Piakos

n.016 LE ODIERNE DINAMICHE DEL MERCATO NUMISMATICO: VALORI E TENDENZE

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6 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

Dò ragione all'amico @Alberto Varesi. Oggi come oggi tante Aste sono Listini del passato. Le Aste elettroniche, mi ci metto anch'io, sono per i collezionisti medio/piccoli, di materiale ce n'è poco. Altre Aste pubbliche fanno rimpiangere i tempi andati. Io ho cominciato seriamente nel 1982 ed allora in Italia c'erano Montenapoleone, Finarte e Aes Rude poi il nulla. Ma anche all'estero non c'erano tutte le ditte di oggi.

Abbiamo iniziato insieme...mese più, anno meno. :14_relaxed:

Cosa posso dire?

Che la numismatica costa. Se la si prende come una passione pura e un divertimento...si rischiano un bel po' di soldini.

C'è sempre stato un paracadute: comprare bene o comprare il bello.

1) per comprare bene, salvo sporadiche occasioni, occorre fare il trafficante e non pochi da quando iniziai hanno scelto questa opzione, q.cuno è poi addirittura diventato professionista.

2) Quindi...ad intuito, non volendo trafficare...scelsi la seconda opzione: comprare monete belle. Così facendo ho comprato forse poco...ma ho salvato la pelle. Ovviamente sono sempre stato attento a non farmi prendere la mano, a non esagerare.

Veniamo al tema degli ultimi post:

per comprare il bello...devono circolare sul mercato monete belle. Pur nel mio piccolo ambito le vedevo: ancora dai commercianti q.cosa si trovava sino alla fine degli anni 1990...ma sempre meno. In asta c'era ancora materiale in quegli anni: pensate (ad esempio) alle aste di monete italiane della NAC del 1998 e del 1999, cataloghi che fanno letteratura.

Poi...con la crisi un po' di gente (in Italia) si è spaventata e ha venduto...anche cose belle. Qualcunaltro ha deciso di passare la mano per stanchezza o per angarafe incipiente...qualcuno ha lasciato agli eredi. E così, tra il 2013 e il 2017 del bel materiale è venuto fuori.

Dalla scorsa estate...non si trova più materiale di fascino: per rarità, per importanza, per conservazione superba.

Credo sarà così per alcuni anni a venire...salvo fisiologiche eccezioni.

Chi ha avuto...ha avuto, chi ha dato...ha dato.

In tale penuria...se confermata...chi volesse restituire al mercato il proprio compendio oculatamente costruito...potrebbe avere delle soddisfazioni o, per altro verso, comunque con un mercato numismatico italiano in difficoltà e contrazione...rischierà comunque una buona fetta di invenduto (a non voler svendere...) ?

Che ne dici @Riccardo Paolucci

 

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43 minuti fa, Piakos dice:

Che ne dici @Riccardo Paolucci

 

Dico che hai ragione. Ancora oggi ho vecchi Clienti che mi ringraziano per gli acquisti che gli ho consigliato negli anni '80 e '90. Dalla scorsa estate in Italia non si trova più materiale di fascino: per rarità, per importanza, per conservazione superba salvo qualche rarissima eccezione. In realtà all'estero ancora trovi del bel materiale ma purtroppo è materiale che esula dai miei interessi o dagli interessi della mia Clientela, anche qui con sporadiche eccezioni.

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A Vienna al convegno...di solito salta  fuori q.cosa?

Mi sembra di capire che per te la contrazione del mercato della numismatica italiana...non inficia la grande qualità che, quindi, viene comunque assorbita?

 

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Temo che l'attenzione in atto per le monete in egregia conservazione stia assumendo toni drammatici causa la lievitazione dei prezzi e, quindi, per chi non se le può o non se le vuole permettere.

https://negrini.bidinside.com/it/auc/8/asta-numismatica-44/1/

 
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Lotto 703

Monete e Medaglie Papali

INNOCENZO XII (1691 – 1700) - TESTONE 1693 A. III M. 51 AG GR. 9,16 RR SPLENDIDA PATINA IRIDESCENTE. CONSERVAZIONE ECCEZIONALE. - FDC

Il suddetto testone, sicuramente eccezionale ma non una mezza piastra, ha realizzato €. 5500,00 + diritti. Purtroppo non è il solo caso di moneta in grande conservazione che spunta cifre apparentemente fuori mercato...e, la cosa che desta maggiore attenzione:

la moneta è stata battuta dalla metà delle persone presenti in sala...anche se non erano molte.

Dovremmo dedurre che quelle somme non sono più fuori mercato...ma stanno facendo mercato...un mercato per pochi.

Il materiale anche bello ma intorno alla splendida conservazione resta al palo o, più spesso, non viene venduto.Il BB solo a prezzi pauperistici.

Da quanto sopra emerge un quadro "drammatico" per il contesto non solo numismatico ma anche generale...con riferimento alle capacità di acquisto e al numero piuttosto esiguo di chi acquista. Cioè: se le monete normali restano al palo o non si vendono c'è solo una spiegazione: le vuole poca gente...mentre le altre sono per pochi..alla fine qui ci siamo io mammeta e tu...

