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Piakos

LE MONETE DEL REGNO E DI VITTORIO EMANUELE III REGINE DEL COLLEZIONISMO NUMISMATICO IN ITALIA

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Cari amici,

dobbiamo dare atto che le monete in topic sono quelle che vantano nel nostro paese il maggior numero di appassionati...al punto che, pur essendo queste monete abbondanti sul mercato, sembrerebbero essere costantemente assorbite dagli appassionati.

Comprese quelle che passano per esser rare...come il 5 lire del 1914 o le 100 lire (oro) del 1903 aquila sabauda.

Ne vediamo, anche in più esemplari, ad ogni asta e continuano ad essere sufficientemente acquisite.

Peraltro - e per la maggior parte dei pezzi coniati - trattasi di monete seriali, dove la differenza è data per lo più dall'anno di emissione o dalle prove.

Infine occorre evidenziare che è passato abbastanza tempo dalla loro emissione per cui sta venendo meno il lato passionale/commemorativo per chi quegli anni li ha vissuti...anche da giovanissimo.

Peraltro non potremmo nemmeno ridurre il tutto ad un fatto nazionale o di bandiera, in tempi in cui anche la nazionale di calcio non ruba più il sonno agli italiani come una volta.

Sembrerebbe una sorta di mistero.

Non è che, per caso, queste monete (oltre qualche centinaio di collezionisti) se le vendono e se le comprano gli operatori tra di loro?

Sarebbe interessante sentire qualche parere...

 

@@Alberto Varesi

@@ilnumismatico

@@danieles1981

@@Admin

@@Giov60

@@carledo49

@@Lugiannoni

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Vero, ci sono monete "di successo" che riscuotono sempre successo, totalizzando cifre ben superiori alla effettiva rarità ma....così va il mercato.

Lo scudo del '14 ne è probabilmente il miglior esempio: è una bella moneta, per molti la più bella dell'intero '900 e.....tutti la bramano.

Sono certamente tante le transazioni tra commercianti, ma questo avviene unicamente perchè si tratta di esemplari richiesti, di facile vendibilità; nessuno compra pezzi "ostici", se non a prezzo stracciato.

Non credo comunque che questo influenzi le valutazioni; sono solo, come dicevo prima, la conseguenza di un mercato interessato a quelle tipologie.

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Le risposte di Fabrizio e di Alberto sono esaustive.

Si dovrebbe concludere che, probabilmente, non c'è alcun mistero tecnico...forse resta un mistero legato alla psicologia degli appassionati.

Ancor meglio si deve concludere che una diecina di monete fatte coniare dal Re numismatico sono indubbiamente tra le più belel del '900.

In parte ne abbiamo parlato qui:

http://www.tuttonumismatica.com/topic/1637-le-100-lire-oro-aquila-sabauda-aratrice-fascione-e-vetta-ditalia/

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Mi chiedo tuttavia come è possibile che una moneta del 1936 possa raggiungere quotazioni da quadrupla del '600:

 

https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2237&category=45046&lot=1895370

 

per caso alla prossima asta di @@Alberto Varesi... :) al quale anche chiediamo un parere essendo nota l'onestà intellettuale di Alberto anche se, in questo caso,  è l'oste che propone il suo vino. :)

 

Ok per la rarità...tuttavia la moneta non è stilisticamente proprio un capolavoro e nemmeno un pezzo d'arte. S.M. ordinò di meglio ai suoi incisori. 

Credo che qui potrebbe entrare un gioco da investitori?

@@ilnumismatico che ne pensi?

Ricordo che in parte hai già risposto in altro topic che adesso non rammento, ma l'aspetto dell'investimento per questa moneta credo potrebbe giocare un ruolo non secondario.

Il fatto è: ma una moneta del genere è un assegno circolare? Nel senso che in futuro continuerà ad apprezzarsi al punto da azzerare le commissioni (di ingresso prima e di uscita dopo) che si pagano in asta?

