lire 1 in italma. Inoltre conterrà anche la moneta da lire 20 che da quest’anno verrà coniata con il contorno liscio anziché rigato. (le monete da lire 500 in argento e da lire 20, lire 2 e lire 1 non saranno destinate alla circolazione)

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Sul finire del 1969 l’Italia è scossa da un grave attentato terroristico: il 12 dicembre 1969, alle 16.37,  una bomba venne fatta esplodere nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, nel centro di Milano, provocando la morte di sedici persone ed il ferimento di altre ottantotto.La bomba esplose alle 16.37, mentre lo stesso giorno una bomba venne scoperta nella sede di Milano della Banca Commerciale Italiana, fortunatamente inesplosa, ma che venne fatta brillare subito dopo, occultando così una prova importantissima che avrebbe forse permesso di risalire all’origine dell’esplosivo e a chi aveva preparato gli ordigni. A Roma, sempre lo stesso giorno alle 16.55, una bomba esplose nel passaggio sotterraneo della Banca Nazionale del Lavoro che collegava l’entrata di via Veneto con quella di via San Basilio, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17.20 e le 17.30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti. In sostanza 5 attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, tra il primo e l’ultimo un lasso di tempo di soli 53 minuti.

Ma l’evento dell’anno per la Terra è lo sbarco sulla Luna. Il volo storico dell’Apollo 11 iniziò il 16 luglio. Dopo essere entrati in orbita lunare, Edwin E. Aldrin Jr. e Neil Armstrong si trasferirono nel LEM, il modulo per l’allunaggio, mentre il modulo di comando era affidato al pilota Michael Collins. Il modulo lunare toccò la superficie del satellite il 20 luglio, nei pressi del margine del Mare della Tranquillità. La zecca nel 1969 effettuerà una nuova emissione per collezionisti. Nell’occasione verranno poste in vendita nr.310.000 confezioni interamente assorbite dal mercato numismatico.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Nel 1970 in Italia ci sono quasi 54 milioni di abitanti, di cui  18.703.000 (34,8 %)  in attività. Il costo della vita ragguagliato allo stipendio di un operaio, che è di  circa lire 120.000 è così espresso: Costo giornale lire 70 Biglietto del Tram lire 70 - Tazzina Caffè lire 70 - Pane lire 230 - Latte lire 150 - Vino lire 200 - Pasta lire 280  Carne di Manzo lire 2100  Zucchero al kg lire 245 - Benzina lire 160 al litro; 1 grammo di Oro lire 1022. Le auto in Italia da un milione del 1958 passano a undici milioni; i telefoni passano da due milioni del 1956 a oltre sei milioni; i televisori passano dai due milioni del 1958 a oltre dieci milioni.Gli iscritti alle Università sono oltre  seicentomila quando erano appena ventimila nel 1950.

In campo numismatico il 1970 è un anno particolarmente significativo: viene emessa per la prima volta una moneta da lire 1000 in argento per celebrare il centenario di Roma Capitale ( ). Al diritto la stessa presenta l’immagine della Concordia, tratta dal denario battuto a nome del console Marco Emilio Lepido nel 77 a.C. La moneta, opera dello scultore Guerrino Mattia Monassi, coniata in 3.011.000 esemplari , verrà confezionata nelle 1.011.000 serie divisionali poste in vendita dalla Zecca per i collezionisti, unitamente alle monete emesse nello stesso anno, compresi gli esemplari da lire 1, lire 2 e lire 500, coniate solamente per i numismatici. Come noto, gli enormi buchi della spesa pubblica non impediranno, come avvenne nel 1957 per le 500 lire con “le bandierine rovesciate”, la munifica donazione a oltre 2.500 fortunati della moneta da lire 1000 in argento elegantemente confezionata in un astuccio, unitamente ad una ben più preziosa moneta di prova della stessa.    Ma non è tutto. Il centenario di Roma capitale doveva essere degnamente celebrato facendo almeno sì che ogni famiglia italiana avesse potuto avere almeno un esemplare dell’argentea moneta; ma così non è stato. L’emissione della moneta da lire 1000 suscitò numerose polemiche in quanto non entrarono in circolazione, malgrado il corso legale e il quantitativo non proprio esiguo, soprattutto per le manovre speculative che la stessa coniazione provocò.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Inoltre, aspetto amaro della vicenda, la stampa riuscì ad entrare in possesso di dati che rivelavano che oltre seimila esemplari vennero incettati dalla stessa Pubblica Amministrazione. In particolare, sembra che nr.1500 esemplari vennero prelevati dall’allora Ministro del Tesoro, FERRARI-AGGRADI; nr.1500 esemplari dall’allora Sottosegretario Picardi; nr.1000 esemplari dal capo di gabinetto del Ministro, Longo; nr.700 dal Sottosegretario Sinesio; nr.700 dal sottosegretario Bisaglia; nr.100 dal sottosegretario Schietroma. Inoltre, nr.200 esemplari sarebbero stati consegnati al Professor Gaetano Stammati, ragioniere generale dello Stato; nr.1000 esemplari allo Stato Maggiore della Difesa e nr.1000 esemplari alla Presidenza del Consiglio. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che seimila esemplari a fronte di una tiratura di oltre tre milioni di esemplari sono ben poca cosa, ma occorre fare presente che non c’è traccia dell’avvenuto pagamento del corrispettivo della cessione degli anzidetti quantitativi della moneta da lire 1000 in argento. Quindi la Zecca, evidentemente su pressione dello stesso Ministero del Tesoro, cedette a titolo gratuito gli esemplari alle personalità sopra indicate, in violazione alle norme più elementari di correttezza nella gestione della cosa pubblica. Ma in quel lontano 1970 nessun accertamento venne avviato per appurare i fatti e così le monete che avrebbero dovuto ricordare agli italiani i fatti di cento anni prima, furono appannaggio esclusivo dei soliti fortunati.

