Lugiannoni

Ha senso parlare di etica nelle raccolte numismatiche?

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Nell'ultimo numero de <Il Giornale della Numismatica on line> ho trovato questo articolo che mi ha intrigato, spingendoci a riflettere su di un tema che qualche volta - lo confesso - mi sono posto anch'io.

 

In sintesi:

il prof. K.D. Goldberg, storico dell'Università di Atlanta si chiede quanto sia "neutro" acquistare una moneta emessa da chi, personaggio storico, Stato o Compagnia abbia in qualche modo bagnato di sangue quelle monete o il metallo con cui sono state coniate.

 

Il tema, tutto sommato, spinge indietro nel tempo la stessa logica con la quale oggi respingiamo, ad esempio, i così detti "diamanti di sangue".

 

E' pur vero che basandoci su questo ragionamento i campi sui quali spaziare per la propria collezione si restringerebbero in maniera esponenziale; niente collezione di monete romane, primo esempio di proto-imperialismo mondiale, per non parlare poi di imperatori particolarmente efferrati alla Nerone o Caligola o Caracalla o altri (quasi tuttti!).

 

Via via che ci avviciniamo alla nostra epoca poi, a seconda delle idee religiose e/o politiche di ciascuno, potremmo avere dei seri problemi a collezionare monete della Compagnia delle Indie, della Germania, della Russia, di Umberto I, di Leopoldo del Belgio ma anche dello Stato della Chiesa, per non parlare dei terribili gettoni-denaro in uso nei campi di sterminio, ecc., ecc.

 

Messa così, è chiaro, la cosa si risolverebbe soltando collezionando..... scatole di fiammiferi!

 

Allora chi vuol collezionare monete deve passar sopra a tutto ciò, collezionando e "leggendo" la moneta esclusivamente con il distacco con cui lo storico legge un documento?

 

In buona parte è così, ma siamo proprio sicuri che le nostre collezioni siano assolutamente "oggettive" oppure, magari inconsciamente, scegliamo questa tematica invece dell'altra proprio sulla base di preferenze, o ripugnanze, di tipo etico?

 

@@Piakos

@@Admin

@@Neapolis

@f.dc

@@carledo49

@@francesco77

e tutti gli altri che mi scuseranno se non li cito, che ne pensate?

 

http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=6877

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Màh!

Che ti debbo dire Luciano?

hai fatto bene a postare la singolare posizione di questo prof.

Io non la condivido...anzi, detto in confidenza...appare una fesseria.

Cosa può entrarci un documento storico ed artistico come una coniazione...con le malefatte dell''emittente?

A volerla dire più esplicita...la moneta da sempre è lo strumento del diavolo di cui, come noto, non è possibile cambiare la natura.

Quasi sicuro, per converso, che se lo cerchi e lo frequenti (in tante occasioni che la vita può rendere disponibili) è lui che cambierà te.

Su questa base le monete sarebbero tutte uguali...e andrebbero evitate.

;)

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E' giusto seguire l'etica, non solo nel collezionismo. Ma deve essere un'etica ragionata, non estremista. Etica è la persona non l'oggetto, che di per se è assolutamente neutro. Quindi non vedo problemi a collezionare monete di Nerone (a proposito, siamo proprio così sicuri che fosse così cattivo...?), mentre ne vedo a comprare palloni da calcio fatti da bambini sfruttati.

 

Arka

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Interessante, dscorso abbastanza soggettivo e secondo me dipende da chi ti "inizia" alla Numismatica e al collezionismo.

Esprimo il mio pensiero:

 

Se ti stai facendo, o ti sei fatto da solo, senza una guida in famiglia, e questa dovrebbe essere in percentuale la stragrande maggioranza dei collezionisti, nelle prime fasi e nei primi anni, non stai lì a collezionare monete distinguendole tra loro facendo molto caso a questi "elementi" ......non ci fai caso e/o non sei mentalmente e professionalmente preparato per distinguerle in questo senso....anche perchè dovresti avere una competenza storica abbastanza sviluppata, anche a livello territoriale, quindi ti limiti a trovarti, quello che per te è preferibile collezionare e/o quello che ti appasiona di più.

