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IL PERNICIOSO E NOTO PROBLEMA DELLE FALSIFICAZIONI NUMISMATICHE

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Prendiamo spunto da recenti richieste di @FabrizioF (che invitiamo a cogliere l'occasione per presentarsi nel forum nell'apposita "sezione presentazioni" per porre all'attenzione degli utenti in questo sito una nota già postata in una discussione nella sezione Vademecum. La riproponiamo con qualche variazione in quanto non tutti seguono i contenuti storici e scientifici del Vademecum, preferendo discussioni più snelle e correnti...quindi ecco il tema delle falsificazioni sotto un profilo storico sociale, come si è presentato a Roma dal 1800 al 1990.

 

PIAZZA MONTANARA A ROMA : FASCINO DI UN LUOGO DOVE LE MONETE ANTICHE SI VENDEVANO COME I FUNGHI DOPO LE PIOGGE...(LUOGO per venditori, trafficanti, smerciatori di falsi  e Collezionisti)

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Questa piazza per molti secoli e ancora ai tempi del Belli, fino alla demolizione avvenuta nel 1926 per volontà degli urbanisti di Mussolini nell'ottica di fare spazio alla molto più imperiale Via Del Mare, sorgeva non lontano dal Teatro Di Marcello, in quella che già in epoca Romana era stata l'area del Foro Olitorio.
Proprio a questa eredità topografica Piazza Montanara, fin dal Medio Evo, dovette la sua vocazione commerciale e di luogo di scambi per le classi popolari.

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Infatti, se Piazza Navona poteva essere considerata il salotto buono di Roma, Piazza Montanara al contrario era la piazza per eccellenza della Roma plebea. Era sede di botteghe, ricavate fin dentro gli archi del Teatro Di Marcello, che offrivano merci povere come stracci, scarpe usate, funi e cordami, reti e sacchi di tela, piccoli utensili agricoli e quant'altro potesse servire ai commerci e alle attività dei popolani.
Era, inoltre, la piazza in cui si davano appuntamento i braccianti che accorrevano della cintura extraurbana di Roma e dalle regioni limitrofe (chiamati burrini dai romani) con la speranza di essere ingaggiati alla giornata dai padroncini locali.

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Era il luogo dove il contadino che trovava monete, pietrine incise, piccoli bronzi e oggettistica antica, veniva a vendere in fine settimana gli ultimi oggetti pervenuti dalla terra. O era il luogo dove chi girava per contadini per incettare gli stessi oggetti...veniva a vendere nella speranza di ricavare buoni guadagni.
Ma era anche il luogo dove potevano essere vendute delle bellissime pietre incise da mano “moderna” per antiche...o dove le monete false o falsificate venivano vendute per integre od autentiche ai collezionisti che si avventuravano motu proprio in ambiente difficile.
Così si creava - per i collezionisti - un'atmosfera ambigua..grigia, quella del forse non è (autentico) ma potrebbe esserlo...sulla quale tanti soggetti privi di scrupoli hanno posto le basi della loro fortuna...e dove tanti Collezionisti sono caduti in trabocchetti ed equivoci intriganti tesi ad arte. Molto difficile incappare in una colelzione di monete antiche che non sia infestata o comunque inquinata da qualche falso “metallurgico” e da non poche falsificazioni di “pasticceria”...(e sarebbe la non peggiore delle ipotesi ove si dovesse rimanere nell'ambito di qualche falso e di un po' di opere di carrozzeria).

In questi ambienti dominava all'epoca il Cavalier Francesco Martinetti...all'epoca competente numismatico, colto  e tecnicamente espertissimo, consulente della Soprintendenza e del Ministero della Cultura e delle Arti sia per per le monetr antiche per i gioielli e i manufatti in bronzo e metallo. Titolare anche di laboratori (od elegantemente definiti Atelier) ove lui medesimo e suoi valenti collaboratori restauravano ( e purtroppo riproducevano) opere numismatiche e archeologiche, gabbando i musei di mezzo mondo.

