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[OPERA COMPLETA] ITALIA TRA STORIA E NUMISMATICA

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Publio Virgilio Marone, in latino Publius Vergilius Maro (70 a.C. - 19 a.C.),  poeta latino.Nacque ad Andes, località identificata da secolare e inveterata tradizione con l’odierno borgo di Pietole, alle porte di Mantova. Studiò prima a Cremona e Milano, poi a Roma. Nella capitale portò a termine la propria formazione retorica. Messa da parte la carriera forense si recò a Napoli, dove divenne, insieme a Filodemo di Gadara, discepolo del filosofo epicureo Sirone. Conobbe Mecenate ed entrò a far parte del suo circolo, che raccoglieva molti letterati famosi dell’epoca. Ebbe parecchi contatti con Augusto e collaborò alla diffusione della sua ideologia politica. Considerato il maggiore poeta di Roma e dell’impero. Scrisse le Bucoliche (una raccolta di dieci egloghe sulla vita pastorale); poi le Georgiche (poema didascalico di quattro libri sul lavoro dei campi) ed infine l’Eneide (poema in dodici libri che narra la storia di Enea, esule da Ilio e fondatore della dinastia Giulia). Quest’ultimo poema rimase privo di revisione, e nonostante Virgilio in punto di morte ne chiedesse la distruzione e ne vietasse la diffusione, esso fu pubblicato per volere di Augusto.La fama di Virgilio dopo la morte fu tale che egli venne considerato una divinità degna di ricevere onori, lodi, preghiere, e riti sacri,  diventando un punto di riferimento importante per il popolo napoletano che vide nel poeta il suo secondo patrono e spirito protettore della città, dopo la vergine Partenope. Ai suoi resti, conservati nel sepolcro da lui stesso concepito secondo forme e proporzioni pitagoriche, fu attribuito il potere di proteggere la città dalle invasioni e dalle calamità. La casta sacerdotale cristiana del terzo secolo, usurpando le divinità pagane della tollerante e multiculturale religione romana, sostituì Virgilio con una figura patronale simile: Ianuarius (il noto San Gennaro). Ma non solo il suo ricordo nel tempo venne cancellato; anche la sua tomba venne profanata  nel XII secolo e fu rimosso  il vaso con le ossa di Virgilio dal suo sepolcro. Durante l’alto Medioevo Virgilio fu letto con ammirazione, il che permise alle sue opere di essere tramandate completamente. L’interpretazione dell’opera virgiliana utilizzò largamente lo strumento dell’allegoria: al poeta fu infatti attribuito un ruolo di profeta di Cristo, basandosi su un brano delle Bucoliche (la IV ecloga) annunciante la venuta di un bambino che avrebbe riportato l’età dell’oro.Virgilio viene rappresentato come vate, maestro e profeta da Dante nella Divina Commedia. Alla fama di sapiente per la tradizione colta, con il tempo si affiancò quella di mago nella tradizione popolare, inteso come uomo che conosce i segreti della natura e ne fa uso a fin di bene. Di tale interpretazione ci resta un corpus basso-medievale di leggende che hanno come sfondo soprattutto le città di Roma e Napoli.Al sommo poeta latino è intitolata l’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova.

Nel 1982 scoppia la guerra nelle Isole Falklands ( Malvine per gli argentini) tra Inghilterra e Argentina: dieci settimane di violenti scontri e battaglie aereo navali. Il breve conflitto termina con la riconquista inglese delle Isole, anche se la Gran Bretagna subirà  l’affondamento di numerose navi da guerra considerate gioielli tecnologici. A fine gennaio avviene la liberazione del generale della Nato James Dozier, rapito a Verona. In aprile, in un agguato è ucciso il maggior rappresentante dell’opposizione siciliana, Pio La Torre. Ma è anche l’anno in cui, dopo quasi mezzo secolo, l’Italia calcistica torna a sorpresa ad essere campione del mondo grazie soprattutto a Paolo Rossi, eroe del Mundial di Spagna ; in agosto la mafia  colpisce pesantemente le istituzioni uccidendo il prefetto di Palermo  Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie e l’agente che guidava la macchina di servizio. L’agguato mortale avviene in una centralissima via della città a pochi metri dal comando della Guardia di Finanza. Singolare coincidenza, qualche giorno prima Dalla Chiesa si era incontrato a Palermo con il ministro delle Finanze Rino Formica e il comandante generale della Guardia di Finanza. Al prefetto di Palermo era stato consegnato un rapporto riservatissimo elaborato dalle Fiamme Gialle che aveva compiuto indagini su 3200 mafiosi palermitani, accertamenti patrimoniali su duemila imprese e società in odor di mafia.Ed era questa probabilmente la pista che avevano cominciato a seguire gli investigatori palermitani, intenzionati ad affrontare la mafia proprio sul  terreno degli affari e della loro commistione con la politica, tentando di fare la radiografia del potere economico della mafia.

Nel 1982  nasce in Italia la prima moneta bimetallica della storia , che verrà inserita nella serie divisionale.

In questo anno la Zecca di Roma, oltre alla consueta serie divisionale, emette anche alcune monete per collezionisti, per commemorare l’Eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi e l’appartenenza di Galileo Galilei  all’Accademia Nazionale dei Lincei.

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L’Accademia Nazionale dei Lincei, (sede a Roma, Palazzo Corsini alla Lungara), è la più antica accademia italiana. Venne fondata nel 1603 da Federico Cesi con lo scopo di costituire una sede di incontri rivolti allo sviluppo delle scienze. Il suo nome esprime l’acutezza che deve avere la vista di coloro che si dedicano alle scienze. Nel tempo ha subito vari cambiamenti. Dopo un primo periodo di grande prestigio, dovuto all’opera di Cesi e alla presenza di soci quali Galileo Galilei e Giovanni Battista Della Porta, dopo la morte di Cesi nel 1630 ridusse le sue attività fino a scomparire.Nel 1745 il medico e scienziato Giovanni Bianchi rifondò a Rimini l’Accademia dei Lincei. Essa sarebbe stata attiva almeno fino al 1765, con ventuno accademici e trentadue dissertazioni documentate. Giovanni Bianchi aveva scritto in precedenza una breve storia dei Lincei di Cesi, intitolata Lynceorum Notitia, che è la prima apparsa a stampa. Questa storia esce nel 1744 come premessa al Fitobasano di Fabio Colonna, pubblicato a cura dello stesso Bianchi a Firenze: l’opera studia le piante più rare note agli antichi, cercandone il corrispondente nome moderno. Colonna aveva 24 anni quando, a sue spese, la licenziò nel 1594 a Napoli, dove era nato (e morì nel 1640). Una completa storia dei Lincei riminesi è nel saggio Tra erudizione e Nuova Scienza. I Lincei riminesi di Giovanni Bianchi (1745), Studi Romagnoli LII (Cesena 2004, pp. 401-492).Nell’Ottocento, dopo un tentativo di rianimarla da parte dell’abate Feliciano Scarpellini che cercò di attivare una accademia dei Nuovi lincei, si ebbe una vera ripresa delle sua attività solo nel 1847 quando Papa Pio IX rifondò una Pontificia accademia dei Nuovi Lincei. Una successiva rifondazione si ebbe nel 1874 per opera di Quintino Sella con la costituzione dell’Accademia Nazionale Reale dei Lincei. Questa ha ampliato i suoi scopi con la costituzione della Classe di scienze morali o umanistiche ed è riuscita ad assumere un grande prestigio. Nel periodo fascista però essa fu accorpata all’Accademia d’Italia di fondazione fascista, al fine di ridurne l’indipendenza. Alla caduta del fascismo l’Accademia d’Italia venne soppressa, su suggerimento di Benedetto Croce, e i Lincei riebbero la loro indipendenza.Dal 1986 è retta da uno statuto che prevede che sia composta da 540 membri dei quali 180 ordinari italiani, 180 stranieri e 180 corrispondenti italiani. I membri sono ripartiti in due classi: una riguarda le scienze matematiche, fisiche e naturali; la seconda è la classe di scienze morali, storiche e filologiche.

Nel 1983 la tensione internazionale tra USA e URSS raggiunge nuovi vertici: Reagan annuncia il varo del piano di difesa scudo stellare, e in ottobre ordina un invasione lampo nella piccola isola di Granada, per debellare le forze cubane che l’avevano occupata. Un mese prima, aerei da guerra russi avevano abbattutto un aereo civile coreano, con 269 passeggeri a bordo, che per motivi non spiegati aveva deviato dalla propria rotta, passando sul territorio russo. Sempre in ottobre un attentato uccide più di 240 soldati americani in Libano. In Italia una nuova crisi di governo porta alle elezioni anticipate, che vedono l’affermazione del PSI di Bettino Craxi, che diventa nuovo presidente del Consiglio. Tra lo sbigottimento generale, nel corso di un blitz anticamorra, viene arrestato il celebre conduttore televisivo Enzo Tortora. A ottobre, viene arrestato in Brasile Tommaso Buscetta, uno dei più potenti capimafia.A Londra viene trovato ucciso sotto un ponte il banchiere Roberto Calvi che, collegato con il crac del Banco Ambrosiano rivela gli stretti legami di Calvi con monsignor Marcinkus e la banca vaticana IOR, i prestiti facili offerti dal Banco ai partiti, i rapporti con il massone Gelli. Questi finisce in carcere, ma un anno dopo riuscirà ovviamente a fuggire.

Nel 1983 la Zecca emette la consueta serie divisionale per collezionisti comprensiva della moneta da lire 500 in argento “caravelle” e le monete in italma da lire 2 e lire 1.

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Nel 1984 , all’inizio dell’anno, muore il leader russo Andropov: gli succede Chernenko, che restituisce agli americani il boicottaggio olimpico: le Olimpiadi di Los Angeles non vedranno la presenza di atleti russi e delle altre Nazioni del Patto di Varsavia. Mentre gli scienziati lanciano l’allarme per l’Effetto serra, una grave sciagura investe l’India: una nube tossica fuoriesce da un impianto chimico a Bhopal,  causando migliaia di vittime. Ed è un anno nero per l’India: ad ottobre, al termine di sanguinosi scontri tra il governo e i separatisti sikh, viene uccisa da due guardie della sua stessa scorta il premier Indira Gandhi. In Italia il 18 febbraio viene firmato il nuovo concordato Stato-Chiesa con il quale la religione cattolica cessa di essere religione di stato e si apre nel Paese la libertà a ogni culto. Muore una delle più importanti figure politiche italiane, Enrico Berlinguer. Pochi giorni prima di Natale, una bomba uccide 16 persone sul rapido Napoli-Milano, nei pressi di San Benedetto Val di Sambro. La stagione degli attentati non è ancora finita ed ancora una volta a pagare sono innocenti. Povera gente che viaggiava in treno per le vacanze di Natale.

Nel 1984 la zecca emette una serie comprensiva di 10 valori e una  moneta da lire 500 in argento che celebra la XXIII Olimpiade che si terrà negli Stati Uniti.

Nel 1985 lo stipendio di un operaio è  di circa lire 610.000; il costo di un quotidiano è di lire 650; un biglietto del Tram costa lire 500, mentre una tazzina di caffè lire  400; il pane costa lire 1200 al kg; il latte lire 780 al litro; il vino al litro costa mediamente lire 900; la pasta al kg costa lire 980 mentre a carne di Manzo costa al kg. lire 11.000; Lo zucchero al kg costa lire 960 mentre la  Benzina lire 1329; un  grammo di Oro costa lire 11.800.  Uno degli anni più densi di avvenimenti del decennio, comincia con la morte di Chernenko e la nomina di Mikhail Gorbaciov a segretario del PCUS: glasnost e perestrojka, trasparenza e rinnovamento sono due parole che mai si erano sentite pronunciare da un leader russo. Due tremendi eventi naturali sconvolgono prima il Bangladesh, dove un ciclone uccide più di 10.000 persone, e poi soprattutto la Colombia: il 13 novembre, una gigantesca eruzione del vulcano Nevado del Ruiz provoca la morte di 25.000 persone in una delle catastrofe naturali più grandi della storia. Canali di lava larghi fino a 50 metri radono al suolo tutto ciò che incontrano, seminando distruzione e morte. A fine anno, Gorbaciov e Reagan hanno un primo contatto a Ginevra: qualcosa sembra mettersi in moto nel processo di avvicinamento fra le due super potenze. In Italia a giugno, Francesco Cossiga è eletto Presidente della Repubblica. Assolti tutti gli imputati del processo sulla strage di piazza Fontana. Il 7 ottobre la nave da crociera Achille Lauro, con più di 400 passeggeri a bordo, subisce il dirottamento da parte di terroristi palestinesi: dopo giorni drammatici, e la morte di un passeggero americano disabile, Leon Klinghoffer, il dirottamento termina con i caccia americani che obbligano l’aereo che stava riportando in patria i dirottatori ad atterrare a Sigonella, dove vengono presi in consegna dalle nostre autorità e poi rilasciati. I lati oscuri della vicenda creeranno un incidente diplomatico tra Italia e Stati Uniti. In un clima di festa natalizia, il 27 dicembre Roma è sconvolta all’aeroporto di Fiumicino da un inferno di fuoco. Terroristi del gruppo estremistico Abu Nidal provocano una strage negli uffici della compagnia israeliana El Al, e dell’americana Twa. Restano uccise 13 persone, altre 70 sono ferite, 4 terroristi uccisi. A Bruxelles la Juventus conquista la sua prima coppa dei campioni in una tragica serata funestata dalla morte di 38 tifosi italiani a seguito di un parapiglia iniziato dagli hooligans al seguito del Liverpool.

In questo anno la Zecca di Roma emette, oltre alle ormai consuete serie divisionali per collezionisti in fior di conio, le stesse serie in versione fondo specchio e altre monete commemorative. La serie divisionale comprende per la prima volta, oltre alle consuete lire 500 argento “Caravelle”,  una analoga moneta da lire 500 in argento, dedicata  a Alessandro Manzoni. Inspiegabilmente la Zecca emetterà due differenti serie confezionate: una conterrà solo la moneta argentea dedicata ad Alessandro Manzoni mentre l’altra la sola moneta da lire 500 Caravelle. Nel corso dell’anno verranno emesse monete celebrative dell’Anno degli Etruschi, del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico Duino, dell’Anno europeo della Musica,  e per celebrare la presidenza Italiana della Comunità Europea, tutte da lire 500 in argento.

