Piakos

n.016 LE ODIERNE DINAMICHE DEL MERCATO NUMISMATICO: VALORI E TENDENZE

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Sono anni che si discute della consistenza e delle dinamiche del mercato numismatico.
E' una problematica assimilabile al segreto di Fatima...non in senso sacrilego...ma esoterico o misterico.

Occorre precisare che il mercato del collezionismo numismatico è' una realtà geograficamente complessa e difficile, spesso in ombra...con molta gente che non compare...ma comunque opera sul mercato. Altra gente che compra e conserva , altra che si stanca...vuole cambiare genere...monete, oppure vuole uscire perchè delusa da troppe problematiche e da molte delusioni.

 

Non c'è un' analisi completa che possa giungere ad una conclusione sulla Numisamtica...ma possiamo provare a tratteggiare luci e problemi. 

 

Ognuno conosce la propria esperienza e, solo in parte, quella di amici, conoscenti, colleghi, i quali avranno la propria, con altre conoscenze, altri clienti, operatori e così via...come in una giostra senza luci. 

Ognuno di questi personaggi non ha interesse a divulgare delle verità o i propri asset commerciali..semmai il contrario. Dire e non dire...far credere...favoleggiamenti...telefonate al dottore di turno...al notabile illustrissimo:...ecco, passi...abbiamo questo e quello...certo dottore...massima discrezione mi raccomando...certo è reciproca. Illustrissimo dottore c'è l'asta giusta per il suo bel compendio...conferisca...conferisca pure. Carissimo Architetto, la compri Lei questa bella moneta...l'ha vista Caio...la paga di più, ma vuole una rateizzazione eccessiva.
I comuni denominatori non sono moltissimi...in Italia alcuni interagiscono o leggono più o meno nei Fora, come questo, ma gli altr
i?

Il materiale di prima scelta è in realtà relativamente abbondante nei cavau e negli stock, ma vienen tesaurizzato o centellinato: può apparire come i coriandoli a carnevale e poi scomparire...per qualche mese...per qualche anno...per molto tempo, gestito con attenzione.
Nei periodi di crisi - per ovvi motivi di carente liquidità - una parte del materiale fuoriesce più spesso e in modo copioso: dalle nebbie, dalle collezioni, dai caveau, dagli stock, dalle millanterie.
Quindi ingenera confusione ed incertezza, si può restare disorientati. 
Di qui le domande correnti.
E' altrettanto ovvio che in un periodo critico del ciclo economico...tutto quel materiale non potrà trovare assorbimento: specificamente nella conservazione media o bassa.
Oggi vediamo tante Aste, ma anche molti operatori, commercianti, trafficanti, pseudo collezionisti che puntano a costituire la propria collezione a gratis o, esclusivamente a fare soldi con le monetetrafficando occultamente ai margini del mercato professionale.
In un ambiente ove i collezionisti che spendono più di qualche euro non sono moltissimi, ognuno di quei personaggi professionali intanto può anche compensare ed operare direttamente sul mercato per compensare la latitanza di veri collezionisti. E così, gli operatori (trafficali o professionale)  tutti incidono  operando insieme...intanto che arriva il cliente o riparte il ciclo...si comprano e vendono le monete tra di loro.
Ognuna di quelle transazioni tra "colleghi" incide e contribuisce a muovere un mercato non amplissimo come altri, un po' come accade alle azioni a scarso flottante. Per di più, ad ogni Asta, ci sono monete di un'altra asta o di Aste colleghe...che poi le scambiano di nuovo.
In queste condizioni...vai a fare uno screening? O un'analisi di mercato che abbia qualche valore?
Ed allora se ne può fare a meno...di analisi che, nella migliore della ipotesi, saranno pur sempre parziali e, l'importante, è saperlo...avere coscienza di quanto sopra rappresentato.

Parliamo invece di certezze o di ipotesi positive:
Chi al momento del passaggio dalla lira all'euro aveva belle monete invece di liquidi in banca ha salvato il proprio capitale da una svalutazione media che va del 50% al 100%. Non è poca cosa.
Chi in questi ultimi anni ha conservato belle monete invece di acquistare strumenti finanziari...ha salvato qualcosa o parte del proprio patrimonio oltre a gratificare la propria cultura e il proprio piacere.

