Lugiannoni

ALCUNE OSSERVAZIONI SULLA MONETAZIONE CELTICA

12 risposte in questa discussione

Gli amici del Forum che hanno partecipato - intervenendo o seguendo - alle due recenti discussioni avranno osservato che dal piano strettamente archeologico e numismatico siamo passati a valutazioni di tipo estetico che purtroppo non hanno quella "oggettività" del dato scientifico che io, lo dico con tutta franchezza, prediligo, pur rendendomi conto della loro legittimità e, vorrei dire, della loro necessità.

E' proprio seguendo il filo di questo ragionamento  che mi è tornato alla memoria un piccolo volumetto del 1956 scritto da Ranuccio Bianchi Bandinelli dal titolo piuttosto esplicito <Organicità e astrazione> e relativo al confronto tra la monetazione greca e quella dei Celti.

Da questo, è seguito un altro passaggio mentale e mi sono ricordato che nella recente ristrutturazione del Forum alla responsabilità scientifica  (parola alquanto impegnativa) mi erano state aggiunte le monetazioni preromane, un po' come quando dal macellaio, cercando dell'ottima trippa, chiedi il lampredotto ed il centopelli e quello, giustamente dal suo punto di vista, ti aggiunge anche parti meno pregiate come la spugna o panno.

Quindi, alla fine di questa digressione estetico-culinaria, mi sono deciso a compiere il mio "dovere", aprendo una discussione - che spero interessi - sulla monetazione celta intesa, mi sia consentito, in senso geografico lato poichè tali popolazioni presentavano una sostanziale identità culturale che resta difficile ingabbiare,almeno  in questa fase iniziale, entro confini nazionali.

Propongo intanto alcuni esempi dai quali credo risulti chiaro come i modelli cui si ispirano sono essenzialmente modelli greci; le prime due sono dei conterranei di Asterix, la terza è di una popolazione, i Trinovantes, stanziata in Britannia.

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Di seguito due monete macedoni (Filippo e Alessandro II) che chiaramente sono state la fonte di ispirazione delle prime due ed in parte della terza.

58dd7cd313f6a_Filippo_LHSNum.102133.jpg.a6b2cf7cc5467d09c04dcd6c8b49157b.jpg  58dd7d51c580e_AlessandroII_LHSNum.102132.jpg.77574c0343d6671d40ef8f4c2c6a6f6b.jpg

 

Organicità o astrazione?

Manzoni a questo punto avrebbe detto <Ai posteri l'ardua sentenza> ma io spero che se ne possa parlare da subito......

 

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Ottimo Luciano! Grande come sempre...

Sulla tua richiesta io rispondo: imperizia direi... :10_wink:

Ove ci volessimo vedere (nelle monete sopra postate) dei prodromi di Picasso o di Kandinski...entreremmo:

1- non nel visionario alla Paolo Orsi (per chi volesse  approfondire: http://www.museocivico.rovereto.tn.it/UploadDocs/3709_BIOGRAFIA_DI_PAOLO_ORSI.pdf

2- ma nell'immaginario.

Ora occorre ben distinguere....

La visionarietà presuppone una certa competenza sulle materie, da unire ad una sensibilità "poetizzante"...una marcia in più per sentire alcune cose e fornire qualche ipotesi che poi....può rivelarsi concreta alla prova del nove quando dai dati di scavo esce qualcosa di buono per la verifica.

L'immaginario è  tutt'altra cosa...è come "Kazzenger"...la famosa trasmissione televisiva condotta dall'ottimo Roberto Giacobbo...della quale faceva buona parodia il grande Crozza. Kazzenger? Ehm...volevo dire Voyager... ;D

Da ultimo con l'amico Luciano si è aperta una colta diatriba..peraltro utile!!!!! Al Forum e, sopra tutto, a chi legge.

Lui potrebbe forse vedermi vicino a Giacobbo...io mi sento più  vicino ad Orsi...come metodo ed ovviamente con tutte le differenze siderali del caso.

:14_relaxed:

Tiè...guarda che argomentazioni biricchine  ma colte! Eppoi ci si chiede perchè nel nostro sito non scrivono in molti? E certo...non è facile. Ah ah ah! (non lo penso io...me lo dicono gli operatori del settore).

