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DeAritio

Le Banconote circolanti nella Colonia Italia.

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Le Am-lire (Allied Military Currency: valuta militare alleata) ebbero valore legale dal 1943 al 1950 e furono emessi i seguenti valori: 1, 2, 5, 10, 50, 100, 500, 1000 lire. 

Soprattutto all'inizio l'emissione di AM-lire venne effettuata senza nessuna contropartita per l'economia italiana.

Solo dal settembre del 1944 gli Stati Uniti concessero al governo italiano un ammontare di fondi in dollari equivalente alle emissioni di AM-lire.

In tal modo, una parte almeno delle emissioni venne recuperata sotto forma di importazioni.

Solo nel febbraio del 1947 le AM-lire vennero controllate dalla Banca d'Italia che iniziò a sostituirle con le lire.

Per l'enorme massa di miliardi di nuova moneta finì per scatenare una forte impennata dei prezzi, tanto sul mercato ufficiale quanto su quello clandestino, e ciò determinò una spirale inflazionistica che durò per diversi anni.
Infatti nel 1948 il costo dei generi di prima necessità  rispetto al 1946, subì elevati aumenti: il pane triplicò il costo; la carne, la pasta ed il latte lo raddoppiarono; le uova aumentarono del 57%, il vino del 46%, mentre l'olio aumentò del 35%.                              

 

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Le mitiche 1000 lire, tanto bramate dagli italiani negli anni '30 come stipendio mensile, nel dopoguerra erano appena sufficienti per sfamare, per qualche giorno, una famiglia di 4 persone; infatti con 45 lire si comprava un kg di pane comune, con 40 lire un litro di latte e con 450 lire un kg di carne bovina.Per acquistare un paio di scarpe servivano 2.700-3.400 lire, 3.300 lire era il costo di un metro di stoffa per un abito invernale da uomo, mentre erano necessarie 2.100 lire al metro per un abito femminile.      I biglietti da 1 e 2 Am-lire avevano poco potere di acquisto (erano praticamente inservibili) e quindi, molti di essi, venivano usati dai militari  Americani come carta da appunti. 

 

 

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Questa postata è  una banconota proveniente dalla  serie speciale/sostitutiva , riconoscibile da quello che viene chiamato asterisco (stella) al posto della prima lettera.

Scan_lira0001.jpg

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Dearitio ci dimostra come la carta moneta, competentemente spiegata, raccontata e postata (cioè rammostrata) sia un documento importante e, per alcuni versi, insostituibile:

- sotto il profilo storico;

- per gli aspetti sociali ed economici;

- come immagini che raccontano il loro tempo;

- per i fatti storici cui la stessa carta moneta è legata;

Se possiamo vedere un neo nella carta moneta, non personalmente, ma per la comprensione che la gente comune può avere al riguardo: possiamo limitarci a dire che è carta...e la sola carta, per fatto atavico appartenente al DNA prima animale e oggi umano, in quanto genere deperibile,  in condizioni fortuite ed avverse può essere fragile, depauperabile e - intrinsecamente - pauperistica.

Vale anche per la filatelia!

Io non sono d'accordo, ma questo aspetto spiega in buona parte perchè queste collezioni non siano diffuse (o non lo siano più) presso il collezionismo di mano economicamente forte. Forse un'eccezione può essere ancora costituita dalle affrancazioni degli "antichi stati italiani" che incontrano il favore di chi ha cultura e anche disponibilità...ma è un genere per pochi e poco liquido, peraltro sottoposto a forti falsificazioni già all'origine fino ai nostri giorni. Che ci dici al riguardo @dearitio?

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Il 18/12/2017 at 22:09, Piakos dice:

Se possiamo vedere un neo nella carta moneta, non personalmente, ma per la comprensione che la gente comune può avere al riguardo: possiamo limitarci a dire che è carta...e la sola carta, per fatto atavico appartenente al DNA prima animale e oggi umano, in quanto genere deperibile,  in condizioni fortuite ed avverse può essere fragile, depauperabile e - intrinsecamente - pauperistica.

Vale anche per la filatelia!

Io non sono d'accordo, ma questo aspetto spiega in buona parte perchè queste collezioni non siano diffuse (o non lo siano più) presso il collezionismo di mano economicamente forte. Forse un'eccezione può essere ancora costituita dalle affrancazioni degli "antichi stati italiani" che incontrano il favore di chi ha cultura e anche disponibilità...ma è un genere per pochi e poco liquido, peraltro sottoposto a forti falsificazioni già all'origine fino ai nostri giorni. Che ci dici al riguardo @dearitio?

 

Se parliamo del collezionismo già facciamo una divisione tra il collezionabile e il non collezionabile, ma con quale criterio decidiamo?

Per Investimento ?

Io ho conosciuto gente che colleziona morse da fabbro, trattori, ferri da stiro, bambole, ecc. ecc.

Per la storia dell' oggetto?

Conosco chi colleziona sorpresine kinder .

Per epoca storica?

Conosco chi colleziona interruttori elettrici e isolatori.

Qualcuno a questo punto direbbe......ma che gente frequenti!!

Le morse da fabbro sono di un Geometra.

I trattori un Dentista.

I ferri da stiro di un Commercialista.

Le bambole da una Pasticciera.

Le sorpresine da un Avvocatessa.

Gli interruttori? E' un Perito Elettrotecnico.

La risposta per me è semplice.

Ognuno colleziona ciò che più lo affascina, a prescindere dal ceto sociale e dal lavoro che svolge, incurante del materiale con cui è fatto.

La cartamoneta, la filatelia e la storia postale nel mondo del collezionismo sono sicuramente i "beni fragili ".

Vuoi per  la manutenzione, vuoi per  la buona conservazione , la carta è quella che ha bisogno di più attenzione, ma è anche la più facilmente falsificabile.

Voi però mi insegnate che i furboni ci sono a tutte le latitudini (vedi metallari)

 

 

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Purtroppo la numismatica è fatta anche di queste persone (falsari, metallari, taroccatori, bulinatori e non ultimo i furboni). Ti fa passare tutta la poesia! Ammesso ne sia rimasta traccia.

Al collezionismo di cose...particolari aggiungi una mia vecchia passione: penne gadget date ai medici da case farmaceutiche. Ne avevo circa 300 e le ho date diversi anni or sono ad un amico che aveva la mia stessa passione. 

Carlo

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4 minuti fa, carledo49 dice:

Al collezionismo di cose...particolari aggiungi una mia vecchia passione: penne gadget date ai medici da case farmaceutiche. Ne avevo circa 300 e le ho date diversi anni or sono ad un amico che aveva la mia stessa passione. 

Conosco anche chi colleziona bicchierini da medicina.....

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