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LA MORIANA

 

Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Moriana

“La Moriana (in francese: Maurienne) è una valle francese formata dal fiume Arc. Si trova nel dipartimento francese della Savoia. Formava un'antica provincia prima dell'introduzione dei dipartimenti. Coincide con l'Arrondissement di Saint-Jean-de-Maurienne, divisione amministrativa della Savoia.”

 

Da: http://www.quattrobaj.com/art_visualizza.asp?ID=19

Oddone

Conte di Savoia e Magravio di Torino 1048 - 1058/1060

La Storia

Nacque nel 1010 quartogenito di Umberto I Biancamano. Oddone di Savoia era già marchese di Torino quando successe nel 1060 al padre e al fratello nella contea di Savoia. Nel 1047 sposa Adelaide figlia di Olderico Manfredo II, con questo matrimonio conquistò il titolo di marchese d’Italia, che era annesso alla contea di Torino e conte in Borgogna ,dalla loro unione nacquero cinque figli: Pietro I primo erede, Amedeo II successore di Pietro I, Oddone vescovo di Asti, Berta che andò in sposa all’Imperatore Enrico IV di Franconia, Adelaide che sposò il conte d’Aubon e poi l’Imperatore Rodolfo di Rheinfeld. I rapporti con l’imperatore erano decisamente buoni, questo gli permise di mantenere e rafforzare i suoi diritti sul Piemonte. I possedimenti di Oddone erano talmente vasti che il suo dominio era più esteso dello stesso Regno di Francia. La data della sua morte è incerta si presume avvenuta nel 1060 e si crede sepolto nella Cattedrale San Giovanni di Torino.

Le zecche e le monete:

Denaro

Moneta di incerta attribuzione sec. XI-XII vescovi di Moriana o primi conti sabaudi Oddone?

 

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DIRITTO: S IOHANNES (astro a 8 raggi) testa barbuta a destra

ROVESCIO: + AQVABELLA croce patente, accantonata al centro da 4 crescenti agli angoli

Rarità:  R8  Zecca: Aiguebelle  Metallo: Argento  Diametro: 20 mm  Peso: 1,10 gr.

 

Denaro tipo Viennese

 

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DIRITTO: + SCIIVANNIS testa diademata a sinistra

ROVESCIO: + VRIhSIENNA croce patente.

Rarità:  R8 Zecca: St-Jean-de Maurienne  Metallo: Argento  Diametro: 18 mm  Peso: 1,22 gr.

 

Da: http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I31423.php

Dimitri DOLIVO

“ 23.5.1891 Berlino,  2.8.1961 Losanna, catt., di Losanna (1905). Figlio di Michail Ossipovitc Dolivo-Dobrovol'skij, di origine russa, elettrotecnico, collaboratore poi direttore tecnico della Allgemeine Elektrizitäts-Gesellschaft (AEG), e di Cornélie Toumba. ∞ Catherine Meyer, medico, di Amburgo. Studiò medicina a Heidelberg. Stabilitosi a Losanna nel 1920, esercitò la professione soprattutto nei campi della medicina infortunistica e della pediatria. Come numismatico compilò il catalogo delle monete della diocesi di Losanna (1961). Una parte della sua collezione è stata acquistata dal gabinetto delle medaglie di Losanna.”

Da: http://retro.seals.ch/digbib/view?pid=smb-001:1957-1960:7-9::550

 

Articolo di Dimitri Dolivo: “Contributi alla numismatica di Casa Savoia”

Un denaro di Aiguebelle coniato per il conte Umberto Biancamano (?)

 

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                                                                           Testa imberbe, diademata di St-Jean a sinistra                 croce nel campo

17 mm. 1,17 g.

 

Questo denaro di buona fattura è una imitazione dei denari di Vienna prima dell'apparizione dei denari alla testa barbara verso il 1090. Un sguardo superficiale gettato su questo pezzo dà l’impressione di leggere: URBS VIENNA e S MAURICIUS. Ma, guardando più da vicino si constata che la legenda è al nome di Saint Jean e non a quello di San Maurizio. Ricorda due denari trovati nel 1843 a San Paolo Fuori le Mura a Roma, facenti parte di un tesoro di oltre un migliaio di denari, nascosti in quel luogo tra il 1047 e il 1056 (1).

(1) Monete del decimo e dell'undecimo secolo, scoperte nei dintorni di Roma nel 1843, descritte da Giulio di S. Quintino. Torino, dalla stamperia reale, 1846.

 

Ecco la legenda di questi denari:

1) URBS VIENNA         S MAURICIUS    testa imberbe di Sam Maurizio

2) MAUR. IENNA          SCI JOANNIS     testa imberbe di di San Giovanni

Il secondo pezzo è una imitazione del primo ed è stato coniato a Maurienne, quindi ad Aiguebelle. La somiglianza del nostro denaro con il denaro di Maurienne, trovato a Roma,  ci fa ammettere che è stato ugualmente coniato ad Aiguebelle. Ma prima di analizzare il nostro denaro, facciamo brevemente un po’ di storia.

I vescovi di Saint-Jean-de-Maurienne coniarono monete ad Aiguebelle. Conosciamo un denaro coniato per il vescovo Thiébaud tra il 1034 ed il 1039 che presenta la testa di Saint-Jean ed il monogramma TBA del vescovo. Questo denaro che appartiene a M: Roehrich è stato descritto da lui (2) e riprodotto nel “Manuale  di numismatica francese da A. Dieudonné (3).

 

(2) Dr. A. W. Roehrich. L'n denier inédit d'Aiguebelle en Maurienne. (Rivista italiana di numismatica e science affine, Milano, voi. II, serie terza, XXXVIII, 1925, pp. 41-47.)

(3) Tome IV. Monnaies féodales françaises. P. 353.

 

Il vescovo Thiébaud aveva preso parte conto l’imperatore Conrad (+ 1039) e dopo la vittoria di quest’ultimo fu privato della sua sovranità dall’imperatore nel 1038 a vantaggio del conte di Savoia.

Il vescovo fu dunque sottomesso a Umberto Biancamano divenuto conte di Maurienne (+ nel 1056 stando al CNI). Questo principe, pur possedendo la contea rurale di Vienne dopo il 1029, con il riconoscimento della Chiesa di Vienne, non poteva coniare moneta a causa dei privilegi ecclesiastici delle diocesi della Savoia. Divenne signore supremo in Maurienne, ha probabilmente coniato moneta già dal 1039 al tipo di Vienne alla testa di San Maurizio. Questo tipo ha avuto inizio nel 1023 a Vienne per la coniazione di denari eccellenti tanto per la buona fattura quanto per il titolo di 10 denari per il fino. Alla fine dell’XI secolo, verso il 1090, hanno perduto le loro qualità per divenire i ben noti denari alla testa barbuta di San Maurizio. I figli di Umberto I Biancamano. Oddone, 1057/1060, primo marchese in Italia per il suo matrimonio con la marchesa Adelaide, ha continuato questa coniazione di denari e la sua vedova, tutrice dei figli Pietro e Amedeo, ha fatto lo stesso. L'arcivescovo di Vienne ha protestato ripetutamente contro queste coniazioni. Successivamente alla protesta del 27 novembre 1062, conservata presso il Cartulario di San Maurizio di Vienne, la marchesa ha fatto la promessa solenne, dopo aver preso la residenza a Torino, di non battere più moneta del tipo viennois ad Aiguebelle.

Suo marito, il conte Oddone, ha distaccato la Valle di Susa dalla diocesi di Maurienne per attribuirla a quella di Torino, suo figlio Pietro ho fatto trasferire l'officina del conte a Susa dove ha continuato a stampare monete del tipo viennois. Uno di questi denari è riprodotto nel CNI. Volume II. Pl. XXXVII. N°19, che è di stile barbaro e probabilmente contemporaneo dei viennois, coniati a Vienne verso il 1090. Il CNI ha supposto che si tratti di coniazioni episcopali e non laiche.

Al tempo dell'imperatore Rodolfo III (993-1032), l'arcivescovo di Vienne, Thiébaud di Casa Savoia, concesse il riconoscimento della Chiesa al nipote Umberto Biancamano. Thiébaud aveva coniato a suo nome (Poey d'Avant, PI. CVI, N° 6). Ma su un denaro che si trova al Museo di Grenoble, una legenda retrograda al nome di "S. Mauricius" è deformata in modo da terminare con VMCS, che è stato interpretato come "Umbertus comes," la denominazione del conte Umberto I.

