Sign in to follow this  
Piakos

UN DUCATO ECCEZIONALE DI PAOLO II: LA VERONICA.

Recommended Posts

Volentiri postiamo anche qui, nella Sezione competente...uno studio sulla moneta in topic.

LA SANTA SINDONE : IL VOLTO SINDONICO TRAFFIGURATO NELLE MONETE.

Sulla santa sindone possiamo rilevare che:

- l'esame al radiocarbonio che voleva ascriverlo ad epoca basso medioevale è stata effettuata su micro tessuti coinvolti da precedenti incendi ed è noto che  le fonti di calore sballano il dato di questo test;

- i pollini, alcune evidenze vegetali e le polveri che sono rinvenibili nella Sindone sono ascrivibili alla Palestina e compatibili con l'epoca storica del Cristo;

- la S. Sindone non è stata dipinta e non è una falso tout court realizzato con tecniche atte a bidonare la storia;

- da ultimo si è scoperto che l'immagine si è formata per una irradiazione, in qualche modo rapportabile ad una sorta di episodio termico nucleare ridotto che come energia,emanata dal corpo ha proiettato l'impronta sindonica.

In un mondo quale era quello posteriore alla caduta di Roma e per tutto il medioevo, il fenomeno sindonico avrebbe rappresentato il mistero sommo e richiamato la massima attenzione e studio, ove ci fossero state le tecniche odierne. Allora non era possibile capire il mondo senza Dio...perchè appunto Dio "faceva Mondo". Oggi le cose sono cambiate...e potremmo smettere di comprendere il mondo solo se togliessimo la parola "danaro". La secolarizzazione e l'efficienza della  "tecnica" (cioè il massimo risultato con il minimo impiego dei mezzi),  si sono spinte a tal punto che della Santa Sindone al "sistema economico, politico e sociale" importa poco o nulla...anzi, al massimo potrebbe temerla, in quanto - ove verificata, comporterebbe moti di massima riflessione e criticità del presente: accertato che fosse ciò che si crede non accertabile.

Data questa premessa rammentiamo che la Sindone, con la massima probabilità, rimase nascosta a Gerusalemme dove, nei  primi tempi del cristianesimo per evitarne la profanazione. Quindi  il sudario di Cristo rimase probabilmente nascosto, temendo i primi cristiani una sacrilega distruzione o un furto. Da Gerusalemme fu traslato ad Edessa dove molte tracce storiche e citazioni sono concordi sul punto, qui il sudario venne poi ancora occultato nel timore di distruzione o asportazione a seguito di assedio e capitolazione della città (i Persianierano aggressivi)...addirittura venne dimenticata l'esatta ubicazione del nascondiglio. Il Sudario venne ritrovato nel VI sec. d.C. in occasione dell'assedio persiano di Corsroe I alla città, il campo del re persiano prese fuoco e il suo esercito dovette ritirarsi...dopo che il sudario di Cristo venne portato in processione all'interno delle mura della città. Fosse anche stata una coincidenza...fatto è che la Sindone ritrovata rivelò il volto sindonico...creduto di Cristo. Nel 944, quando Edessa fu occupata dai musulmani, i bizantini trasferiscono la Sindone a Costantinopoli per metterla al sicuro nella città che si credeva inespugnabile.uanto segue.

Occorre evidenziare che ad Edessa il Sacro Telo era probabilmente conservato ripiegato, di guisa che appariva in cima il quadrato in cui era visibile il Volto Sindonico...e tale apparato era noto come Mandylion.  Emanuela Marinelli - studiosa indipendente della Sindone[ - conferma la tesi  che il Mandylion/Sindone venisse originariamente tenuto ripiegato in modo da mostrare il solo volto di Gesù: in effetti ripiegando la Sindone tre volte nel senso della larghezza, in modo da formare otto strati sovrapposti, rimane visibile una sezione nella quale l'immagine del volto è in posizione centrale. Alcune antiche raffigurazioni del Mandylion confermerebbero questa ipotesi: esse mostrano un reliquiario le cui dimensioni corrispondono a quelle della Sindone piegata in otto, con un'apertura circolare al centro attraverso la quale si vede il volto di Cristo, mentre tutto il resto dell'immagine rimane nascosto.

310px-Sindone_mandylion.jpg

Come apparirebbe la Sindone ripiegata in otto e inserita in un reliquiario con un'apertura circolare.

 

Normalmente il Mandylion veniva conservato in uno scrigno in una cappella chiusa: solo una volta all'anno l'arcivescovo di Edessa poteva entrare, da solo, nella cappella e aprire lo scrigno. I comuni fedeli potevano soltanto guardare lo scrigno chiuso dall'esterno della cappella attraverso una grata, o una volta all'anno quando veniva portato, sempre chiuso, in processione. La  Marinelli ipotizza quindi che solo a Costantinopoli il reliquiario fu aperto, si scoprì l'immagine intera, e si comprese la reale natura del telo. Occorre ulteriormente considerare che la tradizione consolidata vuole che il Mandylion sia un'immagine di Gesù vivente: secondo la leggenda Cristo si sarebbe asciugato il viso con un telo e su di esso sarebbe rimasta impressa l'immagine del suo volto (e solo di esso), questo telo sarebbe stato poi consegnato al re di Edessa. E ad Edessa sarebbe rimasto sino alla traslazione a Costantinopoli. Per l'appunto se il Mandylion costantinopolitano è da mettere in relazione con la leggenda del re di Edessa esso non può essere identificato con la Sindone che ovviamente reca l'immagine di un uomo morto. D'altro canto il Mandylon è un elemento ricorrente nell'iconografia bizantina: esso è sempre raffigurato come un telo recante il volto di Cristo e mai la figura del suo corpo. E, soprattutto, come ben si vede in queste icone, Cristo è vivo (ha gli occhi aperti) e non reca i segni della Passione. Se la Sindone di Torino fosse il Madylion non si comprenderebbe quale sia l'origine (risalente e costante) dell'iconografia utilizzata per raffigurare quest'ultimo. A ciò bisogna aggiungere che al tempo della disputa iconoclasta il Mandylion è utilizzato dagli iconoduli come argomento a favore della liceità delle immagini sacre: queste testimonianze fanno riferimento sempre al Mandylion inteso come rappresentazione del volto di Cristo.