Mano a mano che la fortuna e i guadagni del “Maestro” crescevano questi potenziava i suoi atelier ove restaurava o falsificava in prima persona, con l'ausilio di abili collaboratori, un'ampia gamma di reperti antichi...dalle monete di pregio sino ad opere di grande scultura del mondo antico. Ovviamente non riceveva la clientela in tali atelier...ma, a seconda della loro importanza e ricchezza: al Caffè Greco in Via Condotti, nei grandi alberghi romani, nella bouvette dei Musei, nelle residenze romane di diplomatici, collezionisti e mercanti di alto rango. La “merce” era poi di volta in volta spostata e presentata in “depositi” dedicati. Ovviamente le monete, le gemme incise ed i gioielli (in virtù delle piccole dimensioni) il cavaliere li aveva sempre a portata di mano nei ripostigli poi venuti alla luce in Via Alessandrina. A Piazza Montanara il nostro si recava ormai solo per comprare a 10, per poi rivendere a 100...o a 1000....in altre e paludate sedi.
Questo moltiplicatore dice qualcosa al lettore?

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Una breve e piacevole lettura sui falsi medievali e sui falsari. Autore e il prof. Saccocci, oggetto i falsi nella collezione della SNI.

http://www.socnumit.org/doc/Vicenza2004.pdf

Per chi volesse approfondire, la storia del collezionismo numismatico permette di cogliere aspetti spesso reconditi della nosta passione. Quello dei falsi e dei falsari ne è uno dei più antropologicamente affascinanti.

 

Edited by f.dc
refuso
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4 ore fa, f.dc dice:

Una breve e piacevole lettura sui falsi medievali e sui falsari. Autore e il prof. Saccocci, oggetto i falsi nella collezione della SNI.

http://www.socnumit.org/doc/Vicenza2004.pdf

Per chi volesse approfondire, la storia del collezionismo numismatico permette di cogliere aspetti spesso reconditi della nosta passione. Quello dei falsi e dei falsari ne è uno dei più antropologicamente affascinanti.

 

Molto interessante.

Aggiungo di seguito una nota sul traffico numismatico di trincea aRoma...probabilmente meno scientifico rispetto al Becker e analoghi, ma ancora più insidioso. A tratti la descrizione potrebbe sembrare esilarante...ma ciò che c'è dietro a qualche sorriso è estremamente pernicioso per l'appassionato che si avventura da solo nel mare magno dell'acquisizione di monete da collezione. Questa nota era già stata postata nel nostro Vademecum ma occorre darle maggiore visibilità, in questa discussione.

 

 

Nuovi luoghi...stesso ambiente, aneddoti per le monete della domenica e per lo scambio al minuto.

Come già detto....il traffico e il commercio spicciolo di monete e di oggettistica, dopo la seconda guerra mondiale a Roma si trasferì da Piazza Montanara e si incentrò prevalentemente in altre due località:

- Porta Portese

- e, fino a qualche anno fa', in Piazza di Fontanella Borghese di cui postiamo la foto di seguito:

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In questi luoghi il collezionista e gli appassionati di numismatica sentivano parlare di personaggi dal soprannome pittoresco, come ad esempio: il Tassinaro, il Pasticcere, Buccheretto, il Prete, il Marchisciano, l'Occhialetto, il Pancione, il Roscio. Ma spesso sfuggiva , nell'andirivieni dei frequentatori, chi si celasse dietro questi “nick name” dell'epoca...così che, come nelle leggende, alla fine non si sapeva nemmeno se questi esperti, di cui risuonavano i nomi d'arte, esistessero come persone o non fossero piuttosto nomignoli inventati di sana pianta per spargere chiacchiere e depistare la realtà.

ESEGESI DELL'ARTE DI VENDERE MONETE SULLA STRADA...ANALISI COMPARATA CON LA COMMEDIA DELL'ARTE... e le ricadute sulla realtà della numismatica.