 

E' probabile che, prima o poi, pagheremo il conto dei derivati finanziari e del salvataggio delle banche e dei valori economici...con un ritorno dell'inflazione. Le belle monete potrebbero, in tal caso,  rivelarsi una valida diversificazione patrimoniale oltre che un motivo di soddisfazione per gli appassionati. In tale previsione potete anche spiegare uno dei motivi che inducono i prezzi delle monete integre e ben conservate in alto, malgrado la crisi delle partite correnti.
In ogni caso quando il materiale importante o di qualità viene alla luce bisognerebbe avere il coraggio di comprare, pensando che - come sempre - nuovamente andrà rarefacendosi, alla ripresa del ciclo o per esaurimento delle scorte commerciali.

Prima della crisi del 2011, il mercato della numismatica andava bene...pensate al regno d'Italia, a V.E.III e ad alcune monete in particolare: alle papali, a molte tra le moderne ed anche alle monete romane dove, ad esempio nel bronzo,  la qualità BB era più comprata delle monete importanti o di ottima conservazione.

 

Difficilmente la numismatica potrà finire come la filatelia, da tempo entrata in una crisi semi irreversibile.
I francobolli sono interessanti, belli e documentano molto...ma non hanno consistenza...è carta. Non pensate che io sia volgare...purtroppo, in questo momento, il mondo è volgare.
Le monete hanno consistenza non solo materiale...sono assimilabili a oggetti preziosi e/o ad opere d'arte.
Sono tascabili e affascinanti.
Sono molto più facili da commerciare o da restituire al mercato...di molti altri prodotti d'arte.

Le aste:
hanno avuto, sino al 2000, un grande merito: hanno affrancato i collezionisti dal servaggio nei confronti degli operatori, sia in acquisto che - sopra tutto - in vendita.
Gli appassionati...lentamente hanno capito e si sono mossi da soli senza ritornare dal commerciante che, ovviamente, deve vendere al doppio di quanto ha speso e deve ricomprare almeno alla metà.
Internet ha fatto il resto.

Tuttavia oggi le aste sono veramente troppe...coprono tutti i giorni dell'anno con un minimo di sosta solo nei periodi di vacanza o ferie.
In questo modo stanno distorcendo il mercato giocando ormai un ruolo inverso...spesso pernicioso.
Ormai, per il mercato è importante solo vendere...va bene tutto, specialmente ciò che sembra bello e magari non lo è...o lo è con l'aiutino di belle foto...o con l'aiutino del restauro...al limite della falsificazione, o tamite qualche forzatura spacciata per consigli ai collezionisti. La dottore la compri...ne vale la pena...le darà soddisfazione...è molto bella...c'è un difettino ma è compensato dal pedigree...ecc. ecc.
Chi si può permettere di comprare senza riflettere troppo...preso dalla passione per le monete, alla fine dice le solite cose: ma che mi importa dei valori e dell'investimento, io compro perchè mi piace.
Chi invece non ama buttare il proprio danaro e per comprare monete fa delle rinuncie...dovrebbe muoversi con molta prudenza e centellinare gli acquisti.

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Io credo, invece, che chi compra moneta dovrebbe farlo per passione. Chi lo fa come investimento è uno speculatore e non un numismatico. Solo con la passione si scopre tutto il mondo che sta intorno all'oggetto moneta. Chi ha passione si interessa alla circolazione monetaria, all'economia, alla storia, alle persone che hanno utilizzato quella particolare moneta, all'arte che vi è stata immessa. Tutto questo non ha prezzo. E quindi quello che varranno le monete domani al vero appassionato interessa ben poco... 

 

Arka

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Infatti .... mi trovo a leggere questo topic, e bisogna, come al solito, distinguere da chi lo fa per passione/studio da chi compra monete per investimento...tutto qui sta il discorso. 

