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Nei giorni di Waterloo, il ricordo di un grande generale, di un grande legislatore, di un grande uomo!

 

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Mi associo a Luciano...

Napoleone soleva dire che, non potendo vantare diritti di lignaggio e di nascita, doveva giocarsi il suo potere ogni volta in battaglia...come ad una mano di dadi.

Iniziava la società modena, nel bene e nel male.

: OOO :

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Vive l'Empereur!!!!

 

seppur alla fine, era talmente grande da concretizzare anche a Sant'Elena il suo motto elbano "Ubicumque Felix".

Le migliaia di rievocatoti e visitatori presenti a Waterloo e tutti i nostri pensieri di questi giorni, ne sono la più grande dimostrazione

 

Vivant Denon

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E' difficile presentarsi dopo due anni di inattività , ma essendo dell'opinione che prima c'è la storia e poi la numismatica , ho un modo galante per potermi presentare nuovamente , sperando che possa essere accetto . 

 

Da alcuni libri in mio possesso , in merito al combattimento di M.St.Jean vi posto alcuni documenti autografi del Maresciallo Ney , sperando siano di spunto per riprendere la vitalità della discussione e che , siano altresì sufficienti per compensare la mia personale mancanza :)

 

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Il collezionista 

Edited by ilcollezionista90

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@@ilcollezionista90 ... è un piacere averti da questi parti.....ottimo.

 

Riprendo la seconda foto e riposto nel giusto verso.

 

Ciao e buon lavoro.

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bentornato... :)

Attendiamo spunti per il grande generale e imperatore che giocava con la sorte il proprio destino-

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@@Piakos Grazie assai molto gentile . 

 

Ma aggiungiamo qualcosa in più : il documento (*) , che è la copia di un documento autografo , riguarda il resoconto soggettivo , della battaglia "sull'incrocio" di Quatre-bras , che , fra il 15 ed il 16 di giugno , venne ingaggiata contemporaneamente con la battaglia di Ligny . Tatticamente parlando , il piano era molto simile a quello di Dresda , applicato in questo caso su di uno scacchiere ben maggiore . Il cuneo , che era diretto dall'Imperatore in persona , doveva accompagnarsi alle ali , che erano sotto al comando del Maresciallo Ney e del Maresciallo Grouchy . La sera stessa del 15 , l'esercito inglese , dei cui soldati è bene ricordare la prodezza , così come dei soldati francesi , si ritrovò praticamente tagliato a metà , l'uno con alle spalle la manica e l'altro , cioè il prussiano con alle spalle Charleroi da una parte , ed il confine tedesco dall'altra . La battaglia fu cruenta , ma ebbe l'esito desiderato : bloccare gli inglesi e sconfiggere i prussiani che , nonostante le 10 ore di combattimento dovettero battere in ritirata . Le vicende portarono poi a Waterloo , che amo chiamare la battaglia di M.St.Jean , sulla via di Charleroi anche se , di quest'ultima , molti aspetti da parte di molti bibliografi sono stati malamente trattati . Cercherò , con calma di proseguire il presente . 

 

Grazie a tutti dell'accoglienza ;) e spero che anche altri appassionati partecipino . E' il confronto il punto di accrescimento comune 

 

(*) : A.Pollio - Waterloo -1815- , ed. anno 1923 , MIN.della Guerra , archivio storico . 

Edited by ilcollezionista90

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Ringraziando chi , ieri sera mi ha  accolto con gentilezza , volevo quest'oggi proporvi , una lettura che spero sia di gradimento per tutti , in merito alle vicende politiche che , fra il marzo ed il giugno videro coinvolta la Francia e l'Europa tutta. Ma iniziamo con ordine , chi dell'Elba non è cresciuto con l'immagine dell'Imperatore nella sua testa da bambino , sognando scenari militari , bellici , navi , soldati e via dicendo ? , credo che , gli elbani in questo forum possano darne una conferma tangibile . Ed è da quelle insenature , descritte in ogni loro forma anatomica , dalle onde che , si infrangono sui muraglioni dell'isola , sulle piccole spiagge che, con lo scemare dell'estate si colorano di quelle calde atmosfere che , fanno emozionare e risorgere la storia . E' da qui che inizia il nostro racconto : 

