Piakos

LA SANTA SINDONE E LA NUMISMATICA CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE CONIAZIONI DI BISANZIO.

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Un saluto a tutti.

E' nostra intenzione, in ossequio allo spirito ed alle finalità scientifiche di questo Sito, sviluppare il topic in argomento.

Iniziamo postando questa immagine:

 

post-208-0-54039800-1445179936_thumb.jpg

 

Qualche idea al riguardo o qualche domanda specifica prima di inoltrarci nella discussione?

 

@@Lugiannoni

@@ggpp

@@rick2

@@bubbolo

@@Admin

@@Cliff

@@Arka

@@dabbene

@@andreakeber

@@lorenzo

 

e chiunque altro...

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Aggiungiamo qualche dato.

 

Non è qui il caso nè il luogo adatto, per ripercorrere l'intera storia della sindone, sia sotto il profilo storico culturale che probabilistico o scientifico.

Ci limitiamo a riassumente che, secondo le ultime conclusioni, la prova al radiocarbonio effettuata gli anni passati che poneva la sin done come manufatto medioevale, sarebbe inficiata sia sotto il profilo procedurale che tecnico. Per converso l'immagine della  Santa Sindone si sarebbe formata per irradiazione, su questo ormai la scienza sembra concordare.

Le possibilità al riguardo sarebbero due:

- o la Santa Sindone ci rappresenta un fatto sovrannaturale e per noi ancora incomprensibile e non indagabile;

- oppure la Santa Sindone potrebbe essere la prima fotografia della storia, intesa come un esperimento riuscito di tecnica fotografica ...sicuramente geniale per il tempo in cui fu effettuato. Ma al riguardo c'è da obiettare che - secondo molteplici e più che probabili evidenze - la formazione dell'immagine risale indietro nel tempo...oltre il periodo rinascimentale quando - potenzialmente - un tecnico come Leonardo avrebbe potuto sperimentare una tecnica inimmaginabile (per quei tempi).

 

Che la Santa Sindone abbia lasciato le proprie tracce nella storia almeno a far data dagli anni antecedenti al 1000 d.C. è possibile dimostrarlo anche numismaticamente, in modo credibile e fattuale.

Nel prosieguo relazioneremo come...

Intento alleghiamo altra immagine comparabile:

 

post-208-0-05654500-1445196046_thumb.jpg  post-208-0-64461100-1445196076_thumb.jpg

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@@Piakos, la discussione sulla Sindone mi interessa moltissimo.

Sono anni che seguo il dibattito in merito e premetto che sono sempre rimasto colpito dalla mancanza di obiettività da parte dei detrattori (ormai ho svelato da quale parte sto).

 

Partecipando a scavi preistorici, dove la raccolta di carboni e pollini è fondamentale, rimasi allibito nel vedere il modo in cui i campioni per la datazione venivano prelevati; roba che uno studente al primo anno di corso sarebbe stato cacciato a pedate.

 

A parte la manipolazione senza guanti e altre precauzioni, non pensare che un oggetto che era stato manipolato per secoli, toccato dal fuoco, spento con secchi d'acqua, esposto al fumo di candele, ecc. potesse aver subito contaminazioni di carbonio era di per sè una prova in malafede.

 

Anche la storia della "proto-fotografia", magari del solito Leonardo, non regge nè ha retto alle sperimentazioni tentate più volte.

 

Accenno soltanto il particolare, fondamentale, che in tutta l'iconografia religiosa, dal V secolo ad oggi, la crocifissione è rappresentata con i chiodi nel centro del palmo della mano e mai, ripeto mai, dove effettivamente avveniva, e cioè nel polso.

 

Proviamo allora a ripartire da un telo che nel 33 (a in realtà nel 37/38) rimase irradiato da una forza sconosciuta e potentissima.

 

Conservato ad Edessa ripiegato in modo tale che se ne vedesse solo il volto (il Mandylion), viene portato in seguito a Costantinopoli.

 

Poichè non voglio  fare il riassuntino di testi noti, mi limito a portare una prova "numismatica" della presenza a Costantinopoli della Sindone ben 500 anni prima della fantasiosa "datazione scientifica al C14" al 1260 circa.

 

Qui di seguito un solido ed un tremisse  di Giustiniano II (prima fase 685-695); il confronto con il volto sindonico è impressionante, compresa la colatura di sangue sulla fronte, interpretata dall'autore del conio come un  "ricciolo" di capelli sulla fronte, che prova con evidenza che alla fine del VII secolo la Sindone era glià nota.

