Lugiannoni

Una moneta da Teutoburgo (11-13 settembre 9 a.C.)

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Nell'asta AUCTIONES e-50,  la mia attenzione è stata attratta da questa moneta (lotto 165). Francamente brutta, in conservazione inclassificabile, ma che presenta una contromarca, fortunatamente ben leggibile, AVGVAR ovvero Augusto e Varo.

Qui sta tutto il fascino storico, ma non solo, della moneta che infatti parte da 1.000 CHF. Si tratta di un asse molto verosimilmente appartenuto ad uno dei tanti sfortunati legionari di Varo.

Auctiones  eAuct.50,l. 165-VARO.jpg

Facciamo un passo indietro.

Quintilio Varo, che era imparentato con Augusto avendo sposato sua nipote,  figlia di Marco Vipsanio Agrippa, dopo un brillante cursus honorum fu inviato da Augusto in Germania come governatore. Incapace di comprendere il risentimento e lo spirito di rivincita di molte tribù germaniche, intraprese nel 9 a.C. una spedizione contro una presunta ribellione affidandosi ai consigli di Arminio (Hermann), un principe cherusco allevato a Roma, dove era stato portato come ostaggio e che faceva parte del corpo di spedizione come prefetto di una cohorte ausiliaria.

Nonostante fosse stato avvertito, Varo si affidò ad Arminio per percorrere quella che doveva essere le via più breve, attraverso la impenetrabile foresta di Teutoburgo. Nel frattempo Arminio, a capo di numerose tribù aveva organizzato una poderosa imboscata all'esercito romano formato da tre legioni (la XVII, la XVIII e la XIX) più sei cohorti e tre alae di cavalleria ausiliaria.

All'interno della fitta foresta i romani, che non potevano dispiegare le tattiche militari che in campo aperto li avevano resi invincibili, subirono per due giorni e due notti i continui attacchi dei germani e finirono sterminati il terzo giorno in una radura che Arminio aveva in precedenza fatto fortificare con un terrapieno.

Più che una battaglia fu una mattanza: i romani persero circa 15.000 uomini a fronte di perdite irrisorie degli avversari. 

I germani non fecero prigionieri, chi non si era suicidato, come Varo ed altri ufficiali, fu ucciso dopo incredibili torture.

Come sempre succede la storia presenta due facce: per i romani Arminio era un traditore,  per i germani ed in seguito per i tedeschi, un eroe.

Augusto quasi impazzì dal dolore per la sconfitta e per i morti di quella battaglia; nessuna legione ebbe più i numero XVII, XVIII e XIX ed il primo di questi da allora ad oggi è considerato numero infausto.

Le insegne delle tre legioni furono recuperate anni dopo da Germanico, al tempo di Tiberio, che  trovò sul posto un mare di ossa.

Marcus_Caelius.jpg          teutoburgo 2.jpg

                                                                                Lapide del centurione Marcus Caelius

                                                                                 morto a Teutoburgo                                                                                 

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Terribile...farsi fottere dai "bifolchi" (in senso barbaro :5_smiley: )  capitanati da Arminio. Più terribile ancora affidare (per parentame) le legioni ad un ... Varo in giro per foreste ed acquitrini.

Che minchiata! Infatti il povero Augusto non seppe darsi pace. E ci credo...

Se poi ci mettiamo qualche episodio mesopotamico...e la battaglia di Adrianopoli...il mondo che premeva sull'impero alla fine fece 13!

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In realtà pare che la contromarca VAR sia stata assegnata a Varo solo per motivi "romantici". Ultimamente la teoria prevalente non assegna più a Varo la contromarca VAR dato che:

  • Ne esistono troppi esemplari (500/1000) con rinvenimenti distribuiti in una regione geografica troppo vasta rispetto a Teutoburgo e alla diffusione locale che avrebbero dovuto avere.
  • Esistono degli esemplari in cui la contromarca VAR è stata applicata sopra la contromarca TIB o TIBAVG. Questo dovrebbe tagliare la testa al toro perchè Varo è morto nel 9 d.C. mentre Tiberio ha preso il potere nel 14 d.C.