Ma noi ci dichiariamo ben disponibili e invitiamo i lettori a dire la loro e a fare comune esperienza.

:10_wink:

 

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@Piakos Lungi da me pensare minimamente ad un paragone tra te e Giacobbo che, sia detto per inciso, non considero certo uno sciocco ma piuttosto un "acchiappacitrulli" (termine toscano per definire colui che approfitta della dabbenaggine altrui per trarne vantaggi). Le  tue osservazioni sul mondo della numismatica e la tua più che notevole esperienza sulla monetazione - con relative patacche - greca e romana la dicono lunga sul tuo essere concretamente con i piedi per terra (a parte qualche ardito svolazzo su alcune monete etrusche!:D).

Ritornando ai nostri amici "proto-padani" confesso che anch'io sono tentato, in prima lettura, a vedere nella monetazione celtica una incapacità ed una imperizia tecnica. Insomma la stessa impressione che ebbi agli inizi del corso di Storia dell'arte di fronte all'arte romanica del XI secolo (penso ad es. alla scultura di Benedetto Antelami).

Imperizia, regressione culturale o moduli espressivi legati alla cultura del momento storico o altro ancora?

In un post successivo (diciamo stasera) proverò ad accennare, proprio su questo tema, la discussione (postuma) tra Arslan e Bianchi Bandinelli.

                        

(segue)

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3 ore fa, Piakos dice:

Eppoi ci si chiede perchè nel nostro sito non scrivono in molti? E certo...non è facile. Ah ah ah! (non lo penso io...me lo dicono gli operatori del settore).

Ma noi ci dichiariamo ben disponibili e invitiamo i lettori a dire la loro e a fare comune esperienza.

Di sicuro le competenze/conoscenze per intervenire non sono alla portata di tutti ( io per primo )...

Oltre a conoscere in maniera approfondita Storia dell'Arte e Archeologia, sono necessarie anche competenze "linguistiche" e " Filosofiche" , magari corredate da una "sensibilità" culturale generale!!

Però leggere , almeno per quanto mi riguarda, mi consente  di sviluppare una "visione" della Numismatica non fine a se stessa...

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@zeccadibronzo ho apprezzato il tuo intervento e lo prendo volentieri come un invito positivo ad essere più chiaro e lineare nell'esprimere certi concetti; purtroppo chi, come me, ha lavorato per decenni in un particolare settore - quello dei beni culturali - è portato, talvolta sbagliando, ad esprimersi con un eccesso di linguaggio per addetti ai lavori.

Ma siccome è sempre, o quasi, possibile dire cose complesse con parole più semplici, ti invito, e con te invito tutti i lettori di questi post, a richiamarmi all'ordine con un semplice <Parla come mangi!> :D.

Essendo una buona forchetta farò di tutto per essere chiaro!:D;)

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Ciao Luciano...lo so che ci vuoi bene, il mio argomentare è sempre un raffronto dialettico tra gentiluomini con un po' di celia: la differenza tra il nostro sito rispetto ad altri siti web che "forumeggiano" di numismatica consiste anche nella nostra pacatezza e serenità tra tutti gli utenti. La dialettica cioè il confronto argomentato è sempre produttivo tra persone intelligenti ed educate...non un agone dove possono correre scannamenti e improperi. ;D

Attendo tue mosse...

Sursum corda.

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2 ore fa, Lugiannoni dice:

lo prendo volentieri come un invito positivo ad essere più chiaro e lineare nell'esprimere certi concetti;

Mi sono espresso male...

Non era un invito a modificare il tuo modo di scrivere e ne una richiesta di maggior chiarezza, oltretutto, leggo volentieri anche per questo motivo, ma per mettere in risalto la considerazione di @Piakos in merito alle " difficoltà " di intervento da parte della maggioranza degli utenti, su tematiche complesse ed articolate come quelle proposte in questo  post ( e non solo ).

Da parte mia voleva essere piuttosto un "invito a proseguire su questi livelli", in quanto,considerata la decadenza degli ultimi anni, abbassare ulteriomente l'asticellla, potrebbe procurare più danni che benefici...Ovviamente, per i motivi sopra esposti, la partecipazione difficilmente potra essere di massa,ma di sicuro sarà interessante e stimolante anche la "sola lettura"..