L'ipotesi di identificazione del Velo della Veronica con la Sindone di Torino appare a prima vista impossibile: la Sindone è un lenzuolo funebre e reca impressa una figura intera umana, mentre le leggende, come le icone pervenuteci, sono relative a un panno di limitate dimensioni con la raffigurazione del solo volto, analogo al già citato mandylion  di Edessa. Tuttavia, come si è già visto sopra, è stato ipotizzato da alcuni storici che il mandylion coincidesse la Sindone ripiegata in modo tale da mostrare il solo volto. Secondo questa ipotesi quindi le leggende e le copie occidentali del Velo della Veronica potrebbero fondarsi indirettamente sulla Sindone-Mandylion, e l'esame dei tratti iconografici comuni a veli e Sindone ne sarebbe la prova.

Ci supporta finalmente la Numismatica.

E' proprio  nel 692 d.C. - quando il telo sindonico fu ritrovato a Edessa, che una prima moneta con uanto segue.il volto sindonico è comparsa. Si tratta in assoluto del primo volto di Cristo: un solido fatto coniare da Giustiniano II, che riporta numerosi dettagli riscontrabili solamente da chi avesse avuto modo di osservare la Sindone:

- tumefazioni delle guance; - capelli e barba fortemente asimmetrici; - naso rotto; - occhio destro chiuso o semichiuso per le percosse; 

- la barba e i capelli, sono entrambi copiosamente carenti sul lato destro del volto. Questo particolare sarà poi presente in tutte le monete con l'immagine di cristo fino al 1400.

- Inoltre i capelli asimmetrici della sindone sono sono molto più lunghi alla sinistra del volto, come nella moneta da noi postata e cadono sulla spalla;

- un ricciolo al centro dell'attaccatura dei capelli sulla fronte, che in realtà è la colatura di sangue presente nel volto sindonico;

Con varie tecniche sperimentate e credibili si è comunque scoperto che i punti di contatto tra la moneta in foto e la sindone sono ben 168.

Accostiamo, di seguito,la moneta di Giustiniano II; il volto sindonico e  anche la foto del Ducato pontificio di Paolo II con la  Veronica; così è possibile effettuare la comparazione delle immagini:

post-208-0-89791900-1447196156_thumb.jpg post-208-0-29918900-1447195577_thumb.jpg5a6272ce735dc_ducatoPaoloIIparticolareveronica.jpg.627cbf58235fad629b85959f418b2113.jpg

Anche la moneta di Paolo II, che fu pontefice dal 1464 al 147,  mostra i seguenti particolari:

-  una  ciocca di capelli corti in mezzo alla fronte, dove la Sindone presenta una macchia di sangue a forma di ricciolo;

- i capelli asimmetrici molto più ricchi in una parte del volto;

- il setto nasale deviato,

- un occhio più aperto e uno semichiuso esattamente come nella sindone e nella moneta di Giustiniano II.

- le guance tumefatte ed una più gonfia dell'altra;

Ergo, trattasi dell'immagine del Cristo già suppliziato.

 

5a627288b0948_ducatopaoloIIveronica.thumb.jpg.4f479ba70bed7bf818eb22f7bffc1558.jpg

Questo prova, in primis, che dopo le prime ostensioni del telo Sindonico a far data dal 1353 a Lirey in Francia, dove sarebbe finita in quanto trafugata  nel sacco di Costantinopoli del 1024, era stato  direttamente accertato il volto Sindonico in Europa, oltre al riferimento delle  immagini sacre che prendono le mosse dal Cristo pantocratore del Monastero di S. Caterina (Sinai).

Per mera curiosità numismatica riporto che la moneta con la Veronica è stata licitata all'ultima asta Nac Milano del dicembre scorso ed è stata aggiudicata a 14.000 euro, dopo competizione serrata in sala (per un ducatino di pochi grammi è molto). Erano presenti infatti degli appassionati (esteri) delle monete oro papali in grande conservazione...ed il ducato sopra postato era stimato Fdc (o quasi ad essere molto severi). Mi consento di dubitare che tali competitori avessero individuato l'immagine sindonica nel Cristo raffigurato nella moneta...più probabile che il ducato sia stato considerato come curiosità storico numismatica...in eccezionale conservazione. E qui torniamo - con piena riprova - a quanto si diceva all'inizio di questo tema, e cioè di quanto  sia cambiato l'uomo (e le proprie cose) da quando Dio "faceva mondo" rispetto ad oggi dove la chiave è la parola "denaro".

Cosa dire...? Che Dio e il mondo naturale  possano essere indulgenti con noi uomini economici, cinici e tecnologici.

Sic transeat gloria mundi.

Hans_Memling_026.jpg

Santa Veronica  e il velo con il volto di Gesù, dipinto del 1433 di Hans Memling, dove il volto immaginato dal grande pittore non è - per converso al ducato di Paolo II - quello Sindonico.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Sign in to follow this