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Il lato bello e gioioso della numismatica

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Molto spesso sento parlare solo e soltanto delle problematiche che affliggono e devastano la numismatica. Mi riferisco ai falsi, alle manipolazioni dei restauratori,  a commercianti senza scrupoli e all'assenza dei giovani.

Mi sono rotto di parlare solo e soltanto di cose negative.

Sono giunto alla conclusione che fare numismatica non è da tutti...ci vuole un pizzico di follia ed incoscienza, un pò di testardaggine e tanta voglia di imparare e di mettersi in gioco.

Rifuggo da chi si erge a Maestro e poi non condivide nulla, quasi a custodire un segreto di pulcinella, e mi aggrego sempre più a giovani inesperti ma che hanno tanta voglia di imparare, chiedere e condividere informazioni.

La numismatica è cambiata, non c'è più un'unica fonte della conoscenza, ristretta solo a pochi eletti, oggi internet ha aperto le porte a tutti e che ci piaccia o no con questa nuova realtà occorre fare i conti!

Il cambiamento  non ci deve fermare.

Ieri ho visto un video di giovani numismatici che erano andati a Verona in occasione della fiera, erano entusiasti nel chiedere informazioni su monete, nel conoscere i commercianti e nel condividere le informazioni raccolte.

mi piace vedere anche questo lato della numismatica

Ora vi chiedo...il ricordo più bello che custodite grazie alla numismatica?

Nel mio caso sono le lunghe chiacchierate con mio nonno sulle lire del periodo fascista.

Quando portavo qualche moneta di Vittorio Emanuele III, parlavamo di aneddoti, storie e cronache della seconda guerra mondiale. Le monete che avevamo in mani non valevano nulla economicamente, ma oggi come oggi, custodiscono ricordi inestimabili.

 

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Come ho scritto in un'altra discussione ho iniziato nel 1980 quindi 38 anni fa, nel 1982 divenni segretario dell'allora glorioso Circolo Numismatico Triestino e mi ricordo le visite quasi giornaliere a Giulio Bernardi che trovava sempre tempo per un ragazzo di 22 anni come ero io. Come scritto nell'altro post allora andavo a leggere tutte le vecchie riviste come Italia NUmismatica dove il grande Oscar Rinaldi pubblicava i suoi listini e confrontavo i prezzi delle monete degli anni '50 o '60 con quelli dl 1982. Mi ricordo i preparativi per andare al Convegno di Padova (che bel convegno era allora) o di Verona o a Klagenfurt (purtroppo non lo fanno più) e Vienna: imbarcata generale e si partiva in 7/8 persone, personaggi in cerca di autore e di monete parafrasando Pirandello. O le telefonate con il grande Luigi Simonetti, che gran Signore che era!!! Ricordi e aneddoti piacevoli ne ho tanti e come detto ero innamorato della Numismatica, avevo un cuore

Modificato da Riccardo Paolucci

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1 ora fa, Riccardo Paolucci dice:

Come ho scritto in un'altra discussione ho iniziato nel 1980 quindi 38 anni fa, nel 1982 divenni segretario dell'allora glorioso Circolo Numismatico Triestino e mi ricordo le visite quasi giornaliere a Giulio Bernardi che trovava sempre tempo per un ragazzo di 22 anni come ero io. Come scritto nell'altro post allora andavo a leggere tutte le vecchie riviste come Italia NUmismatica dove il grande Oscar Rinaldi pubblicava i suoi listini e confrontavo i prezzi delle monete degli anni '50 o '60 con quelli dl 1982. Mi ricordo i preparativi per andare al Convegno di Padova (che bel convegno era allora) o di Verona o a Klagenfurt (purtroppo non lo fanno più) e Vienna: imbarcata generale e si partiva in 7/8 persone, personaggi in cerca di autore e di monete parafrasando Pirandello. O le telefonate con il grande Luigi Simonetti, che gran Signore che era!!! Ricordi e aneddoti piacevoli ne ho tanti e come detto ero innamorato della Numismatica, avevo un cuore

Ed oggi? Cosa resta...cosa manca?