Nel 1971 la Zecca non emette alcuna serie e sono molto ridotte anche le coniazioni di monete metalliche per il corso legale. Alla carenza della zecca, che per tre anni aveva suscitato vivo interesse sul mercato collezionistico, sopperiscono  i privati che confezionano le monete in circolazione, provenienti da rotolini confezionati dalla stessa zecca e quindi presumibilmente in fior di conio, in confezioni del tutto similari a quelle emesse dall’officina monetaria. La Zecca riprenderà la vendita delle serie divisionali confezionate solamente nel 1980. Sembra che l’interruzione, durata quasi un  decennio, sia stata dovuta ad un mero contenzioso amministrativo.

Il 1972 è un anno tragico per lo sport: alle Olimpiadi di Monaco (allora Germania Ovest), un commando di terroristi palestinesi irrompe nel villaggio olimpico, uccidendo tre atleti dello stato di Israele e prendendone in ostaggio molti altri. Alla fine il bilancio sarà di diciotto morti.

Anche nel 1972 e 1973 non ci saranno emissioni ufficiali per i collezionisti, i quali dovranno rivolgersi ai privati per avere serie di monete confezionate.  Secondo il direttore della Zecca dell’epoca, Dott. Guarino, ogni singola pressa dello stabilimento monetario era in grado di coniare nr.90.000 monete al giorno. Appare dunque evidente che lo stabilimento monetario appare in questo arco temporale sotto impiegato. Rimane invece inspiegabile che in pieno periodo inflazionistico, si proceda ad una elevata coniazione di monete da lire 10 in italma.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Tra il 1974 e il 1975 scoppiano due grossi scandali: quello dei petroli e lo scandalo Sindona; il primo è conseguente alla scoperta di uno scambio tra partiti di governo e società petrolifere: facilitazioni e aumenti di prezzi in cambio finanziamenti mentre il secondo riporta traffici di favori contro soldi tra il banchiere Sindona ed esponenti della Democrazia Cristiana. Ma è anche l’anno in cui avvengono due stragi di innocenti. Il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale Piazza della Loggia, una bomba venne fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre novanta. La prima istruttoria della magistratura portò alla condanna nel 1979 di alcuni esponenti dell’estrema destra bresciana. Nel giudizio di secondo grado, nel 1982, la sentenza fu annullata e nel 1985 la Corte di Cassazione assolse definitivamente gli imputati. Una seconda istruttoria mise sotto accusa altri rappresentanti della destra, che furono assolti nel 1989 per insufficienza di prove. Una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia. Il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi (latitante da tempo in Giappone ) per il coinvolgimento nella strage di Piazza della Loggia. I magistrati che si occupano ormai dal 1993 delle indagini sarebbero in procinto di chiudere l’inchiesta, almeno per i tre imputati principali: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, tutti all’epoca militanti di spicco di Ordine Nuovo, gruppo neofascista fondato nel 1956 da Pino Rauti e più volte sospettato di organizzare attentati e stragi, tanto da portare al suo scioglimento per ordine della magistratura. Nella notte del 4 agosto dello stesso 1974 a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, una bomba ad alto potenziale esplose nella vettura 5 (di seconda classe) dell’espresso Roma-Monaco di Baviera via Brennero. Nell’attentato morirono 12 persone e altre 44 rimasero ferite. La strage avrebbe potuto essere di dimensioni maggiori, se l’ordigno fosse esploso all’interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro.

L’attentato venne rivendicato dall’organizzazione Ordine Nero. I colpevoli della strage non sono ovviamente mai stati individuati.

Nel 1975 lo stipendio di un operaio è  di circa lire 155.000; il costo di un quotidiano è di lire 150; un biglietto del Tram costa lire 100, mentre una tazzina di caffè lire  120; il pane costa lire 450 al kg; il latte lire 260 al litro; il vino al litro costa mediamente lire 350; la pasta al kg costa lire 480 mentre a carne di Manzo costa al kg. lire 4500; Lo zucchero al kg costa lire 430 mentre la  Benzina lire 305; un  grammo di Oro costa lire 5440.  Nel mese di settembre del 1975 fanno la comparsa in Italia i cosiddetti miniassegni.

Per la penuria di moneta spicciola (e nessuno ha mai dato una giustificazione convincente e quindi  si é pensato anche a una grossa speculazione)  vennero emessi da numerose banche, poi autonomamente perfino dai Grandi Magazzini,  dei miniassegni  circolari  dal  valore  di 50, 100, 150, 200, 250, 300 lire e anche per cifre superiori. Questo perché già da alcuni anni la Zecca coniava quantitativi insufficienti di moneta metallica nei soli tagli da lire 100, 50, 20, 10 e lire 5.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

L’emissione dei miniassegni proseguì fino a tutto il 1978, poi diventarono carta straccia; alcuni  iniziarono a farne  collezionismo, peraltro poco seguito . In questo anno la Zecca pur avendo interrotto la vendita di serie divisionali in fior di conio già dal 1977, emette una moneta da lire 500 in argento per ricordare il cinquecentesimo anniversario della nascita di Michelangelo.

Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese, nella Val Tiberina, nel 1475. Frequentò la scuola di Domenico Ghirlandaio col quale però non andò mai d’accordo, dato che  Buonarroti amava lavorare in solitudine. Dopo un solo anno nella bottega del Ghirlandaio, Michelangelo si allontanò per accedere al giardino di casa Medici dove era conservata una collezione di oggetti d’arte, numerose medaglie e camei antichi e dove si riunivano uomini illustri del panorama italiano della fine del quattrocento, tra i quali Angelo Poliziano, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino. E’ proprio in questo ambiente che Michelangelo matura la sua idea della bellezza dell’arte come imitazione della natura e attraverso lo studio di essa si arriva alla bellezza;  a differenza degli altri artisti Michelangelo  pensa che non bisogna imitare fedelmente la natura ma trarre da questa le cose migliori in modo da arrivare ad una bellezza superiore a quella esistente in natura.Nel 1496 lasciò la città di Firenze e si trasferì a Roma dove su commissione del cardinale Jean Bilheres realizzò la Pietà. Il gruppo scultoreo rappresenta la Madonna con in grembo Cristo senza vita. Nel 1501, tornato a Firenze, gli viene commissionata una scultura rappresentante il David che doveva essere collocata presso il duomo. Per la sua realizzazione gli venne affidato un blocco di marmo che era già stato usato da Agostino di Duccio. L’opera rappresenta David nell’attimo precedente lo scaglio della pietra e appaiono evidenti nelle membra, nelle vene a fior di pelle, la tensione e la concentrazione che precedono l’azione. Il David fu collocato davanti il Palazzo Vecchio, oggi il suo posto è occupato da una copia, mentre l’originale si trova all’Accademia di Belle Arti. Nel 1503 il Papa Giulio II della Rovere gli commissionò il suo mausoleo, al quale l’artista lavorò dal 1503 al 1545.Nel 1508 inoltre gli furono commissionati gli affreschi per la cappella Sistina ai quali lavorò fino al 1512.Poco dopo la morte di Giulio II Michelangelo concluse le sculture dello Schiavo ribelle, dello Schiavo Morente e del Mosè di San Pietro in Vincoli.Il nuovo Papa Leone X inviò Michelangelo a Firenze per completare la facciata di San Lorenzo e per la costruzione della Sagrestia Nuova, della Biblioteca e delle Tombe dei Medici, per le quali eseguì le sculture del Giorno e della Notte.Nel 1534 si stabilì definitivamente a Roma accettando l’incarico di dipingere il Giudizio Universale nella parete di fondo della cappella Sistina.Dopo la morte di Bramante vari architetti si susseguirono per portare a termine i progetto per la fabbrica di San Pietro e nel 1547 Paolo III affidò i lavori a Michelangelo che intervenne nella zona absidale, ma i lavori vennero conclusi solo dopo la sua morte con la costruzione della cupola che lui aveva progettato, ma che probabilmente fu modificata.L’ultima delle sue opere è la Pietà Rondanini che non riuscì a completare, e che oggi si trova al Castello Sforzesco di Milano.Michelangelo Buonarroti morì il 18 febbraio del 1564 a Roma nella sua casa presso il Foro di Traiano.

Il 1976 viene ricordato come un anno difficile per il nostro paese, che si dibatteva tra le difficoltà economiche e la paura del terrorismo; secondo gli storici, alcune frange estremiste dei contestatori del Sessantotto erano passati alla lotta armata contro lo Stato, organizzandosi in gruppi armati che ideavano rapine e rapimenti per finanziarsi,  e atti intimidatori violenti contro  giornalisti, dirigenti industriali e politici. I terroristi s’illudevano, mediante gli attentati, di trascinare dalla loro parte studenti e operai, ma questo non avvenne, e i piccoli nuclei terroristici rimasero sempre sostanzialmente isolati.I gruppi maggiormente attivi furono  le Brigate Rosse ,  Prima Linea e i NAR, Nuclei armati rivoluzionari.In campo politico questo periodo è dominato dal tema del probabile sorpasso dei comunisti ai danni della Democrazia Cristiana; dopo il successo delle forze di sinistra nelle amministrative dell’anno prima, i democristiani si  ripropongono agli elettori come unico baluardo contro il cosiddetto pericolo rosso. Il Partito Comunista Italiano di Berlinguer, continua a caldeggiare l’ipotesi di un compromesso storico, cioè della rinascita della coalizione antifascista e di un governo di unità democratica, per fronteggiare il momento di crisi gravissima.

  Fa la sua comparsa il Partito Radicale di Marco Pannella, protagonista in quegli anni delle principali battaglie sui diritti civili, dal divorzio all’aborto. Il risultato elettorale sancisce una netta affermazione del PCI, che mai aveva ottenuto tanti voti, e lo promuove unico partito di opposizione, espressione non più della sola classe operaia ma di un ampio bacino elettorale che abbraccia anche frange più progressiste del ceto medio. Il previsto sorpasso ai danni della DC però non si realizza perché il partito cattolico recupera larga parte dei consensi che aveva perso alle amministrative del 1975. Il sistema politico italiano, a questo punto, raggiunge la sua massima bipolarizzazione e la DC non può governare né alleandosi col PSI, che dopo la batosta elettorale vive un momento di crisi interna, né appoggiandosi ai piccoli partiti suoi tradizionali alleati, anch’essi ridimensionati dal risultato delle urne. L’unica soluzione, dunque, è quella di affidare la guida del Paese ad una vasta alleanza, cioè ad un governo di solidarietà nazionale, anche se  non da subito, poiché l’ingresso del PCI al governo sarebbe difficile da far accettare ove si consideri che l’intera campagna elettorale era stata impostata all’insegna dell’anticomunismo; in quest’ottica va inquadrata la nascita di un governo monocolore guidato da Andreotti,  resa possibile grazie all’astensione del PCI.

