Piakos

UN SOLIDO ECCEZIONALE DI GIUSTINIANO II

Recommended Posts

Sfogliando le collezioni di alcuni numismatici mi sono inbatutto in questa meraviglia.

59fdd41282aed_GoldsolidusshowingabustofJesuswithacrossbehindhisheadandholdingaBible.MintedinConstant-odern-dayIstanbulTurkey)AD705711.TrusteesoftheBritishMuseum.jpg.9c3ab2b42681fe25c8e965be0ab24ab8.jpg

E' un solido di Giustiniano II che mostra la figura di Gesù Cristo che, prima della divulgazione della santa Sindone veniva raffigurato come Pastore santo, come Maestro Filosofo, come Principe del cielo  e della terra.

La lavorazione di questa moneta è magistrale...viso naturalistico e non stilizzato, veste morbida e dalle linee eleganti. Un insieme naturalistico che solo la frontalità (anche se il busto ha un accenno impostato a 3/4) ci ricorda Bisanzio.

 

Nel 692: Giustiniano II, imperatore di Bisanzio, convocò nella grande sala a cupola del palazzo imperiale di Costantinopoli il “concilio Quinisesto” al quale furono invitati solo i vescovi orientali. Sergio I non fu nemmeno consultato.

Alla fine dell’assise religiosa, Giustiniano II, dovette però mandare i relativi decreti all’approvazione del papa di Roma. In quei documenti c’erano norme nuove e importanti tra cui la decisione di abolire il celibato per il clero e l’attribuzione alla Chiesa di Costantinopoli delle stesse prerogative di quella di Roma. Il Pontefice  Sergio I disse subito di no. E si rifiutò di sottoscrivere le decisioni del concilio bizantino. Giustiniano II s’infuriò. E spedì di corsa a Roma, un alto dignitario imperiale, Zaccaria, accompagnato da una delegazione in armi, per arrestare il papa e portarlo a Costantinopoli, con le buone o con le cattive.

Quando Zaccaria si presentò con le sue truppe in Laterano, trovò ad attenderlo una folla di romani, inferociti per le tassazioni imperiali e accorsi in massa in difesa del papa. Insieme a loro c’erano anche le milizie armate dei cittadini fedeli al pontefice che arrivarono dalla Romagna, dalle Marche e anche dalla stessa enclave bizantina di Ravenna.

Zaccaria, vista la situazione e temendo di essere linciato, provò a scappare, correndo nelle stanze del grande palazzo. Ma la sua fuga si concluse presto. Lo storico tedesco Gregorovius scrisse che lo scovarono mentre era “acquattato sotto il letto del Papa”. Volevano linciarlo. Ma il papa lo salvò e gli consentì di lasciare Roma, insieme alle sue truppe, senza che gli fosse fatto alcun male.
Gregorovius commentò la portata storica dell’avvenimento: “Apparve allora per la prima volta quali fossero la potenza e la risonanza nazionale del prestigio di Roma”. La situazione poco dopo infatti precipitò anche a Bisanzio, dove nel 695 la popolazione, guidata dal generale Leonzio, si ribellò a Giustiniano II: all’imperatore furono tagliati il naso e le orecchie. Ebbe salva la vita ma fu esiliato.

porfido-rosso-imperiale-venezia-giustiniano-ii.jpg.339d67c8b1bd099d5fecfab6e6c906b0.jpgL’imperatore Giustiniano II, detto il Rinotmeto, “naso tagliato” (669-711)

L’autorità del papa invece si rafforzò. Il pontefice pose fine allo scisma dei tre capitoli, che da oltre un secolo teneva separate da Roma le diocesi dell’Italia nord-orientale, della Dalmazia e dell’Illiria. Nel 700 fu riammessa anche la diocesi di Aquileia che si era staccata dal papato fin dal 553.
Migliorarono i rapporti con i Franchi, che all’epoca erano governati dal “maggiordomo di palazzo” Pipino di Herstal, padre di Carlo Martello. Sergio I istituì la prassi di consacrare i vescovi nella Città Eterna.