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12 ore fa, Piakos dice:

Ed oggi? Cosa resta...cosa manca?

Oggi è cambiato tutto. Sono cambiati i Colleghi, i Collezionisti e la gente che gira attorno al nostro mondo. Manca quello spirito di sana Amicizia, di collaborazione che c'era tanti anni fa.

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2 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

Oggi è cambiato tutto. Sono cambiati i Colleghi, i Collezionisti e la gente che gira attorno al nostro mondo. Manca quello spirito di sana Amicizia, di collaborazione che c'era tanti anni fa.

Dobbiamo aver voglia e coraggio di riproporre (o meglio riprovare) e diffondere il lato buono e amicale della numismatica...può solo venirne del bene

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anche quello dello studio e ricerca ,  con l'aiuto della storia e dell'araldica

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Sono d'accordo ma dove sono i giovani che vogliono imparare? Oggi tutti si professano Numismatici poi non hanno nemmeno una Biblioteca, al massimo hanno i prezziari, Si sentono tutti già arrivati. Sapete quante volte faccio violenza su me stesso per non rispondere in malo modo a qualche "new entry" di questo meraviglioso mondo. Eppoi il pettegolezzo...mamma mia oggi c'è un pettegolezzo continuo, "quello così...quello colà...". I commercianti ai convegni dovrebbero alzare il naso dai loro plateau (qualcuno risponderebbe "così glieli portano via") e confrontarsi con i veri Collezionisti, dare consigli come succedeva una volta. Dove sono i professionisti di una volta? Da parte mia ci provo se dall'altra parte c'è la voglia di apprendere e di studiare

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1 ora fa, Riccardo Paolucci dice:

la voglia di apprendere e di studiare

Oggi? voglia di apprendere? studiare? Credo che si possano contare con le dita delle mani questi "strani individui". Oggi sia nei forum che nei gruppi FB di numismatica è un continuo ed unico: "quanto vale".

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Parlo per me,  ho 32 anni,

collezionista e studioso da 20 , una discreta biblioteca per il settore di mio interesse, quello medievale,

numerose pubblicazioni di esemplari inediti,

quel poco che conosco l'ho imparato da solo,

per i giovani servirebbero dei corsi/stage presso studi/negozi di numismatica 

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@Admin

Apprezzo lo spirito e l'intenzione del del topic che avvii, ma, come promotore di questo Sito hai il meritorio primato della introduzione al pubblico degli appassionati di argomenti e tematiche ambientali che costituiscono dei caveat importanti e, ripeto, di difficile emersione. La consapevolezza è una tematica, credo, non banale e non "aggratis", e, personalmente, penso che possa solo migliorare l'approccio e la sopravvivenza in un qualsiasi ecosistema nuovo in cui si intende inserire. Essere consapevoli, piu' consapevoli, non è lesione della gioia o del piacere. Di norma è buon viatico alla sicura, duratura, non illusoria e piacevole permanenza in luogo o in una condizione.

Il ricordo piu' bello che serbo del mondo delle monete? Qualsiasi momento che ci ho trascorso, nel bene e nel meno bene, perchè sono stati tratti di vita dedicati ad una passione che si trasforma e evolve in continuazione, che ti porta a superare il manto della superficie degli uomini, delle cose, della nominatività dei rapporti che si creano. Ho incontrato Uomini straordinari, monumentali cretini, laccatissimi farabutti. Ho ascoltato riflessioni e partecipato a discussioni che, oltre la dimensione "numismatica" dei partecipanti mi hanno fatto scorgere lo spessore essenziale degli interlocutori, meglio che in qualsiasi altro ambito cui ho partecipato. Ho avuto corrispondenze, di quelle antiche, manoscritte, con molti appassionati e studiosi con i quali lo scambio è sempre andato oltre l'oggetto iniziale. Ho preso a prestito occhi e mani di altri per meglio capire cosa andavo a maneggiare. Ho un ricordo nitido di ogni acquisto e di ogni circostanza in cui ho avuto la fortuna di accedere ad una raccolta. Persone, luoghi, situazioni, che restano impressi perchè legati ad una passione che, per sua natura, e come tutte le passioni, attraversa senza mediazioni arrivando al punto della pace.