@Riccardo Paolucci

@Lugiannoni

Un altro esempio di qualche giorno fa'

 

image.thumb.png.f044e9e58cd23e01b7278ae76c529205.png

- CARLO EMANUELE I (1580-1630) Ducatone 1604, Torino. D/ Busto corazzato volto a d. R/ Stemma coronato. Biaggi 514 MIR 606b Ag g 31,93 Molto rara • Un vero e proprio gioiello numismatico, praticamente "stato zecca", battuto su un tondello largo e regolare. Nessuno, tra gli esemplari passati in asta o censiti sulle opere numismatiche, è lontanamente paragonabile a questo per qualità: si tratta senza dubbio alcuno del più bel pezzo conosciuto FDC

 

Una moneta non rara che nelle effigi non è il massimo della iconografia numismatica...in questa conservazione (effettivamente qFdC) è stata aggiudicata a 44.000 euro più diritti...cioè oltre quattro volte la stima, malgrado una fretturina di conio (passante) ad h. 11 del diritto ed un difetto del bordo ad h. 15/16 in entrambi i lati. Ergo...una moneta c.que non eccezionale.

 

 

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@PiakosVedo che mi chiami in causa, e certo non per sapere se ero da giovane un fans del grande Carosone; lo ero ma più di tutti mi divertiva il mitico Gegè Di Giacomo.

Veniamo ora alla Numismatica facendo una premessa: dai dati economici risulta che anche in Italia, come nel resto del mondo, aumenta la ricchezza di pochi a scapito dei tanti con una borghesia media, che era la spina dorsale di molti settori, numismatica inclusa, sempre più impoverita. Ovviamente questo comporta che in tutti i campi, numismatica compresa,  vi sia che vede accrescere  le proprie disponibilità a comprare e ad investire, facendo lievitare i prezzi. 

Che piaccia o no, mi pare che si confermi  quanto vado dicendo, e cioè che esistono due numismatiche distinte, vorrei dire, per censo. Da un lato quella che  tu giustamente individui e che punta su monete preferibilmente di modulo medio-grande, possibilmente rare e in conservazione SPL/FDC. Monete che costituiscono (quasi sempre) anche un buon investimento finanziario. Dall'altro, gli altri.

Mi pare di poter dire che questo è in buona parte confermato dal fatto che vedo sempre più di frequente, accanto ad aste con monete del primo tipo i cui prezzi di partenza non stanno sotto i 500/1.000 €,  aste dove puoi arricchire (numericamente) la tua collezione con prezzi da 80/100 € , per non parlare poi dei vari eBay ecc.

Può piacere o non piacere ma, come avrebbe detto Humphrey Bogart, <Questo è il Mercato bellezza, e tu non puoi farci niente!>

 

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Ero intenzionato a fare un piccolo intervento nell'ambito della discussione sulla psicologia del collezionista, poi mi sono soffermato su questa. Vi sono punti di contatto.

Intanto sicuramente un collezionismo volto a crescere a dismisura la raccolta, laddove non vi siano possibilità finanziarie cospicue, ambiti particolari di interesse o desiderio di investimento, può trovare stretti rapporti con lo "SHOPPING COMPULSIVO", come in quella discussione molto opportunamente intravisto. Poi il ricercare alte conservazioni, laddove non sia divenuta una moda da seguire o una "tendenza di mercato" da assecondare, potrebbe risultare un modo di estrinsecare le proprie psicosi di tipo "perfezionistico" (quasi una "personalità anale ritentiva" di freudiana memoria). Ovviamente (e per fortuna) non sempre si ricade nella psicopatologia!

Per quanto riguarda il testone citato da Renzo, va contestualizzato all'asta, alla conoscenza numismatica e agli interessi individuali (che non riguardano solo piastre e mezze piastre). Per quanto riguarda l'asta, quella di Negrini non presentava il Live e questo ne ha determinato alti e bassi di aggiudicazioni. Poi "quel" testone (di sotto il rovescio) è il più raro di Innocenzo XII e da sempre è stato considerato "preda ambita", probabilmente anche in rapporto alla complessità dell'incisione delle 4 aquile. Nell'asta della collezione GDF (NAC 81) un esemplare in SPL aveva realizzato poco meno. Per quanto riguarda il Ducatone di Carlo Emanuele I, si tratta di una moneta di grande modulo da sempre valorizzata; aveva una stima "politica" (come anche il caso del testone sopramenzionato) che è stata ben presto surclassata. Figurarsi cosa accadrebbe se uscisse fuori di questo Savoia un Ducatone con il compasso in altissima conservazione. E poi tutti i prezzi in Numismatica sono convenzionali, così come quelli di tutti i mercati dove i beni non sono di prima necessità e non possono essere prodotti a domanda. Quindi si prenda atto di quanto avviene senza volerne individuare a tutti i costi cause "rivelatorie e illuminanti". Mai come in questo periodo si sono riversate tante monete in un mercato da sempre "elitario" che, rimastone saturato, ha individuato altre vie per caratterizzarsi.

 

0703R.jpg

Edited by Giov60
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Nessun dubbio che le due monete sopra postate siano eccezionali. Vengono appunto prese ad esempio per riflessioni tecniche e ambientali...atteso che l'ambiente numismatico è spesso importante quanto e più delle monete stesse.