Il tutto avrà poi un epilogo storico e geopolitico con il pontefice Adriano I che, definitivamente, staccò la chiesa di Roma dall'influenza di Bisanzio, appoggiandosi sui Franchi con Carlo Magno.

La grande influenza di Bisanzio, come si era affermata in Italia dai tempi di Ravenna e Classe (cfr. il mosaico che segue) iniziò a declinare inesorabilmente.

Privil_classe.jpg.6e173c06bb1f18c4c55ec14b96a9d447.jpg

Sulla moneta postata attendo, in particolare,  un contributo di @Arka @andreakeber @Spoudaios e il grande @Lugiannoni oltre a @danieles1981 che, amando le monetazione dell'est (Venezia e Impero asburgico) non può non essere affascinato da Bisanzio.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Moneta molto bella, senza dubbio, pur nella stilizzazione tipica della monetazione bizantina. 

Del resto la monetazione di Giustiniano II presenta  elementi di contraddittori, testimonianza di  correnti diverse ed anche contrastanti all'interno dei vari incisori della Zecca; a testimonianza di ciò, basti vedere questa moneta:

5a002f3d936b2_Sincona41l.222-GiustinianoII685-695.thumb.jpg.966a481a42b535965369a911810eae35.jpg

Se quella postata da @Piakos contiene, graficamente, elementi di novità rispetto all'iconografia tradizionale e il R/ di questa si colloca nel solco tradizionale, il D/ è di radicale rottura. Il volto del Cristo Pantocratore e estremamente realistico e riprende, quasi fotograficamente, il volto dell'Uomo della Sindone. Va ricordato che è di questo periodo che la Sindone è  presente a Costantinopoli  ripiegato in una teca in maniera tale che si vede solo il volto (da notare i due "ciuffetti"  che sono un misunderstanding del rivolo di sangue presente sulla fronte).

Ritornando alla moneta, è evidente la plasticità e pittoricità del volto, i capelli scendono fluenti e sono realmente "capelli", così come la barba, gli occhi; la stessa mano benedicente tende al realismo, ben diversa da quella che vediamo nelle altre monete di Costantinipoli.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Vi è poco da aggiungere ai due esemplari e alle due ottime introduzioni di @Piakos e @Lugiannoni.

Secondo il Grierson, il maestosto ritratto di Cristo del solido posta da Luciano riprende in realtà quello dello Zeus di Fidia, enfatizzando la natura divina del Cristo. Nel secondo caso (solido postato da @Piakos), il ritratto si riferisce alla natura umana del Cristo con una corona di riccioli ben curata ed un volto giovanile. Secondo alcuni, questa tipologia di ritratto potrebbe aver origine dalla Siria.

Il primo tipo, in forma più cruda, verrà ripresa da Michele III, mentre Basilio I la rimpiazzerà con una figura di Cristo in trono. Il secondo tipo, invece, non ricomparirà più nella monetazione bizantina, se si esclude una variante con Gesù bambino introdotta da Manuele I. Posto due esemplari di seguito:

Primo esemplare: solido di Michele III, Asta CNG, Mail Bid Sale 64. Secondo esemplare: Herperon di Manuele I, NAC Auction R (2007).

Michael III.jpg

Manuel I.jpg

Modificato da Spoudaios

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Spoudaios  C'ho pensato un po' prima di "osare" contestare le opinioni di un mostro sacro come Grierson, tuttavia credo che il confronto delle immagini parli da solo.

 5a00d25247604_voltosindone.thumb.jpg.1bca7d84a58f39ea341339d2743c5e5d.jpg5a00d464bde56_Sincona41l.222-GiustinianoII685-695-Copia.jpg.ff2af932a703f4de064f2e5727c777d1.jpg

Oltretutto, come ho detto prima, chi ha inciso il conio aveva a disposizione il volto della Sindone, mentre il volto di Zeus, nella Costantinopoli del VII secolo, è un nebuloso e lontano ricordo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Credo anch'io nell'ipotesi di Luciano, peraltro c'è una discussione ad hoc nel forum...ti ricordi dove Luciano?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Lugiannoni, iconograficamente ci siamo, la somiglianza urla. Però mi sembra in contraddizione con alcune considerazioni di carattere storico: prima di tutto, di quale sindone parliamo?

