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Avviso tutti gli interessati alla monetazione etrusca che venerdì 6 e sabato 7 ottobre si terrà a Populonia  (Piombino) un convegno dal titolo  " Le monete degli Etruschi: a 42 anni dal convegno di Napoli".

Il convegno, che ha il patrocinio dell'ISTITUTO ITALIANO DI STUDI ETRUSCHI ED ITALICI, è organizzato dal Comune di Piombino, dall'Associazione Archeologica Piombinese e dalla PARCHI VAL DI CORNIA SpA, si pone l'obiettivo  di puntualizzare lo stato degli studi sulla monetazione etrusca, studi che non hanno visto altri momenti di sintesi e di confronto dopo il convegno che si tenne a Napoli nel lontano 1975.

Entro pochi giorni sarò in grado di postare il programma definitivo del convegno che si terrà all'interno delle suggestiva area archeologica di Populonia.

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https://www.sixbid.com/browse.html?auction=3994&category=104034

segnalo questa asta di kunker che presenta molte monete etrusche.

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10 ore fa, bubbolo dice:

https://www.sixbid.com/browse.html?auction=3994&category=104034

segnalo questa asta di kunker che presenta molte monete etrusche.

Le avevo già schedate, comunque grazie mille per la segnalazione!^-^

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Allego il programma del convegno.

Mi scuso sin d'ora con gli amici perchè per seguire gli aspetti organizzativi e logistici e dare una stesura definitiva al mio intervento sono e sarò piuttosto impegnato.

programma.pdf

LOCANDINA (2).pdf

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Eeeeehhhh!

Luciano! Sarai indaffaratissimo...

Non ti leggo tra i relatori....o ho letto male?

 

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25 minuti fa, Piakos dice:

Eeeeehhhh!

Luciano! Sarai indaffaratissimo...

Non ti leggo tra i relatori....o ho letto male?

 

Venerdì, seconda sessione, ore 16,45 (più o meno l'ora dell'abbiocco!).

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@Admin, @Piakos. Non sarà che mi perculeggiate? (verbo maremmano; indica un'azione tesa ad ironizzare nei confronti di un altro).  ;D

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2 ore fa, Lugiannoni dice:

@Admin, @Piakos. Non sarà che mi perculeggiate? (verbo maremmano; indica un'azione tesa ad ironizzare nei confronti di un altro).  ;D

perbacco...direi di no!

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Noooooo...

Ma possiamo vederti in video conferenza durante il convegno?. Per noi che siamo lontani è una bella occasione....

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6 ore fa, Admin dice:

Noooooo...

Ma possiamo vederti in video conferenza durante il convegno?. Per noi che siamo lontani è una bella occasione....

Mi spiace ma non è prevista la videoconferenza!

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Mannaggia...

facciamo così...

Lucià.! ospitaci in una delle tue magioni...in terra o all'Elba...

e veniamo compatti.

;D

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42 minuti fa, Piakos dice:

Mannaggia...

facciamo così...

Lucià.! ospitaci in una delle tue magioni...in terra o all'Elba...

e veniamo compatti.

;D

Non ho,  purtroppo, magioni nelle quali potervi ospitare ma un salto, almeno la prima giornata, qualcuno forse lo potrebbe fare. Vi aspetto!

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Sale l'attesa per questo convegno che si prospetta di grandissima importanza per la monetazione etrusca

Vi invito a leggere anche quanto scritto sul GdN http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=15031

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Il congresso è terminato con un notevole successo, sia per la qualità degli interventi che per la presenza di un numeroso pubblico costituito da studiosi, appassionati ma sopratutto da un numero consistente di giovani allievi provenienti da varie Università.

L'anno prossimo avremo gli Atti, che pubblicheremo su RASSEGNA DI ARCHEOLOGIA.

Intanto un paio di foto.

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Apertura del Convegno: al tavolo l'assessore P.Pellegrini, il Soprintendente A. Muzzi, il prof. M. Torelli, che presiedeva il convegno e F. Ghizzani Marcìa, presidente della Parchi ValdiCornia.

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Il pubblico

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Durante la visita alle mura dell'Acropoli di Populonia; da sn. F. Catalli, L. Giannoni, S. Bani ed I. Vecchi

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Alla fine una meritata pausa: da sn.: sig.ra Catalli, F. Catalli, E. Sorge, A. Maggiani, A. Viesti, H. Maiorana, S. Bani, I.Vecchi, L. Giannoni, A.Galiberti.

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Perbacco...baccone!

Un Gotha!

:14_relaxed:

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18 minuti fa, Piakos dice:

Perbacco...baccone!