Qualcuno trovava intriganti i suddetti piccoli misteri...che contribuivano ad aumentare l'interesse dell'annoiato o dello sprovveduto di turno, dediti al collezionismo.

Per esemplificare le attività in argomento: una volta "il tassinaro" recitò - in uno dei suddetti luoghi, il seguente monologo indirizzato ad un collezionista  in crisi di astinenza:
...per stà bella e rara monneta voglio favorire questo ragazzo...che viene spesso a sta' bancarella ma non ha mai preso niente de 'bbono. Regà...te la stò a regalà...me dai 900.000 lire e non devi nemmeno dire: a! Vale da tre a cinque meloni (Fine anni '80 sec. scorso)...asseconda di quanto è potente chi ce l'ha in mano quanno la venne. Però...se sei furbo regà...primo me la devi comprà e poi la devi nasconne e nu'n la devi fa' vede a nessuno...perchè sennò vengono quà e me cazziano perchè l'ho data a te...invece che ad altri.
Trovo tale monologo degno della commedia dell'arte, in quanto improvvisato con mestiere sopraffino, a braccio e canovaccio, sul tema dell'affabulazione.
A mio avviso potremmo essere nello spirito del Belli...nell'osservazione dei retaggi oscuri, miserrimi e sarcastici del popolo papalino...anche se l'arte oratoria e letteraria del predetto personaggio non regge il confronto con il sommo poeta Gioacchino.
In qualche modo, con il suddetto monologo, potremmo essere anche vicini a Carlo Lechner (in arte Bombolo)...attore di immense risorse mimiche, maschera del popolo romano...male usato dal sistema Cinecittà in ruoli troppo trash o  deteriori, negli anni '70/80' del secolo scorso.
Il monologo del suddetto proponente rammenta Bombolo quando vende i piatti a Campo de' Fiori: ...venite 'ggente, oggi ve vojo fa' contenti solo a'vvoi...c'è stato un fallimento: venno li piatti e le padelle a mille lire...li regalo! Stà padella (bonc..bonc...risuona quando ci batte il pugno) alla Rinascente  la fanno 3.500 (lire)...io la regalo...ecco, datemi li sordi e pijateve sti piatti chessò n'affare.
La differenza sta nel fatto che i piatti e le padelle di Bombolo erano autentiche ed utili alla bisogna...mentre le monete?

Per la moneta summenzionata...l'affabulato collezionista ebbe un giorno ad incontrare un esperto detto "il pasticcere", il quale (paragnosticamente) gli disse: ma è autentica?
Mamma mia!
L'affabulato, roso dai dubbi,  arrivò a prendere il treno per una città posta ai confini dello Stato per incontrare - fuori dell'ambiente romano - un grande Commerciante e studioso del mondo  numismatico medio orientale, il quale fornì cortesia ed esimia disponibilità. Guarda e riguarda...sarà buona...sarà falsa...un'intera mattina passò fra tali interrogativi non banali per la serietà della Numismatica italiana. Alla fine, mi riferiscono che sul far del mezzogiorno...saltò fuori la moneta da un bollettino internazionale di falsi numismatici...cui il Commerciante era abbonato.

Era un falso bulgaro.
Ovviamente è probabile che anche il grande Commerciante volle far cadere dall'alto la cosa perdendo due ore nelle analisi e nelle ricerche.
Perchè?
Perchè stiamo parlando di un gran Signore...una persona colta, raffinata e di livello, che - con somma arte e psicologia mercantile - volle porre riparo al danno fatto dal "tassinaro" immettendo nel mercato un falso.
In che modo?
Facendo credere al povero affabulato che la moneta in esame era un falso difficile, al limite della zona grigia: è buona...non lo è ma lo sembra...forse potrebbe addirittura esserlo. Con tale tecnica retorica, la delusione dell'appassionato turlupinato fu stemperata...e il collezionista stesso alla fine della mattinata comprò anche due stupende monete...quelle si erano super autentiche. (cfr: Nota 1)

