Piakos

IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

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Salve chattando con alcuni amici del forum ci siamo chiesti:

- esistono ancora i collezionisti puri in Italia, intendendo per tali non gi sprovveduti che comprano le monete al doppio o al triplo del valore reale, cosa che - per la verità - è sempre accaduta negli ultimi 50 anni almeno...; ma le persone che per amore della numismatica, anche con sacrificio, acquisiscono le monete sognate con la passione.

- Conseguentemente ci si chiede se la Numismatica da collezione ha un futuro in Italia?

- Infine ma non per esaurire (il tema è interessantissimo e vasto) ci si chiede se le monete da collezione sono sopravalutate e se sussiste una bolla che, a breve, potrebbes gonfiarsi e dare gioie o dispiaceri ai collezionisti e anche agli operatori.

Le risposte non sono state incoraggianti....sembra infatti che le monete siano speculate, stoccate, svilite quando non in egregia conservazione...cioè sul FdC e dintorni. Già lo Spl. è al tramonto. Inoltre la figura del collezionista è molto appannata...sembra si sia trasformato in una specie di investitore, raccoglitore seriale...che se comunque sbaglia anche di poco la valutazione della merce...rischia di andare a bagno...e quant'altro.

Ecco...a me questa sembra una discussione del massimo interesse che sicuramente può coinvolgere anche chi considera questo forum troppo scientifico o difficile.

Pregherei quindi gli amici di dare vita ad una discussione al riguardo, specificamente chiamo

@Layer e gli altri che hanno chattato sul tema.

Io non potevo esprimere concetti analitici in chat...mi riservo di farlo qui in coda alle vv.ss. considerazioni.

 

 

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Il 26/4/2017 at 23:09, Piakos dice:

- esistono ancora i collezionisti puri in Italia, intendendo per tali non gi sprovveduti che comprano le monete al doppio o al triplo del valore reale, cosa che - per la verità - è sempre accaduta negli ultimi 50 anni almeno...; ma le persone che per amore della numismatica, anche con sacrificio, acquisiscono le monete sognate con la passione.

Ciao a tutti,

continuo questa discussione analizzando la prima parte:

- il collezionismo esisterà sempre così come i collezionisti.

La variabile è cosa si colleziona.

In tempi grigi come questi si tende a collezionare quello che relativamente "non costa".

Esempio: una volta si collezionava tessere telefoniche ( ora riposano in pace), miniassegni (idem), sorpresine (vedi precedenti), cioè quello che circola per casa.

Il collezionista storico o colui che circoscrive la propria collezione ad un dato periodo ed è in cerca di monete rare o particolari , forse di questi tempi è avvantaggiato.

Correggetemi se sbaglio.

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42 minuti fa, dearitio dice:

.....

Il collezionista storico o colui che circoscrive la propria collezione ad un dato periodo ed è in cerca di monete rare o particolari , forse di questi tempi è avvantaggiato.

Correggetemi se sbaglio.

Non sbagli Dea...oggi si possono collezionare pezzi numismatici che costavano il doppio...e più, alla metà e meno.

Esempi:

- piastre papali che in splendida conservazione andavano tra i 2.500 e i 4.000 euro tra il 2006 e il 2013...circa, oggi rischi di non  venderle tra i 1.000 e i 2.000 euro;

- le napoletane tra il BB e il q. spl.   te le tirano dietro, se le vuoi, ad un terzo del valore degli stessi anni di cui sopra;

- i bronzi imperiali romani che si vendevano intorno al q. spl. tra i 1.000 e i 3.000 euro e più...oggi valgono tra i 500 e i 1.000 euro...ammesso che a 1.000 si riesca a venderli;

- V.E.III è crollato del 50%....

- le monete in bassa qualità...le puoi comprare a chili e prezzo di saldo, cioè da bollette d'utenza.

Fanno eccezione le monete difficili a trovarsi e le rinascimentali (tranne le più comuni), i Gonzaga in buona conservazione o le grandi conservazioni (vere...non presunte :10_wink: ).

Abbiamo fatto solamente degli esempi...per comprendere la facilità che può incontrare oggi il collezionista sistematico e non fissato con le cose molto belle, per mettere su una collezione rappresentativa e anche vasta. Purchè sia conscio che deve pagare poco.

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bhe poi le monete super che raggiungono prezzi da paura rischiano di uscire tutte fuori dai confini nazionali...dato che la forza di acquisto dei collezionisti italiani è scesa notevolmente per via della crisi . o mi sbaglio?

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@dearitio @Piakos @Admin

Credo ci sia poco da aggiungere se non che un collezionista "razional-metodico", uno cioè che acquista  le monete non in base al loro possibile valore futuro ma in base alla logica interna alla propria raccolta, alla lunga, oltre ad avere una bella collezione, si ritroverà alcune monete che hanno incrementato il loro valore economico, altre che sono calate, ma nel complesso difficilmente avrà rimesso perchè, come  si dice in Maremma <Poggi e bu'e fanno pari!>.