Sembra dunque che ci sia piu' che altro speculazione intorno a queste monete che benchè piuttosto comuni raggiungono spesso cifre elevate per questa attribuzione "romanticamente" forzata. Il consiglio quindi è di risparmiare i soldi...

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@Cliff Che il mercato numismatico prosperi anche su patacche postume è indubbio, basta pensare alle innumerevoli monete  di  Ferdinando II di Borbone contromarcate  <Re Bomba> o simili.

Tuttavia è un dato di fatto che negli scavi di Waldgirmes, una città-campo costruita dai romani in epoca augustea oltre il Reno e la cui funzione era verosimilmente quella di costituire una testa di ponte  per un'ulteriore espansione nei territori germani, sono state rinvenute monete contromarcate VAR; è probabile che la contromarca sia stata apposta attorno al 5 a.c. da Varo al momento della sua nomina a governatore della Germania ed è altrettanto verosimile che molti dei caduti nella foresta di Teutoburgo - non dimentichiamo che al  seguito delle tre legioni vi erano anche moltissimi civili - avessero con sè alcune di queste monete.

Germania_7-9_Varo_jpg.JPG

La Germania ai tempi di Augusto: a nord Kalkriese, luogo della sconfitta di Varo; a nord-est di Koblenza il sito di Waldgirmes.

Waldgirmes.jpg

Ricostruzione di Waldgirmes

monete VARO.jpgteuto1312.jpg

monete rinvenute a Waldgirmes.

06__27__Münzen_Kalkriese_gilt.jpg

 

Aurei di Augusto dal sito di Kalkriese.

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@cliff la risposta di lLciano sembra fondata...si parla qui solo per amore numismatico e non si prendono le parti di alcuno.

Hai qualche altro elemento? 500 - 1000 esemplari per 3 legioni e un numero copiscuo di civili al seguito...sembra coerente. Cheppoi in numismatica si possa ciurlare nel manico...lo sappiamo. Ma occorrerebbe distinguere le lettere, le contromarche e i contorni per arrivare agli originali e non, quelle postate da Luciano sopra, sembrano originali.

:15_yum:

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La contromarca VAR esiste ed è una contromarca antica ed originale, non stavo mettendo in dubbio questo fatto.

Ma la lettura classica della contromarca in VAR non è l'unica possibile, data anche la legatura delle lettere. C'è in effetti anche una teoria che in VAR legge "Vncia Aurei Reponere" legata al valore facciale piu' alto attribuile agli assi che avrebbero avuto impressa questa contromarca (ossia un oncia di aureo=1/12 di aureo=2 denari. Sarebbero quindi stati una sorta di moneta di necessità creata con punzonatura per uso tra le truppe in periodo di scarsità di circolante di valore piu' elevato, da scambiare in seguito e quando possibile con il valore facciale attribuitogli).

Rimane poi di fatto non spiegabile come possano esistere degli assi con la contromarca VAR apposta sopra la contromarca TIBAVG, quindi con la contromarca VAR apposta dopo il 14 d.C. anno della presa del potere da parte di Tiberio, ossia ben 5 anni dopo la morte di Varo. Questi assi sono ben documentati (uno anche a Milano nella collezione Pangerl) e rimangono un grosso problema per la teoria che vorrebbe associare la contromarca a Publio Varo.

Un ulteriore problema sono i rinvenimenti archeologici documentati di monete con la contromarca VAR nel sud della Francia e in Spagna, zone molto (troppo) lontane dal nord della Germania e dalla diffusione locale che avrebbero avuto queste monete se effettivamente legate solo ad un uso specifico delle tre legioni (là trucidate) di Publio Varo.

Secondo me la teoria che associa la contromarca VAR a  Varo è piuttosto debole e priva di sufficienti evidenze archeologiche e storiografiche che la supportino in maniera convincente.

