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carledo49

Come procedere cautamente nell'acquisto

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Non mi permetto di rubare il mestiere ad Elledi, cui va tutta la mia stima per gli sforzi profusi nel rendere di dominio pubblico la regolamentazione giuridica nel campo della Numismatica, queste mie riflessioni, frutto dell'esperienza ultra quarantennale di collezionismo numismatico, sono solo dedicate a chi inizia a muovere i primi passi, a chi recentemente ha scoperto un certo interesse per questa meravigliosa disciplina e a chi inizia a trasformarsi da semplice e banale raccoglitore in collezionista vero e proprio.

    Non entrando nel merito delle varie tipologie di collezioni, dei loro periodi storici o le forme di investimento numismatico secondo canoni estetici o valore intrinseco, mi soffermerei un attimo su un unico punto abbastanza trascurato, sottovalutato e mal interpretato, sia dai novizi che dai collezionisti di vecchia data: il reperimento del materiale da collezione .

ACQUISTO:

La base di partenza nell'acquisto è quello di rivolgersi esclusivamente a commercianti provvisti di licenza, di riconosciute capacità professionali e lunga tradizione commerciale. Anche le maggiori Case d'Asta offrono ampie garanzie di affidabilità e competenza in quanto verificano o fanno valutare da professionisti riconosciuti il materiale in vendita.

Certamente il collezionista non sarà totalmente al riparo dall'acquisto di un falso, ma avrà sicuramente molte possibilità in più di ricuperare i propri soldi nella eventualità che documenti l'acquisizione di una moneta non originale o conforme a quanto proposto.

Acquistando in questi due canali, ma in generale da chiunque, è necessario farsi rilasciare una dettagliata ricevuta fiscale che riporti chiaramente specificato:

    -Descrizione dell'oggetto

    -Suo prezzo d'acquisto (possibilmente reale)

    -L'origine d'acquisto o numero dell'oggetto segnato nel Registro di carico della Questura che ogni commerciante deve  detenere, compilare ed aggiornare per legge.

    -L'indicazione della natura dell'oggetto con eventuale perizia di originalità. 

Sarebbe auspicabile, ma moltissimi commercianti non lo fanno, così pure le Case d'Asta, farsi rilasciare unitamente alla fattura/ricevuta fiscale (come prevede la legge) una SCHEDA TECNICA compilata e sottoscritta dal venditore con eventuale foto dell'oggetto e descrizione dettagliata che garantisca sia l'autenticità che la legittima provenienza del bene venduto (soprattutto per le monete antiche).

Adempiendo a queste formalità si avranno ottime possibilità di recuperare i propri quattrini nel malaugurato caso che l'oggetto non sia rispondente alle caratteristiche indicate dal venditore e di far valere i propri diritti in sede legale.

Questa scheda tecnica sarà un'ottima garanzia e potrà tornare utile nel caso di un possibile furto (identificazione della moneta) o al momento di una stipula di contratto di assicurazione contro il furto medesimo, oltre, naturalmente, come tutela personale di incauto acquisto, punibile dalla legge "senza se e senza ma" (la Legge non ammette ignoranza!)

La normativa Europea consente anche gli acquisti tra privati. Tuttavia questo tipo di transazione, oltre a non fornire alcuna garanzia di autenticità se non in casi particolari, presenta talvolta notevoli rischi riguardanti la certezza della legittima provenienza del bene. Per ovviare almeno in parte a questo inconveniente, si rende necessaria a propria tutela la richiesta di una adeguata documentazione che dovrebbe essere:

Dichiarazione di vendita sottoscritta dal venditore  con foto dell'oggetto, descrizione, prezzo, codice fiscale, fotocopia della Carta di Identità, luogo e data della transazione.

Questo dovrebbe valere anche con un altro metodo d'acquisto ormai piuttosto diffuso: le aste on-line, dove un privato può mettere in vendita beni facenti parte della sua disponibilità personale.

In quest'ultima tipologia di acquisti, anche con promesse di ampie garanzie, in molti casi non si riesce a recuperare i soldi spesi in caso di oggetti non rispondenti alle caratteristiche dichiarate dal venditore. Suggerisco di diffidare sempre dei venditori con feedback che non si avvicinino al 100%, o che vendano anche altre tipologie di prodotti o che inseriscano foto piccole o scarsamente dettagliate. Gli incauti acquisti sono all'ordine del giorno e non a caso, dopo attenti controlli, per colpa di qualche moneta antica, ci si ritrova con intere collezioni sequestrate.

