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Come vendere una collezione numismatica - adempimenti burocratici e legali

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Dato che molto spesso mi viene rivolta la domanda di cui in oggetto..ho deciso di postarla sul forum chiedendo di raccogliere qualche vostra riflessione al riguardo.

Avete avuto esperienze dirette?

Avete approfondito questa tematica?

 

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3 ore fa, Admin dice:

Dato che molto spesso mi viene rivolta la domanda di cui in oggetto..ho deciso di postarla sul forum chiedendo di raccogliere qualche vostra riflessione al riguardo.

Avete avuto esperienze dirette?

Avete approfondito questa tematica?

 

Posso citare la mia piccola esperienza.

Alcuni anni fa decisi di disfarmi della mia raccolta di monete napoleoniche (tenendomi ovviamente Lucca e Piombino); vi erano diversi pezzi interessanti e molti in oro.

A dirla francamente non ho dovuto procedere ad alcun adempimento. Ho inviato le monete alla casa d'aste e, a vendita avvenuta ho ricevuto la somma ricavata  assieme agli invenduti (pochi in verità).

Nel caso di vendita di monete antiche credo che la cosa sia più complessa: conditio sine qua non è il certificato di provenienza ma nel caso di conferimento a casa d'aste estera credo serva una qualche forma di nulla osta all'esportazione.

Qui mi fermo perchè  altri amici del forum ne sanno sicuramente di più e meglio, in particolare per le antiche.

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La cosa è molto semplice.

 Ogni collezionista dovrebbe essere in grado di dimostrare documentalmente la provenienza e la proprietà legittima delle proprie monete. Se può farlo non avrà problemi...salva la prelazione dello Stato Italiano che:

- potrà esercitare un acquisto coattivo delle monete che riterrà di interesse culturale significativo...alla stima d'asta o al valore che il collezionista avrà pagato per acquistarla in caso di individuazione fuori dalle aste. Nel primo caso è quindi importante dare una stima solida in sede d'asta alle monete che si vogliono licitare, anche se si rischierà di non venderle;

- potrà notificare l'interesse culturale di alcune monete al proprietario, vincolandole ai confini dello Stato italiano...in tal caso le monete - anche fossero bellissime - subiranno un forte deprezzamento e perderanno interesse nel mercato.

Contro tali provvedimenti, sicuramente lesivi dell'interesse privato del collezionista, si può ricorrere amministrativamente, in autotutela o, meglio, al TAR per tentar di dimostrare che non sussiste il forte interesse all'acquisto coattivo o alla notifica di vincoli da parte dello Stato italiano tramite il  MIBACT,  che è il Ministero competente.In ogni caso si andrà incontro a spese e a decisioni o sentenze che potrebbero essere sfavorevoli.

Non sono cose che capitano spesso. La maggior parte delle monete da collezione sono comuni...o già in possesso delle collezioni pubbliche.

Tuttavia un'alea dello Stato sussiste sempre  sulla numismatica.

Qualcuno ha avuto esperienze?

 

 

 

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Allora procediamo per gradi 

ho una collezione e devo venderla tramite una casa d aste. 

Devo firmare un contratto? Devo stare attento a quali clausole? Cosa aspetta alla casa d' aste? Alla fine dell'asta il trasferimento al terzo acquirente avviene automaticamente? Dopo la vendita , l'incasso come viene dichiarato al fisco?

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19 ore fa, Admin dice:

Allora procediamo per gradi 

ho una collezione e devo venderla tramite una casa d aste. 

Devo firmare un contratto? Devo stare attento a quali clausole? Cosa aspetta alla casa d' aste? Alla fine dell'asta il trasferimento al terzo acquirente avviene automaticamente? Dopo la vendita , l'incasso come viene dichiarato al fisco?

Nel caso personale citato precedentemente la cosa è andata in maniera tranquilla.

Ho inviato le monete con la richiesta di porle in vendita e la casa d'aste ha battuto le monete; di quelle vendute mi ha inviato la somma ottenuta (nel caso specifico per le valutazioni mi ero affidato a loro) detratta della percentuale loro  spettante (ora non mi ricordo quale, ma è facile verificarla in qualsiasi catalogo).

Ovviamente essendo le monete depositate presso la casa d'aste, è lei che cura gli invii ai nuovi acquirenti. 

Non mi risulta che vi sia alcun obbligo di dichiarazione al fisco.

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Il 27/8/2017 at 01:41, Admin dice:

Allora procediamo per gradi 

ho una collezione e devo venderla tramite una casa d aste. 

Devo firmare un contratto? Devo stare attento a quali clausole? Cosa aspetta alla casa d' aste? Alla fine dell'asta il trasferimento al terzo acquirente avviene automaticamente? Dopo la vendita , l'incasso come viene dichiarato al fisco?

La numismatica non ha obblighi fiscali per i collezionisti, a meno non si sia diventati dei commercianti occulti (finti collezionisti).

