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Piakos

N.015 - Elementi di valutazione economica di una moneta.

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Su gentile concessione di @@Arka pubblichiamo nel vademecum questo interessante contributo, utile ai neofiti e...non solo.

Piakos

 

..............................

 

In un'altra discussione - in questo Sito - ho accennato agli elementi che compongono la valutazione economica di una moneta e alla difficoltà di padroneggiarli. @Piakos mi ha chiesto di approfondire l'argomento e così provo a svilupparlo, tenendo sempre presente che questi pensieri derivano dalla mia esperienza e niente più. Altri magari hanno sviluppato altre esperienze...

La prima cosa da valutare in una moneta è lo stato di conservazione e l'autenticità. Attenzione che, mentre per le monete battute a macchina la cosa potrebbe essere semplice, per quelle battute a martello diventa più complicato e di conseguenza più soggettivo. Questa soggettività è una delle variabili importanti per il prezzo. Bisogna valutare l'usura, la centratura, i rilievi, il metallo (poroso vale meno), la conservazione media delle moneta valutata.

La seconda cosa da valutare è lo stile. Questo è fondamentale nella monetazione greca, ma è importante anche in quella romana e rinascimentale. Man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri lo stile si uniforma e la distinzione perde di importanza.

La terza cosa da valutare è l'importanza della moneta. Qui parliamo di rarità, ma anche di ''popolarità''. Ci sono monete che tutti vorrebbero e quindi anche se comuni queste raggiungono prezzi notevoli. Un sesterzio di Nerone è più ambito di quello di Antonino Pio... La rarità poi certe volte fa far follie ai collezionisti...

La quarta cosa da valutare è l'origine. Quindi che la moneta sia di provenienza lecita e non provenga nè da scavo nè da furto. L'origine è legata al venditore. Pur essendo possibile comprare da privati, chi compra in un negozio o in asta ha sicuramente una tutela maggiore. Qui bisogna anche accennare al fatto che anche il blasone del venditore ha la sua influenza sul prezzo. Sentirete spesso frasi del tipo: ''Sa, questo esemplare proviene dall'asta X ed era nella collezione di Y...'' E questo fatto impreziosisce la moneta.

Il quinto e ultimo elemento da valutare è il livello di desiderio che ha il collezionista di avere una certa moneta. Questo è l'elemento che scatena vere e proprie guerre nelle aste. Quando una moneta raggiunge prezzi folli vuol dire che qualcuno ha deciso di possederla ad ogni costo. In questo caso beato il vecchio proprietario....

Tutto quello che ho scritto ha bisogno di tempo, in alcuni casi di molto tempo, per essere gestito con padronanza. Ma spero che questi miei pensieri possano essere utili per i Vostri acquisti.

 

Arka

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Un'ultima considerazione, anche se esterna alla moneta in quanto oggetto coniato in metallo, è possibile dall'analisi e da  valutazioni realtive all'ambiente della Numismatica in generale: collezionisti, studiosi, commercianti, trafficanti, case d'asta ecc.

Ci sono coniazioni o tipologie che vanno di moda ed altre meno...e ciò si riflette sul valore.

Le Monete del regno, specificamente di V.E. III, vanno di moda - forse per il valore dato dalla storia italiana recente ( drammatica ) - dal 1930 ad oggi. E malgrado ormai siano passati molti anni dalle coniazioni del regno, ancora sono molto collezionate anche perchè più facili da valutare e da comprendere, in quanto coniate con sistemi moderni e comunque relative a fatti non antichi, quindi ad una storia recente. Anche se...dal 2000 ad oggi, possiamo notare che il fascismo non è più in cima agli interessi storici e culturali dei nuovi numismatici.

Ci sono poi tipologie, come le monete con i ritratti del rinascimento italiano, che difficilmente passeranno di moda.

Ci sono altre coniazioni come quelle papali che, pur annoverando estimatori anche in campo internazionale, hanno una consistenza media di collezionisti meno numerosa di quanto si potrebbe credere. E ciò malgrado l'indubbio interesse iconografico delle raffigurazioni...di non comune bellezza.

L'apprezzamento delle varie coniazioni (in un dato momento storico e sociale) è quindi dato dal numero delle persone interessate ed influisce in modo determinante sulle classi dei prezzi...sopra tutto sulla facilità di assorbimento da parte del mercato.