L'ottimo Giovanni individua ed evidenzia un altro fertile spunto:

..."Mai come in questo periodo si sono riversate tante monete in un mercato da sempre "elitario" che, rimastone saturato, ha individuato altre vie per caratterizzarsi".

Complici le 1000 aste e sopra tutto l'ambiente elettronico di internet...aggiungiamo una crisi economica che ha determinato una  sfavorevole congiuntura, la quale ha spesso costretto a vendere alcuni collezionisti...mettiamoci anche una crisi nel ricambio generazionale che ha limitato la domanda rispetto ad  una offerta numerosa e ben veicolata...

cosa dedurne?

Che oggi ci sono molte (troppo) monete da collezione che girano rispetto ad una domanda impoverita, laddove ad esempio con le papali: solo 10 anni fa' trovare alcune piastre in Spl conservazione era difficile...occorreva aspettare. Oggi le trovi quasi tutte in un paio di anni e anche bellocce...ma non vengono tutte assorbite se non a prezzi cedenti.

Quindi Giovanni ci evidenzia che una elite si sposterebbe sulle migliori conservazioni anche per movimento "geopolitico", attesa una saturazione delle conservazioni BB/SPL.

Io osservo che questa potrebbe, anzi è probabilmente una ulteriore verità.

Ma le conseguenze non mutano: la numismatica italiana per collezione è già implosa e, a meno di prezzi e stime pauperistiche, le monete non si vendono più, salvo qualcosa qui e là.

A mio pur prudente e modesto avviso è possibile si crei una bolla sulle alte conservazioni che - salvo pochissime  monete super anche per fascino e rarità oltre che per grading - potrebbe causare delusioni a chi ci sta mettendo danaro...ove la domanda di monete da collezione italiane non dovesse tornare a numeri da pre crisi o a meno che la domanda internazionale non si orienti sulle monete italiane. Purtroppo...quando le bolle si sgonfiano ne risente l'intero specifico mercato, trascinando tutto verso ulteriori ribassi.

Attese tali possibilità tecniche...sicuramente l'acquisizione di monete da collezione presenta rischi da passionalità esasperata...tanto più gravi o consistenti ove si sia comprato molto.

Sicuramente non parlerei più di investimento (la speculazione qui non interessa).

Tutto quindi si gioca non tanto sulle probabilità che una bolla si sgonfi...ma sul quando. Fino a quel quando, chi se lo può permettere può continuare a "far festa".

Le suddette riflessioni appartengono all'esperienza ed al mero buon senso...che è nemico e contrario della passione, ma oltre un dato limite occorre tenerne conto....atteso che è improbabile che il collezionismo, almeno in Italia, troverà nuova linfa e diffusione per alimentare la domanda generale oltre alle cose eccezionali. Peraltro ed infatti, fino a una 15cina di anni fa'  le monete in ottima conservazione  proposte a prezzi da affezione,  erano poco liquide in quanto pochissimi le consideravano o ci spendevano. Comunque costavano meno...mentre costava di più (credo il doppio di oggi) la media conservazione...a dimostrazione delle suddette tesi.

@Giov60

@Lugiannoni

@Riccardo Paolucci

@Arka

@f.dc

@Alberto Campana

@Alberto Varesi

 

 

 

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In uno dei post precedenti [ho letto tutta la discussione ieri sera] il caro Renzo dice che per taluni è meglio non aprire e/o approfondire determinate questioni. E, pofferbacco, per alcune cose mi sono sentito decisamente "colpito".

Dal canto mio non vivo la numismatica come investimento ma sarei decisamente più felice nel sapere che, in caso, chi per me in futuro o io stesso se nel bisogno, si possa recuperare buona parte della spesa, se non tutta. Ma la cosa davvero importante, per me, è la storia dietro un pezzo e non l'eventuale margine successivo.

Io però, perdonate l'ignoranza di cui son colmo, non ho afferrato bene il problema "bolla". O meglio, perché pezzi eccezionali come quelli tirati in ballo dovrebbero risentirne? Non dovrebbe risentirne solo il mercato delle monete in condizione medio-bassa?

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Io credo che la Numismatica continuerà come ha sempre fatto. Nei periodi di crisi finanziaria magari ci si è tuffati nell'investimento, magari con le semplici monete di Borsa o magari, chi ha ed ha avuto la possibilità, ha acquistato il pezzo da 90 sperando di aver messo al sicuro i propri risparmi. Però torniamo un momento a domandarci cos'è la Numismatica.

La Numismatica è la scienza che studia le monete e francamente nel mercato oggi vedo poco di tutto questo. Sicuramente studia di più chi ad un'asta on line compra la monetina da 50 € piuttosto che quello che alle aste acquista la moneta da 10,000 €.

Essendo da sempre per il libero arbitrio ognuno può sbizzarrirsi come vuole. I problemi della Numismatica sono altri

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19 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

Io credo che la Numismatica continuerà come ha sempre fatto. Nei periodi di crisi finanziaria magari ci si è tuffati nell'investimento, magari con le semplici monete di Borsa o magari, chi ha ed ha avuto la possibilità, ha acquistato il pezzo da 90 sperando di aver messo al sicuro i propri risparmi. Però torniamo un momento a domandarci cos'è la Numismatica.