Più facile trovarsi a guai se si seguono le mode  e si rincorre affannosamente i miti del FdC o dello SPL.  

E' in questi ambiti che si annida la bolla.

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@Admin @Piakos @Lugiannoni e futuri altri opinionisti...

Secondo Voi , quale è attualmente la collezione di moda o di tendenza ( che se non la collezioni sei out)?

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Non sono così addentrato nel mondo del commercio numismatico da poter parlare con certezze acquisite.

Intuitivamente (escludendo le moderne commemorative e gli euri) direi che il Regno è quella che ha un fortissimo potere attrattivo, seguita dalle romane e greche. Quest'ultime tuttavia risentono delle restrizioni di legge e del proliferare dei fakes

Ve ne sono altre "a rischio" (forse le napoletane?) ma è comunque evidente che nelle raccolte più diffuse si annidano più agevolmente falsari, speculatori, affaristi e maneggioni e questo prima o poi le sottopone al rischio "sub-prime".

Accadrà, non accadrà? Non lo so, ma per tranquillità me ne tengo lontano.

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Il 28/4/2017 at 22:32, Admin dice:

bhe poi le monete super che raggiungono prezzi da paura rischiano di uscire tutte fuori dai confini nazionali...dato che la forza di acquisto dei collezionisti italiani è scesa notevolmente per via della crisi . o mi sbaglio?

No...per le classiche, le rinascimentali, le papali sino al 1.500 e i Gonzaga. Il resto della numismatica italiana ha una rilevanza prettamente nazionale...e qui sorgono gli interogativi,  considerato il generale impoverimento cui siamo sottoposti: ha un futuro una collezione di monete italiane, esclusi i settori sopra detti che sono appetiti anche all'estero? 

Bòh!?

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Guarda @Lugiannoni...Luciano, ti confesso che uno dei motivi per cui ho iniziato questa discussione è   da ricercare nel far scrivere q.cosa a @Layer, Fabrizio infatti non scrive quasi più...ci legge, è presente sui gruppi e su Zapp...ma qui scrive pochissimo e quasi solo su Napoli.

Ci sarà una ratio? probabile...ma è ignota. Lui diceva che deve studiare e non ha tempo...ma la cosa non regge, ovviamente. Sappiamo tutti che a rispondere qui e là, anche per cortesia verso il sito, ci vogliono pochi minuti...per un esperto di numismatica come Fabrizio.

Che dire? Forse è un Lazzarone? :14_relaxed: :10_wink: Forse altri non vogliono che si impegni qui...:51_scream:

Probabile! :4_joy:

@Admin ? Tu che ne pensi? :14_relaxed:

Per tornare a bomba...Layer mi rispondeva sul gruppo Whatsapp dove questa discussione è nata una settimana fa':

Renzo! Il Fdc ( e immediati dintorni) andrà sempre! Ma se ti sbagli...e compri uno Spl. (che sembra un q.Fdc) sei fregato. 

Temo che...dopo 60 anni che funziona ormai così...Fabrizio Layer possa avere ragione: ora...e per il futuro. Non credo nelle bolle per gli esemplari di grande bellezza...se poi c'è con la superba conservazione anche un'importanza o un significato storico e culturale...abbiamo fatto bingo.

Credo che...q.cuno che si è venduto l'appartamentino di famiglia, da mettere a reddito, per comprare qualche bella moneta, alla fine ha fatto bene. Ovviamente debbono essere soldi che non servono per vivere e per tirare avanti...questa è cosa ovvia.

:14_relaxed:

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Io penso che la Numismatica italiana sia in una fase di decadenza assoluta, riconducibile a tre profonde motivazioni:

- la mancanza di un'attitudine e di un approccio serio a questa disciplina

- la legislazione di settore

- le modalità di commercio

In pratica la numismatica viene associata più allo scambio di figurine che ad un'attività di tesaurizzazione del nostro passato o del presente. I numismatici e i collezionisti dovrebbero essere i custodi di un pezzo di storia. Essi devo essere in grado di decodificare e tramandare il passato o il presente, per poi tramandare i propri insegnamenti alle generazioni future che dovranno a loro volte continuare in questa missione. Una funzione e un ruolo sociale che il numismatico deve avere all'interno di una società colta e progredita.

Invece in Italia:

- la normativa di settore ti impedisce di coltivare la numismatica;

- alcuni commercianti ( e sottolineo alcuni ) pensano a "mungere" i poveri collezionisti scambiandoli per delle "vacche da lette" in tempi di magra. Se non riescono a vendere, allora si inventano classificazioni del tipo "variante di...", "unicum da museo" e se non è possibile allora ti trasformano un SPL in super megalattico FDC che costa il doppio del valore effettivo della moneta. 