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Alessandro Francesco Tommaso Manzoni (1785 - 1873), uno dei maggiori scrittori e poeti italiani. I promessi sposi è la sua opera più conosciuta, considerato un caposaldo della letteratura italiana. Il nonno materno di Manzoni, Cesare, scrisse il trattato Dei delitti e delle pene, ed anche la madre  era una donna con qualità letterarie. Alessandro Manzoni dal 1790 al 1803 venne educato in collegi di religiosi e da tali studi deriva una buona formazione classica ed il gusto letterario. A quindici anni sviluppa una sincera passione per la poesia e scrive due notevoli sonetti. Il nonno materno gli insegna a trarre dall’osservazione del reale conclusioni rigorose ed universali. Il giovane Manzoni dal 1803 al 1805 ha modo di frequentare l’ambiente illuministico dell’aristocrazia e dell’alta borghesia milanese. Il compiacimento neoclassico del tempo gli ispira le prime esperienze poetiche, modulate sull’opera di Vincenzo Monti, idolo letterario del momento. Ma, oltre questi, il Manzoni si volge a Giuseppe Parini, portavoce degli ideali illuministici, nonché dell’esigenza di moralizzazione nella società. A questo periodo si devono Il trionfo della libertà, Adda, I quattro sermoni che recano l’impronta di Monti e di Parini, ma anche l’eco di Virgilio e di Orazio. Nel 1805 raggiunse la madre ad Auteuil, dove passò due anni,  imbevendosi della cultura francese classicheggiante in arte, scettica e sensista in filosofia ed assiste all’evoluzione del razionalismo verso posizioni romantiche. Fondamentale è l’incontro con il critico e filologo Claude Fauriel (1772-1844) elaboratore delle dottrine romantiche, con il quale il Manzoni stringe una duratura amicizia. Per mezzo del Fauriel il Manzoni entra in contatto con l’estetica romantica tedesca, prima ancora che Madame de Staël la diffonda in Italia.Manzoni è ormai sulla via del realismo romantico; tuttavia non accetterà mai la convinzione propria sia del romanticismo sia dell’amico Fauriel, che la poesia debba essere espressione ingenua dell’anima e quindi non rinuncerà mai al dominio intellettuale del sentimento ed a una controllata espressione formale, caratteristica di tutto il nostro romanticismo.Nel 1810 Manzoni, già anticlericale per reazione all’educazione ricevuta ed indifferente più che agnostico o ateo riguardo al problema religioso, si riavvicina alla Chiesa. Nel 1808, a Milano, lo scrittore aveva sposato Enrichetta Blondel di Casirate, figlia di un banchiere ginevrino; il matrimonio si rivelò felice. La riscoperta della fede fu per Manzoni la conseguenza logica e diretta del dissolversi, nei primi anni dell’800, del mito della ragione, concepita come perennemente valida e certa fonte di giudizio, donde la necessità di individuare un nuovo sicuro fondamento della moralità. Persa, quindi, la speranza di raggiungere la serenità per mezzo della ragione, la vita e la storia gli parvero romanticamente immerse in un vano, doloroso, inspiegabile disordine: per non abbandonarsi alla disperazione bisognava trovare un fine ultraterreno. Nel Manzoni, quindi, l’irrequietezza esistenziale si compone nella fede conciliandola con la fermezza intellettuale. La sua energia intellettuale immediatamente successiva alla conversione fu impegnata nella composizione degli Inni Sacri, una serie di liriche sacre, ed un trattato sulla moralità cattolica, compito intrapreso sotto guida religiosa, in riparazione alla sua iniziale lontananza dalla fede. Nel 1819 Manzoni pubblicò la sua prima tragedia, Il Conte di Carmagnola che, violando coraggiosamente tutte le convenzioni classiche, generò una viva controversia.La morte di Napoleone nel 1821 ispirò a Manzoni il noto componimento lirico Il cinque maggio. Gli eventi politici di quell’anno, uniti all’imprigionamento di molti dei suoi amici, pesarono molto sul Manzoni, ed il suo lavoro di quel periodo fu ispirato soprattutto dagli studi storici in cui cercò distrazione. Intanto, attorno all’episodio dell’Innominato, storicamente identificabile come Francesco Bernardino Visconti, iniziò a prendere forma il romanzo Fermo e Lucia, la versione originale de I Promessi sposi, che fu completato nel settembre 1822. Dopo la revisione tra il 1825 ed il 1827, esso fu pubblicato, un volume per anno, portando una grande fama letteraria all’autore. Sempre nel 1822, Manzoni pubblicò la sua seconda tragedia, Adelchi, che tratta del rovesciamento da parte di Carlomagno della dominazione longobarda in Italia, e che contiene molte velate allusioni all’occupazione austriaca. In seguito Manzoni, laboriosamente, rielaborò I promessi sposi facendo uso dell’italiano nella forma toscana, e nel 1840 pubblicò questa riscrittura. La fine della vita di Manzoni fu rattristata da molti dispiaceri e lutti familiari. La morte del figlio maggiore fu il colpo finale che accelerò la fine del Manzoni, dopo una rovinosa caduta occorsagli all’uscita da una chiesa milanese, in cui subì un trauma cranico: le sue condizioni fisiche ebbero un rapido crollo; morì di meningite cerebrale, il 22 maggio. Il solenne funerale che vide una grandissima partecipazione si tenne a Milano. Nel 1874, nell’anniversario della morte, Giuseppe Verdi compose la Messa di requiem per onorarne la memoria. Nel 1883, a dieci anni dalla morte, la sua tomba venne spostata nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

Gli Etruschi erano una popolazione italica affermatasi in un’area denominata Etruria corrispondente alla Toscana, all’Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Campania e verso la zona padana dell’Emilia-Romagna, a partire dall’VIII secolo a.C. Sulla loro origine e provenienza non ci sono notizie sicure. Secondo il racconto di Erodoto, sarebbero emigrati in Toscana dall’Asia Minore (Lidia). Secondo il resoconto di Livio, sarebbero invece arrivati dal nord e secondo una terza tradizione, riportata dallo storico Dionigi di Alicarnasso, sarebbero invece autoctoni. Numerose erano le città etrusche, tra le quali erano importanti, nella zona meridionale, Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Veio, Volsini; in quella centrale Chiusi, Cortona, Arezzo, Perugia, Roselle, Vetulonia, Populonia; in quella settentrionale Pisa, Fiesole, Volterra, governate prima da re, poi da oligarchie. Tali città si raggruppavano talora in confederazioni o leghe di natura religiosa. Arricchendosi poi col tempo grazie ai prodotti delle terre circostanti e ai fiorenti allevamenti animali, e sfruttando le miniere e i traffici, riuscirono ad affermarsi rapidamente, espandendosi, tra il VII e il V secolo a.C., a nord nella valle Padana, dove si affermarono specialmente le città di Felsina (Bologna) e Marzabotto, collegate, verso l’Adriatico, con Spina, mediatrice degli influssi del mondo greco, e propizianti da nord il ricco commercio dell’ambra e dello stagno; a sud nel Lazio; sul mare, invece, serrata fu la competizione con le marinerie cartaginesi e greche. Il massimo di prosperità e di espansione fu raggiunto dagli Etruschi verso la metà del VI secolo a.C. In questo periodo, gli Etruschi riuscirono a stabilire la loro egemonia su tutta la penisola italica, sul Mar Tirreno e, grazie all’alleanza con Cartagine, sul Mediterraneo Occidentale. L’arresto della loro espansione cominciò invece sul finire del secolo e fu seguito dal declino nel V secolo a.C.. Prima fu Roma a liberarsi dalla loro supremazia con la cacciata, verso il 510 a.C., dei Tarquini; poi se ne liberarono i Latini, che, sostenuti da Aristodemo di Cuma, ad Ariccia, nel 506 a.C., li sconfissero in battaglia. In questo modo, gli avamposti degli Etruschi in Campania rimasero isolati e si indebolirono dopo la sconfitta navale che essi subirono a Cuma nel 474 a.C., andando del tutto perduti nel 423 a.C. con la conquista di Capua da parte dei Sanniti. Al nord la discesa dei Galli travolse i centri etruschi della pianura Padana all’inizio del V secolo a.C. Nel 396 a.C. Roma conquistava Veio estendendo la sua influenza su tutta l’Etruria meridionale. Per più di due secoli gli Etruschi ostacolarono l’ulteriore espansione romana. Nel 295 a.C., coalizzati con gli Umbri, i Galli e i Sanniti, furono sconfitti dai Romani nella battaglia di Sentino: nel giro di qualche decennio furono completamente assoggettati da Roma che li incluse, mediante trattati particolari, tra gli alleati nella penisola, finché non concesse loro la cittadinanza romana dopo la Guerra Sociale del 90 a.C., mediante la lex Julia dell 89 a.C. Agli Etruschi si devono i primi studi sulle coltivazioni della vite, tanto da essere apprezzati come validi coltivatori in tutto il bacino del mediterraneo. La donna etrusca, al contrario di quella greca o romana, non era tenuta in disparte dalla vita sociale, ma vi partecipava attivamente prendendo parte ai banchetti, ai giochi ginnici e alle danze. Erano molto stimate per la loro autorità, la capacità di sostenere il marito e di determinare il destino dei loro figli.La donna inoltre aveva una posizione di rilievo tra gli aristocratici etruschi poiché quest’ultimi erano pochi e spesso impegnati in guerra. Spettava alla donna, in caso di morte dell’uomo, il compito di assicurare la conservazione delle ricchezze e la continuità della famiglia: attraverso di lei avveniva anche la trasmissione dell’eredità.Pertanto, uno dei primi esempi di parità di diritti tra uomo e donna registrato nella storia deve essere considerato quello verificatosi nelle aree tra la Toscana, il Lazio settentrionale, l’Umbria occidentale e parte dell’Emilia-Romagna, grazie ai principi fondanti e alla cultura della civiltà etrusca. Nonostante la perdita dell’autonomia politica, gli Etruschi continuarono però a esercitare anche in seguito una grande influenza in Italia, sul piano culturale, religioso e artistico. Roma, che sotto Augusto aveva fatto dell’Etruria la settima regione d’Italia, subì fortemente la loro influenza, che si fece sentire nelle istituzioni, nei modi di vita, nella lingua (le parole etrusche passate al latino sono innumerevoli, ed alcune sono passate poi nella lingua italiana), nei gusti, nell’amore per il lusso, le danze e la musica, come si trova attestato nelle pitture tombali. Lo spirito creativo del popolo etrusco riemergerà dopo molti secoli nella Toscana dell’età rinascimentale.I romani si avvalsero della cultura etrusca soprattutto per gli aruspici, i sacerdoti capaci di interpretare il destino attraverso la lettura delle viscere degli animali, del volo degli uccelli, e dei fulmini.

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Il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico,fondato nel 1982 dalla Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia con il supporto del governo italiano. Si trova a Duino, nelle vicinanze di Trieste. Il corpo studenti è formato da circa 200 ragazzi provenienti da 80 paesi tra i 16 ed i 20 anni, selezionati attraverso un programma di borse di studio portato avanti dalle Commissioni Nazionali per i Collegi del Mondo Unito. È stato il quinto Collegio del Mondo Unito ed il primo ad essere fondato al di fuori dai paesi di lingua inglese. L’aspetto caratteristico del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico è la zona di confine in cui si trova, dove italiano e sloveno sono ampiamente utilizzati.L’obiettivo dei Collegi del Mondo Unito è di fare dell’educazione una forza per unire le persone. I Collegi del Mondo Unito offrono a studenti di ogni razza e credo l’opportunità di sviluppare una coscienza internazionale attraverso un programma che uniscono ad alti livelli accademici una serie attività che incoraggiano senso dell’avventura e responsabilità sociale. Il corso di studi copre gli ultimi due anni di educazione superiore prima dell’entrata universitaria. “Attraverso educazione internazionale, esperienze e partecipazione comunitaria, i Collegi del Mondo Unito aiutano i giovani a diventare cittadini responsabili, consapevoli a livello politico ed ambientale, e dedicati agli ideali di pace e giustizia, comprensione e cooperazione, e concretizzare questi ideali con l’azione e l’esempio personale.”

Il 1986 è un anno spaventoso per la storia dell’umanità: Il 26 aprile, alle ore 01.23 locali, esplose un reattore della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina (stato dell’ex URSS). In seguito alle esplosioni, dalla centrale si sollevarono delle nubi di materiali radioattivi che raggiunsero l’Europa orientale e la Scandinavia oltre alla parte occidentale dell’URSS. Vaste aree vicine alla centrale furono pesantemente contaminate rendendo necessaria l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di mezzo milione di persone. Ancora oggi è alta l’incidenza dei tumori e delle malformazioni su coloro che risiedevano nella zona colpita. Oltre duecento persone furono ricoverate immediatamente, 31 poi morirono (28 di queste per l’esposizione diretta alle radiazioni). La contaminazione provocata dall’incidente di Chernobyl non interessò solo le aree vicine alla centrale ma si diffuse irregolarmente secondo le condizioni atmosferiche. È stato calcolato che l’incidente di Chernobyl abbia rilasciato una quantità di radiazioni pari a cento volte a quelle rilasciate in occasione della bomba atomica lanciata su Hiroshima, ed i reali danni sono inquantificabili. Il tempo ci dirà cosa accadde realmente quella notte e le conseguenze reali sugli esseri viventi e sulla flora. Sempre in  aprile, aerei americani bombardano la Libia, ritenendo Gheddafi ispiratore del terrorismo internazionale. Per ritorsione, Gheddafi lancia 2 missili contro l’isola di Lampedusa. Pochi giorni dopo essere stato arrestato, muore suicida in carcere Michele Sindona, ex banchiere del banco ambrosiano, presunto mandante dell’omicidio Ambrosoli. Il governo Craxi, prossimo alla caduta, autorizza anche i network privati a trasmettere telegiornali, segnando la fine del monopolio statale sull’informazione.

Nel 1986 la Zecca di Roma emette le serie divisionali in FDC e FS con inclusa la moneta commemorativa dedicata a Donatello. L’Italia difende il terzo titolo mondiale di calcio vinto in Spagna nel 1982 nei campionati che si terranno in Messico. Per l’occasione la Zecca emette una moneta d’argento da lire 500, così come per celebrare l’Anno internazionale della Pace.