 

Modificato da f.dc

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f.dc dixit:

@Admin

Apprezzo lo spirito e l'intenzione del del topic che avvii, ma, come promotore di questo Sito hai il meritorio primato della introduzione al pubblico degli appassionati di argomenti e tematiche ambientali che costituiscono dei caveat importanti e, ripeto, di difficile emersione. La consapevolezza è una tematica, credo, non banale e non "aggratis", e, personalmente, penso che possa solo migliorare l'approccio e la sopravvivenza in un qualsiasi ecosistema nuovo in cui si intende inserire. Essere consapevoli, piu' consapevoli, non è lesione della gioia o del piacere. Di norma è buon viatico alla sicura, duratura, non illusoria e piacevole permanenza in luogo o in una condizione.

Io aggiungo...vedi Clà, che dice il Maestro? Non ti devi "rompere"..anche se comprendo la dinamica a cui sagacemente tendi...😉;

f.dc "etiam dixit":

Il ricordo piu' bello che serbo del mondo delle monete? Qualsiasi momento che ci ho trascorso, nel bene e nel meno bene, perchè sono stati tratti di vita dedicati ad una passione che si trasforma e evolve in continuazione, che ti porta a superare il manto della superficie degli uomini, delle cose, della nominatività dei rapporti che si creano. Ho incontrato Uomini straordinari, monumentali cretini, laccatissimi farabutti. Ho ascoltato riflessioni e partecipato a discussioni che, oltre la dimensione "numismatica" dei partecipanti mi hanno fanno scorgere lo spessore essenziale degli interlocutori, meglio che in qualsiasi altro ambito cui ho partecipato. Ho avuto corrispondenze, di quelle antiche, manoscritte, con molti appassionati e studiosi con i quali lo scambio è sempre andato oltre l'oggetto iniziale. Ho preso a prestito occhi e mani di altri per meglio capire cosa andavo a maneggiare. Ho un ricordo nitido di qualsiasi acquisto e di qualsiasi circostanza in cui ho avuto la fortuna di accedere ad una raccolta. Persone, luoghi, situazioni, che restano impressi perchè legati ad una passione che, per sua natura, e come tutte le passioni, attraversa senza mediazioni arrivando al punto della pace.

Esimio  @f.dc

oltre ad essere un Numismatico Lei è anche un poeta. I poeti sono merce R5 e sono sempre in qualità "proof". E' arricchente  leggerLa e, sopra tutto, è fonte di grande dialettica e di fertili emozioni.

Grazie.

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22 ore fa, Admin dice:

Nel mio caso sono le lunghe chiacchierate con mio nonno sulle lire del periodo fascista.

Mio nonno ne aveva un paio, ma lui non mi parlava di queste ma delle banconote, le "5.000 Lire grandi" che il suo primo principale aveva "perso" a lavoro insieme ad una caramella (era una prova testare se si potesse fidare). Qualche giorno dopo gli fece trovare 10.000 lire, sempre "perse" per vedere se anche con cifre più grosse avrebbe avuto lo stesso comportamento. Quando l'ancor giovane nonno fece per ridarglieli, il principale gli disse di prenderseli.

O ancora di quando da ragazzo gli avevano regalato una 500 lire falsa che intinse nell'olio (delle lampade ad olio) e portò alla banca a cambiare dicendo che aveva avuto un incidendete e se l'avesse scoperto sua madre sarebbe finito nei guai.

 

22 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

per un ragazzo di 22 anni come ero io

Mi vergogno un po' all'idea di avere quasi la stessa età ed essere così tanto ignorante in materia.. :-[ Il problema è che c'è tantissimo da dire ma in determinate zone non ci sono maestri, si impara poco, pillole di numismatica che arrivati ad un certo punto non basta più e...

