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Lione: alcune monete non conosciute da Poey D’Avant

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Lione: alcune monete non conosciute da Poey D’Avant

Prima parte

Faustin Poey D’Avant:  Monnaies feodales de France – volume III:

“La numismatica della nobile città di Lione, della città primaziale dei Galli, è degna del più alto interesse”

“Ai tempi in cui Duby scriveva, non si conosceva che una dozzina di pezzi e tutti appartenenti alla monetazione anonima dei Vescovi, come a dire alla parte meno importante della numismatica lionese. Più tardi sono state aggiunte le monete coniate in questo atelier dai Re della Borgogna di oltre il Jura. Infine, la scoperta di M. Thibaud ha offerto elementi di grande portata che ci hanno fatto conoscere le specie contali.

L’insieme di questa numismatica, almeno per il periodo che abbraccia, sembra offrire tre frazioni distinte, mai confuse tra loro, per un collegamento qualche volta difficile da determinare e che non è affatto meno certo. La legge della successione dei tipi si fa sentire come allora”.

Questo dice Poey D’Avant nelle premesse, come se avesse voluto mettere sull’avviso lo studioso che le scoperte in futuro ci sarebbero potete essere ancora.

La storia di Lione

https://it.wikipedia.org/wiki/Lione

“Secondo la leggenda, Lione fu fondata dal re Atepomaro e dal druido Momoro. Gli scavi realizzati nel quartiere di Vaise hanno dimostrato che il sito era occupato ben prima della fondazione della città romana: nel VI secolo a.C. un insediamento gallico si trovava sulle colline ad ovest del fiume Saona, e commerciava con il mondo mediterraneo.

La città romana fu fondata nel 43 a.C., dal luogotenente di Giulio Cesare, Lucio Munazio Planco, incaricato dal Senato romano su proposta di Cicerone. Egli ne tracciò i confini con un aratro, sulla collina di Fourvière (Forum Vetus) e gli diede il nome di Lugdunum, ossia "fortezza del dio Lúg", la suprema divinità dei Galli, probabilmente sul luogo di un precedente accampamento militare che era servito di base alla spedizione gallica di Cesare. L'evento fu commemorato con la coniazione di una moneta.

Lo sviluppo della città fu favorito dalla sua posizione, sulla via di accesso dall'Italia, alla confluenza della Saona (Arar) e del Rodano e dal suo statuto di colonia romana. In occasione della divisione del territorio gallico in tre province in aggiunta alla già esistente Gallia Narbonense, nel 27 a.C., Lione divenne capitale della "Gallia Lugdunense". Sulle pendici della collina di Croix-Rousse si innalzò il santuario federale delle tre province galliche, dove ogni anno si radunavano i delegati delle tribù galliche per celebrare i culto di Roma e dell'imperatore regnante.

Nacquero a Lugdunum gli imperatori Claudio, nel 10 a.C., e Caracalla, nel 188.

Nel 58 Lugdunum, in un solo giorno, venne pressoché distrutta dalle fiamme. L'imperatore Nerone decretò l'immediato invio di soccorsi e di cospicui sussidi. Probabilmente a causa dei mancati effetti di tali sussidi, e sospettando che fossero finiti nelle borse di avidi potentati, Nerone decise di effettuare un censimento della provincia per migliorare l'imposizione fiscale e riequilibrare le sorti della popolazione. Lione dimostrò sempre una grande devozione nei confronti di Nerone, inviando un contributo di quattro milioni di sesterzi in occasione del grande incendio di Roma del 64 e rifiutandosi nel 68 di unirsi alla rivolta aristocratica contro l'imperatore.

La cristianizzazione avvenne precocemente: san Potino, primo vescovo della diocesi di Lione, e santa Blandina, martirizzati nel 177 sotto Marco Aurelio, figurano tra i primi martiri della città. Sant'Ireneo successe a san Potino e fu uno dei primi teologi cristiani. Lione era un importante centro culturale cristiano e nel VI secolo vi nacque Sidonio Apollinare.

Medioevo

Dei Burgundi, scampati alla distruzione di Worms da parte degli Unni, nel 437 si installarono nella città per concessione di Flavio Ezio e nel 461 ne fecero la loro capitale.