Si firma la lista delle monete conferite...il contratto è nel catalogo d'asta e si dà per accettato dalle parti. Si firmano solo a piedi della lista di conferimento le pattuizioni che derogano al regolamento del catalogo.

Con le Case non c'è trattativa...le condizioni le dettano loro con commissioni (a carico del conferente) intorno al 15% ed oltre. :3_grin:

A meno nonsi posseggano monete di grande interesse e di buon valore: allora si può cercare di trattare sia la strategia di vendita che le commissioni.

:14_relaxed:

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On 8/26/2017 at 11:24 PM, Piakos said:

La cosa è molto semplice.

 Ogni collezionista dovrebbe essere in grado di dimostrare documentalmente la provenienza e la proprietà legittima delle proprie monete. Se può farlo non avrà problemi...salva la prelazione dello Stato Italiano che:

 

 

Errato ! 

 

in uno stato civile e` lo stato a dover dimostrare la provenienza illecita. non il contrario 

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18 ore fa, rick2 dice:

Errato ! 

 

in uno stato civile e` lo stato a dover dimostrare la provenienza illecita. non il contrario 

Caro Rick...che fine avevi fatto? Ci sei mancato...sulle monete romanre ce ne sono di argomenti da approfondire con successo. :14_relaxed:

Per quanto dici...noi qui non dobbiamo discutere di cosa sarebbe meglio, ma di come gestire le monete sulla scorta della legislazione e della normativa attuali, vigenti in Italia.

:10_wink:

Dando consulenza a chi dovesse richiederla...

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quindi a volte sono più le paure di imbattersi in lungaggini burocratiche a limitare alcuni collezionisti nel conferire la propria collezione a case d'asta?

-  Si firma la lista delle monete conferite...il contratto è nel catalogo d'asta e si dà per accettato dalle parti. Si firmano solo a piedi della lista di conferimento le pattuizioni che derogano al regolamento del catalogo.

- nel caso vengono conferite monete trafugate e le monete vengono vendute tramite casa d'aste che succede?

- se vendo una collezione e incamero  euro 100.000,00, l'incremento patrimoniale deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi? in che settore?

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Tutti quesiti interessanti...ma, è il caso che gli utenti del Forum (iscritti) propongano casi concreti e fattispecie specifiche.

Ergo siamo qui disponibili a chi vuole chiedere lumi.

:12_slight_smile:

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Nel caso di vendita della propria collezione in Italia non ci sono adempimenti fiscali e/o obblighi dichiarativi. Si stipula un vero e proprio contratto con la casa d'aste incaricata della vendita dove vengono riportati i vari costi e/o commissioni, modalità a termini di pagamento a altro. Diverso il discorso se le monete vengono vendute all'estero (Europa, San Marino, Svizzera, ecc.) perché preliminarmente il proprietario delle monete deve fare richiesta di esportazione per tutto quello che ha più di 70 anni.

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3 ore fa, simonesrt dice:

Nel caso di vendita della propria collezione in Italia non ci sono adempimenti fiscali e/o obblighi dichiarativi. Si stipula un vero e proprio contratto con la casa d'aste incaricata della vendita dove vengono riportati i vari costi e/o commissioni, modalità a termini di pagamento a altro. Diverso il discorso se le monete vengono vendute all'estero (Europa, San Marino, Svizzera, ecc.) perché preliminarmente il proprietario delle monete deve fare richiesta di esportazione per tutto quello che ha più di 70 anni.

Benvenuto.

Esatto ciò che dici. Ed infatti è questo uno dei due principali motivi per cui, anche se la raccolta potrebbe essere venduta meglio all'estero...si preferisce restituirla al mercato in Italia. Ovviamente stiamo parlando di monete italiane...di zecche e stati italici.

Certo che se trattasi di monete classiche di una certa bellezza e valore...allora la sede extraterritoriale diventa importante per cedere bene le monete...e, allora,  possono iniziare i problemi...

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Il 28/8/2017 at 12:03, Piakos dice:

La numismatica non ha obblighi fiscali per i collezionisti, a meno non si sia diventati dei commercianti occulti (finti collezionisti).

Si firma la lista delle monete conferite...il contratto è nel catalogo d'asta e si dà per accettato dalle parti. Si firmano solo a piedi della lista di conferimento le pattuizioni che derogano al regolamento del catalogo.

Con le Case non c'è trattativa...le condizioni le dettano loro con commissioni (a carico del conferente) intorno al 15% ed oltre. :3_grin:

A meno nonsi posseggano monete di grande interesse e di buon valore: allora si può cercare di trattare sia la strategia di vendita che le commissioni.

:14_relaxed:

C'è chi arriva anche al 25%

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Ragazzi, se un Collezionista mi conferisce la sua collezione si fa una lista delle monete, si firma un conferimento e stop.

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2 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

C'è chi arriva anche al 25%

C'è una grossa ditta negli USA che tratta solo libri e chiedono il 25%. In Europa qualcuno chiede il 25% ma nomi non ne facciamo

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