      Il governo di solidarietà nazionale nasce, in primo luogo, per fronteggiare la non facile situazione che il Paese sta vivendo sul fronte dell’ordine pubblico a causa del terrorismo , ma è chiaramente funzionale alla strategia politica dei due principali partiti; i dirigenti comunisti, infatti, sanno bene che il rilancio della coalizione antifascista è l’unico modo per rientrare al governo, poiché la natura stessa del sistema politico italiano rende assai improbabile la vittoria elettorale di una coalizione di sinistra. La Democrazia Cristiana, dal canto suo, deve fronteggiare la preoccupante crescita dei comunisti frutto non solo del voto dei diciottenni, ma anche di simpatie sempre maggiori che essi stanno conquistando nel ceto medio.La breve ed intensa stagione della solidarietà nazionale è dominata da due preponderanti figure della politica italiana, Aldo Moro ed Enrico Berlinguer.  Il leader comunista in particolare, teorizza un incontro tra la morale cattolica e quella comunista per salvare l’Italia dalla crisi economica e dal terrorismo; l’obiettivo ultimo è quello di introdurre elementi e soluzioni di tipo socialista, per indirizzare il Paese verso una fase nuova, cioè la creazione di un sistema in cui al proletariato sarebbe spettato un ruolo centrale nella vita politica ed economica.La strategia di Moro, invece, prevede di realizzare nei confronti del PCI quello che era già avvenuto negli anni Sessanta col PSI, e cioè di inglobarlo nell’aria di governo, in maniera indolore, lentamente e senza traumi, per smussarne l’opposizione alle scelte dell’esecutivo. Per raggiungere l’obiettivo, però occorre che il partito democristiano superi ogni divisione interna e si presenti all’appuntamento unito e compatto, in modo da ribadire la propria forza e imporsi come gruppo egemone all’interno della nuova coalizione di governo.In termini più generali e di lungo periodo, la strategia di Moro prevede una nuova fase per la politica italiana, la cosiddetta terza fase, cioè quella della democrazia dell’alternanza, riconoscendo in prospettiva il diritto e la possibilità di altre forze politiche a governare il paese. Il che non equivale ad un indebolimento del potere democristiano, poiché la politica di Moro mira proprio ad un suo rafforzamento, cementandone la compattezza interna in modo tale da essere preparato a navigare nelle acque agitate della situazione attuale e del futuro.

In questo periodo tra l’altro esplodono a catena molti scandali: un dossier rivela i finanziamenti elargiti dalla CIA, ente di spionaggio americano a molti partiti politici italiani, e poco dopo il presidente del colosso statunitense  Lockheed rivela di aver distribuito tre miliardi di lire a politici e funzionari italiani per far acquistare all’Italia un aereo di loro produzione, l’Hercules C130. Vengono coinvolti in questo scandalo i ministri della Difesa Gui e Tanassi, l’ex presidente del Consiglio Rumor e perfino il presidente della Repubblica Giovanni Leone.In questo clima pieno di veleni, l’apparato statale evidenzia ancora una volta le carenze di un sistema incapace di pensare all’interesse della collettività  in occasione del grave terremoto che colpisce il Friuli  nello stesso 1976 facendo 925 morti e 50.000 senza tetto, quando la macchina dei soccorsi accusa  lentezza e mancanza di professionalità.

Anche per il 1976 le coniazioni della zecca sono limitate alle sole monete da lire 100, 50, 20, 10 e 5, in quantitativi che non riescono a soddisfare la richiesta di moneta metallica. I privati continueranno a confezionare autonomamente le serie divisionali.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Il 1977 è l’ anno in cui si conferma il malessere sociale degli anni precedenti, con la conferma della preoccupante ascesa dell’inflazione (ogni anno risultava superiore dell’anno precedente in misure percentuali oscillanti dal 19,45% del 1974 al 21,14 % del 1980). Nella tradizione storiografica, il 1977 è ricordato prevalentemente come l’anno cardine dopo il quale la violenza della contestazione sboccò verso la forma più radicale del terrorismo moderno. Rimane però il fatto che interpretare il 1977 solo come un anno di chiusure e di logoramenti, e dimenticare il suo aspetto composito, innovativo e creativo sarebbe un errore. Il periodo e il movimento che di quest’anno prese il nome devono piuttosto essere considerati come il passaggio dalla fase della stagione di lotte sociali iniziata già prima del 1968 verso un’altra che dura ancora oggi, che vede l’emergere di tematiche e preoccupazioni  che diventano patrimonio dei movimenti giovanili che scoppiano a scadenze pressoché regolari nell’Italia a cavallo fra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI.Tornando agli argomenti numismatici, sicuramente meno complessi e drammatici di quelli appena narrati, nel dicembre del 1977 vengono finalmente coniate le nuove monete da lire 200  che dovrebbero risolvere definitivamente la penuria di moneta metallica circolante che aveva causato, negli anni precedenti, il ricorso a molti succedanei della moneta quali francobolli, gettoni telefonici, e, per ultimo, la comparsa dei cosiddetti mini assegni.

La nuova moneta da lire 200 in bronzital, ha al diritto un volto femminile mentre al rovescio  vi è raffigurata una ruota dentata, simbolo del lavoro, con il valore (200 lire appunto) e la data. Pesa grammi 5 per un diametro di 24 mm ed ha il contorno rigato.