Una risposta dubitativa (anche in presenza di un mercato non in crisi) equivarrebbe a una negativa.

;)

Uno dice: ma le monete si comprano per passione!

Okkei...ma se la mettiamo così...a 35.000 euro si possono acquisire cose un pochino più fascinose e interessanti.

Una bella quadrupla (come la fontana di Innocenzo XII) in q.fdc...sicuro che costa meno.

Un altro dice: si ma chi fa le sabaude se ne buggera delle quadruple...

Okkei...allora mi arrendo.

:)

Questa sarebbe materia anche per @@carledo49 che, da qualche tempo, è meno presente in questo Sito che, tuttavia, ha contribuito a fondare. Un altro mistero... :)  per inciso e per mera occasione mi consento di parlarne perchè proprio adesso che TN si sta vivacizzando... dovrebbero aumentare le curiosità e  le motivazioni.

Carloooooooooooooooooo!

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Non ho mai avuto una particolare passione per le monete di VE III, ma un invito alla discussione fatto dall'amico @@Piakos è di quelli <che non si possono rifiutare> (Il Padrino-parte I).

 

Battutacce a parte, a chi come me ha il gusto delle differenze di conio, della nesima variante (vedi, per fare un esempio a me vicino, i quattrini di Nicolò Ludovisi) e,perchè no, della mezza giornata a decifrare un motto o un data, le monete del '900  suscitano poca emozione.

 

L'unica differenza stà nello stato di conservazione, e qui siamo subito ad uno dei punti dolenti.

 

La monetazione di VE III è stata e resta una di quelle "facili da iniziare", ha ragione @@ilnumismatico ; chi , da ragazzo, non ha trovato in casa, in qualche cassetto, alcuni soldini da 50 ct. o una liretta d'argento? Se c'è la curiosità e la passione il passo è breve.

 

Poi, crescendo, e con qualche soldarello in tasca, si inizia ad acquistare in un crescendo di pezzi sempre più cari e  rari, perchè il "difetto" di una collezione del genere, è principalmente quello di essere "definita", "chiusa"; se la vuoi fare sul serio, le devi avere tutte e tutte sono individuabili in un numero ben definito e preciso; io, sempre per fare un esempio diretto, so non non potrò mai, anche fossi Paperon de' Paperoni, avere TUTTE le monete di Piombino, e questo fa sì che non abbia la frenesia di completare la collezione, costi quel che costi.

 

Quanto ho così sommariamente accennato, aggiunto al fatto ovvio che le monete nazionali sono per mille altre ragioni le più collezionate, crea un problema: la domanda è superiore all'offerta e questo ha come conseguenza una lievitazione continua dei prezzi, come ha accennato, con molta semplicità, @@Alberto Varesi, riferendosi allo scarto spesso esistente tra prezzo ed effettiva rarità.

 

Poi, è chiaro, si possono introdurre dei "correttivi", ma questi sono generalmente al rialzo (si tesaurizzano alcune monete o si centellina la loro comparsa sul mercato).

 

A tutto questo, naturalmente, si aggiungono coloro, specie in tempo di crisi, che considerano le monete, certe monete, dei beni rifugio, "drogando" in qualche misura un mercato che già qualche problemuccio ce l'ha......e gettando nella disperazione chi sa che non potrà mai arrivare alle mitiche 5 lire del 1914 se non vincendo all'Enalotto!

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P.S.

Mi accorgo con dispiacere che comincio ad essere verboso. Cercherò di rimediare! :D

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P.S.

Mi accorgo con dispiacere che comincio ad essere verboso. Cercherò di rimediare! :D

 

Ma no...perchè?

Va bene!

:)  ;)

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Credo che qui potrebbe entrare un gioco da investitori?

@@ilnumismatico che ne pensi?