- I collezionisti che nel tempo si accorgono si essere stati fregati non denunciano la cosa, ma rimettono sul mercato la moneta con le stesse modalità dei predetti commercialisti furbacchioni, e il mercato si inflaziona ancora di più con prezzi "tossici". Si creano le "bolle" che primo o poi scoppieranno e chi in quel momento si trova monete che ha pagato 100 le dovrà rivendere a 20.

- Pensate di comprare il FDC o le monete "super" in modo tale da mettervi al sicuro? come il mercato del lusso? Bhà io penso che le classificazione delle monete siano troppo incerte e aleatorie. Uno potrebbe dire ma tanto io sono un esperto e quindi al di là della perizia ci penso io a valutarla. Attenzione che ciò che può essere classificato fdc oggi non è detto che lo sia tra 10 anni. Le patine di un epoca non potrebbero essere di moda tra dieci anni, e il prezzo verrà ritoccato al ribasso, le  mode cambiano, ecc ecc

- lo strano fenomeno delle iper specificazioni collezionistiche. Si sta assistendo alla nascita di studi che vanno a classificare le innumerevoli varianti di conio , o di legenda o di "marcatura" ecc ecc. . Atttenzione, nulla in contrario purchè rimangano studi di settore e non influenzino erroneamente il mercato. Mi spiego meglio.

Prima si descriveva il "tipo" di moneta, con l'aggiunta nella descriione di "ulteriori e possibili varianti". Oggi , si assiste a studi iper specialistici, che possono essere sfruttate da alcuni ( e sottolineo alcuni) commercianti che fanno passare l'idea che "strano" o "diverso" sia uguale a "raro" e quindi costoso. Un'uguaglianza errata ad origine. Poi dopo 10 anni dall'acquisto, di quelle varianti, che erano sempre esistite e  a cui nessuno ci faceva caso, ne vengono fuori a migliaia e quello che hai pagato 100 si deprezza fino a valere 10.

- I Falsi sono sempre esisti nella numismatica. Alcuni sono dei veri capolavori di maestria altri fanno ridere Tutti sono insidiosi. Però se i falsari lavorano e vendono bene è anche perché molti numismatici sono spesso impreparati. I falsi sono un fenomeno endogeno che non può essere del tutto debellato.

Le possibili soluzioni nella prossima puntata...che poi siamo sicuri che a qualcuno interessi risollevare le sorti della numismatica?

Bhà

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1 ora fa, Admin dice:

- I Falsi sono sempre esisti nella numismatica. Alcuni sono dei veri capolavori di maestria altri fanno ridere Tutti sono insidiosi. Però se i falsari lavorano e vendono bene è anche perché molti numismatici sono spesso impreparati. I falsi sono un fenomeno endogeno che non può essere del tutto debellato.

Partiamo dall'ultimo , che forse è il primo dei problemi.

I falsi chi li vende? Solo i furbetti?

Non credo, molto probabilmente anche qualche commerciante e qualche perito  ( in buona fede ) hanno preso e continuano a prendere  granchi.

Io sono convinto che se vuoi correre pochi rischi devi affidarti ad una persona che conosce il periodo , non da quello che spazia dalle guerre puniche a quelle d'indipendenza.

Ma te ti fidi ciecamente di quelle sigillate?  ( che in teoria sono sinonimo di garanzia )

Io no.

1 ora fa, Admin dice:

- lo strano fenomeno delle iper specificazioni collezionistiche. Si sta assistendo alla nascita di studi che vanno a classificare le innumerevoli varianti di conio , o di legenda o di "marcatura" ecc ecc. . Atttenzione, nulla in contrario purchè rimangano studi di settore e non influenzino erroneamente il mercato. Mi spiego meglio.

Prima di descriveva il "tipo" con l'aggiunta di "ulteriori e possibili varianti". Oggi , si assiste a studi iper specialistici, che possono essere sfruttate da alcuni ( e sottolineo alcuni) commercianti che fanno passare l'idea che "strano" o "diverso" sia uguale a "raro" e quindi costoso. Un'uguaglianza errata ad origine. Poi dopo 10 anni dall'acquisto, di quelle varianti, che erano sempre esistite e  a cui nessuno ci faceva caso, ne vengono fuori a migliaia e quello che hai pagato 100 si deprezza fino a valere 10.

Qui sfondi una porta aperta, per 2 motivi:

- il primo è che sono a metà di un mio sfizio; quello di fare uno studio su una banconota: il 50 Lire turrita.

E' una tra le banconote che più mi affascina, della quale ho trovato diverse varianti , e cosa importante, è una banconota comunissima.

Chi influenzo? Nessuno!

Il materiale che ho catalogato dal R5 in poi, non vado certo  a pubblicizzarlo, anzi, casomai il contrario.

Nel mio mondo, come avrai visto ho diverse banconote con timbri o sovrastampe, tra cui di battaglioni delle SS.