Ma se già in famiglia hai qualcuno che (come tuo padre, tuo nonno, e via discorrendo) ha già collezionato ed ha avuto alle spalle una cultura numismatica, alla quale avrà sicuramente accompagnato un determinato periodo sorico, e/o discende da famiglie radicate in un determianto territorio (e sappiamo qanto era frantumata nel passato l'intera europa), con ideologie diverse dalle altre, ecc.ecc....ecco che il discorso cambia radicalmnete.

Ci sono moltissimi casi (ne conosco personalmente e si notano anche nei forums) come questi.....e questi altrochè se non ne tengono conto.      

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Non  riesco a separare l'etica dall'estetica, suo presupposto essenziale. Per me la moneta è opera "dell'arte dell'uomo" e cito Tommaso D'Aquino: " Tommaso d'Aquino definisce l'opera d'arte in sé né morale né immorale, lo diventa solo se aiuta l'uomo nel suo perfezionamento o ve lo distoglie. Come in Platone, l'arte distingue un bello "formale", che si ferma alla sola bellezza, e un bello "integrale", che partecipa nel contempo alla bellezza e al bene"

L'inciso l'ho tratto da wikipedia, la memoria mi difetta.

Per quello che ho capito, sicuramente male e parzialmente in piu' di trenta anni di frequentazioni numismatiche, la moneta rappresenta in plastica sintesi il suo tempo; sintesi di valori, cultura materiale e " astratta" e conoscenze. 

Per me questo vale. Il tiranno sanguinario è un inevitabile "accidente" della Storia che esalta la bellezza e la forza evolutiva dell'Uomo.

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Innanzitutto sono piacevolmente colpito dal fatto che la "provocazione" abbia suscitato interesse e lo sono ancora di più per la razionalità e la logica dei vari interventi.

 

A questo punto, visto che nel mio intervento ero stato volutamente neutrale, voglio dire come la penso.

 

La posizione del prof. americano - una "fesseria" dice l'amico @@Piakos -  mi pare molto "americana" nel senso che è  più moralistica che morale. Infatti la moneta - non mi riferisco ovviamente a quella corrente -  è, prima di essere investimento o oggetto da collezionare, ecc., un prezioso documento storico e come tale va trattato.

 

Con la logica moralistica invece il professor Goldberg, che insegna storia e filosofia, sarebbe costretto a fare un corso pieno di vistose lacune, saltando a piè pari, che so, l'Inquisizione o la guerra dei trent'anni!

 

Anche il paragone con i "diamanti di sangue", che avevo insinuato provocatoriamente, ovviamente non regge: non comprare quei diamanti oggi significa bloccarne il commercio, non collezionare una moneta di una compagnia schiavista non incide su quanto avveniva secoli fa!

 

Condivido l'opinione di @@Arka e @f.dc (e con lui il Doctor Angelicus) sulla neutralità dell'oggetto che non va mai confuso con il significato o l'azione che l'uomo compie usandolo. Citando a mia volta Trotsky, un fucile non è nè rivoluzionario nè reazionario, lo è chi lo usa.

 

Altra cosa sono il proprio gusto, la propria simpatia (o antipatia) per un personaggio o un periodo storico o addirittura, come dice correttamente Pietro, la presenza di una raccolta già impostata.

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Nell'ultimo numero de <Il Giornale della Numismatica on line> ho trovato questo articolo che mi ha intrigato, spingendoci a riflettere su di un tema che qualche volta - lo confesso - mi sono posto anch'io.

 

In sintesi:

il prof. K.D. Goldberg, storico dell'Università di Atlanta si chiede quanto sia "neutro" acquistare una moneta emessa da chi, personaggio storico, Stato o Compagnia abbia in qualche modo bagnato di sangue quelle monete o il metallo con cui sono state coniate.

 

Il tema, tutto sommato, spinge indietro nel tempo la stessa logica con la quale oggi respingiamo, ad esempio, i così detti "diamanti di sangue".

 

E' pur vero che basandoci su questo ragionamento i campi sui quali spaziare per la propria collezione si restringerebbero in maniera esponenziale; niente collezione di monete romane, primo esempio di proto-imperialismo mondiale, per non parlare poi di imperatori particolarmente efferrati alla Nerone o Caligola o Caracalla o altri (quasi tuttti!).