Ricordo che in parte hai già risposto in altro topic che adesso non rammento, ma l'aspetto dell'investimento per questa moneta credo potrebbe giocare un ruolo non secondario.

Il fatto è: ma una moneta del genere è un assegno circolare? Nel senso che in futuro continuerà ad apprezzarsi al punto da azzerare le commissioni (di ingresso prima e di uscita dopo) che si pagano in asta?

 

 

Domanda più che lecita, a cui non è facile rispondere.

provo a farlo con un dato di fatto: un'apetta di un millesimo comune, cosa dai 20 ai 30 euro (ovviamente parlo di conservazione FdC).

Una spiga, sempre millesimo comune, si attesta sui 20, ma potrebbe fare qualche eurino di più a volte.

E parliamo di monete spicciole, coniate in milioni di esemplari, a momenti (estremizzo con un esempio assurdo, ma che fa riflettere) è più semplice

trovare l'apetta che scegliere un maglione... ed il maglione desiderato si trova anche in saldo, mentre l'apetta a meno di 20€ molto difficile.

Che vuol dire?

A mio personale parere, che tutta la monetazione di VEIII mantiene comunque un certo prezzo (mettiamo da parte il discorso quando: quando vendi non prendi i tuoi soldi e via dicendo), sin nelle tipologie più "povere" (virgolettato d'obbligo, l'ape è pur sempre un piccolo capolavoro!).

 

D'accordissimo con te te Renzo che con 30000 e passa euro ci si può divertire con ben altro, ma pezzi del genere hanno decisamente più richiamo di una quadrupla di Carlo V (che stravince su tutto per bellezza, fascino, storia, arte e via dicendo). 

 

Sarà poi un valido e mero investimento per il futuro? Non saprei rispondere... certo, fino ad ora, chi ce li ha spesi i soldi sopra, tanto deluso non è rimasto.

Che sia esteticamente "povera", invece, è un altro paio di maniche, a questo punto, se devo dare un "investimento" similare, mi compro uno scudo del '14 doppio di conservazione media (sempre con tutte le incognite per il futuro... ma finora...)

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Guardate la Nomisma 14 prossima ventura.

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Le monete oggetto del topic sicuramente sono piuttosto diffuse e quindi abbastanza facilmente reperibili nel mercato. Molti iniziano così salvo poi fermarsi di fronte a costosissime rarità, qualche fregatura di troppo o particolari accadimenti nella vita personale.

Io stesso, ma per un fatto puramente casuale (fortuito ritrovamento di un brutto e comunissimo "ramino" di Carlo Felice), mi sono interessato al Regno, inizialmente a quello di Sardegna e successivamente a quello d'Italia per una mera questione di "coerenza collezionistica".

Ma poi si sa, cambiano i gusti, cambiano le mode, l'occhio e le esigenze si affinano profondamente e in corso d'opera si allargano le vedute, piacciono nuove cose e si studiano e si apprezzano nuovi periodi. Non è inconsueto quindi vedere appunto periodi piuttosto distanti tra loro in collezione, nazioni differenti e tematiche altrettanto diverse per affinità politica, temporale e geografica.

Pertanto.......finché ci sarà richiesta, il mercato esaudirà i desideri (e non solo quelli).

Carlo

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Le monete oggetto del topic sicuramente sono piuttosto diffuse e quindi abbastanza facilmente reperibili nel mercato. Molti iniziano così salvo poi fermarsi di fronte a costosissime rarità, qualche fregatura di troppo o particolari accadimenti nella vita personale.

Io stesso, ma per un fatto puramente casuale (fortuito ritrovamento di un brutto e comunissimo "ramino" di Carlo Felice), mi sono interessato al Regno, inizialmente a quello di Sardegna e successivamente a quello d'Italia per una mera questione di "coerenza collezionistica".