Un Gotha!

:14_relaxed:

"Gotha"sarà Lei!

Dopo che avrò capito cosa vuol dire, mi riservo di farLe causa!

:D

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36 minuti fa, Lugiannoni dice:

"Gotha"sarà Lei!

Dopo che avrò capito cosa vuol dire, mi riservo di farLe causa!

:D

Ti difendo io Luciano.

Gli pignoriamo la collezione :):)

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Complimenti a tutti per questa splendida manifestazione

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Ripeto...un Gotha...che non è parente della gotta.

:14_relaxed:

Splendida?

Io direi Eccccezzzzzziuuunale!!!

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In attesa degli Atti del convegno, che spero usciranno entro la prima metà del 2018, unisco di seguito, per chi è interessato, una sintesi del convegno, scritta  dall'amico Fiorenzo Catalli.

<Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli

Il 6 e 7 ottobre 2017 si è svolto il Convegno “Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli” nella sede del Parco Archeologico di Baratti e Populonia (Piombino,LI) con la collaborazione del Comune di Piombino, de I Parchi della Val di Cornia, dell’Associazione Archeologica Piombinese e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici.

Il Convegno si è tenuto a 42 anni dal Convegno “Contributi introduttivi allo studio della monetazione etrusca” che si era svolto a Napoli nel 1975.

Quel Convegno napoletano  fu una eccellente occasione per fare il punto della situazione degli studi di numismatica nello specifico settore etrusco che in precedenza era stato visibilmente trascurato. Proprio in occasione di quel convegno sono stati ricordati gli studi del Garrucci (1885), del Sambon (1903), dell’Haeberlin (1910), della Cesano (dal  1926 al 1938) e di Panvini Rosati (dal 1961 al 1970), che hanno inevitabilmente, considerato il loro carattere frammentario, lasciato insoluti diversi quesiti.

A Napoli molte risposte furono date dai grandi nomi della numismatica e dell’etruscologia, guidati da Laura Breglia e da Massimo Pallottino, nelle giornate di studio, grazie anche alla prima grande raccolta di calchi delle monete etrusche conservate in musei italiani e stranieri, per l’occasione messi a disposizione degli studiosi.

Ma altri quesiti rimasero insoluti e non pochi studiosi, nei decenni successivi, si lamentarono del fatto che, nonostante i molti auspici espressi nel convegno, il settore della numismatica etrusca rimase di fatto nel dimenticatoio.

Per portare avanti gli studi di numismatica etrusca non fu sfruttato l’Anno degli Etruschi (1985) con le sue molteplici manifestazioni e mostre, né furono sfruttate le mostre che nei decenni successivi furono inaugurate in Italia e all’estero.

Il Convegno di Populonia non voleva avere la presunzione di colmare queste lacune ma ha voluto anzitutto fare il punto degli studi del settore, di quelli in corso e di quelli ancora da iniziare ed ancora di proporre nuovi spunti investigativi sia sugli aspetti della produzione monetaria che sulle valutazioni che tali produzioni dovevano avere nell’ambito della società etrusca.

Va anzitutto citata la relazione di Andrea Camilli che dopo aver effettuato uno scavo negli archivi storici ha recuperato la cartografia che gli ha consentito di ricostruire lo sfruttamento delle scorie ferrose da parte della Società Italica Populonia negli anni a partire dai primi del ‘900.

Tali scorie erano state abbandonate e gettate dagli Etruschi nell’area della necropoli arcaica in tali quantità da seppellire completamente le tombe. L’interesse per questo aspetto sta nel fatto che proprio a livello del primo strato di scorie fu rinvenuto nel 1939 un ripostiglio di oltre 600 monete in argento della zecca di Populonia, ripostiglio che, per quanto sicuramente giunto fino a noi non integro, riveste un particolare interesse per la ricostruzione della produzione monetaria della città di Populonia.

Di pari interesse l’intervento di Stefano Bani che documenti alla mano, anche in questo caso tratti dagli archivi storici, ha sollevato seri dubbi sull’autenticità delle monete in oro con il tipo della testa di leone, già presenti nelle collezioni pubbliche alla fine dell’Ottocento e sulle quali si sono avanzate numerose ipotesi per un inquadramento cronologico nella produzione monetaria etrusca. Il Bani ha fatto notare che tutte le monete in questione provengono dal mercato antiquario, ed in particolare dall’area di Campiglia, e che nessuna moneta è mai stata, a differenza delle altre serie, rinvenuta in scavi archeologici. L’ipotesi del Bani sulla non autenticità di queste serie merita la massima attenzione anche perché è stata supportata al Convegno da un intervento di Stefano Legnaioli del CNR di Pisa che ha effettuato una serie di analisi non distruttive con infrarossi XRF per analizzare il metallo utilizzato per la produzione di queste monete. La forte discordanza dei risultati che riflettono oscillazioni di presenza di oro fino dal 50% asl 98% fanno accrescere i dubbi sulla autenticità della serie aurea che non dobbiamo considerare più etrusca ma ottocentesca.