Se parliamo del Mandylion, esso era a Edessa all'epoca di Giustiniano II sotto dominazione musulmana. Per averla a Costantinopoli, bisognerà attendere l'intervento di Giovanni Curcuas all'epoca di Costantino VII. Quella di Torino, poi, sembra potersi datare al XIV secolo, ma se anche ammettessimo che si tratti del Mandylion, resta il problema dell'originale non facilmente a disposizione a Costantinopoli nel VII-VIII secolo. Forse vi era una copia? Probabile, ma non mi sovviene alcuna fonte che indichi ciò.

D'altra parte, non so Grierson da dove prenda spunto per lo Zeus fidio, ma ricordiamoci che prima della barbarie della IV Crociata (1204), Costantinopoli conservava e si adornava di bronzi di Fidia, Prassitele ed altre opere perdute di epoca classica ed ellenistica e fuse dai barbari crociati per...coniarvi monete.

I Romei consideravano le opere classiche esecrande, ma ne ammiravano la bellezza e la consideravano, a ragione, una loro legittima eredità.

Modificato da Spoudaios

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Spoudaios, faccio una premessa.

Partecipando da ormai diversi anni a campagne di scavo in grotte preistoriche, ho una certa dimestichezza con la raccolta di campioni per il C14; ti posso assicurare che i prelievi fatti a suo tempo erano roba da far accapponare la pelle. Inoltre avendo la Sindone subito varie manipolazioni e contatti con il fuoco per quel tipo di esame era un campione poco attendibile. Ci sarebbe da dire altro ma rimando e semmai possiamo riprendere l'argomento.

Ritorniamo alla moneta rovesciando il ragionamento.

Preso atto, come tu stesso dici, che esiste una somiglianza evidentissima e non casuale (le tracce di sangue sulla fronte, la barba a due punte), possiamo ragionevolmente ipotizzare che il Mandylion fosse comunque conosciuto a Costantinopoli o, meglio, che vi fosse chi lo aveva visto ad Edessa e magari, essendo immagine sacra, riprodotto. 

Inoltre i capelli e la barba lisci e fluenti non rientrano molto bene nell'iconografia della statuaria greca. 

Ovviamente non avendo, come del resto Grierson, prove a convalida, ognuno può trarre le proprie personali convinzioni.:)

riace.jpg.58c6f206192c596cc3a72d8b6ceae36b.jpg

@Piakos  non me lo ricordo! :-[

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Lugiannoni,

ammetto, difatti, di non voler entrare nel discorso specifico sulla Sindone, per mia manifesta ignoranza su un argomento molto dibattuto.

L'ipotesi che proponi è interessante per quanto si debba per forza ipotizzare la presenza di una copia a Costantinopoli all'epoca. Comunque sia, tutto molto ma molto suggestivo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A dire altra ipotesi...si ragionava che la moneta postata da Luciano provenisse dalla Santa Sindone e che il Mandylion fosse la stessa cosa.

Comunque questa è la bellissima discussione già intercorsa sul tema e che Gionata potrà leggere per specializzarsi...:12_slight_smile:. ne vale la pena.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

C'è un libro di Giulio Fanti, La Sacra Sindone di Gesù Cristo,  che lega il ritratto della moneta postata da Lugiannoni al ritratto della Sacra Sindone. 

Per quanto riguarda i ritratti di Gesù sulle monete bizantine sono tutti interessanti. Comunque essendo Gesù ebreo mi chiedo che tipo di capelli potesse avere in realtà...

Arka

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 ore fa, Arka dice:

C'è un libro di Giulio Fanti, La Sacra Sindone di Gesù Cristo,  che lega il ritratto della moneta postata da Lugiannoni al ritratto della Sacra Sindone. 

Per quanto riguarda i ritratti di Gesù sulle monete bizantine sono tutti interessanti. Comunque essendo Gesù ebreo mi chiedo che tipo di capelli potesse avere in realtà...

Arka

Quesito non banale...

:14_relaxed:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora