Piakos

UNA PIASTRA DI ALESSANDRO VIII data per R3; ESTREMAMENTE RARA IN GRANDE CONSERVAZIONE

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Alessandro VIII (1689/1691) , piasta papale dell'anno 1690 cioè anno I di pontificato. Munt. 13 AG (g. 31,85) da un''asta Genevensis di SEI anni fa' (almeno credo che tale sia il tempo decorso)...qualcuno corregga se rammento male, dove fu aggiudicata per una somma che con i diritti e le spese superò di non poco i 20.000 euro. Una follia? E qui ci sta il primo quesito...

Ci si chiede se in un medio futuro una tale iperbole (?) potrebbe trovare una conferma. la cosa vale in genere per tutte le importanti e belle monete papali che negli ultimi sei anni hanno spuntato forti realizzi in asta.  E questo potebbe essere un secondo quesito.

Questa piastra è data come RRR...cioè rarissima, dalla letteratura. In questo caso saremmo davanti al più bell'esemplare sino ad oggi censito per conservazione dei rilievi almeno per quanto concerne gli ultimi 30 anni, sulla scorta dei passaggi in asta e dello stock dei commercianti offerto in vendita privata.

Al diritto il profilo del pontefice al rovescio i santi Pietro e Paolo.

La moneta si contraddistingue per essere un ritratto verosimile e delicato ad opera di Travanus al secolo Giovanni Francesco Travani, incisore e medaglista che operò anche nella cerchia di Gian Lorenzo Bernini subendone l'influenza aitistica. C'è anche un'altra piastra dello steso pontefice con conio inciso Hamerani...che piacque di più al papa, in quanto più vigoroso, ma senza dubbio privo dell'equilibrio e della resa estetica di Travanus che si contraddistingue per la maggiuore sensibilità di tratto e di linee nell'incisione del conio.

Comunque una gran bella moneta che evidenzia l'importanza e la godibilità della monetazione pontificia, segnatamente nel periodo 1600/1700. per chi volesse approfittare possiamo annotare che questa monetazione è praticamente ferma nelle quotazioni (degli esemplari almeno in splendida conservazione) e nei realizzi da una ventina di anni, per una serie di ragioni. La principale è il venir meno dello studio da parte di molti collezionisti che non formano più il loro occhio sulla letteratura e sui testi d' arte, sia antecedentemente all'inizio di una collezione, sia successivamente per passione indotta e curiosità artistica. Po, come sappiamo, la crisi ha mietuto molte vittime nel ceto medio che collezionava di buon grado i romani pontefici.

Sotto tali aspetti la Monetazione papale è una delle più belle al mondo, specificamente per i grandi moduli in argento: cioè le piastre e per quelli in oro...cioè le quadruple.

Al riguardo qualcuno dice che è la monetazione che darà grande soddisfazione in futuro a chi con molta pazienza e buon occhio le dovesse accumulare con occhio e buon gusto. E qui ci sta il terzo quesito...

@Giov60 @carledo49 @Lugiannoni

 

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@Piakos, sono perfettamente d'accordo con te sulla bellezza della monetazione pontificia tra il seicento  ed  il primo settecento grazie ad incisori come Gaspare Mola, Travani, Morone e gli Hamerani, tanto per citarne solo alcuni.

Indubbiamente vi influì un ambiente culturale che aveva visto la presenza (e la rivalità) di due dei maggiori architetti-scultori del barocco italiano quali il Bernini ed il Borromini.

 

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Effettivamente, tra il ritratto del Travani (ads.)  e quello dell'Hamerani (a sn.) vi è una differenza profonda; più pittorico l'uno, più scolpito l'altro.

Personalmente preferisco il primo, senza peraltro disconoscere le qualità del secondo.

Aspettiamo che tu sciolga il <terzo quesito>, sperando che non sia drammatico come il <terzo segreto>....:)

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Al terzo quesito rispondo subito.

- prima o poi...non moltissimo...l'inflazione rialzerà la testa;

- per peggiore ipotesi...prima o poi potrebbe esplodere qualche residua bolla o nuova in formazione, nel mercato internazionale,

- intanto che il mercato non ri-crolla potrebbe esserci un periodo di vacche grasse...e alcuni che hanno danaro non trascureranno le belle monete. Fuori dall'Italia che, priva di un progetto geopolitico ed economico valido, col debito che si ritrova...non andrà lontano. Al massimo potrà vivacchiare.

Per questi dati...chi ha anche poche monete valide...verrà benedetto e gratificato :9_innocent:; per i comuni collezionisti che comprano col braccino corto...monete non di grande fascino e conservazione (come siamo qui tra di noi...) la vedo comunque dura e in remissione.

