Reale Presidio

collezione
La monetazione per i Reali Presìdi di Toscana

13 risposte in questa discussione

BOZZA 1.2 (revi 26.6.16) - prove tecniche di pubblicazione

LA MONETAZIONE PER I REALI PRESIDI DI TOSCANA

Il trattato di Firenze del 1557 e la successiva pace di Cateau-Cambrésis del 1559, che ponevano termine alla lunga guerra fra gli Asburgo e i Valois, videro, nella stesura dei nuovi confini degli Stati, la costituzione, su ex possedimenti della Repubblica di Siena, dello Stato dei Presìdi, una piccola entità territoriale comprendente Orbetello, Porto Ercole, Porto S. Stefano, Talamone e, dal 1603, Porto Longone (l’odierno Porto Azzurro dell’Isola d’Elba), che il re Filippo II di Spagna volle riservarsi per il controllo navale della costa tirrenica e per garantire approdi sicuri alle sue navi. Dominio diretto della corona spagnola, il piccolo Stato fu affidato per l’amministrazione al viceré di Napoli. Al periodo della dominazione spagnola si deve un forte sviluppo delle strutture e delle fortificazioni militari nel territorio sopravvissute fino ai nostri giorni. La dominazione spagnola fu interrotta nel trentennio 1707-1737, anni delle guerre di successione austriaca e polacca, che videro la momentanea sovranità austriaca. Quando Carlo di Borbone si impadronì del Regno di Napoli, anche i Presìdi passarono sotto la corona borbonica, seguendone le sorti fino al 1801, anno dell’invasione napoleonica dell’Etruria. Il trattato di Versailles del 1815 sancì l’annessione dell’ex Stato dei Presìdi al Granducato di Toscana dei Lorena. Sotto Ferdinando IV di Borbone fu battuta l’unica monetazione destinata al piccolo dominio toscano.

Mappa Presidi 2.jpg

 

Essendo un territorio di limitate dimensioni, crocevia di commerci e di genti, al confine fra il Granducato e lo Stato Pontificio, vi circolavano monete di varie zecche e di diverse unità di misura, creando gran confusione e difficoltà nei ragguagli. Le monete napoletana e romana la facevano da padrone, la prima per ragioni politiche e finanziarie, in quanto moneta “ufficiale”, la seconda per gli scambi e i rapporti commerciali con gli abitanti delle viciniori province laziali di Roma e di Viterbo. La documentata circolazione di valuta genovese, spagnola, napoletana, toscana, pontificia è indice di un’intensa attività commerciale e produttiva in Orbetello e dintorni. Ma se il ducato romano e napoletano costituivano le monete di riferimento per il commercio all’ingrosso e gli affari finanziari, tra il popolino si faceva di conto con la lira toscana e i suoi derivati. I pezzi più piccoli (aliquote di soldi e denari) erano molto usati nella vendita al minuto di merci dell’uso quotidiano. Se ne deduce che questo settore fosse predominio dei mercanti toscani, con un fitto interscambio con i Presìdi fatto di esportazione di prodotti agricoli, legna, carbone, pesce fresco e salato. Per questi motivi a Napoli si ritenne opportuno battere i pezzi in rame per i Reali Presìdi secondo il sistema monetario toscano e non quello napoletano. Ferdinando IV di Borbone, in tre diverse emissioni (1782, 1791 e 1798) fece coniare questo quattrino del medesimo valore dell’ordinario in corso nel Regno, pari alla 400esima parte di un ducato. Nei tagli di quattro, due e un quattrino, i pesi erano dunque rispettivamente identici alle monete da un grano, da un tornese e da tre cavalli circolanti nel Regno di Napoli.

 

 

La serie dei quattrini coniata per i Reali Presidi vede come costante al diritto dei tre nominali il profilo di Ferdinando IV di Borbone volto a destra, lungo il bordo l’iscrizione Ferdinando IV per grazia di Dio Re delle Due Sicilie e in basso la sigla P (1 e 2 quattrini) o B P (4 quattrini) quale firma dell’incisore Bernardo Perger per la serie del 1782, mentre la P o D P delle emissioni del 1791 e 1798 sono riferite ovviamente al figlio Domenico, essendo Bernardo morto nel 1786. Il rovescio presenta in alto la corona reale sovrastante la scritta REALI PRESIDII, il nominale QVATTRINI, il valore espresso in numeri romani inserito tra le cifre arabe dell’anno di emissione. Solo nei pezzi da 4 quattrini le iscrizioni del rovescio sono circondate da due rami di lauro legati in basso da un fiocco. Ai lati della corona compaiono le iniziali dei direttori della zecca: C. C. per il Cesare Coppola (emissioni del 1782) in carica fino al 1790; A. P. sono le iniziali di Antonio Planelli (emissioni del 1791) mentre la sigla R. C., impressa sui nominali del 1798, designa la Regia Corte, ovvero la monetazione battuta a benefizio della Corte ed in particolare della regina Maria Carolina. Particolari rarità di questa monetazione sono due esemplari di 4 quattrini 1782, l’uno ribattuto su una prova in rame del 6 ducati di Carlo III, attestato dal CNI, e l’altro ribattuto su un grano del 1719 di Carlo VI d’Asburgo, inedito (collezione dell'autore - foto 2) e, infine, un esemplare di 4 quattrini 1798 ribattuto su un grano da 12 cavalli di Ferdinando IV, citato dai cataloghi.

 

4 quattrini 1782.jpg

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4 quattrini 1798=.jpg4 quattrini 1798+.jpg

 

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sostiuita immagine 4 quattrini 1798+

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2 quattrini 1782.jpg

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"DICHIARO CHE LE MONETE/MEDAGLIE PRESENTATE SONO DI LECITA PROVENIENZA E DI MIA PROPRIETÀ’. CONFERISCO AL MUNACS IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI UNICAMENTE PER SCOPI INERENTI AL PRESENTE CONCORSO"

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@Reale Presidio

Bravissimo Riccardo....mi compiaccio per questo "antipasto" ..... senti, ho dato una letta veloce, mi riservo per altri dettagli a lavoro ultimato, ma dovresti modificare le schede sul lato sx alle monete dove compaiono le sigle RC ed integrare con Regia Corte.

Per il resto come bozza mi sembra ok......bravo, anche se inserirei qualche notizia storica, in premessa, più accurata e dettagliata....e del motivo e delle vicende di come si arrivò alla coniazione di queste monete; nel BCNN del 1972 (sai già dove pescarlo), nei documenti che trovi in allegato, potresti, se vuoi completare alla perfezione la tua collezione, inserendo qualche notizia in merito....sarebbe opportuno.

Ciao

 

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Buongiorno Riccardo,la tua collezione per i Reali Presidi di Toscana è veramente interessante,il premio alla tua ricerca e alla tua passione è il 4 quattrini del 1782 ribattuto sul grano di Carlo VI° del 1719 , merita di stare nella tua collezione al riparo da speculazioni commerciali. saluti Michele

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Grazie per i complimenti, Michele. Sì, il ribattuto è davvero una bella chicca. Stai sicuro che non lo vendo... Fra cento anni, farò una bella donazione al Comune di Orbetello! ;-)

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