 

Via via che ci avviciniamo alla nostra epoca poi, a seconda delle idee religiose e/o politiche di ciascuno, potremmo avere dei seri problemi a collezionare monete della Compagnia delle Indie, della Germania, della Russia, di Umberto I, di Leopoldo del Belgio ma anche dello Stato della Chiesa, per non parlare dei terribili gettoni-denaro in uso nei campi di sterminio, ecc., ecc.

 

Messa così, è chiaro, la cosa si risolverebbe soltando collezionando..... scatole di fiammiferi!

 

Allora chi vuol collezionare monete deve passar sopra a tutto ciò, collezionando e "leggendo" la moneta esclusivamente con il distacco con cui lo storico legge un documento?

 

In buona parte è così, ma siamo proprio sicuri che le nostre collezioni siano assolutamente "oggettive" oppure, magari inconsciamente, scegliamo questa tematica invece dell'altra proprio sulla base di preferenze, o ripugnanze, di tipo etico?

 

@@Piakos

@@Admin

@@Neapolis

@f.dc

@@carledo49

@@francesco77

e tutti gli altri che mi scuseranno se non li cito, che ne pensate?

 

http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=6877

 

Ciao Luciano @@Lugiannoni , sono d'accordo con il professorone, mettiamo al bando le monete e le medaglie sabaude post 1861, sappiamo che l'economia del neonato Regno d'Italia si baso esclusivamente sul saccheggio delle ricchezze del sud Italia, quindi, al via la raccolta di firme ....... eh eh eh eh ..... magari! 

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Per ritornare sul tema dell'etica nel collezionismo...

un numismatico ha acquistato la medaglia del premio nobel di Quasimodo messa in vendita a Torino e aquistata per 100.000 euro

 

era etico vendere la medaglia?

era etico mettere all'asta la medagla da parte della Casa d'Aste?

era eitco acquistare e poi probabilemte rivendere?

 

così giusto per discutere, qui non si vogliono dare lezioni di morale a nessuno

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Una doppia risposta per @@Admin e @@francesco77.

 

@@Admin, secondo me in questo caso la responsabilità "etica" stava tutta e sola nel venditore. Se il figlio - per suoi motivi insindacabili - ha deciso di far "fruttare" la medaglia del padre non è migliore o peggiore di chi,  ad esempio, mette all'asta la collezione di decadrammi di Siracusa (ovviamente il mio è un esempio inventato) messa insieme con tanto amore e con tanta spesa dal padre deceduto.

 

Altra cosa è la questione posta da @@Francesco 77.

La sua ironia nei confronti del prof. americano è giusta e la condivido; si tratta di una forma ipocrita di puritanesimo tipico della mentalità americana e che, se applicato correttamente, visto i guai che gli USA hanno seminato qua e là, se fosse coerente il prof. si dovrebbe rifiutare di riscuotere lo stipendio perchè in dollari USA! 

Per quanto riguarda i Piemontesi, concordo in buona parte, anche se i Borboni non erano certo degli stinchi di santo, specie Ferdinando IV e consorte... :)

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Concordo con Luciano per la sostanza.

 

Una doppia risposta per @@Admin e @@francesco77.

 

@@Admin, secondo me in questo caso la responsabilità "etica" stava tutta e sola nel venditore. Se il figlio - per suoi motivi insindacabili - ha deciso di far "fruttare" la medaglia del padre non è migliore o peggiore di chi,  ad esempio, mette all'asta la collezione di decadrammi di Siracusa (ovviamente il mio è un esempio inventato) messa insieme con tanto amore e con tanta spesa dal padre deceduto.

 

Altra cosa è la questione posta da @@Francesco 77.

La sua ironia nei confronti del prof. americano è giusta e la condivido; si tratta di una forma ipocrita di puritanesimo tipico della mentalità americana e che, se applicato correttamente, visto i guai che gli USA hanno seminato qua e là, se fosse coerente il prof. si dovrebbe rifiutare di riscuotere lo stipendio perchè in dollari USA! 

Per quanto riguarda i Piemontesi, concordo in buona parte, anche se i Borboni non erano certo degli stinchi di santo, specie Ferdinando IV e consorte... :)

 

Ma, se vogliamo dirla tutta:

 

- la unione degli Italiani compiuta sino al sud, tramite i bersaglieri e la cavalleria piemontese...non è stato un risorgimento ma una guerra di conquista. Su questo temo ci siano pochi dubbi...anzi, ormai, nessuno.