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Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello (1386 - 1466).Scultore.Lavorò a Firenze, Prato, Siena e Padova ricorrendo a varie tecniche (tuttotondo, bassorilievo), con varie materie (marmo, bronzo, legno). Si staccò definitivamente dal gotico riallacciandosi e superando l’arte greca e romana sia formalmente sia stilisticamente; particolare fu la sua capacità di infondere umanità e introspezione alle opere.L’artista era un individuo  minuto, signorile, elegante e delicato tanto da essere vezzeggiato con il nome di Donatello. Dal 1402 al 1404 è a Roma assieme al Brunelleschi.Dal 1404 al 1407 è aiuto di Lorenzo Ghiberti ai lavori della porta nord del Battistero.Numerosissimi i capolavori realizzati dall’artista fiorentino.Dal 1408 lavora per l’Opera del Duomo di Firenze, per cui realizza, nello stesso anno, il David marmoreo per uno dei contrafforti esterni, che nel 1416 venne trasportato a Palazzo Vecchio e assunto come emblema della città, ora conservato al Bargello.Nel 1425 circa realizza il Crocifisso ligneo di Santa Croce a Firenze. Dal 1425 al 1427 Donatello collabora con Michelozzo al monumento funebre dell’Antipapa Giovanni XXIII, al secolo Baldassarre Cossa, nel Battistero (1425-1427); Nel 1427 è a Pisa dove con esegue i pannelli marmorei del monumento funebre per il cardinale Rainaldo Brancacci della chiesa di Sant’Angelo a Nilo a Napoli.Del 1430 circa è il David bronzeo del Bargello. Opera realizzata per il cortile di palazzo Medici su commissione di Cosimo de’ Medici, la statua può rappresentare sia l’eroe biblico simbolo delle virtù civiche, sia il Dio Mercurio che contempla la testa recisa di Argo. Donatello qui dà un’interpretazione intellettualistica e raffinata della figura umana, il fregio con putti dell’elmo di Golia deriva forse da un cammeo delle raccolte Medicee. La statua del David fu progettata per poter essere vista da più punti; si ispira all’arte ellenistica: corpo nudo (non più raffigurato dopo l’età classica), con sbandamento dell’asse, daga come terzo appoggio, piede sulla testa di Golia; volto molto pensoso, corpo morbido e vivace, come ritratto dal vivo; allegoricamente rappresenta la ragione che trionfa sulla forza bruta e sull’irrazionalità.Muore a Firenze nel 1466. Verrà sepolto nella Basilica di San Lorenzo, vicino a Cosimo il Vecchio.

Nello stesso anno la zecca emette anche una moneta da lire 500 in argento per celebrare l’anno internazionale della pace.

Nel 1987  il premier russo Gorbaciov in uno storico discorso al Parlamento sovietico, chiede la necessità di un radicale cambiamento dell’economia dello stato socialista, ormai moribonda. Trasparenza delle decisioni dell’apparato statale, rinnovamento: Perestrojika e glasnost diventano parole di uso comune anche in Occidente. E un aiuto insperato al leader russo arriva anche dalla spettacolare bravata di uno studente tedesco, che con il suo piccolo aeroplano sfugge a tutti i controlli e atterra sulla Piazza Rossa di Mosca. L’azione porta alla rimozione di buona parte dei vertici militari russi, e tra loro anche molti oppositori di Gorbaciov. Il 19 ottobre, quello che molti analisti avevano previsto sul finire dell’anno prima si avvera: nel lunedi nero delle borse mondiali, l’indice Dow Jones perde 508 punti, più del 20% del suo valore, trascinando nel disastro gli altri mercati mondiali. E’ una crisi economica paragonabile a quella del 1929, che segna la fine della grande bolla speculativa iniziata nei primi anni ottanta. Nel nostro paese in luglio, una serie di insistenti piogge devastano per dieci giorni la Valtellina con allagamenti e alluvioni. Il 28 una gigantesca frana si stacca e scivola dalla montagna spazzando via due paesi, Morignone e Sant’Antonio Morignone, causando 53 vittime e gravissimi danni alle case. 1500 persone restano senza tetto. Nel mondo politico italiano fa la sua apparizione  la Lega Lombarda, una formazione politica molto aggressiva, che accusava i partiti tradizionali di corruzione e inefficienza e accusava lo stato centralista di favorire il parassitismo soprattutto a danno delle regioni del Nord ricco e produttivo. Il Leader della Lega, Umberto Bossi ( ), persona dal linguaggio immediato e pittoresco, molto diverso da quello usato dai politici tradizionali, propose un programma federalista nel quale il Nord, resosi autonomo dal potere centrale dello Stato, avrebbe dovuto governarsi in proprio.

Nel 1987 è la volta di Giacomo Leopardi ad essere commemorato con la moneta in argento da lire 500 inserita nella divisionale emessa dalla Zecca di Roma nella ormai consueta doppia versione FDC e FS. Nello stesso anno la zecca emette monete da lire 500 commemorative dei Campionati Mondiali di Atletica e della Famiglia.

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L’Accademia Nazionale dei Lincei, (sede a Roma, Palazzo Corsini alla Lungara), è la più antica accademia italiana. Venne fondata nel 1603 da Federico Cesi con lo scopo di costituire una sede di incontri rivolti allo sviluppo delle scienze. Il suo nome esprime l’acutezza che deve avere la vista di coloro che si dedicano alle scienze. Nel tempo ha subito vari cambiamenti. Dopo un primo periodo di grande prestigio, dovuto all’opera di Cesi e alla presenza di soci quali Galileo Galilei e Giovanni Battista Della Porta, dopo la morte di Cesi nel 1630 ridusse le sue attività fino a scomparire.Nel 1745 il medico e scienziato Giovanni Bianchi rifondò a Rimini l’Accademia dei Lincei. Essa sarebbe stata attiva almeno fino al 1765, con ventuno accademici e trentadue dissertazioni documentate. Giovanni Bianchi aveva scritto in precedenza una breve storia dei Lincei di Cesi, intitolata Lynceorum Notitia, che è la prima apparsa a stampa. Questa storia esce nel 1744 come premessa al Fitobasano di Fabio Colonna, pubblicato a cura dello stesso Bianchi a Firenze: l’opera studia le piante più rare note agli antichi, cercandone il corrispondente nome moderno. Colonna aveva 24 anni quando, a sue spese, la licenziò nel 1594 a Napoli, dove era nato (e morì nel 1640). Una completa storia dei Lincei riminesi è nel saggio Tra erudizione e Nuova Scienza. I Lincei riminesi di Giovanni Bianchi (1745), Studi Romagnoli LII (Cesena 2004, pp. 401-492).Nell’Ottocento, dopo un tentativo di rianimarla da parte dell’abate Feliciano Scarpellini che cercò di attivare una accademia dei Nuovi lincei, si ebbe una vera ripresa delle sua attività solo nel 1847 quando Papa Pio IX rifondò una Pontificia accademia dei Nuovi Lincei. Una successiva rifondazione si ebbe nel 1874 per opera di Quintino Sella con la costituzione dell’Accademia Nazionale Reale dei Lincei. Questa ha ampliato i suoi scopi con la costituzione della Classe di scienze morali o umanistiche ed è riuscita ad assumere un grande prestigio. Nel periodo fascista però essa fu accorpata all’Accademia d’Italia di fondazione fascista, al fine di ridurne l’indipendenza. Alla caduta del fascismo l’Accademia d’Italia venne soppressa, su suggerimento di Benedetto Croce, e i Lincei riebbero la loro indipendenza.Dal 1986 è retta da uno statuto che prevede che sia composta da 540 membri dei quali 180 ordinari italiani, 180 stranieri e 180 corrispondenti italiani. I membri sono ripartiti in due classi: una riguarda le scienze matematiche, fisiche e naturali; la seconda è la classe di scienze morali, storiche e filologiche.

Nel 1983 la tensione internazionale tra USA e URSS raggiunge nuovi vertici: Reagan annuncia il varo del piano di difesa scudo stellare, e in ottobre ordina un invasione lampo nella piccola isola di Granada, per debellare le forze cubane che l’avevano occupata. Un mese prima, aerei da guerra russi avevano abbattutto un aereo civile coreano, con 269 passeggeri a bordo, che per motivi non spiegati aveva deviato dalla propria rotta, passando sul territorio russo. Sempre in ottobre un attentato uccide più di 240 soldati americani in Libano. In Italia una nuova crisi di governo porta alle elezioni anticipate, che vedono l’affermazione del PSI di Bettino Craxi, che diventa nuovo presidente del Consiglio. Tra lo sbigottimento generale, nel corso di un blitz anticamorra, viene arrestato il celebre conduttore televisivo Enzo Tortora. A ottobre, viene arrestato in Brasile Tommaso Buscetta, uno dei più potenti capimafia.A Londra viene trovato ucciso sotto un ponte il banchiere Roberto Calvi che, collegato con il crac del Banco Ambrosiano rivela gli stretti legami di Calvi con monsignor Marcinkus e la banca vaticana IOR, i prestiti facili offerti dal Banco ai partiti, i rapporti con il massone Gelli. Questi finisce in carcere, ma un anno dopo riuscirà ovviamente a fuggire.

Nel 1983 la Zecca emette la consueta serie divisionale per collezionisti comprensiva della moneta da lire 500 in argento “caravelle” e le monete in italma da lire 2 e lire 1.

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Giacomo Leopardi (Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi, 1798 - 1837). Uno dei massimi scrittori e poeti italiani di tutti i tempi. La straordinaria qualità lirica della sua poesia e la riflessione di pensiero sulle domande ultime della condizione umana lo rendono figura significativa di tutta la letteratura e cultura europee e mondiali. Nato nelle Marche, allora appartenente allo Stato pontificio da genitori che, per i loro  pregiudizi nobiliari resero infelice Giacomo, costretto a vivere in un piccolo borgo di provincia e in uno stato tra i più retrogradi d’Italia, rimanendo escluso dalle correnti di pensiero che circolavano nel resto dell’Italia e in Europa.Ricevette la prima educazione da due precettori ecclesiastici, che influirono sulla sua prima formazione con metodi improntati alla scuola gesuitica,  incentrata non solo sullo studio del latino, della teologia e della filosofia, ma anche su una formazione scientifica di buon livello contenutistico e metodologico.Il ruolo avuto dai precettori non impedì comunque al giovane Leopardi di intraprendere un suo personale percorso di studi avvalendosi della biblioteca paterna molto fornita e di altre biblioteche recanatesi.Nel 1809 il giovane Giacomo compone il sonetto intitolato La morte di Ettore, da considerarsi la sua prima composizione poetica. Dal 1812 il Leopardi si immerse totalmente in uno studio matto e disperatissimo che assorbì tutte le sue energie e che recò gravi danni alla sua salute.Tra il 1815 e il 1816 si avverte in Leopardi un forte cambiamento frutto di una profonda crisi spirituale che lo porterà ad abbandonare l’erudizione per dedicarsi alla poesia. Egli si rivolge pertanto ai classici, come a modelli di poesia da studiare. Seguiranno le letture di autori moderni come l’Alfieri, il Parini, il Foscolo e il Monti che servirono a maturare la sua sensibilità romantica. Con  la maturazione di una nuova ideologia e sensibilità scopre il bello in senso non arcaico ma neoclassico, e nel 1817 avviene quel passaggio dalla poesia di immaginazione degli antichi alla poesia sentimentale che il poeta definì l’unica ricca di riflessioni e convincimenti filosofici.Il 1817 fu per il Leopardi, che giunto alle soglie dei diciannove anni aveva avvertito in tutta la sua intensità il peso dei suoi mali e della condizione infelice che ne derivava, un anno decisivo che determinò nel suo animo profondi mutamenti.Consapevole ormai del suo desiderio di gloria e insofferente dell’angusto confine in cui fino a quel momento era stato costretto a vivere, sentì l’urgente desiderio di uscire, in qualche modo, dall’ambiente recanatese. Gli avvenimenti seguenti incideranno sulla sua vita e sulla sua attività intellettuale in modo determinante.Nel luglio del 1817 il Leopardi iniziò a compilare lo Zibaldone, diario sul quale registrerà fino al 1832 le sue riflessioni, le note filologiche e gli spunti di opere; , lesse la vita di Alfieri e compilò il sonetto Letta la vita scritta da esso che toccava i temi della gloria e della fama.Alla fine del 1817 un altro avvenimento lo colpì profondamente: l’incontro, nel dicembre dello stesso anno, con Geltrude Cassi Lazzari, una parente che fu ospite presso la famiglia per alcuni giorni e per la quale provò un amore inespresso.Fra il 1816 e il 1818 la posizione di Leopardi verso il Romanticismo, che stava suscitando in quegli anni forti polemiche e aveva ispirato la pubblicazione del Conciliatore, va maturando.Aveva intanto scritto le due canzoni ispirate a motivi patriottici All’Italia e Sopra il monumento di Dante che stanno ad attestare il suo spirito liberale e la sua adesione a quel tipo di letteratura di impegno civile che aveva appreso dal Giordani.Nel 1819 una malattia agli occhi, che lo privò persino del conforto dello studio, lo gettò in una profonda prostrazione che acuì la sua insofferenza per la vita recanatese. Tra il luglio e l’agosto progettò la fuga e cercò di procurarsi un passaporto per il Lombardo-Veneto, da un amico di famiglia, il conte Saverio Broglio d’Ajano, ma il padre lo venne a sapere e il progetto di fuga fallì.Fu appunto nei mesi che seguirono che il Leopardi elaborò le prime basi della sua filosofia e riflettendo sulla vanità delle speranze e l’ineluttabilità del dolore, scoprì la nullità delle cose e del dolore stesso.Inizia intanto la composizione di quei canti che verranno in seguito pubblicati con il titolo di Idilli e scrive L’infinito, La sera del dì di festa e Alla luna.Nell’autunno del 1822 si reca a Roma,  ospite dello zio materno, Carlo Antici. Rimase entusiasta della tomba di Torquato Tasso, al quale si sentiva accomunato dall’innata infelicità. Nell’aprile del 1823 Leopardi ritornò a Recanati e si dedicò alla composizione dei primi idilli, alle canzoni di contenuto filosofico o dottrinale e tra il gennaio e il novembre del 1824 compose le Operette morali.Durante un soggiorno a  Bologna conobbe la contessa Teresa Carnian Malvezzi della quale si innamorò senza essere corrisposto. Nel giugno dello stesso anno si trasferì a Firenze dove conobbe il gruppo di letterati appartenenti al circolo Viesseux tra i quali Gino Capponi, Giovanni Battista Niccolini, Pietro Colletta, Niccolò Tommaseo e Manzoni.Nel novembre del 1827 si recò a Pisa dove rimase fino alla metà del 1828. Qui, grazie all’inverno mite, la sua salute migliorò e il Leopardi tornò alla poesia e compose la canzonetta in strofe metastasiane il Risorgimento e il canto A Silvia inaugurando il periodo creativo detto dei Canti pisano-recanatesi, chiamati anche grandi idilli, all’interno del quale il poeta sperimenta la cosiddetta canzone libera o canzone leopardiana. Ripreso dalle sofferenze e aggravatosi il disturbo agli occhi,  fu costretto a ritornare a Recanati dove rimase fino al 1830.In questi due anni il Leopardi si dedicò alla poesia e scrisse alcune delle sue più importanti liriche tra cui Le ricordanze, Il sabato del villaggio, La quiete dopo la tempesta, Il passero solitario, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.Ebbe nel 1831 una forte passione amorosa per Fanny Targioni Tozzetti, conclusasi in una nuova delusione. Nel settembre del 1833, dopo aver ottenuto un modesto assegno dalla famiglia, partì per Napoli sperando che il clima mite di quella città potesse giovare alla sua salute. Durante gli anni trascorsi a Napoli si dedicò alla stesura dei Pensieri che raccolse probabilmente tra il 1831 e il 1835 e riprese i Paralipomeni della Batracomiomachia che, iniziati nel 1831, aveva interrotto. A quest’ultima opera lavorò, assistito dal Ranieri, fino agli ultimi giorni di vita.Nel 1836, quando a Napoli scoppiò l’epidemia di colera, il Leopardi si recò con l’amico Ranieri e sua sorella Paolina nella Villa Ferrigni fra Torre del Greco e Torre Annunziata dove rimase dall’estate di quell’anno all’inverno del 1837. In questo luogo egli compose Il tramonto della luna e La ginestra o il fiore del deserto nei quali si coglie l’invocazione ad una fraterna solidarietà contro l’oppressione della natura e del destino.Nel febbraio del ‘37 ritornò a Napoli con il Ranieri ma la sua salute si aggravò e il 14 giugno di quell’anno morì. Le sue spoglie vennero inumate nell’atrio della chiesa di San Vitale, sulla via di Pozzuoli presso Fuorigrotta. Nel 1939 la sua tomba, spostata al Parco Virgiliano a Posillipo, fu dichiarata monumento nazionale.