Io ho cominciato anni fà quando ne erano pochissime in giro , ora ne è pieno il mondo.

Ho smesso da quando un gentiluomo(?) NOTISSIMO , ha cercato di appiopparmi una banconota BUONA  con il timbro  AFRIKAKORPS falsissimo.

Detto questo,nessuno mi toglierà mai , la voglia di sapere e far conoscere la storia che ha  una banconota.

La  Collezione Adri , malgrado tutto , continua.

 

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9 minuti fa, dearitio dice:

E' una tra le banconote che più mi affascina, della quale ho trovato diverse varianti , e cosa importante, è una banconota comunissima.

Chi influenzo? Nessuno!

Fai benissimo a farlo, anzi fai del bene alla numismatica e agli appassionati.

Poi, secondo me, ma questo è un mio punto di vista personale, ci sono alcuni, che non sono certamente gli studiosi che scrivono e approfondiscono il tema, ma qualche furbetto venditore che prendono questi tipi di studio e li sfruttano per doppi fini, dicendo questo è una variante spettacolare che rende una moneta/banconota/medaglia super rara e costosa, ne ha parlato anche Tizio o Caio, ecc ecc ...e secondo me in alcuni casi è solo un pretesto per tirare su il prezzo..

In altri casi sono delle vere rarità...

9 minuti fa, dearitio dice:

Partiamo dall'ultimo , che forse è il primo dei problemi.

I falsi chi li vende? Solo i furbetti?

Non credo, molto probabilmente anche qualche commerciante e qualche perito  ( in buona fede ) hanno preso e continuano a prendere  granchi.

Io sono convinto che se vuoi correre pochi rischi devi affidarti ad una persona che conosce il periodo , non da quello che spazia dalle guerre puniche a quelle d'indipendenza.

Ma te ti fidi ciecamente di quelle sigillate?  ( che in teoria sono sinonimo di garanzia )

Io no.

Concordo con te, i falsi per me sono un qualcosa da accettare se fai numismatica.

Anche il migliore dei periti può sbagliare e questo fa parte del gioco. Poi uno deve pure impegnarsi e studiare per evitare fregature, almeno le più palesi.

Io infatti i falsi non li ha inseriti tra le cause del decadimento della numismatica..

 

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1 minuto fa, Admin dice:

Poi, secondo me, ma questo è un mio punto di vista personale, ci sono alcuni, che non sono certamente gli studiosi che scrivono e approfondiscono il tema, ma qualche furbetto venditore che prendono questi tipi di studio e li sfruttano per doppi fini, dicendo questo è una variante spettacolare che rende una moneta/banconota/medaglia super rara e costosa, ne ha parlato anche Tizio o Caio, ecc ecc ...e secondo me in alcuni casi è solo un pretesto per tirare su il prezzo..

Ho messo come esempio l' ESIMIO ESPERTO che voleva affibbiarmi la banconota...........

 

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Vero quanto dice l'amico Renzo, @Piakos, la numismatica di medio o basso livello, quella dello spl e del bb o meno, vive da alcuni anni un periodo nero, con prezzi evidentemente ridimensionati che ora sono allineati a quelli di 20 anni fa.

questo è dovuto, a mio avviso, principalmente a 2 fattori:

1- la crisi economica, che di fatto ha spazzato via i collezionisti con un portafogli meno capiente, i quali oggi hanno come pensiero fisso il cercare di arrivare a fine mese e non certo le monete 

2- il cambiamento di rotta del mercato, orientato sempre più verso le alte conservazioni. I collezionisti di oggi puntano ad avere in collezione pochi pezzi, per giunta per tipologia, ma di altissima conservazione, mentre un tempo le collezioni erano più vaste e si ricercavano anche i millesimi. Credo che la zecca di Genova possa essere un esempio valido....

siamo nella civiltà dell'immagine, amava dire mio padre, dove conta più l'apparire dell'essere, dove ha più importanza la forma, del contenuto. La numismatica sembra si sia adeguata a questi nuovi standard dove è "in" il fdc, l'eccezionale, dove ci si strappa i capelli e si sborsano fior di soldoni per un ms65 al doppio di un ms62 (tradotto, fdc vs q.fdc)

studiosi ? Certo, se prendiamo il panorama odierno e lo raffrontiamo con quello della fine '800 o prima metà del '900 il risultato appare deludente; la quasi totalità dei collezionisti (ma anche molti commercianti) dell'epoca erano anche studiosi di rilievo (Promis, Vitalini, Gnecchi, Cagiati ecc) mentre oggi solo una minoranza dei collezionisti (e dei commercianti) approfondisce la materia.

Però nuovi libri ed articoli vedono ancora la luce, nonostante vi sia sempre meno di nuovo da dire. 