Occupata da Carlo Martello nel 732, dopo la morte di Carlo Magno passò a Lotario insieme al territorio ad est della Saona. Appartenne alla Lotaringia e al Sacro Romano Impero fino al XIV secolo, quando fu inserita nel regno di Francia e i re francesi ne fecero il centro delle loro attività rivolte verso l'Italia.

La città restava di dimensioni modeste, ma si distinse in campo religioso, tanto che il suo vescovo fu elevato al rango di primate di Gallia da papa Gregorio VII nel 1078. Nel XIII secolo vi si tennero due concili”.

Da qui viene la ripetuta legenda “PRIMA SEDES” delle sue monete del tempo.

Il restante periodo fino ai giorni nostri lo lascio all’interesse dei lettori.

Ho accennato ad inizio di come si siano venute a scoprire le nuove emissioni di Lione e questo fenomeno è tutt’ora in atto. Mostrerò qualche esemplare che Poey D’Avant non ha conosciuto.

Il denaro che propongo all’attenzione attualmente non risulta essere ancora stato preso in esame da nessun Autore. Quello che appare a prima vista è che si tratti di un normale denaro che possiede simboli già presenti in altre emissioni, ma non è così, in quanto, questo denaro si presenta come:

 

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(da una collezione privata)

 

Mistura – denaro anonimo Arcivescovi di Lione  – XIII secolo – zecca di Lione

 

D/ L barrata con a sinistra una lunetta dentro un cerchio perlinato – intorno: +PRIMA SEDES dentro un secondo cerchio;                                                                                                      

R/ croce con al secondo quadrante una stella dentro un cerchio perlinato – intorno: +GALLIAR e una V barrata dentro un secondo cerchio perlinato.

Peso: gr 0,7

diametro: mm 13,5 -16,5

Quindi, un denaro non ancora catalogato. Se ne conoscono finora solo due esemplari  e per giunta ottenuti da conii differenti, il che lascia sperare in altri ritrovamenti. Quello che presento non è il massimo per la conservazione ed è proprio per questa sua caratteristica che mi piace molto.

L’altro esemplare, attualmente lo si può vedere qui:

http://www.delcampe.net/page/item/id,215166097,var,MONNAIE-ARCHEVECHE-DE-LYON-ou-PHILIPPE-II-PIERRE-III-DE-SAVOIE-DENIER-ARGENT-TYPE-INEDIT-LUNE-SOLEIL-2eme-CANTON,language,I.html

 

e come è facile constatare sono molto simili, ma non identici.

Il venditore francese (Herry Arcan) ha posto il copy-right sulle immagini pubblicate da lui su Delcampe e così le descrive:

“Monnaie au type de l´archevêché de Lyon, avec au revers le soleil au 2ème canton. Type référencé seulement avec ce symbole au 1er canton. Peut-être frappée par Philippe II ou Pierre III de Savoie (1). Non retrouvée, toute information bienvenue.

D/ + PRIMA SEDES (E lunaires) - L barrée dans le champ, croissant de lune à gauche.

R/ + GALLIAR ' V - Croix avec un soleil à 5 rayon dans le 2ème canton.

Monnaie non nettoyée, très bon état : voir photos.

Diamètre 17mm. Poids 0,82 g.”

mentre, richiede informazioni utili a chi ne può dare.

 

(1) Philippe II de Savoie 1246/1267: Pierre III de Savoie 1308/1332

 

Poey D’Avant - volume III -  ne riporta uno molto simile che ovviamente non può essere lo stesso ed è quello a cui si riferisce Arcan. Ecco il riferimento bibliografico:

 

post-393-0-59105300-1436887191_thumb.jpg

 

Sono entrato in contatto col venditore francese: lo richiedeva nella sua inserzione, e mi ha spedito un ritaglio dal quale ho ricostruito che possa trattarsi del MIR numero 7, che mi è sembrato abbastanza generico e poco dettagliato per essere di una moneta RRR d’argento, mentre dovrebbe essere di mistura.

Un denaro di grammi 0,82, dunque, molto vicino al denaro di cui stiamo parlando, il cui sole è nel secondo quadrante. Il 5051 è sostanzialmente simile se non fosse che la legenda del rovescio è GALLIARV.V barrata, quindi è un’altra cosa.

