Giuseppe Gugliandolo

La psicologia nella numismatica

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In questo periodo stavo pensando a quanto il fattore psicologico influisca sugli acquisti dei collezionisti. La differenza tra collezionista ed accumulatore diventa labile e ritengo che alle volte e lo stato mentale  possa fare la differenza. 

Recentemente ho iniziato a sistemare la mia collezione togliendo i pezzi che non mi soddisfano più (alcuni non l'avevano mai fatto) in seguito alla decisione di avere solo monete che mi piacciono veramente e che mi soddisfino. Eppure sabato mentre ero da un commerciante c'era un 10 grana che mi aveva tentato, ci avevo seriamente pensato, però ad un certo punto mi sono bloccato dicendomi "questo è proprio quel tipo di moneta che per stato e patina non ti soddisfa, la toglieresti presto e rischieresti pure di perderci" quindi mi sono, per così dire, fermato in tempo. 

Che fosse un istinto da "accumulatore"? Lo stato mentale avrà influito? Nell'ultimo periodo non me la sono passata molto bene ne a lavoro ne a casa e ho avuto anche problemi di salute al ché ho pensato che magari il non essere nel migliore degli stati mentali potesse  spingere nella direzione dell'acquisto, d'altronde si dice che le persone felici non spendono (ma credo ci vorrebbe il condizionale). 

Quindi da qui, portando i miei esempi, le domande: secondo voi lo stato mentale di qualcuno può influire con acquisti più o meno azzardati o con eccessive offerte in un asta? Può spingere ad acquisti incauti? Il numismatico ha anche un istinto da accumulatore o le due cose sono distinte e separate? 

 

Con questi pensieri notturni vi do la buonanotte. E dato che è tardi mi si perdoni se ho scritto in maniera non troppo limpida :-[

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La collezione nasce da:

- uno stato mentale di insoddisfazione latente o conclamata unita ad un interesse innato....trenini, minerali, cose che costano, cose che non costano...dai tappi di bottiglia sino alla serialità nell'arte. Spesso però non ce ne rendiamo conto...cioè non riusciamo ad unire impulso e causa...o, meglio, preferiamo non farlo e non saperlo. La cosa in quanto tale non è negativa...anzi: se le monete danno benessere, relax, interesse per arte e storia ecc. allora bene venga a rigenerarci, ma...a patto di potercelo permettere e di saper acquisire gli oggetti della ns. passione...senza imbottirci di monete che non valgono quello che vengono pagate...o addirittura restaurate o false.

- una fortissima passione per qualcosa...anche se ci rendiamo conto solo in parte del fenomeno.

- un interesse culturale: storico / scientifico...che si traduce in ricerca..studio e quant'altro e magari si mette qualche cosa da parte...ma lo studio prevale sull'acquisto. Quest'ultima è la modalità più equilibrata per fare anche Numismatica.

E' anche ovvio che i tre aspetti possono coincidere...ma uno dei tre è quello che prevale e che mette in moto il meccanismo.

:14_relaxed:

 

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Lungi da me parlar male della psicologia (ho una figlia psicologa e psicoterapeuta e mal me ne incoglierebbe :TEARS:) tuttavia farei la questione più semplice di quanto potrebbe apparire. Infatti se accettiamo la tripartizione proposta dall'amico @Piakos solo nel primo caso - che secondo me comprende anche il secondo - potremmo recarci da uno "strizzacervelli" per scoprire magari che un distinto cinquantenne colleziona Ferrari o Maserati perchè da piccolo i genitori gli avevano negato la gioia di un piccolo modellino di tali auto (complesso di Edipo: funziona sempre!).   

Tutti gli altri casi, che io riunirei  in due grandi categorie (studiosi e/o investitori),  non mi paiono  oggetti/soggetti da strizzacervelli, eccezion fatta per chi acquista un falso clamoroso ad una cifra considerevole, ma questo più che mandarlo da uno psicologo sarebbe da manicomio.

