Cliff

Una patrimoniale sulle monete in arrivo nella Manovra del Governo?

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 http://www.repubblica.it/economia/2017/10/18/news/manovra_bollo_sulle_assicurazioni_sulla_vita_e_mini-cedolare-178627033/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S1.6-T1

Pare sia l'ultima pensata dei nostri governanti, e sì, le monete parrebbero proprio incluse nella cosa...

Mala tempora currunt...

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Brutta questione. Ci rimettono tutti: commercianti costretti ad alzare i prezzi per sopperire all'introduzione della tassa, e acquirenti costretti gioco-forza a pagare di più. Spero che almeno abbiano il buon senso di valutarla solo per esemplari (o per importi) sopra una certa quota. 

Vediamo come evolverà la questione...

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5 minuti fa, Spoudaios dice:

Non solo, parrebbe che vada anche a privati che vendono le proprie monete / collezioni.

Vediamo cosa succede e cosa passa.

E' soprattutto questo il problema principale per il collezionista se dovesse passare la cosa...

Perchè prima o poi, noi o gli eredi, si dovrà sempre vendere... :(

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addirittura sussiste la possibilità di pagare un forfait del 40% del reddito percepito per la vendita di collezioni 

 

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4 ore fa, Admin dice:

addirittura sussiste la possibilità di pagare un forfait del 40% del reddito percepito per la vendita di collezioni 

 

.....e sarebbe una follia. Già vendere noi direttamente una collezione di questi tempi (con la crisi te la svalutano almeno del 50%) o i nostri eredi (che svenderebbero malamente pur di sbarazzarsi dell'ingombro e realizzare qualcosa non rendendosi conto del valore), se poi ci sarebbe pure da pagare il 40% del valore residuo in tasse....beh, con le monete mi ci faccio seppellire. Non le becca nessuno, non ci pago tasse e....restano mie per l'eternità.

Ma se passa la legge farò così e darò le disposizioni opportune. Lo so che è macabro, ma una cosa del genere mi fa girare...

Carlo

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Se ne parlava già da qualche anno. E quando se ne inizia a parlare....

A mio avviso sarebbe una mazzata semi definitiva per la numismatica italiana, già sufficientemente in crisi per conto proprio. E lo dico con estrema convinzione. Avremmo tutte queste difficoltà:

- il timore che le falsificazioni siano sempre più invasive;

- legislazione a tutela dei beni culturali sempre più stringente nell'applicazione;

- beni culturali in ritirata nella classe medio borghese...che maggiormente seguiva gli oggetti da collezione;

- commissioni d'ASTA che una volta non superavano il 10%...in cresita e che già depauperano del 15/20% vendite ed acquisit...a volte anche oltre;

- ora la tassazione...

Insisto su un concetto già da me evidenziato in altre discussioni recenti.

AVETE CAPITO PERCHÈ NEGLI ULTIMI tre - quattro anni...si sono viste delle belle vendite numismatiche (di gente non ancora deceduta o anche relativamente giovane) ...di cui l'ultima uscirà a breve...prima della fine dell'anno! In questo caso trattasi di eredi...ma di eredi che capiscono e sanno di numismatica e molto agiati. Non avrebbero motivi per dismettere. Invece venderanno...

Ecco...prima che le cose si riassestino e la gente si abitui e prenda le misure...ci vorrà del tempo. Non la vedo bene la vicenda.

E SOPRA TUTTO QUI NON C'È DA VEDERE COSA ACCADE...PERCHÈ A COSE ACCADUTE NON SE NE USCIRÀ PIÙ. QUI OCCORRE CHE: LE  ASTE, LA NIP E CHI PUÒ FARSI SENTIRE....SI MUOVANO tutti SUBITOOOOOOO!