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Nel 1988 avvengono due gravissime catastrofi naturali: una tremenda inondazione lascia più di 20 milioni senzatetto in Bangladesh, e a fine anno un terremoto violentissimo provoca la morte di oltre 25.000 persone in Armenia. Prosegue la scia di sangue causata dal terrorismo; il volo 103 della Pan Am da Londra per New York esplode poco dopo il decollo sopra i cieli di Lockerbie: tutti morti i 244 passeggeri e i 15 membri dell’equipaggio, in quello che viene subito considerato dagli americani un attentato terroristico libico. Dopo milioni di morti in una sanguinosa guerra durata otto anni, cessano le ostilità fra Iran e Iraq. George Bush è il nuovo presidente degli Stati Uniti, con una delle più schiaccianti vittorie di sempre sul candidato democratico Don Quayle. In Italia intanto avvengono una serie di attacchi della criminalità organizzata che semina morti e terrore.Il preoccupante fenomeno non è solo legato al controllo dei  traffici illeciti da parte della criminalità organizzata, ma sembra avere solidi legami anche con il mondo politico ed economico.Non a caso esplodono  altri grossi scandali di corruzione come quello delle Carceri d’oro, delle Lenzuola d’oro nelle ferrovie e  del traffico di armi e mine in Oriente.  All’inizio dell’anno avviene l’omicidio di  Insalaco, ex sindaco di Palermo; nella stessa città viene assassinato il giudice SAETTA che aveva letto le sentenze al maxiprocesso della mafia. Ucciso anche l’ex dirigente di Lotta Continua Mauro ROSTAGNO che si stava occupando di una comunità di tossicodipendenti e aveva denunciato in Tv il traffico di droga. In Germania, una grave sciagura colpisce le FRECCE TRICOLORI dell’aeronautica Militare Italiana: a Ramstein, tre aerei della pattuglia acrobatica si scontrano in volo, causando la morte dei piloti e di 49 spettatori. Sfinito dalle vicissitudini giudiziarie muore il noto presentatore Enzo Tortora.

L’opinione pubblica si convince che alcune trame  potrebbero collegare il mondo camorristico campano e della mafia siciliana con la politica e l’economia del triangolo industriale d’Italia; effettuando controlli incrociati le forze dell’ordine scoprono i nomi ricorrenti e quindi le connivenze, i grandi spostamenti di denaro che vanno dal Sud al Nord Italia oppure all’estero nei paradisi fiscali.

La zecca conia nel 1988 la serie divisionale per numismatici in versione FDC e FS con la commemorazione di Don Bosco.

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Giovannino Bosco era nato il 16 agosto 1815 in una piccola frazione di Castelnuovo D’Asti, in Piemonte. Ancora bimbo, la morte del babbo gli fece sperimentare il dolore di tanti poveri orfanelli dei quali si farà padre amoroso. Trovò però nella mamma  un esempio di vita cristiana che incise profondamente nel suo animo.Volendosi far prete, per dedicarsi tutto alla salvezza dei fanciulli, mentre di giorno lavorava, passava le notti sui libri, finché all’età di vent’anni poté entrare in Seminario  ed essere ordinato Sacerdote a Torino nel 1841. A quei tempi Torino era piena di poveri ragazzi in cerca di lavoro, orfani o abbandonati, esposti a molti pericoli per l’anima e per il corpo. Don Bosco incominciò a radunarli la Domenica, per farli giocare ed istruire nel Catechismo finché, dopo cinque anni di enormi difficoltà, riuscì a stabilirsi nel rione periferico di Valdocco e aprire il suo primo Oratorio. Fondò la Congregazione Salesiana, formata da sacerdoti e laici che vogliono continuare l’opera sua e alla quale diede come scopo principale di sostenere e difendere l’autorità del Papa. Fondò, con Santa Maria Domenica Mazzarello, la Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice. I Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice si sparsero in tutto il mondo al servizio dei giovani, dei poveri e dei sofferenti, con scuole di ogni ordine e grado, istituti tecnici e professionali, ospedali, dispensari, oratori e parrocchie. Con Don Bosco si riafferma la preferenza per la gioventù povera, abbandonata, pericolante, che ha maggior bisogno di essere amata ed evangelizzata specialmente nei luoghi di più grave povertà. Dedicò molto tempo  per scrivere e divulgare facili opuscoli per l’istruzione cristiana del popolo. Fu un uomo dalla carità operosissima.Dopo una grave malattia moriva all’alba del 31 gennaio 1888, all’età di 72 anni. Il 1 Aprile 1934, Pio XI  lo proclamò Santo.

Vengono emesse anche alcune monete per numismatici, una da lire 500 in argento per ricordare il quarantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana.

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Guest elledi

Un’altra, sempre da lire 500 in argento per celebrare la XXIV Olimpiade che si terrà nella città di Seul (Corea del Sud).

Inoltre, per celebrare l’Università degli studi di Bologna, che compie novecento anni vengono emesse tre monete in argento dal valore nominale di lire 100, 200 e 500 tutte in argento.

L’Università di Bologna ha origini molto antiche che la indicano come la prima Università del mondo occidentale. La sua storia si intreccia con quella di grandi personaggi che operarono nel campo della scienza e delle lettere ed è riferimento imprescindibile nel panorama della cultura europea. L’origine dell’Università di Bologna è attribuita all’anno 1088, data convenzionale fissata da un comitato di storici guidato da Giosuè Carducci.L’Istituzione inizia a configurarsi a Bologna alla fine del secolo XI quando maestri di grammatica, di retorica e di logica iniziano ad applicarsi al diritto. Federico I promulga nel 1158 la Costitutio Habita con cui l’Università diventa un luogo in cui la ricerca si sviluppa indipendentemente da ogni altro potere.Dal XIV secolo alle scuole dei giuristi si affiancano quelle di medicina, filosofia, aritmetica, astronomia, logica, retorica e grammatica. Dal 1364, viene istituito anche l’insegnamento di teologia.A Bologna trascorrono periodi di studio Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Guido Guinizelli, Cino da Pistoia, Cecco d’Ascoli, Re Enzo, Salimbene da Parma e Coluccio Salutati.Nel XV secolo si costituiscono insegnamenti di greco e di ebraico, e nel XVI secolo quelli di magia naturale, cioè la scienza sperimentale. Una figura rappresentativa di questo periodo è Ulisse Aldrovandi che estende il suo contributo alla farmacopea, allo studio degli animali, dei fossili e di varie meraviglie di natura che raccolse e classificò.Nel XVI secolo Gaspare Tagliacozzi compie i primi studi di chirurgia plastica. Il periodo aureo della medicina bolognese coincide con l’insegnamento di Marcello Malpighi nel XVII secolo, che ricorre al microscopio per le ricerche anatomiche.La fama dell’Università di Bologna si propaga, già dal Medioevo, in tutta Europa e diviene meta di ospiti illustri.Studiano a Bologna anche Pico della Mirandola e Leon Battista Alberti applicandosi al diritto canonico. Nicolò Copernico vi studia invece diritto pontificio iniziando nel contempo le proprie osservazioni astronomiche.Con la Rivoluzione Industriale, nel XVIII secolo, l’Università promuove lo sviluppo scientifico e tecnologico. A questo periodo risalgono gli studi Luigi Galvani che, con Alessandro Volta, Benjamin Franklin e Henry Cavendish, è uno dei fondatori dell’elettrotecnica moderna.Il periodo successivo alla nascita dello stato unitario italiano è per l’Università di Bologna un’epoca di grande rilancio in cui spiccano tra le altre le figure di  Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Augusto Righi, Augusto Murri.Nel 1888 si celebra l’ottavo centenario dello Studium, evento grandioso che riunisce a Bologna tutte le università del mondo per onorare la Madre delle Università. La cerimonia diviene una festa internazionale degli studi poiché le università riconoscono a Bologna le loro radici, gli elementi di continuità e i comuni ideali di progresso nella tolleranza.L’Università continuerà a mantenere questa posizione di centralità sulla scena della cultura mondiale fino al periodo tra le due guerre, quando altre realtà iniziano a prendere il sopravvento nel campo della ricerca e della formazione. Essa è dunque chiamata a rapportarsi con le Istituzioni dei Paesi più avanzati intraprendendo un percorso di aggiornamento e crescita. Tra le sfide raccolte con successo, l’Università si impegna in quel confronto con la nuova dimensione europea che condurrà all’innovazione del sistema universitario.

Nel 1989 in gennaio, muore l’imperatore del Giappone Hirohito, mentre a giugno muore Khomeini, signore dell’Iran. Due eventi epocali segnano l’ultimo anno del decennio: a giugno, finisce in modo tragico la grande, democratica protesta degli studenti cinesi, che chiedevano riforme libertarie nel loro Paese: i carri armati, come già a Praga nel 1968, reprimono nel sangue le manifestazioni.

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Guest elledi

Decine di migliaia i morti del regime totalitario cinese, con grande sdegno del mondo civile.Ma l’avvenimento davvero epocale è quello che dopo ventotto anni, sulla spinta delle riforme in atto in Unione Sovietica, crolla il muro di Berlino, che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal circostante territorio della Germania Est dal 13 agosto 1961 ( ). La polizia della Germania Est favorisce il passaggio dei cittadini fra le due parti della città, rendendosi conto che l’evento è ormai inarrestabile. Ad uno ad uno, nei mesi successivi cadranno tutti gli altri regimi comunisti.

Dal punto di vista propagandistico la costruzione del muro fu un disastro per la Germania Orientale e, in generale, per tutto il blocco comunista; divenne infatti il simbolo della tirannia comunista, specialmente dopo le uccisioni degli aspiranti fuggitivi sotto gli occhi di tutto il mondo. Ma non è ancora finita: l’anno ed il decennio si chiudono con le  impressionanti e agghiaccianti sequenze in TV dalla Romania. Quasi in diretta TV, sono catturati e giustiziati il dittatore Ceausescu e la moglie.

In Italia si ha la trasformazione della Lega Lombarda di Bossi in Lega Nord, nata dalla  coalizzazione delle formazioni di ispirazione federalista e separatista. Nelle elezioni del 1992 la Lega ottenne ottimi risultati concentrati però nelle regioni settentrionali.Nello stesso periodo il PCI, anche a causa dei rivolgimenti che avvenivano nei paesi dell’est, si vide costretto a trasformarsi per sopravvivere. Il suo segretario Achille Occhetto guidò il partito all’allineamento con i partiti socialdemocratici europei, chiese ed ottenne l’ingresso nell’Internazionale socialista, modificò lo stesso nome della sua formazione da PCI a PDS (partito dei democratici di sinistra). I dissidenti uscirono dal PCI fondando Rifondazione Comunista.

Nel 1989 la Zecca emette la serie divisionale per collezionisti con inclusa una moneta da lire 500 in argento dedicata a Tommaso Campanella.

Tommaso Campanella,  vero nome  Giovanni Domenico Campanella ( 1568 – 1639) , teologo, filosofo e poeta italiano. Figlio di un calzolaio,  prese gli Ordini Domenicani non ancora quindicenne, con il nome di frà Tommaso in onore di San Tommaso d’Aquino. Studiò teologia e filosofia con diversi maestri.A Napoli venne in contatto con l’astrologia, i riferimenti astrologici infatti sarebbero diventati una caratteristica costante nei suoi scritti.Le concezioni non ortodosse di Campanella lo portarono in conflitto con la Chiesa. Denunciato all’Inquisizione e citato presso il Sant’Uffizio a Roma, fu confinato in un convento fino al 1597. Dopo la sua liberazione, Campanella tornò in Calabria, e si fece portatore di una cospirazione contro il potere spagnolo a causa della quale fu ordinata la chiusura, per decreto del vicario Pedro di Toledo, dell’Accademia Cosentina. Lo scopo di Campanella era quello di formare una società basata sulla comunità dei beni e delle mogli (in somiglianza allo stato ideale di Platone), poiché, sulle basi delle profezie di Gioacchino da Fiore e sulle sue osservazioni astronomiche, predisse l’avvento di una catastrofe che avrebbe rinnovato il mondo dello spirito nell’anno 1600. Tradito da due compagni cospiratori, fu preso ed incarcerato a Napoli. Fingendo problemi mentali riuscì a evitare la pena di morte, ma venne condannato all’ergastolo.Campanella trascorse 27 anni in prigione a Napoli nel corso dei quali  scrisse le sue opere più importanti tra le quali La città del sole (1623), in cui vagheggiava l’instaurazione di una felice e pacifica repubblica universale retta su principi di giustizia naturale). Egli addirittura intervenne nel primo processo contro Galileo Galilei con la sua coraggiosa Apologia di Galileo (1616).Fu infine scarcerato nel 1626, per personale intercessione di  Papa Urbano VIII.  Campanella fu portato a Roma e tenuto per qualche tempo presso il Sant’Uffizio, e fu liberato definitivamente nel 1629. Visse per cinque anni a Roma, dove fu il consigliere di Urbano VIII per le questioni astrologiche.Nel 1634 però, una nuova cospirazione in Calabria, portata avanti da uno dei suoi seguaci, gli procurò nuovi problemi.Fuggì quindi in Francia, dove fu benevolmente ricevuto alla corte di Luigi XIII. Protetto dal Cardinale Richelieu, e finanziato dal re, passò il resto dei suoi giorni al convento parigino di Saint-Honoré. Il suo ultimo lavoro fu un poema che celebrava la nascita del futuro Luigi XIV.

