Neapolis

Sulla rarità delle monete di Carlo II di Spagna (1674 -1700)

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Affrontammo già questo discorso in un'altra discussione, ma non sono molto convinto .... perchè esiste anche un mezzo ducato con la croce semplice del 1683 (in aggiunta ad un'altra moneta che noi sappiamo che porta la croce potenziata).

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esiste anche un carlino con croce potenziata dell'83

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...esatto, alludevo a quello, quindi non si può dire prima l'una e poi l'altra; concordi ?

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Non importa il tipo di croce, il conio è uguale per entrambe 

 

Questo avvalora quello che stò pensando....pensa anche tu Fabrì...... :D

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............. se il conio è lo stesso, perchè due tipi di croce ?

 

 

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@@Layer ..... eh...eheh...eh... e perchè nello stesso anno ? 

 

A questo non hai mai pensato nessuno......... !!

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Riguardo al Ducato UNUS NON SUFFICIT, mi si permetta di aprire una piccola parentesi
Secondo il Majorca l'iconografia intende che un mondo solo non bastava e che intende mostrare l'avidità umana che non si accontenta ed appaga del possesso dei beni materiali, dei quali più se ne posseggono e più se ne vogliono. Proprio qui cita Ovidio "Crescit amor nummi, quantum ipsa pecunia crescit".

Conclude dicendo che ciò non può che ricordare che il nostro cuore si può soddisfare solo col possesso di Dio e cita un'altra frase latina, quest'ultima senza fonte:"Inquietum est cor nostrum donec requiescat in te"

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....interessante, non conoscevo questa spiegazione: Good.

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.....ritornando al discorso che ci interessa, in quanto sarebbe per l'ennesima volta riscoprire qualcosa di nuovo, le Croci, già....possiamo quindi affermare che ci fu un'alternanza, possiamo dire anche a caso....e non una sequenza di prima l'una e poi l'altra.

 

Escludo così, la sequenza cronologica di un incisore, che in questo caso sarebbe stato il Rendina (e molte volte ci ha fatto sorgere la domanda del perchè) .......... allora di chi altro potrebbero essere le croci ?

Tenete anche conto che ci troviamo nel 1683 e non nel 1684, quando poi vennero emanate le disposizioni Nuove in zecca.

 

@@Layer .... ci sei arrivato ?

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Qualcuno di "papale"??

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No, altrimenti per me avremmo continuato a trovare le sigle.

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Ops.......ho commesso un errore, e me ne scuso, rileggendo il post 59 ... : ho scritto che ci troviamo nel 1683......invece, giustamente il periodo delle croci è tra il 1683 il 1684, ma il discorso non cambia. Siamo quindi in prossimità delle nuove disposizioni in zecca.

GH ha abbandonato di apporre la sua sigla e IM è ancora prematuro.  

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Rimane il Rendina

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....certo che rimane il Rendina.......ma le croci secondo te, di chi sono ? ..... stavolta Fabrì, credo di non fantasticare, rifletti.

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Per comprendere al meglio, facciamo un passo indietro e andiamo per qualche scritto nel periodo di reggenza di Carlo (1665-1674).

Qui troviamo, oltre al Ducato, mezzo Ducato ed il Tarì datati 1674 e con sigle AH (dei quali stò discorrendo in altra discussione).....altre monete antecedenti come data a questi e battute con il solo nome di Carlo (senza la mamma, per intenderci); 1665 e 1666.

L'Heiss riporta un ducato datato 1665, ma questa moneta non è mai stata confermata da alcun studioso edè riportato dal Corpus, ma facendo riferimento all'Heiss e non della collezione reale. (la foto la potete osservare al nr. 285 del MIR), perchè il Pannuti e Riccio escludono questa moneta dalla catalogazione.

Vi state chiedendo adesso perchè Pietro ne scrive: ecco la figura e/o il disegno che si nota (riprodotta anche in un lavoro del Bovi su Carlo II), presenta incisa una lettera X dietro la testa di Carlo.

Proseguo.....anche se la moneta (il ducato) potrebbe non esistere (a questo punto), con la stessa data vennero coniati due tipi di carlini (PR 4 e 5 - MIR 289 e 290). Riguardo al MIR 290 devo segnalare un piccolo refuso; la foto è della moneta successiva datata 1666, quindi MIR 290/1 e non quella con la data 1665.

Il primo non ha lettere nei campi, ma sotto, al dritto nel giro della legenda, reca inciso un fiore, della coll. Martinetti, il secondo, invece presenta una lettera X davanti al busto di Carlo, coll. reale.     

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.....praticamente queste due !!

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.....questo invece è il carlino, solito, perchè unica foto, e datato 1666; anch'esso come potete osservare ha una bella X incisa davanti Carlo.

Le suddette monete sono Rarissime, appena R5, quindi quasi Uniche, ad oggi non si sono visti altri esemplari per fare comparazioni......queste perchè necessiterebbero ? .... perchè dai due tipi che ho linkato, per intenderci quelli datati 1665, notiamo come le lettere/simboli cambiano.

 

Ricordo che siamo ancora nel periodo delle varietà di conio, queste, determinate dal fatto (in ordine alle disposizione del 1623), che ogni moneta diventasse diversa dall'altra, varietà generata da simboli e lettere dei coniatori apposte sulle stesse (e conoscete oramai anche il motivo di questo).  

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..... questo è confermato dal fatto che 10 anni dopo, all'incirca, è cioè dal 1677 si incominciarono a battere monete di rame (ancora al martello) in elevatissimi quantitativi: il grano, il tornese ed il tre cavalli.

Tutte queste monete, come era di consuetudine, o meglio da regolamento, avevano impresse anche le sigle dei coniatori. 

 

Il Grano >

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Il Tornese >

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Il 3 cavalli >

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............ è quindi ovvio che anche la lettera X ed il simbolo "fiore" impressi su questi due carlini sono da ascriversi ai coniatori.

 

Se qualcuno avesse ipotizzato che quella X fosse il simbolo del Valore......questo non è possibile.

Come già scritto al post nr. 1 di questa discussione, il valore, espresso in numeri romani, comparve dal 1687.

http://www.tuttonumismatica.com/topic/2443-carlo-ii-12-ducato-1693/

 

Vista la rarità di questi esemplari, aggiungo, è quasi impossibile stabilire quanti e quali altri simboli e/o lettere sono stati incisi su questi carlini.

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Dovrei proseguire...con un pò di tempo a disposizione riprenderò al più presto; monetazione che ritengo sia una delle migliori del Vicereale.

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