Del resto la fase dell'accumulazione è la fase iniziale, propedeutica, cui segue la fase della collezione mirata che per  arrivare poi al terzo livello: lo studio.

Insomma @ggpp auguri per la rapida e positiva soluzione   dei tuoi momentanei problemi e  keep calm e... buona collezione!

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Caro Luciano e cari amici...abbiamo toccato un tema principe e nemmeno troppo indiretto.

La vita è dura...a volte amara, anche improvvisamente o improvvidamente.

Anche quando non lo è...non sempre le cose vanno come si auspica...o come si pensava potessero andare...in più la specie umana non evolve, anzi, oggi, è più che mai vero il contrario...in quanto viene coltivata la tecnica, i consumi... ma non il pensiero.

Peraltro la chimica del cervello e la sua dinamica elettrica sono per lo più ignote...e in buona parte  bloccate da preconcetti, usi, costumi, timori, omologazioni, convenzioni...oltre alla depressione, a schizofrenie subdole  ed alle malattie degenerative sempre latenti, anche quando nemmeno ce ne accorgiamo. In tutto questo che stiamo delineando la psicologia così come è nota, entra fino ad un certo punto...in quanto il discorso va oltre.

Eraclito...quando il pensiero faceva il suo mestiere, diceva che: per quanto l'uomo possa fare, leggere, viaggiare, conoscere, vivere, studiare...eppure non troverà mai i confini del proprio logos (diciamo del pensiero)...tanto sono vasti e irraggiungibili. Prova a dirlo alle Multinazionali o al sistema finanziario...e ti fanno schedare. Prova a parlarne in giro con la gente...e ti guardano a bocca aperta con gli occhi sbarrati come pesci fuori d'acqua...poi pensano che sei un po' strano e reagiscono con ironia...come la gleba.

Uno dei migliori chiavistelli e dei migliori "schiodatori" al riguardo, si chiama acido lisergico, capace di abbattere i portoni e portare l'essere nel tutto che lo ricomprende...oltre alle notevoli possibilità terapeutiche; ma non se ne può nemmeno parlare ed, infatti, è bandito. Il sistema non lo tollera e lo aborrisce pur non essendo una droga che instilla specifica dipendenza fisica. Da ultimo lo hanno ritirato fuori in ambito scientifico per motivi di studio e di terapia attesa l'enorme possibilità di applicazione, rivalutandolo come sostanza di grande importanza e futuro. Ma essendo bloccati l'uso e la diffusione di quello...anche i ricercatori hanno problemi a svilupparne la scienza e le applicazioni, in gran parte già intuite. Essendo un mezzo per potenziare la psiche e per espandere le sinapsi...è un anti sistema...e immaginatevi quindi che interesse possa esserci a renderlo fruibile.

Ergo...le passioni sono ciò che resta, all'uomo, per innamorarsi e provare un po' di felicità...o come la volete chiamare. Innamorarsi? Si... anche delle monete.

Entriamo nel merito:

fallani santamaria de falco numismatici

rileggete o leggete questo mio vecchia intervento, con particolare riguardo a ciò che diceva il grande antiquario Fallani ad un collezionista....e saremo tutti a buon punto.

:14_relaxed:

@Riccardo Paolucci vai Riccardo...che anche tu sei un maestro...ma desideroso ancora di imparare leggi qui...che..partendo dalla numismatica molto si può fare.

@f.dc  @Arka  e tanti altri...

 

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Amico mio hai citato dei veri MAESTRI ai quali ci aggiungerei Baranowsky, De Nicola, Nascia, Ratto e Simonetti in rigoroso ordine alfabetico. Oggi vedo nel commercio numismatico molta improvvisazione e pressapochismo (e non solo in chi commercia ma anche in chi colleziona). Sarebbe tedioso tornare a discutere sui collezionisti di monete sigillate e cartellini di perizia (pensa che all'ultima asta on line mi hanno chiesto di sigillare 2 monete medioevali per un valore di € 44 + diritti) ma cosa scatta nella testa di queste persone? Ma come si fa a farsi sigillare due monete medioevali? Arriveremo come gli americani che "slabbano" tutte le monete?