Le normative....tasto dolens.... Le leggi italiane, o meglio la loro nefasta interpretazione ed applicazione, hanno di fatto decimato il numero di collezionisti del settore (parlo di greche e romane) Risultato ? Le monete provenienti da scavi illeciti continuano a prendere la via dell'esterro, come è sempre stato. 

un panorama non certo esaltante, concordo, ma da qui ad intonare il requiem direi che - fortunatamente - ne passa.

un saluto

alberto

Edited by Alberto Varesi
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3 ore fa, Alberto Varesi dice:

2- il cambiamento di rotta del mercato, orientato sempre più verso le alte conservazioni. I collezionisti di oggi puntano ad avere in collezione pochi pezzi, per giunta per tipologia, ma di altissima conservazione, mentre un tempo le collezioni erano più vaste e si ricercavano anche i millesimi. Credo che la zecca di Genova possa essere un esempio valido...

Sull'onda di questo cambiamento molto spesso si assiste al fenomeno di "restauro" non dichiarato per portare una moneta al fdc che prima non aveva. 

Alberto, mi togli una curiosità?. Ma le monete BB che nessuno vuole stanno subendo un calo dei prezzi? Nel senso se le monete FDC stanno subendo un incremento dei prezzi per le numerose richieste, per converso, le monete di bassa conservazione, stanno diminuendo il loro valore?

Se qualcuno come me, che vuole iniziare a collezionare, potrebbe quindi intercettare monete di media dimensione a prezzi ribassati rispetto al passato?

3 ore fa, Alberto Varesi dice:

Le normative....tasto dolens.... Le leggi italiane, o meglio la loro nefasta interpretazione ed applicazione, hanno di fatto decimato il numero di collezionisti del settore (parlo di greche e romane) Risultato ? Le monete provenienti da scavi illeciti continuano a prendere la via dell'esterro, come è sempre stato. 

Certo. Sottoscrivo. Uno scenario però a macchia di leopardo. 

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purtroppo certi atteggiamenti seguono il mercato: vuoi la moneta fdc ? Bene, io ti dichiaro che la mia lo è (a prescindere)

vuoi la moneta senza colpi, fori, graffi ecc ? Li tolgo e....voilà, la moneta torna appetibile.

una volta queste cose erano meno frequenti, vuoi perchè la differenza tra moneta con colpo e quella senza non era così elevata, vuoi perchè la moneta con il colpo si vendeva.

quanto alla tua domanda, sì, per diversi settori e tipologie il prezzo del bb è calato. Un esempio, il 20 lire "cappellone o elmetto", che qualche anno fa costava dai 150 ai 200 euro per un buon bb ed ora se ne spuntano meno di 100

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Però @Alberto Varesi è strano constatare come gli operatori del settore non abbiamo un codice deontologico da seguire né un organismo di autoregolamentazione...o mi sbaglio?

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@Alberto Varesi ha fatto un quadro realistico e, per certi aspetti, disarmante dell'attuale situazione; tanto più veritiero provenendo da una persona che nel mondo della numismatica lavora da anni con serietà.

Nelle cose dette da Varesi vedo anche una conferma di alcune mie riflessioni e lo stimolo a continuare a raccogliere e studiare le monete che mi interessano, sperando (egoisticamente, lo confesso) che il buon vecchio BB continui ad essere disprezzato dai fanatici (e facoltosi) amanti del FDC e continui ad essere acquistabile, magari con ulteriori ribassi!;)

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Ragazzi...vogliamo dire la verità...ebbene diciamola.

Le cose belle sono sempre piaciute a tutti e sono sempre serviti dei soldi per averle. Altrimenti, tranne qualche  affare o colpo di fortuna...nisba!  In tempo di guerra anche le cose belle crollano...fuori da questa inauspicata ed esecrabile tragedia...le cose belle (meglio se importanti) si rivalutano e si sopravalutano.

Poi c'è la storia antichissima della volpe e dell'uva...e fa parte dell'umano vivere. Ne sono vittima anche io.

Infine non si creda che tutti quelli che comprano cose...nel nostro caso monete, belle...siano ricchi a gogò. Non è vero. Sicuramente trattasi di gente che non fatica ad arrivare a fine mese...certo. Ma la maggior parte è gente benestante o poco più che ha passione...e anche il coraggio di mettere il danaro nella numismatica, Anche perchè è probabile che, con le belle monete, è difficile rimetterci.

Ma non trattasi di investitori (anche questi una minoranza) ...la passione è sempre dominante, se poi - in un mondo in cui poche cose sembrano oggi avere un valore affidabile - la passione si coniuga con un buon rifugio: meglio!

Credo che qui si possa infine ridurre il discorso.

Purtroppo...per tutti quelli che hanno/abbiamo acquisito nel tempo monete di medio-basso, medio o medio-alto calibro...sono tempi duri. In pratica..ci stiamo rimettendo un bel po' di soldi. Torneranno tempi migliori? In Italia non si è in grado di dirlo o di prevederlo...e qui torniamo al significato di questo topic o, se volete al tema iniziale che ho introdotto con il primo post.