Quando l'Imperatore , oramai in esilio sull'isola , aveva deciso di tonare nella sua patria natale , c'erano motivazioni impellenti , prime fra tutte , le voci che , non molto amichevoli giravano al  Congresso . Il trattato di Fontainebleau , prevedeva , oltre all'abdicazione , il destino di una somma pari a 2.000.000 di franchi d'oro , nelle casse elbane , cifra che , non solo tardava a venire fra le tante scuse che , l'amministrazione adduceva ma , veniva accompagnata da continue richieste o progetti , fra i quali l'esilio ultimo dell'Imperatore nell'isola di Sant'Elena . In ultimo le recenti notizie , del malcontento in Francia , del ripristino di norme che  la rivoluzion aveva spazzato via ,  portarono all'organizzazione del progetto ultimo : la fuga . E' caratteristico a questo punto notare , come , se da una parte nel marzo 1814 , la folla manifestava  il suo livore verso la guerra e verso l'Imperatore , ora , ed a tale proposito le cronache dell'epoca sono caratteristiche , la folla lo acclamava . Lo sbarco avvenne , insieme ai 614 granatieri ed ai Polacchi , una piccola guarnigione che lo accompagnava fin dai primi giorni nell'isola , in un piccolo golfo della costa azzurra , Juan . Le notizie , che , nell'ottocento correvano si lente , ma per certe cose acceleravano la "corsa" , arrivarono fin da subito a Parigi . La reazione fu molto blanda , sarebbero bastati un pugno di uomini per bloccare l'avanzata e perché no , c'era la roccaforte di Lione sulla strada per Parigi , chi potrebbe aver potuto espugnarla ? , i fatti dimostrarono il contrario . La popolazione della Cote d'azur reagì ferventemente , chi donava cavalli , chi aiutava nelle indicazioni , chi forniva pasti , chi si univa seppur metaforicamente all'azione , chi forniva le armi , e la cosa più singolare che tutto ciò avveniva dopo neppure un anno . Da Parigi , il Maresciallo Ney, il principe della Moscowa o anche conosciuto come il prode fra i prodi , venne assegnato al comando di un migliaio di uomini , "lo riporterò in una gabbia di ferro" , esclamò fin da subito , così come era di natura impetuosa il carattere della gran parte degli Ex marescialli dell'Impero . La marcia continuava , obiettivo : Lione . Lione che fin dal 1789 era conosciuta come una radicata roccaforte realista e dunque monarchica , veniva assicurata al Re , come baluardo della monarchia , come difesa di Parigi .  Ma facciamo una piccola pausa , in quale stato si trovava l'esercito monarchico ? , la situazione era singolare poiché come per l'esercito reale italiano che venne disciolto all'indomani della restaurazione , si divideva in giovani che avevano giurato per il Re , in soldati veterani , affezionati all'Imperatore ed infine in coloro che , profondamente repubblicani , avevano servito di malavoglia , sia sotto l'Impero che sotto la monarchia . Lione dunque , si trovava in una situazione particolare , perché effettivamente era un potente baluardo all'avanzata dell'aquila , ma la sua guarnigione era frammentata , eterogenea . Molti fra i soldati , ricordavano le battaglia , le croci che portavano , le ferite , e perché no , i gesti di affetto che ogni tanto , passando in rassegna le truppe , l'Imperatore gli concedeva . Era difatti solito giocare affettuosamente tirando le orecchie dei grognards , i brontoloni , perché effettivamente era anche questa una caratteristica della Guardia . Il duca d'Artois nel frattempo venne mandato in rassegna proprio nella roccaforte di Lione , per incentivare i soldati a combattere .Vi riporto una  cosa singolare raccontata dalle  cronache dell'epoca  , fra un soldato della Grand'Armèè ed il duca d'Artois : 

 

D: dimmi soldato , sei pronto a difendere il tuo Re ?

S : sono un soldato ma non posso combattere conto mio padre . 