Con il millesimo 1977 verranno battuti solamente 15.900.000 esemplari mentre ben più consistente sarà il contingente coniato con il millesimo 1978, 461.034.000 milioni di pezzi.Come ampiamente descritto nel capitolo sulle prove e progetti, questa sarà l’ultima moneta che verrà battuta anche in versione prova, provocando un piccolo terremoto tra numismatici e diretti beneficiari del particolare conio (dipendenti e funzionari della Zecca e molti altri) per la solita, ennesima speculazione.Peraltro, per anni verrà alimentata la voce che le monete da lire 1977 siano molto rare e in taluni casi verranno acquistate da collezionisti sprovveduti a prezzi relativamente alti; ancora oggi non è raro imbattersi in offerte di  monete da lire 200 con  millesimo 1977 a prezzi privi di alcuna logica, essendo la moneta comune.

Il 1978 è un anno tragico per il nostro Paese,  con il terrorismo che spazza l’intera penisola con la sua efferata violenza.Il 16 marzo  le Brigate Rosse rapiscono Aldo Moro, uccidendo in un agguato a Roma, in Via Fani, i cinque uomini di scorta; lo stesso Moro il 9 maggio viene rinvenuto cadavere. Le forze di polizia e di sicurezza sono impreparate a fronteggiare questa forma di guerriglia urbana che insanguinerà il nostro Paese e che falcerà molti agenti delle forze dell’ordine che cadranno nell’adempimento del loro dovere.

Nel 1979 il paese si trova ancora a fronteggiare il terrorismo senza poter individuare i principali responsabili e si vive un clima di disagio ed incertezza.

In campo numismatico oltre alle normali monete emesse per la circolazione e che come al solito i privati confezioneranno per i collezionisti, ecco apparire una nuova moneta commemorativa, da lire 100 e destinata alla normale circolazione. Celebra la F.A.O., organismo internazionale che si interessa dei problemi della fame nel mondo; non a caso sul rovescio della moneta appare la suggestiva frase NUTRIRE IL MONDO, che, dobbiamo dire, a distanza di diciotto anni rimane purtroppo ancora una frase quasi priva di reale contenuto, laddove si consideri quante persone muoiono ogni giorno di stenti sul nostro pianeta.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) delle Nazioni Unite si prefigge, attraverso i suoi programmi, di elevare i livelli di nutrizione e gli standard di vita, di migliorare produzione, trattamento, messa sul mercato e distribuzione di cibo e prodotti agricoli, di promuovere lo sviluppo rurale; il tutto al fine di sradicare la fame.Fondata nel 1945 a Quebec City, Quebec, Canada, nel 1951 il quartier generale fu trasferito da Washington a Roma, in Viale delle Terme di Caracalla. Le aree d’azione sono essenzialmente quattro:Assistenza ai paesi in via di sviluppo;Informazione su alimentazione, nutrizione, agricoltura, scienze forestali e pesca;Consulenza con i governi; Forum neutrale su cui discutere sui principali argomenti concernenti alimentazione e agricoltura .

Nel 1980 l’Italia conta oltre cinquantasei milioni di abitanti, anche se  iniziano a calare in maniera preoccupante  le nascite (saranno poi il 40% in meno nell’arco di tempo  1970-1985); la popolazione in attività è il  36,6%, (Agricoltura il 12,8%, Industria 36,3%, Servizi il 50,9 %). Lo stipendio medio di un operaio  è di  circa lire 350.000, mentre il costo di un quotidiano è di lire 300, del biglietto del Tram lire 200, di una tazza di caffè al bar lire 250, Pane lire 850 al kg, Latte lire 480, Vino al litro lire 660, Pasta al kg. lire 725, Riso al kg.  lire 940, Carne di Manzo al kg. lire 7.600, Zucchero al kg lire 750, Benzina al litro lire 850, ed infine 1 grammo d’Oro fino lire 10.700.  L’anno non inizia nel migliore dei modi: per protestare contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan, il presidente americano Carter comunica che gli Stati Uniti boicotteranno le Olimpiadi di Mosca, invitando le altre Nazioni a seguire il suo esempio. 61 Paesi aderiscono al boicottaggio: l’Italia sarà così costretta a non inviare  alle Olimpiadi gli atleti appartenenti alle forze armate o a corpi militari. Il 24 aprile, la prima seria crisi internazionale: finisce in tragedia il tentativo di un commando di liberare alcuni ostaggi americani in mano al regime di Teheran. Otto soldati muoiono nell’operazione. Viene eletto il  quarantesimo Presidente degli Stati Uniti, l’ex attore Ronald Reagan. Muore il  Maresciallo Tito, altro criminale storico, che dal 1945 governava la Jugoslavia. Assassinato da un folle John Lennon, il leader del famoso complesso dei Beatles. L’inflazione in questo anno sale al 22%; il terrorismo  fa ancora paura ( ), con stragi di innocenti. Un grande incentivo ai consumi,  arriva  con il varo di Canale 5: la Tv di Berlusconi, cioè la televisione commerciale. Inizia il  30 settembre proprio mentre è in atto un terremoto dentro il mondo industriale che ha lanciato poche ore prima l’allarme di una grave recessione. Gli Italiani  nel corso del 1980, hanno messo nei depositi bancari 240 mila miliardi, ne hanno investiti  60 mila in Bot e hanno invaso la Borsa, mentre le riserve della Banca d’Italia ammontano  a 44 mila miliardi,  il debito pubblico è salito a 43 mila miliardi, il petrolio è aumentato del 100%, il costo del lavoro del 29%, il costo del denaro prime rate del 25%; ci sono 1.800.000 di disoccupati, ma la produzione industriale fa registrare un incremento del 6-7%, e quella dell’auto fa segnare  il più alto incremento di vendite di auto nazionali nel  mercato interno,  e perfino  di auto estere col risultato di mandare in rosso, di circa 1.000 miliardi, la bilancia commerciale. Lungo i confini con la Svizzera il mestiere di spallone  per portare zaini di valuta all’estero è tornato nuovamente di moda.  Oltre i soliti gravi problemi che affliggono il nostro Paese, altre tragedie colpiscono l’Italia: in gennaio le brigate rosse uccidono Vittorio Bachelet, vicepresidente del CSM, poi  la misteriosa strage del volo DC 9 che esplode su Ustica il 27 giugno (con 81 morti), quella di Bologna il 2 agosto (con 85 morti) e il terremoto dell’Irpinia che avvenne la domenica del 23 novembre 1980 alle ore 19.34, con una  prima violentissima scossa alla quale ne seguirono molte altre; il sisma provocò in totale 2.735 morti. Le sovvenzioni per la ricostruzione (50.000 miliardi) causeranno in seguito altri terremoti politici per gli  scandali per la ricostruzione. Il fiume di denaro pubblico si perde in tanti rivoli di società fantasma e costruzioni inutili, in cui non è assente la camorra ( ). A fine anno scoppia la gigantesca frode dei petroli .