 

4 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

I commercianti (...) dovrebbero (...) dare consigli come succedeva una volta.

Il punto è che ad oggi vedo più commercianti che consigliano di versare soldi nelle proprie tasche anziché insegnare di numismatica... c'è da dire che per quanto riguarda discorsi commerciali, convegni e similaria conosco ben poco perché i panorami siculi sono ben pochi.

 

Uno dei momenti che più mi piace ed aggrada è quando chi ho di fronte, anche se non patito della numismatica, s'interessa "ma questo chi è?", "ma sono vere?", "ma non dovrebbero essere rarissime monete così antiche?", "e una di **nome di imperatore a caso** me la fai vedere?" e "ma quindi *nome di regnante quasi sconosciuto* chi era, che ha fatto?"

Certo, magari se quest'ultima domanda la si fa con Giuliano l'Apostata è più accettabile, oggi me la sono sentita dire per Murat... non nego che ci sono rimasto male :unsure: È anche vero che la numismatica ci consente di approfondire la storia soprattuto in settori o periodi, legati a determinate aree geografiche, che ben pochi sanno o approfondiscono e che i libri di storia, almeno quelli scolastici, rinchiudono in una riga o nemmeno [dei Mamertini ad esempio si trova si e no un riferimento di 5 parole massimo].

C'è da dire che questa approfondita conoscenza settoriale la trovo parecchio stimolante ma la numismatica consente, a chiunque le si interessi veramente, di avere anche una più vasta e generale infarinatura a livello storico, in grado di coprire le tappe fondamentali della storia italo-europea, ma anche delle minime basi di metallurgia.

5 ore fa, realino santone dice:

con l'aiuto della storia e dell'araldica

L'ultima viene spesso dimenticata, sono pochi che sanno di cosa si parla e quando al museo la guida ha visto che riuscivo a leggere quantomeno gli stemmi più importanti è rimasta stupita... è una scienza interessante...

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3 minuti fa, ggpp dice:

Mio nonno ne aveva un paio, ma lui non mi parlava di queste ma delle banconote, le "5.000 Lire grandi" che il suo primo principale aveva "perso" a lavoro insieme ad una caramella (era una prova testare se si potesse fidare). Qualche giorno dopo gli fece trovare 10.000 lire, sempre "perse" per vedere se anche con cifre più grosse avrebbe avuto lo stesso comportamento. Quando l'ancor giovane nonno fece per ridarglieli, il principale gli disse di prenderseli.

O ancora di quando da ragazzo gli avevano regalato una 500 lire falsa che intinse nell'olio (delle lampade ad olio) e portò alla banca a cambiare dicendo che aveva avuto un incidendete e se l'avesse scoperto sua madre sarebbe finito nei guai.

 

Mi vergogno un po' all'idea di avere quasi la stessa età ed essere così tanto ignorante in materia.. :-[ Il problema è che c'è tantissimo da dire ma in determinate zone non ci sono maestri, si impara poco, pillole di numismatica che arrivati ad un certo punto non basta più e...

 

Il punto è che ad oggi vedo più commercianti che consigliano di versare soldi nelle proprie tasche anziché insegnare di numismatica... c'è da dire che per quanto riguarda discorsi commerciali, convegni e similaria conosco ben poco perché i panorami siculi sono ben pochi.

 

Uno dei momenti che più mi piace ed aggrada è quando chi ho di fronte, anche se non patito della numismatica, s'interessa "ma questo chi è?", "ma sono vere?", "ma non dovrebbero essere rarissime monete così antiche?", "e una di **nome di imperatore a caso** me la fai vedere?" e "ma quindi *nome di regnante quasi sconosciuto* chi era, che ha fatto?"