Lo studioso cerca monete oggetto di studio, approfondendo la storia di quel pezzo, del perchè è al di fuori della norma, del perchè è diverso dagli altri conii ecc.ecc. non si sogna minimamente se il prezzo pagato sia quello giusto e/o se la moneta potrebbe svalutarsi e/o valutarsi; egli, fateci caso perchè è sempre così poi, non fa altro che rendere nota la o le monete che ha collezionato....e sarà poi in seguito il mercato (se decide di venderle) a decretare il suo valore finale....crisi o non crisi.

 

Per l'investitore e per l'amante della bella moneta, il discorso cambia...lui è sempre alla ricerca dell'affare, cercando di unire il prezzo alla qualità perchè subito dopo deve, e spesso al più presto, trarne del profitto, per poi ricominciare con un altro pezzo, magari ancora più bello....in questo caso lo studio non c'entra proprio nulla, ma a volte capita che rimane a bocca asciutta (e qui la crisi c'entra eccome).

 

Detta tra di noi...sono due persone distinte, ognuna con interessi diversi.....e purtroppo le monete, come qualsiasi altro bene, sono anche questo, e bisogna accettare chi la numismatica la vive in questo senso.

 

Pietro Magliocca.

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Quoto al mille per mille quanto detto da Pietro.

 

Poi c'è il discorso dei neofiti, di coloro che si avvicinano al mondo della numismatica. I neofiti, prima di acquistare o vendere quello che si ritrovano per le mani dovrebbero studiare, chiedere e approfondire....altrimenti poi si rimane delusi..

 

Inoltre in generale, come in qualsiasi commercio,esistone le tutelare giuridiche per chi compra...con la garanzia che quello che si è comprato corrisponda a  quello promesso nelle descrizioni, senza vizi occulti o di altro genere. Ma questo è un obbligo del venditore previsto per legge..

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@@Piakos, come sempre i tuoi interventi, mai banali, sollevano interesse e riflessioni e, pur concordando sostanzialmente con @@Arka e @@Neapolis, sono consapevole che di quella realtà complessa e da te così ben descritta fa parte anche la parte che chiamerei "finanziaria".

Del resto non mi sento di demonizzare chi compra monete splendide e rare per investire: lo si fa con le azioni, con gli immobili, con i quadri (e qui credo che il mercato sia il peggio del peggio) perchè non farlo con le monete.

Personalmente se avessi disponibilità più o meno illimitate acquisterei monete di Piombino per studio e per passione e qualche moneta de VE III (tipo 100 lire del '40 o 10 lire del '27) per investire e rivendere nel momento migliore.

Ma il motivo del mio intervento è un'altro.

Renzo ci dice che <E' altrettanto ovvio che in un periodo critico del ciclo economico...tutto quel materiale non potrà trovare assorbimento: specificamente nella conservazione media o bassa.>; ora io sarei portato a pensare che proprio in un momento di crisi dovrebbe crescere il mercato delle monete a medio/bassa qualità, perchè teoricamente più "accessibili" proprio alla platea dei "collezionisti-appassionati", platea sicuramente più amplia di quella dei "collezionisti-investitori".

Chiedo quindi a Renzo, che sul mercato numismatico sembra saperne una più del diavolo, perchè non è così?

E, in conseguenza, non sarebbe possibile per alcuni fora (ad esempio il nostro), per loro natura più legati al mondo dei "collezionisti-appassionati", ritagliarsi uno spazio "calmieratore"?

Insomma, qualcosa di molto simile all'idea avanzata a suo tempo da @@Admin.

Del resto se questa è la situazione, allora - per dirla con Primo Levi -  se non ora, quando?

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......

Renzo ci dice che <E' altrettanto ovvio che in un periodo critico del ciclo economico...tutto quel materiale non potrà trovare assorbimento: specificamente nella conservazione media o bassa.>; ora io sarei portato a pensare che proprio in un momento di crisi dovrebbe crescere il mercato delle monete a medio/bassa qualità, perchè teoricamente più "accessibili" proprio alla platea dei "collezionisti-appassionati", platea sicuramente più amplia di quella dei "collezionisti-investitori".

Chiedo quindi a Renzo, che sul mercato numismatico sembra saperne una più del diavolo, perchè non è così?

 

 

Ciao Luciano.

