Lugiannoni

Particolarità e anomalie nella monetazione populoniese

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Nei giorni scorsi, nell'ambito dei seminari che d'inverno organizziamo a Piombino come Associazione Archeologica, ho tenuto una piccola conversazione sulle caratteristiche della monetazione populoniese - la più consistente da un punto di vista quantitativo del mondo etrusco - rilevando come tale monetazione si discosti per diversi particolari sia dalle monetazioni coeve sia della Sicilia e Magna Grecia, che, più tardi, da quella romana.

 

In attesa che Claudio, con i suoi "superpoteri tecnologici", inserisca il pdf relativo al power point della discussione (troppo pesante per essere allegato) , poichè al momento le slides erano accompagnate da un commento verbale che non era possibile inserire nelle stesse, do alcune precisazioni in merito.

 

Le prime sei slides sono introduttive alla tecnica di coniazione; seguono cinque slides sulle caratteristiche tipologiche ed estetiche della monetazione greca.

 

A queste seguono  tre slides sulla monetazione romana repubblicana, con particolare riferimento al sistema adottato da diversi triumviri monetari per identificare i conii.

 

Infine la monetazione populoniese con due slides relative alle datazioni dell'inizio.

 

Si passa quindi ad una slide dalla quale risulta come vi sia un notevolissimo divario tra il numero delle monete che conosciamo (prima colonna) ed il numero di tipi; si vede che di ben trentadue tipologie monetarie si conosce per ciascuna un solo esemplare mentre per ben 26 se ne conoscono meno di 5. Ovviamente questo non è spiegabile semplicemente con l'uso di utilizzare il metallo (in questo caso l'argento) per rifonderlo e coniare altri tipi monetali.

 

Nella slide successiva sono esemplificati alcuni tipi con indicati il numero di esemplari noti.

 

Seguono le slides che si concentrano sulla questione dei conii ed alcune considerazioni ed ipotesi, appunto, sulle particolarita delle monete populoniesi.

 

Infine l'ultima slide sintetizza le differenze di carattere estetico tra monete coeve - se non addirittura imitate - del mondo greco con equivalenti coniate a Populonia.

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E allora...non resta che attendere...

: SLOBBER :

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Bellissima presentazione, anche sul piano grafico.

Resta da capire quali erano le occasioni di utilizzo di queste monete coniate in un numero piuttosto limitato, da non avere un grande ruolo nell'economia etrusca.

Sembra che una buona parte delle emissioni etrusche si concentra al tempo delle guerre puniche e quindi, in questo caso, erano un'occasione per inserirsi nel grande circuito monetario legato ai preparativi e alle spese militari, anche se con un proprio apporto piuttosto limitato....?

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Bellissima presentazione, anche sul piano grafico.

Resta da capire quali erano le occasioni di utilizzo di queste monete coniate in un numero piuttosto limitato, da non avere un grande ruolo nell'economia etrusca.

Sembra che una buona parte delle emissioni etrusche si concentra al tempo delle guerre puniche e quindi, in questo caso, erano un'occasione per inserirsi nel grande circuito monetario legato ai preparativi e alle spese militari, anche se con un proprio apporto piuttosto limitato....?

Sulla contemporaneità delle coniazioni populoniesi, specie quelle con Metus, con le guerre puniche non c'è concordanza tra gli studiosi, ma si puo ritenere che le coniazioni più diffuse (Metus, Hercle, Aplu) fossero databili almeno alla seconda metà del IV secolo, visto che il tesoro di Populonia era sepolto da scorie presumibilmente della metà del III.

 

Oltretutto durante le guerre puniche Populonia gravita già nella sfera d'influenza romana e contribuisce con forniture, ovviamente, di ferro, come racconta Livio.

 

Credo, ma la cosa è tutta da indagare, che per ragioni per ora a noi oscure la coniazione di monete avvenisse in maniera non continuativa ma per far fronte ad esigenze dello Stato o di privati in quelli che noi oggi chiameremmo rapporti commerciali con l'estero.

 

Alcuni studi sui conii da me fatti portano ad ipotizzare tirature piuttosto basse rispetto a quanto ci si dovrebbe aspettare per un'economia basata sulla moneta come intermediario economico.

 

Certamente le relazioni economiche con la Magna Grecia, la Sicilia o Cartagine non potevano essere risolte con un semplice baratto con materie prime (ferro, piombo e argento); tuttavia il commercio minuto interno poteva avvenire, forse, ancora per baratto.

 

E' con il III secolo che a Populonia viene coniata moneta in bronzo e questa sì poteva essere destinata all'uso interno.

 

Tuttavia c'è ancora tantissimo da indagare e da capire.

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Ringrazio e concordo che c'è molto da indagare sulle reali finalità delle varie emissioni etrusche.

La stessa datazione è talvolta sub judice e questo complica anche una possibile contestualizzazione storica.

Molto probabilmente lo stimolo per la coniazione di una nuova e limitata  emissione etrusca era dettato da particolari situazioni che interessavano anche i rapporti con il mondo esterno (leggi soprattutto greco), dove era più evoluta l'economia monetaria.

Lo stesso decorso storico dal tardo IV secolo a oltre la metà del III secolo a.C. non è sempre molto chiaro, come non sempre chiare sono le relazioni con le comunità etrusche che si trovavano ad esempio nella greca (e sannitica) Campania (dove si coniava monete in abbondanza).

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Ringrazio e concordo che c'è molto da indagare sulle reali finalità delle varie emissioni etrusche.

La stessa datazione è talvolta sub judice e questo complica anche una possibile contestualizzazione storica.

Molto probabilmente lo stimolo per la coniazione di una nuova e limitata  emissione etrusca era dettato da particolari situazioni che interessavano anche i rapporti con il mondo esterno (leggi soprattutto greco), dove era più evoluta l'economia monetaria.

Lo stesso decorso storico dal tardo IV secolo a oltre la metà del III secolo a.C. non è sempre molto chiaro, come non sempre chiare sono le relazioni con le comunità etrusche che si trovavano ad esempio nella greca (e sannitica) Campania (dove si coniava monete in abbondanza).

Sono ragionevolmente convinto che le emissioni di Populonia (ma non solo) avessero carattere non continuativo ma rispondessero, appunto, a necessità di scambio commerciale prevalentemente con l'area greca, mentre con il mondo romano poteva funzionare ancora lo scambio tramite l'aes.

 

Per quanto riguarda l'Etruria campana certamente può aver influenzato le prime coniazioni, ma al momento della grande produzione monetale populoniese, il territorio dell'Etruria campana era ormai nei fatti inesistente, preda già dalla fine del V sec.a.C. delle pressioni siracusana, sannita e romana.

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