Certo, magari se quest'ultima domanda la si fa con Giuliano l'Apostata è più accettabile, oggi me la sono sentita dire per Murat... non nego che ci sono rimasto male :unsure: È anche vero che la numismatica ci consente di approfondire la storia soprattuto in settori o periodi, legati a determinate aree geografiche, che ben pochi sanno o approfondiscono e che i libri di storia, almeno quelli scolastici, rinchiudono in una riga o nemmeno [dei Mamertini ad esempio si trova si e no un riferimento di 5 parole massimo].

C'è da dire che questa approfondita conoscenza settoriale la trovo parecchio stimolante ma la numismatica consente, a chiunque le si interessi veramente, di avere anche una più vasta e generale infarinatura a livello storico, in grado di coprire le tappe fondamentali della storia italo-europea, ma anche delle minime basi di metallurgia.

L'ultima viene spesso dimenticata, sono pochi che sanno di cosa si parla e quando al museo la guida ha visto che riuscivo a leggere quantomeno gli stemmi più importanti è rimasta stupita... è una scienza interessante...

Leggiti f.dc ... è lì la fonte per andare a mettere la marcia in più...pondera e pesa le sue parole. Fermo restando la grande utilità e il godimento per di tutti gli altri nostri interventi.

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Una delle cose più belle che mi siano capitate fu quando portai a scuola nella classe di mio figlio un vassoio con le monete, soprattutto romane e vedevo i ragazzi (Scuola Media quella volta) interessarsi come non mai a quei vetusti dischetti di metallo. Nessuno però ha poi coltivato questo hobby...peccato

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16 minuti fa, Riccardo Paolucci dice:

Nessuno però ha poi coltivato questo hobby

A me piace essere malpensante... sicuramente qualcuno tornato a casa avrà raccontato ai suoi genitori dell'accaduto, può essere che ne siano stati allontanati da genitori che, esterni all'ambiente, avranno pensato "sì ma costeranno un sacco"? Voglio dire... in taluni casi la passione potrebbe infuocare l'animo di un genitore e quindi  dare inizio alla vita numismatica, se non anche del figlio, propria... ma vedo la gente troppo distaccata da questo genere di cose, come se la cultura e la storia fossero cose "per pochi" quando potrebbe entrarci, con un po' di impegno, chiunque.

 

1 ora fa, Piakos dice:

Leggiti f.dc ... è lì la fonte per andare a mettere la marcia in più

è un intervento da leggere e rileggere! 

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59 minuti fa, Riccardo Paolucci dice:

Una delle cose più belle che mi siano capitate fu quando portai a scuola nella classe di mio figlio un vassoio con le monete, soprattutto romane e vedevo i ragazzi (Scuola Media quella volta) interessarsi come non mai a quei vetusti dischetti di metallo. Nessuno però ha poi coltivato questo hobby...peccato

Lo scorso giugno ho portato alla 5a elementare di mio nipote alcune monete e una chiavetta con foto di altre monete antiche. Interessatissimi i ragazzini e anche le ragazze (divertite sopratutto dalle pettinature delle auguste romane) Con l'auto di mio nipote ho fatto girare le monete "vere" ( una tetra diAlessandro, denari romani, un hectè di Creso, una civetta di Atene e l'euro greco che la riproponeva......) l'unico che si è annoiato è Giacomino perchè, nonno, sono tutte cose che  sapevo già...

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4 ore fa, bubbolo dice:

Lo scorso giugno ho portato alla 5a elementare di mio nipote alcune monete e una chiavetta con foto di altre monete antiche. Interessatissimi i ragazzini e anche le ragazze (divertite sopratutto dalle pettinature delle auguste romane) Con l'auto di mio nipote ho fatto girare le monete "vere" ( una tetra diAlessandro, denari romani, un hectè di Creso, una civetta di Atene e l'euro greco che la riproponeva......) l'unico che si è annoiato è Giacomino perchè, nonno, sono tutte cose che  sapevo già...

Eccezionale Roberto...! E' sempre un diavoletto?

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15 ore fa, Piakos dice:

E' sempre un diavoletto?

Il diavoletto è il più piccolo, mio omonimo...

