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Il Campo Grant era situato vicino a Rockford, nell'Illinois.

Attualmente è il sito dell'Aeroporto Internazionale di Rockford.

Il campo fu aperto nell'agosto del 1943 e chiuso nel maggio 1946 e ha  detenuto 1669 prigionieri di guerra, in maggioranza tedeschi e pochi italiani addetti alle Service Unit.

Sono noti solo chit di 1 e 5 centesimi.

Scan_grant0001.jpg

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Durante la guerra, la base di Fort Niagara fu usata come centro di addestramento per nuovi soldati.

A partire da metà giugno del 1944, circa 400 prigionieri di guerra tedeschi arrivarono a Fort Niagara, diventando così anche un campo di prigionia.

La maggior parte di questi uomini provenivano dall'Afrika Korps tedesca, provenienti da altri campi.

Sebbene la maggior parte dei prigionieri fosse di origine tedesca, ci sono notizie che alcuni prigionieri erano di varie nazionalità.

Perlopiù volontari arruolati dai territori occupati.

Tra di loro c'erano polacchi, italiani, cechi, russi, danesi e persino alcuni asiatici. 

 Alla fine, si parla di  1.200 / 1.500 prigionieri di guerra transitati a Fort Niagara.

Scan_fort_niagara.jpg

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Tra storia e folclore, vi cito un passaggio tratto dal sito:http://www.comune.siena.it/La-Citta/Palio/Siena-e-il-Palio/La-Storia/Tra-le-due-guerre

 "Le attività paliesche e contradaiole furono interrotte dalla seconda guerra mondiale, ma anche in quel grave momento il Palio restò sempre nel cuore dei senesi.

Su una Piazza del Campo tracciata sulla sabbia, in un campo prigionieri della Tunisia, dieci senesi corsero nell'agosto del 1943 il loro Palio, indossando spennacchiere di cartone.

Il mortaretto era una latta di benzina.

Vinse il Bruco, si celebrò con del vinello e molti canti."

 
 
 
 

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Camp Douglas era un campo di internamento per Prisoners of War (POW) durante la seconda guerra mondiale , situato nella città di Douglas, nel Wyoming , negli Stati Uniti.

Tra il gennaio del 1943 e il febbraio del 1946 nel campo ospitò i primi prigionieri di guerra italiani e poi tedeschi.

 Poche strutture sono rimaste in piedi.

Nella più importante, il Club degli Ufficiali, le pareti furono dipinte stile  murales da tre prigionieri italiani.

Questi dipinti raffiguranti la vita occidentale e il folklore sono ora registrati presso il Dipartimento degli Interni del Servizio nazionale degli Stati Uniti nel Registro nazionale dei luoghi storici

La storia di questo campo di prigionia è una parte importante della storia della città di Douglas.

Scan_DOUGLAS.jpg

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Nel 1940 diverse centinaia di prigionieri furono portati da Liverpool, in Inghilterra, e trasportati a Hay,
in Australia, un viaggio che durò due mesi. Questi prigionieri erano considerati agenti e spie nemici 
dall'Inghilterra e trasportati lì per tutta la durata della guerra. In realtà i prigionieri erano rifugiati 
(la maggior parte ebrei) che fuggivano dai paesi controllati dall'Asse per cercare rifugio. 
L'Inghilterra temeva che fossero spie e le avesse spedite in questi campi. Il campo 7 era un campo 
interamente ebraico i cui prigionieri riuscivano a stampare la propria moneta per la circolazione. 
Nella foto qui sotto è un esempio di una nota da due scellini.Se osservi attentamente il filo spinato
attorno al confine puoi vedere la scrittura. Questo è stato aggiunto dal designer della nota. 
Si legge "siamo qui perché" ripetutamente. Nel filo spinato al centro c'è un altro messaggio 
(troppo piccolo in questa immagine per vedere) che recita "H.M.S. Dunera Liverpool to Hay "riferendosi 
alla nave che trasportava i prigionieri. Le banconote furono disegnate da George Teltscher e vennero 
denominate in tre pence, sei pence, uno, due e cinque scellini. 
La produzione di queste note è cessata meno di un anno dopo l'inizio.

 

7-HIN_annotated-800x429.png

9-Dunera.png

10-LtH-1.png

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17 ore fa, DeAritio dice:

Il campo 7 era un campo interamente ebraico i cui prigionieri riuscivano a stampare la propria moneta per la circolazione. 
Nella foto qui sotto è un esempio di una nota da due scellini.Se osservi attentamente il filo spinato
attorno al confine puoi vedere la scrittura. Questo è stato aggiunto dal designer della nota. 

