Giuseppe Gugliandolo

Perché l'oro

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Oggi vi chiedo... perché l'oro?

Influenza sia direttamente che indirettamente la vita di ognuno di noi, fonte di spargimenti di sangue e guerre ma anche propulsore dell'arte e della civilizzazione come mezzo di pagamento, è da sempre sinonimo di ricchezza e potere ma... perché? L'oro non è un metallo adatto alla costruzione di utensili o di armi ma è sin dall'antichità il metallo più apprezzato e ricercato e, a maggior ragione nei periodi arcaici, la cosa sembra non aver senso: avendo semplicemente uso nell'adempimento di bisogni secondari (gioielli, ornamenti, strumenti rituali) avrebbe dovuto avere minor considerazione rispetto al rame, al bronzo, al ferro e non credo che il valore fosse attribuito alla rarità del biondo metallo [anvedi che sti biondi sono sempre quelli con più fascino? Mi dovrei tingere...] dato che era molto apprezzato anche dalle popolazioni centroamericane che notoriamente abbondavano di oro, vedasi le numerosissime spedizioni [e guerre] nel territorio ad opera degli spagnoli [mi rendo conto di star arrotondando parecchio l'andamento delle cose in questa regione, ma è perché non è lì che voglio spostare l'attenzione].

Mircea Eliade, storico delle religioni rumeno, dice nel suo "Arti del metallo ed alchimia" che nella storia dell'avanzamento scientifico e delle rivoluzioni tecnologiche* non ha ma avuto utilità alcuna, e che gli uomini ne hanno perseguito disperatamente la ricerca per valore simbolico e religioso.

Già nei primissimi libri bibblici viene citato l'oro come segno di regalità e ricchezza: l'Eden è un giardino bagnato da un fiume che si divide in quattro rami: «Il primo… bagna il paese di Avila, dove c'è l'oro; l'oro di questo paese è puro» ed appare con frequenti riferimenti, allo stesso Gesù i magi portano, tra i vari doni, proprio l'oro come sinonimo di regalità.

Ma quindi è cominciato tutto così? L'oro ha sempre avuto un significato prima religioso che poi, sei secoli, si è trasformato in venale? Cosa ha impedito all'oro di essere soppiantato da altro?

 

*ora, io non sono così esperto di scienza e tecnologia non troppo recente, ma certo è che per i dispositivi attuali l'oro è importantissimo: piccolissimi circuiti nel prezioso metallo sono presenti nei nostri telefoni, televisori e strumentazioni tecnologiche varie, data l'elevata conduttività e duttilità, senza contare le applicazioni in campo aerospaziale.

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@ggppProvo a tentare una risposta o, meglio, una delle risposte.

Fin dall'antichità gli uomini hanno cercato, utilizzato e trasformati metalli, iniziando dai più semplici a trovare  e a lavorare; metalli che hanno dato, proprio per il loro uso,  il proprio nome a lunghi periodi della storia: età del Rame, del Bronzo e del Ferro.  

Non esiste, e non è un caso, l'età dell'oro,  intesa solamente come mitico periodo (inesistente) equivalente al tempo dell'Eden.  

Ma il motivo per questa "assenza" è presto detto: l'oro (ma anche l'argento) brillante, lucente, malleabile ed incontaminabile  può  servire solo per motivi "futili": ornamento, decoro, scambio. Per poterlo avere, spesso occorreva combattere chi  già lo possedeva, ma per questo servivano le armi prima in rame poi in bronzo ed infine in ferro. Stessa cosa per lavorare la terra, allevare il bestiame, cercare metalli: in tutte queste  attività l'oro era inutile.

C'è stato un momento, nella storia dell'uomo, in cui la possibilità  e la capacità di fondere il ferro ha fatto sì questo fosse considerato più prezioso dell'oro.

Non dimentichiamo che uno degli oggetti ritenuti  più preziosi  dal faraone e ritrovati nella tomba di Tutankamen (XIV sec.a.C.) - dove peraltro l'oro si conta non a chili ma a quintali - era un pugnale con lama in ferro.

