Lugiannoni

Il rarissimo esemplare da XX con anfora e polipo (?)

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Intanto un punto - importante - in comune con @Piakos : l'ammirazione per il compianto Federico Zeri, grandissimo critico d'arte.

Passiamo ora a tentare di dare delle risposte alle domande che Renzo pone, rimandando, per avere dati più precisi e dettagliati, al sempre valido volume di F. CATALLI , Monete etrusche, IPZS, 1990.

Premetto, ma la cosa era già stata posta, che purtroppo per quello che riguarda le datazioni certe della monetazione etrusca abbiamo  un solo punto fermo ed è la didracma  con Gorgone (peso medio gr. 7,68, segno di valore X) ritrovata in strato a Prestino, presso Como, durante gli scavi di un villaggio protostorico e databile al terzo quarto del V secolo a.C.

La serie con Gorgone e valore XX è decisamente successiva, sia in base a considerazioni stilistiche sia in base alla collocazione del "ripostiglio di Populonia" che ne conteneva oltre 600. Questo infatti fu rinvenuto nel così detto "quartiere industriale"  su uno strato di terreno argilloso e alla base di un potente strato di scorie ferrose che, verso la fine del III secolo furono riversate sia sopra l'area industriale sia sopra le necropoli più antiche. Ovviamente non è una datazione certa come quella di Prestino ma indica sicuramente un termine di riferimento ante quem. Tra l'altro possiamo aggiungere che questa enorme produzione di scorie, e quindi di ferro, è molto verosimilmente legata alla richiesta pressante  di ferro per la flotta e l'esercito di Roma in preparazione della seconda guerra punica.

Non vi sono altri riferimenti temporali. E allora  come possiamo collocare la nostra moneta, dando per scontato - ma questa è una  opinione che può essere contestata, ma per ora rimandiamo l'approfondimento - che sia di zecca populoniese?

Lo possiamo fare, credo, mettendo insieme alcuni indizi.

Il primo, e qui la mente va a Zeri, è quello di carattere stilistico-estetico. Abbiamo visto la qualità notevolmente "primitiva" della prima monetazione populoniese (le Gorgoni del ripostiglio di Volterra) antecedenti alla Gorgone X di Prestino, di qualità estetica notevolmente superiore,fino alla Gorgone XX.

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                                                               tipo tesoretto Volterra                 tipo Prestino                tipo ripostiglio Populonia

Non credo sia molto difficile pensare a quale delle tre  tipologie "estetiche"  potrebbe appartenere la nostra Anfora-Polpo.

Secondo indizio, la metrologia. Il peso medio della moneta potrebbe certo essere sul piede anatolico, ma questo ci riporterebbe al "tipo Volterra" ed a relazioni tutte da dimostrare, mentre il piede semilibrale  è certamente legato anche al bronzo (e Populonia poco dopo inizia a coniare in bronzo) ed  è coerente con le strette relazioni economiche tra Populonia e Roma tra la fine del III ed il II sec.a.C.

Non sono i tre canonici indizi che fanno una prova, secondo l'opinione indiscutibile di Sherlock Holmes, ma direi che ci siamo vicini! ;)

 

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@Lugiannoni Un caro saluto, sarebbe importante un tuo approfonfimento anche sintetico per le monete da te ottimamente confrontate acon il post n. 15 specificamente per gli esemplari da te indicati con le lettere D ed E. Importanti le date attribuite (magari se in base  a dati di scavo).

:14_relaxed:

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1 ora fa, Piakos dice:

@Lugiannoni Un caro saluto, sarebbe importante un tuo approfonfimento anche sintetico per le monete da te ottimamente confrontate acon il post n. 15 specificamente per gli esemplari da te indicati con le lettere D ed E. Importanti le date attribuite (magari se in base  a dati di scavo).

:14_relaxed:

Come ho detto sopra non vi sono datazioni derivanti da stratigrafie  certe, a parte Prestino e, come termine ante quem, il tesoretto di Populonia.