 

 

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La disamina di Renzo è piuttosto esaustiva ed impietosa. Ma ha perfettamente ragione. Aggiungerei anche che aumenteranno a dismisura, soprattutto tra privati, gli illeciti (mancata fatturazione, vendite clandestine e sottobanco ed amenità simili). Se al peggio si arriva una tassazione del 40%....ne vedremo delle belle e tutto quanto si è costruito in questi anni per regolamentare la materia sarà stato vano.

Carlo

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In effetti parrebbe che ci sia in corso un attacco frontale al collezionismo. Siamo praticamente in una morsa, da una parte introducono una tassazione che è la prima volta che si vede su beni mobili e dall'altra inaspriscono le pene e rendono vago il concetto di bene culturale introducendo per di piu' il nuovo reato di "possesso di bene culturale", lasciando ai magistrati la possibilità di decidere cosa è o non è bene culturale in base alla loro sensibilità o umore di giornata...

Guardate cosa dice a riguardo l'on. Giuseppe Cucca, parlamentare del PD estensore della nuova legge draconiana in merito all'inasprimento dei reati in ambito beni culturali:

" Riconosce il relatore, il senatore dem Giuseppe Cucca: «Effettivamente la materia è controversa. Il Codice dei beni culturali rinvia al mero parametro temporale, a prescindere dal valore. Anche un libro del nonno, se risale agli anni Trenta, è considerato "bene culturale". Ma è opportuno concludere questa legge senza ritocchi per non dover ripassare per la Camera. Sono sicuro che i magistrati sapranno operare con buon senso. E in ogni caso ci saranno gli atti parlamentari a fare chiarezza». "

Per la serie stiamo facendo una legge confusa e malfatta, lo sappiamo, ma andiamo avanti per non dover cominciare da capo. Poi ci penserà il buon senso dei magistrati a renderla funzionale...

Rido per non piangere...

Qui la fonte:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/governo-debole-coi-forti-forte-coi-rigattieri-nuova-legge-vendere-158978.htm

Modificato da Cliff

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Certo che il parlamentare del PD in questione è una bella aquila. Demanda tutto al magistrato, il quale nella sua immensa saggezza dipana la matassa. Allora veramente siamo fritti. Sai le risate se ti capita il "talebano" di turno. Non ti bastano gli occhi per piangere.

Possibile che la madre degli imbecilli sia sempre incinta?

Carlo

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Il 21/10/2017 at 19:38, carledo49 dice:

Certo che il parlamentare del PD in questione è una bella aquila. Demanda tutto al magistrato, il quale nella sua immensa saggezza dipana la matassa. Allora veramente siamo fritti. Sai le risate se ti capita il "talebano" di turno. Non ti bastano gli occhi per piangere.

Possibile che la madre degli imbecilli sia sempre incinta?

Carlo

Anche perchè prima di arrivare davanti al magistrato illuminato ti sei beccato intanto comunque il sequestro, l'avviso di garanzia, il rinvio a giudizio, la parcella del tuo avvocato e i carichi pendenti per N anni finchè infine non compari in udienza davanti al magistrato il quale, infine, se si è svegliato dell'umore giusto dirà "Ma no ragazzi, secondo me non è un bene culturale questo insieme di monete del 1850 o questo gruppo di libri di inizio Novecento. Il fatto non sussiste, andate in pace".

E tu comuque ti sentirai di ringraziare il fato e la buona sorte, perchè se ti capitava il magistrato non illuminato...

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E come non darti ragione?:3_grin: Oltretutto viene applicata pure, come aggravante, la retroattività della legge.:VOMIT:

Carlo

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leggete qui sugli stessi temi...per non duplicare i post...

 

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Buongiorno a tutti !

manco da molto tempo sul Forum, ma mi ha incuriosito notevolmente questa discussione sulla tassazione relativa a vendita di una propria collezione...

Volevo gettare un po' di acqua sul fuoco :

1) Da ambienti ben informati e contigui al ministero sembra che la proposta sia stata accantonata...