Grazie..

 

 

 

 

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20 ore fa, Lugiannoni dice:

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Se devo avvicinare una delle monete postate al concetto di "Astrazione", questa di sicuro mi sembra la più vicina in assoluto.

 Chissà se  Kandinski avrebbe apprezzato...

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1 ora fa, zeccadibronzo dice:

Se devo avvicinare una delle monete postate al concetto di "Astrazione", questa di sicuro mi sembra la più vicina in assoluto.

 Chissà se  Kandinski avrebbe apprezzato...

A voler essere equilibrati...Kandinski Shagall Munch Picasso anche lui a volre non scherza...un salto nel buio a tornare indietro. Allora preferisco il nero Newyorkese Basquiat.

Il paradosso consiste nel considerare futuro o modernità...la disperazione e il buio.

Caravaggio!! Lui si che era moderno e anarco-rivoluzionario.

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Proseguo nella presentazione delle problematiche legate alla monetazione celtica.

In precedenza ho accennato alla discussione tra Bianchi Bandinelli e Arslan; discussione in realtà asimmetrica, poichè Bandinelli muore nel 1975 mentre Arslan interviene in un suo scritto del 2002 su <Acta Musei Nationalis Pragae>, pp. 27-34.

Bandinelli, universalmente considerato trai maggiori archeologi e studiosi dell'arte, nel 1956 (la data ha, come vedremo, una sua importanza) scrive un volumetto dedicato appunto alla monetazione celtica dal titolo <Organicità e astrazione>, dove sostiene, in buona sostanza (per un maggiore approfondimento rimando ovviamente al volume) la superiorità dell'arte della Grecia classica dove avviene, per la prima volta nella Storia, una <...organizzazione democratica della società...>  e vede nell'arte di Policleto e dei grandi artisti greci  un <..contenuto [che] non era qualche cosa di contingente, ma la moralità stessa della bellezza esistente in natura, ricreata dall'uomo per celebrare la sua stessa dignità umana...>. In sintesi, per B.Bandinelli  la bellezza dell'arte classica è una delle massime espressioni artistiche dell'uomo.

Al contrario nella monetazione celtica vede delle immagini <...dissociate, anorganiche, astratte, non rappresentative...>; per lui l'<arte barbarica> è <prelogica, totalmente dominata dalla tendenza all'astrazione> tendenza che si prolungherà fino all'arte alto medievale, nella quale gli influssi e gli apporti delle cento civiltà barbariche passate in Italia sono evidenti.

La critica di Arslan si incentra su due caposaldi. Secondo lui, da esperto della monetazione celtica,  la "stroncatura" di B. Bandinelli nei confronti dell'arte celtica, data l'autorevolezza scientifica della fonte, ne ha bloccato per anni lo studio approfondito.

L'altro elemento di forte critica è sostanzialmente politico: Bandinelli è stato anche un esponente di spicco del Partito Comunista ed Arslan lo attacca pesantemente, in sostanza dicendo che Bandinelli, di fatto, era un propugnatore/difensore del "realismo socialista" in contrapposizione all'arte astratta "degenerata".

Confesso che mentre rispetto al primo punto vi sono buonissime ragioni,questa ultima parte della critica di Arslan preferirei non averla letta perchè - chiunque può ritrovare su internet il testo - vi si coglie innanzitutto una profonda avversione alle idee politiche di Bandinelli, giudicando quindi le sue affermazioni di tipo storico-artistico non tanto nel loro stretto significato ma alla luce delle sue convinzioni ideologiche.

In soldoni, leggendo questo articolo di Arslan, sembrano affiorare due strane equazioni: chi preferisce l'arte classica e figurativa è un comunista stalinista, mentre chi apprezza l'arte astratta, e quella celtica lo è senza dubbio, è nella modernità liberal.

Ora io suggerirei di non seguire Arslan in questa sua diatriba politica (postuma ed anche un po' maramaldesca) ma di concentrarci sugli aspetti formali ed artistici della monetazione celtica, nella consapevolezza che  un moderato può apprezzare le monete di Siracusa senza per questo essere tacciato di bolscevismo, e viceversa.