Per quanto riguardale monete D ed E, secondo gli studiosi fanno parte, con valori diversi, della stessa serie, ma non abbiamo datazioni o associazioni relative.

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Guest zeccadibronzo

Potrebbe essere utile alla discussione? 

Tratto dal BCNN del 1918 a firma di P.Orsi

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Sentiamo @Lugiannoni

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9 ore fa, zeccadibronzo dice:

Potrebbe essere utile alla discussione? 

Tratto dal BCNN del 1918 a firma di P.Orsi

 

Il lavoro di Orsi è ormai datato, anche se le datazioni delle monete di Populonia sono materia ancora nebbiosa e le  uniche datazioni certe sono la seconda  metà del Vsec. per la Metus da X unità trovata in strato a Prestino (Como) e una datazione post quem per le Metus da XX, Hercle ed Aplu del "tesoretto di Populonia " che si trovava alla base dei cumuli di scorie la cui formazione si colloca tra la fine del IV e gli inizi del III. 

Attualmente la serie dei polpi  viene collocata agli Inizi IV sec.a.c.

Dato che siamo in argomento, accenno qui una nota in anteprima emersa al convegno di Populonia dell'ottobre scorso: tutta la serie, attribuita, con qualche dubbio, a Pisae ora dallo stesso Vecchi viene correttamente assegnata alla zecca populoniese. Poichè ho sempre sostenuto questa ipotesi, sono particolarmente soddisfatto!

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Una bella soddisfazione trovare appoggi all'attribuzione a Populonia (piuttosto che a Pisa)...

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Il 23/3/2017 at 22:42, Lugiannoni dice:

Intanto un punto - importante - in comune con @Piakos : l'ammirazione per il compianto Federico Zeri, grandissimo critico d'arte.

Passiamo ora a tentare di dare delle risposte alle domande che Renzo pone, rimandando, per avere dati più precisi e dettagliati, al sempre valido volume di F. CATALLI , Monete etrusche, IPZS, 1990.

Premetto, ma la cosa era già stata posta, che purtroppo per quello che riguarda le datazioni certe della monetazione etrusca abbiamo  un solo punto fermo ed è la didracma  con Gorgone (peso medio gr. 7,68, segno di valore X) ritrovata in strato a Prestino, presso Como, durante gli scavi di un villaggio protostorico e databile al terzo quarto del V secolo a.C.

La serie con Gorgone e valore XX è decisamente successiva, sia in base a considerazioni stilistiche sia in base alla collocazione del "ripostiglio di Populonia" che ne conteneva oltre 600. Questo infatti fu rinvenuto nel così detto "quartiere industriale"  su uno strato di terreno argilloso e alla base di un potente strato di scorie ferrose che, verso la fine del III secolo furono riversate sia sopra l'area industriale sia sopra le necropoli più antiche. Ovviamente non è una datazione certa come quella di Prestino ma indica sicuramente un termine di riferimento ante quem. Tra l'altro possiamo aggiungere che questa enorme produzione di scorie, e quindi di ferro, è molto verosimilmente legata alla richiesta pressante  di ferro per la flotta e l'esercito di Roma in preparazione della seconda guerra punica.

Non vi sono altri riferimenti temporali. E allora  come possiamo collocare la nostra moneta, dando per scontato - ma questa è una  opinione che può essere contestata, ma per ora rimandiamo l'approfondimento - che sia di zecca populoniese?

Lo possiamo fare, credo, mettendo insieme alcuni indizi.

Il primo, e qui la mente va a Zeri, è quello di carattere stilistico-estetico. Abbiamo visto la qualità notevolmente "primitiva" della prima monetazione populoniese (le Gorgoni del ripostiglio di Volterra) antecedenti alla Gorgone X di Prestino, di qualità estetica notevolmente superiore,fino alla Gorgone XX.

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                                                               tipo tesoretto Volterra                 tipo Prestino                tipo ripostiglio Populonia

Non credo sia molto difficile pensare a quale delle tre  tipologie "estetiche"  potrebbe appartenere la nostra Anfora-Polpo.