L'idea di nascondere la scritta nel filo spinato è a dir poco fantastica, non credo di poter esprimere quanto trovo bella ed originale l'idea...

Nelle immagini però ci sono evidenziate anche le zone C e D  delle quali non ci hai parlato. Cosa celano?

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Seguiranno altre informazioni........😀

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1 ora fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

L'idea di nascondere la scritta nel filo spinato è a dir poco fantastica, non credo di poter esprimere quanto trovo bella ed originale l'idea...

Un giorno parlero anche delle banconote della cosiddetta psyco-war

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6 minuti fa, DeAritio dice:

Un giorno parlero anche delle banconote della cosiddetta psyco-war

Sono tanto tanto curioso!!

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2 ore fa, DeAritio dice:

Un giorno parlero anche delle banconote della cosiddetta psyco-war

Che sarebbe?  Sono anch'io interessato a saperne di più di questa "guerra psicologica".

Ave!

Q.

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Camp Kilmer si trovava vicino a New Brunswick (New Jersey) e il campo di prigionia fu aperto nel maggio del 1945 e chiuso nel luglio del 1946.

Durante le sue operazioni deteneva prigionieri di guerra sia tedeschi che italiani.

Sono stati prodotti tre tipi di chit (buoni).

Scan_kilmer.jpg

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Mi scuso con @DeAritio se esco un attimo fuori tema e divago con una domanda che esula dalla numismatica: dato il periodo di cobelligeranza con gli americani dal settembre '43, è possibile che abbiano trattenuto prigionieri italiani per un periodo così lungo anche fin dopo la guerra? I buoni illustrati sono stati utilizzati sino alla chiusura del campo. Posso capire tedeschi e giapponesi  che lottarono sino alla fine, ma gli italiani a che pro? Parliamo del '46 diamine! Forse i russi hanno trattenuto più a lungo i prigionieri, con loro la cobelligeranza non esisteva, anzi è rimasto un odio atavico dal momento che ci portarono via le migliori navi rimaste quando le potenze vincitrici si spartirono la nostra flotta a fine guerra. Le altre nazioni ci rinunciarono a patto che le demolissimo. Ma loro no, le hanno reimpiegate, anche se per un periodo relativamente breve.

Carlo

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2 ore fa, carledo49 dice:

Mi scuso con @DeAritio se esco un attimo fuori tema e divago con una domanda che esula dalla numismatica: dato il periodo di cobelligeranza con gli americani dal settembre '43, è possibile che abbiano trattenuto prigionieri italiani per un periodo così lungo anche fin dopo la guerra? I buoni illustrati sono stati utilizzati sino alla chiusura del campo. Posso capire tedeschi e giapponesi  che lottarono sino alla fine, ma gli italiani a che pro? Parliamo del '46 diamine! Forse i russi hanno trattenuto più a lungo i prigionieri, con loro la cobelligeranza non esisteva, anzi è rimasto un odio atavico dal momento che ci portarono via le migliori navi rimaste quando le potenze vincitrici si spartirono la nostra flotta a fine guerra. Le altre nazioni ci rinunciarono a patto che le demolissimo. Ma loro no, le hanno reimpiegate, anche se per un periodo relativamente breve.

Carlo

@carledo49 la tua domanda non esula dalla numismatica , anzi , lo dimostrano questi buoni.

L'alleanza militare fra Italia, Germania e Giappone , non terminò  con l'Armistizio del '43.

Per gli alleati , la fine della guerra è stata la resa del Giappone dopo le bombe su Hiroshima e Nagasaki.

Il fatto che il 25 Aprile 1945 sia ufficialmente la data della liberazione d'Italia (anche se nel Nord Italia si combattè fino ai primi di maggio) e il 7 maggio 1945 data della resa incondizionata della Germania, non cambiarono lo status degli Italiani.

Difatto eravamo ancora in guerra, anche se questa si svolgeva nel Pacifico.

La situazione politica tra la Liberazione e la nascita della Repubblica  fece si che solo dopo l'elezione del Primo Presidente e il conseguente  allentamento della "pressione" alleata  sulle decisioni nazionali,  sì cominciasse il graduale rimpatrio dei prigionieri dai campi.

I Russi?

Sembra che gli ultimi  4 prigionieri dell' Armir furono stati liberati nel 1954.

 

 

 

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