La monetina in esame è indubbiamente un denaro, non ostante abbia un peso vicino quello di un bianco.

Ad ogni modo, lascerei a Poey D’avant la catalogazione in quanto lo ritengo meglio informato e dunque più attendibile anche se non specifica nel dettaglio le date di emissione e il nome dei diversi regnati da associare a queste.

 

A pagina 82 del volume III l’Autore fa questa premessa: “ Il tipo cambia all’improvviso, ma la degradazione dello stile è più impressionante a partire dal numero 5032. La diminuzione del peso è anche più sensibile. Io credo che l’ultima serie deve datare dalla conferma del 1157, che, come ho già detto, fu data puramente per la forma, e non aggiunse un granchè ai privilegi degli arcivescovi. Il modulo di questi pezzi è molto variabile”.

 

CGB.fr http://www.cgb.fr/lyonnais-archeveche-de-lyon-anonymes-demi-gros-anonyme,v11_0689,a.html fa vedere un mezzo grosso (?) e ne stabiliste una rarità RRR.

 

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La stessa CGB.fr  http://vso.cgb.fr/v07/v070104.html riporta un altro esemplare, questo uguale a quello di P.A., rarità R e lo definisce denaro doppio o mezzo grosso, dandone questa spiegazione:

“Il peso del denaro si è indebolito a partire dalla seconda metà del XIII secolo. Il peso dei denari che inizialmente superava 1,20 grammi è sceso a 1,00  ed a 0,80. Questa denominazione monetaria è talvolta presentata come un mezzo grosso ….”

Quindi si pone una questione basata sul peso, che a parere mio non dovrebbe cambiare di molto le cose.

Ad agosto 2011 è stato messo in vendita su ebay questo denaro:

 

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Il quale al D/ ha sotto la croce un bisante e nella legenda tra GALLIAR  e VM altri quattro sovrapposti verticalmente. Il R/ è il solito: PRIMA SEDES. Qui ha una spina ad ore otto.

 

A giugno 2012 è apparso un altro esemplare con le stesse caratteristiche, ma di conservazione parecchio inferiore.

 

Poey D’Avant nel suo volume “Description des mannaies seigneuriales francaises”  pagina 253, ne fa una sola citazione senza immagine:

 

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Mentre invece descrive un obolo al volume III con 3 punti sovrapposti al diritto tra R e V barrata:

 

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E non fa cenno ad un obolo che ha quattro punti sovrapposti tra la R e la V barrata.

Un esemplare di questo tipo è stato messo in vendita da Poinsignon Numismatique; ha quattro globetti tra la R e la V barrata:

http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/lyonnais_p2342/lyonnais-archeveche-de-lyon-monnayage-anonyme-vers-12001260-obole-au-grand-l-barre_article_14461.html

 

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Esiste anche un piccolo denaro con un anelletto posto tra GALLIAR e V emesso tra il 1273 e il 1283 da Adhemar de Roussilon; è una variante inedita.

 

Kinoton 79 ad inizio di maggio 2015 ha pubblicato su ebay questo denaro con un globetto posto all’apice del braccio sinistro della croce.

 

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Attualmente, su ebay è visibile un altro denaro con un globetto posto all’apice superiore della croce del diritto:

 

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Seconda parte

 

Ecco come il M.I.R. Monete italiane regionali volume VII – Savoia e rami collaterali

Riporta alcuni esemplari di questo  atelier:

 

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Copiato da P.A.

 

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Ed ancora

 

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Il ritaglio riporta una descrizione del tondello nella quale a GALLIARV manca la parte finale: un punto ed una seconda V ed attribuisce la legenda al numero 5051 e così non è. Questi sono elementi fondamentali nella identificazione di una moneta e se non sono corretti sono fuorvianti. Dal confronto tra la descrizione del numero 5046 e 5051 di Poey D’Avant,  non ostante i pesi siano abbastanza vicini, la denominazione delle monete è diversa, come pure le legende. Se le denominazioni sono diverse è dovuto probabilmente al fatto che è diversa l’epoca delle emissioni.

 

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A questo proposito P.A a pagina 83 del III volume  fa questa premessa alle emissioni successive al numero 5048.