Ritornando agli epigoni di Piazza Montanara a Roma (ma ogni grande città ha avuto i suoi ritrovi...) chiudiamo con una esemplificazione dei commenti domenicali che si potevano udire in loco nel corso di una sessione commerciale:
...Questa moneta è tutta ripatinata e stuccata: bòh!? Sarà stato il Pasticcere! -

Per questa moneta il Marchisciano m'ha offerto un sacco di soldi...e non gliela ho voluta dare...voglio molto di più. -

Quell'altra la voleva l'Occhialetto...ma è arrivato prima il Prete e l'ha presa lui. - Quella non la prendere...è passata sotto il microscopio del Roscio...sarà tutta restaurata. -

L'altra volta il Pancione e l'Occhialetto hanno litigato...perchè la Vetta d'Italia (FdC) del Sòr Giacomo che si disputavano, con satinatura intatta...alla fine l'ha comprata un collezionista, ma c'iavemo messo una buona parola...e adesso hanno rifatto pace.

In ogni caso gli esiti di queste nuove “piazze commerciali e di scambio” furono meno brillanti, rispetto ai tempi del Sor Checco Martinetti,  per la crescente penuria di buon materiale e per l'accentuarsi della presenza delle falsificazioni nel mercato, che iniziarono ad avere una diffusione costante, contestualmente al materiale autentico e integro, sempre più scarso.

NOTA 1: per porre rimedio alla figura da ingenuo che il collezionista affabulato dal "tassinaro" rischia di fare in questo aneddoto, occorre rendere giustizia.
Si dice che al momento dell'acquisto fosse presente un altro collezionista abbastanza esperto, il quale cercò di entrare in competizione per acquisire l'oggetto, ma sembrava proprio che quella volta il venditore avesse puntato il nostro eroe...quindi non ci fu verso.
Ovviamente qualche navigato lettore potrebbe immaginare che questo secondo collezionista tenesse, nell'occasione, bordone al venditore.
In teoria...l'ipotesi  non sarebbe impossibile.
Fatto è che l'affabulato si recò immediatamente a far valutare l'oggetto ad un noto Commerciante professionista, ubicato non lontano dal luogo dell'acquisizione...e, sembra che costui avrebbe sdoganato come autentica  la stessa moneta, dal valore non inferiore ai 4 milioni.
Che dire?

-Era costui in mala fede;

- o non capiva che ra un falso?

Meglio non dire...


@f.dc

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Quello che manca nella numismatica - odierna e non - è il deus ex-machina che completi il quadro da commedia dell'arte evocato da Renzo @Piakos  

Avremmo la possibilità di una soluzione all'intrico.:4_joy:

In ogni città numismaticamente attiva, marchisciani, tassinari, rosci abbondano. Peccato, come spesso accade, che temi cosi' "densi" non abbiano il seguito,almeno di letture, che meritano. 

Quello che viene riportato, con leggerezza e tono talvolta faceto, è conquista di una vita di frequentazioni ed "esperienze" sul campo, pagate magari a caro prezzo - prezzo e' inteso in senso non solo figurato -. Ed e' la prima volta che su un forum - italiano o estero- si possa accedere a tematiche afferenti l'ambiente, in serena e libera interolocuzione. Spero davvero in maggior seguito e ringrazio sentitamente Renzo per la pervicace volontà di condivisione.

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LE ARGOMENTAZIONI SI FANNO SEMPRE PIÙ INTERESSANTI.

Si dice che ogni nazione si merita la classe politica che la governa...più o meno, relativamente al contestuale periodo storico. 

Si dice che le verità non sono per solito gradite, inspiegabilmente si preferisce evitarle...spesso:

- in ambienti più o meno paludati si cerca di spacciare le verità  per dietrologie o "fesserie";

- in ambienti più popolari manca un livello critico adeguato e la cultura necessaria per analizzare i fatti...più facile prendere in antipatia chi cerca di professare una giustizia concettualpopolare. Capitò anche a Gerusalemme circa 2.000 anni fa'.