 

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Qui mi fermo (per ora).

 

P.S.

Per facilitare il confronto, allego anche un volto sindonico intero.       

 

post-334-0-35966600-1445206532_thumb.jpg

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2° P.S.

Si noti anche la barba "bicuspidata" della figura rappresentata  nelle due monete e si confronti sia con il volto che con centinaia di "barbe" presenti nell'iconografia monetale bizantina.

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La chiave numismatica è di estrema importanza per la effettiva datazione della sindone..

la monetazione di Costantinopoli è un palese esempio di come la sindone sia stata esposta al pubblico culto e quindi anche il volto fu percepito e inciso sulle monete del periodo.

 

Inoltre come dice Luciano , i rivoli e le concentrazioni di sangue sono tipiche delle crocifissioni del periodo.

Per i romani la crocifissione era la pena riservata agli schivi ribelli e ai briganti. Era preceduta dalla lettura della sentenza e dall'apposizione del titolo, ovvero della motivazione, che veniva portata al collo del condannato. Quest'ultimo doveva necessariamente subire anche la flagellazione, che in base alla classe sociale veniva espletata con vari strumenti e comunque vi erano apposite persone addette. Il condannato doveva attreversare la città e giungere fuori le mura dove trovava il lugo del supplizio. L'uso dei chiodi nei polsi era frequente ma non necessario perchè lo scopo della crocefissione era la morte per soffocamento, ovvero quando non si riusciva più a sostenersi con le gambe il corpo rimaneva appeso alle braccia con la lenta compressione dei polmoni che impediva di respirare e di conseguenza interveniva un arresto cardio circolatorio. Quindi si potevano usare anche anelli o corde ai polsi. Anche i piedi potevano essere lasciati liberi in questo modo la morte interveniva prima. Infatti, poteva capitare che i parenti dei condannati chiedevano di togliere il sostegno ai piedi (o comunque si potevano rimpere le ginocchia) per dare una morte meno dolorosa.

I condannati erano spogliati, flagellati, esibiti al pubblico e poi crecefissi e spesso tenuti in vita per moltissime ore.

Le tecniche di crocifissione sono ben conosciute dai romani, daltronde dal 73 al 71 a.C. hanno crocifisso migliaia e migliaia di sostenitori di Spartaco.

Costantino I mise fine a questa pena, però nella pratica si continuò ad usarla.

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La crocefissione? Uno scandalo di fronte a Dio.

Un paradosso che ci narra la crudezza dei tempi antichi e le difficoltà di vivere.

 

Dopo le colte partecipazioni di Luciano e di Claudio che hanno subito centrato la problematica in topic potremmo andare a ritroso nel tempo per ricercare l'immagine del cristo...sino a ritornare a Giustiniano II, quando posteremo un conio assolutamente particolare e determinante.

 

Intanto ecco una gemma affascinante, non è una moneta ma siamo comunque nel campo della glittica e dell'incisione:

 

post-208-0-13301300-1445212474_thumb.jpg

 

 

Si riconoscono i capelli e la barba anche in questa gemma amuleto appartenuta ad un mago egiziano e rinvenuta a Gaza, databile in modo concorde (cfr. da ultimo Spier 2007, p. 74, n. 443) alla fine del II-inizi del III secolo, che costituisce al tempo stesso la più antica raffigurazione a noi giunta di Cristo in croce: la connessione è sicura per la presenza del testo “Figlio Padre Gesù Cristo”, che il mago invocava assieme ad altre divinità in linea con la tradizione esoterica tardo-antica.

Trarre elementi storici da una figura stilizzata è certo operazione alquanto rischiosa, l’unico dato storico è che già nel II secolo se non proprio l’arte paleocristiana “ufficiale”, di certo quella popolare già ritraeva Cristo sulla croce, elemento che come simbolo solitario è comunque precocissimo, trovandosene chiare tracce a Pompei ed Ercolano, il cui terminus post quem al 79 d.C. è cosa sicura.

 

(Continua...)

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Vorrei segnalare il libro di Giulio Fanti, professore dell'università di Padova, La Sacra Sindone di Gesù Cristo, in cui viene analizzato anche l'aspetto delle fonti numismatiche. 