“Un cambiamento notevole si verifica qui sulle monete. Nello stesso tempo che il tipo diventa un po’ più ornato, il modulo si ingrandisce ed il metallo è di migliore lega. Questo ultimo miglioramento non durerà a lungo, perchè si trovano dei pezzi con la stessa impronta che sono di biglione assai basso. Questo cambiamento permarrà lungo il XIII secolo”.

Io penso che oltre allo scadimento della lega vi sia stato un pari decremento del peso e questo può trarre in inganno. Resta fermo, tuttavia, che le legende non sono le stesse e, pertanto, è da ritenere che il tondello preso in esame ad inizio è esattamente un denaro perché emesso quando ancora non si parlava di piccolo bianco e ne esisteva già un tipo con somiglianze tali da far ritenere che la coniazione di così pochi esemplari differenti sia stata emessa solo per un brevissimo tempo.

Ecco delle nuove immagini del denaro uscito su Delcampe e venduto ad un italiano, liberamente pubblicabili:

 

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Ho interessato anche OMNI, un sito francese, della cosa, ma non c’è stata una risposta ed il mio pensiero più ricorrente è che si stia parlando di qualche cosa di nuovo anche per le persone molto ferrate in materia.

Le mie ricerche sono state inutili nel senso che non ho trovato nulla che ci desse una luce.

Poey d’Avant, il grande della Numismatica francese ed in qualche modo anche italiana, non ha conosciuto questi esemplari, dato che non ne parla e sono venuti alla luce solo successivamente.

Ho provato a fare un confronto diretto tra le due facce delle monete, ma oltre che non trovare praticamente differenze tra i rispettivi etnici, qualcosa di diverso si potrebbe riscontrare nella rappresentazione delle lunette.

 

Aspettiamo e intanto ripropongo le immagini di cui ho detto poco fa:

 

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post-393-0-03598100-1436888789_thumb.jpg

 

Fonti:

Sitografia:

http://whc.unesco.org/pg.cfm?cid=31&id_site=872

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Lione

 

http://forum.igz.it/showthread.php?t=367708

 

http://www.delcampe.net/page/item/id,215166097,var,MONNAIE-ARCHEVECHE-DE-LYON-ou-PHILIPPE-II-PIERRE-III-DE-SAVOIE-DENIER-ARGENT-TYPE-INEDIT-LUNE-SOLEIL-2eme-CANTON,language,I.html

 

http://www.cgb.fr/lyonnais-archeveche-de-lyon-anonymes-demi-gros-anonyme,v11_0689,a.html

 

http://vso.cgb.fr/v07/v070104.html

 

http://www.identification-numismatique.com/t3077-lyon-un-denier-inconnu#1882

 

http://www.ebay.fr/itm/ARCHEVECHE-DE-LYON-RARE-DENIER-AVEC-BESANT-AU-DESSUS-DE-LA-CROIX-/181747237742?pt=LH_DefaultDomain_71&hash=item2a50fac36e

 

http://ventesuroffres.free.fr/images/monnaies/vso/v05/v05_0722.jpg

 

http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/lyonnais_p2342/lyonnais-archeveche-de-lyon-monnayage-anonyme-vers-1200-1260-denier-type-avec-galliarvm_article_58544.html

 

http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/lyonnais_p2342/lyonnais-archeveche-de-lyon-monnayage-anonyme-vers-12001260-obole-au-grand-l-barre_article_14461.html

 

http://www.tuttonumismatica.com/topic/1289-lione-un-denaro-inedito/

 

Bibliografia:

Faustin Poey D’Avant: Description des mannaies seigneuriales francaises

Faustin Poey D’Avant:  Monnaies feodales de France – volume III

Monete italiane regionali (M.I.R.) volume VII – Savoia e rami collaterali

 

Rielaborazione di una discussione che si è tenuta su Tuttonumismatica.com. Un ringraziamento va ad admin e piergi00 per avervi partecipato: Lorenzo

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Grazie a te @@lorenzo per aver condiviso questa rielaborazione, da cui si evince la tua forte passione per questa coniazione.

Spero che lo stesso @@piergi00 @@carledo49 e altri studiosi del settore abbiamo voglia di integrare,approfondire e ampliare quanto è stato proposto

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