Si dice che i sistemi dominanti generano conformismo e che troppe sono le carriere, i commerci, le ambizioni, i business, gli interessi particolari che preferiscono adeguarsi ai sistemi stessi. Tentare di cambiare le cose? Troppo faticoso ed impegnativo...troppo impopolare. La vita è breve...gli ideali sono scomparsi, il "particulare" ha le proprie convenienze ad adeguarsi.

Si dice che tutto questo spesso genera non solo conformismo...ma anche una sorta di "omertà". Potete ascoltare e vedere tutti i talk show che scorrono sulle reti televisive...sentirete sempre delle mezze verità di convenienza dette a tozzi e bocconi da chi ha interesse a promulgarle, vi si siete mai chiesti perchè le verità nude e crude, spesso molto semplici e sotto gli occhi di tutti...non le evidenzia alcuno? Ovviamente come sopra detto...non fa' comodo a nessuno e se q.cuno, per ingenuità in un dato momento, se ne fa' scappare qualcuna...viene "esiliato" il giorno dopo, per periodi più o meno lunghi...qualche volta a vita. Un esempio: Daniele Luttazzi https://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Luttazzi  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/che-fine-ha-fatto-luttazzi/176778/

Purtroppo...viaggiando da nord a sud in Europa ed oltre, non escludendo il sud est...l'interesse personale finisce per prevaricare tutto e non favorisce le condivisioni, il senso civico, l'amore per la nazione natìa, il rispetto,  la passione per la politica...figurarsi la ricerca del vero senso della storia e della vita, concetti ormai ultra esoterici persino in ambienti iperesclusivi.

Ovviamente queste cose sono solo dei "si dice"...sicuramente sono cose che inducono al sospetto e alla diffidenza...ergo non saranno vere.

Resta il fatto che a caduta i vari ambienti si uniformano e conformano.

La numismatica si può dividere in tre gruppi base:

- Gli operatori...vedranno le verità come fumo negli occhi... peraltro perniciose per la fluidità e lo sviluppo del commercio...considerando che le monete sono difficili da conoscere a fondo, intendersene non è da tutti...quali verità vogliamo accertare e promulgare? Non ci sono verità...ci sono solo due tipi di monete: quelle che si vendono e quelle che non si vendono... a prescindere dalla loro bontà. 

- I trafficanti, i pasticceri e i metallurghi (moderni facitori/ri-facitori del metallo monetato) ...amano le zone grigie, queste per definizione non sono l'ideale per le verità.

- I collezionisti appassionati, per conseguenza alla definizione: possono essere in crisi compulsiva, sono competitivi, un po' gelosi delle proprie monete e dei rapporti, spesso criptati, incapaci di fare fronte comune e di tutelare la buona numismatica...procedono in ordine sparso ed a vista, può capitare che abbiano da fare per cercare di restituire o per digerire qualche acquisizione sbagliata...preferiscono non dare nell'occhio.

Il quadro è completo.

Chi volete che abbia interesse a leggere e ad intervenire su simili argomenti?  Il povero e modesto scrivente qualche anno fa'...ebbe a cuore di iniziare a parlarne comunque su La Moneta.it ; per coreenza mi dimisi da tutte le varie cariche che rivestivo in quel sito o che avevo rivestito...rimanendo quindi privo di coperture. Ecco...che accade a chi inizia a dire, anzi ad accennare qualche verità? Fui posto in pre moderazione permanente, cioè tutto quello che avrei scritto da allora in poi sarebbe passato al vaglio censorio di un vice admin...nel caso mi pare che avesse il nick di Incuso. Mi tolsero l'accesso agli MP, la mia casella MP fu obliterata...in pratica non potevo scrivere a nessuno e gli altri non potevano scrivermi. Qualche utente scrisse. che fine ha fatto Piakos? Furono oscurate le relative discussioni. Ci sarebbe altro...ma ci mettiamo uno stop.