Nel 1989 la zecca emette inoltre altre monete commemorative, di cui una destinata alla normale circolazione, dal valore nominale di lire 200 e celebrativa del centenario dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto.

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La costruzione dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto venne decisa con Legge  n.833 del 29 giugno 1882, per rimediare alla sempre crescente necessità di difesa dell’Italia protesa verso il Mar Mediterraneo. La commissione nazionale appositamente costituita, incaricò il Capitano di Fregata Simone Antonio Pacoret De Saint-Bon di redigere un piano delle opere da realizzare: l’ufficiale ideò un imponente arsenale dotato di due caserme, un ospedale, sette bacini di carenaggio e sette scali di costruzione, progetto che non fu mai realizzato a causa del suo costo troppo elevato.I lavori iniziarono solo nel settembre 1883 nel primo seno del Mar Piccolo, su progetto del Generale Domenico Chiodo di ben più modesta entità, e si conclusero sei anni dopo. L’arsenale venne inaugurato 21 agosto 1889 alla presenza di Re Umberto I. Il costo dell’opera fu di oltre nove milioni di lire, incluso l’ampliamento del canale navigabile per il collegamento del Mar Piccolo con il Mar Grande. Durante i lavori, che comportarono la demolizione di antichi edifici, furono portate alla luce strutture di impianti portuali di età classica e necropoli greco-romane ricche di reperti archeologici L’attività di costruzione delle navi da guerra, ebbe inizio nel marzo 1894 e si concluse nel marzo 1967, anno in cui la Marina Militare Italiana decise di abbandonare le nuove costruzioni per dedicarsi ai soli compiti di supporto e mantenimento in efficienza della flotta. Il 29 aprile 2005 venne inaugurata nei pressi delle banchine la nuova Scuola Sommergibili della Marina Militare Italiana, con simulatori di moderna concezione e metodi formativi all’avanguardia, a disposizione anche delle marine alleate operanti al di fuori del bacino mediterraneo.L’Arsenale occupa un’area di oltre 90 ettari di cui 70 scoperti, delimitata da un muro di cinta alto 7 metri e lungo 3250 metri, ed ha un fronte a mare di circa 3 Km, da cui si sviluppano 4,5 Km di banchine sulla sponda meridionale del Mar Piccolo. Il territorio è organizzato in quattro aree: l’area della Direzione Generale, l’area dei Sistemi di Combattimento a ponente, l’area della Piattaforma al centro, l’area dei Servizi a levante. È dotato di 5 bacini galleggianti, i più moderni dei quali possono di ospitare unità fino a 6.000 tonnellate, e di 2 bacini in muratura.Per le sue dimensioni e per la sua dislocazione, l’Arsenale ha influenzato notevolmente lo sviluppo urbanistico della Taranto moderna. Quello della Direzione Generale è l’unico edificio visibile oltre l’alto cancello in ferro battuto, e si presenta con un prospetto principale sormontato da un grande timpano triangolare dotato di un orologio meccanico. Dal 2006 l’Arsenale è aperto ai visitatori al sabato durante il periodo estivo.

Viene altresì coniata una moneta da lire 500 in argento per celebrare la lotta contro il cancro.

Inoltre la zecca avvia le celebrazioni per i campionati mondiali di calcio che si svolgeranno nel 1990 in Italia, con l’emissione di due monete in argento da lire 500 e lire 200 con millesimo 1989.

Due monete sempre da lire 500 e lire 200 in argento verranno emesse anche per le celebrazioni del quinto centenario della scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo che cade nel 1992.

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Nel 1990 l’Italia ha oltre cinquantasei milioni di abitanti; di questi, il 34,6% sono in  attività,(Agricoltura il 6,7%, Industria 32,9%, Servizi il 60,4 %).Lo stipendio di un operaio è  di circa lire 1.100.000 ; il costo di un quotidiano è di lire 1200; un biglietto del Tram costa lire 900, mentre una tazzina di caffè lire  700; il pane costa lire 1500 al kg; il latte lire 1100 al litro; il vino al litro costa mediamente lire 1200; la pasta al kg costa lire 1280 mentre a carne di Manzo costa al kg. lire 16000; Lo zucchero al kg costa lire 1260 mentre la  Benzina lire 1478; un  grammo di Oro costa lire 13.800.

Secondo i dati ISTAT in ITALIA ci sono già 1.144.000 stranieri di cui 963.000 cittadini extracomunitari, ma sono dati puramente indicativi, che non comprendono gli altrettanti clandestini presenti sul suolo italiano; infatti, bisogna cominciare  a fare i conti con il massiccio esodo dai Paesi Slavi in guerra e dall’Est ormai libero.

In luglio l’Italia, subito dopo i mondiali di Calcio giocati nel nostro Paese ( ), entra nell’emergenza immigrati. Sbarcano lungo le  coste pugliesi decine di migliaia di persone.Il costo della vita in questo anno, facendo riferimento allo stipendio medio di un operaio di circa lire 1.100.000 

viene così sintetizzato: il costo di un quotidiano è di lire 1200, un biglietto del Tram costa lire 900, un  Caffè al bar lire 700, il pane lire 1500 al kg, il latte lire 1100, il vino al litro lire 1200, la pasta al kg lire 1280,  la carne di manzo al kg. lire 16.000, lo zucchero al kg lire 1260, la benzina lire 1480 (dall’ agosto sale a 1510 lire, il 2 ottobre a 1605 lire);  1 grammo di Oro costa quest’anno lire 13.800. Il debito pubblico per la prima volta è superiore al PIL.  L’anno 1990 termina  con una grande tensione, poiché tutti oramai sono a conoscenza che  mancano poche ore all’inizio della guerra del Golfo. La macchina bellica è infatti pronta e non c’è più spazio per le trattative. Desert Storm ( ) infatti prenderà il via alle ore 00.30 del 17 gennaio del 1991 e  l’Italia  scende in guerra a fianco degli Stati Uniti e le altre nazioni coalizzate.

In questo anno la Zecca emette , oltre alla serie divisionale per numismatici, dedicata a Tiziano, anche altre monete commemorative e le nuove micro monete da lire 100 e da lire 50. 

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Tiziano Vecelli o Vecellio (circa 1488-90- 1576), più comunemente conosciuto come Tiziano, grande pittore del Rinascimento. Nasce in una famiglia locale importante ed abbiente. Si avvicinò alla pittura insieme al fratello Francesco, i due furono mandati a Venezia a studiare arte e  iniziarono l’apprendistato presumibilmente  nel 1500.Il primo studio fu presso la bottega di Sebastiano Zuccato, per poi passare nello studio di Gentile Bellini ed infine in quello di Giovanni Bellini, fratello di Gentile.Qui conobbe Giorgio da Castelfranco meglio conosciuto con il nome di Giorgione.I due diventarono amici e soci d’affari. Due anni dopo Giorgione morì di peste e probabilmente Tiziano completò molti quadri dell’amico rimasti incompiuti.Tiziano dipinge i tre affreschi per la Scuola di Sant’Antonio a Padova (1511).Nel 1516, alla morte di Giovanni Bellini, Tiziano fu nominato suo successore come pittore ufficiale della Repubblica veneziana.Nel 1520 esegue numerose importanti pale e commissioni laiche, incluse le decorazioni per il Palazzo dei Dogi e tre dipinti mitologici per Alfonso d’Este.Tre anni dopo durante un viaggio a Ferrara conosce Federico II Gonzaga, marchese di Mantova.Nel 1525 sposa Cecilia Soldano, figlia di un barbiere, che gli aveva già dato due figli: Pomponio e Orazio.Nel 1530 nasce la figlia Lavinia e pochi mesi dopo muore la moglie.Nello stesso anno conosce Carlo V durante un viaggio dell’imperatore in Italia, tre anni dopo gli conferisce il titolo di Conte Palatino e Cavaliere dello Sperone d’Oro, un onore senza precedenti per un pittore.Nel 1545 si reca a Roma invitato da papa Paolo III, cinque anni dopo si reca ad Amburgo e comincia a lavorare alla sua serie di Poesie per il re Filippo II.Il 16 marzo ottiene la cittadinanza romana, in seguito rientra a Venezia.Insieme ad Andrea Palladio e a Tintoretto viene eletto membro dell’Accademia del Disegno di Firenze nel 1566.Muore il 27 agosto 1576; le cause della morte sono oggi sconosciute. Si ritiene che potrebbe essere stato colpito dalla peste, ma probabilmente si è spento per  semplice vecchiaia; venne sepolto nella chiesa di Santa Maria dei Frari a Venezia.

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Il Consiglio di Stato è un organo di rilevanza costituzionale della Repubblica Italiana, previsto dalla Costituzione, che lo inserisce tra gli organi ausiliari del Governo. Nonostante questa collocazione all’interno dell’apparato amministrativo, il Consiglio di Stato ricopre anche funzioni giurisdizionali, in posizione di terzietà rispetto alla Pubblica amministrazione.Il Consiglio di Stato ha quindi una doppia natura, una amministrativa e una giurisdizionale.Quale organo amministrativo il Consiglio di Stato è il supremo organo di consulenza giuridica-amministrativa dell’Esecutivo, mentre come organo di giurisdizione amministrativa è preposto alla tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei privati nei confronti della Pubblica Amministrazione.La sua sede è Palazzo Spada, a Roma.Il Consiglio di Stato è composto dal Presidente del Consiglio di Stato, dal Presidente aggiunto del Consiglio di Stato, dai Presidenti di Sezione e dai Consiglieri di Stato. Il Presidente del Consiglio di Stato è eletto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.I Consiglieri di Stato sono nominati per una metà dei posti in organico, direttamente dal Governo; per un quarto, a seguito delle progressioni di carriera per anzianità dei magistrati T.A.R.; per un quarto, a seguito di concorso per titoli ed esami bandito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’ importanza della creazione della IV sezione, sta nel fatto che, per la prima volta, la soluzione di gran parte delle questioni che possono insorgere tra privati cittadini e Pubblica Amminstrazione, aventi ad oggetto i cosiddetti interessi legittimi (si pensi alle licenze edilizie, contratti con la P.A., concessioni ecc.), vengono attribuite da un organo terzo, cioè esterno alla Pubblica Amminstrazione e quindi imparziale, mentre in precedenza tali questioni erano decise da organi della Ammistrazione stessa.

La zecca celebra, come per il 1985, il turno di presidenza italiana della Comunità Europea con l’emissione di una moneta da lire 500.

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Mentre continuano le emissioni per celebrare i mondiali di Calcio che si celebreranno in Italia nel 1990 e il V centenario della scoperta dell’America.

Nel 1991 la consueta serie divisionale emessa dalla Zecca è dedicata a VIVALDI, nel 250° anniversario della nascita.

Antonio Lucio Vivaldi (1678 -1741), violinista e compositore del periodo barocco. Era sacerdote, e per tale motivo e per i capelli rossi, venne soprannominato il prete rosso. La sua composizione più nota sono i quattro concerti per violino conosciuti come Le quattro stagioni, celebre e straordinario esempio di musica a soggetto. La musica di Vivaldi, insieme a quella di Mozart, Čajkovskij e Corelli, è stata inclusa nelle teorie di Alfred Tomatis sugli effetti della musica sul comportamento umano e viene utilizzata nella terapia musicale. Il padre lo aiutò ad intraprendere la carriera musicale e lo fece ammettere nell’orchestra della Cappella di San Marco, per la quale egli stesso suonava. Nel 1703, il giovane Vivaldi fu ordinato sacerdote. Nel 1704 ottenne una dispensa per motivi di salute dalla celebrazione della Santa Messa. Entrò come insegnante di violino nel Conservatorio della Pietà. Nel 1705 viene pubblicata la prima raccolta dei suoi lavori, ed altre ne seguiranno. Nonostante la sua condizione sacerdotale, si accompagnò, durante i suoi viaggi, con la cantante Anna Giraud, musa ispiratrice, per la quale Vivaldi scrisse la maggior parte dei primi ruoli nelle sue opere in musica. La vita di Vivaldi, esattamente come quella di molti compositori del suo tempo, finì in povertà.Alla vigilia dell’inizio di una stagione d’opera a Ferrara, che a quel tempo faceva parte dello Stato della Chiesa, il cardinale della città ricevette numerose lettere contro Vivaldi, che decise di proibire per pubblica immoralità la stagione d’opera. Questo, oltre ai danni economici, venne considerato da Vivaldi un affronto tale che decise di chiudere con l’Italia e di trasferirsi alla corte dell’imperatore Carlo VI a cui aveva dedicato Cetre nel 1727 e che gli aveva promesso un posto degno del suo nome a Vienna. Ma Vivaldi arrivò a Vienna in un momento tragico. Si era infatti nel bel mezzo di una guerra che stava sconvolgendo l’Europa. L’imperatore era morto e la figlia, nuova regina era fuggita da Vienna poiché l’Ungheria si era ribellata. Il compositore rimase così senza protezione e senza ulteriori possibilità di guadagno tanto che dovette svendere altri manoscritti per tirare avanti e morì non molto tempo dopo, nel 1741. Fu sepolto in una fossa comune con il funerale dei poveri. Anche la sua musica cadde nell’oscurità, dove rimase fino a quasi metà ‘900. Innovando dal profondo la musica dell’epoca, il talento di Vivaldi consisteva nel comporre una musica non accademica, chiara ed espressiva, tale da poter essere apprezzata dal grande pubblico e non solo da una minoranza di specialisti. Vivaldi è considerato uno dei maestri della scuola barocca italiana, basata sui forti contrasti sonori e sulle armonie semplici e suggestive. Johann Sebastian Bach fu grandemente influenzato dalla forma del concerto vivaldiano. Fino a poco tempo fa si credeva che fosse stato Vivaldi a copiare alcune opere di Bach. Solo recentemente è stato dimostrato che il trascrittore fu invece Bach. La sua vena, spesso crepuscolare, fu poco apprezzata durante le stagioni del classicismo e del romanticismo, ma incontrò il gusto dei musicisti del primo Novecento. Oltre che in Italia, la sua musica è oggi particolarmente famosa in Francia.Il catalogo delle opere di Vivaldi è particolarmente vasto e complesso. La grande fama di cui godette in tutta Europa portò alla dispersione dei suoi manoscritti fino agli angoli più remoti del Vecchio Continente. Non è quindi raro che, in seguito al riordino delle collezioni di manoscrittti di una biblioteca si rintraccino composizioni inedite delle quali si era persa notizia da secoli, come accaduto recentemente a Dresda. Il corpus delle composizioni vivaldiane consta di circa 600 fra concerti e sonate, quasi 300 dei quali per uno o più violini, 30 circa per violoncello, 25 per flauto, 25 per oboe etc. fino a toccare strumenti come il liuto, il mandolino ed altri strumenti molto raramente utilizzati in funzione concertistica, all’epoca. Alle composizioni strumentali, si affianca una notevole produzione di musica sacra, che consta di poco meno di un centinaio di composizioni; notevole anche la produzione di musica vocale, comprendente oltre cento cantate ed arie. Anche la sua attività di operista è stata recentemente riscoperta. Essa si compone di circa 45 titoli, di molti dei quali, purtroppo, si è perduta la parte musicale.