:2_grimacing:

 

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Dopo pochi minuti da quando avevo scritto il post  precedente, il corriere mi ha portato i cataloghi delle due aste NAC 103 e 104; sfogliandoli ho visto la piastra che posto di seguito.5a0ef6af67dc0_NAC104313.thumb.jpg.1bc74866c2d4f812321a4451ae6e2a2d.jpg

Estimate: 1'200 EUR   |   Starting price: 960 EUR  EUR   

Roma. Piastra anno I, AR 31,94 g. ALEXANDER VIII PONT·MAX·A I Busto a d. con camauro, mozzetta e stola ornata dalla figura della B. Vergine con il Bambino; sotto, nel giro, TRAVANVS (Antonino Travani, incisore). Rv. S. Pietro e S. Paolo stanti di fronte; in alto, colomba raggiante e, all’esergo, RO armetta D’Aste MA. Muntoni 13. Berman 2174.
Molto rara. Bella patina di medagliere, q.Spl

@Piakos,  è' vero che non si si tratta nè di un FDC nè di un bel SPL, tuttavia  mi pare che tra una cifra  superiore a 20.000  e una stima di 1.200€  ce ne corra!

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Sono d'accordo...

direi un quasi spl. Per una piastra rara e difficile da trovare in dignitosa conservazione va bene.

Andrebbe presa senz'altro ove questo esemplare dovesse rimanere sotto i 3.000 euro. Meno la si paga e buon per chi la piglia...

Resta un fatto...che per quanto ho sopra detto:

      Al terzo quesito rispondo subito.

- prima o poi...non moltissimo...l'inflazione rialzerà la testa;

- per peggiore ipotesi...prima o poi potrebbe esplodere qualche residua bolla o nuova in formazione, nel mercato internazionale,

- intanto che il mercato non ri-crolla potrebbe esserci un periodo di vacche grasse...e alcuni che hanno danaro non trascureranno le belle monete. Fuori dall'Italia che, priva di un progetto geopolitico ed economico valido, col debito che si ritrova...non andrà lontano. Al massimo potrà vivacchiare.

Per questi dati...chi ha anche poche monete valide...verrà benedetto e gratificato :9_innocent:; per i comuni collezionisti che comprano col braccino corto...monete non di grande fascino e conservazione (come siamo qui tra di noi...) la vedo comunque dura e in remissione.

Ecco...dubito che un domani la piastra della Nac contribuirebbe a far riempire la sala per la vendita della collezione di q.cuno di noi che se la fosse aggiudicata...cioè: rimarrebbe senza storia. (Conseguenze tecniche da braccino corto...) .

:TEARS:

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@Piakos

Renzo, concordo con te, ma solo fino a quando si parla della numismatica come  investimento finanziario,  che poco, o raramente,  ha a che fare, come ho detto anche altre volte, con la Numismatica (la maiuscola è voluta!).

Faccio un esempio che ritengo paradigmatico: si prenda l'asta NAC 81, all'interno della quale vi era una splendida collezione di testoni, raccolta negli anni da GdF (che non sta per Guardia di Finanza  ma piuttosto per Giuseppe de Falco, uno dei maggiori numismatici italiani).

Diversi pezzi rari, qualcuno estremamente raro, con conservazioni che vanno dal q.BB allo SPL; insomma una collezione Numismatica (ancora  la maiuscola!) notevolissima, riferita ad una splendida tipologia monetale rinascimentale, dove indubbiamente vi è anche il pezzo superlativo (da investimento) ma fatta con un gusto ed un occhio essenzialmente da collezionista-studioso.

Gli altri, quelli con il braccio lungo, sono certo rispettabilissimi ma non hanno, di regola e con le dovute eccezioni, diritto al titolo di "Numismatico".

E' pur vero che con i titoli non si mangia e con le plusvalenze si, ma è anche vero che non si vive di solo pane (magari in questo caso, di champagne e aragosta!).

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7 ore fa, Lugiannoni dice:

@Piakos

Renzo, concordo con te, ma solo fino a quando si parla della numismatica come  investimento finanziario,  che poco, o raramente,  ha a che fare, come ho detto anche altre volte, con la Numismatica (la maiuscola è voluta!).

Faccio un esempio che ritengo paradigmatico: si prenda l'asta NAC 81, all'interno della quale vi era una splendida collezione di testoni, raccolta negli anni da GdF (che non sta per Guardia di Finanza  ma piuttosto per Giuseppe de Falco, uno dei maggiori numismatici italiani).