Secondo indizio, la metrologia. Il peso medio della moneta potrebbe certo essere sul piede anatolico, ma questo ci riporterebbe al "tipo Volterra" ed a relazioni tutte da dimostrare, mentre il piede semilibrale  è certamente legato anche al bronzo (e Populonia poco dopo inizia a coniare in bronzo) ed  è coerente con le strette relazioni economiche tra Populonia e Roma tra la fine del III ed il II sec.a.C.

Non sono i tre canonici indizi che fanno una prova, secondo l'opinione indiscutibile di Sherlock Holmes, ma direi che ci siamo vicini! ;)

 

Il ripostiglio di populonia non era un ripostiglio ma solo il risultato di un occultamento da parte degli sterratori per poi trafugare ke monete con comodo, almeno a sentire le testimonianze di chi( all’epoca) era impiegato negli sterri suddetti. Quindi non farebbe testo e letteratura 

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Il 12/3/2017 at 17:13, Lugiannoni dice:

L'operazione "elmi" fatta dall'amico @Piakos  continua ad apparirmi una forzatura forse eccessiva, così come la "tartaruga" di @zeccadibronzo .

Tuttavia  le molte interpretazioni che via via sono venute fuori, dalle più ovvie alle più ardue, dimostrano l'estrema  raffinatezza della moneta in oggetto e al tempo stesso testimoniano  la complessità di un mondo simbolico di cui tanto ci sfugge.

Un ulteriore problema che pone questa moneta, unitamente ai problemi simbolico-esoterici, è  la sua "eccessiva" qualità formale.

Mi spiego meglio. Il panorama complessivo della monetazione etrusca non ha le caratteristiche estetico-formali che hanno reso famosa, e a ragione, la monetazione Greca.  In Etruria, e segnatamente a Populonia che ne è il centro di produzione monetaria più importante, mancano un Evainetos o un Eukleidas, tanto per capirsi.

Le monete di Populonia non sono particolarmente belle nemmeno quando imitano espressamente i più antichi modelli siracusani, eccezion fatta per un'altra moneta populoniese con Tinia(Zeus) al D/ e fulmini al R/.

Evainetos.jpg.a51dc8a7b901d0ac9c1518fc7495c3d9.jpgPopulonia.jpg.bd4299c794c9667e8ecc5886b37461b1.jpg                       58c56f4f5aa91_RomaNum.ltd4810.jpg.46c3de4c6c8c1dc5c61e9c0ca59d6762.jpg                             Evainetos  (IV sec.a.C.)      anonimo populoniese (III sec.a.C.)                                 

Le domande che mi pongo sulla moneta  con l'anfora-polpo-elmo sono allora: si tratta di un artista-incisore greco? Perchè non vi sono altri conii a lui attribuibili?    E ancora, se ne conoscono solo 4 esemplari, tutti dello stesso conio: e se fosse un falso moderno? L'esistenza di un solo conio per i 4 esemplari noti tenderebbe a supportare questo dubbio, ma d'altro canto per le coniazioni argentee populoniesi, eccezion fatta per le didramme con Metus,  non si conoscono più di 2/3 coni per tipo.

Insomma, per concludere, il "mistero" interpretativo si amplia e si infittisce.:QUESTION::MOREQUESTIONS:

I conii per la tetra in questione sono due, o meglio: sono uno solo ma con una modifica in corso di uso, in alcune monete c’è una depressione circolare con un pallino a rilievo sotto l’ultimo “ tentacolo” ( che non è un tentacolo) da entrambi i lati. 

In ogni caso, sono effettivamente due elmi con le calotte sovrapposte, uno etrusco corinzio e uno del tipo con paragnatide mobile( attestato dai reperti del lago degli idoli) che formano il corpo di un vaso greco del tipo usato per la premiazione degli atleti, da cui sgorga una polla d’acqua dolce, la rappresentazione ,( quella ritenuta la testa del polpo uscente) è tipica delle sorgenti di acqua dolce sgorganti da un piano orizzontale, con la polla in mezzo e i Rivoli d’acqua dalle parti. 