In un momento di forte crisi economica viene meno la voglia di spendere:

- cala il potere di acquisto;

- i figli e i nipoti non trovano lavoro...bisogna aiutarli;

- quindi più che acquistare a volte si deve vendere...

- si scopre che le monete pagate nel 2005/2007 sui 1.500/2.000 euro (ad esempio bei sesterzi BB+ in patina di Nerone)  oggi li vendi a 500/700 euro se va bene;

- o si scopre che belle piastre papali (in coservazione  spl.)  pagate 3.500/4.000 euro sempre nel 2005 - 2007 oggi non si vendono se non con forte remissione;

- figurarsi se costoro che hanno i neroni e le piastre...continuano a comprare...

- peraltro anche i benestanti che restano tali (malgrado la crisi), in periodi come l'attuale hanno paura e tagliano il superfluo...

Il settore entra in recessione rispetto agli anni precedenti.

 

Poi c'è da considerare quello che ssto per scrivere di seguito... ;)

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@@Arka

@@Neapolis

per la stima che nutro nei Vs. confronti non posso esimermi dal precisare:

 

...è ovvio che la numismatica va incoraggiata.  ;)  Anzi promossa...

...è altrettanto ovvio che non si dovrebbe far riflettere troppo gli appassionati...specialmente quelli che sono disponibili a spendere.

Tutti i numisamtici anche non professionisti hanno comprato qualcosa...hanno venduto qualcosa...spesso non per lucro ma per scambio o per recuperare fondi da spendere per altre monete.

 

Però il valore aggiunto di questo sito è dire le cose come stanno, a prescindere dalla promozioni e dalle divulgazioni edallo studio dei conii.  

 

Quindi:

perchè confondere investimento e speculazione con la realtà delle cose... :wacko:  cioè che la numismatica costa...e anche tanto.

E' cosa arcinota che per la numismatica servono fondi da spendere...la numismatica costa sempre se ci si innamora delle monete e le si vuole possedere.

Si spende sempre e comunque: 1.000 monete anche in scarsa o mediocre conservazione e si sono spesi da 50.000 a 100.000 euro.

100 monete da studio? A 30 - 50 euro l'una...da 3.000 a 5.000 euro, spesi magari da un giovane appassionato che non lavora.

 

Non si capisce perchè una normale persona non debba poter sperare non di guadagnare ma anche solo di recuperare il proprio danaro...non perchè voltagabbana o falsi appassionati, ma solo perchè le cose della vita così dicono da sempre...le cose cambiano.

 

Ecco...vai un po' recuperare sul mercato italiano quei 100.000 o 50.000 o 5.000 o 3.000 euro...specificamente in qualità da MB a BB.

Ci vogliamo mettere a piangere?

Noi no.

Ma chi perde almeno  il 50% potrebbe farlo.

 

Uno dice: e con questo che c'entrano le monete veramente  belle? (Quelle da investimento non ci interessano).

 

C'entrano per quanto segue:

dagli anni 1980 non ho mai visto un possessore di monete (scelte per interesse vero e qualità vera) rimettere pesantemente, molto spesso ho visto numismatici riprendere le somme spese...anche pagando commissioni...altrettanto spesso ho visto gente prendere più danaro di quanto era stato speso...e poi pentirsi di aver venduto delle belle monete.

 

Lo so io...non perchè ne so tanto (come mi lusinga Luciano che ringrazio  :)  ) ma perchè queste cose le sanno e le sappiamo tutti.

 

L'investimento e la speculazione non c'entrano per nulla...c'entra solo il buon senso.

 

:)

 

Al contrario chi di soldi ne ha tanti...e può permettersi di buttarli via.  ;)

Poi racconteranno che si sono divertiti ed hanno pagato il biglietto di ingresso e di uscita perchè è stata una passione.

:(

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Faccio un ragionamento a ruota libera:

 

Tizio vende una moneta in un ambiente di numismatici preparati: il prezzo lo ricavi da valore intrinseco del metallo  + valore numismatico + bellezza puramente estetica

Tizio vende una moneta in un ambiente di gente che di numismatica non ne sa niente o quasi : il prezzo lo ricavi da valore intrinseco del metallo + bellezza puramente estetica

Cosa manca nel prezzo nell'ultimo caso?