Diversi pezzi rari, qualcuno estremamente raro, con conservazioni che vanno dal q.BB allo SPL; insomma una collezione Numismatica (ancora  la maiuscola!) notevolissima, riferita ad una splendida tipologia monetale rinascimentale, dove indubbiamente vi è anche il pezzo superlativo (da investimento) ma fatta con un gusto ed un occhio essenzialmente da collezionista-studioso.

Gli altri, quelli con il braccio lungo, sono certo rispettabilissimi ma non hanno, di regola e con le dovute eccezioni, diritto al titolo di "Numismatico".

E' pur vero che con i titoli non si mangia e con le plusvalenze si, ma è anche vero che non si vive di solo pane (magari in questo caso, di champagne e aragosta!).

E' la solita storia Luciano...chi più spende, meno spende.

- La collezione di Peppino De Falco (testoni del 1500 sino agli inizi del 1700) ,è stata traghettata nel mercato internazionale dalla NAC e ha avuto buon seguito. C'erano anche monete rare o rarissime e di gran qualità...la maggior parte erano sul BB+ q. spl....ma era comunque roba del XVI e XVII secolo, quasi tutta rara e importante. Non pensare che la maggior parte di quei pezzi avremmo potuto comprarli noi...ci sarebbero comunque voluti dei soldi anche 20 o 30 anni fa'.

Parliamo con chiarezza...io voglio solo dire che una raccolta o collezione non immensa, anche in BB, a spenderci 100.000 euro nel corso degli anni...è cosa certa...e probabilmente ce li abbiamo spesi quasi tutti, forse anche di più. :TEARS:

E' giusto a mio avviso richiamare l'attenzione sul fatto che, allora,  sono meglio 15 o 20 monete per la stessa cifra che 200.

Quelle 200 un domani, comunque, verranno da q.cuno messe in vendita. Cosa ci si ricaverà?

Quelle 15 o 20...oltre a dare un grande godimento estetico e psicologico...verranno probabilmente disperse con maggiore e grande soddisfazione econimica, fose megio di un appartamento. Non credo che questo possa essere considerato come un investimento finanziario (speculativo). Io la chiamerei avvedutezza.

Se poi vogliamo essere egoisti e sperperoni e dire...ma chissenefrega di chi le venderà e cosa realizzerà, Io volgio giocare...20 monete sono poche..ne voglio 100 o 200. Se la mettiamo così...va bene tutto e il contrario.

Ma a quel punto, non vogliatemene e non vi sembri una bestemmia...allora tanto vale spenderli in bei libri, bei viaggi culturali, bei ristoranti...magari anche in compagnia di qualche bella presenza elegante e e ben curata. :14_relaxed:

Per la serie...è un giro di giostra e non si sa quanto dura. Non vado a Gardaland e a Las Vegas...ma la storia antica la voglio vivere a Siviglia e Granada, in Sudamerica, a Londra, sui fiumi della Russia sconfinata (fanno belle crociere) ...vado a vedere il Sito di Dorestad...di Novgorod, vado a Bisanzio...in Sicilia...a Veenzia e mi perdo nelle Calli...e in tanti altri posti, anche se non ho le Oselle in tasca. (magari da  quattro od otto zecchini...oro eccezionali).

L'ideale sarebbe fare entrambe le cose: belle oselle e Calli. Ma..se devo scegliere tra 100/200 monete BB, preferisco una bella biblioteca e andare in loco.

E LO DICO ANCORA UNA VOLTA...NON PERCHÈ IO DISPEZZI IL BB...MA PERCHÈ SO CHE POI LO SI DOVRÀ VENDERE ALLA METÀ...e a me questa cosa non piace. Me li mangio andando a vedere il Topkapi...l'Halambra...le città antiche che escono dalle dune del Mediteraneo...e tanti altri posti di fascino...stando bene.

Chi volesse fare il contrario...farà comunque bene, sono scelte.

 

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19 minuti fa, Piakos dice:

E' lka solita storia Luciano.

- La collezione di Peppino De Falco (testoni del 1500 sino agli inizi del 1700) ,è stata traghettata nel mercato internazionale dalla NAC e ha avuto buon seguito. Ma non pensare che la maggior parte di quei pezzi avremmo potuto comprarli noi. Con i più il fatto che la maggior parte erano anche bruttarelli. Io direi di comprare qulle tipologie scegliendo quelli belli...che non sarebbero costati molto di più...

 

Intervengo di nuovo non per polemica ma perchè cerco di capire certi meccanismi che, non avendo, come tu hai, una conoscenza estremamente approfondita del mondo delle aste e affini, ho difficoltà a comprendere.