Si chiude  per l’Italia un anno disgraziato, in gennaio le brigate rosse avevano assassinato Vittorio Bachelet, vicepresidente del CSM, e per gli italiani un anno molto amaro.La contaminazione della corruzione non ha risparmiato neppure il calcio. Scoppia il più grave scandalo dello sport italiano. Quello delle scommesse clandestine con le partite truccate in cui si accerterà il coinvolgimento di  grandi squadre come Milan, Lazio, Bologna, Perugia, Avellino.

Nel 1980, dopo dieci anni di interruzione, la Zecca di Roma torna a mettere in vendita, per i collezionisti numismatici, confezioni che racchiudono tutte le monete in aventi corso legale con le monetine da lire 2 e lire 1 e la solita lire 500 in argento caravelle in fior di conio. Della divisionale fa parte anche la moneta da lire 200  commemorativa contemporaneamente di Maria Montessori e della F.A.O. La Zecca emetterà anche una serie divisionale per l’estero che si differenzierà da quella rivolta al mercato interno per la presenza della lettera R sulla custodia e sulla medaglia in argento che si trova nella confezione . Complessivamente le serie prodotte saranno  1.500.000 ma alla fine il venduto finale risulterà di nr.257.272, di cui 200.000 per l’estero. Presso la Zecca si procederà alla rifusione delle monete da lire 500 in argento e da lire 2 e lire 2 prodotte in eccedenza.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Maria Montessori (1880 - 1952) educatrice italiana, scienziata, medico, filosofa.  Nel 1896 fu la prima donna a diventare medico dopo l’unità d’Italia. Ottiene la nomina di assistente presso la clinica psichiatrica dell’università, dedicandosi al recupero dei bambini con problemi psichici.Partecipa a numerosi convegni su materie Pedagogiche, si reca in numerose città europee dove apprende il metodo sperimentale di rieducazione dei minorati mentali. Contribuisce con il suo impegno all’emancipazione femminile; famoso un suo intervento al Congresso femminile di Berlino nel 1896. Diventa direttrice della scuola magistrale ortofrenica di Roma, dove vi istituisce, a San Lorenzo nel 1907, la prima Casa dei Bambini, in cui applica una nuova concezione di scuola d’infanzia: Il metodo della pedagogia scientifica, volume scritto e pubblicato a Città di Castello  durante il primo Corso di specializzazione (1909), viene tradotto e accolto in tutto il mondo con grande entusiasmo. Ad esempio, nel 1913 il suo metodo riscosse un discreto interesse nel lontano Nord America, e dopo una successiva fase decadente fu riportato in uso da Nancy McCormick Rambusch che fondò la Società Montessori Americana nel 1960.Dal successo del suo esperimento nasce il movimento montessoriano, dal quale avrà origine nel 1924 la scuola magistrale Montessori.Nel 1924 fonda l’Opera Nazionale Montessori, eretta in Ente Morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, all’attuazione del Metodo e alla sua tutela, Maria Montessori ne diventa la Presidente onoraria.Nel 1929 viene fondata l’Associazione Montessori Internazionale(A.M.I.) di cui attualmente la nipote Renilde Montessori è presidente. Nei primi anni ‘30 però incontra incomprensioni e crescenti difficoltà da parte del regime fascista che aveva tentato di farne uno strumento di propaganda politica e nazionalistica e soprattutto da parte del regime nazista che fece sì che la sua immagine e i suoi libri venissero dati alle fiamme prima a Berlino e poi a Vienna. Nel 1933 Maria e Mario Montessori decidono di dimettersi dall’Opera Nazionale, che in pratica verrà definitivamente chiusa nel 1936, insieme alla “Scuola di metodo” operante a Roma dal 1928 e a causa degli ormai insuperabili contrasti con il regime fascista si trova costretta ad abbandonare l’Italia, nel 1934. Continuano i suoi viaggi in vari paesi per diffondere la propria teoria educativa. Si reca in India durante la seconda guerra mondiale dove continua a diffondere la sua opera pedagogica, per tornare poi in Europa nel 1946. Viene accolta con onorificenze ovunque. Al suo rientro in Italia, nel 1947, si preoccupa innanzitutto di ricostruire l’Opera Nazionale alla quale vengono affidati praticamente gli stessi compiti previsti dallo Statuto del 1924, favorendone l’attuazione e lo sviluppo anche attraverso la presenza di “Vita dell’infanzia” di cui ispirò e determinò la nascita.Maria Montessori muore il 6 maggio 1952 nella città di Noordwijk in Olanda.

