Riccardo Paolucci

UNA ZECCA A LUBIANA NEL XIII SECOLO

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UNA ZECCA A LUBIANA NEL XIII SECOLO

 

      Lubiana è la capitale della Repubblica della Slovenia e si estende in un’ampia conca circondata da montagne sulle rive della Ljubljanica, affluente della Sava.

      Antichissima sede neolitica, fu poi colonia romana col nome di Emona. Distrutta da Attila e ricostruita nel VI secolo da popolazioni slovene con il nome di Labacum, fu menzionata con il nome attuale per la prima volta nel 1144, nome attuale che è poi la traduzione del tedesco Laibach. Dal 1278 al 1918 è stata sotto la sovranità della Casa d’Asburgo, tranne il breve periodo in cui fu capitale delle Province Illiriche create da Napoleone.

      La città vecchia, il borgo storico, è posta sulla riva destra del fiume e fu sinistrata da numerosi terremoti. Il borgo è addossato ad una piccola altura isolata, sormontata da un castello nel quale viveva il duca Bernardo II di Carinzia nel XIII secolo.

      Il duca Bernardo era figlio del duca Ermanno e della duchessa Agnese, figlia di Arrigo I duca d’Austria. Bernardo governò il Ducato di Carinzia solo dopo la morte del fratello Ulderico (1202). Si sposò con Juta, figlia del Re di Boemia Ottocaro, ed ebbe tre figli uno dei quali, Filippo, fu Arcivescovo di Salisburgo e morto l’allora Patriarca di Aquileia, Gregorio di Montelongo, fu eletto dal Capitolo di Aquileia il 5 Gennaio 1270 ad occupare questa Sede, ma non potendo farsi confermare in alcuna maniera dal Pontefice, dopo aver governato per circa tre anni col titolo di Capitano Generale del Friuli, lasciò il posto a Raimondo della Torre (1273).

      All’inizio del secolo la città era il grande centro dei possedimenti dei Duchi di Carinzia ed era anche il loro centro principale per i commerci verso i confini del Friuli e della Croazia, verso la Carinzia e da questa sino all’Istria. Quantunque i duchi antecedenti a Bernardo II Spanheim si trattenessero a Graz, questi fece di Lubiana la sua residenza e stabilì verso il 1215 nel suo castello una zecca che battesse monete simili a quelle aquileiesi di Volchero. La storia numismatica slovena di questo periodo, che è il più ricco, non ci svela molto anche perché non molto è stato scritto. Le monete della zecca di Lubiana sono poche ed i pezzi noti sono sconosciuti ai più. Il primo studioso ad interessarsi delle monete di Lubiana fu Gian Giuseppe Liruti (1), poi Joseph Bergmann (2). Poi, troviamo esemplari di monete laibacensi nel II volume della Collezione Leopold Welzl von Wellenheim stampato in Vienna nel 1845. Il Welzl von Wellenheim non fu solo un grande Collezionista ma anche e soprattutto uno studioso che ci ha lasciato dei notevoli appunti (3). A questi appunti si fa riferimento nel prezioso Catalogo d’asta. Il Welzl von Wellenheim tratta monete di Merano, Verona, Aquileia, Gorizia, Trieste e quelle di Lubiana del duca Bernardo II affermando che quest’ultime dimostrano una chiara lavorazione italica. Quasi dieci anni dopo nel 1854, fu la volta di Anton Jellouschek in un volume edito a Lubiana (4) a trattare di monete laibacensi. Nella sua opera l’autore cita il fatto che tutte le coniazioni di Lubiana servivano in campo economico ad un miglior commercio con l’Austria ed i paesi limitrofi, tra cui il Litorale. Dopo lo Jellouscheck, fu il Luschin in vari studi a scrivere di monete della zecca di Lubiana (5). Passano una trentina d’anni e vede la luce forse il miglior lavoro sulla zecca di Lubiana, lavoro di Egon Baumgartner (6) stampato a Lubiana nel 1934. Opera completa che ci descrive le monete di Lubiana nel XIII secolo, in cui il Baumgartner mette finalmente ordine, indicandoci la cronologia, i tipi e dandoci ampia descrizione della monetazione.

      Un altro lavoro completo è quello di Ivan Rengjeo (7) pubblicato nel 1959. Altri autori che hanno pubblicato note o scritti sulle monete di Lubiana sono Giulio Bernardi (8) , Albin Pogacnik (9) e noi stessi (10) nel 1989 in Panorama Numismatico, praticamente un anticipo a questo nostro lavoro di oggi.

      L’esistenza di una zecca a Lubiana ci deriva non soltanto dalle monete ma soprattutto da un documento del 1263 con il quale il figlio di Bernardo II, Ulderico III donò al Monastero Sitticense 10 Marche di Denari “…da ricavarsene cinque alla Muta, e cinque dalla moneta di Lubiana…”, cioè dagli utili che traeva il duca dalla zecca “…quas assignavit Labaci, nimirum quinquae de Muta, & de moneta quinque”.

      Monete laibacensi sono citate anche in altri documenti a partire dal 1248 fino al 1274. In questi documenti vengono descritti vari pagamenti, avvenuti nella regione ed in quelle limitrofe, con monete di pari valore allora in circolazione. Non è da farsi meraviglia se in quelle terre avesse corso la moneta di Aquileia, anzi se essa avesse corso in primis su quella di Lubiana visto che la Chiesa di Aquileia aveva molti possedimenti in Carinzia. Se mettessimo a confronto la produzione monetale del XIII secolo delle zecche di Aquileia, Gorizia, Landestro, La tisana, Lienz, Lubiana e Trieste, noteremmo che le monete confondibili tra loro per tipi, peso e diametro. Che circolassero tutte assieme lo deriviamo dal fatto che oltre dai documenti esistenti, queste monete nei ripostigli si trovano frammiste. Del resto il denaro con il grifone alato di Bernardo II per Lubiana appare chiaramente destinato a confondersi col denaro aquileiese di Volchero con l’aquila, specie nei confronti di ricevitori disattenti.