 

Arka

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Altro tassello numismatico a conferma, se non altro della contemporaneità tra il lino della sacra Sindone e Gesù, è la presenza - seppur da alcuni contestata - delle impronte di due monetine (prutot) poste sulla fronte e sull'occhio dell'uomo della Sindone.

Si tratta di due monete coniate da Ponzio Pilato (il nome dice qualcosa?) a nome di TIBEPIOY KAICAPOC (Tiberio Cesare) emesse tra il 26 e 36 dopo Cristo.

 

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Altro tassello numismatico a conferma, se non altro della contemporaneità tra il lino della sacra Sindone e Gesù, è la presenza - seppur da alcuni contestata - delle impronte di due monetine (prutot) poste sulla fronte e sull'occhio dell'uomo della Sindone.

Si tratta di due monete coniate da Ponzio Pilato (il nome dice qualcosa?) a nome di TIBEPIOY KAICAPOC (Tiberio Cesare) emesse tra il 26 e 36 dopo Cristo.

 

attachicon.gifPrutah di Ponzio Pilato.jpg    attachicon.gifPrutah di Ponzio Pilato 2.jpg

 

Mi sorge un interrogativo. Ma le monete furono poste sugli occhi in ossequio alla religione greco-romana che vuole che il defunto dovesse pagare con due monete il passaggio di Caronte per l'Ade? Tradizione pagana sul corpo di Nostro Signore?

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Mi sorge un interrogativo. Ma le monete furono poste sugli occhi in ossequio alla religione greco-romana che vuole che il defunto dovesse pagare con due monete il passaggio di Caronte per l'Ade? Tradizione pagana sul corpo di Nostro Signore?

La cosa non è chiara. I Vangeli non descrivono i particolari della sepoltura, quindi nulla vieta che al momento della sepoltura si fosse ritenuto di dover rispettare una tradizione o un'usanza di cui magari non si aveva più cognizione del significato.

 

Questa non è una cosa insolita; non sono pochi oggi, ad esempio, coloro che ritengono il venerdì 13 da evitare così come la camera 17 negli alberghi, ma quanti sanno che il venerdì 13 è giorno considerato infausto perchè in quel giorno avvenne l'arresto dei Templari? E quanti sanno che  il 17  è considerato nefasto perchè era il numero della legione completamente distrutta nella foresta di Teutoburgo, così che Augusto ordinò che tale numero non dovesse essere attribuito a nessun'altra legione?

 

Del resto gli unici testi che ci descrivono la vita di Gesù sono i 4 Vangeli, che ovviamente, avendo lo scopo di divulgare le idee di Gesù, ce ne narrano la vita spirituale e religiosa, non i dettagli della vita quotidiana.

 

Non dimentichiamo che siamo in un momento in cui il cristianesimo è ancora in nuce, gli apostoli ed i (pochi) seguaci rimasti dopo l'arresto e la crocifissione sono incerti, smarriti, avendo perso la loro guida.

 

E' in seguito che il cristianesimo si struttura con regole precise, comprese le modalità delle sepolture.

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Ho letto  l'intervento di @@andreakeber ed il link.

Non vi è dubbio che la discussione sulla Sindone sia viziata da pesanti preconcetti.

 

E' vero, la questione delle monetine, ma credo di averlo premesso io stesso, ha degli elementi che possono lasciare delle perplessità; tuttavia non è che possiamo dire che, faccio un piacevole esempio, la  Bellucci è brutta perchè ha un capello spettinato. Leviamo le prutot. Non esistono. Sono una bufala.

 

Ma non si possono spacciare i prelievi (e le analisi) al C14, come fa il testo cui rimanda il link, per interventi scientificamente corretti e considerare quei risultati - si badi bene, ripensati anche da alcuni di coloro che li avevano effettuati - come definitivi.

 

Dopodichè si può discuterne all'infinito, ma sapendo che mentre la Chiesa non si è mai esposta nel sostenere l'autenticità della Sindone, ci sono gruppi ed associazioni di atei <militanti> alla Odifreddi, che vedono la Sindone come un potente ostacolo da demolire.

 

Ad ognuno è data la possibilità di farsi una propria opinione <in scienza e coscienza>, purchè chiarisca, ad esempio, la strana immagine che compare sulle monete di Giustiniano II e che sarebbe stata "costruita" ben 600 anni dopo.