La risposta che ci ha dato anche l'amico Alberto Varesi è positiva nella negatività: la numismatica italiana soffre e non poco.

 

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Discussione difficile, sfuggevole, viscida e perfida. :2_grimacing:

Ha ragione  @Piakos.

Ha ragione @Lugiannoni.

Ha ragione @dearitio.

Ha ragione @Admin.

Come non convenire con l'esperienza di @Alberto Varesi?

Avrà ragione chiunque vorrà intervenire. Lo sostengo con decisione granitica fin da ora.

Ma tutti insieme, temo, non sfioreremo una frazione di "verità" poichè ognuno, paradossalmente e fortunatamente, ha una propria idea del "fenomeno in indagine", piu' o meno vasta, piu' o meno stereoscopica, ma difficilmente commensurabile con quella degli altri. Anche solo parzialmente.

Tempo fa si scrisse dello "stile" del collezionista. L'approccio al sistema mercato-studio-moneta che caratterizza ogni soggetto in campo. Sotto questo profilo, ahimè, ogni singolo soggetto nell'agone è unico, vista la scarsità numerica della base. 

Continuo a seguire appassionatamente.......

 

Edited by f.dc
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Sicuramente tutti conoscerete la "bolla dei tulipani" scoppiata nel XVII secolo in Olanda. Per i pochi che non la conoscessero dico solo che si creò  una frenesia speculativa centrata sull'acquisto dei bulbi, che giunse addirittura all'acquisto di futures.

Il bulbo di un tulipano particolarmente bello e ricercato, il Semper Augustus - ripeto, un solo bulbo! - arrivò ad essere acquistato per 6.000 fiorini oro! 

Semper_Augustus_Tulip_17th_century.thumb.jpg.b45db5813dde10915f3087ef33a1aff7.jpg  tulipano Semper Augustus

Inutile e superfluo dire che quando la bolla scoppiò - e tutti sappiamo che le bolle prima o poi scoppiano - vi furono centinaia di olandesi benestanti e/o ricchi che avevano venduto palazzi e proprietà e che si trovarono in rovina. 

Non voglio con questo preconizzare future sciagure del mercato numismatico, ma mi rifiuto di credere, come ha detto qualcuno,  <che la Storia insegna  che nessuno impara dalla Storia>.

Un modo, azzardo, potrebbe essere quello di "sganciare" le quotazioni delle FDC/SPL dalle conservazioni minori. Mi pare di aver notato, specie nei prezzari, che all'aumento di valore delle conservazioni  massime, corrisponde un rialzo spalmato un po' su tutte le altre, a cascata.

Posso sbagliarmi, ma se così fosse confermato, rivedendo questo meccanismo il mercato delle monete "cenerentole" potrebbe forse riavere una boccata di ossigeno, rivitalizzandosi.

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Molto interessante la storia della bolla speculativa dei tulipani, non la conoscevo, grazie @Lugiannoni

la differenza tra le monete e, ad esempio, i brillanti, i metalli preziosi o....i tulipani di cui sopra, è la reperibilità bel bene oggetto di speculazione.

quando il bene è reperibile con una certa facilità, o quando i prezzi di mercato sono gonfiati artificiosamente, la bolla speculativa è destinata a sgonfiarsi. 

Lo hanno imparato, a loro spese, gli olandesi di cui sopra come i fratelli Hunt negli anni '80 con la speculazione sull'argento

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 @f.dc

sopra dixit....

....ogni singolo soggetto nell'agone è unico, vista la scarsità numerica della base

Questa è l'illuminazione.

A voler parlare anzi scrivere...ancora chiaro: checchè ne abbiano detto alcuni in passato la Numismatica non è collezionata da turbe e folle.

E questo è un dato.

Ultimamente:

- manca il ricambio od è esiguo tra i collezionisti per ragioni intuibili (minore cultura in primis e iper modernizzazione del gusto anche estetico);

- la crisi famosa ha falcidiato a destra e a manca, temo che anche i benestanti (ancora in bonis) si siano raffreddati negli acquisti.

Quindi?

Quindi in Italia (perchè  di collezionismo in Italia qui si parla) scarseggia esattamente la domanda...e come ci ricorda l'amico Alberto @Alberto Varesi la cosa ha una sua importanza...(anzi una gravità) che sta affossando le quotazioni come accade anche per il mercato immobiliare.

Con una differenza:

Anche gli appartamenti grandi e belli soffrono...anzi soffrono di più perchè costano troppo rispetto alle possiblità (e alle mode) attuali.

Le monete belle e interessanti non sembrano soffrire anche se costano molto, perchè ce ne sono/ne escono  poche per quanti siano disposti a comprarle,

Credo ci sia poco da fare, sul punto, oltre le variegate ed uniche (è verissimo) esperienze.