 

@@Arka per conoscenza.

:)

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Continuando e perfezionando questo topic, in effetti basilare per gli appassionati e non solo...

Possiamo ritenere che quando in una data moneta si condensano queste caratteristiche:

1) Ottimo  stato di conservazione e autenticità;

2) l'importanza della moneta;

3)  l'origine...quindi non solo la provenienza lecita e documentata ma anche il riferimento ad un importante e storico pedigree : che testimonia come una data moneta sia stata oggetto di vendite importanti e sia appartenuta a grandi e/o importanti Numismatici storici che la desiderarono e riuscirono ad acquisirla.

4) Se poi c'è anche un buono stile...relativamente ai pezzi conosciuti di un dato esemplare...

ecco...su questi 4 dati una moneta diventa basilare in ogni collezione.

Qualora, in una data collezione, si dovesse riuscire a mettere insieme anche solamente quattro o cinque pezzi in possesso delle predette caratteristiche...la collezione stessa dovrebbe diventare importante, sul dato che anche le monete meno importanti saranno state scelte comunque con cura dal collezionista...così da assemblare un compendio gradevole e significativo sia sotto l'aspetto estetico che storico (scientifico).

Poichè chi scrive qui è sommessamente ma chiaramente convinto che la Numismatica non è solo una mera passione ma è anche un asset...(cioè una allocazione di danaro che con gli anni spesso diventa importante), l'acquisizione di qualche moneta costosa ma significativa diventa come le ciliegie sulla torta: dando piacere raro al collezionista che potrà godere del fascino di importanti e rare monete, e -  sempre nella progressione del tempo - le monete più ambite e affascinanti daranno maggiore richiamo e importanza alla collezione stessa. 

 

P.S.

La collezione Numismatica è (giocoforza) sempre un asset.

Vogliamo qui chiarire che concordiamo con coloro che non riescono o non vogliono considerare la numismatica come un investimento. In effetti le monete risentono molto del momento socio economico e/o delle problematiche geo politiche e, quindi, possono valere moltissimo e/o relativamente poco. Questo perchè non sono un bene facilmente liquidabile o commerciabile per una serie di fattori...il più ostativo è la scarsa consistenza del mercato Numismatico: i veri appassionati sono sempre poco numerosi rispetto al montante della popolazione e, ancora meno numerosi sono coloro che sono disposti a spendere bene o molto.

Su queste basi la numismatica resta fondamentalmente una passione (piuttosto aleatoria, cioè rischiosa)...e punto.

Poi occorre osservare che alcune persone riescono a raccogliere monete con molto gusto ed attenzione/esperienza, valutando anche razionalmente il mercato...ma anche "osando" quando le monete sono di loro vero interesse. Costoro sicuramente si muoveranno su posizioni di vantaggio e riusciranno ad unire passione e "fiuto".

In ogni caso è ovvio considerare che, sulle monete che entrano in collezione, vengono sempre spesi dei soldi. Ove la passione perdura nel tempo, per numerosi anni... il danaro trasformato in monete da collezione può  essere molto...relativamente alla volontà/possibilità  di spendere. Ma anche in presenza di acquisti cauti...mettere da parte 50.000/70.000 euro nella numismatica...è fatto abbastanza comune, molto più di quanto si possa pensare. Anzi...se la passione dura per la vita...è molto facile superare tali soglie. Ergo la collezione di monete diventa giocoforza un asset (patrimoniale)...più o meno cospicuo o importante. E questo aspetto non sempre è legato alle possibilità economiche...ho visto nel tempo persone comuni che (con il lavoro duro e assorbente e devolvendo il patrimonio familiare piccolo e o medio) sono riusciti a competere nelle Aste con gente dalle c.d. "mani forti" ... a volte strappando le monete a suon di rialzi.

Per concludere...se è vero che la Numismatica non può essere speculazione (a meno di trasformarsi in commercianti/trafficanti) ... è anche vero che è parte integrante e, spesso e nel tempo, importante di ogni patrimonio anche nodesto. Inutile girarci intorno...

: TEARS :

Spesso capita che un dato e qualunque collezionista fa il conto di quanti soldi ha messo nelle monete.

Si spaventa...si sente sbilanciato...crede di avere esagerato...si pente e vende tutto.