Il sud e Napoli in particolare, avrebbero alla fine trovato la loro strada senza dover subire una tragedia e un'imposizione. Mi rammento che di queste cose si discuteva a suo tempo anche su un'altro Sito Numismatico,  ma arrivò il "suggerimento" di evitare di parlarne e di fare moderazione stretta su queste cose. In poche parole: i cuori e i cultori del sud non sembravano simpatici: apparivano essere valutati come revanchisti, neoborbonici, scassatori...tutti in una sezione ritenuta anch'essa polemica e difficile. Tanto che alla fine ci trovammo senza una location.

Adesso sembra che faccia comodo tollerarne una in piedi...i tempi cambiano e tutti sono in affanno o rischiano una crisi. Si cercano adepti e consensi...il mercato ha le sue dinamiche ineludibili quando si punta sulla quantità.

Frequentarla? 

Potrebbe far comodo...ma, ad essere coerenti  ;), dubito che il fondo e le idee editoriali siano cambiate.

:)

@@francesco77 @@Layer @@Sannio @@Neapolis e gli altri amici appassionati della loro storia e delle monete di Napoli.

 

- Per l'etica nella numismatica mi e vi chiedo. Come tutti sapete l'ambiente è difficile, non rimanere spesso delusi dagli acquisti è quasi impossibile per il comune collezionista ( e a volte anche per chi crede di intedersene), ci devono rimettere sempre gli operatori; per la serie: paga il biglietto di ingresso e poi non ti lamentare. 

Peraltro è nota la diffusione di falsi, riparazioni, restauri, difetti celati o non dichiarati. E' noto anche il rapporto difficile del collezionista o dell'appassionato con  il Ministero competente e con le Soprintendenze...atteso che le autorità spesso sparano nel mucchio e rendono problematica la gestione privata delle monete.

Inoltre ci sono dei Trafficanti che pur di guadagnare sono vivaci e intraprendenti...sicuramente si creano pochi problemi.

Alla fine forse si salva solo chi compra cose eccezionali con estrema attenzione e chiedendo moltissimi pareri e consulenze...ma così favorendo la lievitazione dei prezzi.

Scusate: ma c'è un'etica in numismatica?

E di cosa vuole parlare questo americano?

;)  :)

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Guest

@@Piakos E' etico che un professore , il cui scopo è progredire nelle scienze , siano esse umane , sociali , o strettamente definibili tali ( chimica , fisica e via dicendo ) , faccia asserzioni del genere ? , domanda retorica che risponde a mio personale parere al nocciolo della questione . 

 

La storia non si giudica e con essa ciò che la rappresenta . 

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Direi di no...altrimenti anche Hitler è stato comunque un genio fino a quando, la genialità lo ha  fatto uscire completamente di senno.

Anche questo potrebbe essere un esercizio alla Gorgia o alla Protagora.

Per la verità lo hanno detto per primi gli storici inglesi...io non c'entro!

;):)  :D

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Ritorno sull'argomento, visto che l'ho sottoposto alla vostra attenzione, confessando che mi sento abbastanza incerto.

 

Da un lato infatti sono consapevole che usare il metro etico, come ho già avuto modo di dire, di fatto impedirebbe l'acquisto del 90%  delle monete, da Roma ai tempi odierni.

 

D'altro canto non penserei mai di acquistare una moneta di Ferdinando IV Borbone (mi perdonino gli amici napoletani :))) o di Nicola II o di Leopoldo II del Belgio (per chi non lo sapesse il Congo era sua proprietà personale e le sue politiche di sfruttamento causarono la morte di 2.000.000 di abitanti su 15.000.000!).

 

Tuttavia, ed ecco la mia contraddizione, acquisterei senza problemi, un fiorino di camera di papa Borgia o un ban di Vlad III Tepes "L'impalatore" o una pezza da otto di Filippo II di Spagna!

 

E allora come se ne esce?

 

Io credo l'unica soluzione sia quella di collezionare le monete che ci piacciono, magari scansando, tra le centinaia di tematiche possibili, quelle con la presenza di personaggi che, per motivi personali e non sempre logici e coerenti (vedi sopra), ci restano insopportabili alla vista! ;)

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