 

il duca , fratello del Re , se ne andò stizzito , e sicuramente preoccupato , perché i fatti non rispondevano alle idee che a Parigi si erano fatti . E difatti così fu, la guarnigione di Lione non oppose resistenza , la roccaforte che , nel '92 aveva visto la violenta repressione del commissario Fouché , ora apriva le porte all'Imperatore . Così come questo episodio , così anche fu l'episodio di Auxerre , Ney , che aveva caldamente assicurato alla monarchia la neutralizzazione del pericolo , cedette difronte all'Imperatore . Tutto questo senza sparare un solo colpo . 

Parigi cadde il 20 marzo ( forse sbaglio il giorno , perdonatemi ) , e la stessa sera , quando le autorità della Polizia  e della Guerra , così come gli esecutivi erano praticamente assenti , la città visse totalmente tranquilla , le cronache raccontano che , regnava la pace , ne un colpo fu sparato . 

 

LA RIORGANIZZAZIONE ; 

 

- Soult , Maresciallo dell'Impero , soprannominato il manovratore d''Europa , perché strategicamente bravo lo era , si ritrovò alle Tuilieries insieme al Ministro della marina Deçres , a Grouchy ed a chi rimaneva dei vertici . Albufera , temprato dalle guerre di Spagna , aveva il controllo dei Pirenei , Davout , il maresciallo di Ferro controllava la frontiera italiana . L'esercito era praticamente assente , era necessario riconsiderare e riassettare sia i quadri militari , sia le classi di leva e sopratutto riorganizzare un esercito . L'industria cercò di essere riconvertita per quello che si poteva alle esigenze del momento , vennero compresi nei quadri i marinai con un servizio militare effettivamente utile , si cercò di assicurare un ultimo sforzo . In due mesi , 330.000 uomini erano in armi , equipaggiati al meglio , con un addestramento che non sempre era sufficiente . L'obiettivo : eliminare la minaccia inglese in Belgio . Purtroppo le vicende militari che seguirono sono note , ma certamente sia da parte dell'Imperatore che da parte dei militari si fece e si dette il massimo . Grouchy, che era il migliore sulla piazza , nel momento utile , venne nominato maresciallo e destinato al comando di un'ala nell'armèè du Nord , Ney , anche . 

 

- L'ATTO DI PACE 

 

ed è da sempre che , ogni storico o bibliografo cade nella solita retorica del " nonostante avesse sempre fatto la guerra , solo ora decise di chiedere la pace " , ebbene , non è assolutamente vero . L'atto di pace dettato agli scrivani nelle sere burrascose , frenetiche , ansimanti di una Francia che non credeva ancora a cosa stava accadendo , sono l'ultimo atto di una profonda volontà di chiedere la pace , di assodare le conquiste rivoluzionarie , l'eredità , e la sofferenza di uno e di molti popoli . Qualcuno sgranerà gli occhi , leggerà ciò con titubanza  ebbene : fra il 1799 ed il 1815 ben cinque volte da parte del governo francese tentò , non riuscendo , di chiedere la pace , anche al costo di fare profonde concessioni , sempre ovviamente , inaccettabili , dal punto di vista coalizzato . Il primo tentativo risale al 25 dicembre 1799 , il secondo , fatta eccezione per la pace di Amiens ( questione singolare e da trattare a parte ) , effettuato con Charles Fox , nell'aprile 1806 , il terzo , nel mentre si svolgeva il congresso di Erfurt  firma anche dello zar Alessandro, il quarto tentativo , prima ancora che la campagna di Russia iniziasse , e parliamo dell'aprile 1812 ed infine il quinto , effettuato dal plenipotenziario Coulaincourt , nel mentre , presso Chatillon si elaboravano richieste , effettivamente inaccettabili . E' dunque chiaro che , l'atto ultimo di richiesta della pace , era il coronamento di un sempre coerente comportamento . Anche in questo caso , i sovrani europei glissarono , chi non rispose , chi cercò scappatoie diplomatiche per dichiarare guerra , una guerra che fralaltro era osteggiata da una buona fetta del parlamento inglese . Il partito di Fox , oramai defunto , aveva da subito posto una vigorosa resistenza politica . L'Inghilterra e l'esercito erano stremati sia dal blocco continentale che , dalle guerre così da loro lungamente continuate , ma niente , la classe conservatrice non poteva accettare , quello che negava la grande rivoluzione del 1688 : guerra fu ! 