2) A dispetto di una prima superficiale lettura, la legge in sé non sarebbe così drammatica, in quanto la famosa tariffa del 40 % non è come una cedolare secca da applicarsi direttamente sul percepito, ma sarebbe al massimo e nel peggiore dei casi ( mancanza di documentazione del costo ) la quantità di reddito IMPONIBILE, quindi poi da assoggettare alla propria aliquota, che al massimo è del 43% .

Quindi 43% del 40 % sarebbe un 16% e rotti, ripeto ... nel peggiore dei casi.

 

Un vantaggio indiscutibile è che potrebbe fare chiarezza da un punto fiscale sulla tassabilità o meno delle plusvalenze da collezione, tema che ha presentato a volte delle incertezze interpretative con gli uffici preposti...

 

Per una migliore comprensione allego il link al testo attualmente presentato, in cui si possono notare diversi altri elementi di interesse, quali una forfettaria  esenzione fino a 10.000 €  : http://www.collezionedatiffany.com/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Legge-di-Bilancio-2018.pdf

Cordialmente,

Enrico

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Ciao @aulus Enrico, grazie per il tuo interessante intervento. per la verità un ottimo spunto per fare cultura numismatica tecnica oltre che divulgazione di problematiche basilari.

Consta anche a me che il progetto di tassazione sia stato al momento accantonato dal Mibact, ma...essendo ormai inserito in finanziaria...possono essere capaci di farlo c.que passare. Purtroppo l'aria che tira e le capacità sono tali e lo dico con il massimo rispetto, il che è ancora peggio.

In secundis e per quanto sommessamente mi riguarda...l'dea di tassare le collezioni e le vendite numismatiche mi appare micidiale per un mercato in antiquario in forte contrazione come quello italiano...escluse le cose eccezionali (e non sempre). Confermo però che non tutto il male verrebbe per nuocere: potrebbe essere una ottima occasione per smettere di fumare...ehm, cioè di collezionare. Sotto questo aspetto mi trovo vicino a @carledo49...ottimo numismatico. E vado a spiegarmi...

La numismatica da collezione costa troppo...come già diceva in privato qualche operatore del settore, posso permettermi di fare il nome di Fabio Gigante, ma non è il solo: la pensano quasi tutti così ma, diabolicamente, tutti alla fine remano per accrescere la bolla. Ultimamente la crisi ha inciso riportando a misure più realistiche la qualità media e medio bassa. La cosa però si è riverberata implementando ulteriormente i prezzi delle qualità superiori allo spl e per l' eccezionale. 

Costando troppo molte monete non si riesce a rivenderle privatamente senza remissioni...a meno non si è nel campo e, il vero collezionista, quasi mai lo è. Quindi le aste la fanno da padrone..

Cosa significa tutto questo?

Significa pagare commissioni anche onerose sia in acquisizione che in vendita. Se ci aggiungiamo anche la tassazione la remissione è certa e, diciamola tutta, anche pesante.

No grazie. A meno che le monete non scendano di prezzo in modo sensibile (tra il 30 e il 40%) un po' come è capitato in Italia per il mercato azionario e immobiliare che, pur trattandosi di asset diversi, hanno meccanismi economici analoghi. E forse con la tassazione in argomento potrebbe accadere. :10_wink:

Cosa diversa e giusta sarebbe tassare solamente le plusvalenze e detassare le minusvalenze. Qui mi troverei d'accordo e sarebbe anche giusto per il sistema. Giuste le  fatture e le ricevute che testimonino il  prezzo di acquisizione. Già si potrebbe ragionare. Ma sarebbe una normativa un po' complicata che potrebbe essere giustamente elaborata solamente da tecnici che conoscono il mercato numismatico. Non mi sembra che la normativa in progetto sia adeguata e nemmeno chi le scrive...cole l'altra normativa ferma al senato ove la definizione di "bene di importanza culturale" è assolutamente generalista e indefinita. Si pensa al riguardo di lasciare l'interpretazione al giudice caso per caso. Ma ci si rende conto? Un assurdo tecnico...uno scandalo...una vessazione contro i cittadini. Ma la colpa non è in verità dei legislatori...quanto degli Italiani che, popolo singolare e incomprensibile per gli anglosassoni e gli statunitensi...non sanno far valere e rispettare la buona gestione della cosa pubblica e della relativa normativa, perchè? Perchè  gli italiani amano scivolarsi in mezzo, cosa che con la globalizzazione e la certezza dei rapporti che reclama il business internazionale non è più possibile oggi. 