      Le monete di Lubiana sono tutte di estrema rarità, conseguenza forse dell’opposizione che i Patriarchi di Aquileia devono aver mosso contro la loro diffusione in Friuli e forse perché non ne fu battuto un gran quantitativo. Il Liruti afferma che “…Aquileia particolarmente era padrona della città di Lubiana, per la quale il nostro Patriarca Gregorio, ebbe molte contese co’ Duchi di Carintia, le quali finalmente nell’anno 1261 si accomodarono con Ulderico cedendo esso Lubiana con altri luoghi al Patriarca, il quale dopo la cessione per la mentovata necessità, gliela ritornò in Feudo” (11) . Ricordiamo che poi nel 1279 alla morte di Ulderico III, quest’ultimo lasciò nel suo testamento la Città alla stessa Chiesa di Aquileia.

      A proposito della moneta più famosa della zecca di Lubiana (denaro con grifone alato di Bernardo II) Giulio Bernardi fa notare che “…è degno del massimo interesse, e non è stato preso finora in considerazione, il plurale LEIBACENSES riferito al valore in denari della moneta. Si tratta evidentemente di una moneta che aveva un valore nominale di un certo numero di denari, forse di denari piccoli veronesi. La sua denominazione denaro andrebbe perciò forse più opportunamente sostituita con quella di grosso”  (12) . Ci permettiamo di non essere d’accordo col Bernardi. Il fatto che il valore fosse determinato in denari piccoli veronesi non significa che la moneta divenga un Grosso, perché riferendoci alle coeve di Aquileia, Gorizia e Trieste anche queste dovrebbero diventare grossi anzichè denari. Del resto il peso e il diametro è simile se non uguale alle monete di Aquileia e Trieste del medesimo periodo. Per noi quindi rimane un denaro.

 

Note e Bibliografia

(1)   Gian Giuseppe Liruti, Della moneta propria e forestiera ch’ebbe corso nel Ducato di Friuli. Venezia, 1749

(2)   Joseph Bergmann, Untersuchungen uber die Munzstatte zu St. Veit, Volkermarkt, Laibach und Landerstrost. Wien, 1843

(3)   Leopold Welzl von Wellenheim, Ueber Friesacher Munzen des Mittelalters und andere, welche in gleicher Form und von gleichem Geprage in den benachbarten Munzstatten erzeugt worden sind. Wien, 1845

(4)   Anton Jellouscheck, Das Munzwesen Krains im Mittelalter. Ljubljana, 1854

(5)   Arnold Luschin von Ebengreuth, Innerosterreichische Nachpragungen. Wien, 1866 - Die Aglaier. Wien, 1871 - Beschreibung des Fundes von Lanische. Wien, 1871 - Beitrage zur Siegel und Wappenkunde von Krain. Ljubljana, 1883 - Umrisse einer Munzgeschichte der altosterreichischen Lande im Mittelalter. Wien, 1909 – Friesacher Pfennige. Wien, 1923

(6)   Egon Baumgartner, Ljubljanska Kovnica v XIII. Stoletju. Ljubljana, 1934

(7)   Ivan Rengjeo, Slovenski srednjevski novci. Ljubljana, 1959

(8)   Giulio Bernardi, Le monete maggiormente in uso nel Medioevo friulano. Udine, 1981

(9)   Albin Pogacnik, Novac na tlu Slovenije. Beograd, 1975 – Srednjereska kovnica Kamnik. Ljubljana, 1989

(10) Riccardo Paolucci, La zecca di Lubiana. Suzzara, 1989

(11) Gian Giuseppe Liruti, op. cit.

(12) Giulio Bernardi, op. cit.

 

Lubiana - Bernardo con grifone.JPG

Lubiana - Bernardo.jpg

Bernardo denaro.jpg

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Caro Riccardo,

ammiro il tuo contributo, del massimo interesse storico e numismatico che...malgrado la giornata lavorativa in corso, ho letto con piacere.

Il denaro con il grifone... si puo' reperire  in ottima conservazione?

:14_relaxed:

 

 

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8 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

Uno in collezione ce l'ho, un altro paio li ho avuti in vendita ma son assai cari

Credo di aver capito. Ma in quale qualità? immagino sul q. FdC.

 

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Se prendi l'Asta Lanz di primavera 1990 la trovi :10_wink:

Volevo inserire nel topic relativo le monete della mia Collezione medioevale ma dopo un certo numero di foto si blocca :2_grimacing:

Modificato da Riccardo Paolucci

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la "miseria" nella mia collezione ::57_cry:

LAIBACH (LUBIANA), Bernhard Spanheim, 1202-1256
pfennig Albin Pogačnik 342.
e Albin Pogačnik 343

lubiana pfennig.jpg

lubiana pfennig1.jpg

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5 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

Se prendi l'Asta Lanz di primavera 1990 la trovi :10_wink:

Volevo inserire nel topic relativo le monete della mia Collezione medioevale ma dopo un certo numero di foto si blocca :2_grimacing:

@Admin ... intervieni!

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12 minuti fa, Piakos dice:

@Admin ... intervieni!

Nel posto quando si raggiungono un certo numero di MB si blocca ma se le foto le carichi in due o più post risolvi il problema...

@Riccardo Paolucci nel forum abbiamo una sezione dove gli utenti possono esporre e illustrare  la propria collezione..il caricamento può avvenire anche in più fasi

Se hai piacere magari un po alla volta potresti caricare la tua :)

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