 

Gia che siamo in argomento  volevo ringraziare Piakos di essersi fatto vanto di una interpretazione della moneta suddetta, spacciata come frutto del suo ingegno, ma che in realtà è mia da lunga data( chiedere a Italo, Fiorenzo  e a Stefano per conferma) e che ho avuto la malaugurata idea di condividere con lui in una giornata di considerazioni numismatiche...,grazie Renzo. 

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4 ore fa, tinianum dice:

Il ripostiglio di populonia non era un ripostiglio ma solo il risultato di un occultamento da parte degli sterratori per poi trafugare ke monete con comodo, almeno a sentire le testimonianze di chi( all’epoca) era impiegato negli sterri suddetti. Quindi non farebbe testo e letteratura 

 

4 ore fa, tinianum dice:

I conii per la tetra in questione sono due, o meglio: sono uno solo ma con una modifica in corso di uso, in alcune monete c’è una depressione circolare con un pallino a rilievo sotto l’ultimo “ tentacolo” ( che non è un tentacolo) da entrambi i lati. 

In ogni caso, sono effettivamente due elmi con le calotte sovrapposte, uno etrusco corinzio e uno del tipo con paragnatide mobile( attestato dai reperti del lago degli idoli) che formano il corpo di un vaso greco del tipo usato per la premiazione degli atleti, da cui sgorga una polla d’acqua dolce, la rappresentazione ,( quella ritenuta la testa del polpo uscente) è tipica delle sorgenti di acqua dolce sgorganti da un piano orizzontale, con la polla in mezzo e i Rivoli d’acqua dalle parti. 

 

Gia che siamo in argomento  volevo ringraziare Piakos di essersi fatto vanto di una interpretazione della moneta suddetta, spacciata come frutto del suo ingegno, ma che in realtà è mia da lunga data( chiedere a Italo, Fiorenzo  e a Stefano per conferma) e che ho avuto la malaugurata idea di condividere con lui in una giornata di considerazioni numismatiche...,grazie Renzo. 

Divido in due la risposta.

Sebbene tutte le opinioni abbiano una loro validità fino a prova e verifica contraria,  l'ipotesi del "ripostiglio" creato dagli stessi operai della cava ha più l'aspetto di una leggenda metropolitana, dal momento che l'eventuale occultamento sarebbe dovuto avvenire alla fine degli anni trenta e quindi, a meno che @tinianum non abbia una più che veneranda età, le testimonianze di cui parla non furono raccolte direttamente da lui mo sono  il risultato di una trasmissione orale da terzi. Quindi mi atterrei, appunto sino a prova veramente contraria, ai dati derivanti dalla posizione stratigrafica del contenitore, confermati in più occasioni sia dal dott. Tondo, ex ispettore numismatico della SAT che, più recentemente, dal dott. Camilli, responsabile per la zona di Populonia

Per quanto riguarda la seconda risposta, ovviamente ho il massimo rispetto, come detto sopra, per le altrui opinioni ma l'ipotesi che ciò che fuoriesce dall'anfora sia una polla d'acqua con relativi rivoli (a proposito: otto rivoli, guarda caso come octopus!) continua a non convincermi. Infatti la serie monetale, oltre al XX unità di cui si discute, comprende altri tre tipi monetali: uno da X unità con anfora semplice e polla/polpo,  uno con sola anfora da V unità ed infine un ultimo tipo, forse da 1 unità con quello che è indiscutibilmente un polpo.  Semmai potrebbe essere più accettabile, a mio parere,  l'idea di un "gioco" grafico-simbolico tra l'acqua (o il vino) che esce dall'anfora contenitore come il polpo che esce dall'anfora trappola da pesca.

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1 ora fa, Lugiannoni dice:

 

Divido in due la risposta.