La Numismatica è la scienza che studia le monete e francamente nel mercato oggi vedo poco di tutto questo. Sicuramente studia di più chi ad un'asta on line compra la monetina da 50 € piuttosto che quello che alle aste acquista la moneta da 10,000 €.

Essendo da sempre per il libero arbitrio ognuno può sbizzarrirsi come vuole. I problemi della Numismatica sono altri

Caro Riccardo...E' quello che ho detto sopra...alla fine della fiera:

la numismatica italiana è in certificata  contrazione...punto.

Ne consegue che a minor numero di appassionati...ci sarà anche un minor numero di interessati a vario titolo: cultura, studio, ricerca culturale, approfondimento, acquisizione. In pochissime parole: l'interesse consolidato solo per la grande conservazione è il principale MANIFESTO DI UNA CRISI SETTORIALE.

 

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Guest zeccadibronzo
1 ora fa, Riccardo Paolucci dice:

Però torniamo un momento a domandarci cos'è la Numismatica.

La Numismatica è la scienza che studia le monete e francamente nel mercato oggi vedo poco di tutto questo.

Esattamente...

Poi dovremmo anche chiederci ;

1)"cosa è il Collezionismo" con le sue declinazioni(anche come investimento o presunto tale)e patologie connesse..

- al collezionismo è direttamente connesso il..

2) Mercato con le sue "regole",più o meno lecite.(bolle e speculazioni ..)

Poi ritorniamo a chiederci quale sia il nostro reale interesse!!(e le nostre reali possibilità)

 

Edited by zeccadibronzo

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Ho letto l'interessante discussione, dove praticamente è stato detto tutto.

Innanzi tutto nella Numismatica italiana c'è una crisi che non è soltanto economica (per cui monete BB/SPL trovano difficile collocazione, mentre solo pezzi di altissima conservazione continuano a tirare), ma, ritengo, soprattutto socioculturale. E' in atto un fisiologico ricambio generazionale, dove però i giovani non hanno generalmente il livello culturale della generazione precedente. Forse credono di capire e conoscere le monete, grazie anche all'enorme quantità di materiale  e di superficiali informazioni che girano online, ma noto che non comprano e neppure cercano di procurarsi testi di approfondimento spendendo il necessario. 

Non per nulla è in crisi l'editoria numismatica e ormai tutti gli editori si stanno convertendo alla tipografia digitale (più scadente dell'offset), che permette almeno di stampare poche copie per volta. C'è in corso un forte scadimento anche delle ricerche numismatiche e mi sembra che non ci siano molti i giovani anche accademici che si impegnano. I giovani ormai vogliono tutto e subito e conta molto anche l'apparenza, come un FDC in un testone. Solo chi ha dedicato un serio studio a un settore numismatico e sa pazientare in mezzo a tante offerte grazie a una buona base culturale, può benissimo mettere su una bella collezione numismatica, senza dover ricorrere a pezzi perfetti, ma semplicemente a pezzi bene coniati e con sufficienti dettagli che possono essere valorizzati appunto solo con approfondita conoscenza anche scientifica. Solo con pazienza e sincera passione, supportata appunto da studi, si riesce anche parare meglio un altro importante negativo aspetto, che è quello dei pezzi falsi o bulinati.

Infine il giovane collezionista, magari inconsciamente, soffre anche delle tipiche difficoltà nelle relazioni interpersonali. Il ricorso all'internet ha provocato un forte scadimento nei contatti personali con altri collezionisti, magari più esperti e che possono aiutare. Quando ero giovane frequentavo convegni che erano numerosi e molto affollati e imparavo tantissimo. Avevo tanti maestri, che rimpiango....

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11 ore fa, Alberto Campana dice:

Ho letto l'interessante discussione, dove praticamente è stato detto tutto.

Innanzi tutto nella Numismatica italiana c'è una crisi che non è soltanto economica (per cui monete BB/SPL trovano difficile collocazione, mentre solo pezzi di altissima conservazione continuano a tirare), ma, ritengo, soprattutto socioculturale. E' in atto un fisiologico ricambio generazionale, dove però i giovani non hanno generalmente il livello culturale della generazione precedente. Forse credono di capire e conoscere le monete, grazie anche all'enorme quantità di materiale  e di superficiali informazioni che girano online, ma noto che non comprano e neppure cercano di procurarsi testi di approfondimento spendendo il necessario. 

Non per nulla è in crisi l'editoria numismatica e ormai tutti gli editori si stanno convertendo alla tipografia digitale (più scadente dell'offset), che permette almeno di stampare poche copie per volta. C'è in corso un forte scadimento anche delle ricerche numismatiche e mi sembra che non ci siano molti i giovani anche accademici che si impegnano. I giovani ormai vogliono tutto e subito e conta molto anche l'apparenza, come un FDC in un testone. Solo chi ha dedicato un serio studio a un settore numismatico e sa pazientare in mezzo a tante offerte grazie a una buona base culturale, può benissimo mettere su una bella collezione numismatica, senza dover ricorrere a pezzi perfetti, ma semplicemente a pezzi bene coniati e con sufficienti dettagli che possono essere valorizzati appunto solo con approfondita conoscenza anche scientifica. Solo con pazienza e sincera passione, supportata appunto da studi, si riesce anche parare meglio un altro importante negativo aspetto, che è quello dei pezzi falsi o bulinati.