Sull'argomento si veda anche qui:

http://www.romancoins.info/CMK-Varus-Debate.html

http://www.romanarmytalk.com/thread-14611-page-3.html

 

Edited by Cliff

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@Cliff Ho letto i links che hai postato; dal primo cito alla lettera: <...There is a presumed battlefield at Kalriese, claiming to be "it", but without hard enough evidence ...   ... The location of the Varus battle site to Kalkriese near Osnabrück is mainly based on that assumption, as coins with "VAR" were found in the excavations. If VAR is not Varus, then that site could not be dated to other than late Augustean - Tiberian time frame. The Germanicus campaign hypothesis assumes that Kalkriese was not the Varus battle site, but represents a later battle site of Germanicus' troops with the Germans in 15 or 16 AD.>

Ovvero <...C'è un presunto campo di battaglia a Kalkriese, considerato tale ma senza sicure e sufficienti testimonianze...  ...La collocazione del sito della battaglia di Varo a Kalkriese presso Osnabruck si basa essenzialmente sui conii con VAR trovati negli scavi. Se VAR non significasse Varo allora il sito non può essere datato che al tardo periodo augusteo-tiberiano.  L'ipotesi sulla campagna di Germanico è che Kalkriese non fu il luogo della battaglia di Varo, ma rappresenta il sito di una battaglia più tarda delle truppe di Germanico  nel 15 o 16 d.C.>

Ho partecipato e partecipo da anni a numerosi scavi archeologici ma in nessuno abbiamo mai trovato il cartello con l'indicazione <luogo della battaglia di.....> o <grotta n° 13 abitata dalla tribù neanderthaliana di Gruf Grog..>, nè si pensa di trovare il cartello con su scritto <Qui Varo si uccise assieme al suo Stato maggiore>; ovviamente sono i reperti materiali che ci indirizzano verso la più ragionevole delle ipotesi, meglio ancora se vi è un riscontro con le fonti.

Quando  in un'area che corrisponde alle numerose descrizioni del luogo e delle modalità della battaglia fatte dai numerosi storici romani, molti dei quali attinsero alle descrizioni dei superstiti (pochi, ma ve ne furono) e vi si trovano più di 3.000 reperti relativi a  spade, pugnali, punte di lance e frecce, proiettili utilizzati dalle fionde delle truppe ausiliarie romane, dardi per catapulte, parti di elmi, parti di scudi, una maschera da parata in ferro ricoperta d'argento, chiodi di ferro delle calzature dei legionari, piccozze, falcetti, vestiario, bardature di cavalli e muli, strumenti chirurgici, ecc, nonchè numerosi scheletri presentanti profonde ferite, diventa difficile pensare ad un'altra battaglia avvenuta in quel luogo senza che le fonti storiche ne portino traccia.

C'è poi la questione delle insegne delle legioni (due su tre) recuperate da Germanico sul posto e non certo su una bancarella di Porta Portese.

Leggiamo un attimo la descrizione del luogo come lo trovò Germanico nel drammatico racconto che ne  fa Tacito negli Annali:  < Germanico giunse sul luogo della battaglia, ove nel mezzo del campo biancheggiavano le ossa ammucchiate e disperse ... sparsi intorno ... sui tronchi degli alberi erano conficcati teschi umani. Nei vicini boschi sacri si vedevano altari su cui i Germani avevano sacrificato i tribuni ed i principali centurioni>. Quindi già Germanico vide i resti di quella che invece si ipotizzerebbe essere una sua battaglia!

Relativamente ai rinvenimenti di monete con VAR occorre ricordare che queste - e lo pongo solo in  via concettualmente teorica - furono coniate alcuni anni prima della battaglia, forse al momento dell'insediamento di Varo nel governo della Germania e non erano <riservate> agli sfortunati legionari della XVII, XVIII e XIX macircolavarono in tutta l'area dell'Europa romanizzata, anche per anni posteriori a Varo e a Augusto. A questo proposito c'è un piacevole ed interessante volume di Alberto Angela che, seppur in maniera romanzata, racconta i <viaggi> delle monete durante l'Impero.