Non ci crederete? E invece è un altro avvenimento piuttosto (relativamente) comune in questo mondo.

 

:)

 

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@Piakos, il tuo ragionamento non fa una piega; c'è però un aspetto, diciamo pure sentimentale, che personalmente mi frenerebbe nell'acquisto di una moneta "super".

Mi spiego meglio. Da quando nell'ultima asta Sincona è apparso - addirittura come "ragazza copertina" - uno zecchino di Giovan Battista Ludovisi, non passa sera che non ne ammiri l'immagine, sognando ad occhi aperti.

Per i molti non addentro alle cose piombinesi, dico subito che si tratta di una moneta conosciuta in 6/7 esemplari, di cui 4 conservate in musei; quella in asta , a proposito di pedigree, ho scoperto provenire dalla vendita della collezione Gnecchi (1902).

Ora, ammettiamo per un momento che uno sconosciuto zio d'America o d'Australia mi nomini erede di una discreta fortuna e possa così impossessarmi (lecitamente, è ovvio) dell'agognato zecchino. In primo luogo non lo rivenderei mai, nemmeno per il doppio (a proposito, non ho detto che parte da 25.000 Fr. Sv.), ma il vero punto è un  altro: come potrei portarlo in una cassetta di sicurezza, lasciando tale meraviglia triste e solitaria nel caveau di una banca anonima, senza poterlo ammirare, accarezzare, rigirarlo tra le mani (ovviamente guantate) ogni giorno?

Troppo triste!  Meglio continuare a sognarlo, lasciandolo, ahimè, nelle mani avide di un freddo e arido investitore!   : CRYING :

SINCONA 19, l.1713.jpg

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37 minuti fa, Lugiannoni dice:

@Piakos, il tuo ragionamento non fa una piega; c'è però un aspetto, diciamo pure sentimentale, che personalmente mi frenerebbe nell'acquisto di una moneta "super".

Mi spiego meglio. Da quando nell'ultima asta Sincona è apparso - addirittura come "ragazza copertina" - uno zecchino di Giovan Battista Ludovisi, non passa sera che non ne ammiri l'immagine, sognando ad occhi aperti.

Per i molti non addentro alle cose piombinesi, dico subito che si tratta di una moneta conosciuta in 6/7 esemplari, di cui 4 conservate in musei; quella in asta , a proposito di pedigree, ho scoperto provenire dalla vendita della collezione Gnecchi (1902).

Ora, ammettiamo per un momento che uno sconosciuto zio d'America o d'Australia mi nomini erede di una discreta fortuna e possa così impossessarmi (lecitamente, è ovvio) dell'agognato zecchino. In primo luogo non lo rivenderei mai, nemmeno per il doppio (a proposito, non ho detto che parte da 25.000 Fr. Sv.), ma il vero punto è un  altro: come potrei portarlo in una cassetta di sicurezza, lasciando tale meraviglia triste e solitaria nel caveau di una banca anonima, senza poterlo ammirare, accarezzare, rigirarlo tra le mani (ovviamente guantate) ogni giorno?

Troppo triste!  Meglio continuare a sognarlo, lasciandolo, ahimè, nelle mani avide di un freddo e arido investitore!   : CRYING :

SINCONA 19, l.1713.jpg

 

Ah ah ah!

: GRIMACE :

Luciano è un Numismatico colto ed elegante...non solo per l'eventuale vestiario ( :rolleyes: ) ma per la cultura e lo stile che lo contraddistingue.

Con questa risposta ci da' una lezione, pur confidando i suoi desideri.

Luciano (se me lo consente...) è della classe di  Carlo @carledo49 che, peraltro, manca molto a questo sito ed auspico possa ri motivarsi malgrado alcune difficoltà (impegni) momentanei che non permettono una sua assiduità.

Entrambi costituirebbero un patrimonio fondante ed inossidabile di qualunque sito numismatico.

Nel frattempo Luciano, in verità, è con noi presente e pimpante ed anche senza Carlo...è una colonna di questo forum.

Ad majora.

 

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P.S.

La moneta da Luciano citata e presentata in foto, oggetto della passione...ha per i Piombinesi un fascino particolarissimo...me ne rendo conto ed è comunque una gran moneta, intrigante e storicamente  fascinosa. Il fatto di essere di esimia rarità la rende appetibile a molti...anche non appassionati della zecca di emissione.