Tu parli di <bruttarelli>  e dici che <quelli belli... ...non sarebbero costati molto di più...>. Può essere vero  ma, ad esempio, la piastra da te postata è stata pagata più di 20.000 € e poteva, credo, essere considerata  vicina al FDC mentre quella nell'asta in corso, q.Spl. parte da 960€. Potrà anche stupirci e magari arrivare a cifre strabilianti ma, poichè quelli della NAC non mi paiono degli sprovveduti, se l'hanno stimata 1.200 forse non sono andati troppo lontani dalla verità; avremmo quindi un rapporto  - tra  FDC e Spl - di circa 20:1, il che mi sembrerebbe esagerato.

Mi sbaglio o effettivamente  di questo si parla? In tal caso però un  raro testone GdF (tanto per restare nell'esempio) valutato 17.5000 nel q.BB/BB (Piombino, lotto 385) a quanto dovrebbe essere valutato se Spl o addirittura FDC? E, stando più vicini ai valori medio-bassi, un raro testone di Tesana (lotto 300) SPL che  partiva da 600€ (cifra abbordabile anche da quelli che chiami "bracci corti") se FDC  sarebbe dovuto partire da 12.000? 

Insomma, non vorrei che certi valori di vendita, complice la splendida condizione della moneta, fossero un po' troppo gonfiati, ché in tal caso il rischio, più che ad avere braccia lunghe o corte, inviterebbe a tenerle in tasca!

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Volentieri rispondo...

Il problema è su 3 ordine di fattori:

1- quante monete in condizione q.f.c. che hanno più di 200 anni...ci sono per ogni tipologia? Per le pre unitarie padane, le toscane  e le napoleoniche...abbastanza, per altre tipologie pochissime od una solamente nota, addirittura. Come l'8 lire Rep.ca di Genova FdC, per la quale aprimmo un topic a maggio mi pare...Concordo che la differenza può apparire troppa tra le due piastre sopra postate da te in comparazione, ma...di splendidine o splendidotte ne sono uscite non più di tre o quattro negli ultimi anni, in conserv.ne  BB di più...ma non molte. Tra le due categorie da q.spl a BB ne ho contate una dodicina. Di spl+ una sola (ex Kuenker) di 4 - 5 anni fa'. Come quella ex Genevensis...non se ne conoscono altre negli ultimi 30 anni. Se la vuoi...devi entrare in competizione con la forza di una sala internazionale. Quindi? Quindi farà 20.000...La volta successiva si fermerà a 15.000. La terza volta (saranno passati una diecina di anni dalla genevensis) probabilmente farà nuovamente 20.000. Non è da escludere che possa mantenere il prezzo o superarlo in una fase di collezionismo vivace. Se poi NON si vuole spendere...nemmeno si alza la mano. Purtroppo è così.

2- chi compra in questa specialità di occasioni...non sta molto a guardare: i 20.000 (più o meno) sono un po' la provvista che si mette in conto (normalmente) per queste chicche. Un po' come possono essere considerate normali le somme di 2.000/3.000 euro per i mezzi ducati napoli o le mezze piastre papali,  in condizioni q. fdc e dintorni. Altrimenti non si va nemmeno in sala ...a meno di fare turismo, che è sempre una bella esperienza. Ovvio che mi riferisco alla piastra in topic e similari...i mezzi ducati e le mezze piastre si può anche aspettare per cercare di pagarle meno. SONO PIÙ COMUNI.

3- Occorre poi valutare la Location...cioè la Casa che gestisce l'asta. Ad esempio: Nomisma sulla qualità parte in alto...forse dal massimo della valutazione commerciale, auspicando una lotta tra più interessati che possa favorire un nuovo prezzo di maggior valore, che poi cercheranno di consolidare in un prossimo futuro.Lotta che raramente poi sopraggiunge.  La NAC che tu citi per la raccolta PdF ha una politica diversa...pur essendo considerata una Casa molto Forte (potente...) ama vendere e non perdere tempo...e, proprio perchè è forte, impone la propria stima che è sempre commerciale..cioè non alta. Punto. Cioè...mangi la loro minestra o salti...sul treno e te ne torni a casa. Ih ih ih. Tanto loro sanno bene che un compendio, come quello di  De Falco, farà la sua strada...proprio perchè la sala della NAC (se l'asta è ricca di monete) ha una forza che non si presta molto a difese e giochi anche al ribasso. Quindi si permettono anche di mettere stime (q. ridicole) c.d. ad invito...così verrà ancora più gente: magari anche  noi due Luciano...e, una volta che saremo andati lì...qualche piccola follia, magari una sola, la faremo anche noi.

Spero di essermi guadagnato la vongolata a Baratti...:SWEAT:

:14_relaxed:

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