Un altro esempio: nelle tombe populoniesi dell'VIII-VII secolo a. C. troviamo anelli e bracciali intrecciati con fili di bronzo e ferro; nella celebre Tomba dei Carri, il carro più importante aveva le sponde in bronzo con complesse ageminazioni in ferro! 

Questo non deve meravigliare perchè in quella fase storica  riuscire a portare il minerale ferroso a temperatura di fusione (>1200°) non era cosa da poco, rendendo prezioso il metallo che così si otteneva. Tuttavia - ed ecco rientrare in campo oro e argento -  dopo un congruo numero di anni si accorsero che il ferro si deteriorava, rendendolo inadatto per ornamenti ma restando indispensabile per armi e strumenti da lavoro. 

Malleabilità e duttilità i punti di forza, ma anche di debolezza, dell'oro. Vero grandissimo punto di forza la sua inalterabilità; l'argento, che presenta caratteristiche simili, con il tempo annerisce, si patina: l'oro mantiene inalterata la sua lucentezza.

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Innanzi tutto grazie a @Lugiannoni per la risposta, davvero interessante (mi ha spinto ad approfondire un attimo alcuni aspetti riguardanti l'antico egitto che ho sempre bistrattato).

Interessante notare, com'è anche più logico,  che in determinati periodi l'oro venisse considerato meno importante di metalli per l'utilizzo quotidiano quali utensili ed armi. La domanda che voglio intendere però è più "viscerale"... cosa ha portato l'uomo alla necessità di attribuire il possesso del biondo metallo alla ricchezza?

 

Ma poi, alla fin fine, l'oro stesso non è troppo diverso da una "valuta fiduciaria"... o no?

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3 ore fa, ggpp dice:

....

Interessante notare, com'è anche più logico,  che in determinati periodi l'oro venisse considerato meno importante di metalli per l'utilizzo quotidiano quali utensili ed armi. La domanda che voglio intendere però è più "viscerale"... cosa ha portato l'uomo alla necessità di attribuire il possesso del biondo metallo alla ricchezza?

 

Ma poi, alla fin fine, l'oro stesso non è troppo diverso da una "valuta fiduciaria"... o no?

Fin dalla preistoria l'uomo sente  bisogni non direttamente legati da necessità immediate di sopravvivenza; già i neanderthaliani seppellivano  i propri morti  con un qualcosa intorno  di molto simile ad un corredo funebre. Con l'uomo di Cro Magnon compare l'arte, sia parietale che mobiliare, contemporaneamente all'uso di collane e braccialetti utilizzando conchiglie fossili e non, cristalli di quarzo, elementi lavorati in osso e in steatite, denti animali. Insomma oggetti non "utili" ma in qualche modo "attraenti".

Da questo all'utilizzo dell'oro il passo non è lungo; quando ne vengono scoperte le qualità diventa  oggetto privilegiato di ornamento e la sua relativa rarità fa si che diventi prezioso e ricercato.

Ovviamente questo avviene in Eurasia; nel sud America l'oro era l'unico metallo noto  ed il suo uso ornamentale era conseguenza dell'impossibilità di usarlo per altri usi. Non dimentichiamo che per i nativi americani del centro-sud America la brama per l'oro dei conquistadores era incomprensibile. Nelle isole del Pacifico, mancando l'oro, il suo ruolo viene assunto dalle conchiglie alle quali, come per l'oro da noi, veniva attribuito un valore di intermediario per gli scambi.

Dopo alcuni secoli dal suo primo utilizzo, in Eurasia l'oro, già utilizzato verosimilmente per scambi e donativi, diventa  lo strumento principale, seguito poi dall'argento,  per la mediazione nello scambio e nell'acquisto/vendita di merci, ma non sarà mai moneta fiduciaria, poichè ha un proprio intrinseco valore che travalica l'uso monetale. 