Oggi scarseggia la preparazione numismatica e quindi i venditori si ritrovano a vendere ad aquirenti non molto preparati che rifiutano di pagare il valore numismatico e matematicamente il prezzo va giù.

 

Cambiano le mode! ora si vuole il bello a tutti i costi anche in numismatica..prima magari si desiderava il pezzo di storia tra le mani

 

Non è colpa di chi ama le monete , di chi le studia o di chi le vende secondo me è colpa di chi (in buona fede) non è più in grado di apprezzarle in maniera adeguata dandole il giusto valore

 

Può essere questa una spiegazione dell'attuale andamento al ribasso nelle vendite in numismatica...

Forse no..forse sì

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La numismatica costa dice @@Piakos... è vero. Ma cosa non costa..? Io comunque credo che la numismatica permetta un divertimento ancora raggiungibile da tutte le tasche. Il fatto poi di avere una dismissione più o meno favorevole dipende dalle scelte che si erano fatte. 

 

Arka

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Aggiungo il particolare che in realtà parrebbe che il mercato dell'arte e allo stesso modo in particolare quello delle monete Top è in forte crescita negli ultimi anni (complice la crisi dei mercati e il riposizionamento di parte degli assets finanziari anche su beni di lusso quali arte e monete). Certo si parla di monete top (quindi siamo nell'ordine di monete dai 10k in su normalmente) ma in questo settore il mercato è esploso ultimamente con aumenti del 200%.

Gli analisti finanziari hanno fotografato molto bene il fenomeno che allego sotto. Ce ne siamo accorti anche noi nell'ultima NAC dove le monete hanno in media raddoppiato i prezzi di aggiudicazione di 5 anni prima.

Anche il fatto che ci sono sempre piu' nuove case d'asta che spuntano come funghi significa che il mercato e la domanda sono floridi, altrimenti non assisteremmo alla nascita di nuovi operatori ma alla chiusura e all'accorpamento dei vecchi. Se c'è spazio per nuovi attori significa che il mercato tira, non è detto sapere per quanto e se questi operatori ce la faranno ma per il momento è cosi'.

Certo ci sono poi monetazioni e conservazioni che non vanno piu' e che soffrono molto, ma in ciò hanno impatto anche le mode del momento e il fatto che il mercato cerchi ora piu' le alte conservazioni che le monete rare. Anche questa in fondo è una moda, spinta e generata da un certo gruppo di case d'aste e commercianti che hanno iniziato a spingere i collezionisti in questo senso ormai direi da una ventina/trentina d'anni.

Ora la cosa è stata ben digerita dai collezionisti e i riflessi sul mercato ne sono una diretta conseguenza. 

 

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Come vedete l'indice riguardo alle monete (COINS) nel periodo 2004-2014 è salito del 232% sui dieci anni e del 92% sui cinque anni, 13% nel solo ultimo anno.

Modificato da Cliff

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Aggiungo il particolare che in realtà parrebbe che il mercato dell'arte e allo stesso modo in particolare quello delle monete Top è in forte crescita negli ultimi anni (complice la crisi dei mercati e il riposizionamento di parte degli assets finanziari anche su beni di lusso quali arte e monete). Certo si parla di monete top (quindi siamo nell'ordine di monete dai 10k in su normalmente) ma in questo settore il mercato è esploso ultimamente con aumenti del 200%.

Gli analisti finanziari hanno fotografato molto bene il fenomeno che allego sotto. Ce ne siamo accorti anche noi nell'ultima NAC dove le monete hanno in media raddoppiato i prezzi di aggiudicazione di 5 anni prima.

Anche il fatto che ci sono sempre piu' nuove case d'asta che spuntano come funghi significa che il mercato e la domanda sono floridi, altrimenti non assisteremmo alla nascita di nuovi operatori ma alla chiusura e all'accorpamento dei vecchi. Se c'è spazio per nuovi attori significa che il mercato tira, non è detto sapere per quanto e se questi operatori ce la faranno ma per il momento è cosi'.