Sono sicuro che Luciano...ad eredità incassata (si fa' per dire...) sicuramente andrebbe a Zurigo, peraltro gradito ospite e spesato dalla Nomisma (anche per fini promozionali ed utilitaristici afferenti l'asta) e - con tutta probailità - riporterebbe la moneta a Piombino, salvo le follie di qualche emiro o qualche oligarca.

E...sono sicuro che andrebbe anche in auto...gustandosi il viaggio, sopra tutto al ritorno. 

: LUST :

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13 minuti fa, Piakos dice:

P.S.

La moneta da Luciano citata e presentata in foto, oggetto della passione...ha per i Piombinesi un fascino particolarissimo...me ne rendo conto ed è comunque una gran moneta, intrigante e storicamente  fascinosa. Il fatto di essere di esimia rarità la rende appetibile a molti...anche non appassionati della zecca di emissione.

Sono sicuro che Luciano...ad eredità incassata (si fa' per dire...) sicuramente andrebbe a Zurigo, peraltro gradito ospite e spesato dalla Nomisma (anche per fini promozionali ed utilitaristici afferenti l'asta) e - con tutta probailità - riporterebbe la moneta a Piombino, salvo le follie di qualche emiro o qualche oligarca.

E...sono sicuro che andrebbe anche in auto...gustandosi il viaggio, sopra tutto al ritorno. 

: LUST :

@Piakos, dopo essere arrossito  :-[ per i complimenti (immeritati) ti confesserò un altro mio piccolo  segreto. Da bambino quando mi veniva regalato un giocattolo, la sera, ogni sera  lo mettevo sopra il comodino, in modo da averlo vicino anche la notte e ritrovarlo la mattina al risveglio.

Bene, se avessi lo zecchino di GB sono sicuro che lo farei di nuovo...

Giovan Battista, poi, mi è sempre rimasto simpatico malgrado tutto: donnaiolo, scialacquatore, gaudente e bon vivant, uno che era riuscito a sperperare al gioco una delle più grandi fortune economiche di allora e che, malgrado tutto ciò,  rispondeva ai suoi disperati sudditi proponendo progetti per il futuro come se davvero avesse avuto la possibilità di realizzarli.

Insomma un simpatico farabutto, riscattato dall'amore per la propria moglie (incredibile visto il personaggio, ma vero) tanto da condividere sulla moneta in oggetto lo stemma della famiglia Ludovisi con quello della moglie Maria d'Aytona, sebbene fosse defunta già da alcuni anni e lui  si fosse risposato con la principessa Arduino di Palizzi.

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Un bel personaggio...o, come si diceva ai parioli (dove stanno gli altolocati di Roma): un bel figlio di una ballerina.

: CRAZY :

Dubito convintamente che tu potresti seguirne od emularne le tracce...ora per allora. Non per incapace talento...ma per convinti principi e matura rettitudine verso i tuoi impegni.

 

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@Piakos, sicuramente è come dici tu, ma di fronte ad una galleria di signori suoi contemporanei quasi tutti impegnati in guerre o a sventare complotti con relativi trucidi bagni di sangue, il nostro Giobatta combatteva aspre tenzoni a Primiera o a Bassetta, oppure assediava con successo dame romane o napoletane, non disdegnando comunque anche belle campagnole in carne.

L'unica volta che va in guerra, più obbligato che convinto, va nelle Fiandre, dove - esistono sue lettere i proposito - sembra temere di essere ucciso più che dai protestanti orangisti, da alcuni suoi compagni di gioco con i quali, tanto per cambiare, si era indebitato. 

Una  specie di Marchese del Grillo ante litteram.

Unisco un mio articoletto su Panorama Numismatico per chi vuole altri gustosi aneddoti sul personaggio,  oltre, naturalmente, per conoscere meglio la sua monetazione.

UN-TESTONE-INEDITO-DI-GIOVAN-BATTISTA-LUDOVISI-.pdf

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Eccezionale Luciano.

Mi consento di ritenere, comunque, il Marchese del Grillo più paragnosta del Nobile Piombinese.

D'altronde con la scuola a quel tempo impartita dai Massimi Vaticani...anche i paragnosti di Roma e dello stato pontificio, restavano prudenti e non varcavano i limiti dell'esposizione scellerata e fine a se stessa.

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