Ecco delle verità tecniche di base, essenziali e anche estremamente semplici. Ma in Italia le verità obiettive non sono gradite. 

Poi...che dire? Chi fosse convinto che le monete sono uno sfizio, un lusso, una remissione per pochi e che la numismatica è un piacere e una scienza che non deve essere coltivata pensando ai guadagni...resterà libero di muoversi come prima. Io non me lo posso permettere...confesso pesanti limiti oggettivi.

:14_relaxed:

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Sono d'accordo con Renzo, anche se le motivazioni dietro ad un simile pasticcio non vanno ricercate nella natura del popolo italiano. Per due motivi: il primo è che diffido sempre delle argomentazioni "antropologiche" per spiegare i fatti politici. La qualità media della classe politica è inadeguata in diversi paesi e non distinguerei fra viziosi e virtuosi per questo. Se in più vi aggiungiamo la fallacità delle regole di gioco per la selezione della classe dirigente, il riflesso dei governati sui governanti appare ancor più opaco.

Il secondo è che la spiegazione più probabile per un simile articolato è la ricerca di soldi da parte della finanza pubblica per finanziare misure appetibili in campagna elettorale. Tutto qui. Non è un periodo come un altro, rammentiamo che siamo a fine legislatura.

A qualcuno sarà venuta l'idea di tassare le vendite antiquarie, perché magari ha sentito la notizia di una moneta o di un quadro venduti in Italia a Tot mila euro. Successivamente, uno (o più) dirigenti avranno incaricato i tecnici dei diversi Ministeri coinvolti a fare stime di gettito recuperato, numero di potenziali persone colpite e via discorrendo. E la frittata è fatta. Con poche, grandi, transazioni si immagina un gettito di tot Milioni (non conosco numeri, né dettagli, ma ipotizzo possa essere andata così). Ovviamente, né i tecnici, né i dirigenti responsabili dell'indirizzo politico su indicazione del /i Ministro/i possono sapere che una siffatta legge favorirà il sommerso e saranno poche transazioni di rilievo a finire nella ghigliottina. La gente non venderà o venderà in canali diversi da quelli ufficiali delle Case d'Asta, provocando nocumento anche a queste ultime.

Consideriamo poi il potenziale "combinato disposto" - passatemi il termine - con l'inasprimento delle pene e la discrezionalità previste nel DDL in discussione in Commissione Senato. Da una parte, la fiscalità potrebbe favorire il sommerso, dall'altra aumenta il rischio e la sanzione per chi non dovesse rivolgersi a canali ufficiali. Chissà come andrà a finire a livello sistemico.

Per quanto mi riguarda, quando a 17 anni mi avvicinai alla numismatica, persone più grandi di me mi risposero di non contrarre il morbo, perché vizio costoso, da spendaccioni annoiati, da tener distante come il gioco d'azzardo e il fumo. Diedi loro ascolto e mi allontanai. Feci un errore perchè la numismatica è molto di più e ho volutamente contratto il morbo qualche anno fa e con non poche soddisfazioni.

Ciò detto, sono pronto ad allontanarmene, a rendermi partecipe del generale depauperamento culturale, più pericoloso di quello materiale e pecuniario, se questo impianto legislativo dovesse  passare. Quello che ho me lo porto nella tomba o lo lascio agli eredi, sperando che questi non siano tanto disperati dal vendere pagando il 16%, 20%, 35%, 40% di tasse sul ricavo. 