Certo ci sono poi monetazioni e conservazioni che non vanno piu' e che soffrono molto, ma in ciò hanno impatto anche le mode del momento e il fatto che il mercato cerchi ora piu' le alte conservazioni che le monete rare. Anche questa in fondo è una moda, spinta e generata da un certo gruppo di case d'aste e commercianti che hanno iniziato a spingere i collezionisti in questo senso ormai direi da una ventina/trentina d'anni.

Ora la cosa è stata ben digerita dai collezionisti e i riflessi sul mercato ne sono una diretta conseguenza. 

 

attachicon.gifLuxuryMarkets.jpg

 

Come vedete l'indice riguardo alle monete (COINS) nel periodo 2004-2014 è salito del 232% sui dieci anni e del 92% sui cinque anni, 13% nel solo ultimo anno.

 

Ecco...e adesso noi  di questo Sito che facciamo con questi dati di fatto?

Scriviamo e studiamo...Ora ed labora!

Personalmente mi diverto di più a scrivere e leggere qui (peraltro tra amici...) che a pagare le monete con prezzi che sembrano quelli di un futuro remoto.

Uno dice: piakos...sei fuori? Hai fumato cosa?

No...credo solo di fare per il meglio.

;)

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RIFLESSIONI...

sui dati di Cliff si legge una bolla speculativa in atto!

Io...non ci metto un euro a meno non capiti qualcosa di logico ed equo.

Gli altri...si regolino come credono.

Quando le bolle scoppiano...il danno e la remissione è certa: monete, passioni o piacere che possa esserci stato.

:)

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Bisogna tenere conto anche dell'aumento di collezionisti, non sempre preparati questo è vero, ma sicuramente con grandi possibilità economiche. In vari casi è più ostentazione che speculazione.

 

Arka

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Bisogna tenere conto anche dell'aumento di collezionisti, non sempre preparati questo è vero, ma sicuramente con grandi possibilità economiche. In vari casi è più ostentazione che speculazione.

 

Arka

 

Ciao Arthur.

Circa otto anni fa' ero a cena in quel di Verona con due numismatici professionisti di vasta e consumata esperienza unitamente ad un editore numismatico.

Si parlava ovviamente e prevalentemente di monete.

Il terzo in ordine di comparsa ad un certo punto tagliò corto e disse:

le monete costano già troppo. Stiamo perdendo il bacino di utenza corrente e medio: cioè quelli che comprano davvero. Così la numisamtica da collezione non va e non andrà da nessuna parte. Si potrà creare un giardinetto di milionari in competizione tra loro che continueranno a comprare il bello mano a mano che continueranno ad alzarne il prezzo.

Tutti gli altri collezionisti scompariranno dalla scena, almeno in Italia, salvo forse il Regno e V.E. III dove più di tanto non potranno alzare perchè campiamo tutti prevalentemente di quei conii e non conviene a nessuno esagerare più di quanto non si sia già esagerato.

Ecco cosa pensavano già da tempo i professionali.

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Come sempre interessante e ficcante @@Piakos

 

L'istinto mi spinge a tuffarmici dentro ma preferisco riflettere. Molti, troppi input da gestire e troppe angolazioni considerate e da considerare.

Penso che @@bubbolo , per ampiezza di competenza e scibili frequentati nonchè qualificata oltre che lunga militanza del mercato numismatico, avrebbe ottimi e smaliziati spunti da offrire.

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Come sempre interessante e ficcante @@Piakos

 

L'istinto mi spinge a tuffarmici dentro ma preferisco riflettere. Molti, troppi input da gestire e troppe angolazioni considerate e da considerare.

Penso che @@bubbolo , per ampiezza di competenza e scibili frequentati nonchè qualificata oltre che lunga militanza del mercato numismatico, avrebbe ottimi e smaliziati spunti da offrire.

 

Quoto.

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ragazzi! abbiamo messo su una gran bella discussione che in altri Fora...non posta e non partecipa più nessuno...e non è polemica e nemmeno superbia. E' solo un dato di fatto. :14_relaxed:

@bubbolo ormai è silente...o latente. Credo anche di intuirne le ragioni, in parte legate ad aspetti pragmatici del collezionismo che lo sconsigliano di aprire o approfondire certi temi...in altra parte legata anche ad aspetti contingenti: i fora, alla lunga,  possono anche stancare e quindi si centellinano gli interventi. E' l'unica cosa che riuscì ad  insegnarmi Reficul, in alcuni anni di reciproca collaborazione sull'altro forum.

Se vogliamo aggiornare lo stato dell'arte di questo topic:

- la numismatica italiana soffre, sia in ordine alle proprie monete (eccetto quelle poche monete che possono ancora avere un forte respiro internazionale)...sia in ordine alle potenzialità degli appassionati...ormai orientate verso lo scambismo (di monete...:14_relaxed: ) e il traffico sui social che influenzano molto il mercato medio.

- i Collezionisti degli anni '90 e dei primi anni 2000...sono in rarefazione per motivi economici ed anagrafici; quelli ancora precedenti stanno smettendo o dismettendo o stanno per terminare il loro percorso. :3_grin:

- Le nuove leve ci sarebbero ma in una Nazione che non riesce a dare dignitoso lavoro ai propri figli...cosa volete che possano comprare?

- Poi si parla di plusvalenze e di tassazione anche per le monete...perchè in uno Stato che ha un debito pubblico abnorme...si cerca di attingere a mille possibili rivoli fiscali, con parcellizzazione di microentrate fiscali; e queste sono cose che spaventano tutti.

Cosa resta? Resta un collezionismo di mano forte...gente che compra monete a 20.000 e passa euro...come noi potremmo comprarne a 200 o trecento, forse fino ai dintorni di 1000 per fare una follia. Ma costoro sono pochi e vogliono monete eccezionali o quasi. E tra questi pochi...gli italiani sono pochissimi.

Questo è il panorama attuale.

Forse...con il diradarsi dell'alta qualità offerta in dismissione, costoro non avranno più materiale su cui competere...e dovranno accontentarsi di una Numismatica normale. Oppure anche loro smetteranno di comprare.

A chi legge lascio possibili  considerazioni.

:14_relaxed:

@Alberto Varesi

 

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Alcuni operatori principali del settore numismatico sostengono che potrebbe rarefarsi sensibilmente l'offerta di materiale importante e/o in grande qualità dal 2018 a venire. La crisi sembra in via di soluzione...sicuramente si è attenuata, quindi c'è minore timore e maggiore fiducia. In conseguenza i possessori di belle monete avrebbero minori motivi per liquidare le loro raccolte. Stando così le cose,  le monete che fanno gola torneranno ad apparire raramente sul mercato, al contrario che in questi ultimi 6 o sette anni...dove di  cose splendide o migliori, alcune anche rarissime, ne abbiamo viste spesso.

Per cui le monete c.d. medie, per importanza e qualità...ma comunque belle e piene di storia, potrebbero soffrire meno e tornare "di moda".

@f.dc

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5 ore fa, Piakos dice:

......

Per cui le monete c.d. medie, per importanza e qualità...ma comunque belle e piene di storia, potrebbero soffrire meno e tornare "di moda".

@f.dc

Speriamo!

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Non sono un analista, mi diventa difficile fare previsioni su quello che potrà essere il mercato numismatico, anche solo a breve o medio termine.

che la fascia bassa e quella media ce le fossimo giocate da tempo è cosa nota a tutti gli operatori del settore e fintanto che questa benedetta ripresa economica non si farà vedere, nulla cambierà.

negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente richiesta di materiale in alta conservazione, appannaggio non solo di collezionisti dal palato raffinato ma anche, pare, di investitori ai quali poco importa del risvolto storico/culturale della moneta.

monete belle ce ne sono tante ma la numismatica non è un bene rinnovabile, quel che c'è....è quello (salvo poi imbatterci in monete dai rilievi "ringiovaniti"), quindi c'è da aspettarsi, prima o poi, una rarafazione del materiale di qualità, ma non credo che questo si vedrà gia dal 2018.