:14_relaxed:

 

 

 

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@Piakos, rimanendo in tema storico, mi hai ricordato Plinio il Giovane ed il conformismo che il nascente Principato imponeva ai circoli senatori (ad eccezione della parentesi dell'optimvs princeps Traiano).

Ecco un brano che sintetizza la difficoltà di chi diceva la verità in pubblico (non entro nel merito specifico di altri fora, io all'epoca non frequentavo ancora l'ambiente) e che può essere applicato anche ad oggi, alla numismatica come ad altri campi:

"Ma quando comincio a specificare l'accusa, a designare il colpevole, tuttavia senza dirne il nome, tutti mi sono addosso. L'uno "Sentiamo, chi è che tu denunzi senza attendere il tuo turno". Un altro "Chi è questo criminale non ancora denunciato?". Un altro ancora:"Lasciaci vivere, noi che siamo sopravvissuti". Ascolto senza turbarmi, senza paura; tanto grande sicurezza infonde l'onestà dell'assunto e a ispirare confidenza o timore ha diversa influenza il fatto che la gente non voglia che tu agisca o che non ti approvi."

Potrei andare avanti con il brano, ma non vi tedio. Aggiungo solo alla disanima di @Piakos che non è questa l'epoca della coscienza critica, ovvero l'adozione di un filtro ermeneutico-culturale che permetta di discernere il vero dal falso, la priorità al faceto. Il popolo che si lamenta porta dispiaceri al re.

Cito solo la risposta di Plinio - che dedico quale esortazione a continuare l'opera di divulgazione messo in atto con pazienza e devozione da parte vostra su questo forum - dopo che ebbe ripreso il suo posto e un altro collega gli rinfacciasse l'uscita:

"Frattanto un amico, un ex-console, parlandomi segretamente e con delle circonlocuzioni, come se eccessivamente audace o incauto fossi andato troppo oltre, mi riprende, mi consiglia, mi esorta a desistere; aggiunge anche "Ti sei messo in cattiva luce gli occhi dei futuri Imperatori". "Sia pure" rispondo "purchè si tratti dei cattivi". "

Edited by Spoudaios
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Posto per competenza, in questa sezione,  delle riflessioni prodotte in altra discussione.

Udite, udite... i migliori operatori tecnici numismatici, ottimi conoscitori del metallo monetato antico, in Italia, sono in ordine sparso:

- un ex idraulico impiantista con cognizioni nell'elettrico (e tanto di cappello a chi conosce bene queste arti);

- un ex negoziante, che si dilettava di bric a brac e di tornitura di base, mentre attendeva al commercio;

- ex contadini esperti in tecnica varia per la cura delle campagne, profondi conoscitori dell'agricoltura e delle piantagioni di arance, del verde rame e altre reazioni chimiche;

- un ex falegname ottimo artigiano..grande maestro e conoscitore nel farlocco;

- un Numismatico con  cognizioni  basilari di oreficeria e di sbalzo/ribattitura, nonchè di pulizia delle patine antiche originali...sicuramente il personaggio più colto e sensibile del gruppo. 

- Qualche tempo fa' c'era anche qualche odontotecnico...ma non aveva la "classe" tecnica dei suddetti.

- Tra i non operatori specifici del settore, ma semplice appassionato,  c'è un altro competente ottimo che è specialista nell'intrapresa tecnica di famiglia, anch'esso conoscitore nell'arte industriale dei metalli. Persona che stimo e che ha rivestito incarichi di staff in altro sito web.

Questo per dire che le monete sono in primis delle produzioni artigianali di metallo e, pertanto,  tecnici/artigiani occorre essere o diventare per capire a fondo la numismatica metallara o metallurgica...ma, occorre nel contempo evidenziare che:  senza la conoscenza colta dell'arte figurativa coeva c'è sempre un tallone d'achille scoperto...nell'individuazione della sensibilità e dello stile nelle grafiche monetate.  Anche se, in un mondo sempre meno colto, questi punti deboli sono E DIVENTERANNO sempre più "invisibili".

Ahimè...

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