 

(*) tutto è ovviamente documentabile . Riporto la copia , dell'originale , sito negli archivi di stato francesi , della corrispondenza Imperiale poi raccolta da Napoleone III @@Biblionummofilo , credo che avendo letto dei suoi commenti in merito a materiale di vecchia fattura , questo può rientrare o comunque esserle di aiuto per la creazione delle vetrine . 

 

- LA MODIFICA COSTITUZIONALE 

 

Cos'è l'atto addizionale ? , è la modifica fatta alla carta costituzionale del 1814 , elaborata ed approvata da una monarchia restaurata con il bene placido dei coalizzati . Elaborata al fine di garantire una costante maggioranza alla camera di Pari al partito borbonico .Nell'atto e nella decisione , si potrebbe analizzare una garanzia di stabilità , forse per rassicurare quanti , diffidavano dal sistema napolenico , ma si può anche vedere , un ritorno agli inizi , ossia un modo per stabilizzare internamente uno stato già profondamente provato , con la ferma intenzione di non provocare caos politici . Molti storici ci vedono del tornaconto , io personalmente , ci vedo solo la volontà di assicurare tranquillità ad un popolo provato , ad uno stato posto in balia degli eventi tragici di quei particolari momenti . E' altresì essenziale riportare che , a differenza di una carta imposta , la carta addizionale , venne sottoposta a referendum popolare . Il referendum portò alla sua approvazione con circa 1.582.000 si , rispetto ai no , irrisori . Larghissimo consenso , considerando poi che , i votanti erano solo gli alfabetizzati . Un largo consenso certamente , non è liquidabile superficialmente , ma è lo specchio anche di un popolo o certamente di una fetta , che credeva nei nuovi avvicendamenti politici . 

 

(*) farò poi con la dovuta calma un approfondimento sui referendum popolari e loro validità , fra il 1800 ed il 1804 . Pazientate

 

- LA GUERRA 

 

( CONTINUA ) 

 

@@Piakos , ecco qui mi occorrerebbe che , potessi inserire l'altro pezzo di discussione , iniziata ieri sera , qui il link : http://www.tuttonumismatica.com/topic/2398-in-memoria/  , cercherò poi di sistemarlo nel modo migliore possibile . 

Edited by ilcollezionista90

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Molto interessante! Ottimi e intriganti contributi.

Ma non voglio spezzare il ritmo...alla ripresa dei tuoi post se vuoi posso cancellare questo post.

:)

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@@Piakos grazie , mi occorre solo un po di tempo . Vorrei caldamente che anche altri partecipassero , perché no , con delle curiosità , opinioni e quant'altro ; nel caso se possibile , si potrebbero unire i due pezzi ? , quello scritto ieri sera e questo . 

 

Grazie . 

Edited by ilcollezionista90

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Certo...dammi il link dell'altro e appena possibile procediamo.

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Mi complimento con ilcollezionista90 per la bellissima pagina di storia così bene illustrata e mi complimento ancora con lui per il bell'italiano che usa.

Certamente, un esempio da seguire con scrupolo. Grazie anche per il piacere di leggere del tuo a presto.

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@@lorenzo molto gentile , ringrazio di cuore per le belle parole . Ho cercato di donare enfasi , altrimenti fare un discorso cronologico dei fatti , rende tutto molto più noioso . 

 

Merçi

Edited by ilcollezionista90

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....... ma al di là del racconto, della storia di un grande francese, mi è piaciuto il tuo modo di esporre i fatti. L'uso che fai dell'italiano è pregevole e delicato: un italiano come difficilmente normalmente si esprime. Grazie a te!

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Mi ero dimenticato il MI PIACE! Mentre ti rispondevo, ma ho posto rimedio.

:)

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Davvero un ottimo lavoro. forma e sostanza perfettamente combinate. 

 

complimenti vivissimi e Vive l'Empereur!!!