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4 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

Amico mio hai citato dei veri MAESTRI ai quali ci aggiungerei Baranowsky, De Nicola, Nascia, Ratto e Simonetti in rigoroso ordine alfabetico. Oggi vedo nel commercio numismatico molta improvvisazione e pressapochismo (e non solo in chi commercia ma anche in chi colleziona). Sarebbe tedioso tornare a discutere sui collezionisti di monete sigillate e cartellini di perizia (pensa che all'ultima asta on line mi hanno chiesto di sigillare 2 monete medioevali per un valore di € 44 + diritti) ma cosa scatta nella testa di queste persone? Ma come si fa a farsi sigillare due monete medioevali? Arriveremo come gli americani che "slabbano" tutte le monete?

Credo che ormai il collezionismo degno (o indegno...) di tale definizione alberghi solo nelle monete di eccezionale conservazione, rarità ed importanza..e sempre con l'ausilio di consulenti più o meno tali.

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4 ore fa, Piakos dice:

Credo che ormai il collezionismo degno (o indegno...) di tale definizione alberghi solo nelle monete di eccezionale conservazione, rarità ed importanza..e sempre con l'ausilio di consulenti più o meno tali.

Renzo, ho notato che quando si tocca questo argomento ci troviamo in non perfetto accordo  (modo diplomatico per dire che non siamo d'accordo per niente!).

Ne abbiamo in parte già discusso quindi correrò il rischio di ripetermi: Il nodo di fondo resta, io credo, il concetto stesso di collezionismo/collezionista.  Una "collezione" è, cito dalla Treccani, una <Raccolta ordinata di oggetti della stessa specie, che abbiano valore o per loro pregio intrinseco o per loro interesse storico o artistico o scientifico o semplicemente per curiosità o piacere personale>. Quindi anche un raccoglitore/collezionista di caramelle ciucciate ha (superato il senso di schifo) una sua dignità purchè  segua, appunto, una coerenza nel raccoglierle.

Mi spiego ancora meglio citandomi (in vecchiaia evidentemente aumenta l'autostima:)). Se io voglio studiare le monete di Piombino, cogliendone varianti e particolarità devo raccogliere  in gran parte monetine da 50/60 € di  valore, chè tali sono, ad esempio, i quattrini di Niccolò. E' chiaro che poi dovrò avere la possibilità di studiare anche gli zecchini ma poichè se ne vede uno ogni morte di otto papi più una dimissione e non si hanno 40.000 € si lavorerà su delle ottime foto. Tutto questo non significa che avere solo soldi, quattrini, duetti o grossi non sia una collezione degna: lo è nella misura in cui documenta, per quanto umanamente ed economicamente possibile, un momento particolare nella storia della monetazione italiana.

Anche una collezione di aurei imperiali è degna, anzi degnissima (averla....), ma qui scatta parallelamente un'altra categoria ed è quella del valore economico in funzione di  un futuro eventuale recupero, con gli interessi,  dell'investimento.

Cosa questa legittima e condivisibile, ma che, a mio parere, poco ha a che fare con il collezionismo, essendone semmai un "vantaggio collaterale".

 

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31 minuti fa, Lugiannoni dice:

Cosa questa legittima e condivisibile, ma che, a mio parere, poco ha a che fare con il collezionismo, essendone semmai un "vantaggio collaterale".

Il collezionismo non è detto che debba sposare il profitto..spesso vi è una voglia di tenere per sé un pezzo si storia..

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Io vorrei rispondere a @ggpp che poneva un quesito interessante. Sì, io penso che l'acquisto di una moneta, per noi collezionisti, abbia l'effetto rilassante o appagante che può avere lo shopping per molte persone.