Sebbene tutte le opinioni abbiano una loro validità fino a prova e verifica contraria,  l'ipotesi del "ripostiglio" creato dagli stessi operai della cava ha più l'aspetto di una leggenda metropolitana, dal momento che l'eventuale occultamento sarebbe dovuto avvenire alla fine degli anni trenta e quindi, a meno che @tinianum non abbia una più che veneranda età, le testimonianze di cui parla non furono raccolte direttamente da lui mo sono  il risultato di una trasmissione orale da terzi. Quindi mi atterrei, appunto sino a prova veramente contraria, ai dati derivanti dalla posizione stratigrafica del contenitore, confermati in più occasioni sia dal dott. Tondo, ex ispettore numismatico della SAT che, più recentemente, dal dott. Camilli, responsabile per la zona di Populonia

Per quanto riguarda la seconda risposta, ovviamente ho il massimo rispetto, come detto sopra, per le altrui opinioni ma l'ipotesi che ciò che fuoriesce dall'anfora sia una polla d'acqua con relativi rivoli (a proposito: otto rivoli, guarda caso come octopus!) continua a non convincermi. Infatti la serie monetale, oltre al XX unità di cui si discute, comprende altri tre tipi monetali: uno da X unità con anfora semplice e polla/polpo,  uno con sola anfora da V unità ed infine un ultimo tipo, forse da 1 unità con quello che è indiscutibilmente un polpo.  Semmai potrebbe essere più accettabile, a mio parere,  l'idea di un "gioco" grafico-simbolico tra l'acqua (o il vino) che esce dall'anfora contenitore come il polpo che esce dall'anfora trappola da pesca.

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L’ultimo è un esemplare da 5 scrupoli con polpo che non fa parte della serie del vaso e acqua, ( probabilmente è appartenente alla serie con animali) mi spiace ma ti stai sbagliando. La tipologia da una unita con vaso è stata messa in asta nell’ultima roma Numismatics , ed è indiscutibilmente un vaso. 

Edited by tinianum

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Quanto al ripostiglio la composizione come era? Compatibile con un occultamento in antico considerato i nominali e i simboli di valore...?!

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10 ore fa, tinianum dice:

sono effettivamente due elmi con le calotte sovrapposte, uno etrusco corinzio e uno del tipo con paragnatide mobile( attestato dai reperti del lago degli idoli) che formano il corpo di un vaso greco del tipo usato per la premiazione degli atleti, da cui sgorga una polla d’acqua dolce, 

Con il massimo rispetto non riesco proprio ad immagire che una rappresentazione così complessa possa essere fatta propria da un incisore etrusco, che come noto non eccellevano per i tratti ricercati ed ellenistici.

Non vedo perché non si possa più semplicemente trattare di un’anfora rotta in basso nel mentre si cattura un polpo.

Ancora oggi tra gli scogli ( in riva o nei fondali)  i polpi si prendono ancora in questo modo. 

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10 minuti fa, Admin dice:

Con il massimo rispetto non riesco proprio ad immagire che una rappresentazione così complessa possa essere fatta propria da un incisore etrusco, che come noto non eccellevano per i tratti ricercati ed ellenistici.

Non vedo perché non si possa più semplicemente trattare di un’anfora rotta in basso nel mentre si cattura un polpo.

Ancora oggi tra gli scogli ( in riva o nei fondali)  i polpi si prendono ancora in questo modo. 

Spero che tu stia scherzando quando dici che gli etruschi non eccellevano nei tratti ellenistici e nella ricercatezza dei ritratti. 

Non è un ancora rotta in  basso , anche perché ha ancora il terminale globiforme,... se fosse rotta non ci sarebbe. 

E i polpi si catturano con le anfore si, ma integre. 

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3 ore fa, tinianum dice:

Quanto al ripostiglio la composizione come era? Compatibile con un occultamento in antico considerato i nominali e i simboli di valore...?!

 

@Admin su questo concordo con @tinianum. Il vaso è integro.