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@@Vivant Denon , grazie molte , siete molto gentili . Vi esorto caldamente a dire la vostra :)

 

ps : ho in mente di trattare anche altri aspetti di questo periodo per darne , una visione più complessiva . Qulasiasi aiuto sotto qualsiasi aspetto è da me graditissimo . 

 

Un saluto 

Edited by ilcollezionista90

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Mi unisco ai complimenti per il post di @@ilcollezionista90 e per la sua bella ricostruzione storica.

 

Da "oriundo" elbano non posso che condividere, e vorrei aggiungere alcune immagini che di certo faranno la gioia di molti appassionati dell'epopea napoleonica e in particolare  del "regno" elbano (Vivan Denon già le ha viste).

 

Tuttavia chiedo a @@Admin, per motivate ragioni, se può apporvi il copyright.

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@@Lugiannoni conservo un bellissimo ricordo della mia ultima visita nella piccola Isola . Sembra che , in alcuni punti , la storia si sia fermata ed aspetti solo il ritorno di alcuni personaggi per poterla rivivere . Guardare dalle insenature di Marciana , l'orizzonte è davvero suggestivo . Non mancherò di tornare , visto che ci ho lasciato un pezzo di cuore :)

Edited by ilcollezionista90

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@@Lugiannoni conservo un bellissimo ricordo della mia ultima visita nella piccola Isola . Sembra che , in alcuni punti , la storia si sia fermata ed aspetti solo il ritorno di alcuni personaggi per poterla rivivere . Guardare dalle insenature di Marciana , l'orizzonte è davvero suggestivo . Non mancherò di tornare , visto che ci ho lasciato un pezzo di cuore :)

Visto che dovrai necessariamente passare da Piombino, fammelo sapere! :)

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Caro, ilcollezionista90, ancora una volta i miei complimenti. Concordo a pieno con te che prima si è storici, poi numismatici. La storia come la racconti tu è facile, piacevole: sarà perchè di certo è la tua cultura preferita, sarà perchè a questa accompagni un raccontare fluido, lieve e comprensibile. Senza errori.

Io mi interesso di una epoca della Francia un pò più vecchia, ma anche questa di notevole fascino. L'evo di mezzo, dunque, che ci hanno sempre descritto come un periodo buio, pieno di ombre e che io ritengo sia stato ingiustamente considerato, dato che l'evoluzione del sapere non nasce da un giorno all'altro, ma ha radici molto profonde nel passato e per questo anche l'evo di mezzo è stato ed è un terreno di coltura per i tempi a venire. Mi piace molto come racconti i fatti ed è sempre piacevole leggerli. Grazie

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...... mi posso solo limitare a leggere quanto scrivi, dato che non saprei come dare il mio contributo. Questa è una parte della Storia troppo recente, quantunque il personaggio sia non proprio dei giorni nostri. Posso fare alcune considerazioni, però. Considerazioni che purtroppo non sembreranno tanto originali, dato che è facile che siano già state fatte in precedenza. La storia della Francia del XIX secolo ha dato un indirizzo a quella europea. Il popolo francese ha coraggio e sa essere un buon rivoluzionario, quando è necessario. Qui da noi, mi domando, è stata la stessa cosa con eguale intensità?
Purtroppo, i miei contributi non posso essere che questi, dato che uguagliare il tuo modo di esporre, con la stessa capacità narrativa, è cosa ardua per me.

Faccio il lettore disciplinato, allora.

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@@lorenzo Tocqueville , di cui sposo solo alcuni dei concetti espressi , affermava che la storia , in questo caso della Rivoluzione si poteva interpretare come somma , di più singole sfaccettature che , in ogni loro parte contribuirono alla maturazione degli eventi . Dunque , se il tuo campo di interesse è differente , possiamo provare a vedere in quale modo interlacciare ed analizzare i vari fenomeni . Che so , ti do uno spunto : si potrebbe studiare , se questo è anche il tuo interesse , l'apogeo della politica ecclesiastica con , il rafforzamento della casata borbonica . Sai , questo può correlarsi sotto vari fronti con il periodo napoleonico . 

 

Grazie molte per l'apprezzamento , obbligato . 

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