Cambierà ancora?

Nulla è immutabile. Ma la Numismatica rimarrà solo per la grande conservazione...potete scommetterci. E questo spiega perchè delle collezioni (anche grandi) stiano/siano passate da ultimo sul mercato in italia, malgrado i possessori siano ancora abbastanza giovani e/o in buona salute. Cioè sbrighiamoci prima che i prezzi scendano ancora. 

Bisognerebbe comprare solo monete belle...anche se numismaticamente è una bestemmia.

P.S.

Approfittare dei ribassi delle quotazioni e comprare? Purtroppo sulla conservazione dallo spl in giù manca proprio l'interesse...basta andare alle aste per rendersene conto, a meno di svendere. Ma dov'è il fondo?

 

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@Alberto Varesi  e altri...

Sui tulipani avevo letto e salvato un articolo (non ricordo dove pubblicato) che si riferiva alla ben nota vicenda di una banca ( la B minuscola è voluta).

Ve lo passo quì :

Le speculazioni finanziarie sui derivati non sono affatto una invenzione tecnologica,  ingegnosamente scoperta dagli analisti finanziari americani, bensì  sono un’idea finanziaria del Monte dei Paschi di Siena, che si è espressa 375 anni fa e che allora portò l’Europa alla catastrofe, seminando miseria, povertà e fame.

 

Nei primi decenni del ‘600, grazie all’eccitazione mercantile dovuta alla scoperta dell’America e all’introduzione sui mercati europei di ingenti quantitativi di oro, argento e derrate alimentari, provenienti dal nuovo continente in via di spoliazione, gli europei creano “la borsa valori delle merci e dei preziosi” di cui Amsterdam diventa il centro propulsore.

Il Monte dei Paschi di Siena, la più solida e antica banca europea (fondata nel 1472) diventa il più forte istituto di credito finanziario dell’epoca, luogo di incontro della finanza vaticana e delle rendite finanziarie delle oligarchie aristocratiche europee che lì si incontrano per scambiarsi i loro titoli e creare le grandi rendite patrimoniali europee.  Nel 1593, il Monte dei Paschi di Siena finanzia Johannes Van Bommel, un grande mercante dell’epoca, il quale importa dalla Turchia i bulbi di tulipano, investendo nella loro coltivazione.

Qualcosa di inspiegabile però accade. Anche se da allora sono trascorsi 400 anni, seguita a rimanere un mistero della mente umana. I tulipani diventano ben presto una specie di feticcio della neo-nata classe borghese mercantile, dando vita a una gigantesca febbre collettiva che invade tutta l’Europa. Gli storici e gli antropologi inglesi hanno addirittura coniato il termine “tulipomania” parola che, da qualche anno, indica una specie di malattia dello spirito che porta gli individui a speculare in borsa su “qualcosa di evanescente che non esiste”. Poco a poco, in tutto il continente si diffonde la mania dei tulipani che diventano ben presto un vero e proprio social status.

Dovunque, da Lisbona fino a Roma, da Glasgow fino alla lontana Varsavia, gli europei si gettano nell’investimento di azioni dei bulbi di tulipano e in tutto il continente si aprono agenzie di cambio locale, gestite in appalto dal Monte dei Paschi di Siena. Al mattino si apre la contrattazione ad Amsterdam e alle 15 partono a cavallo i corrieri con i risultati del giorno, attraversando tutta l’Europa per andare a negoziare i titoli nelle diverse capitali. Ben presto, l’Europa comincia a diventare piccola e le capitali entrano in veloce contatto tra di loro, dando vita alle prime società di trasporto continentali.

Nel 1605 la domanda di bulbo di tulipano raggiunge livelli vertiginosi. Vengono attribuiti nomi curiosi e strani ai bulbi e le famiglie di possidenti investono ingenti quantità di denaro su questo fiore. Nel 1623, un certo bulbo di tulipano, di un colore magari raro, arriva a costare il corrispondente di oggi di circa 50/70 mila euro. Il record viene toccato dal “semper Augustus” che viene scambiato nel 1630 per la cifra vertiginosa di 100.000 fiorini, pari a 250.000 euro odierni.