Con ciò non intendo banalizzare alcunché, ma senza scomodare troppo la psiche umana, materia assai complessa, posso affermare di aver vissuto anche io sulla mia pelle la tendenza a essere un po' più spendaccione in virtù del mio stato psicologico in quel particolare periodo e questo, credo, per l'effetto consolatorio, di relax e di soddisfazione che ne consegue.

Poi è chiaro: quando la parte "riflessiva" cede a quella "impulsiva", si rischia di far entrare in collezione esemplari non pienamente in linea con ciò che vorremmo. Ma non importa: è parte del gioco e questa volta, fra l'altro, ti sei fermato in tempo :13_upside_down:

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A mio avviso, da qualunque parte analizziamo la cosa vi sarà sempre un dark-side e un light-side nel mondo del collezionismo, che si uniscono in un unica soluzione molto di rado. Vi è un light-side quando siamo fieri e soddisfatti per un acquisto (che magari ben si incorpora nella nostra collezione, anche se ce l'hanno tutti, magari più bella). Vi è un dark-side quando si hanno disponibilità economiche e l'acquisto impulsivo fa accumulare monete variopinte e eterogenee anche se di pregi. Come le nostre belle monete, vi sono 2 lati.

Il lato chiaro del collezionismo, così come per i guerrieri jedi, è virtuoso; ci porta allo studio e tende a salvaguardare il nostro buonsenso delineando la nostra collezione e il nostro essere collezionista in maniera pressochè costante nel tempo. Un seguace del collezionismo armonioso non dovrebbe mai accumulare, in grado anche di "fregarsene se ce l'hanno tutti più bella della tua moneta".

Il lato oscuro del collezionismo è affascinante alle menti deboli; veloce ti raggiunge quando sei alle fiere numismatiche e dai commercianti; quando vedi una bella moneta che ti colpisce e che annebbia il pensiero puro dettato dalla propria collezione. Impulsività non riflessiva ne è la forza dominante.

Ritengo che tutti siamo stati sopraffatti dal lato oscuro del collezionismo; chi più chi meno, chi prima chi poi. Il mondo del collezionismo numismatico è pieno di proseliti del lato oscuro, e parlar con loro non è nemmeno tanto piacevole perchè si è su 2 lunghezze d'onda diversa.

C'è chi mette in collezione 15 "apine" dello stesso anno solo perchè in altissima conservazione. C'è chi scambia una mezza collezione per 1 monetona da investimento. C'è chi è in grado di mettere insieme una piccola selezione di monete per una mostra con 300 euro, e altri che 300 euro li spendo  solo per i feltrini di esposizione. Premetto, la mia è una forzatura, ma sono i due piani estremi del collezionismo numismatico che vedo ogni volta che metto il naso fuori da questo forum (per fortuna qui si da importanza allo studio, e qui non ce lo si può inventare)...

 

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21 ore fa, Lugiannoni dice:

Renzo, ho notato che quando si tocca questo argomento ci troviamo in non perfetto accordo  (modo diplomatico per dire che non siamo d'accordo per niente!).

Ne abbiamo in parte già discusso quindi correrò il rischio di ripetermi: Il nodo di fondo resta, io credo, il concetto stesso di collezionismo/collezionista.  Una "collezione" è, cito dalla Treccani, una <Raccolta ordinata di oggetti della stessa specie, che abbiano valore o per loro pregio intrinseco o per loro interesse storico o artistico o scientifico o semplicemente per curiosità o piacere personale>. Quindi anche un raccoglitore/collezionista di caramelle ciucciate ha (superato il senso di schifo) una sua dignità purchè  segua, appunto, una coerenza nel raccoglierle.

Mi spiego ancora meglio citandomi (in vecchiaia evidentemente aumenta l'autostima:)). Se io voglio studiare le monete di Piombino, cogliendone varianti e particolarità devo raccogliere  in gran parte monetine da 50/60 € di  valore, chè tali sono, ad esempio, i quattrini di Niccolò. E' chiaro che poi dovrò avere la possibilità di studiare anche gli zecchini ma poichè se ne vede uno ogni morte di otto papi più una dimissione e non si hanno 40.000 € si lavorerà su delle ottime foto. Tutto questo non significa che avere solo soldi, quattrini, duetti o grossi non sia una collezione degna: lo è nella misura in cui documenta, per quanto umanamente ed economicamente possibile, un momento particolare nella storia della monetazione italiana.