Ma poi si sa, cambiano i gusti, cambiano le mode, l'occhio e le esigenze si affinano profondamente e in corso d'opera si allargano le vedute, piacciono nuove cose e si studiano e si apprezzano nuovi periodi. Non è inconsueto quindi vedere appunto periodi piuttosto distanti tra loro in collezione, nazioni differenti e tematiche altrettanto diverse per affinità politica, temporale e geografica.

Pertanto.......finché ci sarà richiesta, il mercato esaudirà i desideri (e non solo quelli).

Carlo

 

 

Ciao Carlo.

perdona se prosaicizzo la numismatica che piace a noi...ma, come sai, un forum deve essere fatto anche di questi temi...quindi chiedo alla tua non comune esperienza...ma una moneta come questa:

 

https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2237&category=45046&lot=1895370

 

ha comunque un futuro SOLIDO...o può essere una moda, tradotto in soldoni:

i 35.000 e passa euro che può venire a costare sono consolidati e andranno poi a lievitare con buona probabilità?

Perchè fuori da questa ottica non riesco proprio a capire come ci si possano mettere sopra...tranne tre o quattro super collezionisti del settore...che forse già la posseggono.

Non credo che altri siano super appassionati con capacità di spesa...cioè mani forti, più probabilmente li possaimo definire investitori? Cioè gente che diversifica il patrimonio,,,   e giù di lì.

Gli appassionati del Regno a questi prezzi, che io sappia (ma forse non so abbastanza), recedono.

:(

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Francamente sono monete che sono ben lontane dalla mia portata e persino della stragrande maggioranza dei collezionisti puri e talebani del Regno. Diciamo che un razionale sarebbe mettere in collezione il 100 lire littore del 1° tipo, quello del '36 (XIV), giusto per intenderci. Già questo tipo di monete (che considero non circolate) non mi ha mai attratto (come pure le prove ed i progetti), se poi il possesso dell' "unicum" vale quasi quanto una intera collezione.....beh, francamente passo la mano e mi dedico ad altro. Consideriamo però i pochissimi che lo vogliono a tutti i costi e che se lo possono permettere: sono costoro animati dalla purezza del collezionismo numismatico o la molla che li spinge a simili acquisti è di altro genere, giusto eufemismo per non dire speculazione? Una siffatta moneta sicuramente continuerà ad avere mercato importante fino a quando la numismatica sarà sarà brodo di coltura di faccendieri ed affaristi.

Carlo

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Credo che l'amico Fabrizio @@ilnumismatico ha risposto in maniera esaustiva.

Le monete del Regno sono e saranno per molto tempo le più apprezzate. Credo che i motivi sono molteplici:

- sono le prime che ci si trova in casa

- è facile "mettere in piedi una collezioncina" 

- tutto sommato economica per le monete comuni

- è facile raccogliere informazioni di carattere storico che aiutano a capire l'economia del momento

- è ancora più semplice giocare al celo-celo-manca da catalogo.

- è tutto sommato semplice trovare monetone e "trasformare monetine in monetone"

 

E proprio su questi ultimi 2 punti che i commercianti cercano di lavorare. Esatto, lavorare, guadagnare, vender bene la propria professionalità e vender bene la propria merce. Far come quei contadini che riempiono di pesticidi le mele per renderle più belle e venderle meglio.

Senza contare che poi tutti quelli che hanno un po' di volontà e qualche soldo da investire si mettono a periziare e vendere monete del regno, aprendo attività, cercando di guadagnare, trasformando l'hobby di molti campo fertile per lucrare. E da qui, nascono patine artificiali, citazioni quali "eccezionale", o copia-incolla di aggettivi superlativi tra una moneta e un'altra in vendita sulle stesse vetrine degli stessi venditori.

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Ho paura che Daniele abbia centrato l'obiettivo e toccato un nervo scoperto. Il collezionismo numismatico da alcuni lustri si è completamente trasformato scoraggiando ed allontanando diversi appassionati. Non mi piace quello che vedo e la numismatica, come passione, per me è rimasta esclusivamente solo come storia, cultura, bellezza e nulla di più. Il collezionismo ormai è chiuso.