Infine il giovane collezionista, magari inconsciamente, soffre anche delle tipiche difficoltà nelle relazioni interpersonali. Il ricorso all'internet ha provocato un forte scadimento nei contatti personali con altri collezionisti, magari più esperti e che possono aiutare. Quando ero giovane frequentavo convegni che erano numerosi e molto affollati e imparavo tantissimo. Avevo tanti maestri, che rimpiango....

Magistrale! Grazie Alberto.

😀

Mi consento di ribadire a tittolo personale, modestissimo ma convinto:

l'interesse principale e consolidato  per la grande conservazione è il MANIFESTO DI UNA CRISI SETTORIALE.

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Guest zeccadibronzo

Restando in tema "Mercato" sarebbe utile ricordare che; 

“Comprare quando tutti vendono in preda allo sconforto e vendere quando tutti comprano avidamente richiede grande coraggio”(John Templeton) ovvero;

"acquistare pessimismo e vendere ottimismo"...

Di conseguenza la situazione attuale potrebbe anche essere vista come una opportunità,senza essere obbligati a pensare al domani!!
 

"Chi vuol essere lieto, sia: 
Di doman non c'è certezza » 
(Lorenzo de' Medici)

 

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Il mercato sta diventando drammatico, per la numismatica italiana in Italia. Sia per prezzi troppo cedenti che per cose importanti ancora al rialzo.

Cose dall'ottima alla eccezionale conservazione vedono un mercato crescente...dalle bandierine visibili nelle aste on line...molto materiale finisce all'estro che fa' anche stoccaggio. Monete particolari come le quadruple papali, in conservazione q.FdC e di grande rarità...stanno infrangendo il limite dei 100.000 euro.

Le monete dallo SPL in giù sono ancora cedenti. E anche su prezzi cedenti...possono restare invendute.

Di materiale ne appare ancora molto...perchè, come accade per gli immobili, le famiglie stanno vendendo.

Non vedo segnali che possano annunciare inversioni di tendenza.

Non seguo a tappeto il mercato internazionale...ma, per le monete eccezionali...la musica sembra essere la stessa.

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Nomisma ha piazzato la nuova asta e qualcuno mi ha scritto che questo è "l'omicidio del mercato delle piastre". Il perché è presto detto: sono presenti ben 81 piastre, la cui stragrande maggioranza di Ferdinando II a prezzi tra i 15 ed in 30 €... monete in media conservazione ma che un 10-12 anni fa andavano anche a 80-90€. Che il mercato si sia saturato e stia collassando?

Sempre in tempi recenti sono avvenuti diversi ritrovamenti, alcuni da 50, altri da 200 pezzi, e quasi esclusivamente piastre. Pezzi che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti nel mercato.

Il mercato porterà le tantissime piastre presenti ai valori di mercato correnti o ne segnerà un netto ribasso? Potrebbero diventare le nuove 500 lire, monete da peso a parte le grandissime conservazioni?

 

Un caro amico tempo fa  mi consigliava di evitare di acquistare piastre perché "troppo comuni, ce ne sono troppe in giro"...

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@carledo49

Chiamo in causa l'amico Carlo per ringiovanire ed attualizzare questa discussione che vorrebbe esaminare le dinamiche del mercato. Da quando è stata da me iniziata sono passati quasi quattro anni e da allora la tendenza alle monete molto belle e possibilmente anche rare...non ha conosciuto flessione, al punto che ci si potrebbe domandare se si sia creata una bolla...o se siamo ancora in itinere.

Una cosa importante aveva detto il buon @Alberto Varesi ottimo e massimo. Le monete belle sono  molte...ma se tutti o quasi i collezionisti le vogliono...prima verranno rarefatte e poi finiranno per sparire...(salve fisologiche cessioni).

Carlo da ultimo ha ritenuto di dover fare una analisi del mercato e anche del materiale raccolto, per motivazioni personali...chiediamo amicalmente quindi al medesimo di darci una risultanza: valori, tendenze, trasformazioni del mercato..negli ultimi 15 anni se non da prima. Ovviamente nell'ambito della Numismatica italiana per le tipologie trattate da Carlo.

Sarebbe un contributo di grande interesse e importanza da parte di uno dei migliori numismatici italiani degli ultimi 35 anni, per il Regno e per i Pre unitari...e non solo.

Grazie.

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15 ore fa, Piakos dice:

Sarebbe un contributo di grande interesse e importanza da parte di uno dei migliori numismatici italiani degli ultimi 35 anni, per il Regno e per i Pre unitari...e non solo

Dio, che esagerato che sei Renzo, numismatico...così e così, appassionato...allora va bene.

Torniamo a noi e rispondiamo all'invito dell'esimio @Piakos in merito alle risultanze di indagini che ho compiuto circa l'andamento del mercato numismatico in quest'ultimo periodo per dare una valutazione anche approssimativa alla personale collezione sabauda.