 

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6 ore fa, Alberto Varesi dice:

Non sono un analista, mi diventa difficile fare previsioni su quello che potrà essere il mercato numismatico, anche solo a breve o medio termine.

che la fascia bassa e quella media ce le fossimo giocate da tempo è cosa nota a tutti gli operatori del settore e fintanto che questa benedetta ripresa economica non si farà vedere, nulla cambierà.

negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente richiesta di materiale in alta conservazione, appannaggio non solo di collezionisti dal palato raffinato ma anche, pare, di investitori ai quali poco importa del risvolto storico/culturale della moneta.

monete belle ce ne sono tante ma la numismatica non è un bene rinnovabile, quel che c'è....è quello (salvo poi imbatterci in monete dai rilievi "ringiovaniti"), quindi c'è da aspettarsi, prima o poi, una rarafazione del materiale di qualità, ma non credo che questo si vedrà gia dal 2018.

 

Alberto è sempre ponderato ma esauriente.

Tuttavia, se non ci sono ulteriori collezioni o raccolte assemblate con qualità e gusto, quindi con pezzi egregi, che approderanno in asta nel 2018...come dei treni che arrivano in stazione un po' in ritardo,  credo che le monete super inizieranno a sparire...mi sembra che già stiano scomparendo ... come lacrime in un giorno di pioggia, tanto per parafrasare il famoso replicante del film Blade Runner.

:3_grin:

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Credo che se analizzassimo le aste degli ultimi 20 anni, e forse anche più, vedremmo un lento ma costante declino dovuto alla mancanza di monete di alto lignaggio (multipli in oro, monete rinascimentali, scudi rari ecc)

Probabilmente questi pezzi finiscono nelle cassette di persone che credono più nelle monete del passato che in quelle moderne.

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4 ore fa, Alberto Varesi dice:

Credo che se analizzassimo le aste degli ultimi 20 anni, e forse anche più, vedremmo un lento ma costante declino dovuto alla mancanza di monete di alto lignaggio (multipli in oro, monete rinascimentali, scudi rari ecc)

Probabilmente questi pezzi finiscono nelle cassette di persone che credono più nelle monete del passato che in quelle moderne.

Eccezionale e divertente la tua risposta Alberto.

Purtroppo temo che, oltre alle tipologie  (nobili) da te ben indicate...vedremo  sempre meno anche delle monete  egregiamente conservate, anche se non propriamente importanti. Con la sola eccezione del Regno e di V.E. III

Quando vedremo raramente cose egregie anche queste due tipologie..allora sarà il momento giusto per vendere le proprie raccolte...se assemblate con gusto ed attenzione per il bello.

@Alberto Varesi ... questa modesta profezia ha un senso Alberto? Ben lieti di raccogliere frutti da un grande Numismatico.

:14_relaxed:

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Dò ragione all'amico @Alberto Varesi. Oggi come oggi tante Aste sono Listini del passato. Le Aste elettroniche, mi ci metto anch'io, sono per i collezionisti medio/piccoli, di materiale ce n'è poco. Altre Aste pubbliche fanno rimpiangere i tempi andati. Io ho cominciato seriamente nel 1982 ed allora in Italia c'erano Montenapoleone, Finarte e Aes Rude poi il nulla. Ma anche all'estero non c'erano tutte le ditte di oggi.

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Il 16/2/2018 at 09:22, Alberto Varesi dice:

Probabilmente questi pezzi finiscono nelle cassette di persone che credono più nelle monete del passato che in quelle moderne.

Credo che è sintomo di un circolo vizioso nel mondo del collezionismo, quanto si interseca con il mercato. Mi spiego meglio.

Mi ritengo un collezionista dal profilo medio/basso (per budget e per conoscenza della materia). Così se acquisto delle monete di un certo tipo è perchè la moneta la voglio conservare. Non so se acquisterei monete che, analizzando il mercato attuale, non avrebbe un posto nel mercato futuro e che magari non trova posto nelle mie collezioni.

Ho acquistato monete costose (per le mie tasche) che faccio fatica a vendere e che mi restano sul groppone, e altre nelle quali ho investito una cifra irrisoria e che non penso minimamente di vendere.

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