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Una moneta di nome giulio

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Oggi vorrei proporre una piccola serie di immagini di monete di Papi di straordinaria bellezza e grande valore storico. Tutte monete che hanno fatto passare attraverso alcuni secoli una moneta denominata giulio dal nome del Pontefice che per primo le ha dato questo nome e che altri Papi anch’essi hanno chiamato così. Altri Papi hanno dato il proprio nome alle loro monete.

I testi sono stati tratti da Wikipedia, l'enciclopedia libera, mentre, le immagini dai siti citati.

GIULIO

Giulio II, nato Giuliano della Rovere (Albisola, 5 dicembre 1443Roma, 21 febbraio 1513), è stato il 216º papa della Chiesa cattolica dal 1503 alla sua morte. Noto come "il Papa guerriero" o "il Papa terribile", è uno dei più celebri pontefici del Rinascimento.  Era figlio di Raffaello della Rovere, nipote di Sisto IV, e di Teodora di Giovanni Manirola. Apparteneva all'Ordine dei frati minori conventuali.

Da: https://www.google.it/search?q=giulio+moneta&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiDg7Spo4XdAhUK4YUKHU5UAjsQ_AUICygC&biw=1536&bih=686#imgrc=xsP3XMGAy-Q6-M:

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Stemma della Rovere. Sopra chiavi decussate e tiara. Intorno IVLIVS II PONT. MAX.

Santi Pietro e Paolo stanti di fronte, una rosetta tra loro. Intorno S. PETRVS. S. PAVLUS. In esergo ROMA

AR Giulio (3,29 g). Zecca di Roma

Il Giulio era una moneta pontificia da 2 grossi.

Il nome veniva da papa Giulio II che l'aveva aumentata di peso e di intrinseco nel 1504. Con ordinanza del 20 luglio 1504 il Papa stabilì: "Reformetur stampae monetariae pro ducatis, carlenis, bononiensis etc. Cogitetur de cunio monetae si posset reduci Urbs ad monetam papalem exclusa forensi etc." I carleni (o carlini) furono quindi riformati e cambiarono il loro nome in giuli, in modo da distinguerli da quelli precedenti. Contenevano 4 grammi abbondanti di argento. Il loro valore divenne quindi superiore di un terzo al carlino pontificio.

Pochi anni dopo, nel 1508, già il contenuto d'argento era calato sotto i 4 grammi. Nel 1535 ci fu un'ulteriore riduzione a 3,65 grammi. La prima coniazione di Giulio II recava al dritto le armi papali ed al rovescio i santi Pietro e Paolo.

Nel 1540 Paolo III coniò le monete con 3,85 grammi di fino che presero il nome di paoli.

Il nome di giulio fu usato anche dalle altre zecche papali e da alcune italiane.

Il giulio papale di Bologna fu contraffatto a Masserano da un Fieschi prima del 1597. Questa moneta pesava solo 3,4 grammi.

L'ultima moneta coniata con questo nome fu il giulio d'argento battuto da Pio VII nel 1817; pesava 2,642 g ed aveva un titolo di 917/1000. Valeva ancora 2 grossi ossia 10 baiocchi.

I nomi di paolo e giulio erano in uso a Roma, anche quando queste monete non erano più in circolazione, per indicare la moneta da 20 baiocchi.

LEONE

Papa Leone X, in latino: Leo X, nato Giovanni di Lorenzo de' Medici (Firenze, 11 dicembre 1475Roma, 1º dicembre 1521), è stato il 217º papa della Chiesa cattolica dal 1513 alla sua morte.

Giovanni era il quartogenito (il secondo figlio maschio) di Lorenzo de' Medici e Clarice Orsini e portò alla corte pontificia lo splendore e i fasti tipici della cultura delle corti rinascimentali. Fu l'ultimo Papa a essere semplice diacono al momento dell'elezione

Da: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2672&category=56199&lot=2246561

leone.jpg.c139aee8c3477a1edd59abd4efea687a.jpg

Ancona Leone X (Giovanni de'Medici), 1513-1521. Giulio, AR 3,75 g. Muntoni 74. Berman 672. Dubbini-Mancinelli pag. 107 (7° tipo).
Raro. BB

CLEMENTE VII

Clemente VII, nato Giulio Zanobi di Giuliano de' Medici (Firenze, 26 maggio 1478Roma, 25 settembre 1534), esponente della famiglia fiorentina dei Medici, fu il 219º papa della Chiesa cattolica dal 1523 alla morte.