In quell’anno, un certo Messer Cucinotti, ragioniere plenipotenziario di Monte dei Paschi di Siena nella sede di Amsterdam ha un’idea che seduce l’intera Europa: “la speculazione sui derivati finanziari” che lui inventa e codifica, in uno splendido testo di follia delirante finanziaria (si trovano i testi dell’epoca nella “Biblioteca pelagia di parte guelfa” a Firenze) con il termine “commercio del vento” o altrimenti detto “commercio finanziario delle nuvole”. Il Monte dei Paschi di Siena stampa dei contratti di assicurazione sul titolo dei bulbi e poi li assicura presso una loro filiale a Londra, la quale ne rivende –a prezzo maggiorato- il potenziale profitto di lì a sei mesi. Chi acquista quel titolo, lo rivende a un altro prezzo maggiorato e così via dicendo, per cui uno stesso titolo di possesso di un bulbo tocca il record nel 1632 di 186 proprietari della stessa azione a prezzi completamente diversi: la stessa azione vale 1 oppure 8 oppure 75 a seconda di quando è stata acquistata e da chi. La banca senese dà prestiti per acquistare bulbi di tulipano e raccoglie in garanzia proprietà immobiliari e terre coltivate, creando una massa finanziaria speculativa che nel dicembre del 1635 raggiunge una cifra pari a 15 volte l’intera ricchezza reale europea.

Finchè alla fine del 1636 alcuni aristocratici, bisognosi di danaro in contanti per finanziare spedizioni navali o costruirsi un castello cominciano a vendere e si arriva al 9 febbraio del 1637 quando l’ondata di vendite si abbatte sul mercato provocando la più gigantesca catastrofe finanziaria che sia mai stata registrata nella storia. Il tutto avviene a una velocità inusitata per quei tempi, in pochissime settimane. E il mercato dei tulipani crolla. Migliaia e migliaia di famiglie si trovano sul lastrico perché il Monte dei Paschi di Siena attraverso le guardie reali olandesi requisisce le loro proprietà immobiliari date in garanzia per titoli di bulbi di tulipano che sulla carta valgono milioni ma che in realtà sono carta straccia.

Nel solo mese di giugno del 1637, nella città di Amsterdam 15.000 persone sono travolte dal dissesto. La città di Arnheim diventa un enorme cimitero e così la città di Hannover, di Besancon, la lontanissima L’vov al confine tra la Polonia e l’Ucraina. L’Europa è travolta dal crollo della finanza sui derivati. Le famiglie rovinate abbandonano le loro terre che rimangono incolte provocando penuria e carestia nella popolazione.

Nasce così la immensa ricchezza patrimoniale del Monte dei Paschi di Siena, che riesce a non fallire grazie all’intervento del Vaticano che accordandosi con il re d’Inghilterra dichiara “diabolici” i contratti stipulati dagli aristocratici di mezza Europa.

Confisca i beni dati in garanzia, identificati come “oggetti del diavolo”, di cui diventa legittima proprietaria.

 

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Torniamo al collezionismo.

E' ormai noto a tutti che :

Il prezzo di beni, servizi e tassi di interesse, in condizioni normali, si forma a seconda delle convenienze del sistema finanziario/industriale/politico dominante. Ove ciò non sia fisicamente possibile il prezzo si forma attraverso l’incontro fra domanda ed offerta.

Poichè il sistema finanziario/industriale/politico dominante (forse) non ha ancora rivolto le sue sporche attenzioni al commercio numismatico, oggi è ancora in essere la seconda parte della suddetta citazione è cioè il prezzo si forma attraverso l’incontro fra domanda ed offerta.

E' indubbio, e lo dico da anni, che per il regno e in particolare per VE III e ancor piùin particolare per gli ORI del suddetto ci sia più offerta che domanda. Ci sono aste che ne rigurgitano. Una a Torino di B....fi di "cioccolatini" ne aveva, se ben ricordo, addirittura  110, tutti venduti ma se ho visto bene a commercianti che, mi dicono, hanno interesse a sostenere i prezzi. ( e qui mi devo ricredere perchè in questi frangenti il sistema finanziario-commerciale interviene eccome se interviene...Ovvio. Se ci sono più monete che collezionisti i prezzi non possono salire,ma che almeno non scendano eccheccavolo....).

Se il COLLEZZZZIONISTA (maiuscolo e in grassetto e pure con 4 zeta) persegue il suo scopo che è quello di collezzzzionare e studiare non si preoccupa se la monetina che ha pagato 100 se vuol venderla recupera 20. Ma perchè venderla......la vendano gli eredi ( e quello che fanno e se recuperano 20 chissenef. tanto mica l'hanno accattata loro, ed è comunque tutto denaro recuperato tanto alla "buonanima" non  importa più niente).

Così succede che a collezionare monete che collezionano altri tre in tutto il mondo e quindi non c'è quasi concorrenza si comprano inediti o minimonete (obboli,mezzobboli e quaqquaraqquà, scusate intendevo scrivere tetartemorion mi è scappato il dito..) per 35 euro ( extremely rare) e per poco di più degli inediti o dei " sesta conosciuta di questa città", due sono nei musei e tu ha comprato la quarta in mano a collezionisti. Manca un pezzo di metallo  su un lato, è indubbiamente passata di mano un milione di volte e si vede, ma cosa pretendi per 60 eurozzi.

Non so quale futuro ci sarà per la numismatica in Italia ma sicuramente lo vedo meno brillante di quello di altri paesi.

Cordiali saluti e buone monete a tutti

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