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Durante le mie ricerche sulla monetazione di Populonia mi sono imbattuto in un paio di casi le cui vicende "economiche" abbastanza, almeno per me,  particolari.

Mi riferisco a due aurei con testa di leone e lingua pendente da XXV passati dalla stessa casa d'aste qualche anno fa. 

Premetto che questi aurei, per dirla con un eufemismo, non sono propriamente in "odore di santità"; comunque sia entro nel merito.

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La prima delle due  monete viene passata in asta il 4 gennaio 2016 con una stima di 5.000 $ e viene ceduta a 8.750 $ (più i diritti); successivamente viene riproposta con la stessa stima iniziale e cambia proprietario per 7.500 $ con una perdita secca di 1.250 $. 

Ancora più "incomprensibile"  il percorso della seconda.5a17076d29873_TritonXI8.jpg.098bde6bf0c6fd9636d9625bd58194f7.jpg

Questa viene messa in vendita  nel maggio 2003; stima $ 3.000 e cambia proprietà allo stesso prezzo. Il nuovo proprietario nel gennaio 2008 la porta di nuovo alla casa d'aste che confermala stima della prima vendita, 3.000$ mala moneta trova un acquirente a 5.000, sempre salvo i diritti d'asta.  Dopo un anno esatto il nuovo acquirente decide di disfarsi della moneta. Stessa casa d'aste, stessa stima, ma la moneta supera appena l'asticella dei 3.600 $.

Ovviamente la prima conclusione che si potrebbe trarre è che le monete, seppur molto rare ed in ottime condizioni, non sono un investimento remunerativo; dico questo perchè le cessioni di una moneta nel breve giro di un anno non sono certo tipiche del collezionista "puro".

Altra ipotesi, ma tenderei a scartarla per ovvi motivi,  potrebbe essere quella di aver sospettato il falso e quindi la fretta di liberarsene, seppur rimettendoci qualcosa.

@lorenzo, @Piaos, @Admin, @rick2 e tutti gli altri amici,  che ne pensate?

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Buon giorno a tutti. Non sbaglio se dico che appare anormale il fatto di acquistare ad una cifra alta una moneta e in breve tempo la si rivende ad un prezzo inferiore a quello d'acquisto. C'è da non dimenticare il diritto d'asta che viene pagato due volte. Per la prima moneta la casa d'aste è sempre la stessa, per la seconda anche. Anche questo è un elemento da non trascurare, dato che il non odore di santità potrebbe averlo inteso anche la casa d'aste. Nelle mie passate escursioni nelle aste di certe case straniere ho potuto segnala falsi palesi di monete greche. Fatto riconosciuto per vero dalla casa stessa che ha prontamente ritirato il tondello. Io voglio credere alla buona fede del venditore, ma come è possibile che un occhio esperto come quello di chi organizza un'asta non si sia accorto della presenza del falso. Però, lo ammetto, tutto può essere e che sfugga un tondello falso a chi ne esamina a migliaia è possibile. Il dubbio resta, la prudenza pure.

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Colpisce il fatto che questi vari passaggi sono stati compiuti all'interno della stessa Casa di aste. In genere, se si spera in un guadagno, il possessore va a collocare la moneta in altra Casa di aste, magari più prestigiosa e ci sono molti esempi in questo senso.

Se si resta nella stessa Casa di aste, la spiegazione più ovvia è che la moneta è stata rifiutata dall'acquirente, forse per sospetti di falsità o altro, e quindi rimessa in vendita.

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