Anche una collezione di aurei imperiali è degna, anzi degnissima (averla....), ma qui scatta parallelamente un'altra categoria ed è quella del valore economico in funzione di  un futuro eventuale recupero, con gli interessi,  dell'investimento.

Cosa questa legittima e condivisibile, ma che, a mio parere, poco ha a che fare con il collezionismo, essendone semmai un "vantaggio collaterale".

 

 

Caro Luciano...credo tu fraintenda la strategia di qualche mio post; la soluzione della nostra discrasia è semplice e serena come la relativa equazione e la dialettica resta il sale della vita e padrona della conoscenza.

La Numismatica da studio è cosa buona e giusta ma oggi purtroppo in picchiata...e considero con il massimo rispetto chi la persegue.

Detto questo...che mette al riparo la Tua categoria...andiamo sulla normalità del mercato.

La numismatica costa...e costa anche molto, pur  relativamente alle rispettive possibilità.  E' una verità. Forse antipatica perchè presupporrebbe delle riflessioni. 

Tutte le collezioni ed i compendi sono destinati ad essere dispersi o ceduti. Difficile si arrivi oltre la terza generazione.

In Numismatica - a mio sommesso ma convinto avviso - per il collezionista non c'è investimento, nella migliore delle ipotesi c'è un salvadanaio o un rifugio, a patto di aver comprato bene e/o di avere fortuna. Inoltre più è antica la monetazione di riferimento e più è fisiologica la presenza di monete problematiche...comunque presente nelle coniazioni anche moderne.

Chi è ricco o se lo può permettere...è padrone di fare con le proprie sostanze quello che vuole...anche per rilassarsi...come diceva il dott. Fallani al giovane collezionista che girava per Roma cercando di capirci qualcosa...ed al quale il medesimo Numismatico non concedeva scampo economico con le monete.

Chi non ha provviste ad organetto oggi  (e in futuro)  rischia un bagno di sangue...purtroppo è così. Chi oggi compra cose belle in buona parte è in possesso di un antidoto. Così ha deciso il mercato. La cosa più strana è che...il ricco  compra bello, principalmente  perchè ha compreso le dinamiche, per converso le persone normali ci rimettono - mediamente - il 50% di quello che spendono, perchè tale è il ricarico del commerciante e/o l'agio delle aste.

Non credo ci sia altro da dire...oltre il fatto che ognuno continuerà a muoversi come meglio crede, essendone soddisfatto. 

:14_relaxed:

 

 

 

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3 ore fa, danieles1981 dice:

A mio avviso, da qualunque parte analizziamo la cosa vi sarà sempre un dark-side e un light-side nel mondo del collezionismo, che si uniscono in un unica soluzione molto di rado. Vi è un light-side quando siamo fieri e soddisfatti per un acquisto (che magari ben si incorpora nella nostra collezione, anche se ce l'hanno tutti, magari più bella). Vi è un dark-side quando si hanno disponibilità economiche e l'acquisto impulsivo fa accumulare monete variopinte e eterogenee anche se di pregi. Come le nostre belle monete, vi sono 2 lati.

Il lato chiaro del collezionismo, così come per i guerrieri jedi, è virtuoso; ci porta allo studio e tende a salvaguardare il nostro buonsenso delineando la nostra collezione e il nostro essere collezionista in maniera pressochè costante nel tempo. Un seguace del collezionismo armonioso non dovrebbe mai accumulare, in grado anche di "fregarsene se ce l'hanno tutti più bella della tua moneta".