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17 ore fa, Lugiannoni dice:

ma non sarà mai moneta fiduciaria, poichè ha un proprio intrinseco valore che travalica l'uso monetale

Non intendevo questo... intendevo proprio dire che il valore dell'intrinseco è "fiduciario" nel senso che ce l'ha perché attribuito (come la carta moneta) e continuerà ad avercelo solo perché è più "affidabile" della cartamoneta: se il dollaro americano perde di "credibilità",  viene utilizzato meno, si smette di utilizzarlo per gli scambi internazionali, perde di valore. L'oro non scende solo perché ad averci "fiducia" non è uno stato soltanto e/o qualche altro amichetto suo che lo utilizza al di fuori, ma è tutto il mondo a attribuirgli valore.

Quello che voglio dire è che, alla fine, non è troppo diverso da una valuta anche se non utilizzato come tale. Essendo utilizzato come riserva e bene di rifugio è ad un altro livello di astrazione ed in situazioni normali è impossibile che il suo valore "svanisca", oserei dire.

Ultimamente ho tanti di quei casini in testa  che credo di essere arrivato a delirare:PWNBURN:

Cita

Non dimentichiamo che per i nativi americani del centro-sud America la brama per l'oro dei conquistadores era incomprensibile.

Permettimi la domanda... Questo perché utilizzavano altre forme di pagamento e quindi semplicemente aveva puro scopo ornamentale o perché ancora non avevano una qualche sorta di sistema economico?

Modificato da ggpp

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6 ore fa, ggpp dice:

......

Permettimi la domanda... Questo perché utilizzavano altre forme di pagamento e quindi semplicemente aveva puro scopo ornamentale o perché ancora non avevano una qualche sorta di sistema economico?

Il sistema economico delle civiltà precolombiane era basato  sullo scambio, ma non dobbiamo pensare che fossero  dei "selvaggi primitivi". Avevano la scrittura, facevano di conto ed avevano notevolissime conoscenze astronomiche.

Per quanto riguarda il problema "fiduciario" , la questione è notevolmente complessa e non è un caso che la moneta cartacea (o comunque di materiale non prezioso)  in Europa, ad esempio,  dopo disastrosi tentativi nel XVIII e XIX secolo, prende campo definitivo allorchè il suo utilizzo diviene esteso in tutti i paesi e comunque viene garantito dall'oro o laddove, come nella Cina visitata da Marco Polo, vi è un'autorità statuale forte che ne garantisce il valore.

Inoltre,  sto andando in maniera sintetica e schematica, mentre un governo può, a seguito di una situazione di crisi drammatica - l'esempio classico è la Germania degli anni '20 -  decidere di svalutare una moneta cartacea, ma nessun governo potrà decidere di "svalutare" l'oro, al più può decidere che non lo puoi comprare o detenere (vedi gli USA al tempo di F. D. Roosevelt).

Un ultimo esempio sulla profonda differenza tra oro e moneta fiduciaria. Durante la Guerra Fredda i paesi occidentali non riconoscevano valore alle monete dei paesi dell'Est per cui questi potevano commerciare con i paesi occidentali  solo utilizzando l'oro per gli acquisti o acquistando, sempre contro oro, valuta occidentale.

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Il 23/5/2018 at 23:10, Lugiannoni dice:

ma nessun governo potrà decidere di "svalutare" l'oro

Ma questo solo perché tutto il mondo riconosce nell'oro un bene che vale tot. quindi a meno che non perda di importanza o non ci sia un comune accordo non potrebbe accadere ma il comune accordo andrebbe a danni di tantissime persone che certo non starebbero zitte a guardare. Quello che voglio dire è che l'oro per l'appunto vale "solo" perché tutti, ma proprio tutti, ne riconoscono un bene ed un determinato valore. Spero di riuscire a spiegare il mio punto di vista 😓

 

Il 23/5/2018 at 23:10, Lugiannoni dice:

ma non dobbiamo pensare che fossero  dei "selvaggi primitivi"

Ovviamente non è qui che si voleva andare a parare anzi, come ben dici c'è tantissimo da imparare da e su di loro!

 

Ti ringrazio ancora per le risposte dalle quali sto traendo parecchie informazioni e spunti

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