Un collaudato studio di Adriano Maggiani ha fatto il punto sui sistemi ponderali utilizzati dagli Etruschi documentati dal rinvenimento di pesi in diverse località. I sistemi ponderali, la cui adozione da parte della società antica ha certamente preceduto l’inizio di qualsiasi produzione monetaria nel Mediterraneo, sono alla base della produzione di moneta proprio perché la moneta antica era a “valore reale” ovvero valeva tanto quanto era il suo contenuto di metallo, oro, argento e bronzo. L’adozione di diversi sistemi ponderali ha certamente caratterizzato le diverse aree geografiche spiegando di fatto le differenze ponderali tra i pesi delle monete delle città etrusche ma anche greche di Magna Grecia e Sicilia e romane.

Di grande interesse lo studio dei coni eseguito da Luciano Giannoni con particolare riguardo per le serie in argento della zecca di Populonia con il tipo della Gorgone, della testa di Apollo e di Minerva. Il Giannoni ha ricostruito e spiegato la tecnica di esecuzione di cui ha offerto una sequenza di coni (ovvero la successione dei coni che di volta in volta venivano utilizzati e/o sostituiti, in caso di rottura e di consunzione) in rapporto tra i diritti e i rovesci delle monete considerate nello studio. Studio che ha bisogno di tempo per essere “digerito” ma che si presenta ricco di novità e spunti.

Italo Vecchi ha anticipato le novità e le revisioni di alcuni tipi monetali da lui studiati e pubblicati nel suo fondamentale repertorio della monetazione etrusca  Etruscan Coinage.

Fiorenzo Catalli ha fatto il punto della situazione sulla produzione di moneta fusa in bronzo che ha interessato le città di Tarquinia, Volterra e, nella Val d’Elsa e Val di Chiana, Arezzo o Cortona. La  monetazione assai modesta nei quantitativi prodotti e nella circolazione limitata al solo territorio tarquiniese, è una evidente produzione di prestigio per una città che nel 308 a.C. fu costretta a chiedre una tregua quarantennale a Roma e che nel 281 a.C. si vide confiscare una parte del suo territorio dai Romani. La sua monetazione evidentemente legata al magistrato Vel Pinie, capostipite della famiglia di cui alla tomba degli Scudi, è databile ai decenni che hanno preceduto il 308 a.C. e la sua produzione può essere stata utilizzata per  pagare servizi resi alla città proprio in occasione dello scontro con Roma.

Volterra mostra invece tre serie, ben definite dalla legenda Velathri, con i tipi della testa bifronte giovanile da identificare con Culsans il dio etrusco di cui si è rinvenuta una statuetta con il nome inciso a Cortona e con i segni di valore a distinguere i differenti nominali, nell’ordine del sistema divisionale duodecimale (=un asse corrisponde a 12 once : asse, semisse, triente, quadrante, sestante e oncia. Lo stesso sistema di peso è utilizzato da altre otto serie di monete fuse in bronzo che, a giudicare dai dati di rinvenimento, potrebbero essere attribuite ad Arezzo o Cortona.  

Simona Rafanelli, direttrice del Museo Archeologico di Vetulonia, ha fatto una completa rassegna delle nostre conoscenze sulla moneta di quella città che reca l’iniziale del nome della stessa, Vatl per Vatluna.

Le monete vetuloniesi tutte in bronzo si sono ritrovate numerose negli scavi del Falchi, che per primo identificò il sito della città etrusca, facendo riassegnare il nome all’abitato che aveva preso il nome di Colonna. Ma la Rafanelli ci ha mostrato come analoghi rinvenimenti di queste monete ancora caratterizzano gli scavi attuali.

A conclusione di due giornate intense Elena Sorge, funzionario responsabile dell’area di Volterra nella Soprintendenza di Stato, ha riassunto i dati vecchi ma soprattutto quelli nuovi sulla conoscenza della città etrusca . In particolare il rinvenimento e le prime ricostruzioni sull’anfiteatro di cui si ignorava completamente l’esistenza. Dati sullo sviluppo della città che aiutato ad inquadrare culturalmente ed economicamente la produzione della moneta.>

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Di grande interesse!

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