Il lato oscuro del collezionismo è affascinante alle menti deboli; veloce ti raggiunge quando sei alle fiere numismatiche e dai commercianti; quando vedi una bella moneta che ti colpisce e che annebbia il pensiero puro dettato dalla propria collezione. Impulsività non riflessiva ne è la forza dominante.

Ritengo che tutti siamo stati sopraffatti dal lato oscuro del collezionismo; chi più chi meno, chi prima chi poi. Il mondo del collezionismo numismatico è pieno di proseliti del lato oscuro, e parlar con loro non è nemmeno tanto piacevole perchè si è su 2 lunghezze d'onda diversa.

C'è chi mette in collezione 15 "apine" dello stesso anno solo perchè in altissima conservazione. C'è chi scambia una mezza collezione per 1 monetona da investimento. C'è chi è in grado di mettere insieme una piccola selezione di monete per una mostra con 300 euro, e altri che 300 euro li spendo  solo per i feltrini di esposizione. Premetto, la mia è una forzatura, ma sono i due piani estremi del collezionismo numismatico che vedo ogni volta che metto il naso fuori da questo forum (per fortuna qui si da importanza allo studio, e qui non ce lo si può inventare)...

 

Caro Daniele, sempre nel clima di serenità che contraddistingue il sito e i relativi rapporti...conosco Numismatici come te, anche se sintonizzati su altre monetazioni, i qualidicono esserci monete che, da sole, valgono una collezione...sia economicamente che per fascino e rarità...

Dicunt...

Che dire?

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39 minuti fa, Piakos dice:

Caro Daniele, sempre nel clima di serenità che contraddistingue il sito e i relativi rapporti...conosco Numismatici come te, anche se sintonizzati su altre monetazioni, i qualidicono esserci monete che, da sole, valgono una collezione...sia economicamente che per fascino e rarità...

Dicunt...

Che dire?

E qui ti chiedo, quello che sta per parlare è il mio lato numismatico o quello da accumulatore?

Sono fermamente convinto che con solo una moneta, per quanto importante, per quanto appariscente, per quanto di valore, per quanto bella, non mi sentirei appagato ne soddisfatto.
Okay, possiedo (esempio) un aureo di bruto per il quale ho dato via tutta la mia collezione. Uno scambio N (dove n tendente a tante) per 1. Vale più di tutta la mia collezione? Decisamente.
Ma a vederlo da solo sul vassoio, in uno scaffale, in cassaforte, dove volete... non mi sentirei ne realizzato come collezionista ne come numismatico. A prescindere da suo valore, anche numismatico e sopratutto storico [dimenticandoci che è dubbia l'autenticità dei pezzi (o del pezzo?) esistenti].

 

Invero, e qui mi considererete mezzo folle, reputo anche poco da "numismatico" il chiudere la propria collezione in qualche cassetta di sicurezza in banca o dovunque si voglia perché il numismatico studia e, come avete ben ribbadito, senza il tondello in mano è cosa diversa [ehi, sono il primo che studia le monete con le foto dato che le mie finanze sono abbastanza ristrette] e, credo, sia una pratica più da "investitore". Capisco e comprendo la necessità, in caso di collezioni di prestigio, di assicurarle in qualche modo e forse è quello migliore... mi rendo conto che in questo caso parla la mia gelosia nei confronti delle mie cose.

@danieles1981 hai fatto una bellissima sintesi della cosa che ho tanto ammirato ed apprezzato.

 

7 ore fa, Spoudaios dice:

Ma non importa: è parte del gioco e questa volta, fra l'altro, ti sei fermato in tempo

Sono stato fortunato ma facile non è resistere alle tentazioni (a maggior ragione se sono pezzi che ti mancano [e non parlo di rarità esclusive, anzi], anche se sai che non ti piacciono e non li vedresti bene in mezzo alla collezione).

Sabato ho preferito tornare a casa con un libro più che una moneta... alla prima occasione vi farò chiari riferimenti ^-^

 

Riguardo il senso di relax dato dallo "shopping", ne ero ben consapevole. Ma a questo punto mi chiedo: cos'è rilassante? Uscire il grano? Tornare a casa con "qualcosa"  tra le mani? E se quest'ultima domanda è vera allora siamo tutti, chi più chi meno, degli accumulatori?