Smetterò di collezionare e coltiverò altre passioni magari più mondane: potrei divertirmi con un certo masochismo ad infliggermi una cultura calcistica a base di pizza e birra sul divano, conoscendo a memoria non il Misopogon di Giuliano (che c'entra con la numismatica? C'entra, c'entra...), ma la formazione della squadra del cuore e il modulo preferito dell'allenatore di turno.

Ad un certo punto, in un siffatto Paese, è meglio che Sansone muoia con tutti i filistei.

Modificato da Spoudaios

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25 minuti fa, Spoudaios dice:

Il secondo è che la spiegazione più probabile per un simile articolato è la ricerca di soldi da parte della finanza pubblica per finanziare misure appetibili in campagna elettorale. Tutto qui. Non è un periodo come un altro, rammentiamo che siamo a fine legislatura.

A qualcuno sarà venuta l'idea di tassare le vendite antiquarie, perché magari ha sentito la notizia di una moneta o di un quadro venduti in Italia a Tot mila euro. Successivamente, uno (o più) dirigenti avranno incaricato i tecnici dei diversi Ministeri coinvolti a fare stime di gettito recuperato, numero di potenziali persone colpite e via discorrendo. E la frittata è fatta. Con poche, grandi, transazioni si immagina un gettito di tot Milioni (non conosco numeri, né dettagli, ma ipotizzo possa essere andata così). Ovviamente, né i tecnici, né i dirigenti responsabili dell'indirizzo politico su indicazione del /i Ministro/i possono sapere che una siffatta legge favorirà il sommerso e saranno poche transazioni di rilievo a finire nella ghigliottina. La gente non venderà o venderà in canali diversi da quelli ufficiali delle Case d'Asta, provocando nocumento anche a queste ultime.

Carissimo Spoudaios,

 se avrai la pazienza di leggere fino in fondo al link che ho messo nel mio post precedente troverai conferma nella "relazione tecnica " di quanto da te sospettato... è interessante, ed indicativa di un certo modo di pensare.... mi raccomando, leggila...

Cordialmente,

Enrico

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1 ora fa, Spoudaios dice:

Sono d'accordo con Renzo, anche se le motivazioni dietro ad un simile pasticcio non vanno ricercate nella natura del popolo italiano. Per due motivi: il primo è che diffido sempre delle argomentazioni "antropologiche" per spiegare i fatti politici. La qualità media della classe politica è inadeguata in diversi paesi e non distinguerei fra viziosi e virtuosi per questo. Se in più vi aggiungiamo la fallacità delle regole di gioco per la selezione della classe dirigente, il riflesso dei governati sui governanti appare ancor più opaco.

Il secondo è che la spiegazione più probabile per un simile articolato è la ricerca di soldi da parte della finanza pubblica per finanziare misure appetibili in campagna elettorale. Tutto qui. Non è un periodo come un altro, rammentiamo che siamo a fine legislatura.

A qualcuno sarà venuta l'idea di tassare le vendite antiquarie, perché magari ha sentito la notizia di una moneta o di un quadro venduti in Italia a Tot mila euro. Successivamente, uno (o più) dirigenti avranno incaricato i tecnici dei diversi Ministeri coinvolti a fare stime di gettito recuperato, numero di potenziali persone colpite e via discorrendo. E la frittata è fatta. Con poche, grandi, transazioni si immagina un gettito di tot Milioni (non conosco numeri, né dettagli, ma ipotizzo possa essere andata così). Ovviamente, né i tecnici, né i dirigenti responsabili dell'indirizzo politico su indicazione del /i Ministro/i possono sapere che una siffatta legge favorirà il sommerso e saranno poche transazioni di rilievo a finire nella ghigliottina. La gente non venderà o venderà in canali diversi da quelli ufficiali delle Case d'Asta, provocando nocumento anche a queste ultime.