Il verdetto suona inesorabile come la diagnosi infausta di un oncologo, così, per dirla senza perifrasi. Le monete rare ed in altissima conservazione (parliamo delle sabaude naturalmente, perchè per altre tipologie il discorso è differente o più particolare) tengono il prezzo ed in alcuni casi non sporadici migliorano notevolmente le quotazioni. Monete sullo SPL hanno marginali riduzioni (10-25%) rispetto alle valutazioni pre crisi quando il mercato era purtroppo gonfiato. Parliamo di un periodo antecedente il 2008. Dal  qSPL in giù...il discorso cambia radicalmente. Il taglio prezzo è dell'ordine del 50-60%. Uno dei motivi è che l'offerta è enorme, la richiesta è pigra specie sulle conservazioni medie o medioalte. Non si vuole spendere su monete mediocri, meglio le migliori in quanto un domani, dovendosene disfare anche rapidamente, lo si farà pure con un certo margine di guadagno o alla meno peggio non rimettendoci nulla. Le basse conservazioni...in teoria non sono più commerciabili, le si potrebbe quasi buttare. Nessuno le piglia, magari qualcuno che inizia a collezionare, ha pochi soldini e si accontenta di un onesto e digitoso MB/BB.  In questo decennio di crisi il collezionismo si è frantumato, molte raccolte sono state esitate, si è voluto realizzare a tutti i costi e ci si ritrova con una pletora di monete che il mercato non riesce più ad assorbire. Vendere, anzi vendere bene sarà un'arte. Tutto il resto...è noia.

Carlo

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6 ore fa, carledo49 dice:

Dio, che esagerato che sei Renzo, numismatico...così e così, appassionato...allora va bene.

Torniamo a noi e rispondiamo all'invito dell'esimio @Piakos in merito alle risultanze di indagini che ho compiuto circa l'andamento del mercato numismatico in quest'ultimo periodo per dare una valutazione anche approssimativa alla personale collezione sabauda.

Il verdetto suona inesorabile come la diagnosi infausta di un oncologo, così, per dirla senza perifrasi. Le monete rare ed in altissima conservazione (parliamo delle sabaude naturalmente, perchè per altre tipologie il discorso è differente o più particolare) tengono il prezzo ed in alcuni casi non sporadici migliorano notevolmente le quotazioni. Monete sullo SPL hanno marginali riduzioni (10-25%) rispetto alle valutazioni pre crisi quando il mercato era purtroppo gonfiato. Parliamo di un periodo antecedente il 2008. Dal  qSPL in giù...il discorso cambia radicalmente. Il taglio prezzo è dell'ordine del 50-60%. Uno dei motivi è che l'offerta è enorme, la richiesta è pigra specie sulle conservazioni medie o medioalte. Non si vuole spendere su monete mediocri, meglio le migliori in quanto un domani, dovendosene disfare anche rapidamente, lo si farà pure con un certo margine di guadagno o alla meno peggio non rimettendoci nulla. Le basse conservazioni...in teoria non sono più commerciabili, le si potrebbe quasi buttare. Nessuno le piglia, magari qualcuno che inizia a collezionare, ha pochi soldini e si accontenta di un onesto e digitoso MB/BB.  In questo decennio di crisi il collezionismo si è frantumato, molte raccolte sono state esitate, si è voluto realizzare a tutti i costi e ci si ritrova con una pletora di monete che il mercato non riesce più ad assorbire. Vendere, anzi vendere bene sarà un'arte. Tutto il resto...è noia.

Carlo

Grande contributo Carlo...sintetico, efficace, realista.

Poichè il tuo commento è realtivo al Regno e quindi anche a V.E. III e poichè la tua esperienza è in parte anche composita ti cito tre tipologie:

Papali;

Napoli;

Venezia...oselle comprese, i bagattini lasciamoli ad altri, anche se interessanti e dignitosissimi per lo studio e la sistematica.

Tre antichi stati che potrebbero a mio avviso avere un interesse anche internazionale...più o meno. Cambia q.cosa Carlo...o siamo intorno al nocciolo da te esplcitato?

Chiamo a discutere anche @Arka in quale è convinto che la numismatica è ancora passione e che non si debba vendere o compiangere i denari spesi.

@Alberto Varesi che è un Maestro del gioco...perchè  la numismatica per il collezionista è anche un gioco...fin quando non decida di vendere...

@ilnumismatico che almeno fino a tre o quattro anni fa' era sul mercato ed è in possesso di occhio raffinato ed esperienza...su Napoli e non solo.

@Cliff esperto di monete antiche e non solo;

@realino santone numismatico studioso colto, tuttavia  molto prudente nello scrivere...che mi piacerebbe sentir spezzare il pane del proprio sapere sul mercato...

@D.B.G sapiente colelzionista.

Ma chiunque ci legga e voglia intervenire è il benvenuto...il tema è importante, anzi..strategico.

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posso dire che anche parlando con colleghi commercianti che mi hanno comunicato

un calo di vendite soprattutto quando si va da cifre oltre i 2000 euro , 

qualche collezionista facoltoso c'è, ma non come anni fa, 

purtroppo mancano i giovani e i piccoli /medi collezionisti 

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Le papali e Napoli non fanno parte del mio campo, ma Venezia sì. Non riesco più a trovare ducati e zecchini a prezzi normali. E comunque si vendono bene. Dopo la grande asta NAC 108 l'offerta di Veneziane si è rarefatta. Le monete offerte sono sempre le solite, mancano le rarità. La qualità paga anche qui. Ma non solo. E non disprezzerei le piccole veneziane, sono ricercate pure loro.