 

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Inviato (modificato) · Segnala messaggio

Grazie Luciano @Lugiannoni per l'ennesimo  notevole spunto. Non ho nozioni di numismatica celtica. Neppure di cultura celtica. Ho avuto il piacere, negli anni,  di ammirare alcune collezioni specializzate in Inghilterra oltre alla collezione Pautasso donata al MAR di Aosta, quest'ultima specializzata sulla monetazione celtica del Nord Italia.

Ma ricordo la mostra tenuta nel '91 a Venezia, Palazzo Grassi, sui Celti. "I Celti. La prima Europa", era il titolo della mostra e la ricordo con piacere intenso. A poco prezzo è possibile trovare sul web il monumentale catalogo della mostra, una lettura, anche una semplice visione, che consiglio.

Ebbi la netta percezione di una cultura materiale sopraffina, che, specie nella gioielleria e nei manufatti non strumentali, trascendeva la "banalità" della technè. Il costante ricorso a forme e linee flessuose rimandavano ad un'esperenzialità che qualcuno associò, ai tempi della mostra, ai caratteri ed ai canoni stilizzanti propri del Liberty.  

Gli stretti rapporti, in area italica, tra le culture Celtica, Etrusca e Greca stimolano immediata la tentazione di un raffronto tra le tre culture che, mi pare, sia spesso viziato da un "etnocentrismo" che tiene a matrice di confronto il mondo greco, alla cui luce, vengono "letti" gli altri contesti, ignorando i dati complessivi delle civiltà. 

Per cui, come nei western di una volta, viene facile da spettatori, fare il per i cowboys ben armati nei combattimenti contro i pellerossa con archi e lance, secondo la narrazione fattaci da chi, in origine, teneva per i cowboys.

Modificato da f.dc
crash del tablet durante la scrittura... :-(

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@f.dc In effetti l'arte celtica  si sviluppa secondo linee tra loro coerenti. La stilizzazione  delle forme, fino all'estremo dell'astrazione  totale, sono indubbiamente il frutto di un loro modo di vedere il mondo. Del resto tutta la storia dell'arte si  dipana tra realismo figurativo ed astrazione/stilizzazione delle forme.

Si inizia con le stupende e già compiute immagini  di  grotta Lascaux (Paleolitico superiore, circa 18.000 anni fa) e dopo circa 10.000 anni, nelle figure neolitiche di Porto Badisco, la forma si astrae e decompone. Si badi bene che entrambe rappresentano scene di caccia.lascaux_horse-ca18_000.jpg.47d5a7d792ee2cc62fe45a9cb33313be.jpg     58e24bdb74595_portobadisco-ca7_000.thumb.jpg.2c6f6703947bc98dfd3aacf577dc9dcc.jpg

 

Dopo meno di 10.000 anni esplode in tutta la sua bellezza l'arte figurativa greca, dai primi Kouroi al doriforo di Policleto, mentre nelle fredde pianure e foreste del Nord Europa si sviluppa l'arte celtica che nei così detti secoli bui del primo medioevo si contaminerà con l'arte di tradizione greco-romana perdar vita all'arte romanica, ecc.ecc.

Mi rendo conto di aver  sintetizzato in maniera schematica, quasi  brutale, secoli e secoli di una vicenda complessa come è quella dello sviluppo ed evoluzione delle forme artistiche, ma mi serviva per dire che vi è sempre stata questa dialettica tra figurativo e astratto o, meglio, stilizzato.

E' indubbio, poi, che subentri anche il "tifo" per cui apprezzo di più la Madonna del Melograno del Botticelli rispetto alle "puliture dei barattoli di vernice " di Pollock ma non di solo tifo si tratta, se pensiamo che l'arte possa essere anche lo specchio di ciò che una società,  in un dato periodo storico, è capace di esprimere.

Non credo però di dire una bestialità quando affermo che l'arte greca è anche il frutto di un mondo ove la razionalità, il pensiero filosofico, i rapporti sociali  erano ad un livello certamente più avanzato di quanto non fossero nelle tribù celtiche delle foreste germaniche o nelle ventose brughiere della Britannia, dove per trovare l'equivalente di un Socrate o di un Aristotele sono dovuti trascorrere oltre 1.500 anni!

 

 

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