Consideriamo poi il potenziale "combinato disposto" - passatemi il termine - con l'inasprimento delle pene e la discrezionalità previste nel DDL in discussione in Commissione Senato. Da una parte, la fiscalità potrebbe favorire il sommerso, dall'altra aumenta il rischio e la sanzione per chi non dovesse rivolgersi a canali ufficiali. Chissà come andrà a finire a livello sistemico.

Per quanto mi riguarda, quando a 17 anni mi avvicinai alla numismatica, persone più grandi di me mi risposero di non contrarre il morbo, perché vizio costoso, da spendaccioni annoiati, da tener distante come il gioco d'azzardo e il fumo. Diedi loro ascolto e mi allontanai. Feci un errore perchè la numismatica è molto di più e ho volutamente contratto il morbo qualche anno fa e con non poche soddisfazioni.

Ciò detto, sono pronto ad allontanarmene, a rendermi partecipe del generale depauperamento culturale, più pericoloso di quello materiale e pecuniario, se questo impianto legislativo dovesse  passare. Quello che ho me lo porto nella tomba o lo lascio agli eredi, sperando che questi non siano tanto disperati dal vendere pagando il 16%, 20%, 35%, 40% di tasse sul ricavo. 

Smetterò di collezionare e coltiverò altre passioni magari più mondane: potrei divertirmi con un certo masochismo ad infliggermi una cultura calcistica a base di pizza e birra sul divano, conoscendo a memoria non il Misopogon di Giuliano (che c'entra con la numismatica? C'entra, c'entra...), ma la formazione della squadra del cuore e il modulo preferito dell'allenatore di turno.

Ad un certo punto, in un siffatto Paese, è meglio che Sansone muoia con tutti i filistei.

Quando sposto l'attenzione sulle colpevoli diserzioni degli Italiani rispetto alla cosa pubblica, intendo spiegare il perchè questi castisti sperperoni, che raschiano il fondo del barile, continuano imperterriti a combinare guai...

Perchè?

Perchè storicamente gli Italiani non scendono in piazza a protestare pacificamente ma ripetutamente e con convinzione. Le motivazioni sono note ma per non farla troppo lunga ce le risparmiamo in questa sede.

I furbaster lo sanno...e ne profittano.

Potrebbe sembrare tutto un po' semplicistico? Diciamo che le verità sono sempre molto più semplici i quanto si pensi. Sono i misteri a essere intricati. E infatti dalle nostre parti abbiamo una ressa di poco capaci, che si  avvolgono in fitti misteri.

Una cosa è certa...per il momento sospendo acquisizioni numismatiche in attesa di vedere chiaro, salvo smettere definitivamente se passano le normative in argomento. Lascio a malincuore l'agone numismatico...mi dedicherò agli studi, come non pochi - forse più scaltri o più fortunati nella tempistica - hanno già fatto...intanto  stanchi di falsi, sequestri e falsificazioni.

 

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Caro Renzo.....benvenuto nel club dei disillusi e disincantati del collezionismo. Sono strasicuro che passerà la norma sulla tassazione delle vendite antiquarie, sarà pure pesante, malfatta, ingiusta e ricca di insidie. Vedrai che piano piano, come è successo al sottoscritto ma per altre cause contingenti, il non poter aggiungere nuovi ed importanti pezzi alla collezione, il timore di enormi svalutazioni ed ingiuste tassazioni nel momento decidessi di disfarti per svariati motivi di alcune monete o di alcuni periodi storici per mutati interessi, ti faran perdere il gusto della numismatica; ci sarà un progressivo affievolirsi della passione, una poca voglia di aggiornarsi,  una minor disponibilità mentale allo studio ed una riduzione conseguente del tempo dedicato a questa passione. Le passioni sono come le collezioni, vanno e vengono. La drammaticità ora purtroppo sta nel fatto che terzi hanno influito negativamente sulla caducità della passione numismatica o meglio ci hanno messo tanto di loro perchè il processo fosse più rapido.

Carlo

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Ti ringrazio @aulus, ho letto approfonditamente il link che hai riportato.