Per il discorso giovani continuo a ripetere che il ''giovane numismatico'' ha 40-50 anni. I più giovani sono pochissimi e lo sono sempre stati.

Infine il discorso della passione. Senza passione non comprate monete, è un consiglio.

Arka

Diligite iustitiam

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2 minuti fa, Arka dice:

Infine il discorso della passione. Senza passione non comprate monete, è un consiglio.

Un ottimo consiglio, specie per quei pochi che ancora si cimentano in questo campo o che hanno in animo di farlo. La vera passione mitiga le fregature, le monete che rimarranno sul groppone quando la collezione un domani verrà esitata, o il senso di colpa quando si scoprirà di aver strapagato un tondello. Se non c'è la passione è meglio non iniziare neppure a collezionare. Ma se uno vuole solo speculare...beh, allora si faccia avanti nelle grosse aste blasonate, i pezzi stupendi su cui investire non mancano certamente.

 

9 ore fa, Piakos dice:

Tre antichi stati che potrebbero a mio avviso avere un interesse anche internazionale...più o meno. Cambia q.cosa Carlo...o siamo intorno al nocciolo da te esplcitato?

Quanto da me osservato diciamo che è applicabile agli ultimi sovrani sabaudi, quelli, giusto per capirci, da Carlo Felice in poi. Gli altri non seguono alla lettera quanto da me esposto. I prezzi tengono ancora abbastanza bene e non è raro osservare un discreto incremento su alcune tipologie neppure in conservazioni eccelse. Ma qui c'è il rovescio della medaglia, sul mercato non c'è la pletora di monete dei sovrani successivi e quindi la domanda va un po' di pari passo alla richiesta. Sulle papali e siciliane, come scrissi, il discorso è diverso, ma anche qui ci sono delle eccezioni a seconda dei sovrani, delle rarità e del grado di conservazione che meriterebbero una disquisizione lunga e particolare.  Il mercato non è crollato come per il Regno d'Italia anche se qualche buon affare si può ancora fare.

Carlo

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Posto anche in questa discussione, in quanto specificamente  dedicata. dei recenti post spesi in altre sezioni.

Non ci sono veri investitori in numismatica...e non ci sono investimenti, non vi illudete!  Specificamente in un paese in forte crisi totale come l'Italia...che vede i propri beni in corso di svalutazione e depauperamento. Le monete cosa volete che facciano? Calerà ancora il numero dei collezionisti e quindi anche il mercato.

In ogni caso le monete da collezione non sono un asset liquido...provate a venderle.. Vedete un po' quanto tempo ci vuole...a quanto venderete...quante non riuscirete a restituirle al mercato se non penalizzando il costo in modo anche pesante.

I veri investitori numismatici sono gli operatori...i commercianti...le Case d'asta che lucrano sulla passione dei collezionisti come l'amico Quintus e come noi che siamo qui nel Forum...tranne @carledo49 che saggiamente aveva già mangiato la foglia da qualche anno..nemmeno pochi e aveva praticamente smesso di comprare.

Forse alcuni non hanno venduto prima sperando che il mercato Italia si sarebbe un po' ripreso. Rien a faire! Ci vorranno forse molti anni...se mai accadrà che l'Italia possa tornare ai livelli del secolo scorso e quindi adesso l'offerta supera la domanda.

Le monete eccezionali?...quelle sono inarrivabili per noi..credo! E comunque ci sono Emiri che stanno restituendo al mercato la collezione e che per carenza di altri veri super appassionati che competono tra loro...faticano a fare 110.000 euro di una moneta comprata sette anni fa'. Il mercato dice 85.000!

Sono 25.000 di meno...se fate di conto. Uno dice ma gli Emiri se lo possono permettere? Una michia! 20.000 sterline meno per 1500 monete..Mica vero...gli Emiri gestiscono società...Fondi...multinazionali e ogni minusvalenza va comunque a bilancio...con la brutta figura e con gli errori. magari il figlio maggiore prende il loro posto.

Ma quale investimento!!!? A me sembra un depauperamento.

Diceva un noto operatore occulto e anche collezionista di mano forte e di grande cultura monetale, che stava all'epoca su LM: non vi illudete...potete salvarvi solamente se diventate commercianti o trafficanti a tempo pieno o quasi...e se lo sapete fare, altrimenti con la numismatica rimettono tutti.

E' come al casinò: magari vendete bene una scrematura della collezione per un colpo di fortuna...forse anche un doppione perchè trovate la persona giusta che gli manca...vi gasate...e poi rimetterete. 

Non vi fanno vincere oltre qualche mano. Anche con le monete super..se avete pagato il 18 o 20 o 23  % di diritti e dovrete poi pagare il 15...10 % quando venderete...ma come farete a non rimettere? A patto che riusciate a trovare gente che vi paghi le monete almeno quanto le avete pagare voi...e a anche se spunterete un 20..30% perchè siete stati bravi...a vedere e comprare la moneta con un futuro...le commissioni vi mangeranno l'agio, oltre al costo del fermo del capitale e la perdita del potere di acquisto che il danaro porta sempre in dono.