Giacomo, prima media, è un secchione che dice di essere stufo di prendere sempre 10 studiando poco. ("quasi quasi sbaglio qualcosa apposta, così mi danno qualche 9")

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21 ore fa, Riccardo Paolucci dice:

@ggpp forse hai ragione

Naah, probabilmente ho detto una fesseria... sono il re dei malpensanti, però se è vero che a pensar male si fa peccato...  :TEARS:

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Credo di aver già detto qualcosa in proposito in qualche altra discussione, ma provo lo stesso ad inserirmi nella discussione con alcuni miei ricordi e qualche piccola considerazione.

Ho cominciato ad appassionarmi alle monete (dire alla Numismatica mi parrebbe esagerato) grazie...all'emigrazione. 

I miei genitori erano dell'Elba, isola ora meta di turismo  con un buon livello economico, ma che dagli inizi del XX secolo fino agli anni '60 produceva essenzialmente emigranti. Poichè abitavamo a Piombino, porto per l'Elba, quando i numerosi amici e parenti dei miei rientravano al "paesello" o per rimanere o per vacanza, si fermavano a casa nostra. Io avevo 10-12 anni  e spesso mi portavano dei piccoli regali uniti ad una manciata di spiccioli . Ho quindi iniziato con monetine correnti australiane, statunitensi e tedesche (queste erano le principali destinazionidell'emigrazione elbana).

Ovviamente non avevano alcun valore ma  mi permettevano di fantasticare su quei paesi così lontani e per me comunque esotici. In ogni modo il seme era gettato. 

La mia prima "acquisizione", in quegli anni, avvenne quando un compagno di banco mi cedette un doppio tornese di Luigi XIII (poteva essere stata la moneta di uno dei tre moschettieri!) in cambio di sei albi dell'Intrepido.

La mia prima fregatura, sempre più o meno in quegli anni, la ebbi quando su un banchetto al mercato un  tipo che si spacciava per commerciante numismatico mi vendette una moneta dell'anno "12 dopo Cristo" (sic!). Naturalmente non lo era, ma inizialmente ci credetti. Era invece un bagattino veneziano del '700 e, ripensandoci, non so chi fece l'affare, dato che la pagai l'equivalente di tre bastoncini di liquirizia! E' inutile dire che entrambe ce l'ho ancora, un po' come il "primo penny" di zio Paperone.

Ripresi poi la passione durante il periodo universitario, a Firenze. Ogni tanto - e qui mi riallaccio ad un ricordo di @Riccardo Paolucci -  entravo in un palazzone di fronte alla stazione di S.M. Novella e bussavo, timidamente, alla porta di Simonetti - me lo ricordo gentilissimo e disponibile - a cui chiedevo uno dei suoi listini. Già, qui  viene fuori una mia abitudine conservata tuttora: se iniziavo una collezione, la prima cosa che facevo era quella di procurarmi un catalogo di quella monetazione e i listini del  Simonetti erano un po' questo ed un po' la porta per sognare.

Ecco qui sta la chiave per la mia iniziazione alla numismatica: il desiderio di capire  studiando le monete attraverso listini  o repertori  (anche quando magari di quella raccolta avevo solo tre o quattro monete) e la curiosità che poi mi portava ad interessarmi di quel particolare paese o periodo.

Più o meno come oggi, magari con più studio ma sempre con la stessa curiosità.

 

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16 ore fa, Lugiannoni dice:

Credo di aver già detto qualcosa in proposito in qualche altra discussione, ma provo lo stesso ad inserirmi nella discussione con alcuni miei ricordi e qualche piccola considerazione.

Ho cominciato ad appassionarmi alle monete (dire alla Numismatica mi parrebbe esagerato) grazie...all'emigrazione. 