 

Chiudo tralasciando la questione dei pollini, certo non irrilevante, perchè mi piacerebbe, credo questa fosse l'intenzione dell'amico @@Piakos, restare nel piccolo ambito dei rapporti tra la Sacra Sindone e l'iconografia antica, compresa, ovviamente, quella numismatica.

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Riprendiamo il tema:

sulla storia della santa Sindone sappiamo per storia certa che un sudario con l'immagine impressa di un crecefisso è transitata per Odessa e ivi è rimasta per largo tempo prima di essere traslata a Bisanzio.

I primi tempi del cristianesimo il sudario di cristo rimase probabilmente nascosto, temendo i primi cristiani una sacrilega distruzione o un furto.

Da Gerusalemme su traslato ad Edessa dove molte tracce storiche e citazioni sono concordi sul punto, qui il sudario venne poi ancora occultato nel timore di distruzione o asportazione...addirittura venne dimenticata l'esatta ubicazione del nascondiglio.

Il Sudario venne ritrovato nel VI su indicazioni oniriche e metafisiche ed in occasione dell'assedio persiano di Corsroe I alla città il campo del re persiano prese fuoco e il suo esercito dovette ritirarsi...dopo che il sudario di cristo venne portato in processione all'interno delle mura della città.

Ed è proprio in quest'epoca, nel 692 d.C. che una prima moneta con il volto sindonico è comparsa. Si tratta in assoluto del primo volto di Cristo: un solido fatto coniare da Giustiniano II, che riporta numerosi dettagli riscontrabili solamente da chi avesse avuto modo di osservare la Sindone:

- tumefazioni delle guancie;

- capelli e barba fortemente asimmetrici;

- naso rotto;

ecc.

Dopo altre vicissitudini la reliquia da odessa venne portata definitivamente a Costantinopoli il 15.08.1944.

Successivamnete nel 1204 DURANTE IL SACCO, AL TERMINE DELLA IV CROCIATA LA SINDONE SCOMPARVE DA COSTANTINOPOLI.

 

Torneremo al nostro argomento in topic con il prossimo post...

 

(Continua...)

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@@Piakos, aggiungo a quanto hai giustamente evidenziato, che il telo sindonico è illustrato nel <Codice di Pray> conservato a Budapest e datato alla fine del XII secolo e in una miniatura del <Codice Skylitzes> di Madrid (XIII sec.) dove viene  rappresentato l'arrivo del Mandylion a Costantinopoli.

 

Se la Sindone fosse, come dicono i dati dell'analisi estremamante opinabile al C14, databile tra il 1260 edil 1390 ci troveremmo di fronte ad uno scoop eccezionale, essendo i due codici nettamente antecedenti!

 

Macchina del tempo nell'alto medioevo?

 

Il punto vero, dal quale non possiamo prescindere, è che i credenti (e con loro la Chiesa) credono indipendentemente e a prescindere dalla Sindone, mentre gli atei militanti hanno bisogno di negarla.

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Vorrei segnalare il libro di Giulio Fanti, professore dell'università di Padova, La Sacra Sindone di Gesù Cristo, in cui viene analizzato anche l'aspetto delle fonti numismatiche. 

 

Arka

si l'ho letto anch'io, ma per dovere di imparzialità, segnalo anche: Sindonestoria e leggende di una reliquia controversa  di Andrea Nicoletti

l libro sulla Sindone di Andrea Nicolotti: tre recensioni

PUBBLICATO MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 • SCRITTO DA MARIANO TOMATIS

Per chi se le fosse perse, ecco tre recensioni del miglior libro sulla Sindone mai pubblicato: sono apparse sui principali quotidiani italiani a firma di Paolo MieliSergio Luzzatto eAdriano ProsperiIl libro non si trova nel bookshop ufficiale a disposizione dei pellegrini in visita a Torino; eppure si tratta del lavoro più documentato e approfondito a oggi disponibile: una lettura che mi ha letteralmente incantato per erudizione, ampiezza e metodo.

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si l'ho letto anch'io, ma per dovere di imparzialità, segnalo anche: Sindonestoria e leggende di una reliquia controversa  di Andrea Nicoletti

l libro sulla Sindone di Andrea Nicolotti: tre recensioni

PUBBLICATO MARTEDÌ 2 GIUGNO 2015 • SCRITTO DA MARIANO TOMATIS

Per chi se le fosse perse, ecco tre recensioni del miglior libro sulla Sindone mai pubblicato: sono apparse sui principali quotidiani italiani a firma di Paolo MieliSergio Luzzatto eAdriano ProsperiIl libro non si trova nel bookshop ufficiale a disposizione dei pellegrini in visita a Torino; eppure si tratta del lavoro più documentato e approfondito a oggi disponibile: una lettura che mi ha letteralmente incantato per erudizione, ampiezza e metodo.