Il 1981 inizia con il rilascio degli ostaggi americani detenuti in Iran,ma sarà un anno  costellato da gravissimi attentati: il 30 marzo, il neopresidente americano Reagan rimane ferito in un’aggressione a mano armata subita all’uscita di un albergo, mentre il 13 maggio  Papa Giovanni Paolo II viene colpito da due proiettili sparati dall’attentatore turco Ali Agca, mentre si trova in piazza San Pietro per la rituale benedizione dei fedeli. Il mondo rimane alcuni giorni con il fiato sospeso per le sorti del Pontefice, che riesce comunque a superare l’intervento. Gravissimo anche l’attentato al presidente egiziano Sadat, ucciso in un sanguinoso attentato da militari del suo stesso esercito. Nel campo della medicina, alcuni scienziati identificano il virus di una nuova malattia, che sta decimando vaste regioni dell’Africa: per la prima volta si sente parlare dell’AIDS. Intanto altri scandali scuotono il nostro Paese: Nella villa di Licio Gelli ad Arezzo viene rinvenuta una lista con i nomi di presunti affiliati alla loggia massonica P2. Si tratta di finanzieri, imprenditori, giornalisti, militari e comandanti dei servizi segreti SISMI e SISDE; in questa lista si nascondono personaggi legati alla maggior parte degli scandali degli ultimi anni: quelli dei petroli; quello del Banco Ambrosiano; l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli. E’ questo il periodo d’oro del Partito Socialista Italiano e di Bettino Craxi , che  tenne per quattro anni la presidenza del consiglio in un periodo segnato da una forte ripresa economica dovuta alla riduzione dei prezzi del petrolio, alla ristrutturazione tecnologica avvenuta nelle aziende italiane e alla ripresa dei mercati internazionali. Ad accrescere il prestigio di Craxi contribuì anche il nuovo Concordato con la Santa Sede, che aggiornava i Patti Lateranensi del 1929. Purtroppo, però, contemporaneamente, aumentava il deficit del bilancio statale.

   

In quest’anno la Zecca emette la serie divisionale che comprende alcune monete commemorative destinate al corso legale, come la moneta da lire 200 che celebra la GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE e la  FAO e quella da lire 100 dedicata al centenario dell’Accademia  Navale di Livorno.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest elledi

Il palazzo conosciuto come Villa Lubin, è stato in passato sede, dal 23 maggio 1908, dell’Istituto Internazionale di Agricoltura, costituito sotto il patrocinio di Vittorio Emanuele III ma ideato e voluto fortemente da David Lubin.