Per concludere, se la questione riguarda la possibilità che vi siano dei falsi siamo perfettamente d'accordo. Per il resto, pur partecipando attivamente e piacevolmente ad un forum - questo segnatamente - credo che la storia si debba fare studiando le fonti e non basandoci su interventi (a partire dai miei) di partecipanti ad un forum.

P.S.

Da quanto leggo, comunque, di monete contromarcate VAR su TIBAVG ve ne sarebbero solo un paio e su quella postata - mi baso ovviamente sulla brutta foto presente - il TIB non si legge, nè si vede l'altro lato della moneta, che sarà sicuramente di Tiberio, ma non sarebbe stato male vederla.

 

 

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Luciano mi sembra di aver argomentato sufficientemente sopra. Ho semplicemente fatto presente che esistono altre teorie altrettanto credibili riguardo alla contromarca VAR. Ci sono studiosi affermati (tedeschi per lo piu') che sono molto scettici riguardo all'attribuzione a Varo. Quindi non è una mia opinione originale e isolata. Peraltro a molti dei punti problematici sopra sollevati non mi pare ci siano spiegazioni alternative credibili, nè mi pare di averle lette qui. La foto dell'esemplare con VAR sopra TIBAVG non è ottimale nel sito web ma nel libro della collezione Pangerl si vede meglio, inoltre è possibile visionare la moneta di persona a Milano contattando il dott. Martini, se a qualcuno interessa posso passare i suoi contatti personali.

Detto questo non volevo mettere in discussione la tua preparazione e passione per la storia, solo far sentire anche un altra campana (che rimane un'altra possibilità, un'ipotesi su un possibile significato alternativo), che mi sembra di capire non ti fosse nota peraltro. Mi spiace se tu te la sia presa (il tuo intervento mi sembra un po' piccato o perlomeno infastidito) non volevo urtare la suscettibilità di nessuno, mi spiace quindi se ti sono risultato inopportuno.

Edited by Cliff

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A dire il vero...la dialettica è il sale della vita e, qui, la si può praticare in tutta serenità.

Io colgo spunti basilari nei contributi di Luciano che mi indurrebbero ad approcciarmi all'analisi con qualche convinzione positiva. D'altronde lo scetticismo di Enrico non è pregrino...ma è anche facile il dubbio in questi antichi e non documentatissimi casi, ben più difficile è costruire una tesi.

Io non credo che Luciano abbia motivo di cruccio e invito tutti i lettori a fare tesoro di questa ulteriore perla di Numismatica godibile tra noi. Ed alla fine.... crucciatevi/crucciamoci ancora, benvenga!

:14_relaxed:

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@Cliff sono io che mi devo scusare con te se ho usato, non volendo, un tono "piccato"; a volte  mi capita di essere (o sembrare)  tranchant  quando partecipo ad una discussione su un argomento che in qualche modo mi coinvolge e mi appassiona. :)

Ti confesso che mi hanno infastidito non le tue argomentazioni - che non condivido a fondo ma rispetto - ma il tono superficiale dei due fora che hai citato; una cosa è discutere sul significato di VAR, altra è mettere in dubbio l'esistenza - documentata - di una battaglia che ha  visto sul terreno migliaia di cadaveri e della quale esiste una inconfutabile documentazione sia archeologica che storica.

Credo allora che possiamo individuare alcuni punti comuni:

- Esistono numerose monete di Augusto contromarcate VAR;

- Esistono rarissime monete con VAR sopra la contromarca TIBAVG;

- Non vi  sono testimonianze definitive per stabilire se la contromarca VAR significa Q.Varus   oppure  VNCIA AVREI REPONERE  anche se l'potesi attualmente prevalente è orientata verso l'ipotesi Varus;

- All'interno della vasta foresta di Teutoburgo, in località Kalkrise, vi fu lo scontro tra le tre legioni di Varo e le tribù guidate da Arminio.

Di nuovo, chiedo venia  per il tono accalorato del post precedente. 