I miei genitori erano dell'Elba, isola ora meta di turismo  con un buon livello economico, ma che dagli inizi del XX secolo fino agli anni '60 produceva essenzialmente emigranti. Poichè abitavamo a Piombino, porto per l'Elba, quando i numerosi amici e parenti dei miei rientravano al "paesello" o per rimanere o per vacanza, si fermavano a casa nostra. Io avevo 10-12 anni  e spesso mi portavano dei piccoli regali uniti ad una manciata di spiccioli . Ho quindi iniziato con monetine correnti australiane, statunitensi e tedesche (queste erano le principali destinazionidell'emigrazione elbana).

Ovviamente non avevano alcun valore ma  mi permettevano di fantasticare su quei paesi così lontani e per me comunque esotici. In ogni modo il seme era gettato. 

La mia prima "acquisizione", in quegli anni, avvenne quando un compagno di banco mi cedette un doppio tornese di Luigi XIII (poteva essere stata la moneta di uno dei tre moschettieri!) in cambio di sei albi dell'Intrepido.

La mia prima fregatura, sempre più o meno in quegli anni, la ebbi quando su un banchetto al mercato un  tipo che si spacciava per commerciante numismatico mi vendette una moneta dell'anno "12 dopo Cristo" (sic!). Naturalmente non lo era, ma inizialmente ci credetti. Era invece un bagattino veneziano del '700 e, ripensandoci, non so chi fece l'affare, dato che la pagai l'equivalente di tre bastoncini di liquirizia! E' inutile dire che entrambe ce l'ho ancora, un po' come il "primo penny" di zio Paperone.

Ripresi poi la passione durante il periodo universitario, a Firenze. Ogni tanto - e qui mi riallaccio ad un ricordo di @Riccardo Paolucci -  entravo in un palazzone di fronte alla stazione di S.M. Novella e bussavo, timidamente, alla porta di Simonetti - me lo ricordo gentilissimo e disponibile - a cui chiedevo uno dei suoi listini. Già, qui  viene fuori una mia abitudine conservata tuttora: se iniziavo una collezione, la prima cosa che facevo era quella di procurarmi un catalogo di quella monetazione e i listini del  Simonetti erano un po' questo ed un po' la porta per sognare.

Ecco qui sta la chiave per la mia iniziazione alla numismatica: il desiderio di capire  studiando le monete attraverso listini  o repertori  (anche quando magari di quella raccolta avevo solo tre o quattro monete) e la curiosità che poi mi portava ad interessarmi di quel particolare paese o periodo.

Più o meno come oggi, magari con più studio ma sempre con la stessa curiosità.

 

Bello Luciano...belli i fatti e l'atmosfera che infondi..

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Io ricordo dolcemente le prime visite al negozio di numismatica, dei ricordi quasi nostalgici, ero appena tredicenne.

I commercianti in questione, però, credo abbiano sovrascritto i ricordi delle mie prime visite confondendomi con qualcun altro perché a detta loro io andavo ancora alle elementari e mi presentavo con mio padre, cosa mai accaduta in realtà però mi dispiace l'idea di confessare che le cose non stanno esattamente come ricordano :-[

 

Attualmente con qualche amico numismatico si ha l'abitudine di vedercisi il sabato alle 15 al solito bar, non ci si organizza neanche, qualcuno c'è sempre ed è una cosa piacevole sapere di trovare sempre qualcuno con cui parlare un po' della nostra dolce "malattia"

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3 minuti fa, ggpp dice:

Attualmente con qualche amico numismatico si ha l'abitudine di vedercisi il sabato alle 15 al solito bar, non ci si organizza neanche, qualcuno c'è sempre ed è una cosa piacevole sapere di trovare sempre qualcuno con cui parlare un po' della nostra dolce "malattia"

Bellissimo ... 

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6 ore fa, ggpp dice:

Attualmente con qualche amico numismatico si ha l'abitudine di vedercisi il sabato alle 15 al solito bar, non ci si organizza neanche, qualcuno c'è sempre ed è una cosa piacevole sapere di trovare sempre qualcuno con cui parlare un po' della nostra dolce "malattia"

Beati o Voi che condividete,

Io navigo in un mare di "solitudine".

Vorrà dire che  delle mie banconote ne farò barchette.

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