ACQUISTI PER EREDITA' O LASCITO

E sicuramente l'ultima nota dolente

Spesso le collezioni si tramandano di padre in figlio o altri parenti senza una adeguata documentazione che ne attesti il valore e le caratteristiche

Al di la del valore venale, affettivo o numismatico, si consiglia di valutare bene ogni pezzo facente parte del lascito (la provenienza da collezioni importanti non è sinonimo di garanzia assoluta).

Interpellate esperti numismatici possibilmente iscritti all'albo dei Periti del Tribunale dalla vostra città e diffidate di consigli di amici o pseudo tali che mal vi possono consigliare; nel caso aveste ricevuto oggetti di scavo, monete antiche o di rilevante valore artistico, dovrete dichiararne il possesso alla locale Soprintendenza ai Beni Culturali.

Ricordarsi sempre che acquistare senza giusti titoli qualsivoglia oggetto, comporta quasi sempre la commissione di un illecito, sia da parte di chi vende che di chi acquista; soprattutto per quest'ultimo ci saranno sanzioni severissime nel caso di oggetti di illecita provenienza, sino all'accusa (anche per delazione, purtroppo) di ricettazione punibile dal Codice Penale con pene fino a 6 anni di reclusione.

Finché è possibile pagate sempre con assegno NON TRASFERIBILE intestato al venditore. Ciò produrrà una tracciatura legale e materiale della transazione.

Spero di esservi stato di una qualche utilità

Carlo

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In relazioni agli acquisti per lasciti ereditari, mi permetto di proporre quanto scrive la DIREZIONE GENERALE PER LE ANTICHITÀ sul proprio sito:

Se ho in casa dei reperti archeologici che appartengono alla mia famiglia da molto tempo a chi mi rivolgo?

La denuncia di detenzione deve essere presentata alla competente Soprintendenza per i beni archeologici entro 24 ore da quando si è avuta coscienza del possesso dei beni. Se si è in grado di dimostrare che i reperti appartengono alla famiglia in seguito ad acquisto, eredità, donazione o per altri motivi comunque leciti, la Soprintendenza, previa verifica dei documenti prodotti e catalogazione dei reperti,  può acconsentire al mantenimento del possesso, e nel caso di beni di particolare importanza, può adottare la procedura di dichiarazione di interesse (vincolo).

In tal caso il possessore assumerà l’impegno di adottare adeguate misure per la sicurezza dei materiali, tra cui segnalare preventivamente ogni eventuale spostamento di sede, con la disponibilità a sopralluoghi di controllo e verifica da parte della Soprintendenza.

Quest’ultima svolgerà verifiche e controlli sui beni, anche in collaborazione con le Forze dell’Ordine, e conserverà i dati relativi ai reperti e collezioni denunciate in un apposito archivio.

È possibile in Italia vendere collezioni o beni archeologici?

Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, la proprietà o la detenzione di beni archeologici mobili e immobili vincolati devono essere obbligatoriamente denunciati alla Soprintendenza per consentire l’esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero. Questo ha la facoltà di acquistare al medesimo prezzo stabilito nell’atto di alienazione. La prelazione da parte dello Stato assolve l’interesse pubblico di arricchire il proprio patrimonio storico ed artistico e deve essere esercitata entro sessanta giorni dalla ricezione della denuncia.

La denuncia di trasferimento deve essere effettuata entro trenta giorni dall'alienante in caso di alienazione a titolo oneroso o di trasferimento della detenzione, dall'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare,  dall'erede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte.

Nel caso che la denuncia sia stata omessa o presentata in ritardo o sia incompleta, il Ministero può esercitare la prelazione nel termine di centottanta giorni dal momento della ricezione della denuncia tardiva o dall’acquisizione degli elementi costitutivi della denuncia stessa.

Ecco il link http://www.archeologia.beniculturali.it/index.php?it/167/faq#faq9 da dove ho tratto le informazioni. È molto interessante perché ci sono ulteriori aspetti che possono riguardare quelle monete che data la loro rarità ed antichità vengono definite come beni culturali

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