Speculazione...investimento...monete super? Tutte cazzate! E q.cuno ci crede..

 

Carledo risponde:

@Piakos con somma tristezza e grande dispiacere, dopo 55 anni di collezionismo assiduo, non posso che sottoscrivere col sangue quanto hai affermato. Oggi sono in "silenzio stampa " perchè ancora non riesco a riprendermi dalla botta. Devo dire, per fortuna, che sono stato un po' previdente e un po' lungimirante con i miei tondelli. Per tempo ho smesso di mettere ruzziche in collezione, moltissime, in mio possesso dal periodo "giovanile inconsapevole", le ho sostituite con pezzi decisamente migliori, altre non le ho prese di proposito perchè avrei dovuto fare un mutuo, rimettendoci quindi le mutande, fino a che non ho annusato l'aria come un vecchio segugio ed ho sentito odore di fregatura per i tempi che cambiavano. Allora ho smesso di comprare. La batosta è stata pesante, ma andava subita ora perchè dopo sarà peggio ed io non ho una visione del futuro molto ampia, vista l'età. Nonostante tante precauzioni, tutto ciò che è sotto lo SPL abbondante, come valore, crolla miseramente per almeno un 60%. Internet ha rovinato il mercato, i tempi della crisi hanno inciso marginalmente, ma anche loro hanno influito. C'è una pletora di monete che il mercato non assorbe più. Tutti vendono (o svendono) quando prima la vendita era esclusiva prerogativa dei professionisti che ben difficilmente mettevano in circolazione troppi pezzi pur di mantenere elevata la quotazione. Ora vendono tutti, in tutti i siti,  nei forum, su FB ed affini. Era prevedibile un casino mostruoso come questo. Ora ci siamo in pieno e domani sarà anche peggio perchè le quotazioni saranno allineate alle sempre più basse aggiudicazioni.  Qui non si tratta di sposare una filosofia od un'altra, il collezionismo ha le sue regole perchè il denaro faticosamente guadagnato di converso ha le sue. L'unico allora per non avere rimpianti postumi è mettere in collezione belle ruzziche e tirare avanti così senza pensieri o fregarsene altamente.

 

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Mamma mia, quanto oscuro è il futuro dipinto da @Piakos . Ma non è tutto così nero come sembra. Ma bisogna stare accorti. E soprattutto studiare, studiare tanto. Non so chi sia il grande collezionista disilluso di cui parle Piakos, ma non è vero che solo i commercianti possano realizzare qualcosa dalle monete. Chi compra con criterio può tranquillamente salvarsi e, a volte, realizzare un guadagno. E comunque c'è un mercato. Chi ha comprato casa nei primi anni 2000 non prenderà attualmente nemmeno il 70 %. L'auto appena uscita dal concessionario vale subito il 30 % di meno. O sbaglio? E le azioni? Parliamone...

E comunque ci vuole fatica, studio e tanta passione. Dò sempre un consiglio: se non vi appassionano le monete, non compratele.

Arka

Diligite iustitiam

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Il 26/10/2019 at 14:08, Arka dice:

Mamma mia, quanto oscuro è il futuro dipinto da @Piakos . Ma non è tutto così nero come sembra. Ma bisogna stare accorti. E soprattutto studiare, studiare tanto. Non so chi sia il grande collezionista disilluso di cui parle Piakos, ma non è vero che solo i commercianti possano realizzare qualcosa dalle monete. Chi compra con criterio può tranquillamente salvarsi e, a volte, realizzare un guadagno. E comunque c'è un mercato. Chi ha comprato casa nei primi anni 2000 non prenderà attualmente nemmeno il 70 %. L'auto appena uscita dal concessionario vale subito il 30 % di meno. O sbaglio? E le azioni? Parliamone...

E comunque ci vuole fatica, studio e tanta passione. Dò sempre un consiglio: se non vi appassionano le monete, non compratele.

Arka

Diligite iustitiam

Appunto...ma la casa serve...l'auto anche.

ma chi allora comprerebbe monete se non fosse appassionato? E sulle passioni l'uomo paga pegno...o il biglietto...o il prezzo a perdere. A mio avviso è il mercato dei venditori che dalla fine degli anni '70 del secolo scorso ha cercato e cerca sempre maggiori profitti e  che ha demolito gli appassionati collezionisti...con prezzi che poi in parte non ha voluto e in parte non è stato in grado di difendere...  prezzi che gli operatori stessi hanno fatto pagare sempre più cari al collezionista. Senza un programma e senza una misura per salvaguardare il mercato. Prendi i soldi e scappa...diceva Woody Allen...forse era un venditore di monete?

Specialmente sulle monete di qualità discreta...media o medio bassa che erano le più comprate dalla famosa classe media benestante o agiata o comunque in grado di spendere i duecentomila sino al milioncino e mezzo. Mi sembra tutto questo abbastanza ovvio e anche leggibile tra o nelle righe che abbiamo scritto.

E allora? E allora mangiata la foglia ci si regola...anche per quelle di qualità  alta...che magari la prossima volta toccherà a quelle. 😜

 

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