La storia di questo edificio è quindi fortemente intrecciata con quella di Lubin, cittadino americano nato nel  1849 in Polonia. Nel 1855  la famiglia Lubin emigrò negli Stati Uniti, insediandosi nel quartiere ebraico di New York.Al termine della guerra di secessione, Lubin fece l’orafo a New York, poi il falegname a Los Angeles, quindi cercatore d’oro  in Arizona per poi diventare rappresentante di lampadari. Inventò una lampada a petrolio anti esplosione e mise a punto una macchina agricola che porta il suo nome. Nel 1874 aprì il primo magazzino popolare a Sacramento e dieci anni più tardi era proprietario di un’intera catena di grandi magazzini; il suo concetto di attività commerciale risentiva della sua profonda religiosità e dei suoi forti sentimenti umanitari: merce onesta a prezzi onesti era il suo motto, e questo forse spiega il successo ottenuto in un’America ancora in via di formazione.Nel 1884, ormai senza problemi finanziari, intraprese un viaggio intorno al mondo nel corso del quale sviluppò un forte interesse per l’agricoltura.All’epoca, l’agricoltura negli USA era caratterizzata da una notevole variabilità negli andamenti della produzione, con frequenti fasi di produzione in eccesso, situazione che favoriva l’attività degli speculatori a tutto danno dei produttori, costretti a vendere la loro merce a prezzi irrisori. Secondo Lubin, invece, non esisteva una produzione in eccesso, ma una produzione abbondante che, una volta saturate le richieste, poteva essere incanalata altrove, dove ce n’era più bisogno. Per ottenere questo risultato, Lubin ipotizzava la costituzione di un organismo di coordinamento della produzione e della distribuzione a carattere internazionale, per superare i particolarismi e le tentazioni protezionistiche.Nel  1904, Lubin  arrivò a Roma, dove chiese di parlare con il Re d’Italia. I contenuti del colloquio non sono noti, ma nel gennaio 1905, Vittorio Emanuele scrisse al Presidente del Consiglio, Giovanni Giolitti, caldeggiando la proposta di Lubin; si trattava di un intervento quanto meno insolito, dal punto di vista costituzionale, ma non mancò di produrre i suoi effetti: il 29 maggio venne convocata a Roma una conferenza di quaranta stati che pose le basi dell’iniziativa. Da questa conferenza nacque quindi la spinta propulsiva decisiva per la costituzione dell’Istituto Internazionale di Agricoltura (I.I.A.), punto di raccordo e coordinamento fra pubblico e privato, e fra le diverse nazioni che chiesero di entrarne a far parte. Una sorta di F.A.O. ante litteram.Per il neonato organismo si decise di costruire una sede apposita all’interno di Villa Borghese, a Roma, una collocazione che provocò alcune polemiche, visto che, per fare posto all’edificio, fu necessario abbattere alcuni pini secolari.L’istituzione dell’I.I.A. avvenne con decreto del 16 agosto 1906; il 6 ottobre iniziarono i lavori per la costruzione della sede che il 23 maggio 1908, a meno di due anni dal colloquio tra Lubin e Vittorio Emanuele, venne solennemente inaugurata.Tra i compiti dell’Istituto c’erano quelli di raccogliere dati e statistiche concernenti l’agricoltura, la zootecnia e il commercio dei prodotti agricoli, studiare le malattie dei vegetali, affrontare le questioni riguardanti la cooperazione e il credito agrario, sottoporre all’attenzione dei Governi i provvedimenti atti a proteggere gli interessi degli agricoltori e a promuovere il miglioramento delle loro condizioni.Nel 1912 l’I.I.A. cominciò a pubblicare i suoi annuari e la bontà dell’intuizione di Lubin ebbe una importante conferma nel 1915, quando, in piena guerra mondiale, tutti i belligeranti, di entrambe le parti, cooperarono a fissare la metodologia per stabilire semestralmente i bilanci dei cereali.David Lubin morì a Roma il 2 gennaio 1919, stroncato dalla spagnola, la terribile epidemia che devastò l’Europa nel primo dopoguerra. Ma l’attività dell’Istituto da lui ideato continuava. Nel 1930, il numero di Stati che ne facevano parte era salito a settantacinque, con l’inclusione delle colonie con pari diritti degli stati sovrani: nessun’altra istituzione sovranazionale all’epoca contava un così ingente numero di aderenti.Nell’ottobre di quello stesso anno l’I.I.A. curò il primo censimento agricolo mondiale, prevedendone la cadenza decennale - una tradizione che la F.A.O. ha ripreso, proprio a decorrere da quel lontano 1930. Nel 1936 lo Stato italiano compì un atto doveroso, quello di intitolare a David Lubin il viale di accesso alla sede dell’Istituto. Uno degli ultimi atti ufficiali dell’I.I.A. è databile al 1940, ancora una volta in pieno conflitto mondiale, quando tutti i belligeranti contribuirono al censimento dei cereali.L’intuizione di Lubin era però sempre valida, e lo era ancor più nel secondo dopoguerra, soprattutto con la nascita di nuove nazioni dal disgregarsi degli imperi coloniali: la necessità di un coordinamento delle attività agricole, unico baluardo contro la fame, assumeva veramente dimensioni planetarie. Occorreva riparare ai danni della guerra e individuare nuove risorse, il che era impossibile senza un organismo internazionale e sovranazionale, com’era appunto quello ideato da David Lubin.Ancora una volta l’iniziativa venne dagli Stati Uniti: nel maggio 1943, mentre ancora si era in guerra, il Presidente americano Franklin Delano Roosevelt si fece promotore di una conferenza che gettò le basi per la carta costitutiva della Food and Agriculture Organization (F.A.O.), che venne firmata il 16 ottobre 1945 a Quebec, in Canada. Alla nuova organizzazione, la cui sede venne collocata a Washington, l’Italia aderì il 3 settembre 1946.Nel marzo del 1946 la XVI Assemblea dell’I.I.A. decise il trasferimento alla F.A.O.dell’Istituto, il cui atto finale finale fu la redazione dell’Annuario dell’Agricoltura del 1947, pubblicato con la doppia denominazione I.I.A. - F.A.O. Nel 1951, infine, la F.A.O. venne trasferita a Roma, insediandosi nel palazzo che avrebbe dovuto diventare la sede del Ministero delle Colonie.In questa sede, nel giugno del 1969, ricorrendo il cinquantenario della morte di David Lubin, le nazioni che componevano il Consiglio hanno commemorato, alla presenza della figlia Evangeline, il piccolo ebreo polacco, che aveva avuto, quasi cento anni prima, una visione tanto vasta dei problemi mondiali.

L’Accademia Navale di Livorno è l’istituto di formazione degli Ufficiali della Marina Militare Italiana. E’ sorta a Livorno il 6 Novembre 1881 dalla fusione delle Scuole della Marina di Genova e di Napoli, ereditate con l’unità d’Italia. Durante l’ultima guerra, l’Accademia dovette abbandonare la sede di Livorno, per trasferirsi prima a Venezia e quindi a Brindisi; ritornò nella sede originaria dopo 3 anni di assenza, durante i quali i bombardamenti avevano pesantemente segnato le strutture dell’Istituto. Fu quindi intrapresa un’immediata opera di ricostruzione, accompagnata da un continuo potenziamento delle infrastrutture nell’arco del successivo ventennio. L’Accademia si estende oggi su una superficie di 215.000 mq, con fronte a mare di circa 2 km; ospita annualmente circa 1250 tra Allievi Ufficiali ed Ufficiali frequentatori dei corsi integrativi e professionali. L’Istituto si occupa della formazione di differenti tipologie di militari, provvedendo all’istruzione di base ed all’educazione dei giovani che aspirano a diventare Ufficiali della Marina Militare  e al perfezionamento dell’istruzione professionale e navale degli Ufficiali della Marina Militare e di altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato; all’istruzione integrativa professionale ed etico-militare degli Ufficiali dei vari Corpi direttamente reclutati a mezzo di pubblico concorso o di concorso interno (rispettivamente Nomina Diretta e Ruoli Speciali).L’Accademia Navale partecipa inoltre ad attività di studio e di ricerca a livello universitario nei settori della cultura di preminente interesse della Marina Militare.In oltre 120 anni di vita, l’Accademia Navale ha formato più di 8.000 Ufficiali dei Corsi Normali, più di 25.000 Ufficiali dei Corsi di Complemento e più di 2.000 Ufficiali a Nomina Diretta, educandoli tutti ad una vita di disciplina e di dedizione al dovere, al culto della Patria e dell’Onore.

Nel 1981 viene anche emessa una moneta da lire 500 in argento per commemorare il grande poeta dell’antichità  Virgilio. Coniata  in nr.340.988 esemplari.     

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this