Nello stesso anno viene emessa una nuova moneta da lire 500 in argento sempre per le celebrazioni colombiane e una  che ricorda i 2.100 anni dalla costruzione del Ponte Milvio, avvenuta, secondo la tradizione, intorno al 109 a.C.

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Il Ponte Milvio fu costruito lungo il percorso delle vie Flaminia e Cassia per oltrepassare il Tevere, fuori dalla città antica di Roma. Vi confluivano anche le vie Clodia e Veientana.La prima menzione del ponte risale al 207 a.C., in relazione al ritorno dalla battaglia del Metauro nel corso della seconda guerra punica. Il ponte doveva essere a quest’epoca ancora in legno e la sua costruzione deve essere attribuita ad un Molvius (appartenente alla gens Molvia, attestata dalle fonti).Nel 110 a.C. il console Marco Emilio Scauro ricostruì il ponte in muratura. Nel 312 DC vi ebbe luogo la battaglia tra Costantino e Massenzio nota come battaglia di Ponte Milvio o battaglia dei Saxa Rubra. Del ponte romano restano le tre arcate centrali.Il ponte era stato danneggiato dalle vicende belliche medioevali (vi era stata inoltre costruita sull’imboccatura settentrionale una fortificazione di forma triangolare nota come Tripizzone sulla base di una torre difensiva del III secolo) ed era conosciuto come ponte Mollo. Nel 1429 si ebbero i primi restauri sotto papa Martino V e i lavori furono affidati a Francesco di Gennazzano. Nel 1458 furono eliminate delle parti in legno e fu demolita la fortificazione medioevale.Nel 1805 sotto papa Pio VII altri lavori di restauro furono affidati al Valadier: questi ricostruì le arcate alle estremità, che erano state sostituite da ponti levatoi in legno ed edificò all’imbocco settentrionale una torre in stile neoclassico.Il ponte fu fatto saltare da Garibaldi nel 1849 per ostacolare l’avanzata delle truppe francesi e fu restaurato sotto papa Pio IX nel 1850. In questa occasione vi fu aggiunta una statua dell’Immacolata, opera dello scultore Pigiani, mentre già ne esisteva una di San Giovanni Nepomuceno. Un gruppo raffigurante il Battesimo di Gesù collocato all’imbocco sud, è stato ora spostato nell’atrio del Museo di Roma a Palazzo Braschi.Dal 1951, quando fu realizzato il ponte Flaminio è chiuso al traffico veicolare.Da diverso tempo è consuetudine dei giovani innamorati mettere un lucchetto sul lampione centrale del ponte e gettare le chiavi nel Tevere, così che nessuno in futuro potrà spezzare il loro segno d’amore. L’usanza sembra essere stata iniziata dagli allievi ufficiali della Scuola di Sanità in Costa San Giorgio, che al congedo legavano il lucchetto del loro armadietto su qualche appiglio del ponte. Questa tradizione è passata in seguito agli innamorati, ed è stata resa molto popolare a seguito del libro Ho voglia di te di Federico Moccia in cui, appunto, i due protagonisti giurano amore eterno chiudendo un lucchetto nel palo centrale del ponte.

Nel 1991 la zecca celebra anche la flora e la fauna del nostro Paese, con l’emissione di due belle monete da lire 500 e da lire 200 in argento.

Agli inizi del  1992 la Camera approva definitivamente il decreto sulla Direzione nazionale antimafia, fortemente voluta dal giudice Giovanni Falcone, direttore generale degli Affari penali del ministero di Grazia e Giustizia; conseguentemente, nasce anche la Direzione Investigativa Antimafia, composta da personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, scelto e selezionato inizialmente attraverso un concorso riservato per titoli. Per la prima ed unica volta nella storia della Repubblica, una struttura speciale viene formata utilizzando personale in possesso di reali titoli e speciali qualifiche; ma sarà un caso isolato, in quanto si tornerà poi alla solita chiamata diretta, capace di creare soltanto fitte reti clientelari che di fatto si sono rivelate nel tempo sempre dannose.Per rimanere in argomento si segnala che la prima sezione della Corte di Cassazione conferma le condanne ai capimafia imputati nel maxiprocesso di Palermo, istruito dai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In Febbraio il presidente della Repubblica Francesco Cossiga scioglie le Camere e indice le elezioni per il 5 aprile; il giorno dopo il procuratore capo del tribunale di Roma firma la richiesta per l’archiviazione del caso Gladio ( ), la struttura paramilitare segreta in funzione anticomunista. In febbraio Mario Chiesa, presidente socialista dello storico ospizio Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato in flagrante  mentre nasconde una tangente di 7 milioni. E’ il primo provvedimento dell’inchiesta sulla corruzione politica che verrà poi denominata Mani pulite ( ) avviata da Antonio Di Pietro, magistrato della Procura di Milano, che dà vita ad una nuova fase della vita italiana che tutti noi ricordiamo.

    Finiscono sotto processo il Senatore Giulio Andreotti mentre Bettino Craxi fugge in Tunisia.Nel mese di  marzo a Palermo,  in piena campagna elettorale, viene ucciso Salvo Lima ( ), deputato della Democrazia cristiana al Parlamento europeo.Il 5 aprile avvengono le  elezioni politiche  che sanciscono il  tracollo dei maggiori partiti di governo; il Presidente della Repubblica, per formare governi dal volto più presentabile sul piano dell’onestà e della competenza decide di affidare l’incarico a personalità di alta competenza economica: Giuliano Amato nello stesso 1992 e Carlo Azeglio Ciampi, ex governatore della Banca d’Italia, nel 1993. Travolti dagli scandali di Tangentopoli ( ) si dissolvono il PSI e la DC. Quest’ultimo partito si rifonda parzialmente come Partito Popolare Italiano, ma molti componenti si disperdono in altri partiti o ne fondano di nuovi. Il primo segretario del nuovo PPI è Mino Martinazzoli ( ). Alla fine di aprile il presidente della Repubblica Francesco Cossiga annuncia le sue dimissioni e nel mese di maggio giunge il  primo avviso di garanzia al segretario amministrativo nazionale e senatore della Dc Severino Citaristi che finirà per confessare di aver girato al partito oltre 100 miliardi di finanziamenti illeciti.

Il 23 maggio, alle ore 17.58 sull’autostrada Palermo-Punta Raisi, all’altezza di Capaci, muoiono Giovanni Falcone ( ), già magistrato a Palermo, la moglie Francesca Morvillo, e  tre agenti di scorta. A Roma il Parlamento elegge Oscar Luigi Scalfaro, 73 anni, democristiano, Presidente della Repubblica italiana.

All’assemblea annuale della Banca d’Italia il governatore Carlo Azeglio Ciampi chiede al futuro governo di avviare immediatamente il risanamento della finanza pubblica con una manovra da 30.000 miliardi per il 1992, e una da 100.000 per il 1993. In giugno il deputato e dirigente del Partito socialista Giuliano Amato diventa presidente del Consiglio dei ministri. Il 16 luglio viene  arrestato per corruzione aggravata e continuata Salvatore Ligresti ( ), uno dei più importanti uomini d’affari italiani. Tre giorni dopo, alle ore 13.45, si consuma a Palermo la  strage di via D’Amelio, in cui muoiono il giudice Paolo Borsellino ( ) e i cinque agenti di scorta tra i quali la  prima donna poliziotto ad aver perso la vita in un attentato della mafia.Il governo invia in Sicilia duemila fra poliziotti e carabinieri e settemila soldati (operazione Vespri Siciliani) di cui ottocento sono utilizzati a Palermo per presidiare i luoghi a maggior rischio (Tribunale, residenze magistrati, ecc.). I più importanti boss siciliani in carcere vengono trasferiti nel penitenziario di Pianosa.Alla fine di luglio siglato l’accordo sul lavoro fra il governo Amato e i sindacati confederali (CGIL-CISL-UIL), viene abolita la scala mobile, bloccati i salari fino a tutto il 1993 in cambio di un forfait di 20.000 lire al mese; aumentate le tasse sugli scatti retributivi maggiormente elevati.In agosto il ministro della Giustizia Claudio Martelli apre un’inchiesta sull’operato della prima sezione penale della corte di cassazione presieduta da Corrado Carnevale.

Il 2 settembre 1992, il politico socialista Sergio Moroni, accusato di corruzione, si uccide. Lascia una lettera in cui si dichiara colpevole, ma che i crimini di cui si autoaccusa non erano per il proprio tornaconto ma a beneficio del partito, e accusa il sistema di finanziamento di tutti i partiti. Nello stesso mese si ha la crisi finanziaria con la svalutazione della lira e successiva uscita dallo SME, il sistema monetario europeo; per arginarla il governo Amato è costretto a varare una legge finanziaria da 100.000 miliardi (aumento dell’età pensionabile, aumento dell’anzianità contributiva, blocco dei pensionamenti, minimum tax, patrimoniale sulle imprese, prelievo sui conti correnti bancari, introduzione dei ticket sanitari, tassa sul medico di famiglia, imposta comunale sugli immobili Ici, blocco di stipendi e assunzioni nel pubblico impiego, privatizzazioni ecc.).

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Il 17 settembre viene ucciso a Palermo Ignazio Salvo, ex proprietario delle esattorie siciliane, da tempo sospettato di collusioni con la mafia, mentre i giudici della stessa città accertano che Lima fu ucciso dalla mafia per non aver mantenuto la promessa di far assolvere in Cassazione i boss condannati nel maxi processo ed emettono un ordine di cattura per 24 esponenti della cupola mafiosa, ritenuti i mandanti dell’omicidio.

Il 29 ottobre  la Camera dei deputati approva in via definitiva la ratifica del trattato di Maastricht ( ), che, in vista della futura unione monetaria europea, vincola gli Stati a dei rigorosissimi parametri di finanza pubblica. Il 19 dicembre viene arrestato l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino ( ),  in procinto di lasciare l’Italia.L’Istat e il centro studi della Confindustria confermano: è recessione; nel 1993 si prevedono quattrocentomila posti di lavoro in meno. In conclusione, il 1992 può essere individuato l’atto finale della storia della prima repubblica. Le elezioni del 5 aprile decretano la bocciatura netta di tutti i tradizionali partiti di governo. È il segno che una forte richiesta di rinnovamento della prassi politica pervade la massa dell’elettorato. E’ iniziato, però, un processo di trasformazione che, da destra a sinistra, riguarda tutti: dopo il crollo del Muro di Berlino (1989) il PCI di Occhetto è diventato Partito democratico della sinistra (Pds) e con questa nuova veste inizia la corsa al governo del Paese mentre  si stacca il gruppo di Rifondazione Comunista; esplode il fenomeno della Lega Nord, che sotto la bandiera dell’antimeridionalismo cela una più generale intolleranza del nord ricco verso le disfunzioni del sistema politico-amministrativo; la Dc, travolta dagli scandali per la corruzione dilagante nel paese, compie, con Martinazzoli, un ultimo tentativo di sopravvivenza riassumendo l’antico nome di Partito Popolare; il Psi scompare; il vecchio Msi, con il congresso di Fiuggi, diventa Alleanza Nazionale.Sullo sfondo di questi rivolgimenti, ci sono gli scandali di quella che è stata definita tangentopoli, cioè una serie di inchieste e processi, partita il 17 febbraio del 1992 con l’arresto di Mario Chiesa, prima ad opera della procura di Milano, poi via via in tutta Italia, che fanno luce sul sistema della corruzione che per decenni ha dominato incontrastato larga parte della prassi politica italiana. Tangentopoli, però, rappresenta solo la classica goccia che fa traboccare il vaso. Le motivazioni profonde della crisi e del crollo del sistema dei partiti, infatti, hanno cause profonde ed origini lontane, che risalgono almeno alla fine degli anni Settanta.

La Zecca in questo anno emette la consueta serie divisionale che celebra Piero della Francesca.