 

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Ho ricevuto sulla mia mail l'avviso di questo post di Alberto Campana che, probabilmente, è  scomparso (il post, non Alberto :)) con il problema di domenica.

Lo copio di seguito:

@Alberto Campanaha scritto:

Grazie agli studi di Rodolfo Martini, forse il massimo esperto delle contromarche su monete romane, appare certa una datazione della contromarca VAR al tempo di Tiberio e quindi dopo la battaglia o meglio il massacro di Teutoburgo. Resta il mistero dell'esatto significato delle lettere VAR e confermo che fu assai ampia l'area della sua circolazione, anche se appare essere concentrata soprattutto nella Germania. 

Resta molto importante la corretta datazione (al tempo di Tiberio) in quanto la sua attribuzione al tempo di Augusto, sotto il governo di Varo, ha causato l'anticipazione di alcuni anni di alcuni importanti ripostigli, fra cui uno in Francia, creando anche alcune distorsioni cronologiche in ambito archeologico.

<Ubi maior,  minor cessat> avrà sicuramente pensato il povero Varo, vedendo le proprie legioni sterminate dai germani.

Allo stesso modo devo esprimermi io, di fronte alle affermazioni di Alberto Campana, che conosco e stimo come profondo conoscitore della monetazione antica; altrettanto dicasi per Rodolfo Martini che ho anche avuto modo di conoscere e stimare per la propria cortesia e collaborazione. 

Insomma, anche se un angolino della mia mente resta aggrappato all'ipotesi Varo e al conseguente sbrigliarsi della fantasia (l'agguato, i combattimenti, i legionari che abbandonano nella foga della lotta le loro monete, rimaste mute testimoni della strage....) non posso che prendere razionalmente atto di quanto Alberto Campana mi scrive.

 

 

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Topic di grande interesse e ben "varato"...

Varo si o Varo no...

:14_relaxed:

 

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con ritardo rispetto alla data della discussione mi permetto segnalare alcuni argomenti relativi all'annosa questione della VAR(vs):

(a) la TIBAVG sotto la VAR del Museo di Rennes ho avuto modo di visionarla autopticamente ed è con sicurezza sotto la VAR; per il riconoscimento della TIBAVG basta osservare la lettera G finale a forma di C lunata molto spessa che associa l'esemplare ad uno specifico conio;

(b) la gran parte degli archeologici di area germanica sono in questione con i colleghi numismatici circa la questione che sul improbabile luogo della battaglia di Teutoburgo sono state trovate ceramiche da mensa di produzione gallica (o locale) databile ad epoca alto-tiberiana;

(c) quanto visto a Duisburg (parte del deposito e mostra) ed a Muenster (museo e deposito) lasciano perplessi circa l'entità del ritrovamento relativo a circa 15.000 uomini non in pieno assetto da guerra ma comunque in attività militare;

(d) unica è la percentuale di bronzo contromarcato con la VAR e la AVG (circa il 96% delle monete bronzee trovate) che rende il sito del tutto particolare;

(e) riguardo alla bella moneta con doppia contromarca: la VAR è stata apposta dopo (viene interrotto il margine d. e la G della AVG) e la AVG deve essere datata ai primi momenti del regno di Tiberius, verosimilmente in relazione alla TIB di forma quadrata apposte in area della Gallia Belgica / Germania Inferior,

Mi fermo qui - le argomentazioni potrebbero continuare a lungo ed in dettaglio - sperando di aver contribuito alla discussione..

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Come avevo già scritto in risposta all'amico Campana,  poichè conosco non solo l'estrema gentilezza e disponibilità del dott. @Rodolfo Martini, ma essendo anche consapevole delle sue indiscutibili conoscenze e capacità, prendo atto con piacere e interesse di quanto precisa e, naturalmente, nel ringraziarlo per il suo intervento che a questo punto riterrei conclusivo, ribadisco <ubi maior, minor cessat>.