 Da:

https://www.biddr.ch/auctions/nacit/browse?a=43&l=32921

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Giulio, AR 3,79 g. CLEMENS VII PONT MAX Busto barbuto a s. con piviale ornato. Rv. MISIT DOMIN – ANG SVVM S. Pietro liberato da un angelo; all'esergo ROMA segno di Giacomo Balducci zecchiere. Muntoni 48. Berman 843.
Rarissimo. Ritratto di eccezionale esecuzione e leggera patina, migliore di Spl. Questo doppio carlino, di grande rarità e conservazione, fu coniato poco dopo il rientro a Roma di Papa Clemente VII, avvenuto l’8 ottobre 1529, quando, per il poco tempo passato, il ricordo del sacco e della sua prigionia in Castel Sant’Angelo, dovevano essere ben nitidi nella memoria sia del Pontefice che della popolazione e la rappresentazione dell’angelo che libera San Pietro dal carcere Mamertino e la relativa legenda sono chiare allusioni a quello sciagurato periodo. I conii sono certamente opera di Benvenuto Cellini, anche se nella sua ”Vita” non ne parla. L’abile mano del grande artista è inequivocabile e, ad ulteriore conferma, dai documenti della zecca sappiamo che all’epoca Cellini, ovvero il 16 aprile 1529, era stato nominato dal Papa unico incisore camerale: Dilecto filio Benvenuto Cellini Aurifici fiorentino: De acuitate ingenii virtute probitate et solerti scientia tua confidentes ac cupientes te favore prosegui grazioso officium conficendarum stamparum cudendi monetam pro tempore Zeccha alme urbis nostre cum honoribus oneribusque et emolumentis consuetis…… indignationis nostre pena aliquas stampas in Zeccha nostra nisi per manus dicti Benvenuti recipiant et admictant aut desuper monetam cudere audeant vel presumant . A conferma del fatto che il Cellini era stato assunto alla zecca sappiamo, inoltre, che in data 12 giugno 1529 fu eseguito un mandato di pagamento, il cui originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze, per venti ducati a suo favore in quanto ” nuovo maestro delle stampe ”. Da tale incarico fu sollevato il 2 Gennaio 1534.

PAOLO III

Paolo III, nato Alessandro Farnese (Canino, 29 febbraio 1468Roma, 10 novembre 1549), è stato il 220º papa della Chiesa cattolica dal 1534 alla sua morte. Nel 1540 autorizzò la fondazione della Compagnia di Gesù su proposta di Ignazio di Loyola e convocò il Concilio di Trento nel 1545.

Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_(moneta)#/media/File:Paolo_1540.jpg

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Il paolo o paulo era una moneta pontificia; questo nome fu dato al giulio da 2 grossi quando nel 1540 papa Paolo III (da cui il nome) ne fece aumentare il contenuto d'argento a 3,85 g. La prima coniazione di Paolo III recava al dritto le armi papali e al rovescio San Paolo.

Ai tempi dell'arrivo dei rivoluzionari francesi, il Paolo era valutato sulla piazza milanese col valore di 14 soldi.

A Roma ancora nell'Ottocento era il nome popolare della moneta da 10 baiocchi. I nomi di paolo e giulio erano in uso a Roma fino al pontificato di Pio IX, anche quando queste monete non erano più in circolazione, per indicare la moneta da 10 baiocchi.

Lo stesso nome presero monete di altri stati italiani. Nel Granducato di Toscana circolò il paolo da 8 crazie.

GREGORIO XIII

Gregorio XIII, in latino: Gregorius XIII, nato Ugo Boncompagni (Bologna, 7 gennaio 1502Roma, 10 aprile 1585), è stato il 226º papa della Chiesa cattolica (225º successore di Pietro) dal 13 maggio 1572 alla morte. Per la storiografia successiva è considerato come uno dei pontefici più importanti dell'età moderna, soprattutto per quanto riguarda l'attuazione della Riforma cattolica e la riforma apportata al calendario che prende il suo nome.

Da: 

https://www.deamoneta.com/auctions/view/556/472

gregorio.JPG.9941982cb3775972ff92c93c290de358.JPG

 

Ancona. Gregorio XIII (1572-1585). Giulio. M. 311/314 Berm. 1225. AG. g. 3.05 Interessantissimo e raro errore nella legenda del D/ che riporta GREGOGI qBB.

SISTO V

Sisto V, nato Felice Piergentile e a trent'anni Felice Peretti (Grottammare, 13 dicembre 1521Roma, 27 agosto 1590), è stato il 227º papa della Chiesa cattolica (226º successore di Pietro) dal 1585 alla morte; apparteneva all'ordine dei frati minori conventuali.