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Piero della Francesca (Borgo San Sepolcro Arezzo 1412/1420-1492) (l’anno di nascita non è sicuro, poiché un incendio negli archivi comunali ha distrutto gli atti di anagrafe)  pittore e matematico italiano la cui opera pittorica,centrata quasi esclusivamente su temi di carattere religioso, servì come punto di riferimento per molti artisti rinascimentali, primo fra tutti l’altro grande maestro della prospettiva nel Quattrocento, Melozzo da Forlì.Fu un uomo pienamente rinascimentale e dunque fiducioso nelle capacità umane tanto da ritenere che queste, se ben indirizzate, potessero far affacciare l’uomo al dogma. Fin dalle prime opere note si evidenziarono le caratteristiche tipiche di Piero: estrema attenzione all’organizzazione prospettica e ritmica, semplificazione geometrica dei volumi, movimento colto nell’attimo in cui esso può eternarsi, passaggi intermedi tra una tonalità di colore ed un’altra per evitare bruschi contrasti, luce non fisica ma intellettuale, che pervade tutte le sue opere: in generale, una realtà decantata dalla mente umana. La sua formazione avvenne nella bottega di Domenico Veneziano a Firenze e a contatto con il Beato Angelico, suo mediatore verso Masaccio e Brunelleschi. Insieme al primo dipinse gli affreschi, oggi perduti, per il coro della chiesa di Sant’Egidio a Firenze. A Ferrara nel 1449 lavorò nel Castello degli Este e nella chiesa di Sant’Andrea (affreschi perduti). Negli anni ‘40 del Quattrocento dipinse alcuni pannelli destinato al cosiddetto Polittico della Misericordia.Nel 1451 fu a Rimini, chiamato da Sigismondo Pandolfo Malatesta a lavorare al Tempio Malatestiano dove lasciò l’affresco votivo raffigurante Sigismondo Pandolfo Malatesta in ginocchio davanti a san Sigismondo.. L’anno successivo fu chiamato a sostituire Bicci di Lorenzo negli affreschi di San Francesco ad Arezzo. Chiamato da papa Niccolò V, si recò a Roma, dove eseguì affreschi per la basilica di Santa Maria Maggiore (dei dipinti restano solamente alcuni frammenti). In un secondo viaggio a Roma nel 1455 lavorò ad affreschi oggi perduti nei Palazzi Vaticani. A questo periodo si possono far risalire il Battesimo di Cristo, la Flagellazione, la Madonna del parto e la Resurrezione. Fu quindi a Urbino alla corte di Federico da Montefeltro dove entrò in contatto con Melozzo da Forlì e con Luca Pacioli. Dipinse il dittico con le immagini del duca e di sua moglie, la Sacra Conversazione, la Madonna di Senigallia e la Natività.Documentato a Rimini nel 1482, fece testamento nel 1487 e morì a Sansepolcro il 12 ottobre 1492. Alla sua bottega studiarono fra gli altri Luca Signorelli e il Perugino.

Ma la serie divisionale contiene anche la moneta da lire 200 destinata alla normale circoalzione che celebra L’esposizione Mondiale di Filatelia Tematica che si tiene a Genova.

Dal 18 al 27 settembre 1992 si svolse a Genova l’Esposizione Mondiale di Filatelia Tematica Genova 92. venne  scelta Genova come sede della manifestazione in quanto nel 1992 la città ligure salì alla ribalta della storia mondiale per i festeggiamenti in onore di Cristoforo Colombo in occasione del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America.Tutti i più importanti studiosi di Colombo sono concordi nell'affermare che nacque a Genova, non sicura invece è la data di nascita, la più probabile è il 1451. A Genova apprese le prime nozioni dell’arte nautica. Da Genova e da altri porti liguri intraprese diversi viaggi navigando per tutto il Mediterraneo. Dal 1476 Colombo si stabilì a Lisbona dove continuò a studiare il mare, le stelle, i venti, seguendo nei loro viaggi i grandi navigatori portoghesi.L’idea che la terra fosse rotonda e non piatta era già stata affermata da diversi studiosi sin dall'antichità, ma nessuno aveva mai potuto dimostrarlo e anche all’epoca di Colombo i più esperti marinai erano dubbiosi forse anche per mancanza di coraggio: quando infatti veniva intrapreso un viaggio, il punto di non ritorno faceva paura a tutti.La gran voglia di navigare e di scoprire nuovi mondi, sogni che Colombo portava con sè fin da bambino, lo indussero a dissipare tutte queste paure e gli ostacoli di natura tecnica e a intraprendere quello storico viaggio che lo portò alla scoperta del continente americano.

La zecca emette una ulteriore moneta in argento a conclusione delle celebrazioni colombiane.

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Emette inoltre una moneta da lire 500 in argento 835/1000 che commemora il 500° anniversario della morte di Lorenzo de Medici detto il Magnifico. Peso  grammi 15, diametro mm.32. Contorno: legenda R.I tra stelle e foglie di lauro in rilievo ripetute tre volte. Coniata in nr. 50.000  esemplari in versione FDC e nr.11.000 in versione FS.

Lorenzo de’ Medici,  detto Lorenzo il Magnifico (1449-1492), Signore di Firenze nella seconda metà del Quattrocento, letterato e mecenate nonché fine diplomatico, appartenente alla dinastia dei Medici.Lorenzo era nipote di Cosimo de’ Medici, detto il Vecchio, fondatore della signoria medicea e figlio di Piero di Cosimo de’ Medici e di Lucrezia Tornabuoni. Nel 1468, grazie al diretto interessamento di sua madre Lucrezia Tornabuoni, si fidanzò con Clarice Orsini, che sposò l’anno successivo e che gli diede i figli Piero, Giovanni (il futuro Papa Leone X), Giuliano e quattro figlie (Lucrezia, Maddalena, Luisa e Contessina). Per la prima volta un Medici sposava una donna di famiglia nobile, stabilendo un’alleanza che sarà la chiave per l’arrivo della prima porpora cardinalizia in famiglia, quella proprio di suo figlio Giovanni.Alla morte del padre (1469), Lorenzo, appena ventenne, insieme al fratello Giuliano, assunse il potere su Firenze. Nel periodo dal 1469 al 1472 riformò completamente le istituzioni statali, sopì tutte le rivalità tra famiglie e risolse tutti i problemi familiari in modo da diventare supremo arbitro in ogni questione. Con alcune modifiche alla costituzione comunale, si assicurò il potere senza perdere il favore popolare.Lorenzo compendiava in sé potere politico ed economico, amore per l’arte e per la cultura rappresentando l’incarnazione ideale del principe rinascimentale: era pronto a regnare come signore assoluto. Assicurò, inoltre, un periodo di equilibrio fra le varie potenze italiane, tanto da meritarsi l’appellativo di ago della bilancia italiana.Dopo dieci anni di governo, i fratelli Medici dovettero fronteggiare la recrudescenza degli attacchi delle famiglie rivali, prima fra tutte quella dei Pazzi, che organizzò la celebre Congiura dei Pazzi con lo scopo di uccidere i fratelli. Il 26 aprile 1478, mentre ascoltavano la messa in Santa Reparata, i due fratelli furono aggrediti. Giuliano fu colpito a morte dal sicario Bandini, mentre Lorenzo, ferito in modo lieve, si salvò riparandosi in sagrestia, aiutato da alcuni amici. I congiurati, tra cui erano coinvolti anche personaggi politici non di ambiente fiorentino, come il Papa Sisto IV e suo nipote Girolamo Riario, signore di Forlì e di Imola, furono esposti a vendette e rappresaglie.Il Papa, sdegnato dal trattamento riservato ai congiurati, scomunicò Lorenzo, si alleò con Ferdinando I di Napoli e con la Repubblica di Siena contro la stessa Firenze, alleata di Milano e di Venezia. L’alleanza fiorentina fu sconfitta dal Re di Napoli nella battaglia di Poggio Imperiale del 1479. Immediatamente Lorenzo si recò a Napoli per trattare con Ferdinando I e riuscì a staccarlo dalla lega con il Papa. Nel 1480 Sisto IV, rimasto isolato, offrì la pace a Firenze. Lorenzo, approfittando del momento favorevole, istituì il Consiglio dei settanta, organo di governo formato da fedelissimi della famiglia che diminuì l’autorità dei Priori e del Gonfaloniere. Con il nuovo pontefice, Innocenzo VIII, i Medici si legarono ancora di più al papato, visto che Il Magnifico era convinto che l’alleanza tra Firenze, Napoli e lo Stato della Chiesa avrebbe tenuto gli stranieri lontani dal suolo italiano.Lorenzo il Magnifico, sommo moderatore della politica italiana, seppe creare quell’equilibrio che fu apportatore di una pace fra gli Stati Italiani durata fino alla sua morte, avvenuta l’8 aprile 1492. Nel 1494, al ricomparire delle discordie tra stati, Carlo VIII invase la penisola.Letterati ed artisti trovarono in lui un mecenate intelligente e ricettivo, tanto da fargli meritare appunto l’attributo di Magnifico. Tra gli umanisti che frequentarono la sua corte ricordiamo: Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Angelo Poliziano e Luigi Pulci. Egli stesso letterato, arricchì la biblioteca di famiglia, inviando gli studiosi che frequentavano la sua corte a far ricerche di manoscritti preziosi, in Italia e fuori. Sistemò la sua collezione di statue antiche presso il Giardino di San Marco, di sua proprietà e vi fondò un’esclusiva scuola per giovani artisti, riconosciuta come la prima Accademia d’arte d’Europa, dove studiò fra gli altri un giovanissimo Michelangelo.I maggiori pittori del tempo, Antonio Pollaiolo, Filippino Lippi e Sandro Botticelli, lavorarono per lui, come anche lo scultore Andrea del Verrocchio e l’architetto Giuliano da Sangallo.

Il 1992 è anche l’anno in cui si gioca la XXV olimpiade a Barcellona (Spagna) e la zecca per l’occasione emette una moneta da lire 500 in argento. Viene altresì emessa una moneta sempre da da lire 500 in argento che commemora il bicentenario della nascita di Gioacchino Rossini. Continua inoltre l’emissione di monete che celebrano la flora e fauna d’Italia, anche stavolta con una moneta da lire 500 in argento.

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Gioachino Antonio Rossini (1792 -1868), grande compositore del XIX secolo.La prima parte della sua vita fu come uno dei suoi celeberrimi, travolgenti crescendo (compose la prima opera all’età di quattordici anni); poi  vennero il precoce ed improvviso abbandono del teatro, la depressione e il ritiro nella pace della campagna parigina di Passy. A Rossini è dedicato l’annuale Rossini Opera Festival organizzato nella sua città natale.Rossini  impresse al melodramma uno stile destinato a far epoca e del quale chiunque, dopo di lui, avrebbe dovuto tener conto; musicò decine di opere liriche senza limite di genere, dalle farse alle commedie, dalle tragedie alle opere serie e semiserie. E’ mentre soggiorna con i genitori a Bologna, dopo aver appreso qualche rudimento dai fratelli Malerbi a Lugo ,che si avvicina alla musica ed in particolare allo studio del canto. A quattordici (1806), si iscrive al Liceo musicale bolognese, studia intensamente composizione e scrive la sua prima opera.A neanche vent’anni tre sue opere sono già state rappresentate.L’esordio ufficiale sulle scene era avvenuto nel 1810 al Teatro San Moisé di Venezia con La cambiale di matrimonio. Il lungo viaggio nel melodramma era iniziato.Rossini ha composto opere per i maggiori teatri italiani ed europei. Il Guglielmo Tell, che verrà rappresentato a Parigi il 3 agosto 1829 sarà l’ultima sua opera.Rossini, uomo dalle mille sfaccettature, è stato descritto dai numerosi biografi in molte maniere: ipocondriaco, umorale e collerico oppure preda di profonde crisi depressive, ma pure gioviale bon vivant amante della buona tavola e delle belle donne; spesso è stato ritenuto afflitto da pigrizia, ma la sua produzione musicale, alla fine, si rivelerà incomparabile (sebbene arricchita da numerosi centoni, brani musicati precedentemente e riutilizzati per nuove opere che il compositore prestava a sé stesso in una sorta di auto-plagio).Rossini smise di comporre per il teatro lirico all’età di trentasette anni, dopo il Guglielmo Tell, ma continuò fino all’ultimo a comporre musica, per sé, per Olympe Pélissier, sposata in seconde nozze, e per gli amici. L’autore di opere come Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Semiramide, Tancredi, La gazza ladra e Le Comte Ory  si spense per una forma tumorale nella sua villa di Passy, presso Parigi. I francesi si stavano preparando a festeggiare il suo settantasettesimo compleanno.Le sue spoglie furono tumulate nel cimitero parigino Père Lachaise e portate in Italia solo nel 1887, nove anni dopo la morte della Pélissier. Riposano nella basilica di Santa Croce, a Firenze.Rossini ha lasciato ogni suo bene alla città natale, Pesaro, nella quale è attivo ancor oggi un importante Conservatorio a lui intitolato.