 

 

Dove è possibile repererirla...

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So bene di entrare in un terreno delicatissimo, quindi, a proposito dei tre commenti al libro - che peraltro contiene strafalcioni evidenti - mi limito a rilevare che almeno due commentatori su tre non sono nè possono essere obiettivi.

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Buon giorno a tutti. Ho gia uno studio analitico molto puntuale di una studiosa italiana sulla sindone, il quale già di per sè sarebbe sufficiente, ma vorrei leggere anche altri pareri ed altre interpretazioni, come ad esempio cosa dice Andrea Nicoletti nel suo libro. Sapete se è possibile e dove trovarlo? Grazie ad Alfredo per la segnalazione.

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.... ho fatto una ricerca veloce su google e il testo citato da Alfredo pare che sia reperibile abbastanza facilmente. Grazie comunque.

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Riprendiamo il tema in topcic e ripetiamo (repetita iuvant):

....un sudario con l'immagine impressa di un uomo morto per essere stato crecefisso è transitata per Odessa e ivi è rimasta per largo tempo prima di essere traslata a Bisanzio.
I primi tempi del cristianesimo il sudario di cristo rimase probabilmente nascosto, temendo i primi cristiani una sacrilega distruzione o un furto.
Da Gerusalemme su traslato ad Edessa dove molte tracce storiche e citazioni sono concordi sul punto, qui il sudario venne poi ancora occultato nel timore di distruzione o asportazione...addirittura venne dimenticata l'esatta ubicazione del nascondiglio.
Il Sudario venne ritrovato nel VI su indicazioni oniriche e metafisiche ed in occasione dell'assedio persiano di Corsroe I alla città il campo del re persiano prese fuoco e il suo esercito dovette ritirarsi...dopo che il sudario di cristo venne portato in processione all'interno delle mura della città.
Quell'immagine fu visibile agli artisti bizantini e non solo....
Ed è proprio in quest'epoca, nel 692 d.C. che una prima moneta con il volto sindonico è comparsa. Si tratta in assoluto del primo volto di Cristo: un solido fatto coniare da Giustiniano II, che riporta numerosi dettagli riscontrabili solamente da chi avesse avuto modo di osservare la Sindone:
- tumefazioni delle guancie;
- capelli e barba fortemente asimmetrici;
- naso rotto;
ecc.

 

Postiamo ora l'immagine di un particolare conio di quel periodo, sotto Giustiniano II, che mostra il naso storto con una curvatura simile a quella del naso, evidentemente rotto, della sindone.

 

post-208-0-89791900-1447196156_thumb.jpg post-208-0-29918900-1447195577_thumb.jpg

 

ma vediamo anche la forte somiglianza con l'immagine sindonica:

l'occhio destro con la palpebra rialzata e il sinistro semichiuso, per le percosse;

la barba e i capelli, sono entrambi copiosamente carenti sul lato destro del volto. Questo particolare sarà poi presente in tutte le monete con l'immagine di cristo fino al 1400.

Inoltre i capelli asimmetrici della sindone sono sono molto più lunghi alla sinistra del volto, come nella moneta da noi postata e cadono sulla spalla. 

Con varie tecniche sperimentate e credibili si è comuqnue scoperto che i punti di contatto tra la moneta in foto e ka sindone sono ben 168.

Non credo ci sia altro da dire...

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Come sempre @@Piakos interviene in maniera chiarissima; aggiungo solo, ad abundantiam,  il piccolo ciuffetto che compare al centro della fronte e che riprende la traccia di sangue che cola dalla ferita causata dalla corona di spine (altra coincidenza tra le torture subite dall'uomo della Sindone e la narrazione relativa ai dettagli della Passione!).

 

Teniamo conto, infatti, che solo dal primo Novecento abbiamo una visione nitida della Sindone, grazie alla scoperta che il negativo è in realtà "positivo"; all'epoca di Bisanzio la visione della Sindone era forse più nitida di oggi ma comunque più "sbiadita" di quanto consenta, appunto, il negativo fotografico.

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