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@Piakos

Approfondendo il ragionamento le "distanze" diminuiscono.

Io non ho motivi per contestare chi acquista tenendo d'occhio i possibili sviluppi  di future rivendite; contestavo solamente l'affermazione <Credo che ormai il collezionismo degno (o indegno...) di tale definizione alberghi solo nelle monete di eccezionale conservazione, rarità ed importanza.> poiché continuo a pensare che quello cui tu ti riferisci forse avrebbe necessità di essere definito con un'altra parola.

Il collezionismo in sè ha una valenza soggettiva (<mi piacciono questi oggetti>)  ed una oggettiva in quanto documento di un 'epoca, di un gusto, di una moda,ecc. ma non ha una  connotazione economica, che acquisisce solo nel momento in cui diviene merce di scambio (moneta antica vs denaro corrente e viceversa) dato che io posso  raccogliere (collezionare) conchiglie mediterranee spiaggiate che trovo durante le passeggiate lungo la spiaggia così come pietruzze colorate e levigate dal mare; entrambe non hanno alcun valore economico ma "valgono" poichè "documentano", ad es., la malacofauna di fondali sabbiosi.

Allora, e concludo, io credo che  una collezione di  dupondi  abbia lo stesso valore numismatico  di  una collezione di aurei, mentre quest'ultima ha un enormemente maggiore valore ma solo  da un punto di vista economico. 

Solo tenendo distinti i due livelli, la Numismatica si potrà salvare dalle deformazioni indotte dal "Mercato".

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3 ore fa, Lugiannoni dice:

@Piakos

Approfondendo il ragionamento le "distanze" diminuiscono.

Io non ho motivi per contestare chi acquista tenendo d'occhio i possibili sviluppi  di future rivendite; contestavo solamente l'affermazione <Credo che ormai il collezionismo degno (o indegno...) di tale definizione alberghi solo nelle monete di eccezionale conservazione, rarità ed importanza.> poiché continuo a pensare che quello cui tu ti riferisci forse avrebbe necessità di essere definito con un'altra parola.

Il collezionismo in sè ha una valenza soggettiva (<mi piacciono questi oggetti>)  ed una oggettiva in quanto documento di un 'epoca, di un gusto, di una moda,ecc. ma non ha una  connotazione economica, che acquisisce solo nel momento in cui diviene merce di scambio (moneta antica vs denaro corrente e viceversa) dato che io posso  raccogliere (collezionare) conchiglie mediterranee spiaggiate che trovo durante le passeggiate lungo la spiaggia così come pietruzze colorate e levigate dal mare; entrambe non hanno alcun valore economico ma "valgono" poichè "documentano", ad es., la malacofauna di fondali sabbiosi.

Allora, e concludo, io credo che  una collezione di  dupondi  abbia lo stesso valore numismatico  di  una collezione di aurei, mentre quest'ultima ha un enormemente maggiore valore ma solo  da un punto di vista economico. 

Solo tenendo distinti i due livelli, la Numismatica si potrà salvare dalle deformazioni indotte dal "Mercato".

Io mi riferisco al mercato e a quanto costa acquisire monete.

Costa il doppio del valore commerciale delle monete...se va bene; la metà poi ridarà il mercato.

Le cose belle possono costare anche il triplo...o il quadruplo.

Ma, per incognite motivazioni e percorsi occulti della mente, forse esplorabili con l'acido lisergico (psichedelico: rivelo la psiche), le cose pagate il triplo perchè belle e affascinanti possono trovare chi te le ripaga.

Si tratta in pochissime parole...di non buttare i soldi e/o di lasciare un patrimonio di non difficile recupero e liquidazione. A prescindere dall'investimento che in Numismatica è troppo legato a troppe variabili per poter essere considerato tale.

Solo questo Luciano.

:14_relaxed:

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