Carlo

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- è ancora più semplice giocare al celo-celo-manca da catalogo.

- è tutto sommato semplice trovare monetone e "trasformare monetine in monetone"

 

E proprio su questi ultimi 2 punti che i commercianti cercano di lavorare. Esatto, lavorare, guadagnare, vender bene la propria professionalità e vender bene la propria merce. Far come quei contadini che riempiono di pesticidi le mele per renderle più belle e venderle meglio.

Senza contare che poi tutti quelli che hanno un po' di volontà e qualche soldo da investire si mettono a periziare e vendere monete del regno, aprendo attività, cercando di guadagnare, trasformando l'hobby di molti campo fertile per lucrare. E da qui, nascono patine artificiali, citazioni quali "eccezionale", o copia-incolla di aggettivi superlativi tra una moneta e un'altra in vendita sulle stesse vetrine degli stessi venditori.

 

 

Ho paura che Daniele abbia centrato l'obiettivo e toccato un nervo scoperto. Il collezionismo numismatico da alcuni lustri si è completamente trasformato scoraggiando ed allontanando diversi appassionati. Non mi piace quello che vedo e la numismatica, come passione, per me è rimasta esclusivamente solo come storia, cultura, bellezza e nulla di più. Il collezionismo ormai è chiuso.

Carlo

 

Da incorniciare. Tristissima ma esatta fotografia  di quel che avviene oggi, in particolare per il regno e parzialmente per le preunitarie. 

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Amici...ho letto poco sopra dei pezzi di storia e, allo stesso tempo, di analisi del mercato numismatico (almeno per il Regno e V.E.III) di rara onestà intellettuale ed incisività.

Complimenti!

Non è da tutti ... e non è per tutti, a meno non si abbia simpatia per questo pur modesto sito che continua su un binario qualitativo e sincero.

Grazie a nome di tutti gli appassionati...senza eccessiva enfasi, ma con riconoscimento.

:)

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P.S.

Il guaio è nel decadimento generalizzato della cultura e dei rapporti umani...nonchè nella potenziazione degli aspetti competitivi in atto. Una crisi obiettiva ed ambientale che permea anche la numismatica. Con tanto di trafficanti e trafficante capo...nei vari periodi caposaldo delle coniazioni.

In tale clima...purtroppo molti compreranno sempre meglio la moneta del 1937 che ho indicato e sempre meno le quadruple di Carlo V o di Innocenzo XI e XII. Per fare solo degli esempi senza citare altre decine e decine di monete che sarebbero da comprare in quanto cariche di storia, fascino ed arte.

Non voglio fare auto promozione ma credo che un Sito come questo in cui scriviamo:

- in qualche modo è un baluardo...e non pochi lo leggono.  :)  

- faremo uno sforzo (notevole) insieme a Claudio perchè anche le interazioni (e non solo le letture) aumentino.

In qualche modo sta già avvenendo.

;)

Se ci crediamo, questa volta ci riusciamo e non è uno slogan!

;)

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Caro Renzo, credo sia difficile dare una risposta alla tua domanda; è qualcosa che attiene alla sfera personale dei gusti, degli interessi.....

Dal mio punto di vista hai certamente ragione, non si può paragonare una splendida quadrupla seicentesca al 100 lire del 1937 (non 1936) oggetto della discussione; per contro credo che chi colleziona monete romane o ancor più splendidi argentei greci possa trovare poca soddisfazione anche nella quadrupla.

Il 100 lire del 1937 è una buona rarità, tipologica, per alcuni sovrastimata e per altri addirittura sottostimata se rapportata ad un 20 lire del 1902, ad esempio.

il nostro è un settore molto eterogeneo e queste differenze sono "il sale della vita", per parafrasare un poeta contemporaneo.

Edited by Alberto Varesi
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