La prima ipotesi è certamente complessa, la vedo di difficile attuazione.

La seconda è la più probabile, per quanto intervenire sul D.P.R. 633/1972 che disciplina le diverse aliquote IVA è sempre complicato.

Il gettito stimato è stato fatto in maniera molto forfettaria, si intuisce una certa fretta da parte del tecnico che l'ha scritto (comprensibile, visto che avrà dovuto scrivere chissà quanti altri articolati).

Ad ogni modo, rimaniamo all'erta.

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12 ore fa, Spoudaios dice:

Ti ringrazio @aulus, ho letto approfonditamente il link che hai riportato.

La prima ipotesi è certamente complessa, la vedo di difficile attuazione.

La seconda è la più probabile, per quanto intervenire sul D.P.R. 633/1972 che disciplina le diverse aliquote IVA è sempre complicato.

Il gettito stimato è stato fatto in maniera molto forfettaria, si intuisce una certa fretta da parte del tecnico che l'ha scritto (comprensibile, visto che avrà dovuto scrivere chissà quanti altri articolati).

Ad ogni modo, rimaniamo all'erta.

Speriamo in bene...

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Sembra vi sia una clamorosa marcia indietro 

Leggete qui http://www.collezionedatiffany.com/legge-bilancio-2018-aggiornamento/

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Avevo ricevuto info sullo stesso tema:

...le ipotesi sono state cancellate su parere del Mibact.

Tuttavia occorre tenere conto anche di questa frase che si legge sul link indicato da Claudio:

...la confusione è ancora tanta e la rimozione attuale ha più il sapore di una tregua che non di un “passato pericolo”.

Cioè c'è il rischio che si cerchi già nel Def attuale di introdurre qualcosa, anche se (forse) meglio ragionato. Sicuramente - se non con questa finanziaria - è ormai non probabile ma certo che una normativa al riguardo verrà promulgata nel breve periodo/medio periodo...cioè entro due o tre anni al più tardi.

Se, come sono certo, non si terrà conto di eventuali minusvalenze tra i prezzi di acquisto e quelli di rivendita...sicuramente si tratterà di un maggior costo che il collezionismo e/o gli amatori dovranno sopportare. Poichè, come già abbiamo qui spiegato, gli appassionati acquistano e dismettono prevalentemente gli oggetti da collezione o d'arte, tramite le aste, pagando commissioni sia in acquisto che in vendita...

ergo  i collezionisti, appassionati, amatori (o come volete chiamarli) dovranno pagare:

- un 30% circa di commissioni, alle case d'asta, per acquistare e poi rivendere gli oggetti delle collezioni;

- un 20% circa (nella migliore delle ipotesi), allo Stato, a titolo di tassazione/imposta.

Andando al nocciolo:

1) se una moneta viene battuta a 1.000 in asta...con le commissioni costerà 1.150,00 più spese.

2) un domani in rivendita si ricaverà 1.000 meno le commissioni: cioè 850 (sempre che l'oggetto mantenga il valore).

3) 850 meno il 20% uguale 690 circa.

Leggi: 460 euro di remissione...o giù di lì. 

No grazie...con queste regole io non gioco più.

Uno qualsiasi potrebbe rispondere: Piakos! Perchè spaventi il mercato? O meglio...quei pochi o tanti che dovessero leggerti? Non hai messo in conto che la moneta potresti acquistarla bene...come spesso è bravo a fare @bubbolo ed altri validi e esperti appassionati di numismatica..o la moneta si potrebbe apprezzare nel tempo dando soddisfazione...

E io rispondo: si...si...avete ragione, ma siccome io e molti altri appassionati non siamo bravi e le monete le paghiamo...comunque non giochiamo più. Grazie lo stesso.

:14_relaxed:

E nessuno mi toglie dalla testa che alcune collezioni sono state dismesse negli ultimi due tre anni, da parte di gente molto esperta e ben informata sulle cose italiane, anche per anticipare tante cose, compresa la tassazione.

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