Per citare brevemente un altro esempio ricordo un denaro di Luigi il Cieco sul quale il conte  Ugo ha completato discretamente la legenda in campo con le lettere V.C. (Ugo comes). Sul nostro denaro non figura affatto il titolo di conte; ma non figura affatto neppure sui denari coniati da Amedeo III a Susa.

Per riassumere: se non diamo significato alle lettere e se non crediamo all’intenzione precisa di chi ha coniato la nostra moneta, con negligenza, questo denaro dovrebbe essere attribuito a Umberto I, Oddone o alla marchesa Adelaide. Se per contro ammettiamo una deformazione intenzionale delle lettere, questo denaro,sarà uno dei primi  denari coniati da un conte di casa Savoia nella Savoia. Io propendo per quest’ultima ipotesi, ma gradirei conoscere il parere di chi è più erudito di me.

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Questa è l’esposizione degli studi effettuati dal grande studioso Dimitri Dolivo su di una possibile emissione del conte Biancamano.

Quello che appare chiaro è quale fosse all’epoca la tendenza a ripetere i tipi di altre zecche note e questo caso non poteva essere annoverato tra le imitazioni tra monete di zecche diverse descritte qui:

http://www.tuttonumismatica.com/topic/2042-alcuni-esempi-di-imitazioni-di-monete/

per la rilevanza dell’argomento. Per una informazione più ampia, suggerisco la consultazione di questo sito, dove sono rappresentare e ben descritte altre emissioni dei Savoia:  http://www.sibrium.org/Materiali/Savoia_CCNM.pdf

Buona lettura a tutti.

 

 

 

 

 

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Sempre ragguardevoli, ficcanti e informati gli interventi di @@lorenzo.

Un'altra bella pagina di numismatica appassionata che arricchisce TN.

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Buon giorno. Ti ringrazio per il commento lusinghiero e molto gradito. Come vedi, sono il classico pigmeo sulle spalle del gigante, ma spesso non riesco a prendere qua e là per riportare con parole mie quelle di altri e allora che c'è di meglio di quanto già detto prima di me?

Spero solo che quello che faccio serva a stimolare e far crescere l'interesse per questa Numismatica come è stato ed è per me. Grazie ancora: federico

 

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Salve a tutti. Ero sul pezzo e non me ne ero accorto. Mi spiego meglio: non molto tempo fa mi sono imbattuto su di un obolo di Vienne che così mi era sembrato, se non che, qualcosa non tornava. Questo obolo che se lo scorgi per terra non lo raccogli, io lo avevo comprato per il motivo che ho detto. Volevo, insomma, capire cosa aveva scritto su di sé.

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Appare chiaro che intorno alla croce c’è un VIENNA accettabile ma intorno al profilo del Santo non si può affatto leggere NOBILIS.

Ho cercato tra le imitazioni che conoscevo, ma non è emerso nulla fin quando non sono arrivato qui http://a.n.r.d.free.fr/page165.htm dove Michel Grandis il 20 marzo 2017 ha scritto un articolo sulle “Monnaies de VIENNE ou de MAURIENNE au XIème siècle”, le monete di Vienne o di Maurienne all’XI secolo. Esattamente riferibile a quanto da me già scritto in questo mio elaborato. La conclusione è che la monetina che avevo intenzione di studiare rimane ancora da studiare, però qualcosa mi dice che c’entra con la Moriana. Voi che ci leggete nella legenda che sta intorno al volto del Santo?

 

 

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Non lo so Lorenzo...bisognerebbe sviluppare la scritta graficamente...

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....... allora........ propongo la seguente lettura, assolutamente senza alcun rigore scientifico. Le ipotesi di Michel GRANDIS hanno un senso preciso anche se di alcune si può parlare di imitazioni, così come credo che sia la moneta in esame. Una imitazione di un obolo di Vienne e la dimostrazione potrebbe consistere nelle legende espresse  con un metodo grossolano.

 

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Ecco come l'amico francese Philippe ha letto la stessa moneta. Potrebbe avere un senso......

 

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