Mi sento anche in dovere di sottolineare un aspetto che riguarda in generale la vita di un forum: quando  una discussione si mantiene su un piano di correttezza e onestà intellettuale, pur nelle iniziali diversità di opinioni,  se ne trae tutti un beneficio ed un accrescimento delle proprie conoscenze.

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Bella pagina di numismatica. Complimenti a tutti gli illustri partecipanti per la passione fervida e la competenza che traspaiono. Grazie. 

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Bellissima discussione che ho seguito con grandissimo interesse, anche per lo spessore enorme degli interventi.

Se la contromarca Var da quel che si conviene è attribuibile ai primi anni del regno di Tiberio, vi chiedo a questo punto, quali sono le teorie sul suo significato?

Var = Vncia Aurei Reponere è quella definitiva  o meglio quella più accreditata?

@Rodolfo Martini Lei ritiene che vi siano altre possibili indicazioni di significato da attribuire a questa contromarca?

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Di seguito una moneta con una contromarca VAR

Fritz Rudolf Künker GmbH & Co. KG, Auction 288 Lotto 361 data 13.03.2017

3686909.jpg

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Cercando "countermark" e "var" su ACsearch si trovano alcune monete contromarcate VAR.

Questa è una di quelle, segue la descrizione del CNG.

235807.jpg.1ca3289d2ad680e5930d1cce297bc79c.jpg

Description

AUGUSTUS. 27 BC-14 AD. Æ As (10.98 g). Lugdunum (Lyon) mint. Struck circa 15-10 BC. Countermarked by P. Quinctilius Varus. Laureate head of Augustus right; c/m: monogram VAR within quadrilateral incuse / Front elevation of the Altar of Lugdunum, flanked by Victories on columns. For coin type: RIC I 230; BMCRE 550; Cohen 240; for c/m: BN 1623; Grünwald 69, pl. IV, 13. Coin and countermark VF, light brown patina. Rare.
From the Tony Hardy Collection.
Publius Quinctilius Varus, whose countermark is on the obverse of this coin, was one of the most infamous of Augustus' generals. A son-in-law of the emperor, Varus had been consul in 13 BC (along with the future emperor Tiberius), governor of Syria, where he had sent two legions into Judaea to quell local unrest after the territory was converted to a Roman province, and subsequently governor of Germania. By AD 9, Augustus had decided to straighten (and thereby shorten) Rome's borders by conquering the vast region of Germania beyond the Rhine. He assigned Varus to develop the region without war, but the mixed Gauls and Germans living there were not prepared to accept Romanization. The Cherusci under their king Arminius, along with other allies, ambushed Varus in the Teutoburg Forest of northwest Germany, and there annihilated the XVII, XVIII and XIX Roman legions in a pitched battle that lasted for three days. Varus, sensing doom, committed suicide, and when Augustus heard of the disaster, he tore his clothes and screamed, "Varus, give me back my legions!" No further attempts were made to subdue the Germans beyond the Rhine until the reign of Domitian, and Varus was blamed for the collapse of imperial policy in Germany. The reverse of this coin features the celebrated Altar of Lugdunum which had been dedicated by Augustus on August 1st, 10 BC. With the exception of one coin, all known examples of Varus' countermark appear on this coin type, and only on the earliest issues within the type.
 
Ave!
Q.

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Ma di Tiberio con contromarca VAR? Non esistono foto?

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La speculazione su questo genere di pezzi continuerà ad esserci ma ciò che mi rende veramente felice è vedere che in questo bell'ambiente che è il forum si possa parlare di ogni sfaccettatura della numismatica con serenità ed onestà intellettuale. Inoltre, grazie anche a tutti gli esperti che hanno partecipato, è stato anche possibile venirne a capo della vicenda e, in un eventuale futuro, essere "vaccinati" nel caso ci si proponga (o per "ignoranza" o per "romanticismo" o ancora per semplice commercio) un pezzo per ciò che, in realtà, non è.

 

Queste discussioni, sono quelle che fanno grande un forum e vorrei veramente ringraziare tutti per aver messo le loro conoscenze e la loro professionalità a disposizione.

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