Riguardo al ripostiglio,  è compatibile nella misura in cui chi nasconde un tesoro mette dentro tutto quello che vuol tutelare (quasi sempre non riuscendoci). Se vi è il dubbio su qualche moneta deriva dal fatto che quando i carabinieri andarono casa per casa a ricercare le monete, qualcuno potrebbe, comprensibilmente  per i tempi, aver trattenuto quella/e di maggior valore dandone altre, trovate in precedenza sporadicamente fra le scorie.

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5 minuti fa, Lugiannoni dice:

 

@Admin su questo concordo con @tinianum. Il vaso è integro.

Riguardo al ripostiglio,  è compatibile nella misura in cui chi nasconde un tesoro mette dentro tutto quello che vuol tutelare (quasi sempre non riuscendoci). Se vi è il dubbio su qualche moneta deriva dal fatto che quando i carabinieri andarono casa per casa a ricercare le monete, qualcuno potrebbe, comprensibilmente  per i tempi, aver trattenuto quella/e di maggior valore dandone altre, trovate in precedenza sporadicamente fra le scorie.

Quindi la consistenza del cosiddetto tesoro di populonia non è determinabile, per cui non può fare letteratura. A prescindere dalle voci di popolo rilevate da testimoni diretti che lo descrivono di tutt’altra costituzione. 

Il discorso della congruità tra nominale e valore intrinseco nasce dal fatto che ho forti dubbi che coesistessero nominali da XX grammi di carature abbastanza differenti come l’eracle e  la minerva ( oscillanti tra gli otto e i quasi nove grammi ) e il XX assi metus chexartiva a pesare anche meno di 5 grammi. 

Quindi l’accumulo della porcareccia deve essere giocoforza stato creato quando le monete contavano come oggetto antico e non come moneta corrente. 

Edited by tinianum

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i polpi si pesano anche con

37 minuti fa, tinianum dice:

Spero che tu stia scherzando quando dici che gli etruschi non eccellevano nei tratti ellenistici e nella ricercatezza dei ritratti. 

 

diciamo che non eccellevano per la complessità delle loro rappresentazioni monetali o mi sbaglio?

L'anfora potrebbe pure essere integra però il ragionamento non dovrebbe cambiare...perché questa rappresentazione "trappola  nel mentre si cattura un polpo" non sia condivisibile non l'ho ancora capito

P.s. per la pesca si usano anche le bottiglie di plastica che si tagliano sul fondo e si lasciano aperte (quindi due ingressi) ora però con le anfore ammetto che non lo so come venivano utilizzate per la pesca..

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4 minuti fa, Admin dice:

 

diciamo che non eccellevano per la complessità delle loro rappresentazioni monetali o mi sbaglio?

Sbagli.... XX assi Tinia per evidenze..,

Edited by tinianum

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Sulla metrologia delle Metus da XX ho scritto di recente assieme a Fiorenzo Catalli su RASSEGNA DI ARCHEOLOGIA e rimando a quello per i dettagli .

L'oscillazione tra valori minimi, appunto 5 gr, e massimi,anche oltre 9 gr non deve meravigliare ed è conseguenza del taglio grossolano dei tondelli. 

Inoltre non è vero che vi sia una differenza  di peso tra Metus XX ed Hercle.  Infatti da un punto di vista matematico-statistico per verificare il valore più vicino al peso teorico, occorre valutare la moda e non la media, come purtroppo spesso viene fatto. Dall'esame della moda risulta che entrambe le didracme hanno una moda pari 8,4 e le dracme con Aplu 4,2.

Quindi questonon depone a favore dell'accumulo recente. 

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3 minuti fa, Lugiannoni dice:

Sulla metrologia delle Metus da XX ho scritto di recente assieme a Fiorenzo Catalli su RASSEGNA DI ARCHEOLOGIA e rimando a quello per i dettagli .

L'oscillazione tra valori minimi, appunto 5 gr, e massimi,anche oltre 9 gr non deve meravigliare ed è conseguenza del taglio grossolano dei tondelli. 

Inoltre non è vero che vi sia una differenza  di peso tra Metus XX ed Hercle.  Infatti da un punto di vista matematico-statistico per verificare il valore più vicino al peso teorico, occorre valutare la moda e non la media, come purtroppo spesso viene fatto. Dall'esame della moda risulta che entrambe le didracme hanno una moda pari 8,4 e le dracme con Aplu 4,2.