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Nel 1993, nelle nuove elezioni amministrative la DC perse nuovamente metà degli elettori, mentre il Partito Socialista Italiano praticamente sparì. La Lega Nord, un movimento di protesta incentrato sull’indipendenza del Nord-Italia dal resto del paese e che ostentava un generale disgusto per il sistema politico (con il celebre slogan Roma ladrona), divenne la maggior forza politica dell’Italia settentrionale. Il 5 marzo 1993, il governo presieduto da Giuliano Amato, e in particolare il Ministro della Giustizia Luigi Conso, cercarono di trovare una soluzione politica con una nuova legge sul finanziamento dei partiti. Fu così emanato il decreto Conso, definito criticamente il colpo di spugna. Tale decreto, recante nuove misure in materia di trattamento penitenziario, prevedeva diverse disposizioni tra cui l’innalzamento del limite per l’applicazione di sanzioni amministrative sostitutive alle pene detentive brevi; secondo il timore generalizzato e diffuso di molti, il risultato sarebbe stato una sorta di amnistia di fatto per la maggior parte degli imputati per corruzione. Tra l’indignazione dell’opinione pubblica e grandi proteste a livello nazionale, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro rifiutò di firmare la legge di conversione, ritenendola incostituzionale. Il 25 marzo del 1993 il Parlamento italiano cambiò la legge elettorale in favore di un sistema maggioritario, come conseguenza di un referendum popolare. La maggioranza parlamentare non riuscì a esprimere una nuovo governo politico e Carlo Azeglio Ciampi, ex governatore della Banca d’Italia, fu nominato Presidente del Consiglio. Nel frattempo, le indagini su Craxi furono bloccate dal Parlamento: ad aprile la Camera dei deputati nega l’autorizzazione a procedere per Craxi. Diversi membri del governo, pur essendo in carica da soli tre giorni, diedero le dimissioni per protesta; tra di loro c’erano Francesco Rutelli, Ministro dell’Ambiente e Vincenzo Visco, Ministro delle Finanze.A metà marzo fu reso pubblico uno scandalo per 250 milioni di dollari, riguardante l’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI). Il flusso di accuse, arresti e confessioni non si arrestò.Il 20 luglio 1993, l’ex-presidente dell’ENI, Gabriele Cagliari, si uccise in carcere; in seguito, sua moglie restituì oltre 6 miliardi di lire di fondi illegali. Nel frattempo iniziò il processo a Sergio Cusani. Cusani era accusato di reati collegati ad una joint venture ( ) tra ENI e Montedison, chiamata Enimont. Il processo fu diffuso sulla televisione nazionale, e fu una specie di passerella di vecchi politici messi a confronto con le loro responsabilità. Per quanto Cusani non fosse una figura di primo piano, il fatto che i reati di cui era accusato fossero collegati all’affare Enimont coinvolse come testimoni molti politici di primo piano; le udienze del processo furono trasmesse dalla RAI e seguite con vivo interesse da un pubblico molto numeroso.Craxi ammise che il suo partito aveva ricevuto 93 milioni di dollari di fondi illegali. Persino la Lega Nord fu coinvolta nel processo; il suo segretario Umberto Bossi e l’ex tesoriere Alessandro Patelli furono condannati per aver ricevuto 200 milioni di finanziamenti illegali.Anche l’ormai disciolto Partito Comunista Italiano fu coinvolto nelle indagini, anche se le condanne di Primo Greganti e di alcuni esponenti milanesi toccarono il partito solo marginalmente. Il processo Enimont fu celebrato dopo quello a Cusani, riscuotendo decisamente minor interesse popolare.In giugno Aldo Brancher è il primo manager Fininvest ad essere arrestato per tangenti. Nel frattempo, le indagini si allargarono oltre i confini della politica: il 2 settembre 1993, fu arrestato il giudice milanese Diego Curtò. Nel marzo del 1993 era morto il medico Albert Bruce Sabin, ricercatore famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomelite.Il suo grande merito fu quello di non brevettare la sua invenzione, rinunciando allo sfruttamento commerciale, per garantire una più vasta diffusione della cura. Anche per questo motivo, oggi, la poliomelite è praticamente debellata. Non ricevette il premio Nobel per le sue scoperte mediche. Una grande macchia per il prestigioso premio.

Nel 1993 la zecca emette le nuove monete da lire 100 in cupronichel, che saranno inserite nella divisionale dell’anno che commemorerà Carlo Goldoni. Le nuove monete da lire 100 in cupronichel, che vanno a sostituire le precedenti monete in acmonital, coniate ininterrottamente dal 1955 al 1992 (dal 1989 al 1992 in versione ridotta).

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Ma non solo: l’evento numismatico dell’anno è che dopo cinquantatre anni la Zecca torna ad emettere monete in oro, del valore nominale di lire 100.000 e lire 50.000 che celebrano il centenario della Banca d’Italia ( ).  In realtà, pur avendo millesimo 1993 le monete auree saranno immesse in circolazione solamente alla fine del 1994 (il Decreto del Ministero del Tesoro che autorizzava la coniazione è del 21 Giugno del 1994). Per le prime coniazioni auree della Repubblica Italiana venne registrato un venduto di nr.21.196 esemplari da lire 100.000 e nr.22.560 di esemplari da lire 50.000. Sarà un quantitativo mai più eguagliato dalle monete auree della Repubblica Italiana.

Carlo Goldoni (1707–1793) drammaturgo italiano. Intraprese inizialmente la carriera di medico.Si trasferì poi a Rimini, per studiare filosofia, ma abbandonò anche quesi studi per seguire una compagnia di comici di Chioggia.Ebbe così inizio un periodo piuttosto avventuroso della sua vita. Riprese gli studi a Modena dove elaborò le prime opere comiche, ancora in forma dilettantesca. La passione per il teatro caratterizzò la sua inquieta esistenza. Con l’improvvisa morte del padre (1731), si dovette prendere carico della famiglia; tentò inizialmente di completare gli studi presso il collegio Ghislieri di Pavia: venne tuttavia espulso, a causa di alcuni versi poco edificanti scritti per alcune fanciulle bene della città. Completò quindi gli studi a Padova, ed intraprese la carriera forense. Nel 1734, incontrò a Verona il capocomico Giuseppe Imer e con lui tornò a Venezia dopo aver ottenuto l’incarico di scrivere testi per il teatro San Samuele. Seguendo a Genova la compagnia Imer, conobbe e sposò Nicoletta Conio. Nel 1738, Goldoni diede al teatro San Samuele la sua prima vera commedia il Momolo cortesan, con la parte del protagonista interamente scritta. Continuò a lavorare nel teatro durante la guerra di successione austriaca curando gli spettacoli di Rimini occupata dagli Austriaci; poi soggiornò in Toscana.Goldoni non aveva abbandonato i contatti con il mondo teatrale: fu convinto dal capocomico Girolamo Medebac a sottoscrivere un contratto come scrittore per la propria compagnia che recitava a Venezia al teatro Sant’Angelo; nel 1748 tornò a Venezia.Tra il 1748 e il 1753 Goldoni scrive per la compagnia Medebac una serie di commedie, in cui, distaccandosi dai modelli della commedia dell’arte, realizza i principi di una riforma del teatro. Comincia quindi un periodo travagliato in cui Goldoni scrive varie tragicommedie e commedie. Deve adattare i propri testi innanzitutto per un edificio teatrale ed un palcoscenico più grandi di quelli a cui era abituato, e per attori che non conoscevano il suo stile, lontano dai modelli della commedia dell’arte: fra le tragicommedie ebbe un gran successo la Trilogia persiana; tra le commedie si possono ricordare La cameriera brillante, Il filosofo inglese, Terenzio, Torquato Tasso ed il capolavoro Il campiello. Goldoni era ormai una celebrità nazionale.Nel 1761 Goldoni fu invitato a recarsi a Parigi per occuparsi della Comédie Italienne, al quale accettò.Giunto a Parigi nel 1762, Goldoni aderì subito alla politesse francese, dovendo anche affrontare varie difficoltà a causa dello scarso spazio concesso alla Comédie Italienne e per le richieste del pubblico francese, che identificava il teatro italiano con quella commedia dell’arte da cui Goldoni si era tanto allontanato.Goldoni riprese una battaglia di riforma: la sua produzione presentava testi destinati alle scene parigine e a quelle veneziane. Goldoni insegnò l’italiano alla famiglia reale a Versailles e nel 1769 ebbe una pensione di corte. Tra il 1784 e il 1787 scrisse in francese la sua autobiografia, Mémoires. La rivoluzione francese sconvolse la sua vita e, con la soppressione delle pensioni di corte, morì in miseria il 6 o il 7 febbraio 1794. I testi goldoniani sono sempre legati a precise occasioni teatrali e tengono conto delle esigenze degli attori, delle compagnie, degli stessi edifici teatrali cui è destinata la loro prima rappresentazione. Il passaggio alla stampa modificava spesso i testi: l’autore si rivolgeva, con le edizioni a stampa, ad un pubblico più vasto ed esigente rispetto a quello che frequentava i teatri.L’opera di Goldoni è piena di contraddizioni e si pone come un’ininterrotta serie di situazioni, si svolge attraverso un quotidiano parlare. Il linguaggio dei personaggi, intriso di dati concreti, si risolve tutto nei loro incontri e si mostra indifferente alle tradizionali prospettive letterarie e formali.Passando continuamente dalla lingua al dialetto e viceversa, Goldoni dà spazio a diversi usi sociali del linguaggio, in base alle varie situazioni in cui vengono a trovarsi i personaggi delle sue opere. Il suo italiano, misto al dialetto e ad elementi settentrionali, lungi dalla purezza della tradizione classicistica toscana, è quello del mondo borghese. Il dialetto veneziano non è per Goldoni uno strumento di gioco, ma un linguaggio concreto e autonomo, diversificato dagli strati sociali dei personaggi che lo utilizzano.Il francese usato da Goldoni negli ultimi anni, in particolare nei Mémoires, presenta un interesse notevole.L’ideologia di Goldoni è stata definita illuminismo popolare, che critica ogni forma di ipocrisia e riconosce valore e dignità alle forme di espressione delle differenti classi sociali, in un’ottica terrena e laica.Goldoni aspira ad un pacifico mondo razionale, accettando le gerarchie sociali, distinguendo i diversi ruoli della nobiltà, della borghesia e del popolo. Conscio dei conflitti che possono sorgere tra le varie classi, dando spazio nel suo teatro al conflitto tra nobiltà e borghesia, secondo Goldoni, un uomo si può affermare indipendentemente dalla classe cui appartiene, attraverso l’onore e la reputazione di fronte all’opinione pubblica. Ogni individuo se onorato accetta il proprio posto nella scala sociale e rimane fedele ai valori della tradizione mercantile veneziana: onestà, laboriosità, ecc.Per tutta la sua vita, Goldoni è alla ricerca di legittimazione di se stesso, del proprio fare teatro: ciò converge con il suo rifiuto di una tranquilla professione borghese. Non essendo nato all’interno dell’ambiente teatrale e venendo da un contesto diverso, non riesce ad accettare il teatro così com’è, ma cerca di riformarlo, cercando di fondare un nuovo teatro onorato.Nel libro del Mondo, Goldoni rivolge la propria attenzione sia ai vizi, che il suo teatro vuole colpire e correggere, sia a qualità e virtù, da mettere in risalto. Ogni opera di Goldoni contiene una sua morale, sottolineando nelle premesse il ruolo pedagogico dei caratteri. Il teatro attinge dal mondo riferimenti, spunti, allusioni e richiami alla vita quotidiana.L’opera goldoniana racchiude tutta la vita della Venezia e dell’Italia contemporanea, assumendo così la qualità di un modernissimo realismo.I borghesi assumono il ruolo centrale tra le varie classi sociali sulle scene goldoniane: nelle prime opere sono positivi, a partire dalla figura di Momolo, uomo di mondo. La maschera di Pantalone diventa immagine delle buone qualità del mercante veneziano. I nobili appaiono senza valori. I servi, conservando la schematicità della commedia dell’arte, si segnalano per la gratuita intelligenza.Per Goldoni il teatro ha una forte valenza istituzionale, è una struttura produttiva, retta da principi economici simili a quelli che regolano la vita del mondo. Questa forza porta la commedia goldoniana al di là della naturale rappresentazione della vita contemporanea. Goldoni ha una visione critica del mondo, in quanto turba l’equilibrio dei valori della vita delle classi sociali rappresentate. Tale visione va oltre le intenzioni dell’autore ed il modello della sua riforma.Nelle scene goldoniane si ha la sensazione di un’insanabile irrequietezza, che si sospende con il lieto fine tradizionale, sancito dai soliti matrimoni. I rapporti di questo mondo sono soltanto esteriori, sorretti dal principio della reputazione. Così Goldoni anticipa alcune forme del dramma borghese ottocentesco.Il segreto del comico goldoniano consiste nel singolare piacere del vuoto dello scambio sociale, dell’estraneità tra i personaggi dialoganti e della crudeltà di vita di relazione.

Per celebrare ulteriormente il centenario della Banca d’Italia vengono emesse, oltre alle anzidette monete in oro,  ben tre monete in argento del valore nominale di lire 500, 200 e 100 (sia in versione FDC che FS) e destinate anch’esse ai collezionisti che potranno acquistarle naturalmente ad un prezzo superiore al valore facciale ed infine una moneta da lire 500 bimetallica per la normale circolazione.

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Le origini dell’aeronautica militare italiana possono essere fatte risalire alla campagna d’Africa Orientale del 1887-1888, quando il Genio militare utilizzò degli aerostati a scopo di osservazione dall’alto. La sezione aeronautica del Genio si espanderà poi negli anni successivi. In seguito alla venuta su invito di Wilbur Wright a Roma nel 1909 e delle dimostrazioni che diede delle caratteristiche dell’aeroplano, questi fu adottato e la prima scuola di volo militare fu fondata a Centocelle (Roma) che divenne il primo aeroporto italiano. Il primo brevetto di pilota venne rilasciato nel Maggio 1911 al tenente di vascello Mario Calderara. Il primo utilizzo operativo delle forze aeree avvenne con la campagna di Libia del 1911-1912, attraverso l’utilizzo di 4 aerostati, 2 dirigibili e 28 aerei.Dopo le prime risultanze positive nell’impiego bellico, in Italia si sviluppò l’armata dell’aria, sotto il controllo dell’esercito e con scarse  risorse economiche e allo scoccare della prima guerra mondiale le forze aeree italiane consistevano in solo 86 aerei. Le esigenze belliche e la sempre maggiore importanza delle operazioni dal cielo fecero diventare una priorità la costruzione di nuovi aerei e in pochi anni se ne costruirono circa 12.000, in gran parte dalle officine Caproni. Le forze aeree si specializzarono in bombardamenti e i raid più importanti avvennero sulle coste del Mar Adriatico, nel 1917 a Pola e addirittura sulla capitale dell’Impero, Vienna, dove nel 1918 avvenne un’incursione di 7 aerei guidati da Gabriele d’Annunzio.Anche la specializzazione aerea dei caccia ebbe una notevole espansione e si cominciarono a conoscere i primi nomi degli assi, come Francesco Baracca. L’importanza dell’aeronautica crebbe sempre più anche dopo la fine del conflitto, fino alla decisione di scorporare l’arma dall’esercito, elevandola a Forza Armata indipendente il 28 marzo 1923. Il suo primo nome fu Arma Azzurra, divenuta poi ufficialmente Regia Aeronautica su decisione del re Vittorio Emanuele III. Il fascismo la tenne sempre nella massima importanza e con la nomina di Italo Balbo a Ministro dell’Aviazione raggiunse la sua massima espansione, presentata dai gerarchi del tempo come un fiore all’occhiello, grazie ai numerosi record conquistati in fatto di lunghi raid, di velocità e di altitudini raggiunte.Una delle prime modifiche sostanziali dell’arma aeronautica fu il cambio di denominazione, dopo il referendum del 2 giugno 1946 prese il nome, ancora attuale di Aeronautica Militare Italiana.Un motivo di vanto dell’arma aeronautica è la sua pattuglia acrobatica, famosa in tutto il mondo, le Frecce Tricolori.

Per celebrare Orazio la zecca emette una moneta da lire 500 in argento 835/1000. Peso  grammi 15, diametro mm.32. Contorno: legenda in rilievo BIMILLENARIO ORAZIANO. Coniata in nr. 49.740  esemplari in versione FDC e nr.10.000 in versione FS.

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