Da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1256&lot=614

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BOLOGNA Sisto V (Felice Peretti), 1585-1590

Sisto o Giulio. Ar gr. 3,02 Stemma ovale. Rv. S. Petronio stante. M. 99; B. 1363.
Foro otturato. MB

 

 

 

 

 

 

 

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Bellissima rassegna...di grande interesse.

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Il 24/8/2018 at 18:03, lorenzo dice:

Pochi anni dopo, nel 1508, già il contenuto d'argento era calato sotto i 4 grammi. Nel 1535 ci fu un'ulteriore riduzione a 3,65 grammi. La prima coniazione di Giulio II recava al dritto le armi papali ed al rovescio i santi Pietro e Paolo.

Questo non creava problemi? Voglio dire, un Giulio di qualche anno prima valeva più di uno del 1535, andando a pagare con un giulio "vecchio" in teoria ci rimettevo.

Venivano accettate a peso o comunque il nominale aveva la precedenza e, quindi, forniva comunque una garanzia?

 

Detto ciò, ti ringrazio! Argomento interessante e devo dire che mi ero sempre chiedo il motivo per cui ci vossero le monete da X Giulii e X Paoli

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Penso, ma è una mia semplice deduzione, che le diverse tipologie di monete circolassero insieme e chi le spendeva non faceva caso alla percentuale di intrinseco. Siamo noi, piuttosto, a fare queste distinsioni a fini commerciali. Immagina cosa poteva succedere sempre nello Stato pontificio al tempo del denaro provisino: Una caterva di pesi e misure diversi eppure l'economia aveva un certo corso, diciamo così, tranquillo.

Devo aggiungere che non solo i Papi hanno usato il proprio nome per battezzare le loro monete, ma lo hanno fatto anche tanti altri regnanti laici, quando non hanno usato il nome di una località: uno per tutti il carrarino.

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3 minuti fa, lorenzo dice:

non faceva caso alla percentuale di intrinseco

Quindi calava l'intrinseco ma il peso rimaneva lo stesso o sto solo facendo confusione e calava anche il peso della moneta? :-[

 

7 minuti fa, lorenzo dice:

Devo aggiungere che non solo i Papi hanno usato il proprio nome per battezzare le loro monete, ma lo hanno fatto anche tanti altri regnanti laici, quando non hanno usato il nome di una località: uno per tutti il carrarino.

Ovviamente, ciò accade anche con le imperiali (Vedasi Antoniniani e Aurelianiani) ma sconoscevo le figure per le quali avessero preso quei nomi.

Senza contare che, ignorando gli eventi, avrei pensato che il "Paolo" avrebbe potuto avere un significato religioso dietro il nome :unsure:

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Pensa che New Orleans come nome ha origini molto remote e il padre di tutto il percorso e l'imperatore romano Lucio Domizio Aureliano che in Gallia ha lasciato una traccia profonda dando il nome ad una parte di territorio detta Orleans.

da: http://www.inumis.com/vso//charles-le-chauve-denier-a-la-porte-orleans-a17842.html

orleans.JPG.7e4dcde1f42058c5e4eb93a79093833b.JPG

Denier à la porte. Orléans.
A/ + CARLVS REX FR. Croix cantonnée de quatre besants.
R/ (à 6 h.) + AVRE - .LI. - ANIS. Porte de ville.
Argent. 1,26 g. 19,5 mm. 9 h.
D.725 (75 ex.). MG.944.
SUP.

Da qui New Orleans. Quella dell'uso del proprio nome per una divisa è antico quasi quanto l'uomo

AVRELIANIS del rovescio di questo bellissimo denaro non è altro che la trasformazione del nome latino AURELIANUS.

Un peso calante delle monete era poco  importante all'atto pratico e come ripeto il denaro provisino, quando era autentico, aveva pesi via via sempre più bassi, ma a qquesto aggiungerei anche il denaro di Lucca che anch'esso ha subito una sorte pressochè simile

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Interessante discussione.

Il giulio ed il mezzo giulio erano  tagli che circolavano anche nel Principato di Piombino (ancora un attacco di campanilismo!:D)

NICCOLO' LUDOVISI (1634-1664)

Mezzo giulio

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GIOVAN BATTISTA LUDOVISI (1664-1699)

mezzo giulio

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giulio

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Ottimo contributo, grazie

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Aggiungo, per migliore conoscenza,  un estratto da una pagina del <libretto della Zecca> del 1643, in cui si parla,  appunto, della produzione dei mezzi giulii di Niccolò Ludovisi. 

(l'immagine proviene dall'Archivio Segreto Vaticano, dove il libretto è conservato; il testo completo l'ho pubblicato su PANORAMA NUMISMATICO, 05/2016).

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