Quindi questonon depone a favore dell'accumulo recente. 

Non hai capito.

Ho scritto che i Minerva e gli Eracle erano ben più pesanti del metus a parità di nominale ( XX assi) quindi è assai difficile che li usassero insieme, non fosse altro perché  rifondendo e ribattendo sette minerva o sette Eracle gli avanzava il metallo per farci un metus in più con un guadagno netto di XX assi. 

Per cui non avrebbero  mai circolato insieme e non sarebbero mai stati tesaurizzati insieme all epoca, non avrebbe avuto senso. 

Diverso il discorso per un occultamento recente in cui valeva il peso numismatoco e antiquario. . 

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2 minuti fa, tinianum dice:

Non hai capito.

Ho scritto che i Minerva e gli Eracle erano ben più pesanti del metus a parità di nominale ( XX assi) quindi è assai difficile che li usassero insieme, non fosse altro perché  rifondendo e ribattendo sette minerva o sette Eracle gli avanzava il metallo per farci un metus in più con un guadagno netto di XX assi. 

Per cui non avrebbero  mai circolato insieme e non sarebbero mai stati tesaurizzati insieme all epoca, non avrebbe avuto senso. 

Diverso il discorso per un occultamento recente in cui valeva il peso numismatoco e antiquario. . 

Mi spiace dirlo, ma forse è Lei che non ha letto bene quanto ho scritto.

Lo ripeto: non esiste differenza tra Metus XX,  Hercle e Menrva, tutte e tre hanno una moda di gr 8,4!

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7 minuti fa, Lugiannoni dice:

Mi spiace dirlo, ma forse è Lei che non ha letto bene quanto ho scritto.

Lo ripeto: non esiste differenza tra Metus XX,  Hercle e Menrva, tutte e tre hanno una moda di gr 8,4!

Vabbè, ognuno la pensa come vuole, per me conta la media ponderale per inquadrare una emissione. Di moda ne sento parlare solo da lei. 

Una  emissione con punto di addensamento entro i sette grammi la reputo non coeva con una con punto a 8 grammi o più. 

 

Edited by tinianum

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6 minuti fa, tinianum dice:

Vabbè, ognuno la pensa come vuole, per me conta la media ponderale per inquadrare una emissione. Di moda ne sento parlare solo da lei. 

Visto che evidentemente la matematica e la statistica sono per Lei un mondo misterioso  e oscuro, credo che un ulteriore proseguimento della discussione sarebbe peggiore del classico dialogo tra sordi.

Lei resti tranquillamente delle sue opinioni, il mondo se ne farà una ragione ed io dormirò tranquillo come le altre sere .

P.S.

Mi occupo da oltre vent'anni di statistica applicata ai dati archeologici e credo quindi  di sapere la differenza ed il diverso significato  tra moda e media, quando è utile l'una e quando l'altra.

Per una informazione minimale basta comunque Wikipedia alla parola <moda>.

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3 minuti fa, Lugiannoni dice:

Visto che evidentemente la matematica e la statistica sono per Lei un mondo misterioso  e oscuro, credo che un ulteriore proseguimento della discussione sarebbe peggiore del classico dialogo tra sordi.

Lei resti tranquillamente delle sue opinioni, il mondo se ne farà una ragione ed io dormirò tranquillo come le altre sere .

Buonanotte e sogni d’oro 

moda o punto  di addensamento sono la stessa cosa , e per le due emissioni sono differenti.....

Edited by tinianum

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Tanto per capire: un veloce riscontro su 100 pezzi random mi da uno scarso 20% oltre gli otto grammimper il metus, con un addensamento a 7,50 circa

su dieci Eracle( cento non ci sono ) solo uno è al limite degli otto grammi e gli altri nove sono sopra, per la minerva i risultati sono gli stessi. 

Come può la moda essere a 8,4 per il metus ?

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